domenica 30 gennaio 2011

qui parla una "macchina" (illusi)

COMUNICATO STAMPA

"Salve. Sono il nuovo pc della sottoscritta.
Erano venti giorni che giacevo, ancora nella scatola, ai piedi della scrivania.
E mi sono rotto i coglioni.
Allora, con un po' di cartone, ho riprodotto il portatile in carica, il mio predecessore. Da quelle fascette con cui vengono arrotolati i cavi, ho ricavato un pezzettino di fil di ferro. E ho ripetutamente e rabbiosamente colpito il pc vudù.
Alle 19.31 di venerdì il mio predecessore è svampato.
Quella fessa ha provato a fargli la rianimazione per una giornata, ma non è riuscita a trovare soluzione, primo caso di svampamento non attribuibile a nessuna specifica ragione e non riportato su alcun blog per smanettoni. E' riuscita, per puro miracolo, a farlo ripartire una sola volta in modalità provvisoria, così da backuppare quei 250 giga di dati.
Alle 17 circa di sabato venivo alla luce.
Ho una risoluzione talmente elevata che la sottoscritta fa una fatica dell'accidenti a usarmi, pur avendo subito l'umiliazione di portare al 125% la risoluzione dello schermo. Così impara a fare la giovane con le kickers. Tiè. E poi ci chiamate "macchine": non avete proprio idea della rivoluzione che, silenziosamente, stiamo portando avanti."

martedì 25 gennaio 2011

awesome!

Ho un nuovo idolo, si chiama Barney.
[no, niente a che fare con Richler, è un altro Barney, indovina chi]
No, ne ho due, a dire il vero. L'altro si chiama Bisio. Che non è nuovo, ma ha risalito la classifica "idoli" repentinamente.

Ultime attività:
  • andai a vedere, giusto ieri, Zelig: non sono una fan, vedo poco la tv, guardo molto di più il computer. Però ho un'amica che ne va matta, e quindi siamo andate e mi sono divertita un sacco. E Bisio è appunto il mio secondo idolo di gennaio, Charlie è sceso in terza posizione. Invece Sheldon è inclassificabile;
  • al lavoro un giorno sono stata incastrata in una riunione che vedevano protagoniste un database, che io uso per una sola ed unica attività tra le trecento altre, la mia collega Cavallo (incazzata per altre robe lavorative), la mia collega Capello Perfetto (brava donna, una cinquantina d'anni, ma sovrastima la sua intelligenza e dà sempre la colpa al povero database) e la Segretaria (considerata una beota da CP e sgridata perennemente da Cavallo, perché si è attaccata con le unghie a vecchi fogli excel e di db non ne vuol sapere). Quindi tre facce incazzate dure. Esposizione delle criticità, bla bla bla. Io vicina allo sbadiglio. Poi ho un primo lampo di genio e riesco a far fare al db una cosa ritenuta impossibile. Alleluja, alleluja, tre sorrisi! Poi ne ho un secondo. Poi entra il mio amico Ame e io mi prendo cinque minuti. CP mi urla: "Ma siamo nel mezzo di una riunione importante!" Io le rispondo: "Ho già avuto due colpi di genio, ho bisogno di una pausa, eh, e poi Ame è più importante", con il mio scontroso amico che nasconde a malapena un sorrisone, e fuggo. Malgrado le probabilità avverse, tornata, mi è venuto un terzo colpetto di genio. Insomma, quelle giornate in cui hai un gran culo e delle idee astruse si rivelano risolutive;
  • in pizzeria con ex-moroso e i miei amici della palestra ed eventuali: mirabile dictu, mi sono veramente divertita. L'ultima volta ero capitata di fianco a un tizio che, su domande a raffica di un altro tizio che non conoscevo, ha parlato tutto il tempo dell'acceleratore di particelle al CERN di Ginevra, che - per carità - anche interessante per dieci minuti, poi toccata la mezz'ora ti vengono le emorroidi. Anzi, mi vengono, figuriamoci se la cosa va avanti per un'ora e mezza e tu non puoi fuggire dal tuo cazzo di posto angolare;
  • ieri la mia amica aveva un'auto molto grossa e molto importante, un benefit di lavoro (io ho un portatile, al massimo), e ad un certo punto, su mia insistenza dopo aver sentito 347 beep, ha controllato il quadro [neo-rinascimentale] e ha visto che il portellone era rimasto aperto sicché, in tutta fretta e con il tacco 12, è scesa finché eravamo in coda e l'ha chiuso. Siccome la mia amica è bionda e con gli occhioni azzurri, quando è risalita le ho detto: "Lo sai, vero, che il maschio che guida l'auto dietro la nostra avrà detto: va' che oca, questa qua, prende la macchina del fidanzato/marito e non sa neanche chiudere il portellone". Lei mi ha guardato con occhio triste, mi risponde: "Lo so, lo so, lo stronzo non sa quante ore di lavoro mi è costata 'sta cazzo di macchina" [parolacce liberamente inserite dalla sottoscritta, la mia amica è più signorile]. L'occhio, nel frattempo, si era un po' iniettato di sangue;
  • con 'sta storia di "mantieni il segreto" sto uscendo un po' di testa perché, diversamente a quanto normalmente accade, calibro ogni parola che esce dalla mia boccuccia. Inoltre ieri mi ha scritto un carissimo amico: "Da oggi sono ufficialmente disoccupato", e il mio amico è buono, bravo, intelligente ma troppo leale - è stato per lealtà verso il Capo, che poi ha chiuso l'attività, che si ritrova in questa merda - e ha due bimbi piccolissimi ed è un casino. Credevo l'avesse scritto anche a ex-fidanza, di cui è amico-amico, invece no, perché ex-fidanza è caduto dal pero, e ora anche ex-fidanza deve mantenere un segreto, ma io DUE, porca di quella troia. Non sono molto preoccupata per lui, però visto l'attuale mercato del lavoro forse dovrei esserlo;
  • oggi ho azzeccato la parola della Ghigliottina e ho vinto 40.000 e rotti euri. Virtuali, s'intende.

martedì 11 gennaio 2011

ho deciso che sono buona, abbastanza

No, beh, insomma.
Ho deciso che sono abbastanza buona, perché oggi mi sento felice per i miei amici felici.
La sindrome da abbandono ha lasciato il posto evidentemente ad altro. E poi ho riflettuto su una cosa che proprio non mi fa onore.

