lunedì 30 novembre 2009

[commento ai commenti agli ultimi due post]

[Banda di sciamannati, rimanga tra me e voi, ma è stato bello passare quasi un'ora a rispondervi. Sarà che siete sciamannati intelligenti. Sarà. Dubitativo.]

domenica 29 novembre 2009

giusto uno zompettino per prendere un insulto

  1. Mia sorella oggi doveva essere stata morsa da una tarantola, simpatica come una pigna al rovescio inserita nell'ultimo tratto dell'intestino attraverso apposito foro elastico (beh, "elastico"... chi più, chi meno);
  2. mi piacciono quando i radioascoltatori si fanno domande e ricevone risposte, vedi commenti post sotto (non posso fare commento ai commenti perché ho finito ora di lavorare. Non sono esttamente una martire, è che ho cazzeggiato. Vi è forse bisogno di ribadire che sono una procrastinatrice compulsiva? No. Anche secondo me);
  3. ecco, stasera ho ascoltato, a parte qualche brano di XF, il nuovissimo album dei Negramaro "Mentre tutto scorre", devo dire che, se le due trentine che abitano a Trento non mi sganciano una bomba H sulla casa, mi piacciono assai. Credo l'avessi lì da tre anni e mai mi era capitata l'occasione di. [no! oh! ho detto: "niente bombe!", che poi lo spostamento d'aria vi scompiglia il capello e rovina il bayalage]
'Notte.

giovedì 26 novembre 2009

di una delle rare telefonate

Amica mora (Am) ha una tresca con un uomo. Ma che dico uomo, con un super-uomo, che è ben altra cosa rispetto a un semplice uomo.

Am: ...e così ho passato ben quattro ore a casa sua! Che bello...
Io: si, va bene, ma l'hai reso felice?
Am: cazzo, altroché, ben tre volte!
Io: ...
Am: .....
Io: e questo è quanto?! Fammi volare con la fantasia! Numero di scopate e di pompini?
Am: due e uno. Beh, cioé, diciamo che una scopata è stata un po' sui generis, nel backstage...
Io: santo cielo quanti giri di parole, hai finalmente perso la verginità anale?
Am: siiiiiiiii!

(segue mezz'ora di discussione sul perché l'uomo, in genere, va in estasi con il rapporto anale. Sono ferratissima, ex-moroso me lo ha spiegato 739 volte circa)

Am: sai, sei l'unica con cui riesco a parlare di queste cose. Non so perché. Neppure con le mie amiche più care tocco l'argomento, se non superficialmente.
Io: sarà perché io le tresche le ho vissute?
Am: si, ma non solo.
Io: sarà perché non ti giudico negativamente?
Am: si, certo anche questo è importante, un'amica mi ha chiaramente detto che non approvava e così non gliene parlo più. Ma non solo, c'è qualcos'altro, non so spiegare cosa.
Io: sarà perché mi esprimo in maniera vivace, senza peli sulla lingua [io, lei magari qualcuno si], e così riusciamo a sviscerare l'accaduto senza imbarazzo perché sono sostanzialmente un po' grezza?
Am: bravissima, si! Si. E' esattamente questo. Mi incalzi e mi fai tirare fuori la mia parte animalesca, che ho sempre represso per gli uomini che mi sono trovata a fianco.

Ah, ecco.
Sono grezza.
Però come la seta.
(dentro però mica ci sarà il baco?)

martedì 24 novembre 2009

situazione imbarazzante

Situazione così descrivibile.
La sottoscritta ha preso sonno alle 4.30 del mattino, e oggi è lievemente rincoglionita.
Il lavoro però non lo è altrettanto e bussa alla mia porta.
Ci impiego 45' ad aprirgli.
Insomma, adesso mi trovo in una fase REM ad occhi aperti e non è bello.
E devo fingere di stare lavorando, tanto poi so che lavorerò a casa dopo le dieci della sera.
'iuto.

domenica 22 novembre 2009

ho degli spunti ma non annoto

Avvenimenti di breve corso:
  1. avrei anche degli spunti per scrivere post se non intelligenti, quanto meno divertenti, ma me li scordo e siccome sono nata testarda (la mì nonna, non a caso, mi chiamava "testona" [e non perché avessi la testa grossa], quando non aveva motivi di chiamarmi "birba", che funzionava da riflesso condizionato in mia madre, che mi sculacciava: poteva anche riferirsi al cane che non aveva, mia madre mi sculacciava lo stesso), non mi appunto mai niente e ciao ciao bambinaaaaaa, un bacio ancoooor;
  2. con ex-moroso a vedere un concerto interminabile. Sul palco anche l'insegnante di pianoforte di ex-moroso, che lui è andato a salutare a fine concerto. Lui. Però, ah, tiè!, poi è subito tornato indietro dicendomi: "Ti vuole conoscere" (aria un po' rassegnata), così all'insegnante le ho raccontato come mi suonò il piano la prima volta che andai a casa sua, roba che non si ricordava neanche un accordo. E parliamo di Ligabue, mica di Rachmaninov. Lui ha detto che sono una stronza, ridendo, lei mi ha, anzi, ci ha invitato a cena, devo esserle sembrata troppo simpatica;
  3. [vorrei far notare la mia modestia con l'utilizzo del verbo "sembrare, questa parentesi sembra un ossimoro ma è solo un'impressione];
  4. ex-moroso è spento, ma dei suoi affari amorosi neppure mezza parola, levandomi così altri spunti per i miei post;
  5. il bimbo di una mia amica ha avuto un'emorragia cerebrale alla nascita, riscontrata un mese dopo, e a gennaio il pargolo deve fare una tac alla testa e insomma speriamo bene;
  6. ieri ho visto un ragazzino, tipo 15 anni, disabile intellettivo, non so dire cosa avesse, so che si agitava, urlava e camminava e si sedeva tutto storto e so anche che sua madre lo cercava di gestire con tutte le sue forze, e la cosa mi ha fatto capire, ce ne fosse stato bisogno, che le madri sono pazzesche, se riescono a gestire un ragazzino palesemente più forte di loro e totalmente incontrollabile. Volevo abbracciarla, quella mamma lì, ma poi vieni accusata di pietismo e stronzate del genere, e siccome non ero sola ho evitato, però mamma due applausi te li faccio lo stesso, e a tutte le mamme come te;
  7. il punto 5 e 6 sono razionalmente sviluppati indipendentemente, ma visto i temi qualche associazione il mio cervello deve averla fatta;
  8. mia sorella oggi ha parlato venti minuti con un'amica che era venuta a trovarmi, poi ha il coraggio di chiedere perché la caccio di casa quando ho amici in visita;
  9. mia sorella mi ha portato da qualche aeroporto arabo due stecche di sigarette a 30$, invece degli 88€ che io avrei pagato, però io le ho regalato due spazzolini da denti nuovi: un equo baratto, mi sembra;
  10. dieci è un numero troppo impegnativo per chiudere perché mi ricorda i 10 comandamenti;
  11. ho una macchia di umidità sopra il gabinetto, così la mia vicina del piano di sopra sarà costretta a spaccare il pavimento del bagno appena rifatto, e credo che d'ora in poi non mi offrirà più caffè;
  12. dodici è un buon numero per chiudere. [un po' dozzinale, ma pazienza]

giovedì 19 novembre 2009

che ragazza intelligente

Grazie ai captcha niente più commenti anonimi, evviva evviva!!!
Posso forse evitare di pubblicare la cosa più bella che ho visto quest'anno a XF?
Certo che no. E poi è una canzone bellissima di cui sono orgogliona di possedere il 45 giri originale.
E lui è pure un figo pazzesco, ha dei denti, ma dei denti...
Così so che faccio contento almeno il mio amico basso.

