martedì 27 aprile 2010

forse c'è da preoccuparsi, ma c'è anche da ridere: scene di vita familiare

Qualche giorno fa mettevo le gambe sotto il tavolo per cenare con mia madre, la quale, dopo aver saputo il giorno prima che forse avevo un po' di gastrite, saggiamente mi propone il cibo ideale: salsiccia toscana alla griglia con patatine fritte. (qui non c'è da ridere, però ho scoperto che non era gastrite visto che non sono collassata)

Alle 20 spaccate, mentre mi apprestavo a infilzare il primo boccone, suona il citofono. Mia sorella. Toh. La quale mi viene a chiedere due cosette e fa quattro chiacchiere anche con sua madre. (mia madre è un conto, sua madre un altro, è solo un caso che entrambe le madri siano rinchiuse in un'unica persona. Comunque anche qui niente da ridere)

Alle 20.20 (con mia madre si mangia alla svelta e mai molto, a meno che ci sia l'altra figlia, per la quale viene preparato antipastoprimosecondofruttadolcecaffé) mia sorella, quatta quatta, mi si avvicina e mi dice: "Ma lo sai che la mamma si è scordata che mi aveva invitata a cena? Quando ho visto solo i vostri piatti mi è preso un colpo, adesso devo procurarmi una scatola di tonno" (mia sorella: grande chef). E allora ci siamo messe a valutare: o non ha sentito, o ha vuoti di memoria. (e anche qui poco da ridere)

Il giorno dopo mia sorella, sfidando la possibilità di risposte che ci avrebbero messo l'angoscia, le chiede come mai il giorno prima si fosse dimenticata di averla invitata a cena.
Segue dialogo:

M: ma tu non mi hai detto che ti fermavi a cena.
S: ma come no, ti ho detto "Ci vediamo stasera alle otto"!
M: si, ma che c'entra, non mi hai detto "Mi fermo a cena" e quando ti ho chiesto nella telefonata precedente se volevi fermarti a mangiare sei stata vaga, hai risposto: "Beh, vediamo, te lo dico dopo", e mica me lo hai detto!
S: ma se arrivo a casa tua alle otto spaccate è ovvio!
M: ovvio un cavolo! Io ho bisogno di organizzarmi (i.e. aggiungere altre 8 portate) e poi se me lo avessi detto subito, ci avrei messo un attimo a darti da mangiare, eh. Avevo fatto lo spezzatino e ce n'era ancora, umpf.
(qui si può ridere)

E' bellissimo vedere la figlia preferita messa a tacere, dal punto di vista della figlia spreferita.

domenica 25 aprile 2010

scolapasta di forza di volontà

La premessa è che, approfittando del fatto che i vicini di sopra sono al mare, ho la musica a palla e quindi scriverò confusamente.
Beh, non credo si noterà granché. Però.

Ho deciso che ho bisogno di un will-trainer, un insegnante che mi insegni, appunto, a usare la forza di volontà, che si applica nel mio caso alle minchiate più insignificanti, ma non ai dettagli importanti.

Tipo:
[una è troppo poco, due sono tante...]
  • se faccio avvizzire un raccolto in Farmville mi sento in colpa verso l'intero eco-sistema, come quando vedo qualcuno buttare i cartoni unti della pizza nella carta da reciclare e non glielo faccio notare;
  • se la mattina non mi pettino, dovessi rimanere chiusa in casa anche sei mesi, mi sento una merda.
Tuttavia:
[con passione e coraggio farò questo viaggio]
  • la capa mi chiede un intervento lavorativo urgente e io, con calma e sangue freddo, mi invento che non ho tempo (beh, dovevo ancora fare il raccolto, eh);
  • mi chiedono scontrini e fatture da venerdì mattina e io non è che non le ho cercate, non ho neppure vagamente scandagliato il marasma sulla mia scrivania per capire almeno se cercare a nord sud ovest est.
In questi 120x80 cm dovrei avere tutto ciò che mi serve, ma qui è tutto un super-multi-strato.
Quindi devo imparare da quelli bravi, quelli che fanno le cose che devono e rimandano le cazzate, cioè praticamente devo invertire di 180° la mia rotta.

Sono passati ex-fidanza e moglie, mi hanno portato il primo gelato della stagione. Così ce lo siamo mangiato, mentre cazziavo ex-fidanza che mi manda sms inutili e non mi manda quelli utili, perché questa sarà pure la città piccina, ma ha tra le sue perle una gelateria che lasciamo stare.

[sono il re di chi si avrà per sempre]

Abbiamo un amico che ha una compagna odiosa, gentile ma odiosa. Che sembra un controsenso ma non lo è. E' odiosa perché è chiusa ma pretende di farti il IV grado, o meglio pretendeva, adesso neppure ci prova più, sorride con le sue labbra sottili e non fa neppure lo sforzo di fare gruppo. Però adesso il nostro amico l'ha inseminata per la seconda volta e lei ha deciso di allungargli (temporaneamente) il guinzaglio, così partecipa a eventi mondani da coppiette che normalmente non solo schifa, ma a cui impedisce la partecipazione anche all'amico nostro. Fosse pure la finale di Champions, per dire [non c'è pericolo, sono tutti juventini quegli sciaborditi].

Poi abbiamo - io, ex-fidanza e l'amico schiavo - una ex-compagna di classe che detesto. Non è che l'abbia detestata da subito, cioè era un po' troia (e figa, a detta altrui) già a 14 anni ma fatti suoi. Poi una fa il liceo e si mette a lavorare, mi sembra una scelta da imbecille, ma sempre fatti suoi. Poi riappare dal niente dopo anni perché mollata dal fidanzato, e la mia amica A. decide di tirarla dentro in compagnia. Questa prima ci prova con ex-fidanza (che era già ex ma da pochissimo, cazzo), poi sparisce nel nulla perché trova un nuovo uccello.

E lì ho cominciato a detestarla fortemente.
L'altro giorno mi vado a vedere il suo profilo su FB sperando che sia infelice e disoccupata (si, dai, in genere sono buona, ma ci sono persone che mi scatenano il detestamento, che vuoi farci).

Scopro che:
  • è probabilmente accompagnata, di certo ha un figlio piccolo;
  • ha avviato un'attività di fitness particolare che sta spopolando tra le migliaia di donne imbecilli per le quali l'essere in forma è più importante di tutto;
  • è sempre figa, questo secondo i canoni maschili (secondo me sono più figa io, e questo forse è un giudizio un po' di parte, di certo più espressiva, intelligente e di compagnia, dal momento che posso portare la conversazione ben al di là della tonicità degli addominali).
Lo so che potrei far pensare a un attacco di gelosia. Oh no.
Posso essere gelosa di tante persone, ma non di quelle ammirate perché fighe e intraprendenti e basta.

