venerdì 30 ottobre 2009

nota a margine

(pranzavo con le colleghe, tutte con panini o focacce o cereali portati da casa, eravamo in una stanza appositamente adibita, piuttosto grande, parlavamo di episodi spettacolari che avevano in comune il tampax, avevo appena finito di raccontare di quando una mia amica aveva lasciato in loco l'applicatore - cazzo, quante risate quel pomeriggio con le altre amiche - e camminava a gambe larghe, una collega mi dice che pochi mesi prima era successo anche a lei, io stupita che avesse provato il primo tampax a quasi 30 anni, io le dico che invece ho cominciato a 15/16 anni ad usare i tamponi, e ad alta voce dico)

"Praticamente ho donato la mia verginità ad un tampax".

Sento una risata maschile alle mie spalle, poi la risata si estende a tutto il gruppo, in modo isterico.
Era appena entrato, senza far rumore, il mio consulente preferito. Io ero di spalle.

Ogni altro commento è superfluo.
(però con le FDM dovrei essere a posto fino al 31 del mese)


martedì 27 ottobre 2009

orchestra ed elii ed arcimboldi

Non posso non tacere su ieri sera.
Regalo di compleanno a ex-moroso, che mi viene a prendere con 30 minuti di anticipo, cosa che ovviamente mi getta nel panico, non avendo neppure cominciato a lavarmi i denti.
Ma è ex-moroso, intanto che mi preparo mi segue, mi parla, mi racconta, mi sceglie il maglione e così via. Non sa dove lo porto. Via dell'Innovazione nella città grande non gli dice niente.
Fiuuuuu, non c'è mai stato.

Però al 97° cartello con le maschere e sopra iscritto Teatro degli Arcimboldi, gli viene il sospetto. A domanda, nego. Ma una volta che lo faccio parcheggiare innanzi a quella roba bruttissima fuori ma bellissima dentro, smetto di negare. Ora il suo problema è sapere cosa andiamo a vedere.
Fuori non ci sono cartelloni, il ragazzo è spiazzato. Vorrebbe tirare giù il finestrino e chiedere agli spettatori che intanto si avvicinano che minchia vanno a vedere. Tuttavia farebbe un po' la figura del cretino. Questo lo trattiene e continua a mangiarsi il pic-nic (si, avevo previsto tutto, anche il pic-nic in macchina, perché ex-moroso arriva o mezz'ora prima o un'ora dopo, già mi vedevo affondare i denti nella focaccia a 123 km/h).

Andiamo a ritirare i biglietti e dopo aver citato Zarrillo (faccia disgustatissima), Ligabue (faccia annoiata) e Baglioni (faccia schifata) mi si illumina d'immenso: "Sono gli Elii???", ma si stella mia, sono gli Elii, di cui sai metà repertorio almeno a memoria. Fila 10, il sangue scorre copioso dalle mie vene, ma chissenefrega. Contiamo anche i tre mesi di ritardo sul regalo. Gli Elii fanno ridere già da prima che cominci lo spettacolo, con la voce fuori campo che invita per tre volte il pubblico a sedersi.

Concerto commemorativo per celebrare i vent'anni dal primo album, e subito Elio ci fa notare che sono invecchiati loro, ma anche noi. Beh, ok, ma noi siamo più giovani, eh.
Concerto con orchestra, una cantante bravissima ad accompagnarli, e loro.
Puoi conoscerli o no, ma sono fantastici. Al di là che, per chi abita nei pressi della città grande, è difficile non conoscerli. Fanno un po' di spettacolo, ma soprattutto sono le loro canzoni che fanno ridere e sono geniali. Anche il fatto che siano dei gran musicisti aiuta un bel po'.
Bello, bello, bello.

Dopo aver tediato con questa blogghecronaca, non c'è molto da aggiungere, non ho combinato nulla con egli, molto per mancanza di tempo, un po' perché mi ha detto "Mi sa che sono innamorato". Ma non di quella fidanzatina brava in cui avevo riposto le mie speranze, ma del solito baldraccone manipolatore viscido schifoso (insomma, una persona che stimo). Ma cazzo.
Dopo tutte le mie vittorie, dopo che mi aveva illuso dicendo "avevi ragione tu", ci è ricascato.
Vacca boia.

Altro elemento a suo sfavore il fatto che abbia l'iPhone, mentre il mio pur valente Nokia, sa iddio come cazzo ha fatto, è riuscito a sfregiarsi di brutto sullo schermo. Uno sfregio a raggiera, come se gli avessero sparato. Diavolo, dieci anni di voli di telefonini norvegesi e trac, per la prima volta mi si crepa. [no no, crepare nel senso di crepa, non di morte, per fortuna non è ancora crepato]
E allora uno ci pensa. Ma poi dice: ma minchia, 500 euri e ho pure l'iPod touch, non si buttano via i soldi. Anche perché sul conto ne ho 146. E allora, ecco, io un po' ex-moroso lo odio.
Mi ha oltraggiato così, esibendo orgoglione il mio oggetto del desiderio.
[neanche parlassi di un rivoluzionario vibratore]

domenica 25 ottobre 2009

una tranquilla domenica da paura

ACHTUNG ACHTUNG
Post non riletto, piovaschi di orrori ortografici und sintattici estremamente probabili.