[e poi non avevo ancora sprecato (quasi) mezza parola]
[come sono buona]
[e brava]
[e soprattutto intelligente]


martedì 17 novembre 2009

che ragazzo intelligente

Oggi sono riuscita a parlare al telefono con un amico, anzi conoscente/amico perché siamo a metà strada.
Un ragazzo intelligente, e siccome abbiamo condiviso una situazione burocraticamente complessa, lo volevo informare di una cosa. Ma lui, essendo probabilmente più intelligente di me, sapeva già tutto.

E abbiamo parlato un po', di molte cose, delle sue gemelline di pochi mesi, degli aiuti necessari quando ti ritrovi da due a quattro in famiglia, di station wagon e robe così.
Poi, non so perché, gli ho detto che io sembro estroversa ma dentro, nel profondo, sono un solitario orso bruno. Lui mi dice:
"Quello che ho notato di te, più che la ricerca di momenti di solitudine anziché l'estroversione, è che sei estremamente selettiva nei confronti delle persone che ti circondano".

Questo ragazzo lungo lungo e magro magro, che incontro non così spesso, è il primo a dirmi una cosa del genere. Io so che è così, sono selettiva in maniera esagerata, ma nessuno lo aveva notato.
Mi ha lasciato di sasso.

P.s. Sono stata obbligata a mettere il captcha ai commenti ("verifica parola", credo si chiami), ma i commenti spammosi stavano diventando veramente troppi e così spero di farla finita (no, non voglio suicidarmi, voglio solo eliminare gli spam). Chiedo venia.

domenica 15 novembre 2009

leggerità

Grazie a quegli stronzissimi commenti anonimi e pure al fatto che i dipendenti gugòl suggeriscano, a me come ad altri che stanno sperimentando la rottura di palle quotidiana, come soluzione la moderazione dei commenti (ma vah, mica ci avevo pensato, è un'ideoooona), ho riletto un vecchio post mio che mi ha fatto ridere un sacco.
Chi si loda s'imbroda, etc. etc., ma era oggettivamente qualcosa di divertente.

Quindi se fino a poco fa avrei voluto dare delle troie a un paio di persone, ora no, no e no.

Perché le persone stronze non ti possono far diventare altro da ciò che sei, io non voglio diventare una perenne incazzata col mondo perché sulla strada metto il piede su degli stronzi. No, cazzo.
Tanto di stronzi è costellata la galassia.

E allora per stasera scriverò solo che:
  1. ho rivisto in un pranzo di giusto due ore il mio ex-collega Ciccio, che ai tempi trattavo come un bimbo, e poi ho realizzato che ha 5 anni in più di ex-moroso, e la cosa mi ha fatto un po' impressione;
  2. Ciccio mi ha fatto tornare anni addietro, quando il gruppo di lavoro era spettacolare e io sbavicchiavo per il grande capo, e mi ha fatto ridere un sacco;
  3. mia madre difende i suoi diritti di anziana che non vuol passare troppo tempo in piedi anche con mia sorella che, in un eccesso di bontà, l'aveva portata al suo paese per rimettere i fiori finti sulle tombe; sono poi passate a fare la spesa in un iper e mia madre ha tirato dritto davanti al reparto abbigliamento che sorella guardava adorante;
  4. mia sorella non è una dalle grandi (medie, piccole) marche, mio armadio 30 cose, comprate rigorosamente in saldo, di marche che fanno roba carina e casual VS mia sorella's armadio 30.000 cose, dai maglioni che mia madre le fece negli anni '80 alle ultime chincaglierie cinesi;
  5. le uniche robe di marca che mia ha sorella ha, sono mie: saccheggiava i miei sacchi di roba usata da portare alla Caritas, "Te lo porto io, ci devo passare", e questa non è una barzelletta;
  6. sei è un buon numero per chiudere questa settimana.
P.s. Naturalmente devo ancora fare il cambio di stagione, e mi vesto come una profuga.

martedì 10 novembre 2009

pensiero stupendo

E se domani fosse un buon giorno per licenziarmi?! Cioè, io soggetto me complemento oggetto.

Mi sono improvvisamente accorta, quando sono andata sull'orlo delle lacrime per una stronzata
qualsiasi
(tipo: belva femmina che s'è incazzata con belva maschio, o tipo che è finito il nesquik, o tipo che la batteria del telefono si è ricaricata in solo un'ora e mezza e non in quattro come la prima volta, o tipo che rischio di pagare 1500 euri di mora - beh, no, ok, basta, questa è roba seria su cui andare in lacrime)
che devo questo mio stato di disgrazia sostanzialmente a un cazzo di progetto.
Un progetto del cazzo, per altro, che non servirà quasi a nessuno.

E io, da idiota, faccio l'impossibile, studio robe di cui non ho mai saputo un'acca, mi accanisco, ci penso quando dormo (cioè mai), sputo (un po' di) sangue, e per cosa?
Per una donna isterica sull'orlo della menopausa.

Ok. Domani progetto a qualcun altro.
Ne va della mia psiche.
E non ho neppure fatto a tempo a lavarmi i capelli, che sono lerci, così è una certezza che incontrerò il mio consulente preferito.
Ma vaffanculo.

(basta negatività! cazzo!!!)

lunedì 9 novembre 2009

vorrei vorrei vorrei

Innanzitutto non essere qui a scrivere, perché se scrivo a quest'ora significa che sono a casa.
No, niente licenziamento, per ora, ma la mia capa mi sta veramente sfrantumando gli zebedei per chiudere un progetto entro... una settimana fa.

