mercoledì 19 agosto 2009

cantagiro '09 (tappa afosissima, ma c'è in fondo un po' di ristoro)

It gets harder everyday
But I can't seem to shake the pain
I'm trying to find the words to say
Please stay
It's written all over my face
That I can't
Function the same when you're not here
I'm calling your name and no one's there
And I hope one day you'll see
Nobody has it easy
I still can't believe you've found somebody new
But I wish you the best
I guess

'Cause everybody knows, but
Nobody really knows
How to make it work
Or how to ease the hurt
We've heard it all before
Everybody knows
Just how to make it right
I wish we gave it one more try
One more try
One more try
'Cause everybody knows
But nobody really knows

I don't care what the people say
They're probably lonely anyway
Baby don't fill up your head
With "he said", "she said"
It seems like you just don't know
The radio's on, you're tuning me out
I'm trying to speak, you're turning me down
And I know one day you'll see
Nobody has it easy
I still can't believe you've found somebody new
But I wish you the best
I guess

'Cause everybody knows, but
Nobody really knows
How to make it work
Or how to ease the hurt
We've heard it all before
Everybody knows
Just how to make it right
I wish we gave it one more try
One more try
One more try
'Cause everybody knows
But nobody really knows
Oh oh nobody really knows
Oh nobody really knows

martedì 18 agosto 2009

cinquecentooo?

Sembra che sia arrivata al 500° post. No, non posto, sarei scarsa, ho scritto "post".
Bene, cifra tonda che accentua il mio tondo disprezzo per il telegiornale della prima rete pubblica.
Stasera è morta Fernanda Pivano, che era una donna di 90 e passa anni, e che ha tradotto, dagli anni '40 in poi, la letteratura americana contemporanea. Ha fatto un sacco di altre cose, ha collaborato con un sacco di artisti, se non ricordo male Guccini fu tra questi, insomma ha portato nella cultura italiana - di certo tra coloro che l'inglese non lo sapevano - la letteratura anglo-americana. Mica è poco.

Al telegiornale trenta secondi per annunciarne la morte in clinica e stop.
Ma come? Una delle persone che più ha influito sulla cultura del dopoguerra, fino ai giorni nostri, relegata in trenta secondi di svagato annuncio?
A cui poi è seguito un servizio di quindici minuti sui pantaloncini di Michelle Obama.
Ecco, mi viene da dire: che paese di merda.
Poi però correggo: che direttore di tg di merda, o chi per lui.
Che schifo. E non ci credo non ci fosse un coccodrillo preparato da almeno 15 anni.
E' stata una scelta editoriale.

A molti potrà non fregargliene un cazzo, ma poi i molti dovrebbero fare ammenda se ascoltano questo o quell'artista, influenzati da ciò che lei ha creato.

Sarà il caldo che mi rende nervosetta.
Sarà che domani dovrei andare con un'amica a scegliere il regalo per un neonato, mi vien caldo solo a pensarlo.
Sarà che sto facendo un lavoro certosino di inserimento dati. E non per lavoro, il che è davvero deprimente.
Sarà che non ho più nulla di bello da vedere.
Sarà che son brasata.
E mediamente incazzata.

P.s.: la mia incazzatura dipende anche che ho cancellato metà post senza volerlo ma soprattutto senza sapere come.

domenica 16 agosto 2009

però pensavo (stranissssimo)

Se anche uno va in vacanza con tutti 'sti telefonini con l'abbonamento a internet
[io ce l'ho perché a un certo punto mi serviva, poi ogni mese mi arriva l'avviso che se voglio disdire devo chiamare etc. etc. solo che - strano anche ciò - mi dico: "Oh, si si, stavolta disdico e buonanotte ai suonatori - vista la stagione, quella dei bonghi", per poi scordaremene - anche ciò assai strano - trenta secondi dopo]
il blog lo aggiorni lo stesso.

Adesso un conto è chi tiene aggiornato il blog per un piacere-dovere o solo per dovere, un conto è chi tiene aggiornato il blog per puro piacere.
Io sono tra questi rari esemplari, quindi teoricamente mi divertirebbe aggiornare il blog.
Dico teoricamente perché devo capire quanto posso zoomare sul telefonino, ché un po' di presbiopia comincia a fare toc-toc. Oppure hanno ridotto i caratteri dei bugiardini.
[che di conseguenza si sono trasformati in bugiardinini]

Volevo dire che ieri ho pranzato con una amica un po' pedante, alla quale dopo pranzo stavo raccontando una cosa.
E mi dice: "Ma si, prima di pranzo eri arrivata a raccontarmi fin qui, mi manca il finale".
E io faccia basita, comincio a raccontarle il finale, poi mi interrompo e le dico: "Ma veramente ti avevo già raccontato la prima parte?!"
Lei, piuttosto crudelmente, ha risposto affermativamente.
Non solo: mi ha pure fatto il riassunto.

Secondo me il mio corpo è stato preso in ostaggio prima di pranzo e rilasciato solo durante lo svolgimento dello stesso, perché io non ho il mi-ni-mo ricordo di aver cominciato il racconto.
Va beh poca memoria a breve termine, ma così è esagerato, dai.

(non rileggo perché ho fretta, gli errori eventuali si sono auto-generati e non dipendono in alcun modo dalla mia responsabilità)

venerdì 14 agosto 2009

vil danaro e p.s. I fuck you

Ecco, adesso ho un problema.
Sappiamo che la sottoscritta ha due amiche dai tempi delle medie e che ogni volta ha dolori simil-parto per fare loro il regalo di compleanno. Non solo per la spesa, quanto per la fantasia nulla.
Questo compleanno, per tutte e tre, è un po' speciale, quindi all'amica n° 1 è stato regalato un braccialetto dal costo di euri 330 [piango ancora, se ci penso], così ripartiti: 115 euri a testa noi due amiche e 100 accollati al fidanzato dell'amica per suo masochistico desiderio, ma tanto è ricco, e quindi.

Poi c'è stato il mio di compleanno, e siccome mi hanno comprato un attrezzo per la scherma in un negozio che conosco bene, posso serenamente stimare il costo tra i 130 e i 170 euri complessivi, tant'è che c'ero rimasta un po' male, se devo dirla tutta, convinta che all'ultimo momento avrebbero tirato fuori il jolly. Maddeché.

E ora la prova del nove. L'amica n° 2 che mi ha fatto spendere un capitale compie gli anni tra un po'. L'amica n° 1, che invece ricevette il regalo-capitale, mi chiede: "Quanto spendiamo?" e io, ben sapendo che ci sarebbe stato un po' di casino, le dico: "Non lo so, dimmi tu, dimmi tu...".
Ha proposto 70/80 euri. Le chiedo se il marito partecipa, mi dice che non sa, ma forse si, visto che alla festa viene anche lui (si, loro sono tipe da festa). Capisce che rimango un po' stranita quando mi dice: "Massimo, comunque, 200 euri in tre!", e allora indaga quel minimo affinché io le riveli più o meno (centesimi inclusi) quanto spendemmo per lei.

Lei non ci crede.
Mi dice: "Sarà stato Natale più compleanno!", noooneeeeeeee.
Mi dice: "Ma ti sembra possibile che abbiate speso così tanto per un braccialetto d'argento?"
Come d'argento?!
Io mi ricordavo oro bianco.
"Ma sei sicura che non sia oro bianco?"
"Certo, ce l'ho al polso, c'è scritto [non mi ricordo cosa], è argento!".

Dubbio.
Nel rispondere all'amica n° 2, che mi aveva mandato un bastardissino mms dalle spiagge di un'isola ai Caraibi, con nonchalance le chiedo se si trattasse di oro bianco o oro nero o argento, ma fosse stato oro nero me ne sarei accorta, credo. Poi avrebbe già preso fuoco con le candeline della torta.
Mi conferma la prima ipotesi.
Oro bianco.

Ipotesi:
  1. amica n° 1 è decisamente presbite e non lo vuole ammettere;
  2. amica n° 2 è stata decisamente inculata dalla sua gioielleria di fiducia;
  3. io non mi ricordo un cazzo.
Ora lo so che il calcolo delle probabilità è a mio totale sfavore, tuttavia sono abbastanza certa di me stessa questa volta, ed è merce rara nel mio essere essere [non è un refuso, un attimo, cribbio! AGH 2!!!] certa di qualcosa.

Ma soprattutto: quanto minchia mettiamo in budget?!

P.s. Telefonata a casa. "Ciao. [mionome] ho deciso che me lo scopo". Ah, ecco. Menomale che non si tratta come al solito di ex-moroso, è già una soddisfazione.

mercoledì 12 agosto 2009

sky (concetto molto diverso da skylarking, ma guarda quante cose si imparano da un post)

Cielo, che quiete.
Nel mio condominio poi.
Potrei morire e mi troverebbero per l'odore della carne in putrefazione.
Per farmi stare tranquilla, però, una delle sopravvissute alla settimana di ferragosto mi dice: "Quando l'altra sera sono tornata a casa ho visto due ombre nel cortile, sono entrata come un fulmine" (ma che ti colpisse, n.d.b.).

Cose fastidiose:
  1. dover annunciare a chi sento per sms del mio lutto felino, mi infastidisce un po'. Tuttavia se non lo facessi poi mi troverei persone che, entrando in casa, mi chiederebbero: "Non manca qualcosa?" e io le scaraventerei giù dal balcone, e meglio sia evitare il carcere, va là;
  2. al supermarket hanno già affollato gli scaffali con la roba di scuola (mi sembra che inizi ad assomigliare alla procedura di marketing per Natale, quindi dall'anno prossimo partiranno tre mesi prima, metà giugno), riducendo lo spazio per le robe tecnologiche, ergo non ho potuto acquistare una stupida cuffietta per il pc con la stanghetta in testa (quando ho i capelli bagnati mi serve come cerchietto, eh);
  3. oggi in tre mi hanno scritto sms a cui ancora non ho risposto, perché interrompono la mia pace interiore;
  4. qualche giorno fa al ristorante ho visto un tizio, che secondo me conoscevo. E sapevo anche in che classe era, tipo D o E, o forse anche C. Se la tirava a 18 anni esattamente come se la tira adesso, ma è sempre il solito sfigato (la mia interessantissima teoria è che siamo tutti sfigati e tutti fighi, è solo una questione di momenti altalenanti: questa teoria a lui non è applicabile in quanto se la tira senza alcuna potenzialità). Però sono giorni che provo a farmi venire in mente il nome e col cazzo. E il tipo è talmente insignificante che non riesco a descriverlo, ma cribbio (AGH!);
  5. dovevo chimare mia zia, un'amica che sta per partire, un'altra amica che è già partita e non ho fatto nulla di tutto ciò, mi sono dimenticata e poi addormentata.
Cose meno fastidiose:
  1. non ho un cazzo da fare e anche ciò che dovrei fare mica lo faccio, quindi passo le giornate ad abbruttirmi davanti al pc in vari modi e ad ascoltare le repliche di Linus e Savino;
  2. a ottobre c'è un concerto commemorativo degli Elii agli Arcimboldi e spero di aver ipotecato il mio ingresso (concetto che solo chi abita nei pressi o nella città grande può capire), in questo modo faccio anche il regalo a ex-moroso che ha compiuto gli anni solo un mese e mezzo fa;
  3. la mia omonima amica è finalmente uscita dai noiosi binari della sua relazione monocromatica e ha assaggiato (solo un asaggino, ma accontentiamoci) il pathos da relazione extra-convivenziale. Il fatto è che ieri, tutta allarmata ed emozionata, mi ha detto che avrebbe pranzato con questo tizio qui, e oggi con la vocina da cagnolino bastonato mi ha fatto scoppiare a ridere. Io ipotizzo che nel suo inconscio già sapeva che qualcosa sarebbe accaduto [o acciampato, o accascato, o accrollato], lei nega: per forza, è conscia quando mi parla;
  4. c'è silenzio;
  5. c'è silenzio ma non troppo, non quello per cui aver paura, ecco.

domenica 9 agosto 2009

primi rientri (quando io neppure quasi esco)

Tornata mia sorella.
Mi ha fatto girare il cazzo a mo' di pala d'elicottero nel giro di 10'.
Perché, porca troia, è obbligata in ogni viaggio che fa ad acquistare qualsiasi cosa per qualsiasi persona?!
E' arrivata a comprare un regalo per la mia amica rossa!