Mi sveglio e già non faccio a tempo a collegare il cervello che sono già incazzata, ho fatto una stronzata che mi porterà via un'ora (la stronzata non merita descrizione), nel frattempo ho già fatto colazione ma metto a cuocere il pranzo. Solo che tra la colazione e il pranzo, mentre rimedio alla stronzata, l'odore dell'arrosto mi penetra dalle narici, fa a pugni con il kinder pan e ciok e il latte col nesquik, ché io faccio la colazione dei campioni, e alle 12.45 sono sull'orlo di vomitare.
Mi riprendo e mi faccio du' spaghi.

Ho la radiosveglia ancorata alla vecchia ora, chiama la best friend per passare con l'unno (suo figlio, quasi mio nipote, insomma) e in onestà le dico che, da lì a mezz'ora, aspetto una persona per sistemare una faccenda burocratica. Peccato ci fosse un'ora e mezzo di tempo.

Non lavoro, non lavoro, non lavoro. Va beh, un'occhiata al manualetto però...
Cretina.

Arriva la persona che aspettavo, altro che una firma e via, lei ripone in me Great Expectations, come ci narrava il Dickens, ed io non so deluderla. Quindi mi impegno per rotture di coglioni spaventose.
Cretina cretina.
(finalmente se ne va, credevo di dover usare bombe carta ad un certo punto)

Navigo un po', leggo il giornale, leggo del povero Piero che mi fa compassione, ma il mio cervello bacato è sintonizzato sul manualetto. Che serve a fare il progetto che mi hanno affibbiato con un altro programma, più complesso ma più efficiente. Che faccio? Provo a vedere se anche col mio solito programma riesco ad ottenere le stesse funzioni. Ergo. Lavoro. Sono una schifezza.
Cretina cretina cretina.

Ex-fidanza e moglie fanno irruzione, è un bene. Finisco di lavorare e mangio un sacco di cioccolata (mia), ma ex-fidanza di più. Mi prendo della rompicoglioni innumerevoli volte. Non controbatto, so che sono pesante come marmo di questi tempi, ma non riesco a gestire il tempo e 'sta cosa mi rende nervosetta. Sono sempre in ritardo su tutto. Cazzo.

Ceno con l'arrosto di cui sopra.
Poi, per mettermi serena, guardo un paio di puntate di Dexter.
Vedere la belva piccola - una belva paciosa e bietolona come poche - che mi si avventa addosso coi denti digrignati, non mi stupirebbe più di tanto.

Per concludere credo che dormire otto ore faccia molto male.
Sono meno agitata quando ne dormo tre.
O forse è colpa del mancato riposino pre-serale.
O forse no.

mercoledì 21 ottobre 2009

senza titolo

  1. oggi la mia collega tossiva e si soffiava il naso di continuo. L'ho chiamata "Batterio" tutto il dì, e le ho pure chiesto di spostarsi un po'. Non so, ma forse sono stata un po' indelicata;
  2. ho due telefonate che DEVO fare che mi generano pressione, dunque passano i giorni e col cazzo che mi faccio sentire;
  3. uno (per me) sconosciuto ha mostrato una cosa che ho realizzato al proprio ufficio marketing. Voleva dirmi ciò che gli avevano detto per migliorare il prodotto di tanta fatica. Ma sei cretino? Chi ti ha chiesto niente? E poi la cosa che ho realizzato non serve a vendere. L'ho gelato neanche fossi stata l'iceberg che ha affondato il Titanic, senza guardarlo in faccia. Siccome di cretino appunto si tratta, ha riprovato a rompermi i coglioni. Ho levato le mani dalla tastiera del pc, mi sono girata, l'ho guardato in faccia e, con calma glaciale, gli ho ripetuto esattamente le stesse cose. Credo che il mio sguardo sia terribile, talvolta. Mi sono sentita molto Glenn Close. Lo odio, comunque;
  4. domani serata mondana, lunedì ancora, vorrei suicidarmi al sol pensiero;
  5. quando ho sentito dire da Bonaiuti che la sinistra, in sede europea, ha fatto fare l'ennesima figuraccia all'Italia, ho capito che non è tanto avvezzo a Youtube e non può vedere tutte le figure di merda che abbiamo accumulato grazie al nostro premier (quella di "Kapò" sopra tutte, con Fini che vorrebbe sotterrarsi);
  6. sei è un numero un po' inutile per chiudere, ma tra dieci minuti vado in onda.

lunedì 19 ottobre 2009

se ti accorgi che la minestra può avere altri sapori (no, non scrivo di sesso orale, solo di sesso)

Tra le mie amiche con cui parlo di sesso (tutte o quasi), ce n'è una che mi fa preoccupare.
La chiamerò Ricciola.
Un matrimonio in giovanissima età, due bimbi, separazione dopo un po' di anni, qualche flirt, un fidanzato che diventa a breve convivente, una famiglia ricostruita e poi, dopo un paio d'anni, arriva lui.

Più grande di Ricciola di una decina d'anni, un matrimonio malamente fallito alle spalle con un figlio - ora adolescente - a farne le spese, la totale mancanza di comunicazione con l'ex, la frustrazione di non riuscire a capire e ad aiutare il figlio, e comunque una gran voglia di vivere.
Lo chiamerò Converse.

