martedì 30 marzo 2010

scodelliamo un gran bel post

Se qualcuno avesse avvistato una semi-specie di uragano tropicale abbattersi su un paesotto che fa un po' il figo e si fregia del titolo di città, non se ne curi troppo: è relazionato al fatto che ha voluto festeggiare la mia uscita dal parrucchiere.

(sono uscita con il cappellino da pescatore)
(mi ha dato un'ulteriore, interessantissima forma al capello)
(adesso sono ufficialmente una scodella)
(essere femmina è un mestiere duro)
(e mi astengo dal fare battute su "duro", che con la testa a scodella ho ben altro a cui pensare)

domenica 28 marzo 2010

fiducia, ma facciamo come in glee e cantiamo tutti appassionatamente

  1. Mi sto guardando Glee, una serie tv tra commedia, musical e teenager show. Sono in lutto ché tra due puntate finisce (sono teenager dentro);
  2. stamani, domenica, unico giorno in cui la sveglia è un optional, mi è toccato sentirla suonare alle 9.40 - ora solare. Dovevo prendere due fottutissimi biglietti per un fottutissimo concerto. Mettere i biglietti in vendita di domenica mattina è di una crudeltà disumana, specie se di mezzo c'è anche il cambio dell'ora;
  3. ho mentito al mio forse spasimante che mi ha chiesto in quale data sarei andata a un altro concerto. Ci vado con ex-amante depresso, dunque non ritenevo opportuna la sua presenza nei dintorni. Che serpe che sono, qualche rarissimissima volta;
  4. oggi c'era il sole. Oggi sono andata a votare. Oggi sono andata a vedere casa sorella. Oggi mi sono fermata in cortile con la mia amica psycho e un'amica di mia sorella. E ho visto il prato pieno di margherite;
  5. si, ho anche qualcosa di poetico, in fondo;
  6. ho messo a posto quasi tutti i fottutissimi orologi, che alla fine sono 3. Mi manca quello del lettore DVD che però non ho ancora acceso, tuttavia non mi sembra sia un lettore intelligente, che si mette a posto da solo. Ma che assurdità;
  7. una sera dico a mia sorella: dovresti mettere il parquet anche nell'anticamera dei bagni, ove vi sono orrende piastrelle nere con resto del bagno in verde. Mi risponde: costa. Le controbatto: a dire tanto, ma tanto tanto, saranno 2mq in più. Mi zittisce: no, se no mi stresso ogni volta che faccio la doccia. Io penso che esistono e sono oltremodo utili i tappetini per il bagno, ma taccio. Sabato prendo il caffè dalla mia vicina, che sembra una casalinga ma che dentro è in realtà un'arredatrice ed esperta fashion. Dopo aver sentito la mia idea mi dice: un'idea grandiosa! Ma come ho fatto a non pensarci io?! Sto invecchiando. Le chiedo: può suggerirlo a mia sorella? Mi smssa nel pomeriggio: missione compiuta;
  8. vedo mia sorella sabato sera e mi chiede: dimmi la verità, è stata un'idea della vicina che tu hai rivenduto come tua, vero, vero?
  9. credo che nove sia un numero opportuno per chiudere, al fine di non lasciarmi andare a considerazioni sulla fiducia che mia sorella ha sul mio QI che mi amareggierebbero terribilmente.

mercoledì 24 marzo 2010

un post inutile da una persona un po' inutile

Mi sono svegliata poco fa. E non è che abbia grandi cose da dire.
Se non che devo andare in ufficio, e in questo esatto momento preferirei essere appesa al lampadario per i piedi. Ecco.
Ci provi qualcuno ad augurarmi "Buona giornata", vedi dove lo faccio volare.

[si, mi sono risvegliata particolarmente riposata e serena]