Ma porcaputtana!
Io e amica rossa non ci facciamo regali se non quando strettamente necessari!
(tipo: lei mi compra il tabacco, sigarette, cartine e io mi dimentico di darle i soldi o io le compro un lettore divx che funziona con la chiavetta, per non avere la rottura di coglioni di doverle fare i dvd)

Oggi sono stata al pc quasi tutto il giorno, mi sento vagamente rintronata.
Da domani partono gli ultimi amici e che palle, buuu.
Mi sentivo però, l'altra sera, un'aliena tra loro.
Parlavano di posti bellissimi e tra loro una coppia cercava di dare l'indicazione per un ristorante nella città a Santorini, e mi sembrava una roba tipo:
"Dovreste provare quel nuovo ristorante in Corso Italia, si mangia carne buonissima"
e io sarò anche strana, però già un po' mi irrita chi mi consiglia i posti dove mangiare qui, figuriamoci poi se uno me li consiglia in un'isola dove mi appresto a rompere ogni contatto con la terraferma. Santorini. Come se uno ci andasse per il ristorante.

Dai.
E' inopportuno. Mi sembra levi il gusto alla vacanza (mai sostantivo fu più appropriato).
[no, non è "vacanza"]

Però oggi mi è arrivata, correggo, ho ritirato questa cartolina da Villasimius, che recita:
  • porcellino (taggato)
  • pesci (taggato)
  • pecorino (taggato)
  • mirto (taggato)
Ah si, anche il mare non è male.

[fine]
Ho riso un quarto d'ora.

giovedì 6 agosto 2009

mio piccolo vecchietto (ultimo post sulla mia belva anziana)

Ore 16

Ho il cuore a pezzi, piccolo mio.
Vederti così, bagnato e senza forze, sdraiato per terra sul pavimento di cucina.

Dovrei solo essere grata per il fatto che il tuo tracollo sia avvenuto in breve tempo.
Solo che è difficile dirti addio.
Tanto difficile.

Alle sei passa l'amica tono-su-tono, e andremo dal tuo dottore.
Ti addormenterai coperto dalle mie carezze, ma non ti risveglierai.

E adesso mi tornano tutti in mente i momenti condivisi, quando la signora dell'orfanotrofio degli animali, anziché farmi vedere dei cuccioli piccoli, mi fece vedere te e tua sorella. Avevate quattro, cinque mesi.
Stavi seduto dritto come un fuso, la tua macchia bianca sotto il collo era più grande di quanto lo sia adesso. Mi prestarono una gabbia e ti portai a casa con l'autobus. Piangevi incessantemente, anche il conducente disse qualcosa, infastidito.

Poi arrivasti a casa a sorpresa e affrontasti la padrona di casa, una belva come te, che non la prese per niente bene, tanto che mia madre mi disse di riportarti indietro. E invece iniziasti a perdere pelo, ti portammo dal veterinario che ci disse: è tigna.

Dovemmo chiuderti sul terrazzino affinché la regina non prendesse anche lei la tigna, e quella fu la tua fortuna. Facevi pena a madre e sorella che iniziarono a tollerarti, a turno venivamo nel terazzino a giocare con te. La regina ti guardava dalla porta a vetri, mentre ci grattavi contro per entrare, e capì che non eri una minaccia visto che ti avevamo isolato.
Quando quaranta giorni dopo ti facemmo uscire, la regina era abbastanza tranquilla. Madre e sorella un po' meno, perché loro si presero la tigna da te. Solo io fui risparmiata.

Così ti accompagnai in cortile, per te era una dimensione nuova.
L'istinto ti disse di andare in un posto impossibile, ma non ti disse come venirne fuori. Dovetti fare le acrobazie per recuperarti. La mia mano cercava di agguantarti, tu mi desti fiducia, misi la zampa nel mio palmo, ed io te la afferrai e riuscii a tirarti fuori da una situazione complicata.

Forse fu per quello che cercasti, la notte, per anni, la mia mano. Solo per appoggiare la tua zampa.

Fratello di zampa.
Spero che io ti possa aver dato tutto ciò di cui avevi bisogno.
Di una cosa sono certa: il mio affetto non ti è mai mancato e ti accompagnerà sempre, ovunque andrai.

Ore 23

E così sei andato.
Il veterinario mi diceva di voltarmi, mentre ti faceva le punture, ma io col cazzo.
Ti ho carezzato fino alla fine, e anche dopo.
Sono uscita con l'amica, dopo poco ho smesso di piangere, avevo cominciato in tarda mattinata quando avevo deciso.
Solo allora ho avuto l'assicurazione che era ciò che hai cercato anche tu in quest'ultimo giorno e mezzo. Una morte che mettesse fine a una vita che non era più dignitosa.

Chissà se sei nel paradiso degli animali e chissà se hai rivisto la regina.
Sono dieci anni che non vi incontrate, ma sono sicura che vi riconoscerete.
Fatevi compagnia e tu, patata, sottomettiti a lei come hai sempre fatto.
Non sei più abituato, lo so, erano sei anni che mettevi in riga gli altri due.
No, patata, non ti preoccupare, stasera no.
Le altre due belve non le guardo neanche.

E grazie per questi diciannove anni.

lunedì 3 agosto 2009

giornata nera come la mia belva anziana

Ecco, dover accompagnare il tuo animale vecchio in cortile dove non vuole mai andare, vedere che beve l'acqua dalle pozze e si accuccia tutto preciso sotto la pioggia, vederlo andare lentamente verso un altro cortile confinante ma sentire che non si lamenta più.

Poi torna in casa fradicio e, dopo un po' d'asciugatura e un po' di tempo, ricomincia il lamento straziante che risale a prima che decidesse di andare in cortile.

Va bene, oh mia belva. Col cuore stretto ti porto dal veterinario.
Il quale fa una faccia sbalordita quando gli dico la sua età, perché la belva si comporta bene, ovvero scende dal lettino, mi si appioppa, lo rimetto sul lettino (che per altro sembra quello di un anatomo-patologo), cerca di aggredire il veterinario, eccetera.

Il veterinario mi dice con onestà che cos'ha, che è inutile fare gli esami del sangue, che insomma gli si fanno dei punturoni per reidratarlo un po' ma niente più. Mi dice che probabilmente la sua malattia lo porta a sprigionare una sostanza che gli annebbia il cervello, e forse la ragione per cui si è accucciato in mezzo alle pozze d'acqua l'abbiamo trovata.

Adesso io devo mettere tutte le mie energie per tenere fisso il pensiero su Samuele, su Marco, su Fabio, su Alberto, su Massimo. Giovani esseri umani colpiti da un destino infausto.
Faccio un po' fatica, come ogni persona che ha condiviso tantissimi anni con la propria belva.
Ma ancora spero di dare un valore diverso alle vite umane di persone buone e a quella di un animale che per anni ha preteso di dormire zampa nella mano (giurin giuretta).

La vecchia belva resiste, intanto.
Ma non in eterno.

Un grazie speciale ad amica rossa, per oggi e per domani e per molto altro.

mercoledì 29 luglio 2009

colleganza, ferie, amica rossa, è un melting pot

Ebbene mi è toccato baciare tremila persone (stima per difetto), poiché quando me ne sono andata non so com'è ma erano tutti nel mio ufficio. Tutti tranne il consulente figo, con cui però avevo già ocheggiato a pranzo.

Era dalla mattina che pensavo a come sgattaiolare via alla chetichella l'indomani, invece poi una telefonata mi ha sconclusionato i programmi e ho avuto meno tempo per pensare allo sgattaiolamento in incognito. Domani niente ufficio per me, grazie.

Venuta l'amica rossa a tirar fuori la mia carcassa dalle quattro mura, ufficio in cui la faccio entrare di straforo e già con discreto numero di persone. Le dico: caffé-sigaretta? E spero che nel frattime (si legge "frattaim", me lo ha insegnato una persona speciale) la gente se ne vada a casa. Legge di Murphy. Tornata, ce n'era un buon 30% in più.

Scenetta.
L'amica rossa è una brava professionista, così almeno dice lei, e io le credo perché è mia amica.
Successe che un'amica della capa ebbe bisogno proprio della sua professionalità, così le mettemmo in contatto. Un minuto prima della mia presunta uscita, la mia capa mi dice seria:
"Ah, (MioNomeAbbreviato), devo dirti assolutamente una cosa:
[e penso: mi darà da fare una ennesima rottura di coglioni e invece]
ma sai quei miei amici come sono rimasti entusiasti dal lavoro della tua amica? Mi hanno detto che è stata disponibile, gentile, competente, bla bla bla.."
[è ora di finirla con tutti 'sti complimenti, se no l'amica rossa si monta la capoccia]
"(NomeCapa), ti presento la dottoressa Amica Rossa!"
[amica rossa mi era di fianco, mi aiutava a raccogliere le 89mila carabattole che viaggiano con me ad ogni fine settimana lavorativo, non è che le ho mostrato il santino estratto dal portafoglio].

Evidentemente amica rossa dimostra meno anni, pur essendo carampana, oppure la capa pensava a un cesso con occhiali spessi tre dita
[si, ho anche l'idiosincrasia per gli occhiali, essendo che li porto e faccio di tutto per non farlo, tranne le operazioni col laser che mi mettono l'ansia]
mentre amica rossa è piuttosto gnocca, fatto sta che la capa ha fatto una faccia incredula con la bocca ad O per qualche millesimo di secondo, e sembrava una faccia proprio tonda tonda tonda.

Amica rossa mi ha cazziato, secondo lei avrei dovuto svelare la sua identità solo alla fine della sfilza dei mille complimenti, invece ho interrotto il ciclo perché mi stavo annoiando. Così mentre la capa parlava vis-a-vis con amica rossa, io distribuivo baci a destra e a manca.
Quello che non mi annoia è chiacchierare con amica rossa, non c'è stato bisogno di accendere l'autoradio, noi avevamo più watt.

Per riassumere: ufficio deserto da lunedì.
Oh.
Che bello agosto.

martedì 28 luglio 2009

post privato - solo per chi possiede (i.e. "è posseduto da") animali e li ama fin troppo

Sono le due, ma sono sveglia.
Speravo che la mia bestia vecchia si riprendesse, invece ogni poco si sveglia e emette questi lamenti strazianti.
Io lo voglio proteggere e, per rispetto alla sua veneranda età, non l'ho portato dal veterinario quando molti, molti mesi fa ho notato che qualcosa non andava. Ma non soffriva.
Invece da ieri ha questo lamento diverso, e capisco che sta male.
Ed è solo uno "stupido" animale, ma stasera ho pianto quando l'ho salutato prima di andare a letto.

Forza patata, che questa notte ti faccia passare i dolori e che tu possa morire tranquillo.
Se non fosse a breve, ti sarei eternamente grata.

domenica 26 luglio 2009

bye bye my friends e ovvie digressioni

Ecco che comincia l'esodo.
"Ciao, abbiamo dovuto cambiare programma e partiamo nel pomeriggio, se passiamo per un caffé veloce verso le tre per salutarti?"
A parte che non si è mai visto un caffé lento, a parte quello turco che a me fa talmente schifo da impiegarci 7 ore e 56 minuti per berne una tazza.
Allora - dico io a me stessa - uniamo le forze e chiamiamo anche l'altra amica, quella a cui settimana scorsa ho risposto un po' acida, e che non mi ha quindi cagato tutta la settimana.

Le scrivo un messaggino simpatico (si, la mia idiosincrasia verso l'atto del telefonare è in continuo peggioramento), e lei accetta di raggiungerci con entusiasmo. Secondo me solo perché le avevo dato la scusa per stanare il suo fidanzato. Comunque.

Arrivano dunque le due suocere, o meglio le mie amiche dai tempi della prima media. Loro in perfetta forma, i loro mariti/fidanzati sono invece due uomini provati. Uno dallo stress del viaggio incombente coi due nanerottoli, che hanno la predisposizione materna a vomitare l'anima mentre salgono sulle montagne, l'altro dallo stress del super-mega-lavoro.

Sarà stressato però lavora: oggi mia sorella, che frequentando assiduamente la piscina riesce a sapere un zacco di cose, mi ha comunicato che il mio amico un po' tonto ha perso il lavoro. Urca. Questa è pesante. Ricollocarsi da laureato, dopo anni di posto fisso e stipendio in crescita, non è banale. Fortuna che ha sposato donna lavoratrice e che entrambe le loro famiglie stanno economicamente bene.
Cioé, capisco che sia una mazzata, però almeno sei sicuro che in un modo o nell'altro il mutuo (per quei 130mq di casa che l'ex-fidanzata gli fece comprare) lo paghi.

