Conseguenza ovvia: martedì sera fottuti.
mercoledì 8 settembre 2010
mercoledì 1 settembre 2010
primo giorno di scuola, o quasi
A parte quella stronzetta di stagista che fa finta di non vedermi.
E menomale che dovrebbe essere la mia schiava.
Come schiavista, è lapalissiano, sono una merda.
A parte quella segretaria lunatica che oggi è stata tutta distaccata.
E siccome sono un po' stronza, allora ho pensato bene di abbracciarmi tutti i maschietti a disposizione, in particolare uno per cui lei stravede. E che diavolo, ma sempre 'sto muso del cazzo, perennemente stampato su quella faccia, mi ha rotto il cazzo.
Ecco, a parte queste due cosine, devo dire che è bello tornare in classe, baci e abbracci e sorrisi e pollaio, soprattutto pollaio, tra la nostra segretaria (che non è la musona di cui sopra) e la capa mi hanno rintronato. Che bellezza. Un lieve mal di capo, ma è bello ritrovarsi.
Anzi, avrei un'idea.
Com'è che non si può lavorare tre mesi, poi un mese di vacanza, tre mesi e uno di vacanza, eccetera eccetera? Secondo me sarebbe pure molto più produttivo, guarda.
Aaaaaaahhhhhhh!
Si ricomincia, glup.
lunedì 30 agosto 2010
lo strano caso del mese di agosto
Insomma pare che, con puntualità fastidiosa, arrivi il mese d'agosto dopo 212 giorni (o 213, dipende) dall'inizio dell'anno. Inizio dell'anno inteso come concetto astratto. Perché se inteso come concetto pratico, per me l'inizio anno sarebbe potuto essere oggi, ma in realtà lo sarà proprio il 1° settembre preciso, quando la gang dell'ufficio sarà riunita.
Agosto ha delle straordinarie anomalie, a mio modesto parere.
Innanzitutto non hai voglia di fare un cazzo. Cioè, anche se lavori e hai tre cose da fare che non ti prendono più di due ore, rimandi. E non parlo solo di procrastinatrici professioniste come me, ma un po' di tutti.
Solo gli entusiasti sfuggono alla regola. Gli entusiasti sono coloro che abitano metaforicamente al polo opposto rispetto a dove abito io. Tipo: suona la sveglia e loro zompano in piedi alzando completamente la tapparella (o spalancando gli scuri), gioendo se è un giorno di sole.
[io mi alzo con fatica sempre e comunque, e alzo la tapparella di circa 30 cm, spio dalle fessure che tempo c'è, plaudo alle giornate luminose col cielo azzurro-azzurro, senza però mancare di farmi sfuggire un'imprecazione perché sono fotosensibile]
E dunque gli entusiasti sono entusiasti per giusti motivi, tipo la liberazione dal traffico nella città grande, ma poi finiti i loro compitini cominciano a rompere il cazzo alla colleganza superstite, e ciò non è buono. Gli entusiasti io, quasi quasi, li chiuderei nello sgabuzzino delle scope, non fosse che c'è l'ascensore e scapperebbero.
Altra stranezza di agosto è che certa gente va in vacanza e impazzisce.
Il mio ex-fidanza da un posto strano mi scrive: "Viaggio faticosissimo ma bellissimo".
Allora. O è faticosissimo o è bellissimo. Oppure è un ossimoro, giusto un esercizio di stile.
[si, va bene, io sono un po' pigra, ma se uno va in vacanza non ci va per riposare corpo e mente? perché poi li vedi, quelli che sostengono che basti staccare con la testa, che non arrivano a Ognissanti, eh]
Non ho ancora appurato come siano le condizioni di ex-fidanza, ma secondo me stramazza. Se stramazza ce ne accorgiamo tutti nella città piccola, è un omone che si fa sentire. Comunque.
Altra stranezza è il tempo. Sia metereologico che non. L'aria è più vivibile, meno caldo e meno umido, alle volte temporaloni di quelli che li guardi ammirata sperando non salti la luce, e anche meno zanzare. Poi le giornate lunghe.
Le giornate d'agosto non finiscono mai, vanno avanti fino all'una, alla due, alle tre o addirittura fino all'alba. Non è questione di luce o non luce, è che il tempo diventa fruibile più a lungo, e non avresti mai voglia di andare a letto, hai il piacere di assaporare ogni minuto, ogni ora, lontana dalla frenesia e dalla routine che segnano il resto dell'anno.
[si, va bene, io non ho mai ma proprio mai voglia di andare a letto, però poi mi trascino come uno straccio la mattina - per essere minimalisti - successiva. ad agosto non accade e qualcuno dovrà spiegarmela 'sta cosa qua]
E l'ultima stranezza riguarda quanto ti godi il rapporto con gli amici. Quelli con famiglia magari tornano a lavorare, e lasciano la famiglia a godersi gli scampoli estivi
[bei colori, a proposito]
mentre tu ti godi loro, in senso figurato.
Esci a mangiare con un amico di vecchia data - in una pizzeria della città piccola mi hanno dato la tessera fedeltà, da tante volte che ci sono stata, anche perché era tra i pochi locali aperti ed è tra i pochi locali che ti permette di uscire a mangiare N volte senza accendere un mutuo - e poi esci a chiacchierare, e ti sembra di essere tornata indietro di dieci anni, quando con quell'amico ti facevi chiacchierate interminabili fuori dalla biblioteca dove facevi finta di studiare.
Agosto è un mese bellissimo.
Agli sgoccioli.
sabato 7 agosto 2010
serata a lume di una bottiglia di vino (papiro)
Vado a cena con ex-amante.
E' un anno che lo trovo un po' strano, espressioni infelici che non fanno parte di lui.
So già che la missione è scavare. Voglio sapere.
Sempre che ci riesca. Mi scrive che forse per le otto, otto e mezza riesce a venire a prendermi. Forse.
