lunedì 28 settembre 2009

la sciura maria (segretaria incapace di tacere)

Come già scrissi, ho questa collega che lavora al mio fianco, un po' particolare.
Non gradisce parolacce, è un po' pedante [mai come me, ma esercitiamo l'arte della pedanteria in maniera molto diversa, e questo mi solleva. Ops. Ora batto la testa sul soffitto], parla ad alta voce mentre lavora (come me, d'altronde), si veste come mia nonna (ne avessi una in vita).

Entra in ufficio questa collega, che chiamerò Old Fashion.
L'ufficio vede presenti cinque persone, tra cui la segretaria. Costei inizia a chiedere scusa ad Old Fashion, a dire che è stata proprio inopportuna, a cospargersi il capo di ceneri. Evidentemente, in un momento in cui io non ero presente, ha detto qualcosa che le è poi sembrato fuori luogo.

Old Fashion esce dall'ufficio ed io, mai curiosa, la tempesto di domande: "Ma cosa le hai detto? Me l'hai offesa? Ma non riesci a tenerti una patata in bocca?!".
Sicché la segretaria mi racconta di un giorno in cui OF vestiva con un abitino stile vestaglia, blu con fiorellini bianchi, davvero agghiacciante. E "agghiacciante" lo posso assolutamente confermare, l'ho visto con i miei occhi. Un vestito che mi ricorda le signore toscane del paesello del mio babbo, quando la domenica andavano alla messa.

Insomma la segretaria, ad ufficio pieno, si è espressa con un "OF! Mi sembri la sciura Maria con quel vestito!", e pare che OF abbia fatto un forzato sorrisino e, con qualche scusa, sia poi andata a lavorare in un altro ufficio. Embé. Non posso neppure cazziare la segretaria, a parte l'indelicatezza di parlare innanzi a tutti, perché ha sacrosanta ragione.

Rientra OF. Stavolta siamo solo noi tre. La segretaria le dice: "Guarda, mentre ero a letto quella sera, continuavo a girarmi e rigirarmi pensando a quanto fossi stata inopportuna...". Boccaccia (anche) mia, statti zitta. Nooo! Ce la posso fare? Nooo!
"Ah, se devo proprio essere sincera [non devi, cazzo, non devi! La sincerità non paga, cazzo!!!] [ma non resisto] anche a me non sembra un abito adatto alla tua età".
Mi guarda.
Stupita che io mi sia permessa.
Segue analisi attenta del vestire classico che questa ragazza [due anni più di me, ergo ragazza] adotta, di come potrebbe vestire classico senza sembrare una trisnonna.

Non so se le abbia fatta tanto piacere, ma era a fin di bene. Vale come scusa?
A parte le sue mail glaciali, comunque, tutto bene.

martedì 22 settembre 2009

l'egoismo dei vecchi (post pesantuccio, da evitare per il cazzeggio)

Non so se sia una cosa diffusa solo tra quelli che io conosco e ho conosciuto, o un elemento costante per tutti coloro che superano una certa soglia di età.
Certo è che i vecchi li trovo molto egoisti e non lo digerisco.

Anche mia zia, la persona più buona del mondo, un po' lo era diventata, ma almeno il suo egoismo si estendeva al di fuori della cerchia dei suoi affetti più grandi.
Invece in questi giorni ho osservato mia madre e mi è venuta amarezza.
Lei e mia zia si conoscevano da sessant'anni, lei era la sorella di mio babbo.
I miei genitori ci affidavano a lei finché io e mia sorella eravamo piccine, mentre loro facevano qualche viaggio (per i tempi) bizzarro. Poi cominciarono a portarsi dietro mia sorella, ma io ero sempre felicissima di rimanere con mia zia, che mi coccolava in maniera indecente.

Quante vacanze facemmo insieme a mia zia e suo marito, dalla Romagna alla Toscana, anche dopo la scomparsa di mio babbo. Quante vacanze fece mia madre con mia zia, quando io e mia sorella diventammo indipendenti. Poi le solite questioni ereditarie che mi fanno incazzare, il figlio di mia zia schierato contro tutti, noi comprese. Mia zia cercò di mantenersi neutrale, come me, mia madre invece non lo digerì. Da ciò cambiò tutto: mia zia chiamava me e mia sorella sui cellulari, quando chiamava a casa sentiva un po' di gelo.

Ma come si fa, per una questione così stupida, cancellare anni di amicizia, affetto, gratitudine?
Mia madre oggi, giorno del funerale, mi parla della composizione di fiori con cui le abbiamo reso l'ultimo grazie, poi mi parla di come va bene la macchina nuova di mia sorella.
Oggi seppelliscono mia zia e mia madre mi parla di un auto.
Sono sbottata, borderline con un pianto liberatorio e isterico.
Lei mi dice: "Lo faccio per parlare d'altro, per tirarti sù".

Ma tu non sei a pezzi?
Non ti vengono in mente mille episodi di vita condivisa?
Non te la vedi mentre cuce o mentre si addormenta nello studio davanti alla tv?
Non ricordi la bontà degli involtini al latte, che non assaggerai mai più?
No.

Mia madre è chiusa nel suo mondo, di solito ne facciamo parte anche io e mia sorella, altre volte esclude anche noi. Mi fa molto male, perché amo mia madre, stimo mia madre, e so che sono gli anni a renderla arida. Non è mai stata così.
Allora mi faccio un sacco di domande.
Non è che anche a me succede, anno dopo anno, la stessa cosa? Eppure il mio mondo mi sembra sempre più aperto, entrano ogni anno nuove persone, ma forse non mi accorgo che altrettante ne escono.