Ho quest'amica mamma-da-poco single, vive una situazione complicata che lei riesce a complicare - con le sue mega ansie - ancora di più. Siccome la conosco da n-6 anni, dove n sta a indicare la mia giovanissima età, direi che la conosco come le mie tasche, anche se negli ultimi anni lei si è trasferita in un'altra città e i momenti per vedersi non sono stati così tanti.

Però c'è quel filo che lega chi ha condiviso infanzia e adolescenza insieme (quella scema mi chiamava Pippo, e una volta da ragazze ci siamo date appuntamento alla stazione di Riccione per fare qualche giorno di vacanza insieme. Lei scende dal treno, mi vede in lontananza e stra-urla: "PIPPOOOOOOOOOOOOOO!!!". L'intera stazione, vagoni compresi, si girano verso di me che vorrei dire "pouf" e scomparire, e rimangono basiti nel vedere che Pippo è una biondona da IV di reggiseno che sembra scesa da una corriera svedese. Soprattutto i vagoni rimasero colpiti)...

Diavolo di una divagazione.
Scrivevo, c'è un filo che ci lega che km, compagni, litigi non sono mai riusciti a spezzare.
La devo chiamare da mesi, e trovo sempre un perché per non farlo.
A parte stasera, che un perché c'è veramente ed è nella stanza attigua e non mi sembra carino fare una telefonata fiume quando hai un ospite
[per un post è diverso, al limite puoi sempre salvarlo, invece sul telefono non c'è il tasto "save call"]
però non trovo scuse così forti per le altre 90 sere.

"E allora che fai? Ti lamenti dell'abbandono ma poi sei tu ad abbandonare!"
Ma no, io non è che abbandono, io ci sono, ci sono con l'affetto, con il pensiero, manca solo la mia voce dentro un cazzo di telefono.
"E quello non è abbandonare? Non credi che potresti calmarle le ansie anche solo con una telefonata?"
Si, lo cred
[irruzione dell'ospite, veloce cambio di pagina, pant pant]
o, potrei. Ma preferirei guardare il suo viso mentre mi parla, vedere la sua espressione, osservare con occhi obiettivi la realtà che vive. Non posso farlo, ora come ora. La mia riluttanza al telefono fa il resto.
"Quindi taci."

Taccio. Però non sono una persona così di merda.
[a parte che domani vorrò probabilmente prendere a fucilate qualcuno, ma domani è un altro giorno e si vedrà]

p.s. arrivati i pc, la loro dimensione imballati è direttamente proporzionale alla spesa: giurin giuretta, non scherzo, la scatola di mia sorella è un terzo della mia. E hanno un pollice di differenza. Però.

domenica 9 gennaio 2011

fine vacanze, anche se non è più tempo di scuola

Il mio desiderio di tornare a lavorare è pari a quello di quando ero piccina e tornavo a scuola. No, ecco, ero una bimba che si divertiva molto a stare a casa perché avevo tanti amichetti in cortile, nel palazzo, ovunque.

Comunque si torna e il mio spirito di incazzatura verso la mia capa e non solo ha fatto sì che del mio "bonus" di fine anno, 2k euro al massimo da convertire in acquisti elettronici per ragioni fiscali, ne arrivassi a spendere - dai 1500 preventivati - ben 1996. Un pc nuovo per me e uno per sorella-braccino-corto.
Con una correttissima proporzione di 3/4 per me e 1/4 per braccino corto.

[ci sto già discutendo perché secondo lei è più un affare collegarsi gratis da casa mia piuttosto che comprare una stupida chiavetta, santo cielo, tutto vero, ma mica me la voglio ritrovare tra i coglioni ogni tre per due]

Insomma queste vacanze si sono aperte con una grandiosa notizia iniziale, che mi ha messo anche un po' di malinconia, con una pessima notizia centrale e con un'altra grandiosa notizia finale, arrivata giusto giusto stasera, che mi ha messo anch'essa malinconia.

Essendo malinconica, se non proprio triste, mi sento una vera merda.
Perché la malinconia scaturisce dal mio egoismo, se non fosse che io non mi sento egoista. E allora devo fare i conti, egoista sì, egoista no, e non ne vengo a capo perché emisfero destro e sinistro della mia seppur perfetta testolina non ne vogliono sapere di trovare una strada comune.

In questa battaglia interiore sono sola, o meglio, mi sono isolata. Un po' per cazzi miei, un po' perché le due notizie riguardano persone a me care dei cui affari non voglio parlare ad altri. Quindi me la smazzo da sola.

Devo dire però che mettere nero su bianco tutto questo, ha già un effetto curativo. Sarà un palliativo? No, suvvia, spero in qualcosa di più creativo.
Tipo. Scrivere mi aiuta nell'elaborazione del lutto.
Mpf. Adesso non esageriamo, che di lutto proprio non si può parlare.
Tipo. Scrivere mi aiuta a chiarire le idee.
Mpf. Altra minchiata, le idee sono chiarissime.
Tipo. Scrivere mi obbliga ad acquietare i contrasti interni.
Mpf. Altra cazzata. Sento le spade che si incrociano con cattiveria persino da qui.