Oggi la moglie di ex-fidanza mi ha, tra le righe, detto che invidia il fatto che io abbia molta auto-stima. Molta. Il giusto.

mercoledì 21 aprile 2010

giallo relativo

  1. Non mi è passata la fissa per TF, però che sfiga. Mi viene quando non è in tour;
  2. oggi ho guidato una 500 giallissima. Bella, ma a me sembra una smart con due fantoccini di sedili dietro. La linea tutta tonda è però proprio carina, rispetto ai tagli geometrici che si vedono in giro. La comprerei come giocattolo, scappottabile per andare al mare, gialla così;
  3. ho visto un'amica di Cattolica che è nella città grande per qualche giorno. Ha voluto il riassunto della mia vita, ultimo anno e mezzo, sono riuscita in mezz'ora a raccogliere schegge impazzite da Natale ad adesso. Non le ho chiesto niente, ma domani forse recupero;
  4. la gente mi dice: "Come ti trovo bene!". Si vede che addormentarsi alle 4 circa e senza neppure il riposino pre-cena fa bene alla pelle, mah;
  5. c'è un amico preoccupato un po' per me. Cioè "amico", è ex-fidanza. Non che stia chissà come, ma mi sento un po' alla deriva, quella brutta sensazione per la quale ti pare di aver perso le redini, è il cavallo che decide dove minchia andare, e ciò mi infastidisce molto, perché già di mio sono un po' fatalista, se poi non riesco neppure ad avere il controllo su quell'1% della mia vita, mi rompe un po' il cazzo;
  6. solo che ex-fidanza mi scrive rigorosamente tutte le sere per sapere come va. Iersera gli ho detto di smettere di rompere i coglioni. Così credo di averlo tranquillizzato;
  7. è cominciato il rito delle trecento domande su come festeggerò il mio compleanno che si avvicina. Mando, in genere, tutti a fare in culo, tranne mia mamma che però rischia, essendo arrivata alla dodicesima replica della medesima domanda;
  8. ci deve essere una congiunzione astrale che fa sì che in zona compleanno, io abbia qualche controversia interna, senza possibilità di constatazione amichevole;
  9. direi che nove è comunque un bel numero, in assoluto. Per chiudere, ancora meglio.
P.S. posso suggerire di ascoltare "Alla mia età"? E di prestare attenzione alle parole. Mi rappresenta parecchio. Vietato fare BUUUUUUUU! per pregiudizio, ovvero come io stessa avrei fatto fino a quindici o venti giorni fa. (il primo minuto e trentasei secondi si possono saltare a piè pari senza tema)

domenica 18 aprile 2010

le rotaie come filo conduttore

Questa sera guardavo uno dei tg squallidi (motivo: ricezione dell'antenna che fa cagare) e come prima notizia danno la solita menata della nube generata dal simpatico vulcano islandese.
Che io dico: no, ma tra un gran caos nei trasporti e tre italiani che vanno a fare i volontari e si trovano in mano alla polizia di un paese straniero, dal quale è complicato capire accuse, reati contestati, luogo di fermo, eccetera, cos'è più importante?
Le brandine a Fiumicino, s'intende.

Comunque la notizia principale era la chiusura degli aeroporti e la conseguente transumanza alle stazioni ferroviarie.
E ho avuto un flash, me ne ero scordata, erano tanti anni che non ci pensavo, ed eccola qui, l'immagine. Vividissima.

Sin da piccola ho viaggiato molto in treno, con mia madre e mia sorella, visto che mia madre (fa sempre un po' la figa quando lo dice): "Quando lavoravo prima di sposarmi [assai tardivamente, n.d.b.] io avevo l'autista che mi portava in giro, se avessi preso la patente me lo avrebbero tolto!".

Sicché venuto a mancare mio babbo, tutte in treno per 1.visite al cimitero dei miei nonni materni 2.trasferimento sulla riviera romagnola per le vacanze 3.(raro, perché di solito passava uno dei miei zii a prenderci) trasferimento in toscana per il parentado paterno.

Mi ricordo l'emozione di viaggiare sola con mia sorella per andare dal nostro paesello toscano al paesello toscano del marito di mia zia.
E ancor meglio mi ricordo l'emozionissima di prendere il treno da sola. A tredici o quattordici anni, dalla città grande a Marina di Bibbona, lidi toscani. Io non sono stata un'adolescente sgamata, tra menarca atteso ancora altri due anni e infantilità ancorché presente, a tredici anni ero proprio una bambina.

Eppure insistetti per fare quel viaggio da sola. Controllai ogni fermata o non-fermata del treno, ovvero quando passano veloci dentro stazioni piccole, e tu ti perdi un occhio per cercare di leggere il cartello del posto dove stai passando. Controllavo. Si. Come facevo?

Oramai ho finito la finestra spazio-temporale per potermi concentrare su ciò che doveva essere il tema conduttore del post, ovvero il libro dell'orario dei treni. Giallo. A casa mia non mancava mai. E io leggevo e fantasticavo di andare di qui e di là, con "La Freccia del Sud" e "Lo Stop delle Marche" (si, vabbè, insomma, accontentiamoci un po' sulle battute, altrimenti leggiamo nanopillole, link a fianco, se proprio vogliamo fare gli esigenti).

Ed ero diventata così brava a leggere gli orari - che erano complicatissimi, ma proprio tanto - che mi capitò una volta di contestare l'affermazione di un'impiegata di un'agenzia viaggi (cioè, arriva 'sta ragazzina cicciottella a fare i biglietti del treno e questa si impunta con testardaggine a volere posti su un treno che, secondo l'impiegata, non era disponibile per una qualche ragione).
Alla fine le altre due impiegate hanno mollato i rispettivi clienti, pur di cacciarmi via. Ma avevo ragione io, e l'impiegata alla quale mi ero rivolta in prima istanza i biglietti me li avrebbe sì dati, ma infilandomeli nel buco del culo, visto la figura di merda che le aveva fatto fare 'sta grassona. Cioè sempre io.