Per questo non accetto prestiti e cerco di non comprare mai a rate.
Ho sempre il terrore di non riuscire a pagare. E non ho una back-up family.
Se non ho i soldi, eimen. Si rimanda l'acquisto. Vivere con una madre che per anni si è barcamenata per farci crescere decentemente e pagare il necessario, mi avrà pure insegnato qualcosa.

L'altro giorno è passato dall'ufficio un mio conoscente, con cui ho condiviso momenti importanti, abbiamo preso un caffé insieme.
Sapeva che ero alla ricerca di un'auto, mi chiede se ho scelto. Gli rispondo che, a causa di alcune possibili difficoltà economiche della mia famiglia, me ne sto buona finché non ho la certezza di poter usare i miei soldi per mettere in pensione la mia ultradecennale bambina scarrozzante.
Mi chiede quanto ho intenzione di spendere, glielo dico.
Mi dice: "Va beh, dai, diecimila te li posso prestare io, se i soldi non si usano per gli amici allora a che cazzo servono?", con un accento valligiano e un imbarazzo che mi hanno fatto sorridere.
Ho rifiutato per le ragioni di cui sopra, ma che piacere enorme un gesto così, out of the blue.

Buone vacanze, amici.

P.s. gli altri vanno in vacanza, io no per il momento.

martedì 21 luglio 2009

vorrei sapere...

...chi è lo spiritoso che mi ha iscritto a matrimonio da sogno punto qualcosa?

Sono molto vendicativa. Scherzosamente vendicativa. Cioè, non è che mi metta a piantare coltelli nelle cani umane altrui. Solo nella mia carne e solo per errore, tengo a precisarlo.

lunedì 20 luglio 2009

uno dei tanti post inutili che dà i numeri

  1. Sono ricominciate, come l'estate scorsa, le miliardate di visite di commercianti che hanno bisogno di un cartello prima di abbassare la saracinesca. Andarlo a comprare non sarebbe una brutta idea. Bisogna sempre stare attenti a come si intitolano i post. Cazzo.
  2. Mi sono fatta l'idea che qualche bastardo mi rubi la linea wireless, così ho messo delle restrizioni tali che io stessa, non appena accenderò il pc dell'ufficio in casa e lui non si collegherà, ci metterò dalle tre alle quattro ore prima di ripristinare il collegamento. L'oscuramento del SSID è una sfida alla mia pessima memoria (che forse dovrei scrivermelo?).
  3. Mia sorella, in attesa della sua macchina, ha la mia da venti giorni esatti. Un vero miracolo che mi sia ricordata di darle il nuovo tagliando dell'assicurazione. Che scade giust'appunto domani. E non aggiungo altro per non auto-gufarmi.
  4. Svegliarsi con una nausea della madonna la domenica mattina, previa sveglia della best friend sul cellulare dimenticato acceso (non ho ovviamente risposto, mi sarebbe uscito un poco opportuno "Ma vaffanculo!"), e poi intrattenersi con una ex-collega che mi fa letteralmente assopire, povera stella, ma che è tanto buona, ha provocato un mio crollo psico-fisico non appena ella è uscita di casa: ho dormito due ore di sasso.
  5. La mia capa continua a farmi lavorare, benché avesse detto settimana scorsa: "Per questa stagione hai dato, ora puoi rilassarti". Si, 'sta minchia.
  6. Un mio ex-collega che ho visto l'ultima volta alla mia festa di compleanno datata 2005, mi chiede amicizia su fb. Boh. La gente è strana forte.
  7. Perché non ho voglia di vedere ex-moroso? Sono giorni che me lo chiedo. Forse perché lui è andato a Gardaland coi suoi amici pischelli? Non è da escludersi. I miei amici, oramai, avrebbero paura di fare anche l'ottovolante a forma di tronco che va nell'acqua e ci si infradicia che è un piacere (ci sarà ancora?), non sono infantili et incoscienti come me.
  8. Otto è un buon numero per chiudere, mi ricorda la Famiglia Bradford.
  9. Non posso chiudere.
  10. Molti ma molti ma molti auguri per domani (ovvero tra 40 minuti circa) ad una delle anime pie che talvolta passano di qui, si chiama Angelo ma lui non lo sa che lo so. So anche il cognome ma poi mi denuncia per stalking. Quindi tutti zitti. Anche se, mi avesse invitato alla sua festa, avrebbe fatto miglior figura. Per completare: credo che ora la "mezz'età" sia considerata verso i sessant'anni. Dal 1300 in poi di strada se ne è fatta. E poi c'è sempre il Viagra.
  11. Anche undici non mi sembra un brutto numero per chiudere, d'altronde ci si deve pur accontentare.

mercoledì 15 luglio 2009

ingrasso ma in retromarcia

La mia capa sta veramente diventando una balena. Straborda dalla sedia. Io, immaginandomela scopare e avendo visto lo sgradevole marito che non è sì Maciste, credo che lei non stia mai sopra. Ma proprio mai-mai. Se no il marito ogni tre per due avrebbe qualche osso rotto.
[oggi mi ha fatto dal vero i complimenti per il lavoro che mi sono sciroppata tra venerdì e sabato, una mazzata]
[il lavoro, non i complimenti]

Anche la mia collega-cavallo sta ingrassando, ma almeno lei ha 20 anni in meno ed è alta come un cavallo ed è molto longilinea. Quindi se anche ingrassasse cinque chili, nessuno se ne accorgerebbe. Poi, ecco, oggi si è scofanata mezzo sacchettone di patatine untissime, quindi ok, è in un periodo di bulimia nervosa che passerà appena andrà in vacanza.

Anche Brooke sta ingrassando, e lei pure è altissimissima, però da ex-agonista non appena si era ritirata, era diventata una bomba (ossimoro?).
Poi (forse il desiderio per Ridge?) è dimagrita tipo quindici chili e stava decisamente meglio. Un giorno di questi, mentre eravamo in ascensore, noto una cosa nuova: la cellulite nelle braccia. E ho capito che era mio dovere dirle: "Stai ingrassando, con tutta la fatica che hai fatto a perdere tutti quei chili sarebbe un peccato riprenderli". Mi ha guardato con occhio triste, e ho capito che ingrasso e tristezza erano tutt'uno.

Invece a me dicono che dimagrisco. Da un po' che me lo dicono. Prima uno mi diceva: "Ti trovo dimagrita, stai bene" e a ruota un altro: "Ti trovo ingrassata. Sei un po' ingrassata?", e io bilanciavo le due cose e capivo che ero sempre uguale, e neppure mandavo affanculo chi mi dava della cicciona. Perché io ho la sindrome dell'ex-cicciona, tipo che ho iniziato a lievitare alle elementari (e i bambini sono iene, ti scorticano l'anima facendoti sentire una merda) e che a 15 anni pesavo un sacco. E quindi sono sensibilissima sull'argomento.
Magari anche un po' troppo.

E questa cosa qui che mi dicono che sto dimagrendo dovrebbe teoricamente farmi piacere, invece neanche un po'. Perché se fai andare quasi a male l'uovo di Pasqua (mi ricorderò di mangiarlo o di gettarlo nel frigo prima che in questa casa si raggiunga l'esaltante temperatura sub-sahariana di gradi 40°? Dubito. Magari è già scaduto) vuol dire che c'è qualcosa che non va.
Un po' stress, un po' rabbia verso i vecchi (quelli che ti fanno andare al manicomio, tipo mia madre, e quelli che hanno deciso di andarsene con la testa, come mia zia, adorato scricciolo mio) e infine un po' di dispiaceri vari, persone che ti deludono, persone più giovani di te che non stanno per niente bene, persone con dei rancori idioti che ti verrebbe voglia di spaccar loro la testa contro il muro, per poi dire: "Vedi che c'è di peggio?".

'Sto cazzo di post sta prendendo una brutta piega, mentre io oggi avevo una piega quasi (quasi all'ottava potenza, in veritas) perfetta. E mentre tornavo da pranzo ho visto all'ingresso il mio consulente preferito. Parlava con una cricca di gente e non lo vedevo da un po' di giorni. Si è voltato, in-ter-rom-pen-do-si, e mi dice:
C: "Cosa hai fatto? Hai qualcosa di diverso".
Io: "Niente. Tu invece ti sei fatto crescere un po' di barbetta".
[puoi anche tagliarla, non si offende nessuno]
C: "Oggi sei una gnoccolona!"
[come dice la mia amica B: mi rideva anche il culo]
Io, serissima: "Io sono sempre gnoccolona".
C: "Oggi sei più gnoccolona del solito, allora!"
[detto in un accento intorno al bergamasco che mi ha fatto sorridere]
E dunque col sorriso a 987 denti gli sono passata davanti, ma se la conversazione si sia ulteriormente articolata con concetti metafisici o se si sia conclusa lì, non lo so dire.

Cazzo, se uno che mi piace (denti a parte) mi fa un complimento non capisco più una sega.
Manco avessi dodici anni. Ma a dodici anni tutti si guardavano bene dal farmi i complimenti. Stronzi.

[vorrei, per dovizia di informazione, segnalare che non è che sia 'sta figa pazzesca, ho solo occhi azzurri, capelli tinti di biondo, un discreto sorriso e soprattutto due tette che hanno il loro perché, e poi so intortare bene, e poi oggi avevo la mia polo preferita]

P.s. (siccome non mi sono dilungata abbastanza) è un periodo dove riesco a leggere poco gli altri blog, giusto la mattina mentre faccio colazione con pane e nutella da una parte e l'ipod touch dall'altra. Ma non posso fare commenti. Mi secca molto. Vorrei un bicchier d'acqua, grazie.

lunedì 13 luglio 2009

how to throw a hoe (zappa) on your feet

La mia amica tono su tono è elegantissima. Sempre.
Anche la domenica alle cinque del pomeriggio di una uggiosa e umida giornata invernale. Casual si, magari anche con vecchi indumenti (i.e. che abbiano passato almeno un paio di mannaie di cambi stagionali, a cinque sicuro che non ci arrivano), ma sempre precisa.
Poi possiede il capello perfetto (lì è questione di culo), mai fuori posto. Al limite due o tre in totale, che con sapiente mossa vengono subito rimessi al loro posto.

Io, l'esempio della strafalciona, io, che dormo con magliette acquistate nella prima adolescenza, io: come faccio a essere sua amica?
Questione di medie. Inteso come scuole.
Poi chi compensa da una parte, chi dall'altra. Io sono molto più brava a farmi seghe mentali di ogni genere e tipo. Lei si fa elegantemente scivolare tutto addosso, tutto o quasi.

Insomma costei mi ha chiesto di farle il biglietto d'invito per la sua festa di compleanno.
Me lo ha chiesto, in verità, un mese fa, d'altronde siamo vicini con le date, è a settembre l'evento.
[non è un caso che di segno sia Virgo]

E stasera, dopo aver tirato due madonne ad un lavoro che, pubblicato, viene interpretato da un browser in un modo e dall'altro in tutt'altro, e anche due al mal di schiena che mi ha spaccato, mi sono messa a fare questo benedetto biglietto.
[c'è un po' di contraddizione?]

Mentre lo preparavo sono stata assalita da 234.784 dubbi. Ergo, questa sciocchezza mi dà l'ansia (pure lei ci mancava, ne avevo un gran bisogno), e domani aprirò timorosa la posta elettronica dove vedrò scritto:
"Carino... [senza esclamativo, solo punti di sospensione] Però io cambierei [segue lista da 19 punti - gli stessi che mi serviranno quando mi auto-frantumerò la crapa sul muro dalla disperazione - benché gli elementi all'interno del biglietto siano sfondo, scritta: testo -carattere - grandezza - colore, disposizione, cornice più foto, e stop. A contare anche le sottocategorie sono solo otto], fai le prove e poi me le invii?"