Non so.
Forse non voglio neppure sapere che tra quarantaquattro anni (e chi ci arriva?) anch'io sarò così.

lunedì 21 settembre 2009

domenica 20 settembre 2009

tanti grazie, innaffiati da lacrime sincere

  1. Grazie per quando mi prendevi in braccio e mi tenevi stretta, ed io appoggiavo la testolina sul tuo morbido seno.
  2. Grazie per quando mi coprivi con lo zio, che era molto severo, e rischiavi anche di prenderle, perché la vostra generazione era abituata a dare e ricevere schiaffi, anche da adulti.
  3. Grazie per tutti i vestiti del Cicciobello che mi facesti con la tua arte di sarta e una macchina Singer a pedale (li ho tutti in soffitta, gelosamente custoditi).
  4. Grazie per avermi dato sempre fiducia, anche quando dimostravo al mondo che ero un'asina.
  5. Grazie per il caffé d'orzo che mi preparavi la sera e mi faceva sentire un'adulta, come te e zio.
  6. Grazie per le patatine fritte che ogni volta mi facevi trovare in tavola (mentre lo zio ripeteva sempre: "Piacciono molto ai bambini perché l'amido delle patate, durante la frittura, si trasforma in zucchero", perla di un numero de La Settimana Enigmistica, rubrica "Lo sapevate che...").
  7. Grazie per le costolette d'agnello presenti in tavola ogni Lunedì dell'Angelo che abbiamo trascorso insieme.
  8. Grazie per tutte le paste del Nannini che mi hai comprato.
  9. Grazie per le stupende passeggiate in ogni angolo della tua città.
  10. Grazie per avermi portato al mare, io sedicenne che, fosse stato per mia madre, il mare l'avrei dovuto vedere col binocolo, vista la bocciatura.
  11. Grazie per i ciambellini, i salami, le salsicce, i dolci senesi, i cioccolatini e quant'altro che ci mandavi in pacchi che recavano la tua calligrafia d'altri tempi.
  12. Grazie per avermi fatto conoscere un po' di più mio padre, attraverso racconti di tempi andati.
  13. Grazie per tutte le tue lettere.
  14. Grazie per aver affrontato, alla verde età di 89 anni, un viaggio iniziato alle 6 del mattino e conclusosi all'1 di notte, pur di passare qualche ora in ospedale con me.
  15. Grazie per avermi insegnato le buone maniere e la sincerità.
  16. Grazie per tutte le telefonate che mi hai fatto, e scusa per tutte quelle che io non ti ho fatto.
  17. Grazie per tutto l'amore che mi hai donato, sappi che è stato tutto, fino all'ultima goccia, ricambiato.

Il tuo sorriso da vecchietta si irradia da una foto dello scorso anno.
Addio, fai buon viaggio e, se lassù trovassi davvero qualcuno, metti una buona parola anche per me. Ah, e salutami tutti quelli della nostra tribù.
E, come dicevi sempre alla fine di una telefonata, "tante belle cose" a tutti voi.
Con tutto l'amore che posso, ciao zietta.

giovedì 17 settembre 2009

cosa ti fa una macchia di leopardo

Pomeriggio in ufficio.
La capa non è ancora arrivata ma è attesa.
Per questioni lavorative (scuse varie) inizio a peregrinare in giro, e saluta una, e saluta l'altro, "Ehi, lo sai che Tizio è tornato in ufficio?" e non vuoi andare a salutare Tizio? Solo che Tizio è in giro al cazzeggio come me, ho analizzato tre piani per stanarlo (un sms? No, troppo semplice), ho scambiato parole con mezzo mondo.

Torno in ufficio alle 15.30.
La capa, senza quasi salutarmi, mi chiede se ho realizzato la brochure. Brochure?! Rileggo la sua mail, lei ha sbagliato perché ha scritto "volantino" e io ho sbagliato perché non ho letto "mercoledipomeriggio" scritto tutt'attaccato. Minchia. Capa: "Alle cinque ho la riunione di presentazione, mi serve!!".

Schiava Isaura ex-cazzeggiatrice si mette al lavoro, per fortuna trova una bozza (servita per altra persona) da cui partire. La mia compagna di banco sta facendo una specie di bilancio e non le torna un cazzo, indi per cui commenta a voce alta. Di solito lo facciamo entrambe, senza interagire tra noi. Ma oggi no, troppa pressione. Prendo un po' di Cardura.

La zittisco, povera stella, e lavoro come un mulo.
Ore 16.50 concludo felice.
Mando in stampa. Il pc cerca la stampante di rete. "Ma è accesa?", "Accesa". Merda.
Cerco una chiavetta, la trovo, trasformo il documento in pdf e ce lo butto sù, lo passo alla segretaria, me ne stampa solo un lato. Valle a spiegare come stampare il secondo lato. La capa entra in riunione e la brochure è stampata a mezzo. Mi lancia uno sguardo ghiacciato.

Entra uno dei boss e ci dice: "E' saltata la corrente! In garage ci sono due persone bloccate dal cancello!". Ecco perché non c'era la rete. Ma la corrente è saltata a macchia di leopardo, impossibile capirlo per noi, a cui i pc vanno.