Un'altra volta una roba ancor più paradossale.
Ero già maggiorenne e da lì, profonda Calabria, dovevo andare sul Gargano da amici, comodamente passando da Napoli.
Il tizio della biglietteria della stazione - cioè, un FS man - non aveva la più pallida idea di come farmi arrivare a destinazione via treno. Mi disse: "Ma prenda il pullman domani, 24 comode ore di viaggio e arriva", ma anche no, grazie, vomito l'anima a fare quella strada. Così gli ho dettato (dettato - ribadisco) il biglietto.
"Treno 9376, fino a Napoli Centrale, poi...", sempre col mio manualetto giallo sott'occhio.
Mi manca l'orario dei treni, in genere mi manca il treno di una volta.
Quello un po' lento.

Uno si potrebbe chiedere che senso ha questo post.
Me lo sono chiesta anch'io. Or ora.
"Ricordi da fermare" [cit.].

martedì 13 aprile 2010

auguri di buon compleanno, mia memoria storica

Se non sbaglio oggi è il compleanno del mio bimbo.
Come cresce.
Certo che, finché era piccolo, era più giocherellone.
Ma si sa, quando crescono.
Chissà che inferno l'adolescenza.
Beh, ne manca ancora però.

Auguri mi faccio un regalo e, per cortesia, non dire a nessuno che il post sotto doveva avere lo scopo di farti gli auguri quando poi, pur essendo leggermente lungo, mi è sfuggito lo scopo e si è aperto il flusso dei pensieri. Rimanga tra noi, my friend.

sono una persona fastidiosa

  1. Oggi, senza un vero motivo, ho risposto in maniera un po' scortese (un po', giuro, non tanto) a una persona a cui voglio bene, che ha sorvolato. Ma che stronza. Alle volte sono proprio stronza. E sia chiaro: non ho il ciclo e non devo scopare per essere tranquilla. E' proprio che alle volte sono stronza, e me ne rendo conto un secondo dopo;
  2. quando ciò capita, vorrei strisciare fino alla persona che ho (forse, lievemente) ferito. Poi non lo faccio. O chiedo scusa un po' dopo, oppure faccio il voto della gentilezza verso il mondo intero;
  3. non dura molto;
  4. ex-moroso ha comprato casa;
  5. ex-moroso non si fida delle mie doti da interior designer, mi ha detto: "Beh, magari invece di farlo solo tu, l'arrediamo insieme!!!" [non me lo ha detto, me lo ha scritto per sms, e lui usa sempre una cifra di punti esclamativi, che sono piuttosto fastidiosi. Sarà che è giovane], pfui. Comunque quando mi ha detto "Ho una notiziona!!!" [come sopra], ho tremato al pensiero che la manipolatrice fosse rimasta incinta;
  6. ex-moroso cambia datore di lavoro e va in un posto dove un paio di volte a settimana devo andare anche io, e mi chiedo come sarà la convivenza, se ci prenderemo a schiaffi, se DAVVERO rifiuterà il nostro ordinario saluto, ovvero bacetto sulla bocca (dice che sul posto di lavoro non è il caso, come se la nostra prima limonata non fosse stata lì). Può darsi che si, visto che in questo posto lavora anche una che si è ripassato mentre era ubriaco, fortunatamente part-time;
  7. e questa è un po' matta;
  8. sto diventando una fan di Tiziano Ferro, ma non me lo so spiegare. Mi vergogno anche a diventare fan su FB. Avevo quest'ultimo album da immemore tempo, e un giorno l'ho scorso e l'ho messo in playlist. Non ascolto altro da una settimana e spero che, per i poteri soprannaturali che ho, lui sappia già che quest'anno vorrei festeggiare l'evento (il drammatico compleanno) e lui arriverà con parrucca e barba finta e chitarra e mi suonerà "Il regalo mio più grande" (non perché la preferisca, ma è un compleanno, eh, se no preferirei "Alla mia età", che tutto sommato ad un compleanno non ci sta male);
  9. nel caso tra i generosi lettori vi sia un certo Ferro Tiziano, di mestiere musicista, di Latina ma con residenza a Londra, potrebbe scrivermi che gli do le coordinate spazio-temporali per raggiungermi?
  10. la cosa un po' pietosa è che la prima canzone che scaricai fu su indicazione di ex-amante che scaricò un suo cd per il figlio pre-adolescente;
  11. umpf. Nessuno ha ancora deciso a che età finisca la post-adolescenza;
  12. lo so che è un ritornello, però le cose su questa scrivania mi stanno ingurgitando, mi sembra;
  13. ieri mi scrive una mia collega per la revisione di un file *.ppt fatto dalla nostra capa, dico solo che il colore di fondo era marrone-cacca-sciolta e, essendo una presentazione che deve fare a studenti universitari, io già immagino questi che vomitano, poveretti. Allora lo metto un po' a posto e la collega mi dice: "Lo proponiamo alla capa insieme...", e io la correggo: "Lo imponiamo alla capa, cara. Era talmente una merda ciò che aveva fatto [errori grammaticali, sintattici, formattazione agghiacciante, etc.] che cara grazia che glielo abbiamo corretto", poi mi sono ricordata che lei, piccolina, è quella che se legge "merda" recita per lo meno un rosario;
  14. oltre ad essere stronza sono pure un po' superficiale, e ciò mi irrita;
  15. ora meglio che canti e basta, se no poi scrivo stronzate (mai limite al peggio) e tutto sommato quindici è un numero inutile, quindi sarà felice di servire a qualcosa. Qui. Oggi.
P.s. ho il solito ritardo di un mese e mezzo nella lettura dei blog. Ma cazzo che nervi, ho perso i feed. Che fastidio. Comunque recupererò. A breve. Ed è una minaccia.

P.p.s. però che figata avere alla propria festa di compleanno un cantante che in quel momento ascolti ossessivamente. Se gli scrivessi una letterina?

venerdì 9 aprile 2010

masticare a bocca chiusa, amaro

Non sapevo neppure se scrivere o no, poi ho pensato che avrei potuto farlo per 15' da ora, quindi via.

Non voglio stare troppo su questo post perché mi fa la bocca ancor più amara, e se anche avessi pensato che condividendo la storia si condivide pure l'amarezza, ho pensato una gran cagata.

Personaggi: una migliore amica, suo figlio odiosetto, suo figlio piccino, marito, io.

Trama: la famigliola va in vacanza per le vacanze, l'amica la smssa spesso. Tra i messaggi vi è un "Riuscite a gestire i piccoli senza l'aiuto dei nonni?", "Come vanno le cose tra tu e [nome marito]?", "Ma perché diavolo mi hai fatto solo due squilli che ora che trovo il telefono siamo già al dodicesimo?". Insomma, cazzate.