domenica 21 marzo 2010

l'araba fenice si scrolla di dosso le ceneri

  1. Domani mi tocca andare a teatro. Si, mi tocca. L'associazione per cui mi metto spesso a 90° organizza un evento di beneficienza/sensibilizzazione e io sono costretta ad andare. Per fortuna ci sono gli amici. Peccato che io sarò lontana, grazie al ruolo che mi ha portato ieri a fare badge in acrobat per ore;
  2. ho, come al solito, fatto un po' di casino con le date, e in dieci giorni - a maggio - ho tre avvenimenti mondani, due concerti e uno spettacolo. Prevedo l'11° giorno di essere su una barella con una flebo di nutella;
  3. ho sulla scrivania 4 lettere (beh, ora tre, la meno polverosa l'ho aperta, colta da sensi di colpa: anche i post servono) di enti istituzionali, che io presumo cosa contengano, ma la presunzione è una brutta bestia. Ah, beh. Inutile stare a specificare che saranno lì da un mese;
  4. oggi ho invitato un'amica a uno degli eventi di cui sopra, e mi sono ricordata quando andammo a vedere quell'artista tipo sei o sette anni fa, e lei mi disse: "La mia collega mi ha dato due biglietti", e io intesi fossero gratis et amor dei. Invece in macchina mi disse che solo uno dei due le era stato regalato, ed era il suo. Cioè, non è che dividemmo la spesa, mi fece pagare quaranta euro di biglietto (sesta fila, a 'sti cazzi), e solo perché cinque me li scontò. Ci rimasi di merda, ma così di merda che fui imbronciata tutta la sera, e quando uscimmo col cazzo che prendemmo il taxi, le feci prendere i mezzi pubblici all'una di notte. E penso che ora, succedesse la stessa cosa, non ci rimarrei così male e le darei della taccagna, perché prima era quasi una sorella, ora una lontana cugina, che vive a un km da me ma che ha deciso di passare ogni secondo con il fidanzato, e non ha tempo per le amiche, e questo mi fa entrare nel boschetto dell'infelicità;
  5. non capisco se un tizio ha perso la testa per me, oppure no. D'altronde come dargli torto. No, intendo nel caso l'avesse persa, non l'"oppure no". Credevo di si, ma poi mi ha scritto una mail riguardo una tizia, misteriosissima, anche se abbiamo una sola conoscenza femminile in comune che è stra-fidanzata e ha già anche un amante, quindi insomma è a posto, e non mi sembra proprio il suo tipo, a cui anela. Poi mi manda fiori e tramonti su FB, mi scrive mail per ogni minchiata e io sono confusa (strano);
  6. mi mancano molto i miei bambocci. Vorrei averli qui e sbaciucchiarmeli tutti, e ho cellulare e pc tutti desktoppati di loro foto: sto diventando umana;
  7. mia sorella è quasi in onda col trasloco. Considerando il numero di puttanate che ha accumulato durante i tre lustri nell'altra casa, prevedo cieli colmi di fulmini e tempeste per un mesetto;
  8. nel frattempo è spesso qui, ma io mi comporto quasi sempre da sorella buona, perché la vedo stressata. Oggi le ho detto di non pensare all'immediato, ma di proiettarsi tra un paio di mesi, quando potrà andare al lavoro in bicicletta e avere una casa molto più bella. Ridotta in cenere. Me stessa, non la casa. Ma, come l'araba fenice, sono risorta;
  9. nove è sempre un buon numero per chiudere.

giovedì 18 marzo 2010

tempesta ormonale: la nave ha rotto gli ormeggi

E lavoro, e lavoro, e lavoro, e ancora lavoro.
Poi la sera o lavori ancora, o mieti il tuo orticello di farmville, che mi rendo conto sia avvilente, ma non impegna un solo cluster del cervello.

Solo che un corpo umano è un corpo umano, non un fantoccio da lavoro.
E quindi ecco.
Oggi mi è arrivato a stretto giro posta (circa 30 amici lo ricevettero) un filmettino.
Quelli di Rocco, e delle sue esagerazioni nella sfera lavorativa.
[no, non Rocco e i Suoi Fratelli, l'altro]
E, mentre lo guardavo, ho sentito un piccolo "cling"...

Gli ormoni avevano rotto gli ormeggi della nave dove li avevo inconsapevolmente rinchiusi, ed erano defluiti in tutto il sistema circolatorio.
Avevo ormoni anche nella punta del mignolo del piede.

Siccome ero in una stanza da sola e senza videocamere di sorveglianza, nel giro di mezzo minuto: maglietta attorcigliata al collo, reggiseno abbassato, felpa aperta il giusto per far comparire le due bocce che mi sono state date in dotazione che, per altro, avevano già due chiodi alle quali appendere eventuali quadri.

L'immagine di tutto ciò l'ho poi captata riflessa sullo schermo del pc e, come se già non fossi abbastanza sovraeccitata, questa è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Avere un orgasmo pastrugnandosi le proprie tette, non è da tutte, lo so.
Fossi un maschio direi che oggi ho sofferto di eiaculazione precoce.
Ma siccome sono una femmina, non ho sofferto affatto.

Uh, mi ero quasi scordata di come fosse simpatico avere un orgasmo.
La cosa un po' difficile da comprendere è capire se dopo questo attacco di follia masturbatoria, stasera sarò in grado di stendere ex-moroso che non vedo da cent'anni.
Ma forse anche si.

[lo so, lo so. Qualcuno penserà che parlo di sesso fai-da-te per gli ascolti, ma in verità non è così. E' che mi sembra in questo periodo di non avere niente da raccontare, e anche di non avere voglia di raccontare il niente. Invece questa cosa qui mi ha talmente sconcertato che, ecco, proprio non potevo non scriverne]

martedì 9 marzo 2010

mimose sfiorite

Beh, ecco, è che ieri sera ho passato la serata rivedendo una vecchia amica.
Saranno stati anni che non la vedevo. Però poi le ho chiesto un'informazione su un nostro ex-collega di cui non ricordavo il cognome, e una cosa tira l'altra, ed eccomi lì, a leggere che si è separata da tre mesi e non capisce più nulla.
Urca.

Allora ci mettiamo d'accordo per vederci giusto lunedì, ma nessuna delle due aveva pensato alla FDD, a nessuna delle due importa una beata sega.
Quattro ore a mangiare, fumare e raccontarsi (beh, io ho divagato quel centinaio di volte, a un certo punto mi sono pure incazzata, con me stessa, e non è bello tirarsi addosso parolacce, per lo meno lasci con un grosso punto interrogativo dipinto in fronte la tua ospite, che secondo me ha anche pensato di farmi ingoiare una bottiglietta di benzodiazepine).