Porco diavolo, io l'avevo detto che non sarebbe stata una passeggiata, ma lei niente. Da ignorante (in senso letterale) crede che tutto sia una cazzata, cielo che nervi. Quindi oggi ho lavorato da casa, ho fatto i compiti e poi ho chiesto all'assistenza tecnica un aiuto. Ovviamente non mi hanno (ancora) risposto, e sono passate cinque ore, quindi ero qui a fare sterili tentativi quando un commento di un radioascoltatore mi ha distratto. Così ho risposto ai commenti arretrati, così ho pensato che già che c'ero potevo descrivere questi sì mirabili giorni:
  1. mercoledì mi è arrivato il telefono norvegese fighissimo, che secondo me è più figo del figofonino, e vorrei solo dire che, nel sistemare le connessioni, mi deve essere sfuggito qualcosa, e ne ho attivata una che poi è rimasta aperta più di due ore, per la modica cifra di euri dodici (imbecille);
  2. le giacche da inverno da donna le fanno ormai solo per le scimmie. Sono arrivata a questa conclusione quando ne ho trovata una bella ad un prezzo eccezionale, che mi sta a pelo, sulla quale però devo fare due risvoltini sulle maniche. Io odio i risvoltini;
  3. lavorato anche sabato e domenica, con solo un paio d'ore dedicata a "I fatti della settimana" con la mia amica psy(chotic);
  4. quattro, come i Fab Four, è un gran numero per chiudere (ho una vita piatta? no, il culo piatto sì, ma la vita come può essere piatta? o è larga o è stretta).

p.s. mentre ero in revisione mail della capa: "A che punto siamo?", che spaccamaroni! Mi ci vuole un sonnellino.

sabato 7 novembre 2009

domandina

Ma se mi trovo commenti anonimi inutili, in italiano arrangiato e off topic, qualche pia anima mi può spiegare cos'è questo fenomeno? Un virus? Un batterio?
Fastidissimo.

mercoledì 4 novembre 2009

cinquantamilaesettanta grazie

[c'è ancora x factor e non posso dilungarmi, però grazie, eh, soprattutto a certi, soprattutto piccoli]

martedì 3 novembre 2009

#§%?&!ç@!!! (giusto perché titolare con un'imprecazione potrebbe essere di cattivo gusto)

Porca puttana di quella troia di un'eva.
E' sempre la solita storia.

Dovrei attivare un servizio per la gestione di robe strane entro metà mese, per attivarlo devo necessariamente fare affidamento su un gestore esterno che, tuttavia, deve "legarsi" alla nostra attività attraverso alcune procedure.
A fine settembre sceglievo il gestore e il 2 ottobre lo proponevo a quel sacco di lardo e nient'altro della mia capa

[non ho niente contro i sacchi di lardo e altro, perché tra l'altro avevo la tessera del partito "sacchi di lardo ma molto di più]

che, non paga, si faceva imbambolare come un'imbecille patentata da un secondo gestore, che ha finito di inviare la documentazione IERI.

Oggi la mia capa mi scrive una mail

[giuro che se l'avessi avuta innanzi me la sarei mangiata, per poi morire tristemente dissanguata, essendo che il lardo ingordo ingerito se lo sarebbe bevuto tutto]

che mi mette sotto pressione, bene, brava, bis.
Propone infine un consulente esterno con cui collaborare, cioé io, che mi faccio in 64, dovrei pure collaborare con un esterno

[il consulente, visto il lavoro, sarebbe stato un cesso assicurato]

e io per un'oretta ho recitato il rosario per fare training autogeno, poi ho sclerato in una mail, ma molto più pacatamente di quanto avrei voluto fare.

Domani siamo entrambe in ufficio e io sono già un toro imbufalito.
Anche perché - psicologa di 'sto cazzo - dal momento che metti sotto pressione a 20 bar una povera disgraziata che si sta leggendo i manuali di implementazione del nuovo gestore, consistenti di un centinaio di pagine, è ovvio che le tre o quattro cose memorizzate fino ad allora andranno perdute, porca di quella zoccola!
E per zoccola intendo la mia capa, che non scoperà nessuno, però e zoccola dentro, maledizione!

[questa ripresta post-estate lavorativa non mi sembra un granché promettente]
[ho questa vaga impressione]
[chissa perché]

lunedì 2 novembre 2009

una poetessa

Il poeta è sempre in vacanza. Ed è contro le vacanze. Per questo, anche d' estate rimane in città. Alle ferie d' agosto preferisce le passeggiate languide lungo i canali. Piuttosto che in un confortevole albergo ama riposarsi nel disordine di casa sua. Le vacanze le trascorro da sempre nella mia casa sui Navigli, rimpiangendo Patty Pravo e ascoltando «Mille lire al mese». In quale posto potrei stare meglio che qui? Tra queste mura sono nati i miei figli e le mie poesie.

Sono un' eremita nata, la casa è il mio rifugio. Ho sempre sognato di vedere un giorno, attaccata fuori dalla porta, una targhetta con su scritto: «Qui è nata e vissuta Alda Merini». Sarei stata più felice solo se a questa casa avessero lasciato la vecchia muffa, le pareti scrostate, il suo passato. Invece anche qui hanno passato la vernice nuova e i vicini di un tempo non ci sono più. Ora ho una casa tutta «leccata», senza raucedini. Intorno a me neanche un colpo di tosse catarrosa, solo giovani belli e intelligenti. Neanche un cretino. D' estate, poi, tutti via. A farmi compagnia rimangono i preti giovani e bellissimi che passano tutti i giorni a trovarmi. Mi regalano felicità e impulsi creativi, con il caldo l' ispirazione si affievolisce. Esco di rado, per andare al Duomo o davanti al Castello Sforzesco. Rimango lì per ore e ore.

Mi immedesimo in Pia De' Tolomei, la suggestione è grandissima. Le trattorie mi annoiano oramai, si mangia pesante. Le ho girate tutte. Ho cenato con piatti di gnocchi, di risotti, di ossibuchi con polenta. Ora non ne ho più fame. Sono un cuor contento, mi basta stare qui con dieci ventilatori a guardare i miei Navigli. Il mare lo vedo in televisione e mi piace molto. Non so nuotare, mi sarebbe piaciuto imparare. Alle spiagge assolate ho sempre preferito la montagna. Ho fatto qualche scarpinata in Val d' Aosta, sono una provetta scalatrice. Ma ogni volta che sono partita ho sognato la mia città. E' bellissimo tornare a Milano, di notte. Si potrebbe lasciarla per sempre solo per andare in Paradiso. Ma forse desidererei, anche da lì, la mia casa.

Alda Merini
(tratto da Il "Corriere della Sera")

domenica 1 novembre 2009

facciamo finta

Facciamo finta che abbiamo un uomo e una donna sposati, infelici.
Facciamo finta che i due abbiano vicendevolmente tradito.
Facciamo finta che abbiano perso il significato di "amore" per la strada, e l'abbiano rimpiazzato con altri epiteti, meno belli.