Converse e Ricciolo si incontrano per caso a causa del lavoro di uno dei due. Converse fa una gaffes pazzesca con Ricciola e, offrendole un modo innocente per scusarsi, le lascia il numero di cellulare. Così si vedono un po' di volte, la prima con i bambini e il compagno di Ricciola, altre volte da soli per un caffè.

Il compagno di Ricciola è bravo e buono ma, a mio parere, manca di acume e non è propositivo. Per dirla tutta, lei è più intelligente di lui, lui è meno vitale di lei, ma lui è paziente, razionale, bravissimo con i bambini e riesce a frenare (fin troppo) l'irruenza della compagna.

Ricciola comincia finalmente a farsi cadere le fette di prosciutto sugli occhi, e nota che Converse la guarda con interesse. Si lascia contagiare dalla sua vitalità. E un giorno accetta un invito a pranzo, innocente. Peccato che, causa chiusura locali in zona, lei vada a casa di Converse, non mangi niente ma scopra che lui la desidera con passione.

Io sono il punto di riferimento di tutte le amiche che hanno o stanno per cominciare una storia clandestina. Davvero, eh, proprio tutte. Neanche ne avessi avute duecento. Ne è bastata una a fare di me l'Enciclopedia della Donna Amante, vol. 1 e 2.

E così Ricciola mi parla della passionalità di Converse e della sua attenzione verso i più piccoli particolari quando sono in intimità. Scopro invece che il compagno, benché passionale, no preliminari, subito al sodo, unica sessione (non sei mica Paganini, cazzo!). Eh, ma non si fa così.
Sembra che tu voglia solo svuotare la sacca scrotale!
Scandaglio. E scopro che il compagno è pieno di tabù, e i tabù nel sesso sono dannosissimi. Infatti, non appena Ricciola scopre un altro modo di vivere il sesso, ne è radicalmente rapita.

Ricciola è un ottima persona, mai aveva tradito, mai aveva ceduto alle lusinghe di cento uomini. E' decisamente una bella ragazza. E' forte, è caparbia, è buona, è simpatica. E' una bella persona, benché molti possano reputare che una bella persona non tradisce. Non è vero, può succedere quasi a tutti.

Nella mia saggezza spicciola, maturata da esperienze con maschi che non si lasciavano andare, con maschi che si lasciavano andare ma dovevano in qualche modo giustificarsi, con maschi che si lasciano andare senza alcun bisogno di giustificarsi, le faccio un po' il lavaggio del cervello.
Le dico che, se davvero crede che il compagno sia l'uomo della sua vita, deve prendere il toro per le corna, fargli conoscere i suoi desideri, cercare di abbattere i tabù che fanno muro.
Parlare e parlare, poi agire. Parlare di sesso con un compagno o una compagna risulta difficile a molti, e più il rapporto è duraturo, più è difficile.
Lo so bene, oh, se lo so bene.

Spiegarsi, capire, farsi capire, trovare una via da percorrere insieme. Questo deve essere.
Se no Ricciola sarà sempre alla ricerca della parte mancante di un rapporto importante.
Voglio bene a Ricciola, assai, non voglio che salti di palo in [palo] frasca, perché così rischia sia di mandare a monte un rapporto consolidato, sia di mandare a monte sé stessa, con sensi di colpa e il terrore di venire scoperta. Non c'è, poi, solo la sua tranquillità in gioco, ma anche quella dei suoi figli. Nel frattempo Converse imperversa. Ma solo per il momento.
Minchia. Che caos.

domenica 18 ottobre 2009

madri

Non è da tutti avere una madre che, incontrando il mio ex-fidanzato, gli dica:
"Ah, guarda, avessi avuto xy anni in meno, ti avrei fatto la corte!".
Ex-fidanza è diventato blu come un puffo.

Adesso temo per un eventuale incontro con ex-moroso, mi vedo la scena:
"Ah, guarda, avessi avuto xyz anni in meno, una sveltina con te me la sarei fatta!".
Ex-moroso non farebbe una piega.
[è stato realizzato con un materiale rivoluzionario, in ogni senso]

venerdì 16 ottobre 2009

coldplaying

Il freddo arrivato come una mannaia, mi devasta.
Ieri in ufficio ho battuto incessantemente i denti, la gente mi pigliava per il culo, banda di stronzi! Non è che, perché una ha l'aspetto da nordica vera, non possa soffrire il freddo come una figliola di Agrigento.
Io non lo so.

Da rilevare:
  1. il mio consulente preferito non mi ha potuto dare dell'acidina perché non si è visto, segno del destino (bastardo);
  2. ad un mio giovane compagno di scherma, classe '82, è morto il secondo genitore nel giro di cinque mesi;
  3. insonnia peggiorata dal freddo, perché il freddo mi fa svegliare presto;
  4. possibile che a metà ottobre io debba mettere il piumino sul letto?
  5. oltre alla lettura dei blog, sto rimandando 67 telefonate.
P.s. post scritto in data 15 ottobre, pubblicato dopo per adsl che schiacciava un pisolino. Beh, io non posso che difenderla, io, la Regina dei Pisolini.

martedì 13 ottobre 2009

un orticello da coltivare?

Con il mio consulente preferito siamo diventati amici su FB.
Con il mio consulente preferito ci siamo scambiati, per lavoro, un po' di FB mail.
Il mio consulente preferito mi ha chiamato "stellina", in una di questa mail.
Se non fossi già innamorata di Samuele Bersani, in questo periodo, potrebbe quasi spingermi all'infatuazione fortissima.
"Stellina".