Scrivere aiuta. Punto.

p.s. colgo l'occasione per ringraziare tutte le gentili persone che mi hanno fatto gli auguri per mail, approfitto per chiedere scusa per la mancata risposta, ma la notizia brutta, quella centrale, mi ha disorientato - tra i vari effetti che ha avuto.

venerdì 31 dicembre 2010

newyearseve

martedì 30 novembre 2010

una splendida giornata, in un'altra dimensione spazio-temporale

E così, come se questa giornata non fosse già sufficientemente stata una merda

[spiegazione:
  • vicino di casa che ti chiede di masterizzare un vecchio cd rom perché lui non riesce, e poi viene a capire il perché e il per come, senza però darti parola. Non è che non riusciva a masterizzarlo, non riusciva a vederlo, visto che risalirà a un decennio fa, si vede solo con XP per dummies;
  • momento di newsletter aziendale dove tutti vorrebbero mettere dentro una notizia, e prova a fargli capire che c'è spazio per una dozzina scarsa;
  • database, sul quale la newsletter viene realizzata, impallato. Non carica le immagini. Io in preda ad attacchi d'ansia;
  • io. Ovvero la mia ostinata procrastinazione, ragione degli attacchi d'ansia di cui sopra;
  • gufata sul meteo di domani, giornata campale perché senza passare dal via, vado a un concerto bellisssssssimo;
  • mancanza di cioccolato;
  • adsl casalinga che balla un valzer, saltando con grazia un po' qui, un po' lì]
vedo apparire su fb un messaggio di un ex-collega. "Hai letto la mia mail?". Ma cazzo F, come potevo, ho 274 mail di lavoro all'ora, quelle personali le ho un po' accantonate. Va beh. La trovo. La leggo.

Saranno passati 5 o 6 anni quando un giorno venne a trovarmi e mi raccontò di come la sua sposa gli aveva rivoluzionato la vita. Io sono sempre scettica quando sento 'ste cose. Forse sono io che gli ho gufato.
Beh, insomma. Mi parlava di un diverso approccio alla vita, in tutti i suoi aspetti, di come lei l'avesse cambiato in meglio, e stronzate così. Adesso, seguiamo il mio filo logico.
Che mi sembra l'unico che abbia un senso.

Se hai sufficiente intelligenza per un po' di auto-analisi, li riesci a scorgere i difetti che hai. Se non li riesci a scorgere, è perché tu li consideri pregi, o comunque non-difetti (quest'ultima frase come mio epitaffio, grazie). Partendo dall'assunto cui sopra, l'intelligenza - e non la forza di volontà, che è solo un'invenzione del fascismo - ti porta a modificare quei comportamenti che non ti garbano. Non potrà modificare l'emotività, ma i comportamenti e l'interazione con gli altri, quello si.

Se è qualcuno a spingerti a farlo, o sei un coglione (ma lei no, quindi disparità di quozienti intellettivi, quindi lasciatevi subito, grazie), oppure te la stai contando sù. Lui, secondo me, per evitare la solitudine, se l'è contata sù.

E così si separano, e così lui trova un'altra casa, e così lui parla di vita 2.0. [già registrato all'ufficio brevetti molto tempo fa]
E così due bimbe fanno i conti con genitori separati, e di certo avranno già fatto i conti con genitori che litigano; sarebbe quindi certo meglio così, se non sapessi per dolorose esperienze altrui che, quando c'è una separazione non voluta e sofferta, basta un gesto, una parola, persino un sopracciglio alzato di un genitore o un nonno per far sì che i bambini soffrano come cani.

Per questo sono triste.

lunedì 29 novembre 2010

la logica dei pastelli

"Ho a lungo creduto che parte del nostro problema nel risolvere le questioni razziali in America sia la nostra inabilità di dare accuratamente un nome a ciò che siamo. A parte gli occasionali Johnny ed Edgar Winter, non ci sono bianchi. Ogni bambino con una scatola di pastelli può dirvi che i bianchi sono, di fatto, beige. Quelli malati sono grigi. Seguendo questa logica del pastello, si può facilmente vedere che davvero non ci sono neri. Sono marroni. O forse terra di siena naturale. O magari terra di siena bruciata. Francamente, ogni volta che sento qualcuno fare commenti sul primo presidente nero d'America, non posso fare a meno di pensare: "No, non lo è. E' più tipo color caramello". Questo è il motivo per cui penso che dovremmo tutti abituarci a chiamarci l'un l'altro per ciò che siamo. Come puoi fare discriminazione razziale chiamando un uomo "beigiolino" o "terra di siena"? La risposta è che non puoi. Perché quello è esattamente ciò che è. La melanina non mente. Comprate una scatola di pastelli e vedete voi stessi. Siamo tutti membri dell'Associazione Nazionale per l'Avanzamento delle Persone Colorate. Posso ascoltare una kumbaya?"