O sono buona, o sono scema.
O incosciente.

domenica 12 luglio 2009

per un po' di ragioni diverse, che tuttavia vogliono stupidamente affermare la loro eterosessualità

Per le rotture di coglioni lavorative.
Per l'auto "ideale" per me che ex-fidanza vuol farmi comprare.
Per il paradosso che a mia sorella le ho detto che era mostruosa.
Per il fatto che lei in settimana ritirerà l'auto che vorrei io.
Per il fatto che è ex-fidanza a scegliermi sempre l'auto.
Per l'amarezza di questi giorni.
Per la mia zietta che non riesco più a contattare.
Per le discussioni fatte.
Per Harper's Island che mi fa venire l'ansia.
Per il Tato che è partito per le vacanze trimestrali.
Per il mio colorito verde.

Per questo e altro ancora vorrei trovarmi lì, dove c'è la freccia gialla.
Con A una e due, ché le suocere non mi permetterebbero di cazzeggiare all'aperitivo con Fefé fino alle dieci di sera.

martedì 7 luglio 2009

storia di una furbacchiona che non ha nuotato

Mi sveglio prima della sveglia, c'è troppo casino.

[ero a metà del mio post e non so con quale mossa mi si è polverizzato, a parte la prima frase, prima o poi imparerò a scrivere su notepad, forse, nel frattempo vaffanculo]

Alberi fruscianti, vento che fa sbattere le tapparelle, pioggia stile jungla.
Il cortile sembra un ottimo posto dove allenarsi per i 50 rana.
Sposto la sveglia dall'orario consueto a un'ora dopo.
Mi alzo, mi lavo, mi vesto precisa, faccio colazione, mi lavo i denti, ma poi, anziché infilare la porta di casa, prendo il portatile dell'ufficio (che uso come fermaporta per la porta-finestra) e mentre lo accendo, serena, telefono a un sopravvissuto dell'inondazione per dirgli: "Oggi lavoro da casa", tanto è lo stesso.

A parte sentire Linus e Nicola Savino dire le loro castronerie.
A parte fare pausa caffé con un caffé vero.
A parte pranzare con cibi non completamente plastificati o stracotti.

Eppure.
Mi manca il contatto umano.
Ho produttivamente lavorato, molto più di ciò che faccio in ufficio, e se i miei capi lo scoprono mi cambiano la serratura. Di casa. In ufficio ho tutta una serie di relazioni lavorative-personali, ché io non so ben distinguere tra lavoro e vita personale, è tutto miscelato, che mi distraggono.
Se sono di pessimo umore allora no, rendo molto, ma se l'umore è decente è finita.

Ciò non significa che io sia una che si gratta la panza. All'inizio un mio collega mi diceva: "Non devi rispondere subito alle richieste più svariate, se no i colleghi, gli utenti o i clienti si abituano male!". Direi che sono piuttosto operosa, ma a casa le mie prestazioni migliorano, ho solo le belve a cui badare (stamani una delle tre ha vomitato ai piedi del mio letto, è indescrivibile la gioia che si prova nel risvegliarsi con l'odore di vomito di una belva), la radio che mi distrae un po' e stop.

Cielo.
Che noia.
Domani anche telelavorerò, altrimenti non riuscirei ad andare al concerto per il quale l'amica dai capelli rossi sembra un'invasata. Ne ho un sano terrore.

giovedì 2 luglio 2009

un angelo piccino picciò

E' morto un bambino.
Un bambino di sei anni, con ancora i denti da latte.
Un bambino che aveva già sofferto, anche se forse i suoi genitori avevano molto più sofferto rispetto a lui. A lui bastava una cosa nuova, un sorriso, un saluto, ed era contento.
Questo bambino non sarebbe dovuto morire, non ora, non così, invece è successo.
E chi come me lo conosceva, seppure poco, è rimasto di sasso nel sapere la pessima notizia.

In questi giorni, quando ancora i ricordi delle morti de L'Aquila non sono svaniti, Viareggio ci ha riportato a storie di vite distrutte, specialmente quelle dei bambini, deceduti in ospedale per le ustioni. E sono notizie che fanno male.
Ma non può fare così male come la morte di un bambino che conosci. O forse sono io ad avere un distacco da morti che non riguardano il mio piccolo mondo.
Poi mi chiedono perché sono atea.
Come faccio a credere in un dio così crudele che permette a un essere umano di sfiorare questa terra per pochi anni? Lasciandosi dietro dolori incontenibili?

Da piccola credevo nell'angelo custode e dormivo in una sola metà del letto per lasciargli lo spazio per riposare.
Voglio crederci anche stasera e vorrei che qualche altro bambino della sua stessa età facesse un po' di spazio al nuovo, piccolo angelo.

martedì 30 giugno 2009

semplice coincidenza o messaggio subliminale, chi può dirlo

Non ci volevo credere, quando l'ho letto.
Secondo me è il solito gruppetto di comunisti di Sesto San Giovanni.

[che nessuno si faccia illusioni, continuerò a lavorare per voi, facendo finta di divertirmi e di fare i cazzi miei, ingrati]


domenica 28 giugno 2009

se telefonando

Mi chiama la mia migliore amica. Sono certa sia lei, sono le dieci e passa di sera.
Faccio andare la segreteria.
Perché?
Impegnata su un sito a cercare nei dettagli le caratteristiche di un aggeggio che avrei voglia di comprare (ora che mi auto-convinco, l'aggeggio andrà fuori produzione. Ne uscirà un altro simile che però mi piacerà meno. Ora che mi sarò abituata all'estetica, ne studierò le caratteristiche per mesi, scaricando ogni brochure possibile. Quando mi auto-convincerò, l'aggeggio sarà andato fuori produzione, e così in loop). La solita spesa inutile per cui una si fa un discreto quantitativo di seghe mentali, ma questo era ovvio aggiungerlo.

Penso a quale trauma debba aver subito per schifare così il telefono.
Così cerco la peggior telefonata, la miglior telefonata, la più emozionante telefonata, nella piena coscienza che il mio essere positiva (agli oppiacei talvolta, ma non solo) probabilmente ha cancellato episodi peggiori di quello descritto. Non quelli migliori.

Peggiore.
Primo fidanzato. Primo in tutto. Vacanze estive, lui parte con un amico, io sarei partita da lì a un paio di settimane. Poi, a metà agosto, saremmo andati insieme in Provenza.
Già avevo sentito che dopo otto mesi di relazione tirava una brutta aria, ma speravo fosse la stanchezza di "fine anno". Quando parte, attendo che mi chiami (lui molto diverso da me, lui chiamava), ma attendo e non succede. Dopo una settimana sono triste come un muflone e nervosa moltissimo. Quindi mi metto a pulire la cucina.
E' una sindrome tutta femminile. Le femmine nervose puliscono, stirano, mettono in ordine. I maschi nervosi escono con gli amici e si ubriacano. Le femmine non possono, vengono prese dalla ciucca triste.
Sono in alto, arrampicata su una scala, che pulisco il tetto dei pensili alti [leggasi: massima disperazione], suona il telefono. Scendo in picchiata, rispondo, è lui. Freddo come il gelato che rimane 4 settimane nel congelatore. Telefonata imbarazzata, cerco una spiegazione al perché non si sia fatto sentire ma non ce n'è alcuna. Triste. Gli metterò le corna un mesetto più tardi, la Provenza non la vidi mai.

Migliore.
Guido la mia rossa vettura, e intanto penso a una persona che amo molto. Arrivo vicino casa, voglio scrivergli un messaggino, ma non so cosa scrivergli, non voglio quelle cose melense tipo: "Ti penso tanto" o cose così.
Mentre elaboro e spengo il motore, squilla il cellulare, ed è lui.
"Ma ciao!", gli dico.
"Ma ciao!" mi dice. Aggiunge: "E' mezz'ora che sto pensando a una scusa per telefonarti, lo so che non ti piacciono le telefonate, ma non ne ho. Avevo solo voglia di sentire la tua voce".
Nell'abitacolo della macchina si forma una pozza multicolor di liquido provocato dallo scioglimento della sottoscritta.

Emozionante.
Mi chiama uno che, dopo la chiusura con il primo fidanzato, mi aveva chiesto di uscire. Io lo avevo corteggiato per anni (non continuativi), ma ero ancora innamorata dello stronzetto che mi aveva detto: "Non ti amo più". Quindi, no, grazie, vorrei ma non posso.
Temo che telefonandomi stia tornando all'attacco, dopo due o tre mesi, invece è tutto rilassato e sereno, e scherziamo molto e ridiamo molto, e stiamo al telefono una buona mezz'ora.
Dopodiché gli dico: "Beh, ora ti saluto che devo andare a...".
"Aspetta, fermati", mi interrompe. "Vuoi uscire con me? Sappi che è l'ultima volta che te lo chiedo, poi basta, ci metto una pietra sopra". Il tono è marziale.
Il mio cuore batte a mille miliardi di battiti al secondo. "Va bene", gli rispondo.
Lui zitto qualche secondo. "Andiamo al cinema sabato sera?", mi chiede.
Andammo, era in ritardo, il film era già cominciato, mi prese per mano perché entrammo col buio, dopo un po' mi baciò, io ero molto emozionata, anche lui. Tornai a casa e scoppiai a piangere. Sentivo il mio cuore altrove. Era solo una sensazione.
Fu lì che iniziò la relazione più lunga mai avuta.
[chiamasi "ex-fidanza"]

giovedì 25 giugno 2009

manolesta manodivelluto

Oggi il mio amico pseudo-stilista è venuto a pranzo da me e, mentre stavo per rientrare in ufficio, mi ha fatto una carezza sulla schiena.
Cazzo, mi ha slacciato il reggiseno e non me ne sono accorta.
Lo stronzo.
E' la seconda volta che mi gabba.

Allora, quando ho realizzato, ho provato a riallacciarlo (infilandomi nell'armadio della cancelleria) ma non ci riuscivo mica con la polo figa (troppo stretta, regalo già visto su queste pagine) perché questo cazzo di reggiseno ha un'allacciatura bastarda.
E non potevo neppure andare in bagno per togliermi maglietta e riagganciarlo, perché c'ero solo io in ufficio.

Poi, nel frattempo, il reggiseno era arrivato ad altezza collo e mi vergognavo un casino e stavo tutta appiccicata alla scrivania per non farmi vedere.
Aspettavo che rientrasse la segretaria, ma lei mi chiama e mi dice che rientrerà un'oretta più tardi a causa di una commissione urgente. Ma porca troia.

Poi è arrivato un mio collega di un altro ufficio a lamentarsi un po' e, dopo aver pazientemente asoltato i suoi lamenti, gli ho chiesto se poteva aspettare un minuto ché mi dovevo allontanare.
Così sono andata in bagno alla velocità del fulmine e mi sono tolta la maglietta e riallacciata il reggiseno nell'anticamera, davanti agli specchi.
Solo che sfiga ha voluto che entrasse una mia altra collega che mi ha beccato in pieno, e mi ha guardato molto perplessa, e allora le ho raccontato la storia e lei è scoppiata a ridere.

Alla fine mi ha detto: "Fammelo conoscere" e secondo me mica scherzava tanto.

P.s. Per altro una mia amica, che è stata una sua fidanzata, l'ha soprannominato "mani d'oro", un perché ci deve essere.

mercoledì 24 giugno 2009

come passa in fretta il tempo quando ci si diverte

  1. Sabato devo fare una roba che mi mette un'ansia della madonna (niente di trascendentale, sono io che sono cretina);
  2. come quasi tutti i mercoledì in cui esco presto, quando Casanova mi raccatta sù e mi porta a casa in macchina, la segretaria mentre chiudo il portatile mi dice: "Senti devo chiederti una cosa importantissima", e davanti ai miei improperi (oggi sono stata ripresa dalla capa, però sorrideva, quindi forse non mi licenzia) che porcaputtana ogni santo mercoledì sempre la stessa storia, mi guarda con gli occhi da bambi e mi dice in tono pietoso: "Non mi sono resa conto, credevo fossero le quattro...";
  3. mercoledì prossimo si ripeterà la stessa, identica solfa;
  4. la mia zietta è in ospedale e io ho un po' l'ansia anche per questo, sebbene sembra fosse solo collassata causa disidratazione, perché avrà pure 94 anni, ma è la mia zietta forever young;
  5. ho saputo della morte della mamma di un mio amico della scherma, e domani tutti dovremmo trovarci per una pizzata, ma io francamente non la ritengo più una gran bella idea;
  6. ho burocrazia che mi esce da tutti e otto i fori che possiedo, se ho contato bene, senza contare quelli della pelle che essudano;
  7. dopo soli tre interventi, quel genio di tecnico dell'aria condizionata ha fatto smettere di far piovere il condizionatore, forse;
  8. un amico-collega mi ha dato involontariamente modo di sgallineggiare con il mio pur sempre amato consulente, anche se oggi gli ho visto dei denti brutti verso la fine dell'arcata dentaria superiore, e mi ha perso 12.000 punti;
  9. la mia amica gravida che si sentiva sola e che era a rischio aborto e per cui io ho fatto il tifo e per cui anche altra gente che passa di qui ha fatto il tifo, ha partorito un bimbo, che ora sta bene, e lei ora è un po' nel panico, ché non è tanto facile fare la mamma single senza uno straccio di parente che si prenda cura di te per un po';
  10. se vado a vedere il concerto di X Factor posso essere internata?
Però io desidererei essere solo un'internauta.
Preferirei, ecco.

domenica 21 giugno 2009

post musicale

Chissà di cosa diavolo scriverò stasera, però la cosa figa è che lo faccio mentre ascolto il concerto di San Siro, quello tutto femminile, per raccogliere fondi per l'Abruzzo.
Peccato non esserci potuta essere, peccato davvero.