E ieri notte, mentre come al solito non prendevo sonno, pensavo che sarà pure un caso la coincidenza con la FDD, tuttavia significativa.
Le donne mie coetanee, spesso, sono un po' rotte, non funzionano più bene come un tempo. Gli uomini anche, ma in modo diverso. Poi ora si parla di donne, maschi: fuori dai coglioni (come topic del post, che poi mi si offendono).
Lavoro. Famiglia. Casa. Amici. E anche l'inevitabile esigenza di ritagliarsi spazi propri.
Sarà che ci sposiamo tardi, se ci sposiamo, io no, eh, garantito, però si desiderano più cose, ma i mesi sono rimasti incredibilmente dodici, le settimane incredibilmente cinquantadue, i giorni incredibilmente trecentosessantacinque, le ore incredibilmente ottomilasettecentosessanta (calcolo su base annua, fonte: calcolatrice).

Prima sono buchini da cui saltano dentro goccioline d'acqua, e uno pensa ad arrivare a riva, mica a quei buchini, solo che poi i buchini si allargano, una fa finta di non vederli, solo che poi si aprono delle falle vere e proprie, e a riva sana e salva non ci arrivi più, vieni inghiottita dal mare. Che se è calmo ti permette, seppure stremata, di arrivare a riva, se è in burrasca sei fottuta, nel significato peggiore della parola (altrimenti: calici pronti per il brindisi cantando in coro "Sciampagnnn...la la la la la la laaaaaaaaaaaaa).

Chiacchieravo con quest'amica e prendevo storie simili ad esempio, e, sempre mentre ero a letto insonne, ho fatto un po' il conto. E di storie di impegni traditi, impegni intesi come fidanzamenti, convivenze, matrimoni, è piena la mia testa. Embé?
L'ho sempre scritto che sono empatica, e probabilmente anche una buona ascoltatrice.
Tante persone con me si raccontano.
Forse perché sanno che sono dai modi spicci.
Mi raccontano di queste vite così difficili, complicate, e soprattutto quando ci sono bambini coinvolti io un po' soffro. E un po' sono contenta di aiutare. Bilancio, insomma (Tremonti, non è il caso di impicciarsi stavolta, torni a offrire la spalla al suo capo che frigna).

Anche se alle volte è un po' faticoso.

P.S. alla quarta volta che la mia amica mi diceva "fare l'amore", mi è scattato il cazziatone, e le ho detto di usare una parola a sua scelta tra trombare e scopare. Ne ho scoperta un'altra che, con la scusa dell'amore, non ascoltava più i bassi istinti primordiali, e allora si può scopare solo se tutto è da famiglia mulino bianco. Eh no, cazzo! Non dico di scoparti tuo marito mentre lo vorresti vedere stritolato (anche perché, con la scusa del fetish, sai quanti, sai quante), però scopare o fare sesso è un modo di aprirsi (non facciamo battute, ho-det-to) con l'altro, un modo per accorciare le distanze, un modo per buttare giù qualche sovrastruttura un po' troppo ingombrante. Oltre ad essere un gradevole modo per godere.

giovedì 25 febbraio 2010

casanova, mon amour

Oggi ho visto, dopo tempo, il mio vecchio babbione di Casanova. Rivisto dopo tempo a causa di un suo piccolo intervento.

Per non perdere le sue buone abitudini, si tromba la sua fisioterapista.
E' il mio mito.

(è solo un reminder, perché è tardi e sono tantissimo stanchissima)

lunedì 22 febbraio 2010

domandone epico

  1. E' quasi ufficiale, ho un nuovo spasimante. Uno che ti scrive un sms a mezzanotte e mezza di sabato con una scusa che aiutami a dir banale, non riesco a catalogarlo in altro modo. Ovviamente brutto, ma chissenefrega. Soprattutto una di quelle persone che parlano, parlano, e ti parlano sopra. Il mio ideale di maschio, insomma, da usare come bersaglio a freccette;
  2. mi sono andati in tilt i due pc che uso giornalmente, uno per uno stracazzo di virus che il mio stracazzo di antivirus non ha rilevato, l'altro per un disco C:/ che dopo solo due anni di utilizzo forsennato (però una volta ho fatto deframmentazione, ci ha messo poco, otto ore) è quasi esploso;
  3. e ora la versione 2010 del mio stracazzo di antivirus mi genera file di log da 40 Gb in 5 giorni, e ok che il supporto mi ha supportato, ma io ho l'ansia;
  4. un'amica, al telefono, oggi mi ha detto: "Per favore, mi psicanalizzi? Non ci capisco più un cazzo di me", e mi sa che ho sbagliato mestiere. Poi però mi sono chiesta che mestiere faccio e non mi sono data una risposta, e menomale che non ero da Marzullo;
  5. menomale anche che non ho mai fatto il cambio di stagione, ho visto che per metà settimana si arriverà a ben 13°, evviva evviva. Ho risparmiato energie utili ad essere impiegate, ad esempio, a mangiare;
  6. [il fatto che io abbia messo per tutta la stagione invernale i soliti 5 o 6 maglioni non deve trarre in inganno, non è colpa del non-cambio di stagione, ma del fatto che non ho mai avuto voglia di mettere a lavare gli altri che avevo storato (neologismo del giorno), che comunque nel frattempo sono diventati maggiorenni e guidano la macchina, vista la velocità con cui rinnovo il mio guardaroba]
  7. in ogni luogo in ogni lago, la cosa terribile è che è orecchiabile;
  8. ho perso un sacco di feed nel rifacimento del pc, e ho i coglioni un po' girati;
  9. un blog senza commenti è come una torta senza pasta frolla, insulsa, che noia;
  10. ex-fidanza, bontà sua, mi ha portato una fetta di crostata al cioccolato che, non scherzo, mangiata mezza fetta alle ore 11 di domenica mi ha fatto resistere senza mangiare quasi fino a cena: credo che l'apporto calorico fosse di 89076 kcal ogni 1 grammo;
  11. dopo periodo di scazzo, ho ripreso a lavorare;
  12. seriamente. Circa;
  13. tredici è un buon numero per chiudere, perché mi ricorda la schedina, che mi chiedo se esista ancora o se deve essere relegata nei "ricordi d'infanzia".