Alle sette e cinquanta sono vestita, mi manca da mettere a posto il capello tagliato di fresco
[a cui si è accompagnata la maledizione del parrucchiere, dopo otto giorni sono stata letteralmente atterrata da un vecchio e inconsapevole signore, ma questa è un'altra storia]
e gli ultimi ritocchi. Cioè profumo e sciacquata di faccia, ché io sono una persona che spende molto tempo sul look.
Già vedo la strada in salita quando prenoto. Invece della proprietaria, che conosco bene, mi risponde un cameriere credo egiziano, che nel momento che gli chiedo un tavolo
[specifico, perché mica sono abitudinaria, nooooo]
per due mi interrompe e inizia una filippica che non riesco a fermare:
C: "Vede, dipende dalle serate, stasera è tranquillo ma altre sere..."
P: "No, aspetti, io intendevo per questa sera"
C: "...altre sere è tutto pieno ed è difficile riservare..."
P: "Ma è per stasera, tra mezz'ora siamo lì"
C: "...riservare quel tavolo, che è ideale per due o quattro persone..."
P: "STA-SE-RA, vorrei prenotarlo per stasera!"
C: "...persone che vogliono un po' di tranquillità..."
P: "STOP, ASPETTI, SI FERMI, VORREI PRENOTARLO SOLO PER STA-SE-RA!!!"
C: "...eh? Ah, lo vuole per stasera? Non c'è problema. Mi lascia il nome?".
Se la buona serata si vede dal tramonto...
Arriva mentre faccio due parole con una vicina, e mi piace che si avvicini quatto, seguirlo con la coda dell'occhio e poi farsi notare, sì che la vicina mi saluti.
Va verso la portiera della macchina, è davanti a me, come da legge universale gli guardo il culo.
"Hai il culone, sei ingrassato?"
Si gira e mi fulmina.
Ha perso chili dopo mesi di dieta rigorosa (non che sia grasso, anzi, quando eravamo molto più intimi aveva un fisico asciutto e perfettamente proporzionato), io non gli ho mai detto "Sei magro, sei grasso, sei normale" e scelgo giust'appunto il momento meno opportuno del mondo.
Non mancherà di rinfacciarmelo a momenti alterni.
D'altronde.
Solito ristorante, una bottiglia di vino che fa il suo dovere.
Parliamo, al solito la distanza è inesistente da subito, non c'è alcuna confidenza da riprendere, è tutto così dannatamente facile, porca troia.
Andiamo da un argomento all'altro, poi lo stoppo e gli dico di raccontarmi del perché è triste.
Questioni importanti di lavoro.
[ci prova a nascondersi dietro il lavoro]
Questioni di coppia, di un matrimonio funzionale ai fini della famiglia, ma tanta rabbia, tanto rancore verso la compagna.
Non esclude la separazione.
Io credo che si separerà, ma non ora, tra qualche anno. Ho visto quel rancore talmente vivo che mi ha colpito in faccia, ed è difficilissimo ricostruire ex-novo un rapporto di coppia in queste condizioni.
E così, dopo tanti anni, ho la possibilità di chiedere, di sapere. Prima, quando ci frequentavamo regolarmente, non potevo. Non volevo. Ero curiosa come una scimmia, ma non mi sembrava lecito intromettermi nel suo menage familiare. Così come non volevo lui si intromettesse nella mia vita al di fuori della bolla d'aria piena d'amore e di attrazione animale nella quale vivevamo i nostri momenti. Ora è diverso, la bolla è scoppiata, siamo sulla terra, qualche volta all'anno ci vediamo, ci raccontiamo e, siamo due nostalgici, ci ricordiamo.
Il nostro fare l'amore era veramente fare l'amore, senza se, senza ma, io e lui, tutto il resto del mondo scompariva.
Lo osservo. Lo conosco da anni e anni, ma mi sembra uguale a come lo incontrai. Come se non fosse passato un giorno.
Gli dico, di punto in bianco: "Credo che tu sia stato il più grande amore della mia vita. Credo anche che il giudizio sia viziato dal non vivere la quotidianità. Chissà come sarebbe stato".
Mi guarda malinconico. So di essere stata la sua unica amante. So che mi ha amato. So che ammetterlo lo metterebbe in difficoltà.
Usciamo un po' rincoglioniti dal vino, ci mettiamo a parlare davanti alla macchina.
Mi dice che l'attrazione sessuale che ha sempre avuto nei miei confronti non gli ha mai permesso di capire l'entità del sentimento.
Gli rispondo che l'ho capita io, quella volta che ci facemmo mezz'ora di macchina a testa per vederci cinque minuti. Aveva le unghie e le mani incrostate con lo stucco, stava lavorando a una delle stanze dei bambini.
In quel momento, lampante, la chiarezza.
Un uomo che scappa di casa e con una scusa macina decine di chilometri per farti gli auguri di Natale, e stare cinque, ma proprio cinque minuti con te, carezzandoti il viso e baciandoti con dolcezza. E' amore.
Ricordiamo i momenti brutti, quelli belli, di certo più pesanti come ricordi da gettarseli alle spalle. Ma tant'è. Intanto un paio di sigarette, le zanzare che fortunatamente beccano solo lui, e baci da adolescenti. Quello lasciatecelo, è il nostro modo per dirci che, malgrado addii forzati ma che alla fine ci hanno portato a separare le strade, ci amiamo ancora, a nostro modo.
Sempre a intervalli regolari mi chiede un pompino, nel modo in cui fanno i gggiovani ma con modalità da vecchio. Sussurrandomelo nell'orecchio. Beh, vediamo se digerisco e se c'ho voglia, gli rispondo.
Ci mettiamo in macchina ma, ahimè, questa piccola città ha un sacco di cantieri illuminati a giorno. I miei spot da imbosco sono inutilizzabili. Finiamo tra un piccolo centro commerciale e una strada a scorrimento veloce. Più romantico di così.