A parte che ho dovuto cercare su internet info per le chiavette usb che ti collegano il portatile a internet e non ci ho capito una mazza (perché snaso inculate ma non riesco a trovarne, credo per volontaria azione di marketing oscurativo delle compagnie telefoniche), a parte che ho avuto la mia solita seduta di pseudo-psicoterapia con la mia amica che pare sia laureata in psicologia, a parte che dopo la palestra è passato ex-fidanza a portarmi una roba e a un certo punto ha chiamato sua moglie e lui, vigliacco, mi ha messo il telefono all'orecchio e l'ho sentita un po' incazzata (non con me, con lui) e mi sono anche dispiaciuta, a parte che ho un po' lavorato ma dovevo lavorare molto, molto di più, volevo scrivere una cosa.

Sapevo che dovevo finire una palla di lavoro e farne un altro, e mi sono detta: "Beh, ho sabato e domenica, un giorno per uno". Sicché sabato uno l'ho fatto e finito, quello più creativo, dalle quattro del pomeriggio in poi che fosse mai che comincio di mattina quando non capisco un cazzo, o dopo mangiato quando la digestione non mi permette un sufficiente afflusso di sangue al cervello, ma domenica. Domenica.

Prima ho dovuto vedere la fine di "Lars e una ragazza tutta sua" (tristignacolo ma carino), poi mi arriva sms di psycho che mi dice: vengo per il caffé o la merenda? E allora cosa faccio. Mica mi posso mettere a fare un lavoro (pallosissimo, n.d.b.) mentre aspetto qualcuno, eh. Poi cena. Poi concerto per radio. Quale concentrazione avrei mai potuto avere?
Così eccomi di nuovo, lavorativamente, nella merda. Ecco.
Però che bel concerto.

Anzi, adesso smetto con questo post palloso che avrà ammorbato mari e monti (ho un'amica che chiamo mari e un amico che chiamo monti, ma non vorrei aver ammorbato in particolare loro due, ciò significherebbe essere state beccate e non sarebbe mica bello. Affatto). E ascolto Gianna che mi urla "America" nelle orecchie che, al momento, stanno avendo un orgasmo. Doppio.

giovedì 18 giugno 2009

ci sono certe volte che

Rivedere una persona particolare dopo sei mesi, può essere inconsueto.
Trovi, nel momento stesso in cui la vedi, zero distanza. Come se ci si fosse salutati avant'ieri (che bella parola), come se viveste l'uno accanto all'altro da una vita, come se tutto quello che c'è intorno ci fosse davvero, ma non avesse tutta questa importanza.

Così, mentre sentivamo lo spettacolo cominciare, ci siamo messi a mangiare un toast, a bere qualcosa, lui stravaccato su una panchina, mentre persone intorno a noi correvano come treni per entrare a vedere lo spettacolo.
Io invece gli parlavo del linguaggio aperto di alcuni ragazzi, o meglio del mio ex-moroso (che è l'amico più intimo e giovane che io conosca), riguardo al sesso, ed avendo loro diciott'anni di differenza, quindi due generazioni lontane, quasi quasi mi soffocava con un boccone quando gli ho riferito espressioni tipiche del mio giovane ex-moroso (salvo poi ripropormele paro-paro ma a bassa voce).
Mi chiedo a quale generazione io appartenga. Però sto benissimo in entrambe.

Poi con calma siamo entrati, ci siamo gustati il nostro spettacolo con mille commenti a testa, mi sono persino dimenticata di Miss Simpatia 2009

[si, ok, il primo bacio è stato proprio voluto per dimostrare alla stronza che il mio mondo è un po' più grande e popolato del suo, ma mica per altro, tipo per mettere alla prova la sua capacità di invidia o di tacere particolari della mia vita, quando mai faccio queste bassezze, io, bensì è stato fatto con chiaro intento pedagocico: costruisciti una vita più ricca di persone]

e dei suoi due più cari amici, non che miei conoscenti.
Ma erano un po' lontani e io non ho fatto nulla per avvicinarmi. Non che volessi evitarli per forza, ma ero con lui, non potevo condividere il mio tempo con nessun altro.

Mi chiedo se questa possa sembrare una dichiarazione d'amore, penso di si.
D'altronde lo è. Se due persone continuano a perdersi l'uno nell'altro, ad avere un'urgenza insostenibile di condividere ogni pensiero, fosse anche il più cretino (io quelli cretini li colleziono), se dopo uno spettacolo riescono a trascorrere altre tre ore a raccontarsi e a cercare qualsiasi contatto lecito

[chepppalle! ok, abbiamo sforato un po', ma solo un po']

io credo che alla base ci siano ancora le briciole di quell'amore che, per forza di cose, fummo costretti a triturare. E le briciole devono essere attaccate con il mastice alla tovaglia e, daje e daje, non si riescono a buttare giù dal davanzale.

Mi fa un regalo, la mattina successiva scopro che è un film degli anni '70, neppure particolarmente famoso, e con gli occhi sbarrati gli scrivo che l'ho trovato, dopo lunga ricerca, e visto un paio di mesi fa per la prima volta. Mi scrive che lui ne aveva visto un pezzetto in tv e poi un paio di mesi fa lo ha riguardato per intero, poi me lo ha comprato.

Cos'è? Sono tutte coincidenze quelle che ci capitano?
No, non possono essere.

Comunque evitiamo ora la sdolcinatezza e passiamo al fatto che sto cercando un albergo a NYC per Miss Simpatia 2009 e la mia amica: cosa non si fa pur di avere una persona con cui andare in vacanza. Ma qui ho poco da criticare, anche io un anno andai in Corsica con una mia ex-compagna di classe con cui non avevo molto da spartire (almeno lì era un gruppone).
Comunque sono veramente buona.

UPDATE
Questo post è pubblicato in super-ritardo causa rompimento di coglioni da parte di mia sorella nella serata di giovedì. Dimenticavo: sono piena di lividi causa scherma. La maglietta non basta sottola divisa...

lunedì 15 giugno 2009

ho veramente un culo eccezionale

No, no, il mio fondoschiena fu, è e sarà sempre abbastanza piatto.
Non mostruoso, ha pure le fossettine carine, non enorme, ma niente de che.
Intendevo "culo" in senso figurato.

Mercoledì vado a vedere uno spettacolo.
Chi scopro ci sarà a una distanza irrisoria dal mio posto?
La simpatia con cui ho appena scazzato.
Ma vaffanculo.

Tra l'altro: con chi vado a vedere lo spettacolo?
Con l'Amore della mia vita.
No. Non è ex-moroso, non è ex-fidanza, non sono altri ex-morosi o ex-fidanza, è ex-amante (ne parlai qui).
Gli anni passano, finisce un rapporto che rischia di portare allo sfascio di una famiglia, ma un po' dopo ne comincia un altro, dove due ex-amanti tubano e si sbaciucchiano in stile adolescenziale.
Perché?
Perché aleggia sempre un po' d'amore*. Quelle tre o quattro, o non so quante, volte all'anno in cui ci si riesce a vedere.

Questa inopportuna presenza rischia di condizionarmi.
Fumerò, prima di uscire, che è meglio.

[si, è vero, ho il ciclo e sarò pure un po' più nervosa del solito, però santocielo ho davvero una sfiga micidiale innegabile]

[non lo faccio mai, ma stavolta chiedo espressamente molti pat-pat]

*Ho un'amica bacchettonissima, al di là del fatto che è molto credente e molto praticante. Un giorno le raccontai la storia già finita con ex-amante e lei mi guardava un po' storto, un po' schifata, un po' giudice. Le dissi che era stato qualcosa che mai, mai e poi mai mi sarei immaginata di fare, ma capitò.
Mesi dopo accadde che io e lui ci vedessimo per un caffé e, mentre ci stavamo salutando, per puro caso ci imbattemmo in lei. Lui andò via. Lei mi disse: "E' lui, vero? Quando vi siete guardati era come se più niente al mondo esistesse. Quello è amore, non è ex-amore".
Non so, è una cosa che mi fece sentire bene.

litigare fa bene, specialmente alle coronarie

Cerco di chiarirmi con una persona e questa mi dà della gossippara.

[non eri tu, psicopatica di 'sto cazzo - in questo caso un cazzo a cui tengo, ma fortunatamente è solo un ex - che hai sputtanato l'unica amica che hai coi tuoi due amichetti? e che strazio non potertelo dire, che strazio. e poi, povera imbecille, a chi credi che possa fregare che tu ti sia offesa per una cena a cui non sei stata (giustamente, visto il tuo grado di simpatia) invitata? ma chi se ne fotte? il gossip è molto più divertente, altro che 'sta palla qua]

Le spiego con calma, essendo ella mezza psicopatica, anzi, sociopatica, che porca troia cercavo solo di evitare che un (l'unico) rapporto d'amicizia che ha con una mia amica non si sgretolasse per un po' di malintesi accumulati, e lei alza gli occhi al cielo e mi dice: "Eccola, la santerellina".

[puttana eva e puttana pure tu, vorrei prima darti una gran testata e poi farti ricordare che io non sono santa di certo, ma almeno alcune cose estremamente private non le vado a spifferare, specialmente quando ci sono di mezzo persone che si conoscono, inciuci pesanti e bambini figli degli inciuciatori]

Adesso.
Pensavo che il nervoso mi fosse passato, ma se ho avuto l'urgenza di scriverne non è così.
Ma cristo santo me lo devo far passare, perché lei rimuginerà fino all'infinito su 'sta roba, e io ho bisogno di elevarmi un po' più al di sopra di 'sta testa di cazzo.
Non voglio essere sua pari.

[chiedo scusa per il linguaggio edulcorato]

UPDATE
ma ieri ho chiuso il pc dimenticandomi di pubblicare il post? sono ben sveglia.

giovedì 11 giugno 2009

età anagrafica ed età mentale, analisi dei percorsi metali di ultra-trentenni bambine dell'asilo comunale

Che io abbia un'età mentale inferiore a quella anagrafica, è un semplice dato di fatto.
Sono un po' più giovane come testa, ovvero poco organizzata, poco diplomatica, molto irruente, molto fisica, dimostro meno anni di quelli che mi trovo sul gobbone (vox populi, vox dei), eccetera eccetera.

Però c'è una cosa che con gli anni ho imparato, ovvero che il trucco di infilare la testa nella sabbia come l'amico struzzo o il fare buon viso a cattivo gioco (anzi: a quello che io vedo come un cattivo gioco), non porta grossi risultati.
Quindi, se mi fanno girare i coglioni, ho sempre modo per comunicarlo.
Se ho un problema, lo analizzo e lo faccio analizzare a più persone di fiducia possibili.
Se ho un problema con qualcuno, affronto qualcuno.

Succede questo.
Non per gossip ma per tentare di far riallacciare i rapporti tra due persone amiche che si stavano perdendo in cazzutissimi equivochi, [chiamiamole Tazio e Cojo, così la vicenda diventa più comprensibile] comunico a Tazio uno dei motivi dell'allontanamento di Cojo, che ho saputo dal comune amico Semprenio.
Una roba serissima, eh.
Cojo si è offeso perché non era stato invitato a una cena.