Alle 17.15 entra Casanova, il mio amico vecchio che ogni tanto mi dà un passaggio per casa. Neppure bussa. Entra. "Siamo pronte?!", 'azz. E' nervoso di brutto. Lascio la chiavetta nelle mani della segretaria. Sperèm.
Salgo in macchina con Casanova.
Era lui uno di quelli bloccati in garage.
Ah, ecco.
Fortunelli che non siamo altro.

martedì 15 settembre 2009

il miraggio (o midiametro, che dir si voglia) di Santorini

Un giorno, prima che il blog andasse in vacanza, vado fuori a cena con un paio di coppie di amici. Tra i quali ex-fidanza e la moglie, che l'indomani sarebbero partiti per Santorini.
Il giorno dopo ex-fidanza mi chiama mentre schiacciavo l'usuale pisolino e gli chiedo perché, invece di rompere le balle, non guarda il tramonto.
Lui ride, poi mi dice: "Possiamo passare da casa tua stasera verso le nove?".
Io acconsento e penso: avranno un volo in notturna e magari vogliono lasciarmi giù le chiavi.
Lui zitto, poi mi dice: "Non mi chiedi neanche perché?", ridendo.

Illuminazione.
Qualche mese dopo essersi messi insieme, causandomi uno strazio che mi ha fatto giungere al mio record storico di magrezza, i due andarono verso la Croazia per le vacanze estive, ed io godetti molto quando seppi che lui si era infuriato perché al confine lei scoprì d'avere la carta d'identità scaduta.

Sicché comincio a ridere e gli chiedo: "E' successo ancora?!", e lui ride di brutto e mi conferma, e tra tutti e due non la smettevamo più di ridere mentre, accanto a lui in macchina di ritorno dall'aereoporto, c'era un esserino (di un metro e 75, ma questi sono dettagli) sprofondato nella mortificazione.
Allora gli chiedo se ha reagito (incazzandosi come una belva) come io immagino, e mi dice che no, è stato un signore. L'esserino biascica qualcosa, ex-fidanza mi traduce: "Anche troppo". E in effetti quando ne fai una grossa così, se l'altro si incazza in qualche modo allevia il tuo senso di colpa, invece così no, e quindi la mortificazione ti avvolge.

Ne ho prova la sera.
Comunque cerchiamo un volo per il giorno dopo. Trovato. Pagato. Attendiamo conferma pagamento riuscito. Dopo 40 minuti, un cazzo. Telefono alla padroncard per sapere se ho l'addebito o no (beh, pago io, la loro carta non la prende), dopo un giro per il mondo e un rimpallo di operatori piuttosto consistente, mi dicono che quel sito non è considerato affidabile dalla mia banca. "Faccia la carta virtuale!", e sia, detto fatto, ecco la carta virtuale.

Torno sul sito e nel frattempo i prezzi dei voli sono aumentati del 40%, 'sti cazzi! Da 360 a 500 e rotti euri. Ex-fidanza inizia a indossare una maschera scura. Comunque dà l'ok e facciamo tutta la procedura. Arriviamo in fondo e ci sono due opzioni: 1. c'è già questa prenotazione, volete continuare? 2. volete fare una prenotazione diversa?
Ma non si scappa. Qualunque cosa si faccia, si torna sempre su questa cazzo di pagina e non si riesce a pagare.

I due tapini lasciano casa mia alla mezzanotte e mezza, senza aver risolto nulla.
Inutile andare su altri siti per i prezzi stellari o per l'obbligo di avere carta credito intestata a uno dei due passeggeri. L'indomani mi manda il messaggio seguente: "Partiamo domani, alla comoda ora delle 6 e 20 di mattina, alla modica cifra di euri 610. Domani alle 2 del pomeriggio sono in mare, dove annegherò mia moglie".

Però, pur avendo perso due giorni di vacanza, hanno girato un'isola che per me rimane un miraggio, per una ragione o per un'altra non riesco mai ad andarci. Mai arrendersi però.
E comunque la moglie è sopravvissuta.

P.s. non sono ancora riuscita a leggere mezzo post altrui, mi sento in colpa. Anzi, uno l'ho letto, e pure commentato con mezza riga. Mi rifarò.
P.p.s. non so più usare la punteggiatura. O forse mai stata capace, chi può dirlo.

domenica 13 settembre 2009

cambiamenti con l'inizio della scuola

  1. Numero belve sopravvisste: due (un po' di magone, cioè quello che fa le magie molto grandi);
  2. numero chili sottoscritta: più uno;
  3. numero racconti estivi sorbiti: zero (evitati con grande classe, II B);
  4. numero auto da comprare: uno;
  5. numero auto acquistabili: zero (mi fanno tutte cagare);
  6. numero telefonini presenti sulla scrivania: tre;
  7. numero telefonini funzionanti: uno;
  8. numero fatture presenti sulla scrivania: una cinquantina;
  9. numero fatture pagate: due;
  10. numero regali ricevuti post-vacanze: quattro;
  11. numero regali effettuati post-vacanze: zero (non ho fantasia);
  12. numero consulenze su acquisti informatici: uno (molto faticoso);
  13. numero euri per crediti derivanti dal punto n°12 (acquisto, non consulenza): seicentodiciannove;
  14. numero domande inutili di mia sorella: tremilasettantatre;
  15. numero lavori impegnativi già affibbiati: tre (ma uno vale per trenta);
  16. numero nuovi amici su facebook: uno;
  17. numero nuovi amici rifiutati su facebook: dodici (sembra che la parola "amico" sembra si sia allargata a "conoscenza occasionale");
  18. numero tentativi per entrare ad x factor: tre;
  19. numero tentativi riusciti per entrare a x factor: zero;
  20. numero feste glamour sorbite: uno;
  21. numero feste non glamour non sorbite: uno (no, dico, si può fare una festa di compleanno a sorpresa invitando genitori autoctoni del compagno e genitori pugliesi dell'organizzatrice fatti salire appositamente?!)
  22. numero cartoline ricevute: uno (l'anno prossima me ne mando da sola, in ricordo dei vecchi tempi);
  23. ventitre è un buon numero per chiudere, anzi, il migliore.
P.S.: ricordarsi di scrivere di ex-fidanza e Santorini. [almeno un appunto mentale me lo sono ricordata]