Però facciamo anche finta che uno dei due, all'improvviso, trovi un altro amore.
Facciamo finta che vivano una storia passionale e totale, dove si parla, si scherza, si gioca, si regalano e si ricevono gesti d'affetto, si trovi l'interlocutore ideale l'uno nell'altra e viceversa.
Facciamo finta che il terzo incomodo faccia una prova del nove e scopra.

Che per qualcuno è meglio vivere tra le sbarre piuttosto che affrontare il giudizio altrui.
Che per qualcuno, con una dose consistente di ipocrisia, questo atteggiamento sia "responsabile".
Che per qualcuno sia possibile non far prevalere la parte emotiva su quella razionale e viceversa.
Che quel qualcuno, lasciato dopo la prova del nove, mandi fievoli e meno fievoli segnali affinché la persona amata si avvicini, ma senza avvicinarsi in prima persona.
Che per qualcuno l'amore riscoperto non sia abbastanza per affrontare le complicazioni (milioni di) di una separazione.

Qualcuno, senti un po' me.
Se sei molto religioso e rispetti a modo un po' tuo la sacralità del matrimonio, allora taccio. Ma non credo sia il tuo caso.
Vedi Qualcuno, c'è da una parte il mio spirito emotivo (che prende il sopravvento sulla razionalità in un picosecondo) che mi dice che sbagli. Da una parte invece c'è l'esperienza, che mi dice che un rapporto "rotto" non si incolla più. E, per finire, c'è anche la consapevolezza che non è che si duri su questa terra per sempre, quindi vivere una vita infelice, per propria scelta, non solo mi sembra un insulto a tutti coloro che una vita infelice la vivono perché costretti, ma anche una cazzata, perché potresti morire domani.
E moriresti infelice.

[no, adesso ok, sono stressatella, nervosetta, eccetera, però non sono io a vivere una vita infelice né nessuno dei miei cari (che bel termine ottocentesco, lo usava sempre la mia zietta, infatti), ho periodi di merda ma sono sempre intervallati da piccole gioie, oppure ho periodi gioiosi che sono sempre intervallati da piccoli momenti di merda, però ecco, tenevo a puntualizzare, la mia vita non solo non è infelice ma io, come gli americani, metterei sulla Costituzione "la ricerca della felicità" come un diritto umano inallienabile, ché ogni tanto qualcosa di giusto lo scrivono, poi metterlo in pratica è tutta un'altra faccenda]

[oggi ho dovuto rimbalzare per la 67° volta il mio tatino-pseudo-nipotino-triennale perché devo fare l'anti-influenzale e mi hanno proibito di frequentare marmocchi, ma pensa te]

[non riuscirò mai a bere un cappuccino decente di domenica, e questo è un fatto]

venerdì 30 ottobre 2009

nota a margine

(pranzavo con le colleghe, tutte con panini o focacce o cereali portati da casa, eravamo in una stanza appositamente adibita, piuttosto grande, parlavamo di episodi spettacolari che avevano in comune il tampax, avevo appena finito di raccontare di quando una mia amica aveva lasciato in loco l'applicatore - cazzo, quante risate quel pomeriggio con le altre amiche - e camminava a gambe larghe, una collega mi dice che pochi mesi prima era successo anche a lei, io stupita che avesse provato il primo tampax a quasi 30 anni, io le dico che invece ho cominciato a 15/16 anni ad usare i tamponi, e ad alta voce dico)

"Praticamente ho donato la mia verginità ad un tampax".

Sento una risata maschile alle mie spalle, poi la risata si estende a tutto il gruppo, in modo isterico.
Era appena entrato, senza far rumore, il mio consulente preferito. Io ero di spalle.

Ogni altro commento è superfluo.
(però con le FDM dovrei essere a posto fino al 31 del mese)


martedì 27 ottobre 2009

orchestra ed elii ed arcimboldi

Non posso non tacere su ieri sera.
Regalo di compleanno a ex-moroso, che mi viene a prendere con 30 minuti di anticipo, cosa che ovviamente mi getta nel panico, non avendo neppure cominciato a lavarmi i denti.
Ma è ex-moroso, intanto che mi preparo mi segue, mi parla, mi racconta, mi sceglie il maglione e così via. Non sa dove lo porto. Via dell'Innovazione nella città grande non gli dice niente.
Fiuuuuu, non c'è mai stato.

Però al 97° cartello con le maschere e sopra iscritto Teatro degli Arcimboldi, gli viene il sospetto. A domanda, nego. Ma una volta che lo faccio parcheggiare innanzi a quella roba bruttissima fuori ma bellissima dentro, smetto di negare. Ora il suo problema è sapere cosa andiamo a vedere.
Fuori non ci sono cartelloni, il ragazzo è spiazzato. Vorrebbe tirare giù il finestrino e chiedere agli spettatori che intanto si avvicinano che minchia vanno a vedere. Tuttavia farebbe un po' la figura del cretino. Questo lo trattiene e continua a mangiarsi il pic-nic (si, avevo previsto tutto, anche il pic-nic in macchina, perché ex-moroso arriva o mezz'ora prima o un'ora dopo, già mi vedevo affondare i denti nella focaccia a 123 km/h).

Andiamo a ritirare i biglietti e dopo aver citato Zarrillo (faccia disgustatissima), Ligabue (faccia annoiata) e Baglioni (faccia schifata) mi si illumina d'immenso: "Sono gli Elii???", ma si stella mia, sono gli Elii, di cui sai metà repertorio almeno a memoria. Fila 10, il sangue scorre copioso dalle mie vene, ma chissenefrega. Contiamo anche i tre mesi di ritardo sul regalo. Gli Elii fanno ridere già da prima che cominci lo spettacolo, con la voce fuori campo che invita per tre volte il pubblico a sedersi.

Concerto commemorativo per celebrare i vent'anni dal primo album, e subito Elio ci fa notare che sono invecchiati loro, ma anche noi. Beh, ok, ma noi siamo più giovani, eh.
Concerto con orchestra, una cantante bravissima ad accompagnarli, e loro.
Puoi conoscerli o no, ma sono fantastici. Al di là che, per chi abita nei pressi della città grande, è difficile non conoscerli. Fanno un po' di spettacolo, ma soprattutto sono le loro canzoni che fanno ridere e sono geniali. Anche il fatto che siano dei gran musicisti aiuta un bel po'.
Bello, bello, bello.

Dopo aver tediato con questa blogghecronaca, non c'è molto da aggiungere, non ho combinato nulla con egli, molto per mancanza di tempo, un po' perché mi ha detto "Mi sa che sono innamorato". Ma non di quella fidanzatina brava in cui avevo riposto le mie speranze, ma del solito baldraccone manipolatore viscido schifoso (insomma, una persona che stimo). Ma cazzo.
Dopo tutte le mie vittorie, dopo che mi aveva illuso dicendo "avevi ragione tu", ci è ricascato.
Vacca boia.