(sapesse come sono acida in questi giorni, ritratterebbe)
(domani mi sa che lo scopre)
(mi chiamerà "acidina")
(che triste)

P.s. non riesco a leggere i blog preferiti (quella trentina di) la sera perché tra insonnia, febbriciattola e un lavoro che non mi passa più, mi si chiudono gli occhi alla terza parola. Ecco perché. Ieri ci ho provato ed è stato il tracollo. Forse dovrei farlo in orario di lavoro, come tutti.
[mi sembra di essere il ragno dell'omonima canzone del succitato]

lunedì 12 ottobre 2009

coperchio in testa, sdeng (ma non fa male)

Ah, la punizione.
Febbre is back.
Ma vaffanculo.
E ho pure fatto promesse da marinaia sulla scadenza dei lavori che devo presentare.
Imbecille!
(mi capita sempre più spesso di auto-insultarmi, sa mai perché)

Comunque l'aneddoto della giornata è questo.
Volevo essere certa di aver fatto una roba burocratica pallosissima bene. Pio bove.
Chiamo il Centro per l'Impiego.
"No, guardi, faccia tutto di nuovo sul sito dell'Inps".
Bene. Peccato non ci sia modo.
Chiamo la Provincia.
"No. Tutto tramite Inps online".
"Ma guardi che non c'è modo, inoltre il vostro portale ha accettato il modello che dovevo presentare".
Silenzio.
"Chiami l'Inps, saranno in ritardo [voi no, eh?!], la circolare è nuova [n.d.b. 8 mesi]: lei comunque non è a posto, dal punto di vista legale. Le do il numero diretto". Ottimo. Sul fatto che io sia fuorilegge.
Terza chiamata. Staccano il telefono.
Quarta chiamata al call center per poveri mortali, che in anni che lo chiamo mi abbiano mai dato una notizia corretta. Per due minuti sono fuori tempo massimo.
Ma vaffanculo, va, va.

domenica 11 ottobre 2009

il diavolo fa le pentole e non i coperchi, probabilmente (e poi non ti regala nessun accessorio inutile)

Confidenza: io sono un orso.
Io sono un orso che lavora come un mulo e che per farlo indossa la pelle del camaleonte. Tutta una roba alla Konrad Lorenz, tranne la presenza della papera Martina, che peccato.

Quindi oggi ho un po' lavorato e un po' pensato alle mie attanaglianti faccende burocratiche, per cui ho sudato [sette uova in] sette camicie.
Ma un amico mi chiama per venirmi a trovare, probabilmente con suo figlio che adoro, ma la mia socievolezza oggi rasenta quella di un eremita dell'appennino tosco-emiliano, pure incline al bestemmione. Quindi gli scrivo che no, guarda, ho di nuovo la febbre, lassamo perde.

Passano le ore e scrivo alle mie due amiche e, dal momento che una mi aveva fatto mille paranoie quando ero febbricitante e io avevo pure pensato che, cazzo, sono mica dell'età dei tuoi marmocchi, saprò bene cosa fare della mia vita, e se non lo so tanto bene, chi d'altronde ha mai le idee tanto chiare, affermo che yes la febbre è andata via.

Poi faccio qualche cosa per cui mi sarei dovuta distrarre molto e invece manco per idea, e penzo.
Trac. Una spada di Damocle vedo materializzarsi sopra la mia testa, poiché siccome ho amici molto interconnessi io SO che domani qualcuno scoprirà la mia bugia.

E' da un'ora che sto pensando alla bugia riparatrice, ne ho già confezionate una dozzina, domani mattina vado presto dal panettiere e faccio un exit-poll per scoprire quale è la migliore.
Ma che testa di cazzo sono, lo vogliamo scrivere?

P.s. la febbre non l'ho provata perché sono codarda.

lunedì 5 ottobre 2009

tre e un quarto (di vino, sarebbe stato meglio)

Occhi pallati fino alla suddetta ora. E dire che avevo fatto la brava, non mi ero portata nulla in dvd da guardare mentre ero a letto ad aspettare Morfeo. Che, per essere precisa, assomiglia in tutto e per tutto a George Clooney. Solo che appena mi abbraccia io m'addormo, che sfiga.

Adesso non è come prima, che spegnevo la luce, chiudevo gli occhi, contavo pecore, soldi, more da pagare, contavo poco insomma. Adesso attendo il sonno. Guardando la tv o giocando con l'ipod o facendo i sudoku. L'esito, tanto, è il medesimo. Anzi. Evito di fumare istericamente alle due di notte.
Il rovescio della medaglia è che alle volte mi addormento con centotrentotto cose accese, inutile spreco, abbattuta da un colpo di sonno improvviso.