Amoreggiamo in macchina, ci perdiamo, sento il suo odore ed è tornare in un posto amato e confortevole e bellissimo. E facciamo questo soffocone, suvvia. Si trattiene come un dannato, ma poi esplode: secondo me era un etto.
Lo guardo aspettando quel ritratto così familiare di felicità, soddisfazione ed incredulità.
Non c'è.
Quel ritratto non c'è, al suo posto il viso di un bambino che ha appena visto un elefante volare.
Scoppio a ridere, lo prendo in giro, ma fa fatica a riprendersi.
[le mie capacità amatorie sono indubbie, ma questa prestazione era buona, senza eccellenza]
Intanto gli dico che qualche ragazzino da palazzi lontani ci avrà ripreso e domani ci metterà su youtube, mi dice: "Non m'interessa...", è ancora in aria.
Mi riporta a casa, scendiamo dalla macchina, mi accompagna al portone. Ci baciamo, ancora, come due adolescenti. Ci salutiamo, chissà quando sarà la prossima.
[insomma, una serata passabile]
martedì 3 agosto 2010
ma quando mai gliel'ho detto
Un giorno, più o meno un anno fa, ho detto a ex-amante che i gggiovani chiedono prestazioni con una noncuranza imbarazzante (all'inizio, poi una si abitua in fretta e rilancia).
Tutta la sera a sentirmi chiedere prova orale o fisica, con la noncuranxa di un gggiovane e la carta d'identità più pesante, quasi il doppio.
Un tormentone.
[che domande, ovvio che ho accontentato il finto gggiovane, adesso non esageriamo con tutta questa astinenza]
Da ricordare per post futuro:
- l'amore più grande
- vita in due
- occhiali
- prenotazione
- anni che non sembrano passare
- attesa
- odore
- youtube
- the morning after
(sembra)
(con 3 ore notturne e 2 ore pomeridiane di sonno non sono in grado neppure di scrivere il mio nome e cognome)
venerdì 30 luglio 2010
basta uno sguardo e sono cretina a prescindere
[Questo post è indicato solo per figlie femmine adulte. Il restante pubblico non potrebbe capire.]
M: "Tua sorella ha scritto?"
P: "Si, ha detto che erano stati qui e là e domani ultimo giorno e poi rientrano."
M: "Allora va a Colonia. Devi dirle che, oltre a comprarmi la colonia 4711 [sono decenni che ne sento l'odore, ovunque, mia madre è una fan, n.d.b.], deve comprare le salviette, ché la signora C. mi ha detto che sono ec-ce-zio-na-li!" [non si capisce ove sia l'eccezione, sempre lo stesso odore. Poi cosa se ne fa una persona normale? Si deterge le mani che poi sanno di colonia?! n.d.b.]
P: "Mami, ma mi ha scritto che domani vanno a Monaco, credo ripartano da lì."
Sguardo che mi dà della "solita cretina".
M: "Non credo proprio! Comunque scrivile lo stesso quello che ti ho detto."
P: [Ja, mein Führer!] "...va bene..." [rassegnazione come unica arma]
Passa un'ora.
M: "Hai scritto???"
P: "Si ma..."
M: "E cosa ti ha risposto?"
P: "Un attimo! Ti stavo dicendo che, ovviamente, non mi ha risposto"
M: "Umpf".
Le figlie dovrebbero farle sante, sempre.
mercoledì 28 luglio 2010
attività serale anomala non ben identificata
Qui c'è uno schemino da farsi.

Io e C. - femmina - partiamo da un sms per consigliare all'altra un'applicazione per l'iPod e ci ritroviamo a discutere su chi ha il pisello più bello e più invitante tra quello di ex-moroso e quello del suo (più o meno) amante. Oggi abbiamo pranzato tutti insieme, con anche altra gente.
Nel bel mezzo di questo interessantissimo scambio, si inserisce la mia amica A., a cui riferisco il carteggio in corso. Lei lamenta una bella scopata che non doveva avvenire, e poi mette a tacere me e C. dicendo che i suoi ultimi due uccelli vincono e tolgono dalla competizione quello mio (il "fu" mio) e quello di C.
Inoltro allora a C. che le scrive (conoscendola di vista): "A. una scopata come si deve non ha prezzo, per tutto il resto c'è mastercard". Adoro la sua capacità di sintesi.
Sembrerà da queste poche righe che siamo tre superficialottone, ma in realtà non è proprio così.
Facciamo le fighe (o le zoccole, può sembrare, può essere, boh) materialiste in carne turgida maschile ma.
Uh, i lacrimoni asciugati,
uh, i lacrimoni consolati,
uh, i lacrimoni versati.
martedì 27 luglio 2010
non so come conosco uno scrittore
Forse attraverso qualche forum, forse a qualche fiera dove partecipavo per curiosità e lui pure. Boh.
Fatto è che conosco uno scrittore. Uno vero.
Non uno famoso, almeno non a me.
Ma.
C'è sempre un "ma".
Avendolo conosciuto per vie traverse, mai letto niente che avesse scritto. E lo scorso anno, chiedendogli un'informazione, abbiamo approfondito un po' la nostra conoscenza, ed è stato dietro mia richiesta che mi ha mandato la bozza del libro che stava scrivendo.
Io sono nazional-popolare e posso avere un filo voce solo sulla letteratura inglese o americana (meno), ma diavolo. Ho letto 'sta papagna - neppure tutta, non je la facevo - e mi faceva cagare la struttura, il lessico, l'ambientazione e la trama. Insomma, un successone, nella mia personale hit parade.
Poi stasera, leggendo una delle sue banalità su Fb (non so se è veramente buono come un angelo oppure un po' in cerca dell'assenso più largo possibile), mi metto a cercare se poi il libro è uscito.
Si.
Se ha avuto qualche recensione.
Si.
Se ne è uscito con le ossa rotte.
No.