Altro elemento a suo sfavore il fatto che abbia l'iPhone, mentre il mio pur valente Nokia, sa iddio come cazzo ha fatto, è riuscito a sfregiarsi di brutto sullo schermo. Uno sfregio a raggiera, come se gli avessero sparato. Diavolo, dieci anni di voli di telefonini norvegesi e trac, per la prima volta mi si crepa. [no no, crepare nel senso di crepa, non di morte, per fortuna non è ancora crepato]
E allora uno ci pensa. Ma poi dice: ma minchia, 500 euri e ho pure l'iPod touch, non si buttano via i soldi. Anche perché sul conto ne ho 146. E allora, ecco, io un po' ex-moroso lo odio.
Mi ha oltraggiato così, esibendo orgoglione il mio oggetto del desiderio.
[neanche parlassi di un rivoluzionario vibratore]

domenica 25 ottobre 2009

una tranquilla domenica da paura

ACHTUNG ACHTUNG
Post non riletto, piovaschi di orrori ortografici und sintattici estremamente probabili.

Mi sveglio e già non faccio a tempo a collegare il cervello che sono già incazzata, ho fatto una stronzata che mi porterà via un'ora (la stronzata non merita descrizione), nel frattempo ho già fatto colazione ma metto a cuocere il pranzo. Solo che tra la colazione e il pranzo, mentre rimedio alla stronzata, l'odore dell'arrosto mi penetra dalle narici, fa a pugni con il kinder pan e ciok e il latte col nesquik, ché io faccio la colazione dei campioni, e alle 12.45 sono sull'orlo di vomitare.
Mi riprendo e mi faccio du' spaghi.

Ho la radiosveglia ancorata alla vecchia ora, chiama la best friend per passare con l'unno (suo figlio, quasi mio nipote, insomma) e in onestà le dico che, da lì a mezz'ora, aspetto una persona per sistemare una faccenda burocratica. Peccato ci fosse un'ora e mezzo di tempo.

Non lavoro, non lavoro, non lavoro. Va beh, un'occhiata al manualetto però...
Cretina.

Arriva la persona che aspettavo, altro che una firma e via, lei ripone in me Great Expectations, come ci narrava il Dickens, ed io non so deluderla. Quindi mi impegno per rotture di coglioni spaventose.
Cretina cretina.
(finalmente se ne va, credevo di dover usare bombe carta ad un certo punto)

Navigo un po', leggo il giornale, leggo del povero Piero che mi fa compassione, ma il mio cervello bacato è sintonizzato sul manualetto. Che serve a fare il progetto che mi hanno affibbiato con un altro programma, più complesso ma più efficiente. Che faccio? Provo a vedere se anche col mio solito programma riesco ad ottenere le stesse funzioni. Ergo. Lavoro. Sono una schifezza.
Cretina cretina cretina.

Ex-fidanza e moglie fanno irruzione, è un bene. Finisco di lavorare e mangio un sacco di cioccolata (mia), ma ex-fidanza di più. Mi prendo della rompicoglioni innumerevoli volte. Non controbatto, so che sono pesante come marmo di questi tempi, ma non riesco a gestire il tempo e 'sta cosa mi rende nervosetta. Sono sempre in ritardo su tutto. Cazzo.

Ceno con l'arrosto di cui sopra.
Poi, per mettermi serena, guardo un paio di puntate di Dexter.
Vedere la belva piccola - una belva paciosa e bietolona come poche - che mi si avventa addosso coi denti digrignati, non mi stupirebbe più di tanto.

Per concludere credo che dormire otto ore faccia molto male.
Sono meno agitata quando ne dormo tre.
O forse è colpa del mancato riposino pre-serale.
O forse no.

mercoledì 21 ottobre 2009

senza titolo

  1. oggi la mia collega tossiva e si soffiava il naso di continuo. L'ho chiamata "Batterio" tutto il dì, e le ho pure chiesto di spostarsi un po'. Non so, ma forse sono stata un po' indelicata;
  2. ho due telefonate che DEVO fare che mi generano pressione, dunque passano i giorni e col cazzo che mi faccio sentire;
  3. uno (per me) sconosciuto ha mostrato una cosa che ho realizzato al proprio ufficio marketing. Voleva dirmi ciò che gli avevano detto per migliorare il prodotto di tanta fatica. Ma sei cretino? Chi ti ha chiesto niente? E poi la cosa che ho realizzato non serve a vendere. L'ho gelato neanche fossi stata l'iceberg che ha affondato il Titanic, senza guardarlo in faccia. Siccome di cretino appunto si tratta, ha riprovato a rompermi i coglioni. Ho levato le mani dalla tastiera del pc, mi sono girata, l'ho guardato in faccia e, con calma glaciale, gli ho ripetuto esattamente le stesse cose. Credo che il mio sguardo sia terribile, talvolta. Mi sono sentita molto Glenn Close. Lo odio, comunque;
  4. domani serata mondana, lunedì ancora, vorrei suicidarmi al sol pensiero;
  5. quando ho sentito dire da Bonaiuti che la sinistra, in sede europea, ha fatto fare l'ennesima figuraccia all'Italia, ho capito che non è tanto avvezzo a Youtube e non può vedere tutte le figure di merda che abbiamo accumulato grazie al nostro premier (quella di "Kapò" sopra tutte, con Fini che vorrebbe sotterrarsi);
  6. sei è un numero un po' inutile per chiudere, ma tra dieci minuti vado in onda.

lunedì 19 ottobre 2009

se ti accorgi che la minestra può avere altri sapori (no, non scrivo di sesso orale, solo di sesso)

Tra le mie amiche con cui parlo di sesso (tutte o quasi), ce n'è una che mi fa preoccupare.
La chiamerò Ricciola.
Un matrimonio in giovanissima età, due bimbi, separazione dopo un po' di anni, qualche flirt, un fidanzato che diventa a breve convivente, una famiglia ricostruita e poi, dopo un paio d'anni, arriva lui.

Più grande di Ricciola di una decina d'anni, un matrimonio malamente fallito alle spalle con un figlio - ora adolescente - a farne le spese, la totale mancanza di comunicazione con l'ex, la frustrazione di non riuscire a capire e ad aiutare il figlio, e comunque una gran voglia di vivere.
Lo chiamerò Converse.

Converse e Ricciolo si incontrano per caso a causa del lavoro di uno dei due. Converse fa una gaffes pazzesca con Ricciola e, offrendole un modo innocente per scusarsi, le lascia il numero di cellulare. Così si vedono un po' di volte, la prima con i bambini e il compagno di Ricciola, altre volte da soli per un caffè.

Il compagno di Ricciola è bravo e buono ma, a mio parere, manca di acume e non è propositivo. Per dirla tutta, lei è più intelligente di lui, lui è meno vitale di lei, ma lui è paziente, razionale, bravissimo con i bambini e riesce a frenare (fin troppo) l'irruenza della compagna.