Cazzate per me, lei invece rimugina rimugina finché ieri non mi porta a urlare al telefono come l'"Urlo" di Munch, solo più aggressiva. Ho sopportato un po' i suoi piagnistei, per l'ennesimo pacco che le tiro perché la sera arrivo a casa stravolta e una cena con bimbi e un padre ossessivo (uomo meraviglioso, ironico, sarcastico, intelligente ma padre ossessivo: mi scruta e mi segue se gioco con uno dei bimbi, mi scruta davvero, lo giuro. Mi adora, ma è più forte di lui: vede pericoli ovunque, o forse vede me come un pericolo. Ma cristo! Non sono idiota, non sono incosciente in generale, figuriamoci con dei bambini) non la reggo. Quando ho più energie si, ora no.

Dal piagnisteo passa in rassegna tutte le uscite che ho fatto negli ultimi quattro mesi, perché lì ci vai e da noi non vieni, una ricorrente scena di gelosia perché sono andata a mangiare la pizza da ex-fidanza, un appunto perché sono andata a una serata di beneficenza, e poi da lì è partita per la tangente esagerando sempre di più. Secondo lei i miei messaggi erano un mettere in dubbio la sua capacità di madre, di moglie, erano mettere in dubbio lei e la sua famiglia, fino all'assolo finale:
"Sarò sbagliata io, saranno sbagliati i miei bambini".

Non c'ho visto più. Io, che poco mi controllo, stavo tenendo le briglie strette al mio flusso di coscienza direttamente legato alla parte del cervello che lo trasforma in parole, ma in quel momento ho perso le briglie. E ho fatto bene.

Macheccazzo, io non posso sentire due cose così.
Si, hai ragione, tuo figlio non è tra i miei preferiti e te ne sarai resa conto, ma non c'è nulla di sbagliato in lui. Se si beccasse un ceffone quando mi butta giù il telefono, secondo me non gli farebbe altro che bene. Ma tu e tuo marito avete deciso per una scelta diversa, il piccolo avrà il suo carattere e io il bambino riesco a farlo interagire con me solo ricattandolo. Sono la prima ad esserne ferita ma cosa posso farci? Non è questione di essere sbagliati, è questione di non trovarsi.

Cosa significa poi essere una persona sbagliata, bimbo o adulto, a meno che tu non sia una persona orribile? Non andare bene per l'altro?
Ma amica, santo cielo, ci conosciamo dalla prima media, abbiamo condiviso tutto, perché adesso non siamo più "giuste" insieme?
Viviamo situazioni molto diverse, tu con la tua organizzazione familiare, io con la mia disorganizzazione lavorativa. Per entrambe sono due punti irrinunciabili e, oggettivamente, mal si conciliano.

Finale: ho vissuto con un'amarezza mostruosa questa telefonata.
Un po' perché frutto di fraintendimenti che, da una persona che conosci da così tanto, non ti aspetti proprio.
Un po' perché mi sono chiesta se devo mentire o quanto meno tacere quando vedo altri bimbi con cui io, grande (non)grossa e ciula, mi diverto più di loro - ma questo significherebbe un po' mentire.
Un po' perché ci sono già delle verità nascoste, con cui devo convivere, come quella del marito che è un padre ossessivo, e mi chiedo se sia giusto che rimangano nascoste. No, non è giusto.
Ma devo farmi violenza e tacere, perché so che metterebbe paletti tra noi due, paletti mica di legno. Di cemento.

Ho drammaticamente superato i 15' [di circa altri 30'], non rileggo e posto, ché solo a rileggere mi torna ancor più forte un sapore amaro.
Umpf. Il diario alleggeriva l'anima molto di più, quando ero ragazzina.

domenica 4 aprile 2010

un quattro d'aprile fracico

Io, come credo il 99,9 periodico % degli abitanti di queste zone dimenticate dal sole, mi sono un po' rotta i coglioni della pioggia e del cielo tetro. Poi, ultima novità, è snervante che un giorno ci sia un sole accecante (ho già parlato del raggio malefico che filtra tra le assi della tapparella andando a colpire - la mattina alle otto - esattamente l'iride del mio occhio destro?) e il giorno dopo torniamo nella terra dei morti viventi.

Ho visto - ieri, con questi occhi di cui uno semi-accecato per le ragioni di cui sopra - che anche la mia amica che si cura tanto, sotto due dita di fondotinta, ha un colorito grigio-topo. Però, malgrado il colorito, mi ha portato dei cioccolatini discreti, fatti da lei. Con tutte le forme diverse. No, non è una che non c'ha un cazzo da fare, ma preferisce queste sì appaganti attività a fare due chiacchiere con la sottoscritta e chiunque altro eccetto genitori e fidanzato.

Sai, la gente è strana.

So che non è una grossa novità, ma ho lavorato moltissimo. Tuttavia c'è una novità, che è questa.
Facebook ti può anche dare discrete inculate.
Andrò a spiegare.

Ho fatto un lavoro per mezzo di un sistema di gestione dati che finora è sempre stato impeccabile. Cioè finché non ci ho dovuto lavorare io. E finché non si è trattato di mettere il sistema alla prova, il che è occorso mercoledì sera alle 00.34 e giovedì sera alle 00.43. Il sistema non caricava immagini, e per il lavoro che stavo facendo era indispensabile.

La prima sera [che poi era giovedì mattina, ma a me piace pensare che le giornate comincino quando io mi sveglio e finiscano quando io mi addormento] sono andata un po' in panico, la mattina successiva, al lavoro, trenta persone mi hanno chiesto:
"Allora? Tutto a posto quel lavoro? E' finito? No!?! Come no?!? Come sta andando?"
[mettendomi insomma a mio agio]
E io, con tangibile sconforto: "Un disastro..." e allora sentivo pat pat. Empatia.

Quindi mi sono messa a controllare passo passo tutto quanto e poi, depressa, ho alzato la cornetta e ho chiamato il ragazzo - che con somma fantasia chiamerò Gestore - che ci gestisce questo sistema. Gli spiego tutto e mi dice: "Abbiamo avuto problemi col server centrale, ti chiamo tra poco". Ma vaffanculo! Mai successo, succede esattamente con me.
La sera noto lo stesso problema ma, forte del mio nuovo know-how, scrivo a Gestore chiedendogli di ripristinare tutto, così lui fa e la mattina successiva trovo che tutto funzia.