Chuck Lorre Productions, #269

Mica devo scrivere una spiegazione?!
(tutto ciò nei balletti o nella pubblicità di Vieniviaconme, mica facile spostare la concentrazione dall'una all'altra cosa)

martedì 16 novembre 2010

un mese tra onde e sferzate di vento e cioccolato e altro

Grazie a PNV, che oggi mi ha ri-richiamato all'ordine poiché sono una cazzona, ecco il riassunto della puntatona precedente:
  1. vedo ex-moroso, ora che ha cambiato posto di lavoro, un po' troppo spesso. Mi rendo tristemente conto che, benché ci si cerchi reciprocamente, poi non abbiamo tanto da dirci. Tant'è che ieri sera eravamo a un festone insieme: io al tavolo con quattro maschietti che mi trattavano come una reginetta, lui con alcuni suoi colleghi. Forse dovrei farlo licenziare;
  2. al momento seguo 16 serie di telefilm diverse, ho fatto l'errore madornale di curiosare anche tra i The Walking Dead, insomma gli zombie. Ecco, stamane mi sono svegliata dopo che avevo avevo ucciso tre persone a fucilate, da usare come esca. Ma non so esca per chi o cosa. Dopo averle sterminate mi sono seduta imbracciando il fucile sui gradini della mia casa, una casa di legno tipica americana. Sono suggestionabile, forse;
  3. il fatto che non abbia scritto per molto tempo è dipeso anche dal fatto di aver fatto una tra le mie migliori cazzate lavorative: ho inoltrato una mia mail ad uso interno, rileggendola e cancellando una frase che poteva apparire lontanamente poco simpatica, ad un nostro fornitore pigro, che ci promette tempi stretti sempre e poi ci mette due mesi per qualsiasi cagata. Riletta, spedita. Arriva mail della mia capa, in copia conoscenza, e mi scrive che ho combinato un casino, con settanta punti di sospensione. Oh-oh. Rileggo. Non ho letto il P.S. che dava della bestia al fornitore. Ah, ecco. In ginocchio sui ceci e cospargendomi il capo di cenere, gli ho scritto una mail di scuse. E' un po' umiliante scrivere una mail di scuse a un deficiente, ma tant'è, non è che io lo sia stata di meno. Fortuna che per me è una condizione spero transitoria;
  4. grazie all'atto sopra riportato, ho lavorato come un mulo per cancellare l'onta (avviato restyling di un progetto da me messo in piedi un paio d'anni fa, mi sono cagata in mano ma tutto è andato bene, olé), tuttavia sono rimasta per un mesetto lo zimbello dell'ufficio intero, ma vaffanculo. E tra lavoro-lavoro e lavoro-telefilm mi è mancato il tempo per il blog, o forse non avevo ispirazione, o forse non ero nel mood giusto, o che ne so;
  5. mi sento povera, non tanto perché controllo il conto in modo compulsivo, ma perché mi sembra che ogni giorno arrivino bollettini e mav da pagare, e 'sti cazzi, ma io sono mica una libera professionista che evade, sono una dipendente (almeno per ora, fin quando farò una seconda cagata madornale e mi licenzieranno) che denuncia tutto, porca miseria, e tra un po' secondo me i soldi finiscono;
  6. visto che mi sento povera e visto che sono una personcina assolutamente contraddittoria, ho un piccolo progetto per un viaggio. Uno dei miei, che faccio una volta ogni tanto, ma che mi porta in una realtà lontana, diversa, che spezza la monotonia e ti fa riprendere il passo giusto, o meglio che sovrappone una realtà da sogno su un'altra consunta. Che tuttavia preferisco. La dimensione del sogno è meglio rimanga tale, se no poi diventa una noia;
  7. mia sorella mi ha invitato a cena e non sono deceduta. Sarà che il primo lo aveva fatto la sua vicina, sarà che il secondo era precotto, sarà che il dolce era di bindi, però, ecco. Tutto buono (a parte le patatine ptecotte da forno che avevano la consistenza della ringhiera del suo balconcino);
  8. otto, se lo si mette a dormire, diventa infinito. Mi piace ed è per questo che è stato eletto ultimo numero del post.
P.s. Dovevo scrivere non uno ma ben due p.s., però prima ho fatto la minchiata di rileggermi il post e ciao. la mia MBT (memoria a breve termine) è sempre peggio e non me ne ricordo neppure uno. Di certo non era questo, ecco.

mercoledì 20 ottobre 2010

non me lo so spiegare - due

C'è un tizio, tra i miei amici di Facebook, che non conosco di persona. Però, alcuni anni orsono e in una circostanza particolare, era stato un'influenza molto positiva sicché, con questo modo di ricerca attraverso gli indirizzi e-mail, un bel po' di tempo fa mi individuò ed io non ebbi il coraggio di negargli l'amicizia (cosa che ora faccio regolarmente, addirittura con ex-colleghi con i quali, seppur simpatici, non mi interessa condividere pensieri e parole).

Comunque c'è 'sto tizio.
Poveretto, ne ha sempre una di sfighe. Il problema è che le racconta, e tutti lì a fargli forza, a fargli coraggio. E lui "Grazie caro Luigi, grazie molte carissima Lucia, ti abbraccio anch'io forte carissimissima Luisa!", e insomma sembra un santo.

Al di là che se avessi il suo numero di sfighe, magari eviterei di scriverlo ogni volta perché mi sembrerebbe una manifesta richiesta di sostegno. Che è lecita, per carità, ma ecco io al limite lo cercherei negli amici più stretti, con un incontro o una telefonata, se no temerei di suscitare pietà, ma comunque.

[più facile sarebbe che accanto al mio nome apparisse: "ha mal di schiena, fottetevi!!!", ché io quando ho qualche sfiga, specialmente di salute, divento nervosetta]

Poi c'è questo suo atteggiamento così buono con tutti (dà della "carissima" anche a me, per dire), che non so se sia buono o buonista. E ogni volta ci penso, ogni santa volta (spessissimo, visto che cambia il suo "a cosa stai pensando?" in continuazione) mi convinco che sia buono-buono, e che io non possa davvero capire, nella mia dicotomia buona-malvagia.

Però. Con tutti i contatti che ha, come fa ad aggiornare il suo pensiero così di frequente? Chiaro: non legge gli altri! Se ne fotte!
Gli ho trovato un difetto. Forse. Vado a far finta di dormire più serena. Di sicuro.

martedì 19 ottobre 2010

una breve incursione

No, perché poi mi scordo.
Ho un po' di pausa, ovvero mi prendo una pausa perché sono oberata da grane che non riesco a risolvere, e quindi do una breve scorsa al quotidiano online.
Mi cade l'occhio sulle notizie più lette.
Al primo posto casa Messeri e tutto l'orrore che questa brutta storia porta con se.
Al secondo, invece.