Recensioni che, pur notando una struttura così e colà, un lessico più o meno, dicono che tengono il lettore avvinto fino all'ultima pagina.
Io sono ancora incredula e mi chiedo se:
- sono io una capra (opzione possibile, tranne che per il mio ego);
- è lui che ha molti amici che recensiscono via internet (non voglio pensarci, ma vista l'alternativa).
domenica 25 luglio 2010
zero tituli
Ah, beh. Io normale, no grazie.
Quindi comincio un post dal titolo. Ma siccome non so bene cosa scriverò ne consegue (leggere sopra).
E' risaputo che io sia sfigata per le uscite, quindi o si accavallano, o si svolgono con tempi proibitivi (neve, uragani, grandinate, e via scrivendo) [ma dove sarà Via Scrivendo? mah], o si trasformano in tentativi di suicidio.
Posso forse prevedere? Sono forse una metereologa? Nein. E quindi prendo un impegno (cosa rara) e lo mantengo.
Ed eccomi barcollare nella calura della città grande nelle due serate più calde del secolo. La prima, in particolare, mi ha fatto rincasare ore 1.30. Temperatura esterna: 33°. Temperatura percepita: 98°.
Comunque salva.
Una sera sono uscita a cena con ex-moroso, ché era un po' che ci dovevamo aggiornare.
Insomma, sembra davvero preso da questa nuova ragazza, straordinariamente sua coetanea, anche se la Grande Zoccola non lo molla. "Mica mi vorrai mollare a inizio estate come tutti gli anni, aspetta almeno settembre!" e lui, fesso, ha accettato.
Da dire che anche questa nuova figliola viene da una situazione facile facile: pluriennale fidanzamento in crisi e nel frattempo zompava allegra nel letto di un uomo di dieci anni più grande, di una moglie in più, di tre figli da crescere. Ah, ecco. Adesso pare che abbia mollato il fidanzato, anche se dormono ogni tanto insieme, e stia lontano dall'amante.
Gli dico, tra i fumi dell'alcool: "[nomignolo] ma una storia normale sembra brutto?"
Lui: "Mica le cerco, mi capitano!". Sarà.
Comunque due cose, anzi tre, mi hanno colpito:
- mi ha fatto leggere una mail che la ragazza gli ha scritto. Ora, insomma, io conosco ex-moroso da sette anni, l'ho visto crescere, anzi, decrescere, e perdere i capelli. Credo di conoscerlo piuttosto bene. L'immagine che lei ha di lui è lontanissima dalla realtà. Lui viaggia di fantasia e crede a quest'immagine che lei si è creata, ma se si sovrapponessero si potrebbe giocare a "Trova le 678 differenze!". Pazzesco. E chissà quante volte è capitato a me di fare lo stesso, di attribuire a taluni comportamenti un valore che non aveva niente di reale. C'est l'amour, forse;
- parlando di amicizia e chiedendogli perché non ha comunicato a una comune amica psicopatica che frequenta questa ragazza, mi ha detto che non è che c'è bisogno di raccontare agli amici la rava e la fava (nooo?!?), e che a pochissimi parla delle sue cose più intime. "Con te io riesco a parlare di tutto, anche se alle volte hai un pregiudizio [no! ho un giudizio, per altro basato su elementi che è lui a narrarmi, n.d.b.] che ti fa male interpretare. Però ascolti e dici cose normalmente di buon senso, e a me piace parlare con te, sono a mio agio". A seguire mia ruota di pavone. Beh, la cosa ha conseguenze sgradevoli, tipo sentire: "Uh [mio nomignolo], guarda quella lì, come glielo struscerei tra le tette (sostantivo plurale intercambiabile con "chiappe", "cosce" e via scrivendo) [che ancora non ho trovato]";
- ex-moroso, dopo avermi parlato di un possibile amore, tenta di fare la persona seria. Quindi non mi chiede un soffocone o una scopata ma, sulla via di casa, mi dice: "Dove parcheggio?". Cioè, l'altro modo per chiedere le cose di cui sopra. Adesso. Sappiamo tutti benissimo che la mia baldanzosa risposta ("Dove vuoi parcheggiare?! Sotto da me") è stata frutto della temperatura impossibile e dell'aver avuto la cena ancora sullo stomaco, ma questa sua inaspettata delicatezza mi ha fatto molto sorridere. Secondo me sperava che i miei ormoni fossero mattarulli, invece sopivano. A ragione.
Uh, mai dire a una ragazza/donna che è ingrassata e mai dire a un ragazzo/uomo che ha perso i capelli. Due regole di vita.
Comunque, come settimana scorsa, anche quella che viene me lo trovo tra i piedi per mezza giornata lavorativa (è un po' strano, ma carino!).
Magari prima di pranzo. Con l'aria condizionata. Un aperitivo. Secondo me ci sta.
Vediamo cosa mi dicono gli ormoni.
[pregasi non fraintendere: aperitivo inteso come "attività muscolare pre-pranzo", e non come "bere del liquido organico", non sono così tantissimo greve]
lunedì 19 luglio 2010
se mi posso permettere
ATTENZIONE ATTENZIONE
E' durato poco il periodo senza la parolina rompipalle, altrimenti detta captcha, ma subito erano arrivati commenti spam. Ma che due cojones. Quindi l'ho rimessa. E così neppure un commento, spero perché con Internet Explorer non si visualizza 'sto cazzo di captcha.
Non avendo il tempo di capire perché, invito a scaricare il browser Chrome, si carica in un lampo ed è molto semplice da utilizzare. No, non mi paga nessuno. I fans di Mozilla mi daranno dell'illetterata, ma quest'ultimo ci mette troppo ad aprirsi e, ogni tre per due, fa fare aggiornamenti o propone add-ons.