Un giorno mi trovo a prendere il caffè con un po' di persone, tra cui Cojo. Vedo che fatica a volgere lo sguardo verso di me, e quando gli altri decidono di andare a fumare, lo vedo in tensione per il fatto di rimanere solo con me.

Penso che, boh, non ha voglia di fare conversazione. Io posso pure stare zitta, ma poi lo spirito socievole che è in me mi porta a dire comunque qualche cagata. Poi arriva la gioia dei miei occhi [chiamiamolo pure Ficus] (credo di avergli parlato da sola 7 minuti a esagerare, e ciò è stato il motore della giornata, sono messa male, si) e Cojo si dilegua senza neppure un "ciao".

A fine giornata scopro che Cojo e Tazio si erano confrontati, senza neanche grossi risultati, che Tazio aveva in qualche modo ammesso di aver saputo da me il motivo per cui Cojo non gli parlava più, e che a detta di Tazio "forse" Cojo si era risentito perché avevo riferito a Tazio questa cosa.

Adesso non ho capito se Cojo considera me una stronza perché ho aperto bocca, se considera Semprenio uno stronzo perché ha parlato del loro colloquio a me (vista la drammaticità dell'evento! Neppure mi avesse detto che Cojo è ninfomane, cazzo!), oppure (ipotesi più accreditata) se considera me e Semprenio due merde perché sparliamo di Cojo. A parte il fatto che se davvero sparlassimo di Cojo, come già accaduto, l'ultima cosa che faccio è andare a riferire a persone che lo conoscono.

Il punto è il seguente: può anche essere che Cojo si può essere offeso perché, seppure a fin di bene, mi sono fatta i cazzi suoi, però quello che mi fa veramente schifo è che una persona faccia la falsa con me (e mi fa pure incazzare che io sia così ben disposta verso il prossimo che non mi sia sorto alcun sospetto, imbecille che non sono altro), senza avere il coraggio di dirmi: "Perché hai detto a Tazio dell'invito e perché Semprenio ti ha detto questa cosa molto, molto personale?!".

Ecco, quando mi viene negata la possibilità di spiegarmi mi incazzo come una bestia.
Anzi, un po' di più.
Faccio un sacco di minchiate per leggerezza, e poi mi rendo conto e faccio ammenda, e l'effetto anti-minchiate almeno un sei mesi dura, ma questa non mi sembra una minchiata e di certo non è stata fatta con leggerezza.
Domani dovrei vedere Tazio e Cojo e prima mi avvento su Cojo minacciandolo fisicamente che dovessi ripetersi un altro episodio del genere gli spacco un piede con un martello, poi li metto a confronto: rischio l'elezione nel collegio dei probiviri dell'associazione da cui sono schiavizzata, se non riesco a dirimere una cazzuta questione di maretta tra due amiche, che credibilità potrei mai avere?

Ogni tanto ricordarsi che anagraficamente si è adulti, e comportarsi di conseguenza nei rapporti interpersonali, potrebbe non fare male.

[lo so che ho scritto ninfomane e che da questo si percepisce vagamente che si tratta di femmine. Avrei potuto scrivere impotente, ma chi ci avrebbe creduto che queste dinamiche contorte e malate avvengono tra maschi? Suvvia. Tant'è che Semprenio, che è masculo, ha chiuso il discorso con un messaggino che recita "quell'altra (Cojo) non è tanto a posto"]

[ci tenevo a specificare che anche Ficus è masculo]

[oggi, venerdì 12, ho visto quarantamila accessi, ma non c'è niente da allarmarsi: metà sono di gente che arriva al blog cercando altro, un terzo sono miei, quindi bisogna calcolare il 17% di quarantamila e si otterrà una cifra più credibile: comunque grazie a coloro che mi seguono, avete veramente buon gusto]

lunedì 8 giugno 2009

last minute

No, e' che ho appena sentito che forse dalla Svezia arriva in europarlamento un Pirata.
La cosa mi fa contenta, mica poco.

domenica 7 giugno 2009

io sono la verità, forse che forse

Serata con ex-moroso.
Mi sembra di averlo castrato per il paio d'anni e rotti in cui siamo stati insieme, essendo che, ultimamente, passa allegramente da una passera all'altra. Buon per lui, eh, ci mancherebbe, ma avessi lo stesso successo, ma anche solo metà, non è che mi dispiacerebbe. 
Sarà che, scrivente ovviamente esclusa, ha gusti più alla buona. 

[questo è riconosciuto anche da esterni, eh]

La sua orrida storia che me lo faceva diventare davvero una merda ambulante, e dove una gran troiazza, senza il minimo senso della decenza, se lo rigirava come uno spiedino, sembra essere arrivata a conclusione. Almeno per qualche mese, spererei. Visto che i tentativi precedenti di allontanarsi da ella sono falliti: un, due, tre, stella.
Però.
Ha fatto dei ragionamenti, e sono buoni ragionamenti. Perché portano la mia firma. 

Ciò che io gli dissi mesi e mesi fa (finché non mi disse: "So come la pensi, so che lo dici per il mio bene, so anche che hai ragione, ma non mi triturare più i coglioni"), me lo ha ripetuto paro-paro.
Minchia.
Potevo forse non sollevare le braccia, facendoglielo notare e dicendogli: "Io sono la verità"?!
Beh, non mi manca l'auto-stima ma ammetto di amare le iperboli, in questo caso orali.

A proposito di orale, sono andata in bianco, no sesso orale, no palpeggio, no trombata. La cosa grave è che sono stata io a non volere. Imbecille! Purtroppo mi sono trovata in una situazione di nervi a fior di pelle per un paio di cose occorsemi e, quando appena visto, gli ho detto: "Ho saputo che alla Scaricata hai portato un regalino, a me un cazzo?", lui mi ha prontamente risposto: "Quello è a disposizione!". Così gli ho detto che non era serata, anche se mentre mi stava devastando, all'una e mezza della mattina, con i suoi prevenuti discorsi politici, mi è sovvenuto che aprirgli la patta e passare ad altro tipo di attività orale poteva essere una soluzione.
Ma ero ancora nervosetta, quindi picche.

Quanto me ne pentirò.
Ho un'ultima occasione tra un po' di giorni. Sta frequentando una ragazza, ho idea si possa innamorare. O la va o la spacca, per me intendo. Se non si innamora prima, certo.
Nel mio del-tutto-personale codice etico, gli innamorati veri non li tocco.
Solo quelli finti.

[in generale comunque un bel weekend del cazzo, senza di esso]

martedì 2 giugno 2009

mille e un uso per una banana

Quando ero piccola, cioé insomma adolescente, e ancora avrei dovuto aspettare anni luce prima di fare all'amore con qualcuno, c'era in casa Emmanuelle, quel libro porno-snob che per un certo periodo di tempo spopolò tra gli adulti.
C'era anche Emmanuelle II (non ricordo che titolo avesse, magari persino questo), ma quello mi piaceva meno. C'era 'sto Mario che era sempre tra i piedi e spadroneggiava. Fastidio.
Questa scrivente ficcanaso riuscì a trovarli, sebbene nascosti in un comodino tra ciabatte che puzzavano di vecchio (sento ancora l'odore, pensa te che memoria olfattiva o che shock adolescenziale).

Prima di questo, avevo trovato un altro libercolo porno (vicino alle carte da ramino, sotto 50 kg di lenzuola), ma quello era porno-porno, di certo un acquisto di mio babbo, che si, va beh, mi attizzò, ma Emmanuelle fu un'altra cosa.
Lei, Emmanuelle giust'appunto, era tipo intorno ai vent'anni, e nella scena iniziale, se non ricordo male, c'è lei in aereo che raggiunge suo marito e, per passare il tempo, si diverte a far porcate col suo vicino di posto. Però tutto molto chic. Mi ricordo una scena dove lei si tromba selvaggiamente un tizio (in aereo, in treno, non so) e due fratellini, forse erano gemelli, assistono alla scena con gli occhi fuori dalle orbite, e lei si eccita ancor di più.

Tutto con il beneficio del dubbio, vado a ricordo. Figuriamoci. Però pressapoco era così, avrò sfogliato quei volumi, negli anni, centinaia di volte.

Insomma in uno dei due libri (Emmanuelle II nettamente inferiore, comunque), una tizia racconta o dimostra come ci si masturba con le banane, consiglia di sceglierle po' acerbe altrimenti si spetasciano, e un frullato di succhi vaginali e banana non so quanto sia buono.

[so per certo che se ex-moroso leggesse queste righe 1. sarebbe già con l'uccello in mano dalla fine del primo paragrafo 2. si sarebbe già offerto di assaggiare il suddetto frullato; d'altronde uno che si presenta alla terza o quarta trombata con un cetriolo o una zucchina - non ricordo mai, e lui s'incazza perché sarebbe dovuto essere indimenticabile per me, e ciò è vero per molti motivi, è che io non sono brava a riconoscere la verdura perché ne mangio pochissima - è un personaggio che sul sesso ci gioca assai, a parte una cosa, ma sto divagando, cazzo!]

Questa piccola premessa per dire che oggi ho visto un mini-filmato porno dove una biondina con le treccine si masturbava con una banana.
Con la buccia.
Può danneggiare i tessuti! La biondina non ha evidentemente cultura e non ha letto Emmanuelle, e dunque non sapeva dovesse scegliere banane acerbe e sbucciarle, cielo!
Però la teneva in equilibrio col picciolo sulla seduta della sedia, mentre lei andava sù e giù e faceva finta di godere.
Mi sono chiesta come facesse. Non sembrava attaccata col silicone. Intendo: la banana alla sedia.

[no, non è che poi ho provato per trovare una risposta]
[non ci sono banane da me in questo periodo, marciscono con il caldo]
[non ho neanche cercato un supermarket aperto, se è per questo]
[ma il livello ormonale è un po' alto, maledizione]

giovedì 28 maggio 2009

sei fuori come un balcone, ma sei fuori

Arrivo in ufficio nel pomeriggio, devastata dal lavoro notturno (perché son cogliona, come già scrissi), con l'occhio a mezz'asta, mancano sia la capa che la segretaria, apro il portatile e ricevo una chiamata: devo fare una locandina per l'associazione di cui sono schiava (mia madre mi ha barattato per un numero imprecisato di polli, pare), una locandina con un maiale. Per una festa raccogli-fondi, simbolo: un maiale. Tempo limite di consegna: domani.

Minchia!
Delizioso questo inizio d'ufficio. 
Quasi quasi me ne torno a casa, quatta quatta mi avvio verso l'uscita e sento urlare: "Dov'è il telfono della capa?!", mi volto e vedo la segretaria, coi capelli incazzati come lei. "Ce l'ho dietro [in mezzo al sacchettino d'emergenza degli assorbenti, perché la capa non gli ha ancora comprato una custodia, e io ho le mani frolle, n.d.b.], dovevo scaricare un'immagine che serviva per lavoro e nessuno aveva dietro il cavo, ma le avevo detto che lo avrei portato a casa e gliel'avrei portato domani!". Ma chi la convince la segretaria. Lei crede che da un apparecchio a un altro le cose si trasferiscano con la forza del pensiero.

Agire sempre in contropiede.
Le chiedo: "Dove sei stata? Perché non eri in ufficio? Ti stavo cercando". Sono ancora buona a raccontare palle? Questa è la prova del nove. Il suo sguardo criminale si posa verso terra, mi dice: "Sono stata da D [nostro collega che da un reparto di chirurgia è passato a rianimazione, intensiva e sub-intensiva, n.d.b.], l'hanno riportato in reparto, per fortuna".

Cinque minuti dopo sono per la strada, non ne devo fare tanta, mi porto dietro la collega casa&chiesa, ché essere in due è sempre più facile.
Eccolo il mio ciccio D. 
Tutto rapato, capelli e barba, ora si vede la faccia che fa per davvero. Prima era un segreto per pochi. Tra quei pochi ci sono io, ché io e D ci intendiamo bene. Gli facciamo molta festa per 20 secondi, poi arrivano due pseudo-infermiere a mettere sù le sbarre. Litigano tra di loro perché non sanno come cazzo fare, poi si vedono 'ste sponde tirate sù che si distaccano, a esagerare, 15 cm dal materasso ad aria. Questo perché non vogliono scenda dal letto.