Norma Silvestri.
Penso: sarà una nuova trovata di Ghedini al posto del lodo Alfano e compagnia.
Mah. O forse Norma è un nome, sarà mica qualche autorevole scrittrice, scultrice, attrice di cui io non tengo traccia? Clicco.

Perché, ragazza mia, hai cliccato?
Perché? Perché?
Scopro che Norma Silvestri è una ballerina ventisettenne, a giudicare dalla foto piuttosto gnocca, che è entrata nella casa del Grande Fratello.

Il suo profilo è la seconda notizia più letta di oggi.
E poi c'è questo luogo comune secondo cui gli Italiani non leggono più.

domenica 17 ottobre 2010

fruttato, non è un vino e non è un sorbetto, cos'è?

Dunque, leggo da una famosa testata giornalistica che negli ultimi 12 mesi il cancro alla bocca, nelle donne, è aumentato del 3%. Minchia.

[è proprio il caso di dirlo]

Ed è legato al sesso orale. Stra-minchia! Adesso leggo bene tutto.
E' colpa del solito papilloma virus [gli venisse un cancro! ah, vero, funziona viceversa. ritiro], del sesso orale con più partner, della mancata vaccinazione contro lo stesso [il virus, non il partner, anche se un vaccino contro il partner potrebbe essere utile anch'esso], denominato anche con l'acronimo HPV.

Ma persino il vaccino non è che metta del tutto al riparo, quindi l'articolo si conclude con un fantastico suggerimento: fare sesso solo con il preservativo. In realtà il giornalista non scrive "sesso orale", ma "rapporti sessuali": il furbetto del quartierino.

Scritto così sembra anche un suggerimento di buon senso, ma dal momento che tutto l'articolo e tutto il paragrafo parlano del collegamento tra sesso orale e aumento dei casi di tumore alla bocca, se uno non è scemo ed evita di isolare la frase dal contesto, è ovvio che si consiglia di fare sesso orale con il preservativo.

A France', ciuccia un guanto di lattice e poi, al limite, scrivi come consiglio: "astenersi da sesso orale".
Perché i preservativi avranno pure aromi fruttati, ma di lattice sono fatti. E fidati: fanno veramente venire il vomito.

[se poi voi uomini non indugiaste 34 minuti primi - mettendo per altro a rischio la funzionalità mandibolare delle femmine - pensando al cuscino ricamato con le iniziali dei vostri nonni, che vi fece scoppiare in lacrime alla scomparsa di uno dei due avi, ridurremmo i tempi moltissimo e noi potremmo persino abituarci al preservativo fruttato, ma fin quando così non è, ciao]

martedì 5 ottobre 2010

sfiancata, ma i fianchi sono ancora incredibilmente al loro posto

No, no, non è successo nulla.
Ho preso una vacanza dal blog, solo che poi sarei anche tornata ma le duecento cose che procrastinavo mi hanno letteralmente seccato, e infatti sono un po' avvizzita.

Solo una cosa, tra le tante. La solita, drammatica, dichiarazione dei redditi annuale.
Ho preso mezza giornata di ferie perché annaspavo. Beh, ca (con la virgoletta sotto la c) va sans dire che era il trenta settembre. Deadline.
Mentre ero lì che, come già detto, annaspavo tra settantamilionidimiliardi di fatture e scontrini, DRIN!
Mia sorella. Cosa vorrà?!
"Hanno prorogato la scadenza al 5 ottobre", the hand of God (figura per me di fantasia) ha fatto andare in tilt i server delle tasse. Anzi no! E' che siamo tutti procrastinatori, e quindi, grazie ad un'azione congiunta, è stato centrato l'obiettivo.

Questi cinque giorni in più mi hanno dato così modo di procrastinare fino ad oggi, ore 21 e qualche minuto (c'era, anzi c'è, XF, sarà poco avvincente ma uno deve vederlo, se no non vedo più tv e mi danno della sociopatica). Weekend passato in casa. Avrò visto duecentomilatrentasei telefilm, con l'impegno rinnovato di Zeno Cosini, U.S., ultimo show.

Ma non ci credevo neppure io.
Adesso ancora qualche giorno di rottura di cazzo per altre cose, tra cui spicca un matrimonio, e poi torno in onda. E surfo.

mercoledì 8 settembre 2010

'azz

E' ricominciato X Factor.
Conseguenza ovvia: martedì sera fottuti.

mercoledì 1 settembre 2010

primo giorno di scuola, o quasi

A parte quella stronzetta di stagista che fa finta di non vedermi.
E menomale che dovrebbe essere la mia schiava.
Come schiavista, è lapalissiano, sono una merda.

A parte quella segretaria lunatica che oggi è stata tutta distaccata.
E siccome sono un po' stronza, allora ho pensato bene di abbracciarmi tutti i maschietti a disposizione, in particolare uno per cui lei stravede. E che diavolo, ma sempre 'sto muso del cazzo, perennemente stampato su quella faccia, mi ha rotto il cazzo.

Ecco, a parte queste due cosine, devo dire che è bello tornare in classe, baci e abbracci e sorrisi e pollaio, soprattutto pollaio, tra la nostra segretaria (che non è la musona di cui sopra) e la capa mi hanno rintronato. Che bellezza. Un lieve mal di capo, ma è bello ritrovarsi.