giovedì 10 settembre 2009

back, con cartella, quaderno e matite (e astuccio nuovo)

Ma stasera c'è X Factor, quindi voglio solo scrivere una cosa: come al solito mi sono scordata tutte le cose di cui volevo scrivere, che mentalmente mi ero appuntata. Ché ancora mica ho capito che sono rincoglionita.

lunedì 24 agosto 2009

di sua spontanea iniziativa

Questo blog ha deciso che va in vacanza un po'.
Vuole anche lasciarmi a casa, ma io sto cercando di convincerlo altrimenti.
"Non dimenticatemi, eeeeeeeeh!" (cit.)

venerdì 21 agosto 2009

imnsomniamn

No, no, non je la faccio.
Che io periodicamente soffra d'insonnia è scritto nel mio codice genetico, tuttavia fare le 5 e un quarto ieri notte e le 4 e mezza questa notte è un po' troppo. La sveglia suona magnanimamente alle 8 e mezza, tuttavia quattro ore di sonno a esagerare mi rendono impossibile anche una qualsivoglia conversazione: se mi annoio per più di dieci secondi m'addormento.
E non è bello.
(non è neanche bello oggi aver tenuto gli occhi chiusi per quasi tutto il pranzo e poi essermi addormentata di sana pianta sul pc nel pre-serale, svegliandomi un'ora e mezza dopo con un attacco di tachicardia a causa delle nuove impostazioni della radiosveglia, forse impostare "vol" su "max" non è stata una grandissima idea)

D'altronde non è neppure bello che, facendo quella che scende dal pero, io abbia scritto tramite FB a uno degli autori del mio programma preferito (cioè l'unico spettacolo che guardo, che si sa qual è) sperando che, attraverso la mia brillante scrittura, costui mi recapitasse un invito.
Negativo. Però è stato gentile e qualche messaggio ce lo siamo scambiati.
Ciò non toglie che:
  • egli possa non avere alcun titolo sugli inviti;
  • egli non faccia più l'autore per lo show;
  • io non sia così brillante.
Nel dubbio, forte dubbio, vado a lucidarmi un po'.
(mi addormenterò con il lucido e la pelle di daino in mano, poi appena toccherò il cuscino scatterà il solito insomniae cruciatus)
(l'altra mattina verso le 4, quando ero proprio alle frutta, mi sono vista le orrende presentazioni fatte dai grandi capi per un convegno, sicura che avrebbero avuto potere anestetico. Viste tutte e otto, ce ne fosse stata una fatta bene)

mercoledì 19 agosto 2009

cantagiro '09 (tappa afosissima, ma c'è in fondo un po' di ristoro)

It gets harder everyday
But I can't seem to shake the pain
I'm trying to find the words to say
Please stay
It's written all over my face
That I can't
Function the same when you're not here
I'm calling your name and no one's there
And I hope one day you'll see
Nobody has it easy
I still can't believe you've found somebody new
But I wish you the best
I guess

'Cause everybody knows, but
Nobody really knows
How to make it work
Or how to ease the hurt
We've heard it all before
Everybody knows
Just how to make it right
I wish we gave it one more try
One more try
One more try
'Cause everybody knows
But nobody really knows

I don't care what the people say
They're probably lonely anyway
Baby don't fill up your head
With "he said", "she said"
It seems like you just don't know
The radio's on, you're tuning me out
I'm trying to speak, you're turning me down
And I know one day you'll see
Nobody has it easy
I still can't believe you've found somebody new
But I wish you the best
I guess

'Cause everybody knows, but
Nobody really knows
How to make it work
Or how to ease the hurt
We've heard it all before
Everybody knows
Just how to make it right
I wish we gave it one more try
One more try
One more try
'Cause everybody knows
But nobody really knows
Oh oh nobody really knows
Oh nobody really knows

martedì 18 agosto 2009

cinquecentooo?

Sembra che sia arrivata al 500° post. No, non posto, sarei scarsa, ho scritto "post".
Bene, cifra tonda che accentua il mio tondo disprezzo per il telegiornale della prima rete pubblica.
Stasera è morta Fernanda Pivano, che era una donna di 90 e passa anni, e che ha tradotto, dagli anni '40 in poi, la letteratura americana contemporanea. Ha fatto un sacco di altre cose, ha collaborato con un sacco di artisti, se non ricordo male Guccini fu tra questi, insomma ha portato nella cultura italiana - di certo tra coloro che l'inglese non lo sapevano - la letteratura anglo-americana. Mica è poco.