Per sommi capi:
  1. ho ricominciato a leggere i blog arretrati, avrò circa 200 post da leggere. Verso dicembre conto di finire;
  2. ho un vicino di casa che è già santo, mi va a fare commissioni offrendosi di sua sponte. Ed è pure un pensionato impegnato, mica in cerca di cose che lo tengano impegnato;
  3. mi piace tantissimo una canzone degli Otto Ohm, che non so manco chi cacchio siano o come siano fatti, ma la canticchio sempre (già stata minacciata, grazie);
  4. ho cominciato la mattina urlando incazzata ad un paio di persone che non avevano rispettato delle regole condivise, ho trascorso il resto della giornata con i sensi di colpa per essere stata aggressiva ed avere alzato a voce;
  5. mi ha contattato su FB una figliola fiorentina conosciuta al mare. Io avevo 16 anni, lei 13 e sua cugina era un cesso pazzesco, la cosa mi ha un po' commosso;
  6. perchè quando cerco io qualcuno su FB non lo trovo mai?
  7. sette è un buon numero per chiudere, come le ore che mi aspetto di dormire stanotte.

domenica 4 ottobre 2009

un mercoledì da (cog)leona (ultima parola non tra parentesi da pronunciarsi all'inglese, grazie)

Mercoledì.
30 settembre 2009.
Ultimo giorno per l'invio della celeberrima Dichiarazione Dei Redditi.
Quest'anno non ho fatto training autogeno un mese prima, non ho rotto zebedei a destra e a manca, ma c'era una ragione. Anzi tante, ma ne basterà una.
Credevo di aver tutto sotto controllo. Così sotto controllo che, per scrupolo, essendomi ovviamente ridotta all'ultimo giorno utile, ho preso un giorno libero dal lavoro (anche se un paio d'ore, da casa, ho lavorato - ma di mattina, quando il mio cervello non carbura: sarà più importante il lavoro o la DDR?).

Bene. Dopo aver lavorato, pranzo. Dopo aver pranzato, mi rilasso per digerire in tranquillità. Dopo aver digerito in tranquillità, mi metto al pc.
Non è che posso subito cominciare a fare somme e percentuali e chiedersi che minchia significhi il campo RP9345. Beh, una partitina ad un gioco stupido e poi si parte.

Squilla il telefono, all'altro capo un'amica che chiameremo Anna-dcr che, come me, ha pensato bene di sfruttare il suo giorno libero per preparare materiale di lavoro che le servirà a breve. Mi chiede:
"Come va la DDR?"
"Beh, ti posso dire che sto facendo il record personale al giochino stupido".
Lei ride.
"E tu?", le chiedo.
"Sono alla 47° partita di spider".
Le amicizie si scelgono per precise affinità, eh.

Verso le ore diciotto mi applico seriamente, e... porca troia! Sono cambiate alcune cose nel modello e alcune cose nella mia vita, cazzo! Giusto l'anagrafica è rimasta uguale!
Mi applico a più non posso, mi applico, mi applico, sommo, compilo, leggo le istruzioni, cancello, rileggo, ricompilo, controllo, fallisco, ricomincio... ma il ticchettio dell'orologio non ha pietà e X Factor sta per cominciare.

Sono così in palla che mentre faccio gli ultimi (disperati) controlli, prendo il telecomando del dvd recorder e invece di schiacciare REC schiaccio per errore PLAY, sicché, un po' distratta, mi convinco che il programma stavolta cominci con un po' di scene da daytime. No, è che stavo playando il daytime. Precedentemente registrato.
[me ne vergogno, ma ho anche pensato: che culo che ho proprio oggi! si, appunto]
Quando esso finisce, sento una cesura netta: non capisco. Facchinetti ad un tratto è tutto elegantone e sotto c'è scritto che stanno già commentando la 2° cantante. Ma vaffanculo!

Nel frattempo ho spedito la cazzo di DDR, ma riaprendola ho trovato un errore grossolano, secondo me attribuibile ad una volontà maligna dei fans di Amici: non posso aver compilato il campo "eventi eccezionali=4", vero che sono andata a vedere cosa significasse, ma sono CERTA di non averlo compilato! Maremma maiala!!! E ora?
C'è un "annullo invio", salva! Mi si chiede il numero di protocollo.
"In che zenzo?"
E vai a rintracciare il ndp, e vai ad annullare l'invio, e ricontrolla la DDR, e accetta il fatto che quest'anno hai riempito caselle a casaccio (ma potrebbero essere corrette, chi può dirlo), e rifai il file da inviare, e invia. E tipo alle dieci e rotte ho cominciato a guardare la tv. Che pessima prestazione.

Per rifarmi di questo parziale fallimento, del fatto che XF quest'anno mi fa un po' cagare, del fatto che sono la solita procastinatrice idiota, mi sono scaricata XF inglese, giusto per capire.
Neanche a dirlo, mi sto appassionando di brutto, benché manchino giudizi un po' complessi e sia più un reality con tutte le storie dei wannabe-talents.
D'altronde non ne dubitavo.
E Simon Cowell non è così cattivo come lo dipingono i disegnatori di Jessica di "C.h.i. Roger Rabbit".

lunedì 28 settembre 2009

la sciura maria (segretaria incapace di tacere)

Come già scrissi, ho questa collega che lavora al mio fianco, un po' particolare.
Non gradisce parolacce, è un po' pedante [mai come me, ma esercitiamo l'arte della pedanteria in maniera molto diversa, e questo mi solleva. Ops. Ora batto la testa sul soffitto], parla ad alta voce mentre lavora (come me, d'altronde), si veste come mia nonna (ne avessi una in vita).

Entra in ufficio questa collega, che chiamerò Old Fashion.
L'ufficio vede presenti cinque persone, tra cui la segretaria. Costei inizia a chiedere scusa ad Old Fashion, a dire che è stata proprio inopportuna, a cospargersi il capo di ceneri. Evidentemente, in un momento in cui io non ero presente, ha detto qualcosa che le è poi sembrato fuori luogo.