venerdì 19 febbraio 2010

nina zilli (solo per sanremisti)

Fuori concorso, nel senso che non dovrebbe neppure esserci bisogno di votarla.
E' talmente più brava e originale degli altri, che sta 78 spanne sopra.
Poi Noemi o Malika. Se vince Marco Mengoni sono felice lo stesso, anche se la canzone non mi ha fatto impazzire. Quella di Noemi invece è bella e orecchiabile di brutto (quei bastardi dei miei compagni di scherma ne sanno qualcosa), quella di Malika meno orecchiabile ma, più la sento, più mi piace.
(domani è tutto finito, sic sic)
(sento in sottofondo dei "menomale")

giovedì 18 febbraio 2010

paused (Sanremo's watcher)

Nel noioso intermezzo di opera cocciantiana, vorrei solo comunicare in generale che oggi le ho prese da tre stronzi. Cioé, intendo dire che tre miei compagni di scherma mi hanno infilzato con la spada (5-2, 5-3, QUINDICI-UNO). Che va beh che non mi alleno tanto quanto loro, ma quell'ultimo risultato mi ha molto infastidito.
Un tempo, stesso avversario, arrivavamo sempre al quattordici pari. Merda.

Vorrei anche dire che i miei compagni sono tutti maschi e mi prendono in giro tutto il tempo, perché in fondo mi amano. Uno di loro in privato mi ha scritto che bla bla che bella persona che sono e come è felice di avermi conosciuto. La mia ovvia reazione è stata quella più matura, oggi non gli ho quasi parlato. Che stronza. Ma se poi si fa idee? Le donne tanto passano per stronze in ogni caso, se parlano perché illudono, se non parlano perché se la tirano.
Difficilissimo il nostro mestiere.

Beh, ora che il pericolo è passato, ho rischiato un'amputazione.
'Sta minchia.
Va beh, va beh, passato, passato (e l'indomani schiattò).

martedì 16 febbraio 2010

strangers in the night

Mi chiedevo come fosse possibile spiegare Sanremo a uno straniero.
Mi chiedevo come spiegare il fatto che io guardo Sanremo (Bonolis-edition a parte, perché l'uomo mi irrita) a chi non mi conosce bene.

domenica 14 febbraio 2010

roserosseperteeeeeeeeeeeeeeeeeee...

Casa mia è stata invasa da più di due dozzine di rose.
Rose ovunque.
Uno entra in casa mia e subito pensa:

opzione 1
"Questa qui c'ha un fidanzato idiota che bacia il suolo sul quale ella cammina"

opzione 2
"Questa qui c'ha uno spasimante che se la vuole fare disperatamente: mah, de gustibus"

opzione 3
"Questa qui le rose se le è auto-comprate per fare la figa"

opzione 4
"Questa qui le rose le ha rubate al cimitero per fare la figa"

opzione 5
"Questa qui ha comprato rose rosse di plastica per fare la figa"

No.
Tutto errato.
Le rose sono vere, verissime, bellissime.
Peccato non siano mie.
Ma non le ho rubate: mi sono state consegnate spontaneamente. Un po' come Tanzi che porta i quadri. Gesto spontaneo? Mmmm, bisognerebbe discorrere assai sul significato di spontaneo, ma di analisi semantica ora non ne ho voglia, quindi.

Il fatto.
Un paio di giorni fa c'era un'amica a casa, e suona il citofono.
C'è un tizio dall'altra parte che chiede se l'amica può scendere. E l'amica scende.
Torna sù poco dopo, stremata, con questo mazzo allucinante di rose che sarà pesato tipo dieci chili: gulp. Lei in estasi, io invidiosa. Lei sì che ha un innamorato che bacia la terra che calpesta.
Ma un innamorato così deve avere un baco, se no possiamo anche ripensare al fatto che Babbo Natale esista.

Il baco è la sua condizione non proprio da single, direi anzi da sposato, direi anzi da sposato con due figli piccoli. E l'amica, che non è fidanzata ma che non ha voglia di dare spiegazioni a chi abita con lei, mi dice:
"Le potresti tenere tu?"
E a me sono venute in mente due cose.

Mille anni fa, non so se per San Valentino o l'anniversario, ex-fidanza mi viene a prendere e usciamo a mangiare fuori, che a quei tempi era un bell'avvenimento, perché eravamo studenti e i nostri genitori ci foraggiavano poco, anche in virtù dei risultati.
Mi riaccompagna a casa e, mentre sto per varcare il portone, mi dice:
"Aspetta! Quasi dimenticavo!" e apre il baule dell'auto dei suoi e tira fuori un mazzo di rose (secondo me erano 5 -numero per noi simbolico - o al massimo 6), tutte belle confezionate, ed io mi avvicino in brodo di giuggiole perché fiori, rose addirittura, da ex-fidanza, avevano la stessa probabilità di essermi regalate quanto la possibilità che io mi svegliassi prima delle 11 di buonumore.
Le prendo tra le braccia e vedo, con orrore: le rose, dopo ore e ore in macchina, erano semi-appassite.
Cazziatone a seguire.

