giovedì 28 maggio 2009

sei fuori come un balcone, ma sei fuori

Arrivo in ufficio nel pomeriggio, devastata dal lavoro notturno (perché son cogliona, come già scrissi), con l'occhio a mezz'asta, mancano sia la capa che la segretaria, apro il portatile e ricevo una chiamata: devo fare una locandina per l'associazione di cui sono schiava (mia madre mi ha barattato per un numero imprecisato di polli, pare), una locandina con un maiale. Per una festa raccogli-fondi, simbolo: un maiale. Tempo limite di consegna: domani.

Minchia!
Delizioso questo inizio d'ufficio. 
Quasi quasi me ne torno a casa, quatta quatta mi avvio verso l'uscita e sento urlare: "Dov'è il telfono della capa?!", mi volto e vedo la segretaria, coi capelli incazzati come lei. "Ce l'ho dietro [in mezzo al sacchettino d'emergenza degli assorbenti, perché la capa non gli ha ancora comprato una custodia, e io ho le mani frolle, n.d.b.], dovevo scaricare un'immagine che serviva per lavoro e nessuno aveva dietro il cavo, ma le avevo detto che lo avrei portato a casa e gliel'avrei portato domani!". Ma chi la convince la segretaria. Lei crede che da un apparecchio a un altro le cose si trasferiscano con la forza del pensiero.

Agire sempre in contropiede.
Le chiedo: "Dove sei stata? Perché non eri in ufficio? Ti stavo cercando". Sono ancora buona a raccontare palle? Questa è la prova del nove. Il suo sguardo criminale si posa verso terra, mi dice: "Sono stata da D [nostro collega che da un reparto di chirurgia è passato a rianimazione, intensiva e sub-intensiva, n.d.b.], l'hanno riportato in reparto, per fortuna".

Cinque minuti dopo sono per la strada, non ne devo fare tanta, mi porto dietro la collega casa&chiesa, ché essere in due è sempre più facile.
Eccolo il mio ciccio D. 
Tutto rapato, capelli e barba, ora si vede la faccia che fa per davvero. Prima era un segreto per pochi. Tra quei pochi ci sono io, ché io e D ci intendiamo bene. Gli facciamo molta festa per 20 secondi, poi arrivano due pseudo-infermiere a mettere sù le sbarre. Litigano tra di loro perché non sanno come cazzo fare, poi si vedono 'ste sponde tirate sù che si distaccano, a esagerare, 15 cm dal materasso ad aria. Questo perché non vogliono scenda dal letto.

Adesso.
Non saranno 15 cm a fermare D, in intensiva so che lo avevano legato alle sponde, perché ogni due per tre voleva staccarsi tutti i tubi e scendere dal letto, adesso qui gli mettono 'ste due cagate e pensano che veramente possano servire? Suvvia.
Chiacchieriamo un po' con lui, poi arriva il medico a fargli la scheda di ricovero e ciao.
Biascica ed è lento a rispondere e dice cose che ti fanno pensare sia fuori come un balcone, però cazzo è fuori. Fuori. Fuori pericolo di vita. Ci saranno altre cose da sistemare, ma chi se ne fotte.
Sei fuori, amico mio.
Fuori in molti sensi.
Ma sono sicura.
Sono le pere di valium.

[e ora a cercare immagini di maiali, ma porc'immondo. porc. interiezione non fu mai sì appropriata]
[per n->oo anni ho sempre pensato si dicesse "interiazione"]
[secondo me è il vocabolario che si sbaglia]
[però il mio subconscio lo sapeva]
[l'unica parola che ho controllato da tempo]
[ma per la presenza o meno della "i" centrale]
[giusto una verifica]
[però]
[punto.]

1 commento:

Zino ha detto...

E' fuori :)