Old Fashion esce dall'ufficio ed io, mai curiosa, la tempesto di domande: "Ma cosa le hai detto? Me l'hai offesa? Ma non riesci a tenerti una patata in bocca?!".
Sicché la segretaria mi racconta di un giorno in cui OF vestiva con un abitino stile vestaglia, blu con fiorellini bianchi, davvero agghiacciante. E "agghiacciante" lo posso assolutamente confermare, l'ho visto con i miei occhi. Un vestito che mi ricorda le signore toscane del paesello del mio babbo, quando la domenica andavano alla messa.

Insomma la segretaria, ad ufficio pieno, si è espressa con un "OF! Mi sembri la sciura Maria con quel vestito!", e pare che OF abbia fatto un forzato sorrisino e, con qualche scusa, sia poi andata a lavorare in un altro ufficio. Embé. Non posso neppure cazziare la segretaria, a parte l'indelicatezza di parlare innanzi a tutti, perché ha sacrosanta ragione.

Rientra OF. Stavolta siamo solo noi tre. La segretaria le dice: "Guarda, mentre ero a letto quella sera, continuavo a girarmi e rigirarmi pensando a quanto fossi stata inopportuna...". Boccaccia (anche) mia, statti zitta. Nooo! Ce la posso fare? Nooo!
"Ah, se devo proprio essere sincera [non devi, cazzo, non devi! La sincerità non paga, cazzo!!!] [ma non resisto] anche a me non sembra un abito adatto alla tua età".
Mi guarda.
Stupita che io mi sia permessa.
Segue analisi attenta del vestire classico che questa ragazza [due anni più di me, ergo ragazza] adotta, di come potrebbe vestire classico senza sembrare una trisnonna.

Non so se le abbia fatta tanto piacere, ma era a fin di bene. Vale come scusa?
A parte le sue mail glaciali, comunque, tutto bene.

martedì 22 settembre 2009

l'egoismo dei vecchi (post pesantuccio, da evitare per il cazzeggio)

Non so se sia una cosa diffusa solo tra quelli che io conosco e ho conosciuto, o un elemento costante per tutti coloro che superano una certa soglia di età.
Certo è che i vecchi li trovo molto egoisti e non lo digerisco.

Anche mia zia, la persona più buona del mondo, un po' lo era diventata, ma almeno il suo egoismo si estendeva al di fuori della cerchia dei suoi affetti più grandi.
Invece in questi giorni ho osservato mia madre e mi è venuta amarezza.
Lei e mia zia si conoscevano da sessant'anni, lei era la sorella di mio babbo.
I miei genitori ci affidavano a lei finché io e mia sorella eravamo piccine, mentre loro facevano qualche viaggio (per i tempi) bizzarro. Poi cominciarono a portarsi dietro mia sorella, ma io ero sempre felicissima di rimanere con mia zia, che mi coccolava in maniera indecente.

Quante vacanze facemmo insieme a mia zia e suo marito, dalla Romagna alla Toscana, anche dopo la scomparsa di mio babbo. Quante vacanze fece mia madre con mia zia, quando io e mia sorella diventammo indipendenti. Poi le solite questioni ereditarie che mi fanno incazzare, il figlio di mia zia schierato contro tutti, noi comprese. Mia zia cercò di mantenersi neutrale, come me, mia madre invece non lo digerì. Da ciò cambiò tutto: mia zia chiamava me e mia sorella sui cellulari, quando chiamava a casa sentiva un po' di gelo.

Ma come si fa, per una questione così stupida, cancellare anni di amicizia, affetto, gratitudine?
Mia madre oggi, giorno del funerale, mi parla della composizione di fiori con cui le abbiamo reso l'ultimo grazie, poi mi parla di come va bene la macchina nuova di mia sorella.
Oggi seppelliscono mia zia e mia madre mi parla di un auto.
Sono sbottata, borderline con un pianto liberatorio e isterico.
Lei mi dice: "Lo faccio per parlare d'altro, per tirarti sù".

Ma tu non sei a pezzi?
Non ti vengono in mente mille episodi di vita condivisa?
Non te la vedi mentre cuce o mentre si addormenta nello studio davanti alla tv?
Non ricordi la bontà degli involtini al latte, che non assaggerai mai più?
No.

Mia madre è chiusa nel suo mondo, di solito ne facciamo parte anche io e mia sorella, altre volte esclude anche noi. Mi fa molto male, perché amo mia madre, stimo mia madre, e so che sono gli anni a renderla arida. Non è mai stata così.
Allora mi faccio un sacco di domande.
Non è che anche a me succede, anno dopo anno, la stessa cosa? Eppure il mio mondo mi sembra sempre più aperto, entrano ogni anno nuove persone, ma forse non mi accorgo che altrettante ne escono.