Ricciola comincia finalmente a farsi cadere le fette di prosciutto sugli occhi, e nota che Converse la guarda con interesse. Si lascia contagiare dalla sua vitalità. E un giorno accetta un invito a pranzo, innocente. Peccato che, causa chiusura locali in zona, lei vada a casa di Converse, non mangi niente ma scopra che lui la desidera con passione.

Io sono il punto di riferimento di tutte le amiche che hanno o stanno per cominciare una storia clandestina. Davvero, eh, proprio tutte. Neanche ne avessi avute duecento. Ne è bastata una a fare di me l'Enciclopedia della Donna Amante, vol. 1 e 2.

E così Ricciola mi parla della passionalità di Converse e della sua attenzione verso i più piccoli particolari quando sono in intimità. Scopro invece che il compagno, benché passionale, no preliminari, subito al sodo, unica sessione (non sei mica Paganini, cazzo!). Eh, ma non si fa così.
Sembra che tu voglia solo svuotare la sacca scrotale!
Scandaglio. E scopro che il compagno è pieno di tabù, e i tabù nel sesso sono dannosissimi. Infatti, non appena Ricciola scopre un altro modo di vivere il sesso, ne è radicalmente rapita.

Ricciola è un ottima persona, mai aveva tradito, mai aveva ceduto alle lusinghe di cento uomini. E' decisamente una bella ragazza. E' forte, è caparbia, è buona, è simpatica. E' una bella persona, benché molti possano reputare che una bella persona non tradisce. Non è vero, può succedere quasi a tutti.

Nella mia saggezza spicciola, maturata da esperienze con maschi che non si lasciavano andare, con maschi che si lasciavano andare ma dovevano in qualche modo giustificarsi, con maschi che si lasciano andare senza alcun bisogno di giustificarsi, le faccio un po' il lavaggio del cervello.
Le dico che, se davvero crede che il compagno sia l'uomo della sua vita, deve prendere il toro per le corna, fargli conoscere i suoi desideri, cercare di abbattere i tabù che fanno muro.
Parlare e parlare, poi agire. Parlare di sesso con un compagno o una compagna risulta difficile a molti, e più il rapporto è duraturo, più è difficile.
Lo so bene, oh, se lo so bene.

Spiegarsi, capire, farsi capire, trovare una via da percorrere insieme. Questo deve essere.
Se no Ricciola sarà sempre alla ricerca della parte mancante di un rapporto importante.
Voglio bene a Ricciola, assai, non voglio che salti di palo in [palo] frasca, perché così rischia sia di mandare a monte un rapporto consolidato, sia di mandare a monte sé stessa, con sensi di colpa e il terrore di venire scoperta. Non c'è, poi, solo la sua tranquillità in gioco, ma anche quella dei suoi figli. Nel frattempo Converse imperversa. Ma solo per il momento.
Minchia. Che caos.

domenica 18 ottobre 2009

madri

Non è da tutti avere una madre che, incontrando il mio ex-fidanzato, gli dica:
"Ah, guarda, avessi avuto xy anni in meno, ti avrei fatto la corte!".
Ex-fidanza è diventato blu come un puffo.

Adesso temo per un eventuale incontro con ex-moroso, mi vedo la scena:
"Ah, guarda, avessi avuto xyz anni in meno, una sveltina con te me la sarei fatta!".
Ex-moroso non farebbe una piega.
[è stato realizzato con un materiale rivoluzionario, in ogni senso]

venerdì 16 ottobre 2009

coldplaying

Il freddo arrivato come una mannaia, mi devasta.
Ieri in ufficio ho battuto incessantemente i denti, la gente mi pigliava per il culo, banda di stronzi! Non è che, perché una ha l'aspetto da nordica vera, non possa soffrire il freddo come una figliola di Agrigento.
Io non lo so.

Da rilevare:
  1. il mio consulente preferito non mi ha potuto dare dell'acidina perché non si è visto, segno del destino (bastardo);
  2. ad un mio giovane compagno di scherma, classe '82, è morto il secondo genitore nel giro di cinque mesi;
  3. insonnia peggiorata dal freddo, perché il freddo mi fa svegliare presto;
  4. possibile che a metà ottobre io debba mettere il piumino sul letto?
  5. oltre alla lettura dei blog, sto rimandando 67 telefonate.
P.s. post scritto in data 15 ottobre, pubblicato dopo per adsl che schiacciava un pisolino. Beh, io non posso che difenderla, io, la Regina dei Pisolini.

martedì 13 ottobre 2009

un orticello da coltivare?

Con il mio consulente preferito siamo diventati amici su FB.
Con il mio consulente preferito ci siamo scambiati, per lavoro, un po' di FB mail.
Il mio consulente preferito mi ha chiamato "stellina", in una di questa mail.
Se non fossi già innamorata di Samuele Bersani, in questo periodo, potrebbe quasi spingermi all'infatuazione fortissima.
"Stellina".

(sapesse come sono acida in questi giorni, ritratterebbe)
(domani mi sa che lo scopre)
(mi chiamerà "acidina")
(che triste)

P.s. non riesco a leggere i blog preferiti (quella trentina di) la sera perché tra insonnia, febbriciattola e un lavoro che non mi passa più, mi si chiudono gli occhi alla terza parola. Ecco perché. Ieri ci ho provato ed è stato il tracollo. Forse dovrei farlo in orario di lavoro, come tutti.
[mi sembra di essere il ragno dell'omonima canzone del succitato]

lunedì 12 ottobre 2009

coperchio in testa, sdeng (ma non fa male)

Ah, la punizione.
Febbre is back.
Ma vaffanculo.
E ho pure fatto promesse da marinaia sulla scadenza dei lavori che devo presentare.
Imbecille!
(mi capita sempre più spesso di auto-insultarmi, sa mai perché)

Comunque l'aneddoto della giornata è questo.
Volevo essere certa di aver fatto una roba burocratica pallosissima bene. Pio bove.
Chiamo il Centro per l'Impiego.
"No, guardi, faccia tutto di nuovo sul sito dell'Inps".
Bene. Peccato non ci sia modo.
Chiamo la Provincia.
"No. Tutto tramite Inps online".
"Ma guardi che non c'è modo, inoltre il vostro portale ha accettato il modello che dovevo presentare".
Silenzio.
"Chiami l'Inps, saranno in ritardo [voi no, eh?!], la circolare è nuova [n.d.b. 8 mesi]: lei comunque non è a posto, dal punto di vista legale. Le do il numero diretto". Ottimo. Sul fatto che io sia fuorilegge.
Terza chiamata. Staccano il telefono.
Quarta chiamata al call center per poveri mortali, che in anni che lo chiamo mi abbiano mai dato una notizia corretta. Per due minuti sono fuori tempo massimo.
Ma vaffanculo, va, va.

domenica 11 ottobre 2009

il diavolo fa le pentole e non i coperchi, probabilmente (e poi non ti regala nessun accessorio inutile)

Confidenza: io sono un orso.
Io sono un orso che lavora come un mulo e che per farlo indossa la pelle del camaleonte. Tutta una roba alla Konrad Lorenz, tranne la presenza della papera Martina, che peccato.