Per tornare a me, un breve promemoria:
- sono uscita nelle giornate più calde del millennio, devo ancora riprendermi;
- ho visto ex-moroso e mi ha persino pagato una cena; mi ha fatto anche un complimento molto bello, spero di non dimenticarlo, ma tutto ciò non gli è valso un soffocone (il caldo è il caldo, e non potevo invitarlo a salire);
- la mia capa è colta da colpi di calore, e gioca allo scaricabarile, dimenticandosi quanto io possa essere tignosa;
- anche oggi Ragazzo ha scritto a Tizia, e stavolta lei gli ha detto con chiarezza che lui manca il punto: la condivisione.
Tutto ciò dovrà essere sviluppato, ma ho lavorato fino a tardi e ora crollo mentalmente deceduta, il che non mi impedirà di vedere almeno una puntata di True Blood.
Devo bere, bere, bere, sono disidratata e approfitto di questa finestra spazio (il letto) - temporale (ma non doveva piovere, cazzo?!).
Fine delle trasmissioni, a breve su questi canali.
martedì 13 luglio 2010
i punti salienti, cioè i punti che salgono, per essere etimologicamente precisi
- La mia capa strabordante è andata in panico, ergo fatto andare in panico prima me e poi la mia collega, circa tre volte negli ultimi due giorni. Per niente, poi. Bolle di sapone. Ha un po' cagato il cazzo, digiamogelo;
- Tizia ha provato a spiegare a Ragazzo la rava e la fava, sul perché si era stufata, in modo molto sincero e diretto, ma la risposta di Ragazzo è stata contingente. Cioè si è giustificato per la giornata in cui non le ha risposto ad uno stupido sms: non voleva che alcuno gli rompesse i coglioni. Si è scordato di averle risposto un giorno e mezzo dopo con una parola di ben tre sillabe tre, si è scordato dei passati weekend silenziosi, si è però ricordato la scorsa domenica mattina di scriverle via fb (almeno 6 o 7 parole, mica pizza e fichi), facendole vedere che lui c'era! E dai, ma che senso ha? (Tizia accetta le più svariate interpretazioni)
- fa molto caldo e mangio gelati al posto di yoghurt (oggi sono molto nozionistica: lo yoghurt è un prodotto originario della Bulgaria, che perla), e ciò non va tanto bene;
- fa molto caldo e bevo coca-cola, ma mordo chiunque provi a sostituirmi l'originale con la coca zero, light, etc. etc.;
- fa molto caldo e domani volevano accompagnarmi in ufficio con una macchina senza aria condizionata, tipo alle undici del mattino, ma devo morire giovane? Ditelo. Piuttosto mezzi pubblici tutta la vita;
- uno spaccacoglioni mi ha dato della "superba" perché non ho risposto ad un carteggio via fb (lui chiede amicizia, io dico no ché accetto solo amici reali, lui dice che diventeremo amici-amici, io mi dimentico di rispondergli). Superba io?! Tzè! Pussa via, verme!
- 'notte.
giovedì 8 luglio 2010
stufìda quando vorrei movida
Ci ho pensato cinque minuti fa.
Appena arrivata in ufficio ho beccato il mio collega M., che risiede qualche ufficio più in là.
No, non è che mi sono imboscata con lui, non è il mio tipo. Ha i denti storti, la mascella spostata in avanti.
Beh, insomma, qualche giorno fa mi aveva chiesto di risolvergli una piccola cosa tecnica sul pc, poi non c'era stato tempo. Allora oggi mi offro (no, non a rapporto sessuale, beh, non a lui) e lui tutto contento. Non appena mi sono seduta davanti al pc mi torna in mente: perché ero entrata a razzo in ufficio? Ah, già, mi devo pettinare.
[doccia, capelli, pettinati, incremati, ripettinati. Solo che poi asciugano e sembrano: 1.unti 2.bagnati. Necessitasi pettinata]
Finisco e gli dico: un attimo che mi pettino e poi vado. Lui mi guarda un po' strano. Mi metto in un angolo, mi pettino, saluto e vado. Però.
Ma lui cosa avrà pensato? Che sono una demente. Non avevo tempo di passare dal bagno.
Tizia si è decisamente rotta le balle.
Ragazzo, assente per tutto il weekend, scrive sms inutili o da beota.
Analisi precisa di Psycho che, guarda il caso, è anche amica di Tizia.
"A te non ti fa incazzare perché sospetti sia fidanzato. A te fa incazzare l'omertà. Queste cortine scure che lui getta sui suoi weekend e su giornate stranamente silenti". Vero. Vero vero.
Non sopporto chi tace le cose.
sabato 3 luglio 2010
ascoltando buonanotte fiorellino
Sarà che questa notte è per me, caro il mio Francesco (l'altro, quello nobile), ma ecco, ho qualche cosa da ridire:
- ho appena scoperto che il mio ex-pseudo-fidanzato si è sposato, la cosa mi disturba, ma forse senza ragione. Non era un cattivo ragazzo, sapeva essere affettuoso, sapeva metterti paletti - ché nessuno dei suoi pochi concittadini doveva sapere che stavamo insieme - salvo poi abbatterli lui stesso e prenderti per mano le ultime sere passate al paese e mostrarti con orgoglio e baciarti in pubblico. Non ci siamo più parlati. Avevamo un patto per cui, non essendo alcuno dei due follemente innamorato dell'altro, quando o io o lui avessimo preso a frequentare un'altra persona ne avremmo dovuto informare l'altro. E' successo prima a lui, e col cazzo che mi ha detto qualcosa, l'ho dovuto mettere con le spalle al muro e non gli ho perdonato questa cosa. Molti dei suoi amici, diventati anche miei amici, non gli hanno invece perdonato la nuova fidanzata, che era una spaccapalle polemica e arrogante. E che l'ha mollato, spezzandogli, credo, anche il cuore. Ne ha sposata un'altra, e io mi auguro che sia felice e, essendo decisamente ricco, meno taccagno;
- mi sveglio e mentre prendo il caffè in cucina sorrido da sola. Poi passano le ore e sono sull'orlo delle lacrime, senza ragioni apparenti, e non capisco cosa funzioni male. Forse devo cambiare il radiatore;
- Tizia ha le palle - che non ha - sfrantumate, perché Ragazzo, che è al mare, ha risposto con un messaggio di una parola (una) ad un suo precedente. Ragazzo, se hai una ragazza ma porca puttana, dimmelo e basta, invece di 'sto silenzio del weekend e 'ste chat interminabili i giorni prima, machepppalle;
- sono un po' insofferente, a molte cose, molte persone;
- forse è il caldo che mi fa uscire fuori di cotenna;
- tifavo Paraguay e ha vinto la Spagna, tifavo Argentina e ha vinto la Germania, sono un po' disturbata;
- beh, oddio, non che quest'ultima sia una novità;
- otto è il cerchio arzigogolato che si chiude, quindi chiudo qui.