Quel giorno, da casa perché non c'era più il tempo neppure di arrivare in ufficio, completo il mio lavoro e faccio tutti felici, e con Gestore ci mandiamo tipo 20 mail.
Essendo io femmina, ovvio che appena ho a che fare con una voce che non è una faccia, lo cerco subito su FB, e dalla foto non sembrava male.
[notare l'imperfetto, grazie]

Gestore ad un certo punto mi scrive: "Questo rapporto epistolare mi sta uccidendo" e io gli propongo di venirci a trovare, visto che comunque già lo doveva fare. Il tempo per un caffè si trova. Poi mi scrive che ha curiosato e mi ha trovato su FB [toh! ci sei arrivato anche tu?] e ovviamente mi chiede l'amicizia. "Ovviamente" perché nel profilo c'è una foto dove sono abbronzatissima e coi capelli legati, senza la scodella attuale, insomma, e il colorito grigio-fumo-di-londra.

Concessa l'amicizia, vado subito a curiosare tra le sue foto. Eh, cazzo. Prometteva meglio.
Per carità, anche io, eh! Però almeno io l'ho messo in guardia, lui no. Maschi vanesi. Poi dicono delle femmine, guarda.
Insomma credo che tra poco io e Gestore convoleremo a nozze. Perché il sorriso mi sembra a posto.

Altro capitolo.
Mentre attendevo l'ok definitivo sull'invio del lavoro a cani e porci, mi chiama un mio amico carissimo, che poveretto mi chiama sempre quando dormo. Non alle due del mattino, ma prima di cena, quando ho l'abbiocco facile. Mi chiede se può passare a farmi gli auguri e io, testuali parole: "Ma certo, però giusto una mezz'oretta, poi ti caccio fuori, è da una settimana che lavoro tantissimo e ora devo farmi un pisolo di tre ore". Ma ceeeeeerto, figurati!

Due ore e quarantacinque minuti. Si è trattenuto per 2h e 45'. Non che mi sia pesato, per carità, lo adoro, mi è simpatico, adoro la sua famiglia di cui però non fa argomento unico, è come un fratello, però.
Quando l'ho salutato sulla porta barcollavo.

Avrei ancora un po' da scrivere, tipo che una notte di queste mi sono svegliata con l'ipod in mano con cui stavo giocando sei ore e mezza prima, la cuffie con DJ tv che sparava musica unz unz in testa e, va da sé, tv, recorder e luce tutti accesi. Stendiamo un velo. Da sposa, visto ciò che sopra scrissi.

P.s. Gli alberi delle prugne fanno i frutti un anno si e uno no. Anche gli alberi delle uova di Pasqua. L'anno scorso zero. Quest'anno mi sono auto-tassata e comprato i gold bunnies per me, sorella e un paio di amiche. Bene. Sono arrivate quattro uova, variabili dal mezzo chilo ai cento grammi, un coniglietto, i cioccolatini fatti a mano e questo (è geniale):


martedì 30 marzo 2010

scodelliamo un gran bel post

Se qualcuno avesse avvistato una semi-specie di uragano tropicale abbattersi su un paesotto che fa un po' il figo e si fregia del titolo di città, non se ne curi troppo: è relazionato al fatto che ha voluto festeggiare la mia uscita dal parrucchiere.

(sono uscita con il cappellino da pescatore)
(mi ha dato un'ulteriore, interessantissima forma al capello)
(adesso sono ufficialmente una scodella)
(essere femmina è un mestiere duro)
(e mi astengo dal fare battute su "duro", che con la testa a scodella ho ben altro a cui pensare)

domenica 28 marzo 2010

fiducia, ma facciamo come in glee e cantiamo tutti appassionatamente

  1. Mi sto guardando Glee, una serie tv tra commedia, musical e teenager show. Sono in lutto ché tra due puntate finisce (sono teenager dentro);
  2. stamani, domenica, unico giorno in cui la sveglia è un optional, mi è toccato sentirla suonare alle 9.40 - ora solare. Dovevo prendere due fottutissimi biglietti per un fottutissimo concerto. Mettere i biglietti in vendita di domenica mattina è di una crudeltà disumana, specie se di mezzo c'è anche il cambio dell'ora;
  3. ho mentito al mio forse spasimante che mi ha chiesto in quale data sarei andata a un altro concerto. Ci vado con ex-amante depresso, dunque non ritenevo opportuna la sua presenza nei dintorni. Che serpe che sono, qualche rarissimissima volta;
  4. oggi c'era il sole. Oggi sono andata a votare. Oggi sono andata a vedere casa sorella. Oggi mi sono fermata in cortile con la mia amica psycho e un'amica di mia sorella. E ho visto il prato pieno di margherite;
  5. si, ho anche qualcosa di poetico, in fondo;
  6. ho messo a posto quasi tutti i fottutissimi orologi, che alla fine sono 3. Mi manca quello del lettore DVD che però non ho ancora acceso, tuttavia non mi sembra sia un lettore intelligente, che si mette a posto da solo. Ma che assurdità;
  7. una sera dico a mia sorella: dovresti mettere il parquet anche nell'anticamera dei bagni, ove vi sono orrende piastrelle nere con resto del bagno in verde. Mi risponde: costa. Le controbatto: a dire tanto, ma tanto tanto, saranno 2mq in più. Mi zittisce: no, se no mi stresso ogni volta che faccio la doccia. Io penso che esistono e sono oltremodo utili i tappetini per il bagno, ma taccio. Sabato prendo il caffè dalla mia vicina, che sembra una casalinga ma che dentro è in realtà un'arredatrice ed esperta fashion. Dopo aver sentito la mia idea mi dice: un'idea grandiosa! Ma come ho fatto a non pensarci io?! Sto invecchiando. Le chiedo: può suggerirlo a mia sorella? Mi smssa nel pomeriggio: missione compiuta;
  8. vedo mia sorella sabato sera e mi chiede: dimmi la verità, è stata un'idea della vicina che tu hai rivenduto come tua, vero, vero?
  9. credo che nove sia un numero opportuno per chiudere, al fine di non lasciarmi andare a considerazioni sulla fiducia che mia sorella ha sul mio QI che mi amareggierebbero terribilmente.

mercoledì 24 marzo 2010

un post inutile da una persona un po' inutile

Mi sono svegliata poco fa. E non è che abbia grandi cose da dire.
Se non che devo andare in ufficio, e in questo esatto momento preferirei essere appesa al lampadario per i piedi. Ecco.
Ci provi qualcuno ad augurarmi "Buona giornata", vedi dove lo faccio volare.