Quindi oggi ho un po' lavorato e un po' pensato alle mie attanaglianti faccende burocratiche, per cui ho sudato [sette uova in] sette camicie.
Ma un amico mi chiama per venirmi a trovare, probabilmente con suo figlio che adoro, ma la mia socievolezza oggi rasenta quella di un eremita dell'appennino tosco-emiliano, pure incline al bestemmione. Quindi gli scrivo che no, guarda, ho di nuovo la febbre, lassamo perde.

Passano le ore e scrivo alle mie due amiche e, dal momento che una mi aveva fatto mille paranoie quando ero febbricitante e io avevo pure pensato che, cazzo, sono mica dell'età dei tuoi marmocchi, saprò bene cosa fare della mia vita, e se non lo so tanto bene, chi d'altronde ha mai le idee tanto chiare, affermo che yes la febbre è andata via.

Poi faccio qualche cosa per cui mi sarei dovuta distrarre molto e invece manco per idea, e penzo.
Trac. Una spada di Damocle vedo materializzarsi sopra la mia testa, poiché siccome ho amici molto interconnessi io SO che domani qualcuno scoprirà la mia bugia.

E' da un'ora che sto pensando alla bugia riparatrice, ne ho già confezionate una dozzina, domani mattina vado presto dal panettiere e faccio un exit-poll per scoprire quale è la migliore.
Ma che testa di cazzo sono, lo vogliamo scrivere?

P.s. la febbre non l'ho provata perché sono codarda.

lunedì 5 ottobre 2009

tre e un quarto (di vino, sarebbe stato meglio)

Occhi pallati fino alla suddetta ora. E dire che avevo fatto la brava, non mi ero portata nulla in dvd da guardare mentre ero a letto ad aspettare Morfeo. Che, per essere precisa, assomiglia in tutto e per tutto a George Clooney. Solo che appena mi abbraccia io m'addormo, che sfiga.

Adesso non è come prima, che spegnevo la luce, chiudevo gli occhi, contavo pecore, soldi, more da pagare, contavo poco insomma. Adesso attendo il sonno. Guardando la tv o giocando con l'ipod o facendo i sudoku. L'esito, tanto, è il medesimo. Anzi. Evito di fumare istericamente alle due di notte.
Il rovescio della medaglia è che alle volte mi addormento con centotrentotto cose accese, inutile spreco, abbattuta da un colpo di sonno improvviso.

Per sommi capi:
  1. ho ricominciato a leggere i blog arretrati, avrò circa 200 post da leggere. Verso dicembre conto di finire;
  2. ho un vicino di casa che è già santo, mi va a fare commissioni offrendosi di sua sponte. Ed è pure un pensionato impegnato, mica in cerca di cose che lo tengano impegnato;
  3. mi piace tantissimo una canzone degli Otto Ohm, che non so manco chi cacchio siano o come siano fatti, ma la canticchio sempre (già stata minacciata, grazie);
  4. ho cominciato la mattina urlando incazzata ad un paio di persone che non avevano rispettato delle regole condivise, ho trascorso il resto della giornata con i sensi di colpa per essere stata aggressiva ed avere alzato a voce;
  5. mi ha contattato su FB una figliola fiorentina conosciuta al mare. Io avevo 16 anni, lei 13 e sua cugina era un cesso pazzesco, la cosa mi ha un po' commosso;
  6. perchè quando cerco io qualcuno su FB non lo trovo mai?
  7. sette è un buon numero per chiudere, come le ore che mi aspetto di dormire stanotte.

domenica 4 ottobre 2009

un mercoledì da (cog)leona (ultima parola non tra parentesi da pronunciarsi all'inglese, grazie)

Mercoledì.
30 settembre 2009.
Ultimo giorno per l'invio della celeberrima Dichiarazione Dei Redditi.
Quest'anno non ho fatto training autogeno un mese prima, non ho rotto zebedei a destra e a manca, ma c'era una ragione. Anzi tante, ma ne basterà una.
Credevo di aver tutto sotto controllo. Così sotto controllo che, per scrupolo, essendomi ovviamente ridotta all'ultimo giorno utile, ho preso un giorno libero dal lavoro (anche se un paio d'ore, da casa, ho lavorato - ma di mattina, quando il mio cervello non carbura: sarà più importante il lavoro o la DDR?).

Bene. Dopo aver lavorato, pranzo. Dopo aver pranzato, mi rilasso per digerire in tranquillità. Dopo aver digerito in tranquillità, mi metto al pc.
Non è che posso subito cominciare a fare somme e percentuali e chiedersi che minchia significhi il campo RP9345. Beh, una partitina ad un gioco stupido e poi si parte.

Squilla il telefono, all'altro capo un'amica che chiameremo Anna-dcr che, come me, ha pensato bene di sfruttare il suo giorno libero per preparare materiale di lavoro che le servirà a breve. Mi chiede:
"Come va la DDR?"
"Beh, ti posso dire che sto facendo il record personale al giochino stupido".
Lei ride.
"E tu?", le chiedo.
"Sono alla 47° partita di spider".
Le amicizie si scelgono per precise affinità, eh.

Verso le ore diciotto mi applico seriamente, e... porca troia! Sono cambiate alcune cose nel modello e alcune cose nella mia vita, cazzo! Giusto l'anagrafica è rimasta uguale!
Mi applico a più non posso, mi applico, mi applico, sommo, compilo, leggo le istruzioni, cancello, rileggo, ricompilo, controllo, fallisco, ricomincio... ma il ticchettio dell'orologio non ha pietà e X Factor sta per cominciare.

Sono così in palla che mentre faccio gli ultimi (disperati) controlli, prendo il telecomando del dvd recorder e invece di schiacciare REC schiaccio per errore PLAY, sicché, un po' distratta, mi convinco che il programma stavolta cominci con un po' di scene da daytime. No, è che stavo playando il daytime. Precedentemente registrato.
[me ne vergogno, ma ho anche pensato: che culo che ho proprio oggi! si, appunto]
Quando esso finisce, sento una cesura netta: non capisco. Facchinetti ad un tratto è tutto elegantone e sotto c'è scritto che stanno già commentando la 2° cantante. Ma vaffanculo!