mercoledì 30 giugno 2010
ultimo post di giugno
Oggi è successo questo.
Ero lì bella tranquilla che facevo 290.000 cose allo stesso tempo (ne ho conclusa mezza), quando arriva la mia collega Precisina che si lamenta, con la debordante capa e altri, di 89 cose. Tra cui la gestione, per lei impossibile, del database. Quello comprato e gestito da Ragazzo.
Allora racconta che ha telefonato a Ragazzo chiedendogli la 587° modifica ai campi di ricerca, e intanto elenca tutta una serie di robe che, assurdamente, vorrebbe cambiassero.
Poteva forse Tizia tacere? Mai.
Prende il cellulare e, con sorpresa, trova un messaggio di Ragazzo.
Gli risponde descrivendogli per filo e per segno ciò che sta avvenendo, e Ragazzo - esasperato da Precisina - un po' si lamenta.
Cellulare sulla scrivania, tra il mio pc e il mulo di riserva.
Mica che Precisina non decide di utilizzare il mulo?!
Tizia se la trova all'improvviso a fianco, quando Precisina le chiede di spostare uno zainetto. Il cellulare ovviamente aperto sulla lista dei messaggi arrivati: gli ultimi dieci sono tutti di Ragazzo.
Panico!
Tizia ha la brillante idea di chiedere a Precisina di prenderle una cosa, acchiappa celermente il cellulare e chiude l'applicativo dei messaggi. Si chiede se sia stata sgamata, ma poi ragiona e crede di no. Altrimenti Precisina le avrebbe fatto una mega-scenata.
Quando è sulla via di casa, spiega a Ragazzo il motivo del blackout, e insieme commentano e se la ridono. Se Precisina sapesse cosa combina Tizia, riderebbe un po' meno.
[non per fare una difesa d'ufficio di Tizia, ma Precisina rompe veramente i coglioni, su tutto. Da quando è arrivata nel nostro ufficio, saranno due anni scarsi, ce lo ha ribaltato, cosicché adesso che è tutto bello ordinato, nessuno trova più una sega. Tanto per fare un esempio, ecco]
martedì 29 giugno 2010
brevissimamentissimamente
- Ex-fidanza sabato ore 13.30 mi propone di venire con pizze, gelato, moglie e psycho domenica sera. Yuppi!
- migliore amica sabato ore 14.30 mi propone di venire con pizze, gelato e altra migliore amica lunedì sera. Yuppi! Che sfiga!
- migliore amica gelosetta di ex-fidanza;
- migliore amica mi fa duecentomilaeuna domanda sul perché non senta nominare da me ex-fidanza;
- dopo un pressing forsennato, confesso e lei si picca un po';
- due graziose serate, mai dirò quella che mi ha divertito di più;
- sono in preda a scazzo immotivato;
- Tizia ha avuto il solito blackout del weekend con Ragazzo, ma costui lunedì l'ha cercata in ogni luogo e in ogni lago;
- Tizia ha la conferma che il mondo è piccolo quando un'amica le dice che lo conosce e che l'ha incontrato sul lavoro una marea di volte. Ma come?! Da notare che abita a 60 km dalla nostra città piccola;
- mia sorella mi ha portato quella che sarebbe stata la mia terza felpa celeste, io odio il celeste, per di più in ciniglia, per di più con inserti agghiaccianti, e poi si offende se con cortesia le dico che può reciclarla;
- undici come i giocatori di squadra di calcio: numero più opportuno non c'è, anche se io tifavo Portogallo. [e non per Cristiano Ronaldo]
P.s. Essendo che sono come Saint Thomas, sono andata a controllare l'affermazione di PuroNanoVergine che sosteneva che con IExplorer non si visualizzasse il captcha: vero! (io avevo in realtà capito che non lo chiedesse più) Lo tolgo, se no chi commenta più?
venerdì 25 giugno 2010
riepilogando
Notizia n° 1 (pallosa)
Ci sono stati, dove lavoro, due episodi di pessima organizzazione che mi hanno coinvolto direttamente. Allora parlo con la mia capa strabordante, la quale mi dice: "Hai ragione", "Non si può sempre tacere", "Fai bene a parlarne con la grande capa (di 'sto cazzo, n.d.r.), eccetera.
Lei, stranamente, di questo marasma non aveva responsabilità.
Quando la grande capa di etc. etc. fa una puntatina nel nostro ufficio, le chiedo spiegazioni. Su un episodio, con faccia seccata, mi risponde che "è tutto da dimostrare che con una diversa organizzazione le cose sarebbero andate meglio", tutto da dimostrare una minchia, ma comunque.
Sul secondo episodio inizia a vaneggiare, dicendomi prima una cosa, poi un'altra, poi, dietro mia insistenza su cosa si possa fare per ovviare al problema che comunque permane, la vera ragione: mancanza di fondi, di materiale, e in attesa che un altro dipartimento si faccia carico delle spese correlate (che, per precisione, sono minime, ma proprio minime minime).