Mille anni fa meno due o tre, mi arriva a casa uno spasimante. Con un mazzo di fiori.
Con questo spasimante all'inizio, ero stata un po' confusa, lo ammetto, gli avevo dato corda perché nel frattempo ex-fidanza era appunto diventato ex e si era pure ri-fidanzato (dopo avermi giurato che dopo me non si sarebbe mai più innamorato!!! Insomma, eccheccazzo, un po' di coerenza), ed io ero dimagritissimissima e infelice. Però dopo poco ho capito che con lo spasimante cercavo solo un diversivo, quindi ce l'ho messa proprio tutta a dirgli che no, non ero innamorata, non era il momento giusto, non volevo stare con lui, etc. etc.
A mia difesa vorrei precisare che la cosa più intima fatta con lui è stata darsi la mano durante una cena. Ché insomma, non sto sempre-sempre dalla parte del torto.
(sono già nettamente sulla difensiva)

Ma lo spasimante delle mie parole se ne fotteva abbastanza, per non dire completamente. Era convinto che io fossi segretamente innamorata di lui e anche evidentemente masochista. Ed era diventato insistente, troppo insistente per i miei (intolleranti) gusti.
Però il giorno che arrivò col mazzo di fiori, ci fu un'inaspettata e provvidenziale svolta: ne scorse un altro, un mazzo di rose bianche e gialle. Neppure avesse visto una foto di me e di un altro in cui trombavo selvaggiamente, con la copia del quotidiano del giorno prima a testimoniare la data dell'accaduto.

Tutto tapino mi disse: "Vedo che qualcuno è arrivato prima di me".
Io, con fare grave, annuii.
Lasciò i suoi fiori su una sedia e se ne andò.
Chiusi la porta con un lievissimo senso di colpa.
Le rose bianche e gialle erano -loro si - finte.

domenica 7 febbraio 2010

cos'era l'oppio dei popoli? ah, tutto torna

Se la religione è l'oppio dei popoli, adesso si spiega perché abbiamo un ingombrante Vaticano al centro dell'Italia, e quasi niente oppio per il popolo bue.

Premettendo che, mio malgrado, ho vissuto dentro ospedali di altri paesi occidentali, c'è una profonda diversità tra come vengono trattate sostanze, quali oppiacei o derivati dalla cannabis, nella cura del paziente qui e l'altrove di cui sopra.

Non so quanti abbiano visto soffrire persone a loro care, senza che questa sofferenza venisse loro attenuata.
Non so quanti si siano sentiti dire che "la sofferenza avvicina a Dio".
Non so quanti avrebbero voluto spaccare la testa a chi era responsabile di ciò che ho appena descritto.
Di certo io sono stata una di queste persone.

Ho preso spunto da un commento del post precedente, e non posso fare finta di niente.
L'ipocrisia governa sovrana in questo paese. Un cantante ammette di fare uso di oppiacei e via, tutti contro - o quasi - perché ha fatto apologia della droga.
Non ha fatto apologia, ha detto (ritrattato, riammesso, etc. etc.) di farne uso farmacologico contro la depressione, visto che le cure farmacologiche prescritte dagli psichiatri erano più velenose.

Non ho idea di cosa faccia la cocaina su un essere umano mediamente depresso (neanche su un essere umano non depresso, io mai l'ho provata), ma ho idea di cosa facciano gli psicofarmaci su un essere umano mediamente depresso. L'ho visto, non mi è piaciuto per niente. Non so se la cocaina possa davvero portare benefici, ma sono rimasta infastidita dal dito puntato contro una persona per aver cercato un'alternativa. Ricordo il test antidroga a sorpresa delle Iene sui parlamentari, ricordo l'auto-accusa di un senatore ultra-ottantenne. E il Parlamento è ben diverso da uno show. Dovrebbe, almeno.

E' una novità per qualcuno che moltissimi artisti fanno uso di sostanze stupefacenti? No.
Perché non fare il test antidroga e l'etilometro a tutti coloro che salgono sul palco del Festival?
Semplice. Perché forse non salirebbero neppure in tre. E allora dove sta lo scandalo? Secondo me, appunto, nell'ipocrisia generale, che additano a untore uno che si è comportato da fesso, raccontando a un giornalista ciò che in questo paese ipocrita non si può dire. E l'ipocrisia ha portato conseguenze ancora più ipocrite, facendolo scendere da un palco dove si sono presentati personaggi strafatti.

Ma questa è cronaca vecchia, e io volevo fermarmi al principio di "non tutte le droghe vengono per nuocere". La morfina è una mano santa (a ridajjje) per chi soffre. La cannabis aiuta in varie patologie, dall'anoressia a sindromi neurologiche gravi. Ma in Italia no, niente cannabis.
Della cannabis so un po' di più, la fumo, mi rilassa, non mi piacciono gli effetti di alterazione della realtà, non sopporto ad esempio la dilatazione del tempo, sto attenta alle dosi e la fumo. Se non ce l'ho, pazienza. Non ne sono dipendente, non mi è facile averla.