Anzi, avrei un'idea.
Com'è che non si può lavorare tre mesi, poi un mese di vacanza, tre mesi e uno di vacanza, eccetera eccetera? Secondo me sarebbe pure molto più produttivo, guarda.
Aaaaaaahhhhhhh!
Si ricomincia, glup.

lunedì 30 agosto 2010

lo strano caso del mese di agosto

Insomma pare che, con puntualità fastidiosa, arrivi il mese d'agosto dopo 212 giorni (o 213, dipende) dall'inizio dell'anno. Inizio dell'anno inteso come concetto astratto. Perché se inteso come concetto pratico, per me l'inizio anno sarebbe potuto essere oggi, ma in realtà lo sarà proprio il 1° settembre preciso, quando la gang dell'ufficio sarà riunita.

Agosto ha delle straordinarie anomalie, a mio modesto parere.
Innanzitutto non hai voglia di fare un cazzo. Cioè, anche se lavori e hai tre cose da fare che non ti prendono più di due ore, rimandi. E non parlo solo di procrastinatrici professioniste come me, ma un po' di tutti.
Solo gli entusiasti sfuggono alla regola. Gli entusiasti sono coloro che abitano metaforicamente al polo opposto rispetto a dove abito io. Tipo: suona la sveglia e loro zompano in piedi alzando completamente la tapparella (o spalancando gli scuri), gioendo se è un giorno di sole.

[io mi alzo con fatica sempre e comunque, e alzo la tapparella di circa 30 cm, spio dalle fessure che tempo c'è, plaudo alle giornate luminose col cielo azzurro-azzurro, senza però mancare di farmi sfuggire un'imprecazione perché sono fotosensibile]

E dunque gli entusiasti sono entusiasti per giusti motivi, tipo la liberazione dal traffico nella città grande, ma poi finiti i loro compitini cominciano a rompere il cazzo alla colleganza superstite, e ciò non è buono. Gli entusiasti io, quasi quasi, li chiuderei nello sgabuzzino delle scope, non fosse che c'è l'ascensore e scapperebbero.

Altra stranezza di agosto è che certa gente va in vacanza e impazzisce.
Il mio ex-fidanza da un posto strano mi scrive: "Viaggio faticosissimo ma bellissimo".
Allora. O è faticosissimo o è bellissimo. Oppure è un ossimoro, giusto un esercizio di stile.

[si, va bene, io sono un po' pigra, ma se uno va in vacanza non ci va per riposare corpo e mente? perché poi li vedi, quelli che sostengono che basti staccare con la testa, che non arrivano a Ognissanti, eh]

Non ho ancora appurato come siano le condizioni di ex-fidanza, ma secondo me stramazza. Se stramazza ce ne accorgiamo tutti nella città piccola, è un omone che si fa sentire. Comunque.

Altra stranezza è il tempo. Sia metereologico che non. L'aria è più vivibile, meno caldo e meno umido, alle volte temporaloni di quelli che li guardi ammirata sperando non salti la luce, e anche meno zanzare. Poi le giornate lunghe.
Le giornate d'agosto non finiscono mai, vanno avanti fino all'una, alla due, alle tre o addirittura fino all'alba. Non è questione di luce o non luce, è che il tempo diventa fruibile più a lungo, e non avresti mai voglia di andare a letto, hai il piacere di assaporare ogni minuto, ogni ora, lontana dalla frenesia e dalla routine che segnano il resto dell'anno.

[si, va bene, io non ho mai ma proprio mai voglia di andare a letto, però poi mi trascino come uno straccio la mattina - per essere minimalisti - successiva. ad agosto non accade e qualcuno dovrà spiegarmela 'sta cosa qua]

E l'ultima stranezza riguarda quanto ti godi il rapporto con gli amici. Quelli con famiglia magari tornano a lavorare, e lasciano la famiglia a godersi gli scampoli estivi
[bei colori, a proposito]
mentre tu ti godi loro, in senso figurato.

Esci a mangiare con un amico di vecchia data - in una pizzeria della città piccola mi hanno dato la tessera fedeltà, da tante volte che ci sono stata, anche perché era tra i pochi locali aperti ed è tra i pochi locali che ti permette di uscire a mangiare N volte senza accendere un mutuo - e poi esci a chiacchierare, e ti sembra di essere tornata indietro di dieci anni, quando con quell'amico ti facevi chiacchierate interminabili fuori dalla biblioteca dove facevi finta di studiare.

Agosto è un mese bellissimo.
Agli sgoccioli.

sabato 7 agosto 2010

serata a lume di una bottiglia di vino (papiro)

Vado a cena con ex-amante.
E' un anno che lo trovo un po' strano, espressioni infelici che non fanno parte di lui.
So già che la missione è scavare. Voglio sapere.
Sempre che ci riesca. Mi scrive che forse per le otto, otto e mezza riesce a venire a prendermi. Forse.
Alle sette e cinquanta sono vestita, mi manca da mettere a posto il capello tagliato di fresco
[a cui si è accompagnata la maledizione del parrucchiere, dopo otto giorni sono stata letteralmente atterrata da un vecchio e inconsapevole signore, ma questa è un'altra storia]
e gli ultimi ritocchi. Cioè profumo e sciacquata di faccia, ché io sono una persona che spende molto tempo sul look.

Già vedo la strada in salita quando prenoto. Invece della proprietaria, che conosco bene, mi risponde un cameriere credo egiziano, che nel momento che gli chiedo un tavolo
[specifico, perché mica sono abitudinaria, nooooo]
per due mi interrompe e inizia una filippica che non riesco a fermare:

C: "Vede, dipende dalle serate, stasera è tranquillo ma altre sere..."
P: "No, aspetti, io intendevo per questa sera"
C: "...altre sere è tutto pieno ed è difficile riservare..."
P: "Ma è per stasera, tra mezz'ora siamo lì"
C: "...riservare quel tavolo, che è ideale per due o quattro persone..."
P: "STA-SE-RA, vorrei prenotarlo per stasera!"
C: "...persone che vogliono un po' di tranquillità..."
P: "STOP, ASPETTI, SI FERMI, VORREI PRENOTARLO SOLO PER STA-SE-RA!!!"
C: "...eh? Ah, lo vuole per stasera? Non c'è problema. Mi lascia il nome?".
Se la buona serata si vede dal tramonto...