Nel frattempo ho spedito la cazzo di DDR, ma riaprendola ho trovato un errore grossolano, secondo me attribuibile ad una volontà maligna dei fans di Amici: non posso aver compilato il campo "eventi eccezionali=4", vero che sono andata a vedere cosa significasse, ma sono CERTA di non averlo compilato! Maremma maiala!!! E ora?
C'è un "annullo invio", salva! Mi si chiede il numero di protocollo.
"In che zenzo?"
E vai a rintracciare il ndp, e vai ad annullare l'invio, e ricontrolla la DDR, e accetta il fatto che quest'anno hai riempito caselle a casaccio (ma potrebbero essere corrette, chi può dirlo), e rifai il file da inviare, e invia. E tipo alle dieci e rotte ho cominciato a guardare la tv. Che pessima prestazione.

Per rifarmi di questo parziale fallimento, del fatto che XF quest'anno mi fa un po' cagare, del fatto che sono la solita procastinatrice idiota, mi sono scaricata XF inglese, giusto per capire.
Neanche a dirlo, mi sto appassionando di brutto, benché manchino giudizi un po' complessi e sia più un reality con tutte le storie dei wannabe-talents.
D'altronde non ne dubitavo.
E Simon Cowell non è così cattivo come lo dipingono i disegnatori di Jessica di "C.h.i. Roger Rabbit".

lunedì 28 settembre 2009

la sciura maria (segretaria incapace di tacere)

Come già scrissi, ho questa collega che lavora al mio fianco, un po' particolare.
Non gradisce parolacce, è un po' pedante [mai come me, ma esercitiamo l'arte della pedanteria in maniera molto diversa, e questo mi solleva. Ops. Ora batto la testa sul soffitto], parla ad alta voce mentre lavora (come me, d'altronde), si veste come mia nonna (ne avessi una in vita).

Entra in ufficio questa collega, che chiamerò Old Fashion.
L'ufficio vede presenti cinque persone, tra cui la segretaria. Costei inizia a chiedere scusa ad Old Fashion, a dire che è stata proprio inopportuna, a cospargersi il capo di ceneri. Evidentemente, in un momento in cui io non ero presente, ha detto qualcosa che le è poi sembrato fuori luogo.

Old Fashion esce dall'ufficio ed io, mai curiosa, la tempesto di domande: "Ma cosa le hai detto? Me l'hai offesa? Ma non riesci a tenerti una patata in bocca?!".
Sicché la segretaria mi racconta di un giorno in cui OF vestiva con un abitino stile vestaglia, blu con fiorellini bianchi, davvero agghiacciante. E "agghiacciante" lo posso assolutamente confermare, l'ho visto con i miei occhi. Un vestito che mi ricorda le signore toscane del paesello del mio babbo, quando la domenica andavano alla messa.

Insomma la segretaria, ad ufficio pieno, si è espressa con un "OF! Mi sembri la sciura Maria con quel vestito!", e pare che OF abbia fatto un forzato sorrisino e, con qualche scusa, sia poi andata a lavorare in un altro ufficio. Embé. Non posso neppure cazziare la segretaria, a parte l'indelicatezza di parlare innanzi a tutti, perché ha sacrosanta ragione.

Rientra OF. Stavolta siamo solo noi tre. La segretaria le dice: "Guarda, mentre ero a letto quella sera, continuavo a girarmi e rigirarmi pensando a quanto fossi stata inopportuna...". Boccaccia (anche) mia, statti zitta. Nooo! Ce la posso fare? Nooo!
"Ah, se devo proprio essere sincera [non devi, cazzo, non devi! La sincerità non paga, cazzo!!!] [ma non resisto] anche a me non sembra un abito adatto alla tua età".
Mi guarda.
Stupita che io mi sia permessa.
Segue analisi attenta del vestire classico che questa ragazza [due anni più di me, ergo ragazza] adotta, di come potrebbe vestire classico senza sembrare una trisnonna.

Non so se le abbia fatta tanto piacere, ma era a fin di bene. Vale come scusa?
A parte le sue mail glaciali, comunque, tutto bene.

martedì 22 settembre 2009

l'egoismo dei vecchi (post pesantuccio, da evitare per il cazzeggio)

Non so se sia una cosa diffusa solo tra quelli che io conosco e ho conosciuto, o un elemento costante per tutti coloro che superano una certa soglia di età.
Certo è che i vecchi li trovo molto egoisti e non lo digerisco.

Anche mia zia, la persona più buona del mondo, un po' lo era diventata, ma almeno il suo egoismo si estendeva al di fuori della cerchia dei suoi affetti più grandi.
Invece in questi giorni ho osservato mia madre e mi è venuta amarezza.
Lei e mia zia si conoscevano da sessant'anni, lei era la sorella di mio babbo.
I miei genitori ci affidavano a lei finché io e mia sorella eravamo piccine, mentre loro facevano qualche viaggio (per i tempi) bizzarro. Poi cominciarono a portarsi dietro mia sorella, ma io ero sempre felicissima di rimanere con mia zia, che mi coccolava in maniera indecente.

Quante vacanze facemmo insieme a mia zia e suo marito, dalla Romagna alla Toscana, anche dopo la scomparsa di mio babbo. Quante vacanze fece mia madre con mia zia, quando io e mia sorella diventammo indipendenti. Poi le solite questioni ereditarie che mi fanno incazzare, il figlio di mia zia schierato contro tutti, noi comprese. Mia zia cercò di mantenersi neutrale, come me, mia madre invece non lo digerì. Da ciò cambiò tutto: mia zia chiamava me e mia sorella sui cellulari, quando chiamava a casa sentiva un po' di gelo.

Ma come si fa, per una questione così stupida, cancellare anni di amicizia, affetto, gratitudine?
Mia madre oggi, giorno del funerale, mi parla della composizione di fiori con cui le abbiamo reso l'ultimo grazie, poi mi parla di come va bene la macchina nuova di mia sorella.
Oggi seppelliscono mia zia e mia madre mi parla di un auto.
Sono sbottata, borderline con un pianto liberatorio e isterico.
Lei mi dice: "Lo faccio per parlare d'altro, per tirarti sù".

Ma tu non sei a pezzi?
Non ti vengono in mente mille episodi di vita condivisa?
Non te la vedi mentre cuce o mentre si addormenta nello studio davanti alla tv?
Non ricordi la bontà degli involtini al latte, che non assaggerai mai più?
No.

Mia madre è chiusa nel suo mondo, di solito ne facciamo parte anche io e mia sorella, altre volte esclude anche noi. Mi fa molto male, perché amo mia madre, stimo mia madre, e so che sono gli anni a renderla arida. Non è mai stata così.
Allora mi faccio un sacco di domande.
Non è che anche a me succede, anno dopo anno, la stessa cosa? Eppure il mio mondo mi sembra sempre più aperto, entrano ogni anno nuove persone, ma forse non mi accorgo che altrettante ne escono.

Non so.
Forse non voglio neppure sapere che tra quarantaquattro anni (e chi ci arriva?) anch'io sarò così.

lunedì 21 settembre 2009

...e manca il più piccolo