E conclude con un "Sono stanca di essere crocifissa!", dandomi nel frattempo le spalle e uscendo dall'ufficio seccatissima, con la sottoscritta che dietro le diceva a voce alta, solo per farsi sentire da questa cogliona: "Ma chi la sta crocifiggendo? Le sto facendo delle domande!".
Una testata in piena bocca non sarebbe stata una cattiva idea.
Nel frattempo la mia capa, all'inizio assente, è entrata nell'ufficio ma, questa stronza, si è ben guardata dal trattenersi o dal chiedere di cosa stessimo parlando. Perché? 1. salvarsi il culo 2. sostanziale disinteresse rispetto al lavoro del gruppo 3. rapporti personali con la grande capa di etc. etc.
Però io sono un po' un cecchino (autolesionista senza ombra di dubbio, ma pur sempre un cecchino), sicché poco più tardi becco la capa in riunione e le faccio presente, con un tono duro che manco il peggior critico della nazionale, che da chi è responsabile di una struttura mi aspetto risposte e non toni seccati, e soprattutto non accetto che mi si venga accusata di crocifissione. E lei si mette a giustificarla, dicendo che le riunioni per il budget agli altissimi livelli sono esasperanti, che lei non farebbe il mestiere della grande capa di etc etc. per nessun compenso al mondo, che di qua, che di là.
Fino al fatidico: "Eh, ma cosa vuoi, sarà stata nervosa per i fatti suoi". Ehhhhh?
"Ma cazzo vuol dire? Stiamo parlando di una professionista lautamente pagata, e allora io sono nervosa per i cazzi miei e sono autorizzata a tirarle dietro il portatile, come si sarebbe meritata?!".
La mia capa è una furba, sono io che sono una fessa, perché credo ancora che certi errori non dovrebbero essere fatti, perché credo che, quando è troppo tardi, si debba cercare un modo per evitare di ripeterli. E mi espongo, mettendo a rischio il mio di culo, perché sono tutti bravi a dirmi: "No, hai ragione, hai ragione", ma quando c'è da tirare la testa fuori dalla sabbia, chissà com'è, tutti sono più propensi a mangiare sabbia.
Sono incazzata, ma più che altro sono disgustata dai comportamenti di chi quotidianamente mi circonda. E ha un bel dire il collega ciccio a informarmi: "Metti in conto che per un mese la grande capa di etc etc. non ti rivolgerà il saluto", ma anche tu, collega ciccio, che mi hai poi difeso, che hai visto il nostro fallimento per ragioni a noi non imputabili, che pure eri presente durante la discussione, dov'eri? Non ti ho sentito proferire mezza parola, eppure non sei in una posizione diversa dalla mia, anzi. Per anzianità anagrafica e di servizio sei probabilmente ritenuto più autorevole.
'Fanculo a tutti. Meno male che, grazie alla convalescenza, non devo vedere le vostre facce di cazzo tutti i giorni.
Ovviamente sono stata probabilmente nominata per eventuale licenziamento. Può darsi che non lo facciano. Ma solo perché sanno che su questo sarei una cagacazzo, che non darei tregua a nessuna e a nessuno.
Notizia n° 2 (più gradevole)
Tizia e Ragazzo si sono sentiti regolarmente, Ragazzo lancia lì frasi che mi fanno riflettere sul fatto che dà per scontato che, non si sa quando, poiché gli incontri rimangono sempre a quota uno, i due avranno una storia. Di un giorno, una settimana, un mese, un anno, chissà. Glielo fa capire e anche in modo non troppo ermetico. Per capirlo lei.
A parte Psycho che ritiene le loro chattate addirittura erotiche (psycho di mestiere e di fatto), di fatto sono esplicite, carine, simpatiche, è strano che Tizia abbia voglia di chattare, e ciò mi impensierisce un po'. Ma di fatto i due non si conoscono se non in modo teorico e, quando Tizia l'ha rammentato a Ragazzo, lui le ha chiesto se volesse tornare (sarebbe stato più corretto "cominciare") a darsi del "lei", e lei gli ha risposto che o così oppure, la prossima volta che sarebbe ricapitato in ufficio e avrebbero preso un caffè, avrebbe potuto infilargli la lingua in bocca, tanto per sbrigare le formalità. L'ha un po' spiazzato.
Beh, Tizia ha spiazzato anche se stessa.
Adesso: se Tizia fosse in condizione da uscire, fare e disfare sarebbe un'altra cosa, e forse io non sarei più neppure qui [non nel senso di schiattare] a raccontare della loro praticamente virtuale mezza storia. Ma è ancora in condizioni precarie, esce poco e mai la sera perché è molto anemica e molto stravolta, però.
Però.
Punto.
Notizia n° 3 (gradevolissima)
Questa mattina mi scrive un sms ex-amante. Mi riporta un dialogo tra lui e un collega. Il collega gli chiede chi sia la gnocca che sta contemplando su FB, lui risponde che sono un'amica.
[si, la gnocca sarei io, pavone ruota di]
Il collega lo zittisce dicendogli che sembra stia contemplando la madonna.
Adesso.
C'è forse un modo migliore per farmi tornare, seppur temporaneamente, il sorriso?
No. Non c'è. E ora che l'ho scritto nero su bianco, che poi diventerà bianco su blu, il sorrisetto idiota è tornato a fare capolino.
P.S. ho un po' i miei tempi nella stesura dei post, però ho persino aggiunto una news rispetto al promemoria precedente. Secondo me sono scusata.
P.P.S. Tizia ha fatto una cagata tecnica, ha inviato a Ragazzo una foto tratta dal blog. Senza copiarla, naturalmente, presa dal proprio archivio, ma cercando il nome della foto si trova questo blog. Puttana troia, che idiota, Tizia. Messaggio per Ragazzo: nel caso lo avessi trovato e letto ed entrato nelle mie cose più intime, persino delle mie labbra e non dico quali, ti spiacerebbe darne notizia a Tizia? Grazie.
E i miei più cordiali saluti.