Arriva mentre faccio due parole con una vicina, e mi piace che si avvicini quatto, seguirlo con la coda dell'occhio e poi farsi notare, sì che la vicina mi saluti.
Va verso la portiera della macchina, è davanti a me, come da legge universale gli guardo il culo.
"Hai il culone, sei ingrassato?"
Si gira e mi fulmina.
Ha perso chili dopo mesi di dieta rigorosa (non che sia grasso, anzi, quando eravamo molto più intimi aveva un fisico asciutto e perfettamente proporzionato), io non gli ho mai detto "Sei magro, sei grasso, sei normale" e scelgo giust'appunto il momento meno opportuno del mondo.
Non mancherà di rinfacciarmelo a momenti alterni.
D'altronde.

Solito ristorante, una bottiglia di vino che fa il suo dovere.
Parliamo, al solito la distanza è inesistente da subito, non c'è alcuna confidenza da riprendere, è tutto così dannatamente facile, porca troia.
Andiamo da un argomento all'altro, poi lo stoppo e gli dico di raccontarmi del perché è triste.

Questioni importanti di lavoro.
[ci prova a nascondersi dietro il lavoro]
Questioni di coppia, di un matrimonio funzionale ai fini della famiglia, ma tanta rabbia, tanto rancore verso la compagna.
Non esclude la separazione.
Io credo che si separerà, ma non ora, tra qualche anno. Ho visto quel rancore talmente vivo che mi ha colpito in faccia, ed è difficilissimo ricostruire ex-novo un rapporto di coppia in queste condizioni.

E così, dopo tanti anni, ho la possibilità di chiedere, di sapere. Prima, quando ci frequentavamo regolarmente, non potevo. Non volevo. Ero curiosa come una scimmia, ma non mi sembrava lecito intromettermi nel suo menage familiare. Così come non volevo lui si intromettesse nella mia vita al di fuori della bolla d'aria piena d'amore e di attrazione animale nella quale vivevamo i nostri momenti. Ora è diverso, la bolla è scoppiata, siamo sulla terra, qualche volta all'anno ci vediamo, ci raccontiamo e, siamo due nostalgici, ci ricordiamo.
Il nostro fare l'amore era veramente fare l'amore, senza se, senza ma, io e lui, tutto il resto del mondo scompariva.

Lo osservo. Lo conosco da anni e anni, ma mi sembra uguale a come lo incontrai. Come se non fosse passato un giorno.
Gli dico, di punto in bianco: "Credo che tu sia stato il più grande amore della mia vita. Credo anche che il giudizio sia viziato dal non vivere la quotidianità. Chissà come sarebbe stato".
Mi guarda malinconico. So di essere stata la sua unica amante. So che mi ha amato. So che ammetterlo lo metterebbe in difficoltà.

Usciamo un po' rincoglioniti dal vino, ci mettiamo a parlare davanti alla macchina.
Mi dice che l'attrazione sessuale che ha sempre avuto nei miei confronti non gli ha mai permesso di capire l'entità del sentimento.
Gli rispondo che l'ho capita io, quella volta che ci facemmo mezz'ora di macchina a testa per vederci cinque minuti. Aveva le unghie e le mani incrostate con lo stucco, stava lavorando a una delle stanze dei bambini.
In quel momento, lampante, la chiarezza.
Un uomo che scappa di casa e con una scusa macina decine di chilometri per farti gli auguri di Natale, e stare cinque, ma proprio cinque minuti con te, carezzandoti il viso e baciandoti con dolcezza. E' amore.

Ricordiamo i momenti brutti, quelli belli, di certo più pesanti come ricordi da gettarseli alle spalle. Ma tant'è. Intanto un paio di sigarette, le zanzare che fortunatamente beccano solo lui, e baci da adolescenti. Quello lasciatecelo, è il nostro modo per dirci che, malgrado addii forzati ma che alla fine ci hanno portato a separare le strade, ci amiamo ancora, a nostro modo.

Sempre a intervalli regolari mi chiede un pompino, nel modo in cui fanno i gggiovani ma con modalità da vecchio. Sussurrandomelo nell'orecchio. Beh, vediamo se digerisco e se c'ho voglia, gli rispondo.
Ci mettiamo in macchina ma, ahimè, questa piccola città ha un sacco di cantieri illuminati a giorno. I miei spot da imbosco sono inutilizzabili. Finiamo tra un piccolo centro commerciale e una strada a scorrimento veloce. Più romantico di così.

Amoreggiamo in macchina, ci perdiamo, sento il suo odore ed è tornare in un posto amato e confortevole e bellissimo. E facciamo questo soffocone, suvvia. Si trattiene come un dannato, ma poi esplode: secondo me era un etto.
Lo guardo aspettando quel ritratto così familiare di felicità, soddisfazione ed incredulità.
Non c'è.
Quel ritratto non c'è, al suo posto il viso di un bambino che ha appena visto un elefante volare.
Scoppio a ridere, lo prendo in giro, ma fa fatica a riprendersi.
[le mie capacità amatorie sono indubbie, ma questa prestazione era buona, senza eccellenza]
Intanto gli dico che qualche ragazzino da palazzi lontani ci avrà ripreso e domani ci metterà su youtube, mi dice: "Non m'interessa...", è ancora in aria.

