giovedì 13 marzo 2008

il nano per fare pace può funzionare?

Un ex-amico mi ha fatto avere dall'estero, dove vive, tramite una comune conoscenza, l'ipod nano, cioè quella roba fighissima ancor più figa di quella che mi portò al rincoglionimento un po' di settimane fa, mentre inserivo canzoni, per l'amica della sorella. Ché io non sono per le cose trendy.
Non ero. Ora sono trendy. E oggettivamente rincoglionita.

L'ex-amico, per cui tante lacrime versai per una grave scorrettezza, mi ha messo dentro canzoni dei nostri venti anni, intesi proprio come venti precisi [ok, non farò la solita precisazione che non si tratta di alisei ma di numero cardinale, senza però il vestito rosso porpora]. Ci mettemmo insieme. La mia prima storia seria.
Durò 9 mesi. Come l'attesa per un bimbo. Come l'attesa per la mia prima macchina, dopo l'ordinazione in concessionaria. Poi mi lasciò e soffrii come un cane. Poi arrivò ex-fidanza e si portò via la mia sofferenza. Un debole per lui, però, rimase sempre.

Si laureò anzitempo, poi iniziò a viaggiare per lavoro.
Quand'era in bei posti io e A e altri all'uopo lo raggiungevamo.
Era sempre una tale festa rivederci. Tante risate. Tante albe che ancora eravamo lì, ovunque fosse lì, a parlare.

Poi A morì all'improvviso, inferendoci una ferita inguaribile, indelebilmente presente sulle nostre scorze.
Noi tre eravamo amici amici amici, tre volte amici, con qualche tentennamento un po' qui un po' lì, ma eravamo essenziali l'uno all'altro. Però l'equlibrio cambiò, l'ex-amico si allontanò da tutti gli altri amici, ma da me no. O non così.
Magari ci sentivamo più raramente, ma parlavamo ore.
Poi partì per una destinazione lontanissima, quasi irraggiungibile.
Promise una visita di saluto prima della partenza, che non vi fu mai.

Io ero fragile come una foglia d'autunno in quel periodo, lui lo sapeva, fu come se mi calpestasse facendomi in mille pezzi.

Ora questo stronzo mi manda quest'oggetto trendy e figo, che farei volare giù dalla finestra, non fosse che quest'oggetto ha un'anima. In 688 canzoni ex-amico, che ha cercato in tanti modi di riallacciare i contatti, ha racchiuso la sua anima. Si può racchiudere la propria anima in 688 canzoni? Oh, si. Forse anche in molte meno. Si può fare un'altra scorrettezza così?

Sono qui che scrivo e piango, e anche penso che le mie lacrime contengono acido muriatico tanto mi fanno bruciare gli occhi.
In un colpo solo rivedo venti anni di stretta amicizia, rivedo lui che corre verso il mare con le pinne e noi altri che lo prendiamo in giro, il suo sguardo posato sul mio viso quando la mattina apro gli occhi, i nostri balli alticci scomposti, il nostro modo, mio suo e di A, di vedere i film facendo andare la cassetta indietro e avanti 50 volte quando una scena ci piaceva. E milioni, miliardi, fantastiliardi di altre cose.

Talvolta la mia vita si fa un po' difficile.
on air: "No woman no cry". L'ho detto che è uno stronzo.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Dagli un'altra possibilità, è un tuo amico alla fine e di stupidate ne facciamo tutti...
Sara

Lillo ha detto...

688 canzoni per spiegare un'anima sono veramente molte (tipo la mia si spiega con un ritornello, eh).

Evidentemente ti vuole spiegare molto bene. Io ascolterei.

Baci,
-L.

Mafalda ha detto...

cuore di pietra mafy si è commossa solo a leggere il post ... non oso nemmeno immaginare cosa sia ascoltare ...

sono d'accordo con lillo e sara ... io ascolterei ... e magari gli darei un'altra possibilità!
Baci

Fragola ha detto...

massì che può funzionare!

Zino ha detto...

Queste sono le piccole grandi cose che fanno dimenticare tutto, come quando una pagina diventa nuovamente bianca.
Servisse anche per la memoria, si sarebbe tutti migliori.
Dopo aver pianto, sorridi, ne hai tutti i motivi.

Pappina ha detto...

@sara: no, beh, è un mio ex-amico. Non so. Gli amici hanno un unico dovere, cioè supportare l'altro quando questi è in difficoltà. Quante volte a mezzanotte e mezza o all'una arrivava una chiamata sul cell che mi diceva: "Sono appena atterrato, c'è una fila lunghissima ai taxi" e la cogliona, senza pensarci due volte, prendeva un giubbetto, scendeva in garage, prendeva la macchina e prelevava il pacco, riportandolo a casa. Era una cosa così naturale per me. Eppure era una difficoltà superabile con un'oretta d'attesa rispetto ai 20' che ci volevano a me per mettermelo in macchina.
Boh. Ho ancora tempo. Sono alla canzone 71 su 688...

@lillo: non sarà mica "tentare goffi voli, d' azione o di parola, volando come vola il tacchino"? Perché questo è senz'altro il mio.

@mafy: è struggente. On air: The Boss con "The ghost of Tom Joad".

@fragola: tutti coalizzati?!

@zino: minchia, che parole belle. Anche tu a farmi venire i lucciconi? Grazie. Delle parole, dei lucciconi meno.