Adesso.
Non saranno 15 cm a fermare D, in intensiva so che lo avevano legato alle sponde, perché ogni due per tre voleva staccarsi tutti i tubi e scendere dal letto, adesso qui gli mettono 'ste due cagate e pensano che veramente possano servire? Suvvia.
Chiacchieriamo un po' con lui, poi arriva il medico a fargli la scheda di ricovero e ciao.
Biascica ed è lento a rispondere e dice cose che ti fanno pensare sia fuori come un balcone, però cazzo è fuori. Fuori. Fuori pericolo di vita. Ci saranno altre cose da sistemare, ma chi se ne fotte.
Sei fuori, amico mio.
Fuori in molti sensi.
Ma sono sicura.
Sono le pere di valium.

[e ora a cercare immagini di maiali, ma porc'immondo. porc. interiezione non fu mai sì appropriata]
[per n->oo anni ho sempre pensato si dicesse "interiazione"]
[secondo me è il vocabolario che si sbaglia]
[però il mio subconscio lo sapeva]
[l'unica parola che ho controllato da tempo]
[ma per la presenza o meno della "i" centrale]
[giusto una verifica]
[però]
[punto.]

martedì 26 maggio 2009

daialoguo

- Sono le 23.51, non è tardi per mettersi a scrivere?
- Lavoravo...
- La solita cretina, che si fa fregare dalla capa.
- Beh, insomma... non proprio. E' che ho cazzeggiato tutto il weekend. E un po' anche ieri.
- Allora cretina al quadrato! Quando imparerai a organizzarti?!
- Essendo che questa domanda me la sento ripetere dalla I elementare, direi mai.
- Ma poi non scrivi, non fai le altre minchiate che ti piace fare di sera, eh.
- Meglio un uovo oggi che una gallina domani. Tanto più che l'uovo strapazzato mi piace moltissimo.
- Però anche la coscia di pollo, ammetti. Ma non è questo il punto!
- E qual è?
- Che sei un'adulta, femmina, DEVI essere capace di organizzarti!
- Sul femmina passi (con riserva, eh), ma sull'adulta non ho mai affermato di essere nulla del genere.
- Senza speranza. Va beh, dovevi dire qualcosa di urgente?
- Sì. Che Fini sarebbe un ottimo leader per il PD. E tra poco si vota, sic.

domenica 24 maggio 2009

attrazione fatale

Oggi sono venuti a trovarmi un sacco di amici e anche un simpatico nanerottolo rasato (e i suoi riccioli biondi?).
Poi ho scoperto che tutta 'sta gente proveniva da gite all'aperto o case caldine.
Sapendo che le temperature alte mi orovocano un crollo della pressione, hanno fatto due più due.

Tutti a godersi la MIA aria condizionata.
Non capisco.
Un tempo era la mia irrefrenabile simpatia.

non fa caldo

Non fa caldo.
Non fa caldo.
Non fa caldo.
Non fa caldo.
Non fa caldo.
Non fa caldo.
Non fa caldo.
Non fa caldo.

E' solo una campagna denigratoria di propaganda elettorale della sinistra.

giovedì 21 maggio 2009

l'età, un post noioso con siparietto finale

Oggi scherma, oggi quattro incontri, oggi quattro incontri persi.
D'accordo che non mi allenavo, fino a settimana scorsa, da quasi due mesi, d'accordo che mi batto con due maschi, d'accordo che loro sono più forti. Ma.

La scherma è uno sport interessante perché è molto di testa. Psicologia dell'avversario e messa in pedana di ogni capacità tecnica imparata a lezione, sono non tutto ma molto.
Poi è affascinante come valga la proprietà transitiva
  • io e OA ce la battiamo
  • io con T soccombo
  • OA batte sempre o quasi T. 
Ma cazzo! Anni a imparare le proprietà transitive e scopri che qui non valgono una sega!

Oggi ho avuto l'impressione netta che la freschezza dei miei avversari, fisica e mentale, abbia contato molto. Questi due qui hanno meno anni di me, uno molti meno anni. E credo che la loro freschezza sia direttamente proporzionale all'età.
Mi secca molto scrivere questa cosa, ma molto proprio, ma io ho il pessimo vizio di dire la verità. Per quanto scomoda. Ed ora è come se mi trovassi legata a testa in giù. Molto scomoda. Ergo, molto vero.

(adesso mi metto a fare pesi e a fare esercizio a casa con le belve, così tra un mese mi rimangio tutto)

(oggi c'erano 49° celsius circa. A cena da mia madre. Mia madre ha cucinato lo spezzatino affogato nel ragù. Le ho chiesto se domani pensa di fare la polenta. Lei ha alzato la voce e mi ha detto che io sono un'ignorante, ché nei paesi dell'est Europa la polenta è cucinata anche d'estate. Deve essere vero, ma forse giusto in Siberia o giù di lì. Ho taciuto poiché, visibilmente irritata dalla mia simpaticissima battuta, temevo mi buttasse in mezzo a una strada a stomaco vuoto. Tra l'altro la carne era dura come una suola di scarpa. E' vero che ho il pessimo vizio di dire la verità, ma qui non mi sembrava necessaria. Questione di sopravvivenza)

lunedì 18 maggio 2009

diamoci una sveglia

Senti collega, ora hai rotto il cazzo con 'sta storia della tracheotomia e con il coma farmacologico.
La prossima volta che tentano di levarti la sedazione e tu ti agiti, sparando ogni valore alle stelle, ti sedo io, cioé mi siedo. Sul tuo panzone. Vedrai che ti calmi subito.

Dai.
Ora basta. Basta. Basta. 
Mercoledì voglio trovarti sveglio e, al limite, con la cannuccia dell'ossigeno.
Voglio abbracciarti, ecco. Mica tutto, il pezzetto che riesco.

domenica 17 maggio 2009

amo far comprare macchine se 1.non pago io 2.ottengo comunque sensoriali benefici

Sabato mia sorella, che deve cambiare un'orribile ultradecennale macchina giapponese piena di bozzi e con entrambi i paraurti che stanno sù per scommessa (ad essere sincera quello davanti sta sù solo con ripetuti calci e fil di ferro, ma alla prima buca: altro giro, altro regalo), mi passa a prendere ed io, volentieri come quando mi alzavo alle 6.45 per andare alla scuola degli asini, subisco l'agonia.

Innanzitutto la guida di mia sorella.
Secondariamente vedere un auto giapponese anch'essa di una bruttezza assai rilevante. Funzionale, per carità, ma aiutami a dire brutta.
Avendole io fatto una testa così sulla Polo, andiamo al concessionario VW ove, finalmente, vedo per bene una Golf nuova. A vederla per le strade o su internet c'erano 'sti fari posteriori che trovavo veramente brutti, ma dal vivo non sono così brutti, e poi è un'auto molto curata nelle finiture, insomma prezzo a parte mi piace molto. 

Nel frattempo mia sorella decide che la scelta si svolge tra la giappo orrenda e la tedesca stupenda (il modello che sta per levare le tende, il nuovo, sempre per 'sti dannati fari posteriori, è meno bello), a lei piace più l'orrenda ma la stupenda, essendo a fine serie, costa meno. Il 30% in meno. Mi chiede 300 volte cosa fare, alla trecentounesima mi rompo il cazzo e vado dal concessionario a chiedergli una roba sulla mia futura macchina, quando mi avanzeranno altri cinque o sei kilo euro.

Apparizione!
Mai visto venditore così carino.
Una polo sportiva, capelli mori un po' lunghi, sguardo furbetto (d'altronde è un venditore, mai visti venditori di macchine senza sguardo furbo, magari stupidi ma furbi), un bellissimo sorriso. Mi calamito alla sedia del Cliente Ideale, mentre mia sorella emette imbarazzanti urlettini di gioia per aver trovato, sotto i sedili, due cassetti. Le donne.

Due chiacchiere, poi mi dice: "Vogliamo mettere giù qualcosa?". 
Mio caro, una plaid tra l'odore di macchine nuove, ci facciamo portare una bottiglia di vino e un panino al salame e poi facciamo sesso fino a lunedì mattina. No?!
Va beh, non potendo essere sì sfacciata, mi limito a chiedergli un preventivo irraggiungibile.

Però intanto parliamo e scopro che: poteva diventare psicologo ma ha scelto di fare il musicista, è fumatore (in un angolo noto il bicchiere in plastica con i mozziconi affogati e lo sgamo), ha corso in moto per molto tempo, è un fanatico della cancelleria (embé? Anch'io. Ho raso a terra i depositi di cancelleria dei posti dove lavoravo come consulente, e me ne vanto, tié).
Poi la butto lì: "Ti porterò un'amica quando posso, lei è orientata su altro (concordiamo anche sulla bruttezza delle macchine!!!), ma vorrei farle vedere la Polo perché è a low budget, e poi... scusa, quella è una fede?", tensione, suo sospiro, "Eh... si", mio sospiro interiore, "Peccato, avete un sacco di cose in comune, potreste essere fatti l'uno per l'altro" (in effetti le Pilot rosa o verdi sono in pochi a tenerle in debita considerazione). Previa mia sincera assicurazione che non sia io quella fatta per lui. S'intende.

E ancora parliamo parliamo, 'sto preventivo dura mezz'ora, finché mia sorella viene a sedersi con aria frastornata. Dopo qualche minuto partorisce: "Ma si, la compro, non voglio più pensarci". Hurrà!
Altra mezz'ora a lumarmi 'sto figo, tanto figo da chiedermi sì una sigaretta, offrendoci un caffé, ma anche da permettermi di fumarla insieme a lui. Lì, sul tavolo della concessionaria. Sembravamo due che si erano incontrati in un bar, mia sorella da reggimoccolo.

Un bel sabato pomeriggio, ecco, malgrado funeste previsioni.

P.s.: ex-fidanza è diventato bi-zio. Lo scrivo perché in caso mi beccasse il blog, meglio che sappia che io sono felice perché lui è felice, anche se un po' rompicoglioni.

giovedì 14 maggio 2009

banner domani

Stasera tornavo da un posto con mia sorella, e mentre ella si incazzava con ogni motorino presente sulla nostra scia della città grande, su una radio hanno trasmesso questa canzone.
Ad essere proprio sincera io l'avevo già scaricata da iTunes, ascoltata un paio di volte e avevo già dato un occhio ai nomi di chi cantava. Però, come è noto, ho la memoria molto breve e quindi eravamo quasi pari.
Abbiamo alzato il volume a palla e cercavamo di indovinare i cantanti. Alcuni ci venivano facili, altri sapevamo di conoscerli ma non riuscivamo a pescarli nel grande calderone della nostra conoscenza musicale italiana (minchia, che frase brutta, beh, pace).
Non dico niente altro, perché il messaggio mi sembra piuttosto ovvio.

Oggi sono andata a scherma dopo un sacco, e la novità era che avevo la MIA spada, non quella della palestra. Va beh, le ho prese da OcchiAzzurri (15 a 9, per l'esattezza), però mi è sembrato un risultato decoroso. Il brutto è che ho dovuto fare pure lezione (di solito la scampo, perché arrivo tardi), e io ho avvertito il tizio che sono una pessima alunna, ma lui non mi voleva credere. 
"Saluto!" e io lo guardavo e mi muovevo specularmente.
"Fai una parata in terza" e io mi dicevo che, cazzo, l'ultima volta mi ero memorizzata la prima, la seconda, la terza e la quarta (altro non è che lo spazio davanti a te, come fosse un quadrato diviso in quattro eguali quadrati), ma evidentemente mi ero dimenticata il trucco per ricordarmele.
Andavo a caso.
Lui non demordeva.
Davvero encomiabile, però che due coglioni.