[#%$?#+*§£!!!]
giovedì 24 giugno 2010
un paio di notizie, domani asap
- Gli sviluppi di Tizia e Caio
- Un momento interlocutorio con una persona
Ma tra qualche ora, perché adesso ho un po' sonno.
E a chi pensa che questo sia un post inutile rispondo: è un post promemoria, porchimmondo!
sabato 19 giugno 2010
fatiscente a punti
Dunque.
- ieri, ore 2.00 a.m., per fortuna trovai il mio amico R. su skype, conseguenti 63' di scambio in chat, poi altro cazzeggio fino alle ore 4.30. Ho un po' di debito di sonno, se ne è accorta l'amica psycho mentre io, sdraiata sul letto, le davo risposte senza senso affossata dal sonno che cercava di farmi soccombere, mentre lei era al mio pc (sono in uno stato fatiscente);
- già il solo fatta che l'abbia lasciata sola al mio pc, mio mio, deve far capire che sono ancora un po' lontana dal recuperare la forma. Io inizio a odiare la carne che devo mangiare ad ogni pranzo: no, io che odio la carne non esiste;
- la Grande Zoccola, amante di ex-moroso, è stata beccata dal marito per un sms stupidamente lasciato sul cellulare, quindi separazione, quindi ex-moroso - anche se lungi dall'ammetterlo - ha un po' l'ansia, e non per le mazzate del marito cornuto (quelle le ha evitate nel match seguente alla scoperta), ma per le aspettative della Grande Zoccola. Mi sono limitata a dirgli che sarebbe anche il caso di decidersi, o con lei o senza, anziché dichiararsi innamorato e fare sesso con un indecente numero di femmine (sottoscritta compresa, ma non negli ultimi incontri perché i miei ormoni facevano sciopero perché non erano cagati);
- pare che una conoscente se la sia presa di brutto perché le ho detto che aveva i capelli strani: mi sembra un motivo più che valido. Ma perché i maschi talvolta sono sì ottusi da non capire che dietro a una puttanata come questa vi è un'incazzatura verso il maschio stesso, che per vari motivi non può o non deve essere esplicitata, e quindi le subdole femmine ricorrono a trucchetti come questi? Io sono stata apostrofata dal maschio ottuso: "Lo so che non volevi essere cattiva, ma alle volte sei aggressiva e non ti accorgi". Ciccio, tu non mi hai mai visto aggressiva, poi come si faccia ad essere aggressivi con frasi sì pregnanti quali "Hai dei capelli strani" è tutto un quiz;
- Tizia e Ragazzo sono fermi a un punto morto. In verità Ragazzo ieri ha invitato Tizia ad andarlo a vedere in uno spettacolo, però Tizia è in condizione pessima sicché ha declinato l'invito. Però alle ore 4 della mattina Tizia ha trovato uno dei primi scambi, assolutamente lavorativi, tra loro, e gli ha chiesto il numero di madonne che Ragazzo deve aver tirato a Tizia, ma egli nega di averla ricoperta d'insulti. Sarà;
- finché Tizia nun se ripija qui siamo fermi, ed è un peccato. Ma svenire tra le braccia di uno, per quanto romantico, non è il modo migliore per interagire, soprattutto se lui non ti prende in tempo;
- sette come i giorni della settimana, e il 7° non era mica domenica che è alle porte? Quale miglior numero di chiusura?
martedì 15 giugno 2010
telefonia
Malgrado tutto.
Oggi Tizia comincia un po' a mettersi in pari con il lavoro.
Oggi Tizia manda una mail a Ragazzo per lavoro.
Ragazzo le scrive che la chiamerà su Skype. Oddio.
Tizia avrà quindici contatti su Skype, ad essere larghi.
Ma ogni santa volta trova qualcuno in vena di chiacchiera.
Allora Tizia fa quella che dorme, ma i suoi amici non ci cascano più, insistono, insistono, finché lei cede.
Eccola su Skype che chiacchiera amabilmente con il suo amico che abita in cima al cocuzzolo, ed ecco che Ragazzo la chiama sul cellulare. Tizia - che mancanza di dignità! - si strappa via la cuffia dopo un frettoloso "Ciao, ciao, chiamata di lavoro", e ancora vede nella webcam quell'altro che finisce di parlare.
Ragazzo è su un treno di ritorno da un cliente, e di fianco a lui c'è una tizia che parla ad alta voce al telefono: alla richiesta di far zittire la figliola con una gomitata, Ragazzo le fa capire che è un troione (dalla parola cioccolato: milka, mucca, vacca. Ho molta fantasia, si) ed è dunque intoccabile.
In treno si parla poco di lavoro e si dicono molte scemenze, poi interruzione e ripresa un tot dopo - nel frattempo Tizia, che voleva schiacciare un pisolino, si becca anche l'amico che un po' si auto-commisera - e si lavora e nelle pause si scherza ed è divertente, è molto divertente.
Dopo un tot ancora un'altra interruzione, ché ragazzo mica può dedicarsi solo a lei, ma appuntamento rinnovato per domani o dopo. Dopo innumerevoli ore a letto, domani Tizia si fa accompagnare in ufficio per mezza giornata, chissà se resisterà.
Comunque io, che la osservo da tempo, non avevo mai visto Tizia così contenta di stare al telefono. Mah.
domenica 13 giugno 2010
undecimo dei mondiali
"...dall'undecimo del secondo tempo..."
Ma come si fa a non amare le radiocronache, con questo linguaggio talvolta desueto, se non arcaico?
Ieri un radioascoltatore ha chiamato dopo la partita della squadra della terra d'Albione (mi adeguo) e ha detto che i telecronisti rai facevano cagare, provocavano confusione nello spettatore, mentre i radiocronisti sono stati sommersi di complimenti. [gelo in studio, poi probabilmente in pubblicità hanno fatto tanti gesti dell'ombrello ai colleghi della tv]
Non potrei essere più d'accordo.
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