[si, mi sono risvegliata particolarmente riposata e serena]

domenica 21 marzo 2010

l'araba fenice si scrolla di dosso le ceneri

  1. Domani mi tocca andare a teatro. Si, mi tocca. L'associazione per cui mi metto spesso a 90° organizza un evento di beneficienza/sensibilizzazione e io sono costretta ad andare. Per fortuna ci sono gli amici. Peccato che io sarò lontana, grazie al ruolo che mi ha portato ieri a fare badge in acrobat per ore;
  2. ho, come al solito, fatto un po' di casino con le date, e in dieci giorni - a maggio - ho tre avvenimenti mondani, due concerti e uno spettacolo. Prevedo l'11° giorno di essere su una barella con una flebo di nutella;
  3. ho sulla scrivania 4 lettere (beh, ora tre, la meno polverosa l'ho aperta, colta da sensi di colpa: anche i post servono) di enti istituzionali, che io presumo cosa contengano, ma la presunzione è una brutta bestia. Ah, beh. Inutile stare a specificare che saranno lì da un mese;
  4. oggi ho invitato un'amica a uno degli eventi di cui sopra, e mi sono ricordata quando andammo a vedere quell'artista tipo sei o sette anni fa, e lei mi disse: "La mia collega mi ha dato due biglietti", e io intesi fossero gratis et amor dei. Invece in macchina mi disse che solo uno dei due le era stato regalato, ed era il suo. Cioè, non è che dividemmo la spesa, mi fece pagare quaranta euro di biglietto (sesta fila, a 'sti cazzi), e solo perché cinque me li scontò. Ci rimasi di merda, ma così di merda che fui imbronciata tutta la sera, e quando uscimmo col cazzo che prendemmo il taxi, le feci prendere i mezzi pubblici all'una di notte. E penso che ora, succedesse la stessa cosa, non ci rimarrei così male e le darei della taccagna, perché prima era quasi una sorella, ora una lontana cugina, che vive a un km da me ma che ha deciso di passare ogni secondo con il fidanzato, e non ha tempo per le amiche, e questo mi fa entrare nel boschetto dell'infelicità;
  5. non capisco se un tizio ha perso la testa per me, oppure no. D'altronde come dargli torto. No, intendo nel caso l'avesse persa, non l'"oppure no". Credevo di si, ma poi mi ha scritto una mail riguardo una tizia, misteriosissima, anche se abbiamo una sola conoscenza femminile in comune che è stra-fidanzata e ha già anche un amante, quindi insomma è a posto, e non mi sembra proprio il suo tipo, a cui anela. Poi mi manda fiori e tramonti su FB, mi scrive mail per ogni minchiata e io sono confusa (strano);
  6. mi mancano molto i miei bambocci. Vorrei averli qui e sbaciucchiarmeli tutti, e ho cellulare e pc tutti desktoppati di loro foto: sto diventando umana;
  7. mia sorella è quasi in onda col trasloco. Considerando il numero di puttanate che ha accumulato durante i tre lustri nell'altra casa, prevedo cieli colmi di fulmini e tempeste per un mesetto;
  8. nel frattempo è spesso qui, ma io mi comporto quasi sempre da sorella buona, perché la vedo stressata. Oggi le ho detto di non pensare all'immediato, ma di proiettarsi tra un paio di mesi, quando potrà andare al lavoro in bicicletta e avere una casa molto più bella. Ridotta in cenere. Me stessa, non la casa. Ma, come l'araba fenice, sono risorta;
  9. nove è sempre un buon numero per chiudere.

giovedì 18 marzo 2010

tempesta ormonale: la nave ha rotto gli ormeggi

E lavoro, e lavoro, e lavoro, e ancora lavoro.
Poi la sera o lavori ancora, o mieti il tuo orticello di farmville, che mi rendo conto sia avvilente, ma non impegna un solo cluster del cervello.

Solo che un corpo umano è un corpo umano, non un fantoccio da lavoro.
E quindi ecco.
Oggi mi è arrivato a stretto giro posta (circa 30 amici lo ricevettero) un filmettino.
Quelli di Rocco, e delle sue esagerazioni nella sfera lavorativa.
[no, non Rocco e i Suoi Fratelli, l'altro]
E, mentre lo guardavo, ho sentito un piccolo "cling"...

Gli ormoni avevano rotto gli ormeggi della nave dove li avevo inconsapevolmente rinchiusi, ed erano defluiti in tutto il sistema circolatorio.
Avevo ormoni anche nella punta del mignolo del piede.

Siccome ero in una stanza da sola e senza videocamere di sorveglianza, nel giro di mezzo minuto: maglietta attorcigliata al collo, reggiseno abbassato, felpa aperta il giusto per far comparire le due bocce che mi sono state date in dotazione che, per altro, avevano già due chiodi alle quali appendere eventuali quadri.

L'immagine di tutto ciò l'ho poi captata riflessa sullo schermo del pc e, come se già non fossi abbastanza sovraeccitata, questa è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Avere un orgasmo pastrugnandosi le proprie tette, non è da tutte, lo so.
Fossi un maschio direi che oggi ho sofferto di eiaculazione precoce.
Ma siccome sono una femmina, non ho sofferto affatto.

Uh, mi ero quasi scordata di come fosse simpatico avere un orgasmo.
La cosa un po' difficile da comprendere è capire se dopo questo attacco di follia masturbatoria, stasera sarò in grado di stendere ex-moroso che non vedo da cent'anni.
Ma forse anche si.

[lo so, lo so. Qualcuno penserà che parlo di sesso fai-da-te per gli ascolti, ma in verità non è così. E' che mi sembra in questo periodo di non avere niente da raccontare, e anche di non avere voglia di raccontare il niente. Invece questa cosa qui mi ha talmente sconcertato che, ecco, proprio non potevo non scriverne]

martedì 9 marzo 2010

mimose sfiorite

Beh, ecco, è che ieri sera ho passato la serata rivedendo una vecchia amica.
Saranno stati anni che non la vedevo. Però poi le ho chiesto un'informazione su un nostro ex-collega di cui non ricordavo il cognome, e una cosa tira l'altra, ed eccomi lì, a leggere che si è separata da tre mesi e non capisce più nulla.
Urca.

Allora ci mettiamo d'accordo per vederci giusto lunedì, ma nessuna delle due aveva pensato alla FDD, a nessuna delle due importa una beata sega.
Quattro ore a mangiare, fumare e raccontarsi (beh, io ho divagato quel centinaio di volte, a un certo punto mi sono pure incazzata, con me stessa, e non è bello tirarsi addosso parolacce, per lo meno lasci con un grosso punto interrogativo dipinto in fronte la tua ospite, che secondo me ha anche pensato di farmi ingoiare una bottiglietta di benzodiazepine).