Al telegiornale trenta secondi per annunciarne la morte in clinica e stop.
Ma come? Una delle persone che più ha influito sulla cultura del dopoguerra, fino ai giorni nostri, relegata in trenta secondi di svagato annuncio?
A cui poi è seguito un servizio di quindici minuti sui pantaloncini di Michelle Obama.
Ecco, mi viene da dire: che paese di merda.
Poi però correggo: che direttore di tg di merda, o chi per lui.
Che schifo. E non ci credo non ci fosse un coccodrillo preparato da almeno 15 anni.
E' stata una scelta editoriale.

A molti potrà non fregargliene un cazzo, ma poi i molti dovrebbero fare ammenda se ascoltano questo o quell'artista, influenzati da ciò che lei ha creato.

Sarà il caldo che mi rende nervosetta.
Sarà che domani dovrei andare con un'amica a scegliere il regalo per un neonato, mi vien caldo solo a pensarlo.
Sarà che sto facendo un lavoro certosino di inserimento dati. E non per lavoro, il che è davvero deprimente.
Sarà che non ho più nulla di bello da vedere.
Sarà che son brasata.
E mediamente incazzata.

P.s.: la mia incazzatura dipende anche che ho cancellato metà post senza volerlo ma soprattutto senza sapere come.

domenica 16 agosto 2009

però pensavo (stranissssimo)

Se anche uno va in vacanza con tutti 'sti telefonini con l'abbonamento a internet
[io ce l'ho perché a un certo punto mi serviva, poi ogni mese mi arriva l'avviso che se voglio disdire devo chiamare etc. etc. solo che - strano anche ciò - mi dico: "Oh, si si, stavolta disdico e buonanotte ai suonatori - vista la stagione, quella dei bonghi", per poi scordaremene - anche ciò assai strano - trenta secondi dopo]
il blog lo aggiorni lo stesso.

Adesso un conto è chi tiene aggiornato il blog per un piacere-dovere o solo per dovere, un conto è chi tiene aggiornato il blog per puro piacere.
Io sono tra questi rari esemplari, quindi teoricamente mi divertirebbe aggiornare il blog.
Dico teoricamente perché devo capire quanto posso zoomare sul telefonino, ché un po' di presbiopia comincia a fare toc-toc. Oppure hanno ridotto i caratteri dei bugiardini.
[che di conseguenza si sono trasformati in bugiardinini]

Volevo dire che ieri ho pranzato con una amica un po' pedante, alla quale dopo pranzo stavo raccontando una cosa.
E mi dice: "Ma si, prima di pranzo eri arrivata a raccontarmi fin qui, mi manca il finale".
E io faccia basita, comincio a raccontarle il finale, poi mi interrompo e le dico: "Ma veramente ti avevo già raccontato la prima parte?!"
Lei, piuttosto crudelmente, ha risposto affermativamente.
Non solo: mi ha pure fatto il riassunto.

Secondo me il mio corpo è stato preso in ostaggio prima di pranzo e rilasciato solo durante lo svolgimento dello stesso, perché io non ho il mi-ni-mo ricordo di aver cominciato il racconto.
Va beh poca memoria a breve termine, ma così è esagerato, dai.

(non rileggo perché ho fretta, gli errori eventuali si sono auto-generati e non dipendono in alcun modo dalla mia responsabilità)

venerdì 14 agosto 2009

vil danaro e p.s. I fuck you

Ecco, adesso ho un problema.
Sappiamo che la sottoscritta ha due amiche dai tempi delle medie e che ogni volta ha dolori simil-parto per fare loro il regalo di compleanno. Non solo per la spesa, quanto per la fantasia nulla.
Questo compleanno, per tutte e tre, è un po' speciale, quindi all'amica n° 1 è stato regalato un braccialetto dal costo di euri 330 [piango ancora, se ci penso], così ripartiti: 115 euri a testa noi due amiche e 100 accollati al fidanzato dell'amica per suo masochistico desiderio, ma tanto è ricco, e quindi.

Poi c'è stato il mio di compleanno, e siccome mi hanno comprato un attrezzo per la scherma in un negozio che conosco bene, posso serenamente stimare il costo tra i 130 e i 170 euri complessivi, tant'è che c'ero rimasta un po' male, se devo dirla tutta, convinta che all'ultimo momento avrebbero tirato fuori il jolly. Maddeché.

E ora la prova del nove. L'amica n° 2 che mi ha fatto spendere un capitale compie gli anni tra un po'. L'amica n° 1, che invece ricevette il regalo-capitale, mi chiede: "Quanto spendiamo?" e io, ben sapendo che ci sarebbe stato un po' di casino, le dico: "Non lo so, dimmi tu, dimmi tu...".
Ha proposto 70/80 euri. Le chiedo se il marito partecipa, mi dice che non sa, ma forse si, visto che alla festa viene anche lui (si, loro sono tipe da festa). Capisce che rimango un po' stranita quando mi dice: "Massimo, comunque, 200 euri in tre!", e allora indaga quel minimo affinché io le riveli più o meno (centesimi inclusi) quanto spendemmo per lei.

Lei non ci crede.
Mi dice: "Sarà stato Natale più compleanno!", noooneeeeeeee.
Mi dice: "Ma ti sembra possibile che abbiate speso così tanto per un braccialetto d'argento?"
Come d'argento?!
Io mi ricordavo oro bianco.
"Ma sei sicura che non sia oro bianco?"
"Certo, ce l'ho al polso, c'è scritto [non mi ricordo cosa], è argento!".