Lasciamo pure crepare le quattordicenni, lasciamo nella miseria della sofferenza gente che non la merita, tanto chissenefrega. In un paese di vecchi è facile prendere voti per posizioni antidroga nette, tanto poi, io che faccio politica, qualche scagnozzo che mi procura ciò che voglio lo trovo.
Verrà osservato: il ragazzino non si trattiene. Poi arriva diretto all'eroina. Beh, notizione. Il ragazzino non si trattiene neppure adesso. Le superiori hanno un giro di canne maggiore di quello dei libri usati, e se non si fa informazione ma si demonizzano le droghe a prescindere, allora il ragazzino sarà ancora più invogliato.

Sull'alcool e tabacco, droghe legalizzate e che provocano un numero di morti esponenzialmente superiore, meglio tacere, se no vado avanti altre trecento righe e questo post, già un po' palloso, lo diventa ancor di più.

mercoledì 3 febbraio 2010

sono una precisina

A distanza di anni dall'inizio della nostra relazione (non quella cantata dal sig. Rossi Vasco), il mio ex-amante (che in verità sarebbe meglio descritto come ex-fidanzato-sposato, essendo che io non avevo - ehm, quasi - altre relazioni contemporanee) è depresso.
Ed è depresso perché sta facendo terapia di coppia, per problemi irrisolti da anni, che non gli sembra dare risultati.

Sono dispiaciuta.
E un po' mi girano le balle, per ovvie ragioni.
Poi mi scrive che ascolta "Sempre e per sempre" e istintivamente pensa a me.
E come fanno a girarmi ancora le balle?

Comunque volevo rassicurare sul fatto che, dopo leccate di culo incredibili perché servo, la capa non mi ha licenziata. Questo non toglie che io la consideri una gran puttana. Lei e quella zoccola del Cavallo, che sono sicura: ha fatto la spia su quella scemenza che ha scatenato l'ira della gran puttana. Tanto per essere precise.

lunedì 1 febbraio 2010

cose che capitano (tutte insieme, a me)

  1. Ho appena finito di litigare con la mia capa che ha tirato sù un polverone per una scemenza. Le ho scritto: "quando scrivi con questi toni, dispotici e perentori mi fai incazzare". Probabilmente mercoledì sono già a casa, licenziata per giusta causa.
  2. Negli ultimi dieci giorni credo di aver passato l'80% del mio tempo libero a scrivere mail, non di piacere, e a lavorare su una cosa fatta da altri di cui non sapevo una sega (è stato un successo, strano).
  3. L'altro 20% a mangiare e vedere vecchie puntate di Heroes (vecchie per gli altri, per me nuovissime).
  4. Una mia conoscente che intratteneva un rapporto outdoor, è stata beccata dal suo uomo. Siccome ne avevo scritto qui secoli fa, sono stata in paranoia mezza giornata.
  5. E' nata la bimba del mio amico, così sono ufficialmente e nuovamente pseudo-zia. Per la prima volta di una bimba, chissà come sarà...
  6. Sono sopraffatta, su questa scrivania, da CUD, impegnative del medico e ricevute del veterinario (no, no, sono vecchie), oltre che dal software-cd-contenitore aperto come una cozza perché il mio pc di scorta è deceduto.
  7. Ho voglia che qualcuno grande e grosso prenda a calci nel culo quella balenottera azzurra della mia capa.
  8. Il mio ex-fidanza mi mandò un sms tapino perché aveva l'influenza. Non arrivava a 38°, quel bamboccione.
  9. Vorrei mangiare un etto di cioccolata, ma non darò questa soddisfazione al balenottero, cazzo!
  10. Vorrei vedermi qualche puntata di Heroes (anche se la quarta serie è cominciata noiosa), ma sono nella spirale di Farmville, e devo andare a mietere.
  11. Mai un attimo di tranquillità.
  12. Ah, stavo entrando in chiesa. No, non per pregare, solo perché in macchina mi è scivolato il piede dal freno appena prima di affrontare una curva. Ci stavo entrando dalle mura esterne.
  13. Va da sé che mi devo rimettere in pari con quei venti blog a cui sono feedata.
  14. Non so se oggi sia proprio stata la giornata migliore per riprendere a tediare i radioascoltatori.
P.s. Grazie a coloro che si sono interessati della mia pervicace esistenza in vita.

mercoledì 20 gennaio 2010

diavoli di bambini (angeli mi sembra un po' forte)

Questi qui, questi sette che mi sono capitati sotto le mani in sole 48 ore, non sono umani.
Se non sono umani, o sono angeli o sono diavoli.

Gli ultimi.
Entra in casa mia un nano di 20 mesi, come ci fosse cresciuto in casa mia. Beh, a parte i TOC che ogni tanto si sentono da ogni angolo della casa, che segnano una lieve incapacità della proiezione nello spazio del nano stesso, non che un bernoccolo sulla sua capoccia, non che un ritorno alla stazione base (il divano) con una mano piccina in testa e un grugnito d'incazzatura. Ma mica piange.
Poi riparte e via.

Nel frattempo mi spupazzo il mio figlioccio. Ma suo fratello è geloso. Il terzo continua a girare per i cazzi suoi. Quindi mi spupazzo figlioccio e fratello, ma non ho fatto i conti col nano. Il nano, in uno dei suoi ritorni alla stazione base, con il grugnito d'accompagnamento, ci vede. Come un bulldozer si precipita tra le mie ginocchia, vuole essere spupazzato anche lui.