Poi l'assalto (anche per ricordarmi come diavolo si chiama un "incontro" sono dovuta ricorrere a wikipedia, che schifo sono), con l'arbitro che parteggiava per me (sarà che sono rimasta l'unica femmina), poi la dolcezza del mio amico T, nel frattempo un po' di distrazione dalla vicenda del mio collega D, che è finito in terapia intensiva qualche ora prima di fare un intervento. E maledizione, io voglio un bene dell'anima a D e voglio che ne esca, che gli levino la sedazione, che gli levino la tracheotomia, che faccia 'sta cazzo di operazione, che torni a bestemmiare nel nostro ufficio come sempre. Puttana troia.
Ieri sono andata a trovarlo, mi ha ripetuto per la terza volta che aveva una brutta sensazione. E io gli ho detto che qualche volta vado a letto e non sono certa che la mattina mi sveglierò. Mi si appiccica questa sensazione come sabbia umida sulla pelle, solo che non basta un bagno in mare per mandarla via. "Ma sono cazzate, sono sensazioni come quella che hai tu, ma lo vedi, sono qui". E lui ha abbozzato, ma mica era convinto. "Allora lo sai anche tu che non c'è modo di levarsi questa sensazione, tutti mi danno del pirla, ma tu lo sai". Io lo so, D, ma non per questo dovevi dimostrare a tutti che non era una pirlata. E gli ho detto "In bocca al lupo", solo che ora il lupo cerca di mangiarselo.
Non mi fare scherzi, che m'incazzo.
Non mi fare scherzi, che ti voglio troppo bene.

lunedì 11 maggio 2009

tre di fila è (im)possibile

Orgasmi?
No.
Uomini?
No.
Donne?
No. Beh, non ancora, ma forse dovrei cominciare a rifletterci.

Tre film tristissimi di fila.
Dopo aver chiuso la settimana lavorativa innaffiando il pc di lacrime sulle note di Grey's Anatomy, ho visto ben tre film (per questione anche di spazio nel pc e nei suoi derivati).
Ho cominciato con Nothing but the Truth.
Ho proseguito con Frozen River - Fiume di Ghiaccio.
Ho concluso con Reign over Me. 

Ero sicura che almeno quest'ultimo fosse una cosetta leggera, che ti mette di buonumore.
'Sti cazzi.
Io. Con la mia insana mania di non voler sapere neanche il genere, ma di guardare solo il punteggio su imdb.com!

Sto pensando di tentare il suicidio calpestando la coda alla belva femmina, che è sempre molto ben disposta. Ci sono delle buone possibilità che deceda dissanguata sul pavimento color ocra della cucina.
Non sono neanche tono su tono. Rosso e ocra, accoppiata orrenda.

P.s. Ricevetti due ritardati regali:


e questo:




Ora forse non mi dovrei preoccupare, certo, ma il fatto che entrambi questi capi [da non intendersi come boss lavorativi coercitivi] appartengano entrambi alla Spring 2009 Men's Collection un po' mi dà da pensare. Giusto un pochino. Però sono bellizzimi, soprattutto in quanto gratis.

venerdì 8 maggio 2009

ossessive o zoccole

  1. Io e la mia amica rossa abbiamo capito che per ottenere un uomo bisogna appartenere a una delle due succitate categorie (a parte quella immortale delle "cagacazzo", ma nessuna delle due è portata): a lei quella più divertente, a me quella più noiosa e malata;
  2. per altro avere visto due volte a fila l'ultimo Grey's Anatomy (no, perché la 1° volta senza sottotitoli, ma mi era sfuggito qualcosina ed essendo una puntata epica l'ho rivista coi sottotitoli), per di più piangendo due volte sulle stesse scene, mi rende una buona potenziale ossessiva;
  3. l'amica è gentile, dice che io sono troppo razionale per essere zoccola, in verità credo sia più che altro una questione di denti: difficile essere zoccola se solo circa il 10% degli uomini ha una dentatura accettabile, se tra loro solo il 20% ha un'età uguale o inferiore alla mia, e ha un anno di nascita per cui è in grado di votare, se tra questi ultimi solo il 10% è libero (ma un altro 10% riuscirei forse a farmelo lo stesso), di questi solo il 50% riesce a fare un discorso articolato, in più devono scatenare il trigger "eccitazione, oh cazzo come me lo farei" (termine scientifico), si consideri poi di quanta poca gente nuova io incontri, insomma, a conti fatti la percentuale è così bassa che mi tarpa le ali per un futuro da zoccola;
  4. credo che anche questa cosa dei denti possa essere considerata un'ossessione, ergo ci risiamo, lei si diverte e io no;
  5. questo post mi mette con le spalle al muro, aggiungiamo che ex-moroso è distratto da altre gatte da pelare e non ne posso sessualmente approfittare, ex-fidanza non è neppure da considerare perché è come se mi facessi mio fratello, ex-amante ha delle grane lavorative che lo devastano psicologicamente, quindi non si tromba neanche a morire;
  6. un'amica mi ha presentato un tipo via feisbuk, ma questo mette foto di quando era magro e atletico, ma soprattutto: in alcuna di queste sorride;
  7. c'è del marcio in Danimarca.

mercoledì 6 maggio 2009

pare che la famiglia del mulino bianco non esista: tutti presi per il culo (no: non ci sono né veroniche né noemi, è un'altra storia, seria)

"Grossa e profonda solitudine. Nemmeno in questa occasione la famiglia è vicina".

Ricevo un sms così da quest'amica qui che conosco dalla prima elementare, che abita in un'altra città, che è incinta, che sarà una mamma single.
Una persona normale avrebbe preso il telefono e l'avrebbe chiamata immantinentemente, ma in quanto anormale e odiando i contatti telefonici, io ci ho pensato un minuto o due. Mi salva l'empatia, allora mi sono messa nei suoi panni, e ho pensato a ciò che lei necessitava in quel momento, non a ciò che io avrei voluto fare (per completezza d'informazione, mandarle sms consolatorio e guardarmi una puntata di Lie to Me). E quindi l'ho chiamata.

Quando eravamo bambine io la invidiavo molto. C'era molta libertà nella sua famiglia. Lei non aveva orari, non veniva menata per brutti voti a scuola, non veniva sgridata perché la sua camera era un casino, nessuno le metteva a posto la sua camera, nessuno le leggeva diari o cose così. Cioè, l'esatto opposto di quanto accadeva in casa mia. Tranne che per gli orari di rientro la sera, devo ammettere: a diciottanni compiuti, quando con gli amici si è cominciato a uscire, mia madre mi chiedeva "A che ora pensi di tornare?", e si beccava il "Boh" di rito. 

[interruzione pubblicitaria del Dr. Divago: ora che ci penso questa cosa qui è strana. mia madre è ossessionata dagli orari, è sempre in anticipo di un quarto d'ora per tutto, ma peggio quando sei tu ad avere un impegno, ché se riesce a sapere l'orario inizia a dirti: "Allora, se devi farti due chilometri a piedi, dovrai uscire circa un'ora e mezzo {mezzo o mezza?} prima", e se provi a rispondere che a te basta una mezz'ora per stare larga, vuole contrattare: "Almeno un'ora, dai!". Non so per quale grazia ricevuta, non è mai stata in ansia per le uscite serali mie o di mia sorella. Tranne quell'unica volta che, avendo io passato ore a parlare proprio con la succitata futura madre, tornai alle sette del mattino, lei era alzata, litigammo di brutto, non ci parlammo per 21 giorni precisi]

Oggi l'amica incinta mi scrive questa cosa qui e io le ricordo come da piccole o adolescenti, la sua famiglia era la mia personale versione della famiglia del mulino bianco. Di certo ai tempi lei non invidiava la mia, più formale, più regolare, più limitante. 
Però.
Poi le bimbe diventano adulte e una sente d'essere stata molto amata (meno di sua sorella, ma accontentiamoci) e di essere molto amata (ora, forse, più di mia sorella, sclero meno), l'altra invece percepisce un vuoto affettivo. Lamenta della sua infanzia bislacca, le scappatelle del padre (gran figo, by the way), i tradimenti, forse vendicativi, della madre, l'essere lasciata spesso col fratello minore a casa da sola durante le feste. Quando si è ragazzini tutto appare sotto una luce diversa, godere di una quasi infinita libertà è un sogno, è quando diventi adulto che è un casino.

Perché ti aspetti che le persone della tua famiglia vengano a darti una mano, a te balenottero, incinta di quasi otto mesi, da sola in una casa isolata con bestie ovunque e un ex-marito - che non è il padre del pargolo e che è ex da parecchio - al piano di sotto, però spesso lontano, aspetti, aspetti, ma poi nada, e allora chiedi. E forse non sei tanto abituata a chiedere aiuto, allora ti viene fuori male, con un tono perentorio per il quale vieni mollata al tuo destino (questa del tono perentorio è una mia supposizione, ma conosco il mio pollo).
E fai i confronti con le famiglie "normali".

Allora passo in rassegna le famiglie che per lei sono un modello. E trovo bachi ovunque. La mia ha avuto il baco della morte prematura di mio padre e del dominio assoluto di mia madre, che di nascosto ficcava il naso ovunque ed era severa a suon di ceffoni, soprattutto con me, rinomata asina. Quella dell'amica Cip, con un padre che trombava in giro e una madre che è diventata una depressa psicosomatica, che hanno cresciuto due figli piuttosto egoisti e con poca generosità. Quella dell'amica Ciop, con un padre nervoso e ansioso e una madre che, ancora adesso, deve gettare addosso alla figlia qualche palata di merda al mese, per vivere felice.
Solo per passare in rassegna tre famiglie che entrambe conosciamo bene. Ma avrei potuto andare avanti due ore.

Amica della prima elementare, non importa. Non importa più.
Se non ci saranno tuo padre e tuo fratello e le tue zie, ci saranno gli amici. Non sarà la stessa cosa, lo so, ma è già molto. L'importante è che tu non ripeta lo schema: che tu sappia dare regole e limiti e binari entro i quali tuo figlio dovrà crescere. Piangerà, batterà i piedi per terra, ti maledirà, e per te sarà durissima, ma minchia: almeno si sentirà amato.

domenica 3 maggio 2009

chain rxn

  1. Canto. Canto spesso. Canto davanti agli specchi, anche atteggiandomi. Mi sembra di essere tornata allo stadio [Meazza] adolescenziale. Ma. "Quando sono in macchina e canto e sono in fila, la gente mi guarda strano. Sarà perché uso il raspino per il ghiaccio come microfono?". Dichiarazione resa da un'amica in mezzo ai colleghi, che non hanno fatto una piega. Il che mi ha consolato assai;
  2. qualche giorno fa mia madre ha compiuto gli anni e io e mia sorella ci siamo per l'occasione trovate a dormire sotto lo stesso tetto. Eravamo in stanze diverse, lontane sei o sette metri di corridoio, che al centro ha una porta. Poi è iniziata in tv una roba che piace a tutte e due, e allora sono scattata a dirglielo. E manca poco venivo falciata da una portata [cosciotto di agnello a forno, con patatine al rosmarino saltate in padella], era lei che veniva ad avvertirmi per la stessa cosa. Mi è sembrato simbolico. Trovarsi a metà strada. Sempre e con chiunque (idioti a parte);
  3. mia sorella deve comprare la macchina nuova perché, come le ha detto il mio vicino settantenne sotto l'effetto dell'alcool del pranzo soci del circolo Acli da cui era appena tornato, "Senza offesa, ma la tua macchina fa schifo! Cade tutta a pezzi!", che secondo me l'ha fatta anche un po' offendere, ergo mi scassa il cazzo con tutte le macchine fascia cilindrata 1.2-1.4 in circolazione, e io che sono due anni che devo cambiare la macchina ce l'ho sempre lì in garage, con la batteria che si scarica ogni tre per due, ma non rompo i coglioni a nessuno, almeno;
  4. mia sorella vorrebbe cambiare casa e avvicinarsi alla mia zona, che è molto comoda per tanti motivi, e mi propina piantine su piantine. Io sto lentamente assurgendo a uno stato di santità. L'errore è stato farle vedere Visio, con cui puoi fare piantine e arredamenti sul pc in modo elementare, e ora si è fissata e vuole trovare una scusa per farselo installare in ufficio;
  5. Brooke è troppo figa, in senso lato. Dà due di picche secchi come lame di mannaie molto, molto affilate;
  6. ancora devo affrontare il chiarimento con le amiche, ho l'ansia, 'sto cazzo di ponte ci ha fatto rimandare tutto;
  7. sette come la rete tv dove l'ex-ministro Turco ha battibeccato con quel gran cervellone di Corona (figlio e nipote di giornalisti: perché lui parla come una capra, mi chiedo? Un minimo di influenza ambientale [etciù] non l'ha avuta?), e se ne è andata incazzata come una bestia dalla trasmissione. Quindi mi sembra un bel numero per chiudere. Se poi qualcuno potesse spiegarmi com'è che il cervellone è televisivamente invadente - detto da una che la tv la guarda pochino - mi farebbe una cortesia.
P.S.: trovai nuovo giochino da fare se non si vuole pensare a niente, utilissimo di questi tempi.