Dubbio.
Nel rispondere all'amica n° 2, che mi aveva mandato un bastardissino mms dalle spiagge di un'isola ai Caraibi, con nonchalance le chiedo se si trattasse di oro bianco o oro nero o argento, ma fosse stato oro nero me ne sarei accorta, credo. Poi avrebbe già preso fuoco con le candeline della torta.
Mi conferma la prima ipotesi.
Oro bianco.

Ipotesi:
  1. amica n° 1 è decisamente presbite e non lo vuole ammettere;
  2. amica n° 2 è stata decisamente inculata dalla sua gioielleria di fiducia;
  3. io non mi ricordo un cazzo.
Ora lo so che il calcolo delle probabilità è a mio totale sfavore, tuttavia sono abbastanza certa di me stessa questa volta, ed è merce rara nel mio essere essere [non è un refuso, un attimo, cribbio! AGH 2!!!] certa di qualcosa.

Ma soprattutto: quanto minchia mettiamo in budget?!

P.s. Telefonata a casa. "Ciao. [mionome] ho deciso che me lo scopo". Ah, ecco. Menomale che non si tratta come al solito di ex-moroso, è già una soddisfazione.

mercoledì 12 agosto 2009

sky (concetto molto diverso da skylarking, ma guarda quante cose si imparano da un post)

Cielo, che quiete.
Nel mio condominio poi.
Potrei morire e mi troverebbero per l'odore della carne in putrefazione.
Per farmi stare tranquilla, però, una delle sopravvissute alla settimana di ferragosto mi dice: "Quando l'altra sera sono tornata a casa ho visto due ombre nel cortile, sono entrata come un fulmine" (ma che ti colpisse, n.d.b.).

Cose fastidiose:
  1. dover annunciare a chi sento per sms del mio lutto felino, mi infastidisce un po'. Tuttavia se non lo facessi poi mi troverei persone che, entrando in casa, mi chiederebbero: "Non manca qualcosa?" e io le scaraventerei giù dal balcone, e meglio sia evitare il carcere, va là;
  2. al supermarket hanno già affollato gli scaffali con la roba di scuola (mi sembra che inizi ad assomigliare alla procedura di marketing per Natale, quindi dall'anno prossimo partiranno tre mesi prima, metà giugno), riducendo lo spazio per le robe tecnologiche, ergo non ho potuto acquistare una stupida cuffietta per il pc con la stanghetta in testa (quando ho i capelli bagnati mi serve come cerchietto, eh);
  3. oggi in tre mi hanno scritto sms a cui ancora non ho risposto, perché interrompono la mia pace interiore;
  4. qualche giorno fa al ristorante ho visto un tizio, che secondo me conoscevo. E sapevo anche in che classe era, tipo D o E, o forse anche C. Se la tirava a 18 anni esattamente come se la tira adesso, ma è sempre il solito sfigato (la mia interessantissima teoria è che siamo tutti sfigati e tutti fighi, è solo una questione di momenti altalenanti: questa teoria a lui non è applicabile in quanto se la tira senza alcuna potenzialità). Però sono giorni che provo a farmi venire in mente il nome e col cazzo. E il tipo è talmente insignificante che non riesco a descriverlo, ma cribbio (AGH!);
  5. dovevo chimare mia zia, un'amica che sta per partire, un'altra amica che è già partita e non ho fatto nulla di tutto ciò, mi sono dimenticata e poi addormentata.
Cose meno fastidiose:
  1. non ho un cazzo da fare e anche ciò che dovrei fare mica lo faccio, quindi passo le giornate ad abbruttirmi davanti al pc in vari modi e ad ascoltare le repliche di Linus e Savino;
  2. a ottobre c'è un concerto commemorativo degli Elii agli Arcimboldi e spero di aver ipotecato il mio ingresso (concetto che solo chi abita nei pressi o nella città grande può capire), in questo modo faccio anche il regalo a ex-moroso che ha compiuto gli anni solo un mese e mezzo fa;
  3. la mia omonima amica è finalmente uscita dai noiosi binari della sua relazione monocromatica e ha assaggiato (solo un asaggino, ma accontentiamoci) il pathos da relazione extra-convivenziale. Il fatto è che ieri, tutta allarmata ed emozionata, mi ha detto che avrebbe pranzato con questo tizio qui, e oggi con la vocina da cagnolino bastonato mi ha fatto scoppiare a ridere. Io ipotizzo che nel suo inconscio già sapeva che qualcosa sarebbe accaduto [o acciampato, o accascato, o accrollato], lei nega: per forza, è conscia quando mi parla;
  4. c'è silenzio;
  5. c'è silenzio ma non troppo, non quello per cui aver paura, ecco.

domenica 9 agosto 2009

primi rientri (quando io neppure quasi esco)

Tornata mia sorella.
Mi ha fatto girare il cazzo a mo' di pala d'elicottero nel giro di 10'.
Perché, porca troia, è obbligata in ogni viaggio che fa ad acquistare qualsiasi cosa per qualsiasi persona?!
E' arrivata a comprare un regalo per la mia amica rossa!