Non so.
Forse non voglio neppure sapere che tra quarantaquattro anni (e chi ci arriva?) anch'io sarò così.

lunedì 21 settembre 2009

domenica 20 settembre 2009

tanti grazie, innaffiati da lacrime sincere

  1. Grazie per quando mi prendevi in braccio e mi tenevi stretta, ed io appoggiavo la testolina sul tuo morbido seno.
  2. Grazie per quando mi coprivi con lo zio, che era molto severo, e rischiavi anche di prenderle, perché la vostra generazione era abituata a dare e ricevere schiaffi, anche da adulti.
  3. Grazie per tutti i vestiti del Cicciobello che mi facesti con la tua arte di sarta e una macchina Singer a pedale (li ho tutti in soffitta, gelosamente custoditi).
  4. Grazie per avermi dato sempre fiducia, anche quando dimostravo al mondo che ero un'asina.
  5. Grazie per il caffé d'orzo che mi preparavi la sera e mi faceva sentire un'adulta, come te e zio.
  6. Grazie per le patatine fritte che ogni volta mi facevi trovare in tavola (mentre lo zio ripeteva sempre: "Piacciono molto ai bambini perché l'amido delle patate, durante la frittura, si trasforma in zucchero", perla di un numero de La Settimana Enigmistica, rubrica "Lo sapevate che...").
  7. Grazie per le costolette d'agnello presenti in tavola ogni Lunedì dell'Angelo che abbiamo trascorso insieme.
  8. Grazie per tutte le paste del Nannini che mi hai comprato.
  9. Grazie per le stupende passeggiate in ogni angolo della tua città.
  10. Grazie per avermi portato al mare, io sedicenne che, fosse stato per mia madre, il mare l'avrei dovuto vedere col binocolo, vista la bocciatura.
  11. Grazie per i ciambellini, i salami, le salsicce, i dolci senesi, i cioccolatini e quant'altro che ci mandavi in pacchi che recavano la tua calligrafia d'altri tempi.
  12. Grazie per avermi fatto conoscere un po' di più mio padre, attraverso racconti di tempi andati.
  13. Grazie per tutte le tue lettere.
  14. Grazie per aver affrontato, alla verde età di 89 anni, un viaggio iniziato alle 6 del mattino e conclusosi all'1 di notte, pur di passare qualche ora in ospedale con me.
  15. Grazie per avermi insegnato le buone maniere e la sincerità.
  16. Grazie per tutte le telefonate che mi hai fatto, e scusa per tutte quelle che io non ti ho fatto.
  17. Grazie per tutto l'amore che mi hai donato, sappi che è stato tutto, fino all'ultima goccia, ricambiato.

Il tuo sorriso da vecchietta si irradia da una foto dello scorso anno.
Addio, fai buon viaggio e, se lassù trovassi davvero qualcuno, metti una buona parola anche per me. Ah, e salutami tutti quelli della nostra tribù.
E, come dicevi sempre alla fine di una telefonata, "tante belle cose" a tutti voi.
Con tutto l'amore che posso, ciao zietta.

giovedì 17 settembre 2009

cosa ti fa una macchia di leopardo

Pomeriggio in ufficio.
La capa non è ancora arrivata ma è attesa.
Per questioni lavorative (scuse varie) inizio a peregrinare in giro, e saluta una, e saluta l'altro, "Ehi, lo sai che Tizio è tornato in ufficio?" e non vuoi andare a salutare Tizio? Solo che Tizio è in giro al cazzeggio come me, ho analizzato tre piani per stanarlo (un sms? No, troppo semplice), ho scambiato parole con mezzo mondo.

Torno in ufficio alle 15.30.
La capa, senza quasi salutarmi, mi chiede se ho realizzato la brochure. Brochure?! Rileggo la sua mail, lei ha sbagliato perché ha scritto "volantino" e io ho sbagliato perché non ho letto "mercoledipomeriggio" scritto tutt'attaccato. Minchia. Capa: "Alle cinque ho la riunione di presentazione, mi serve!!".

Schiava Isaura ex-cazzeggiatrice si mette al lavoro, per fortuna trova una bozza (servita per altra persona) da cui partire. La mia compagna di banco sta facendo una specie di bilancio e non le torna un cazzo, indi per cui commenta a voce alta. Di solito lo facciamo entrambe, senza interagire tra noi. Ma oggi no, troppa pressione. Prendo un po' di Cardura.

La zittisco, povera stella, e lavoro come un mulo.
Ore 16.50 concludo felice.
Mando in stampa. Il pc cerca la stampante di rete. "Ma è accesa?", "Accesa". Merda.
Cerco una chiavetta, la trovo, trasformo il documento in pdf e ce lo butto sù, lo passo alla segretaria, me ne stampa solo un lato. Valle a spiegare come stampare il secondo lato. La capa entra in riunione e la brochure è stampata a mezzo. Mi lancia uno sguardo ghiacciato.

Entra uno dei boss e ci dice: "E' saltata la corrente! In garage ci sono due persone bloccate dal cancello!". Ecco perché non c'era la rete. Ma la corrente è saltata a macchia di leopardo, impossibile capirlo per noi, a cui i pc vanno.