Minchia!
Ne ho tre che mi tirano a destra e a manca, mi parlano tutti insieme (no, il nano in realtà tenta di scalarmi), vogliono far questo e quest'altro, finché non arriva l'ora della merenda. Cialde con crema di cioccolato. Si sporcano meno loro di me. Loro madre mi guarda compassionevole.
Poi è l'ora della partenza da casa mia, e il mio figlioccio, che ha già la maggiore età (quasi otto anni otto), non fa tante storie. Ma il fratello di mezzo. Apriti cielo. Mi si piazza in braccio e non ne vuole sapere.

"Senti, ma se io ora ti faccio un sacco di coccole, poi tu dai retta a mamma e papà?"
"Tiii".
Si sdraia tra le mie braccia, e io lo sbaciucchio tutto, gli faccio naso-naso, gli dò i morsetti sul mento, e lui ride. Mi riempie di una dolcezza inaspettata e smisurata. Sono in brodo di giuggiole, e quasi non mi capacito. Perché è un bimbo di cinque anni, tutti i bambini di due o tre anni mi fanno quell'effetto, uno così grande mai.

Saluto il mio figlioccio, e siccome è mio figlioccio e dunque asincrono come me, ci stampiamo un bacio in bocca, e allora gli dico che siccome mi ha baciata ora sono la sua fidanzata. Lui ride tutto rosso, poi sentiamo il padre dire: "Se non c'ha messo una punta di lingua, non vale". Uff.

La sera i bimbi grandi li ritrovo a cena, siamo in un locale a mangiare una pizza per salutarli, ché tornano a vivere a casa di dio. Siamo un sacco, più di venti adulti e un po' di bimbi. Inizio la serata rivedendo una mia compagna delle elementari che mi attacca una pippa sull'inefficienza dei servizi pubblici. Ma che cazzo me ne frega, ora! Fammi ordinare, maremma maiala, ho una fame che non ci vedo.

A fine serata vado da bimbo coccolo e gli dico che io nel pomeriggio gli ho fatto un sacco di coccole, e vorrei me ne facesse lui.
Qui sotto il risultato. Io mi sono squagliata malgrado la temperatura polare.

(io sarei quella senza ricci)
(e senza più cinque anni)
(mi devo dar da fare per una mega trombata, così riportiamo questo blog ai livelli triviali a cui è abituato, se no poi mi si spaesa tutto)
(se i genitori sanno che ho pubblicato 'sta foto mi mettono sulla griglia)
(eventuali riconoscitori: io puzzo molto, quando griglio, quindi non glielo dite, grazie)
(possiamo sempre accordarci)
(così poi suoniamo molto meglio)
(sto forse abusando delle parentesi?)

mercoledì 13 gennaio 2010

legge della compensazione?

No, ecco, io queste domande me le faccio.
Perché, d'accordo, ho fatto sesso in amicizia con ex-moroso, gli ho anche chiesto se improvvisamente gli è sorto il problema di eiaculatio precox, scatenandogli uno sguardo assassino, ma i numeri sono numeri, e 5 minuti 5 sono 5 minuti 5, però.

Oggi vado a lavorare, sono risucchiata dentro una riunione via l'altra, scopro che la mia collega Cavallo è incinta [pensieri affollatisi nella mia bionda capoccia: che pancetta tonda, che strano, dopo il parto di 14 mesi fa era tornata in formissima, però le feste, le feste fanno ingrassare, si ma cazzo uno ingrassa mica solo sulla pancia, poi proprio al centro, sembra che abbia ingoiato un uovo di struzzo, no deve essere incinta, eh ma se poi faccio una gaffes?, capirai, una più una meno: "Cavallo ma sei incinta?" - alla fine di una riunione e con una dozzina di persone intorno - e lei che si apre con un sorriso e un'occhiata che non so se fosse felice o fulminante, e risponde: "Ebbene si! Però Grande Capa non ti preoccupare, dovrebbe nascere a Ferragosto, così a fine settembre torno a lavorare..."], la Grande Capa che mi dice per tutto il dì: "Ma che occhio che hai, ma come hai fatto?", certo che se la Grande Capa rimanesse incinta sarebbe più complicato scoprirlo perché in una tonnellata di donna una gravidanza si nasconde bene, e mentre sto per uscire strisciando sui gomiti sento la mitica frase, tormentone della mia vita lavorativa: "Ah, aspetta, c'è una cosa che volevo chiederti..." e le cose da chiedermi si moltiplicano ed io esco direttamente in barella, con la maschera dell'ossigeno.

Forse non devo più fare sesso.
Forse non devo più fare sesso con ex-moroso.
Che è la stessa cosa.

Ah, però.
Sono riuscita a ritagliarmi uno spazio per mangiare, e stavo prendendo il caffè, e c'era il mio consulente preferito.
Io avevo una felpa nuova, un regalo di Natale, acquistata a New York da uno dei miei migliori amici nel reparto maschile del negozio, questo per sottolineare quanto i miei amici-fratelli maschi vogliano esaltare la mia femminilità, solo che da una cucitura pendeva un filo.
Un filo che mi dava i nervi, ma che non potevo strappare perché col culo che ho mi si sarebbe disfatta la felpa, ma non avevo avuto il tempo per cercare una forbice.
Il mio consulente preferito tira fuori una forbicina e mi chiede: "Posso?".
Certo che si, caro.