Ma porcaputtana!
Io e amica rossa non ci facciamo regali se non quando strettamente necessari!
(tipo: lei mi compra il tabacco, sigarette, cartine e io mi dimentico di darle i soldi o io le compro un lettore divx che funziona con la chiavetta, per non avere la rottura di coglioni di doverle fare i dvd)

Oggi sono stata al pc quasi tutto il giorno, mi sento vagamente rintronata.
Da domani partono gli ultimi amici e che palle, buuu.
Mi sentivo però, l'altra sera, un'aliena tra loro.
Parlavano di posti bellissimi e tra loro una coppia cercava di dare l'indicazione per un ristorante nella città a Santorini, e mi sembrava una roba tipo:
"Dovreste provare quel nuovo ristorante in Corso Italia, si mangia carne buonissima"
e io sarò anche strana, però già un po' mi irrita chi mi consiglia i posti dove mangiare qui, figuriamoci poi se uno me li consiglia in un'isola dove mi appresto a rompere ogni contatto con la terraferma. Santorini. Come se uno ci andasse per il ristorante.

Dai.
E' inopportuno. Mi sembra levi il gusto alla vacanza (mai sostantivo fu più appropriato).
[no, non è "vacanza"]

Però oggi mi è arrivata, correggo, ho ritirato questa cartolina da Villasimius, che recita:
  • porcellino (taggato)
  • pesci (taggato)
  • pecorino (taggato)
  • mirto (taggato)
Ah si, anche il mare non è male.

[fine]
Ho riso un quarto d'ora.

giovedì 6 agosto 2009

mio piccolo vecchietto (ultimo post sulla mia belva anziana)

Ore 16

Ho il cuore a pezzi, piccolo mio.
Vederti così, bagnato e senza forze, sdraiato per terra sul pavimento di cucina.

Dovrei solo essere grata per il fatto che il tuo tracollo sia avvenuto in breve tempo.
Solo che è difficile dirti addio.
Tanto difficile.

Alle sei passa l'amica tono-su-tono, e andremo dal tuo dottore.
Ti addormenterai coperto dalle mie carezze, ma non ti risveglierai.

E adesso mi tornano tutti in mente i momenti condivisi, quando la signora dell'orfanotrofio degli animali, anziché farmi vedere dei cuccioli piccoli, mi fece vedere te e tua sorella. Avevate quattro, cinque mesi.
Stavi seduto dritto come un fuso, la tua macchia bianca sotto il collo era più grande di quanto lo sia adesso. Mi prestarono una gabbia e ti portai a casa con l'autobus. Piangevi incessantemente, anche il conducente disse qualcosa, infastidito.

Poi arrivasti a casa a sorpresa e affrontasti la padrona di casa, una belva come te, che non la prese per niente bene, tanto che mia madre mi disse di riportarti indietro. E invece iniziasti a perdere pelo, ti portammo dal veterinario che ci disse: è tigna.

Dovemmo chiuderti sul terrazzino affinché la regina non prendesse anche lei la tigna, e quella fu la tua fortuna. Facevi pena a madre e sorella che iniziarono a tollerarti, a turno venivamo nel terazzino a giocare con te. La regina ti guardava dalla porta a vetri, mentre ci grattavi contro per entrare, e capì che non eri una minaccia visto che ti avevamo isolato.
Quando quaranta giorni dopo ti facemmo uscire, la regina era abbastanza tranquilla. Madre e sorella un po' meno, perché loro si presero la tigna da te. Solo io fui risparmiata.

Così ti accompagnai in cortile, per te era una dimensione nuova.
L'istinto ti disse di andare in un posto impossibile, ma non ti disse come venirne fuori. Dovetti fare le acrobazie per recuperarti. La mia mano cercava di agguantarti, tu mi desti fiducia, misi la zampa nel mio palmo, ed io te la afferrai e riuscii a tirarti fuori da una situazione complicata.

Forse fu per quello che cercasti, la notte, per anni, la mia mano. Solo per appoggiare la tua zampa.

Fratello di zampa.
Spero che io ti possa aver dato tutto ciò di cui avevi bisogno.
Di una cosa sono certa: il mio affetto non ti è mai mancato e ti accompagnerà sempre, ovunque andrai.

Ore 23

E così sei andato.
Il veterinario mi diceva di voltarmi, mentre ti faceva le punture, ma io col cazzo.
Ti ho carezzato fino alla fine, e anche dopo.
Sono uscita con l'amica, dopo poco ho smesso di piangere, avevo cominciato in tarda mattinata quando avevo deciso.
Solo allora ho avuto l'assicurazione che era ciò che hai cercato anche tu in quest'ultimo giorno e mezzo. Una morte che mettesse fine a una vita che non era più dignitosa.

Chissà se sei nel paradiso degli animali e chissà se hai rivisto la regina.
Sono dieci anni che non vi incontrate, ma sono sicura che vi riconoscerete.
Fatevi compagnia e tu, patata, sottomettiti a lei come hai sempre fatto.
Non sei più abituato, lo so, erano sei anni che mettevi in riga gli altri due.
No, patata, non ti preoccupare, stasera no.
Le altre due belve non le guardo neanche.

E grazie per questi diciannove anni.

lunedì 3 agosto 2009

giornata nera come la mia belva anziana

Ecco, dover accompagnare il tuo animale vecchio in cortile dove non vuole mai andare, vedere che beve l'acqua dalle pozze e si accuccia tutto preciso sotto la pioggia, vederlo andare lentamente verso un altro cortile confinante ma sentire che non si lamenta più.