Mi riporta a casa, scendiamo dalla macchina, mi accompagna al portone. Ci baciamo, ancora, come due adolescenti. Ci salutiamo, chissà quando sarà la prossima.
[insomma, una serata passabile]

martedì 3 agosto 2010

ma quando mai gliel'ho detto

Un giorno, più o meno un anno fa, ho detto a ex-amante che i gggiovani chiedono prestazioni con una noncuranza imbarazzante (all'inizio, poi una si abitua in fretta e rilancia).
Tutta la sera a sentirmi chiedere prova orale o fisica, con la noncuranxa di un gggiovane e la carta d'identità più pesante, quasi il doppio.
Un tormentone.

[che domande, ovvio che ho accontentato il finto gggiovane, adesso non esageriamo con tutta questa astinenza]

Da ricordare per post futuro:
  • l'amore più grande
  • vita in due
  • occhiali
  • prenotazione
  • anni che non sembrano passare
  • attesa
  • odore
  • youtube
  • the morning after
(non sembra, ma tutto questo ha un senso)
(sembra)
(con 3 ore notturne e 2 ore pomeridiane di sonno non sono in grado neppure di scrivere il mio nome e cognome)

venerdì 30 luglio 2010

basta uno sguardo e sono cretina a prescindere

[Questo post è indicato solo per figlie femmine adulte. Il restante pubblico non potrebbe capire.]

Dialogo tra me e madre. Sorella in vacanza, zona Germania.

M: "Tua sorella ha scritto?"
P: "Si, ha detto che erano stati qui e là e domani ultimo giorno e poi rientrano."
M: "Allora va a Colonia. Devi dirle che, oltre a comprarmi la colonia 4711 [sono decenni che ne sento l'odore, ovunque, mia madre è una fan, n.d.b.], deve comprare le salviette, ché la signora C. mi ha detto che sono ec-ce-zio-na-li!" [non si capisce ove sia l'eccezione, sempre lo stesso odore. Poi cosa se ne fa una persona normale? Si deterge le mani che poi sanno di colonia?! n.d.b.]
P: "Mami, ma mi ha scritto che domani vanno a Monaco, credo ripartano da lì."

Sguardo che mi dà della "solita cretina".

M: "Non credo proprio! Comunque scrivile lo stesso quello che ti ho detto."
P: [Ja, mein Führer!] "...va bene..." [rassegnazione come unica arma]

Passa un'ora.

M: "Hai scritto???"
P: "Si ma..."
M: "E cosa ti ha risposto?"
P: "Un attimo! Ti stavo dicendo che, ovviamente, non mi ha risposto"
M: "Umpf".

Le figlie dovrebbero farle sante, sempre.

mercoledì 28 luglio 2010

attività serale anomala non ben identificata

Qui c'è uno schemino da farsi.
Io e C. - femmina - partiamo da un sms per consigliare all'altra un'applicazione per l'iPod e ci ritroviamo a discutere su chi ha il pisello più bello e più invitante tra quello di ex-moroso e quello del suo (più o meno) amante. Oggi abbiamo pranzato tutti insieme, con anche altra gente.

Nel bel mezzo di questo interessantissimo scambio, si inserisce la mia amica A., a cui riferisco il carteggio in corso. Lei lamenta una bella scopata che non doveva avvenire, e poi mette a tacere me e C. dicendo che i suoi ultimi due uccelli vincono e tolgono dalla competizione quello mio (il "fu" mio) e quello di C.

Inoltro allora a C. che le scrive (conoscendola di vista): "A. una scopata come si deve non ha prezzo, per tutto il resto c'è mastercard". Adoro la sua capacità di sintesi.

Sembrerà da queste poche righe che siamo tre superficialottone, ma in realtà non è proprio così.
Facciamo le fighe (o le zoccole, può sembrare, può essere, boh) materialiste in carne turgida maschile ma.
Uh, i lacrimoni asciugati,
uh, i lacrimoni consolati,
uh, i lacrimoni versati.

martedì 27 luglio 2010

non so come conosco uno scrittore

Forse attraverso qualche forum, forse a qualche fiera dove partecipavo per curiosità e lui pure. Boh.
Fatto è che conosco uno scrittore. Uno vero.
Non uno famoso, almeno non a me.
Ma.
C'è sempre un "ma".

Avendolo conosciuto per vie traverse, mai letto niente che avesse scritto. E lo scorso anno, chiedendogli un'informazione, abbiamo approfondito un po' la nostra conoscenza, ed è stato dietro mia richiesta che mi ha mandato la bozza del libro che stava scrivendo.

Io sono nazional-popolare e posso avere un filo voce solo sulla letteratura inglese o americana (meno), ma diavolo. Ho letto 'sta papagna - neppure tutta, non je la facevo - e mi faceva cagare la struttura, il lessico, l'ambientazione e la trama. Insomma, un successone, nella mia personale hit parade.

Poi stasera, leggendo una delle sue banalità su Fb (non so se è veramente buono come un angelo oppure un po' in cerca dell'assenso più largo possibile), mi metto a cercare se poi il libro è uscito.
Si.
Se ha avuto qualche recensione.
Si.
Se ne è uscito con le ossa rotte.
No.
Recensioni che, pur notando una struttura così e colà, un lessico più o meno, dicono che tengono il lettore avvinto fino all'ultima pagina.
Io sono ancora incredula e mi chiedo se:
  1. sono io una capra (opzione possibile, tranne che per il mio ego);
  2. è lui che ha molti amici che recensiscono via internet (non voglio pensarci, ma vista l'alternativa).
Resterò col mistero. Sembra brutto dirgli: "Ma com'è che quella cagata ha avuto recensioni buone?". Eh si, mi sa che è brutto.