Avrebbe potuto sfregiarmi, per quanto ne so, invece mi ha solo tagliato il filo pendente.
Gli ho chiesto se aveva anche un cavatappi, si è messo a ridere.
Accidenti, ha dei denti proprio bruttini.
Ma mi ama. Mi sembra chiaro.

lunedì 11 gennaio 2010

andiam, andiam, andiam a lavorar

[scioperanti mediaset esclusi, poco fa ho sentito una meravigliosa battuta da DJ chiama Italia: "Non è che ci sia stato veramente lo sciopero dei truccatori, è che siccome faceva ritorno alla vita pubblica il premier, ne aveva bisogno lui"]

Occchei occchei, ho fatto quelle quattromilaventisette cose che la Grande Capa mi ha chiesto, e ci ho messo pure un tempo ragionevole. Tutte tranne una.
Ovvio. Domani mi chiederà esattamente quella.

Bene, dovrei anche vedere ex-moroso, che in realtà sperava - secondo me - di passare da me stasera, ma io ero stanca e dunque gli ho raccontato mezza palla, cioè una mezza verità, a ben vedere, ché poi passo per quella che racconta sempre palle. No, quella è mia madre.
(cazzo, ho divagato)
Ah, si. E insomma verso il tardo pomeriggio ero alle prese con una crisi ormonale causante arrapamento disfunzionale, sicché gliel'ho scritto, ché con lui un risultato lo porto a casa quasi sempre, e lui mi ha risposto una cosa tipo: "Prima il dovere, poi il piacere"...
Mio nonno, buonanima, mi avrebbe risposto così!

Potevo forse starmene zitta? Sto scrivendo di ex-moroso, il maschio con più testosterone che io abbia conosciuto biblicamente!
Alla fine ello ha concluso con un: "Vuoi che ti dica che domani te lo caccio fino alle tonsille e [omissis]?!", e allora un po' mi sono tranquillizzata, ma non tanto, perché io non sarò un fiore in questo periodo, ma lui potrebbe avventarsi anche sulla mia libreria, se vedesse che ha un buco che sembra fatto apposta, quindi il problema non sono - o non credo - o spero proprio di no - io, quanto: 1.effettivo invecchiamento di ex-m con abbassamento livello testosterone 2.innamoramento per una nuova squinzia 3.(ciò mi fa tremare le dita che digitano) desiderio di fedeltà alla Grande Zoccola, la manipolatrice, l'unica così merda da far sì che amante e marito diventassero amici, per vedere di più l'amante.

Groink.
Ansia.

giovedì 7 gennaio 2010

seven, ora che mi è venuto in mente, è un film da rivedere

Darò i numeri:
  1. ho mentito pur di non andare a una cosa pseudo-lavorativa: ma che cazzo, ho detto che sono in vacanza (e ho mentito dicendo che avevo la febbre);
  2. viene a trovarmi una mia ex-collega, si fa uno sbattimento, prende il treno, i mezzi, passeggia nel gelo per 15' e io sono un'irriconoscente di merda perché non c'ho voglia;
  3. oggi dovevo finire una roba e non l'ho fatto, ma la sera è ancora giovane;
  4. ex-moroso, costretto a dormire nello stesso letto con La Scaricata (rif. post 19 febbraio '09, il link no, troppo tempo), le dava le spalle - oltre che tre gomitate durante il sonno. Oooooh, se ho goduto sentendo che lui temeva suoi attacchi sessuali e lei c'è rimasta un po' male. Però ho le mie ragioni, eh, non è pura cattiveria. E' vendetta casuale (rif. post 15 giugno '09. Link come sopra). E comunque godrei ancor di più se ex-moroso non stesse ancora tra le grinfie della GZ;
  5. al mio risveglio dal sonnellino pomeridiano, ho visto due chiamate che non mi andava di ricevere. Così, furbissima, ho messo il blocco chiamate entranti. Così, ora che mi è sovvenuto di toglierlo, ho sentito che il gestore telefonico (coglione!) diceva: "Messaggio gratuito: bla bla... non può rispondere... bla bla... inserito blocco chiamate entranti". Ma cazzo! Peggio del grande fratello;
  6. la mia maestra di scherma mi ha scritto "non fare la petulante" quando, al 99° messaggino figofonino-centrico, le ho scritto di non rompere più le balle. Ah, ecco;
  7. sette perché come ho già scritto un po' sotto.
Mi sembra di aver scritto in ottimo italiano, specie nell'ultimo numero.
Beh, che bisogno c'è che rilegga.

lunedì 4 gennaio 2010

inizio di un decennio

Scritto così, come titolo, fa obiettivamente un po' paura.
Chiudiamo gli occhi e non guardiamo.
Ho cominciato bene. Si, bene.
Innanzitutto in vacanza, e poi immersa di nuovo nella socializzazione, che mi mancava molto.
Tra ore passate al telefono e amici e amiche viste o con cui ho messaggiato, mi sono trovata di nuovo io.
Mi mancavo un po'.

P.S. chi non ha visto "I Love Radio Rock" lo faccia, tra le decine di cagate che mi sono capitate a tiro negli ultimi tempi, questo mi ha veramente emozionato. Anche se "emozionato" non è il participio passato giusto, ma ho fretta e non riesco a pensare.