E ieri notte, mentre come al solito non prendevo sonno, pensavo che sarà pure un caso la coincidenza con la FDD, tuttavia significativa.
Le donne mie coetanee, spesso, sono un po' rotte, non funzionano più bene come un tempo. Gli uomini anche, ma in modo diverso. Poi ora si parla di donne, maschi: fuori dai coglioni (come topic del post, che poi mi si offendono).
Lavoro. Famiglia. Casa. Amici. E anche l'inevitabile esigenza di ritagliarsi spazi propri.
Sarà che ci sposiamo tardi, se ci sposiamo, io no, eh, garantito, però si desiderano più cose, ma i mesi sono rimasti incredibilmente dodici, le settimane incredibilmente cinquantadue, i giorni incredibilmente trecentosessantacinque, le ore incredibilmente ottomilasettecentosessanta (calcolo su base annua, fonte: calcolatrice).

Prima sono buchini da cui saltano dentro goccioline d'acqua, e uno pensa ad arrivare a riva, mica a quei buchini, solo che poi i buchini si allargano, una fa finta di non vederli, solo che poi si aprono delle falle vere e proprie, e a riva sana e salva non ci arrivi più, vieni inghiottita dal mare. Che se è calmo ti permette, seppure stremata, di arrivare a riva, se è in burrasca sei fottuta, nel significato peggiore della parola (altrimenti: calici pronti per il brindisi cantando in coro "Sciampagnnn...la la la la la la laaaaaaaaaaaaa).

Chiacchieravo con quest'amica e prendevo storie simili ad esempio, e, sempre mentre ero a letto insonne, ho fatto un po' il conto. E di storie di impegni traditi, impegni intesi come fidanzamenti, convivenze, matrimoni, è piena la mia testa. Embé?
L'ho sempre scritto che sono empatica, e probabilmente anche una buona ascoltatrice.
Tante persone con me si raccontano.
Forse perché sanno che sono dai modi spicci.
Mi raccontano di queste vite così difficili, complicate, e soprattutto quando ci sono bambini coinvolti io un po' soffro. E un po' sono contenta di aiutare. Bilancio, insomma (Tremonti, non è il caso di impicciarsi stavolta, torni a offrire la spalla al suo capo che frigna).

Anche se alle volte è un po' faticoso.

P.S. alla quarta volta che la mia amica mi diceva "fare l'amore", mi è scattato il cazziatone, e le ho detto di usare una parola a sua scelta tra trombare e scopare. Ne ho scoperta un'altra che, con la scusa dell'amore, non ascoltava più i bassi istinti primordiali, e allora si può scopare solo se tutto è da famiglia mulino bianco. Eh no, cazzo! Non dico di scoparti tuo marito mentre lo vorresti vedere stritolato (anche perché, con la scusa del fetish, sai quanti, sai quante), però scopare o fare sesso è un modo di aprirsi (non facciamo battute, ho-det-to) con l'altro, un modo per accorciare le distanze, un modo per buttare giù qualche sovrastruttura un po' troppo ingombrante. Oltre ad essere un gradevole modo per godere.

giovedì 25 febbraio 2010

casanova, mon amour

Oggi ho visto, dopo tempo, il mio vecchio babbione di Casanova. Rivisto dopo tempo a causa di un suo piccolo intervento.

Per non perdere le sue buone abitudini, si tromba la sua fisioterapista.
E' il mio mito.

(è solo un reminder, perché è tardi e sono tantissimo stanchissima)

lunedì 22 febbraio 2010

domandone epico

  1. E' quasi ufficiale, ho un nuovo spasimante. Uno che ti scrive un sms a mezzanotte e mezza di sabato con una scusa che aiutami a dir banale, non riesco a catalogarlo in altro modo. Ovviamente brutto, ma chissenefrega. Soprattutto una di quelle persone che parlano, parlano, e ti parlano sopra. Il mio ideale di maschio, insomma, da usare come bersaglio a freccette;
  2. mi sono andati in tilt i due pc che uso giornalmente, uno per uno stracazzo di virus che il mio stracazzo di antivirus non ha rilevato, l'altro per un disco C:/ che dopo solo due anni di utilizzo forsennato (però una volta ho fatto deframmentazione, ci ha messo poco, otto ore) è quasi esploso;
  3. e ora la versione 2010 del mio stracazzo di antivirus mi genera file di log da 40 Gb in 5 giorni, e ok che il supporto mi ha supportato, ma io ho l'ansia;
  4. un'amica, al telefono, oggi mi ha detto: "Per favore, mi psicanalizzi? Non ci capisco più un cazzo di me", e mi sa che ho sbagliato mestiere. Poi però mi sono chiesta che mestiere faccio e non mi sono data una risposta, e menomale che non ero da Marzullo;
  5. menomale anche che non ho mai fatto il cambio di stagione, ho visto che per metà settimana si arriverà a ben 13°, evviva evviva. Ho risparmiato energie utili ad essere impiegate, ad esempio, a mangiare;
  6. [il fatto che io abbia messo per tutta la stagione invernale i soliti 5 o 6 maglioni non deve trarre in inganno, non è colpa del non-cambio di stagione, ma del fatto che non ho mai avuto voglia di mettere a lavare gli altri che avevo storato (neologismo del giorno), che comunque nel frattempo sono diventati maggiorenni e guidano la macchina, vista la velocità con cui rinnovo il mio guardaroba]
  7. in ogni luogo in ogni lago, la cosa terribile è che è orecchiabile;
  8. ho perso un sacco di feed nel rifacimento del pc, e ho i coglioni un po' girati;
  9. un blog senza commenti è come una torta senza pasta frolla, insulsa, che noia;
  10. ex-fidanza, bontà sua, mi ha portato una fetta di crostata al cioccolato che, non scherzo, mangiata mezza fetta alle ore 11 di domenica mi ha fatto resistere senza mangiare quasi fino a cena: credo che l'apporto calorico fosse di 89076 kcal ogni 1 grammo;
  11. dopo periodo di scazzo, ho ripreso a lavorare;
  12. seriamente. Circa;
  13. tredici è un buon numero per chiudere, perché mi ricorda la schedina, che mi chiedo se esista ancora o se deve essere relegata nei "ricordi d'infanzia".

venerdì 19 febbraio 2010

nina zilli (solo per sanremisti)

Fuori concorso, nel senso che non dovrebbe neppure esserci bisogno di votarla.
E' talmente più brava e originale degli altri, che sta 78 spanne sopra.
Poi Noemi o Malika. Se vince Marco Mengoni sono felice lo stesso, anche se la canzone non mi ha fatto impazzire. Quella di Noemi invece è bella e orecchiabile di brutto (quei bastardi dei miei compagni di scherma ne sanno qualcosa), quella di Malika meno orecchiabile ma, più la sento, più mi piace.
(domani è tutto finito, sic sic)
(sento in sottofondo dei "menomale")

giovedì 18 febbraio 2010

paused (Sanremo's watcher)

Nel noioso intermezzo di opera cocciantiana, vorrei solo comunicare in generale che oggi le ho prese da tre stronzi. Cioé, intendo dire che tre miei compagni di scherma mi hanno infilzato con la spada (5-2, 5-3, QUINDICI-UNO). Che va beh che non mi alleno tanto quanto loro, ma quell'ultimo risultato mi ha molto infastidito.
Un tempo, stesso avversario, arrivavamo sempre al quattordici pari. Merda.