Poi torna in casa fradicio e, dopo un po' d'asciugatura e un po' di tempo, ricomincia il lamento straziante che risale a prima che decidesse di andare in cortile.

Va bene, oh mia belva. Col cuore stretto ti porto dal veterinario.
Il quale fa una faccia sbalordita quando gli dico la sua età, perché la belva si comporta bene, ovvero scende dal lettino, mi si appioppa, lo rimetto sul lettino (che per altro sembra quello di un anatomo-patologo), cerca di aggredire il veterinario, eccetera.

Il veterinario mi dice con onestà che cos'ha, che è inutile fare gli esami del sangue, che insomma gli si fanno dei punturoni per reidratarlo un po' ma niente più. Mi dice che probabilmente la sua malattia lo porta a sprigionare una sostanza che gli annebbia il cervello, e forse la ragione per cui si è accucciato in mezzo alle pozze d'acqua l'abbiamo trovata.

Adesso io devo mettere tutte le mie energie per tenere fisso il pensiero su Samuele, su Marco, su Fabio, su Alberto, su Massimo. Giovani esseri umani colpiti da un destino infausto.
Faccio un po' fatica, come ogni persona che ha condiviso tantissimi anni con la propria belva.
Ma ancora spero di dare un valore diverso alle vite umane di persone buone e a quella di un animale che per anni ha preteso di dormire zampa nella mano (giurin giuretta).

La vecchia belva resiste, intanto.
Ma non in eterno.

Un grazie speciale ad amica rossa, per oggi e per domani e per molto altro.

mercoledì 29 luglio 2009

colleganza, ferie, amica rossa, è un melting pot

Ebbene mi è toccato baciare tremila persone (stima per difetto), poiché quando me ne sono andata non so com'è ma erano tutti nel mio ufficio. Tutti tranne il consulente figo, con cui però avevo già ocheggiato a pranzo.

Era dalla mattina che pensavo a come sgattaiolare via alla chetichella l'indomani, invece poi una telefonata mi ha sconclusionato i programmi e ho avuto meno tempo per pensare allo sgattaiolamento in incognito. Domani niente ufficio per me, grazie.

Venuta l'amica rossa a tirar fuori la mia carcassa dalle quattro mura, ufficio in cui la faccio entrare di straforo e già con discreto numero di persone. Le dico: caffé-sigaretta? E spero che nel frattime (si legge "frattaim", me lo ha insegnato una persona speciale) la gente se ne vada a casa. Legge di Murphy. Tornata, ce n'era un buon 30% in più.

Scenetta.
L'amica rossa è una brava professionista, così almeno dice lei, e io le credo perché è mia amica.
Successe che un'amica della capa ebbe bisogno proprio della sua professionalità, così le mettemmo in contatto. Un minuto prima della mia presunta uscita, la mia capa mi dice seria:
"Ah, (MioNomeAbbreviato), devo dirti assolutamente una cosa:
[e penso: mi darà da fare una ennesima rottura di coglioni e invece]
ma sai quei miei amici come sono rimasti entusiasti dal lavoro della tua amica? Mi hanno detto che è stata disponibile, gentile, competente, bla bla bla.."
[è ora di finirla con tutti 'sti complimenti, se no l'amica rossa si monta la capoccia]
"(NomeCapa), ti presento la dottoressa Amica Rossa!"
[amica rossa mi era di fianco, mi aiutava a raccogliere le 89mila carabattole che viaggiano con me ad ogni fine settimana lavorativo, non è che le ho mostrato il santino estratto dal portafoglio].

Evidentemente amica rossa dimostra meno anni, pur essendo carampana, oppure la capa pensava a un cesso con occhiali spessi tre dita
[si, ho anche l'idiosincrasia per gli occhiali, essendo che li porto e faccio di tutto per non farlo, tranne le operazioni col laser che mi mettono l'ansia]
mentre amica rossa è piuttosto gnocca, fatto sta che la capa ha fatto una faccia incredula con la bocca ad O per qualche millesimo di secondo, e sembrava una faccia proprio tonda tonda tonda.

Amica rossa mi ha cazziato, secondo lei avrei dovuto svelare la sua identità solo alla fine della sfilza dei mille complimenti, invece ho interrotto il ciclo perché mi stavo annoiando. Così mentre la capa parlava vis-a-vis con amica rossa, io distribuivo baci a destra e a manca.
Quello che non mi annoia è chiacchierare con amica rossa, non c'è stato bisogno di accendere l'autoradio, noi avevamo più watt.

Per riassumere: ufficio deserto da lunedì.
Oh.
Che bello agosto.

martedì 28 luglio 2009

post privato - solo per chi possiede (i.e. "è posseduto da") animali e li ama fin troppo

Sono le due, ma sono sveglia.
Speravo che la mia bestia vecchia si riprendesse, invece ogni poco si sveglia e emette questi lamenti strazianti.
Io lo voglio proteggere e, per rispetto alla sua veneranda età, non l'ho portato dal veterinario quando molti, molti mesi fa ho notato che qualcosa non andava. Ma non soffriva.
Invece da ieri ha questo lamento diverso, e capisco che sta male.
Ed è solo uno "stupido" animale, ma stasera ho pianto quando l'ho salutato prima di andare a letto.

Forza patata, che questa notte ti faccia passare i dolori e che tu possa morire tranquillo.
Se non fosse a breve, ti sarei eternamente grata.