Vorrei anche dire che i miei compagni sono tutti maschi e mi prendono in giro tutto il tempo, perché in fondo mi amano. Uno di loro in privato mi ha scritto che bla bla che bella persona che sono e come è felice di avermi conosciuto. La mia ovvia reazione è stata quella più matura, oggi non gli ho quasi parlato. Che stronza. Ma se poi si fa idee? Le donne tanto passano per stronze in ogni caso, se parlano perché illudono, se non parlano perché se la tirano.
Difficilissimo il nostro mestiere.

Beh, ora che il pericolo è passato, ho rischiato un'amputazione.
'Sta minchia.
Va beh, va beh, passato, passato (e l'indomani schiattò).

martedì 16 febbraio 2010

strangers in the night

Mi chiedevo come fosse possibile spiegare Sanremo a uno straniero.
Mi chiedevo come spiegare il fatto che io guardo Sanremo (Bonolis-edition a parte, perché l'uomo mi irrita) a chi non mi conosce bene.

domenica 14 febbraio 2010

roserosseperteeeeeeeeeeeeeeeeeee...

Casa mia è stata invasa da più di due dozzine di rose.
Rose ovunque.
Uno entra in casa mia e subito pensa:

opzione 1
"Questa qui c'ha un fidanzato idiota che bacia il suolo sul quale ella cammina"

opzione 2
"Questa qui c'ha uno spasimante che se la vuole fare disperatamente: mah, de gustibus"

opzione 3
"Questa qui le rose se le è auto-comprate per fare la figa"

opzione 4
"Questa qui le rose le ha rubate al cimitero per fare la figa"

opzione 5
"Questa qui ha comprato rose rosse di plastica per fare la figa"

No.
Tutto errato.
Le rose sono vere, verissime, bellissime.
Peccato non siano mie.
Ma non le ho rubate: mi sono state consegnate spontaneamente. Un po' come Tanzi che porta i quadri. Gesto spontaneo? Mmmm, bisognerebbe discorrere assai sul significato di spontaneo, ma di analisi semantica ora non ne ho voglia, quindi.

Il fatto.
Un paio di giorni fa c'era un'amica a casa, e suona il citofono.
C'è un tizio dall'altra parte che chiede se l'amica può scendere. E l'amica scende.
Torna sù poco dopo, stremata, con questo mazzo allucinante di rose che sarà pesato tipo dieci chili: gulp. Lei in estasi, io invidiosa. Lei sì che ha un innamorato che bacia la terra che calpesta.
Ma un innamorato così deve avere un baco, se no possiamo anche ripensare al fatto che Babbo Natale esista.

Il baco è la sua condizione non proprio da single, direi anzi da sposato, direi anzi da sposato con due figli piccoli. E l'amica, che non è fidanzata ma che non ha voglia di dare spiegazioni a chi abita con lei, mi dice:
"Le potresti tenere tu?"
E a me sono venute in mente due cose.

Mille anni fa, non so se per San Valentino o l'anniversario, ex-fidanza mi viene a prendere e usciamo a mangiare fuori, che a quei tempi era un bell'avvenimento, perché eravamo studenti e i nostri genitori ci foraggiavano poco, anche in virtù dei risultati.
Mi riaccompagna a casa e, mentre sto per varcare il portone, mi dice:
"Aspetta! Quasi dimenticavo!" e apre il baule dell'auto dei suoi e tira fuori un mazzo di rose (secondo me erano 5 -numero per noi simbolico - o al massimo 6), tutte belle confezionate, ed io mi avvicino in brodo di giuggiole perché fiori, rose addirittura, da ex-fidanza, avevano la stessa probabilità di essermi regalate quanto la possibilità che io mi svegliassi prima delle 11 di buonumore.
Le prendo tra le braccia e vedo, con orrore: le rose, dopo ore e ore in macchina, erano semi-appassite.
Cazziatone a seguire.

Mille anni fa meno due o tre, mi arriva a casa uno spasimante. Con un mazzo di fiori.
Con questo spasimante all'inizio, ero stata un po' confusa, lo ammetto, gli avevo dato corda perché nel frattempo ex-fidanza era appunto diventato ex e si era pure ri-fidanzato (dopo avermi giurato che dopo me non si sarebbe mai più innamorato!!! Insomma, eccheccazzo, un po' di coerenza), ed io ero dimagritissimissima e infelice. Però dopo poco ho capito che con lo spasimante cercavo solo un diversivo, quindi ce l'ho messa proprio tutta a dirgli che no, non ero innamorata, non era il momento giusto, non volevo stare con lui, etc. etc.
A mia difesa vorrei precisare che la cosa più intima fatta con lui è stata darsi la mano durante una cena. Ché insomma, non sto sempre-sempre dalla parte del torto.
(sono già nettamente sulla difensiva)

Ma lo spasimante delle mie parole se ne fotteva abbastanza, per non dire completamente. Era convinto che io fossi segretamente innamorata di lui e anche evidentemente masochista. Ed era diventato insistente, troppo insistente per i miei (intolleranti) gusti.
Però il giorno che arrivò col mazzo di fiori, ci fu un'inaspettata e provvidenziale svolta: ne scorse un altro, un mazzo di rose bianche e gialle. Neppure avesse visto una foto di me e di un altro in cui trombavo selvaggiamente, con la copia del quotidiano del giorno prima a testimoniare la data dell'accaduto.

Tutto tapino mi disse: "Vedo che qualcuno è arrivato prima di me".
Io, con fare grave, annuii.
Lasciò i suoi fiori su una sedia e se ne andò.
Chiusi la porta con un lievissimo senso di colpa.
Le rose bianche e gialle erano -loro si - finte.