Alle 17.15 entra Casanova, il mio amico vecchio che ogni tanto mi dà un passaggio per casa. Neppure bussa. Entra. "Siamo pronte?!", 'azz. E' nervoso di brutto. Lascio la chiavetta nelle mani della segretaria. Sperèm.
Salgo in macchina con Casanova.
Era lui uno di quelli bloccati in garage.
Ah, ecco.
Fortunelli che non siamo altro.

martedì 15 settembre 2009

il miraggio (o midiametro, che dir si voglia) di Santorini

Un giorno, prima che il blog andasse in vacanza, vado fuori a cena con un paio di coppie di amici. Tra i quali ex-fidanza e la moglie, che l'indomani sarebbero partiti per Santorini.
Il giorno dopo ex-fidanza mi chiama mentre schiacciavo l'usuale pisolino e gli chiedo perché, invece di rompere le balle, non guarda il tramonto.
Lui ride, poi mi dice: "Possiamo passare da casa tua stasera verso le nove?".
Io acconsento e penso: avranno un volo in notturna e magari vogliono lasciarmi giù le chiavi.
Lui zitto, poi mi dice: "Non mi chiedi neanche perché?", ridendo.

Illuminazione.
Qualche mese dopo essersi messi insieme, causandomi uno strazio che mi ha fatto giungere al mio record storico di magrezza, i due andarono verso la Croazia per le vacanze estive, ed io godetti molto quando seppi che lui si era infuriato perché al confine lei scoprì d'avere la carta d'identità scaduta.

Sicché comincio a ridere e gli chiedo: "E' successo ancora?!", e lui ride di brutto e mi conferma, e tra tutti e due non la smettevamo più di ridere mentre, accanto a lui in macchina di ritorno dall'aereoporto, c'era un esserino (di un metro e 75, ma questi sono dettagli) sprofondato nella mortificazione.
Allora gli chiedo se ha reagito (incazzandosi come una belva) come io immagino, e mi dice che no, è stato un signore. L'esserino biascica qualcosa, ex-fidanza mi traduce: "Anche troppo". E in effetti quando ne fai una grossa così, se l'altro si incazza in qualche modo allevia il tuo senso di colpa, invece così no, e quindi la mortificazione ti avvolge.

Ne ho prova la sera.
Comunque cerchiamo un volo per il giorno dopo. Trovato. Pagato. Attendiamo conferma pagamento riuscito. Dopo 40 minuti, un cazzo. Telefono alla padroncard per sapere se ho l'addebito o no (beh, pago io, la loro carta non la prende), dopo un giro per il mondo e un rimpallo di operatori piuttosto consistente, mi dicono che quel sito non è considerato affidabile dalla mia banca. "Faccia la carta virtuale!", e sia, detto fatto, ecco la carta virtuale.

Torno sul sito e nel frattempo i prezzi dei voli sono aumentati del 40%, 'sti cazzi! Da 360 a 500 e rotti euri. Ex-fidanza inizia a indossare una maschera scura. Comunque dà l'ok e facciamo tutta la procedura. Arriviamo in fondo e ci sono due opzioni: 1. c'è già questa prenotazione, volete continuare? 2. volete fare una prenotazione diversa?
Ma non si scappa. Qualunque cosa si faccia, si torna sempre su questa cazzo di pagina e non si riesce a pagare.

I due tapini lasciano casa mia alla mezzanotte e mezza, senza aver risolto nulla.
Inutile andare su altri siti per i prezzi stellari o per l'obbligo di avere carta credito intestata a uno dei due passeggeri. L'indomani mi manda il messaggio seguente: "Partiamo domani, alla comoda ora delle 6 e 20 di mattina, alla modica cifra di euri 610. Domani alle 2 del pomeriggio sono in mare, dove annegherò mia moglie".

Però, pur avendo perso due giorni di vacanza, hanno girato un'isola che per me rimane un miraggio, per una ragione o per un'altra non riesco mai ad andarci. Mai arrendersi però.
E comunque la moglie è sopravvissuta.

P.s. non sono ancora riuscita a leggere mezzo post altrui, mi sento in colpa. Anzi, uno l'ho letto, e pure commentato con mezza riga. Mi rifarò.
P.p.s. non so più usare la punteggiatura. O forse mai stata capace, chi può dirlo.

domenica 13 settembre 2009

cambiamenti con l'inizio della scuola

  1. Numero belve sopravvisste: due (un po' di magone, cioè quello che fa le magie molto grandi);
  2. numero chili sottoscritta: più uno;
  3. numero racconti estivi sorbiti: zero (evitati con grande classe, II B);
  4. numero auto da comprare: uno;
  5. numero auto acquistabili: zero (mi fanno tutte cagare);
  6. numero telefonini presenti sulla scrivania: tre;
  7. numero telefonini funzionanti: uno;
  8. numero fatture presenti sulla scrivania: una cinquantina;
  9. numero fatture pagate: due;
  10. numero regali ricevuti post-vacanze: quattro;
  11. numero regali effettuati post-vacanze: zero (non ho fantasia);
  12. numero consulenze su acquisti informatici: uno (molto faticoso);
  13. numero euri per crediti derivanti dal punto n°12 (acquisto, non consulenza): seicentodiciannove;
  14. numero domande inutili di mia sorella: tremilasettantatre;
  15. numero lavori impegnativi già affibbiati: tre (ma uno vale per trenta);
  16. numero nuovi amici su facebook: uno;
  17. numero nuovi amici rifiutati su facebook: dodici (sembra che la parola "amico" sembra si sia allargata a "conoscenza occasionale");
  18. numero tentativi per entrare ad x factor: tre;
  19. numero tentativi riusciti per entrare a x factor: zero;
  20. numero feste glamour sorbite: uno;
  21. numero feste non glamour non sorbite: uno (no, dico, si può fare una festa di compleanno a sorpresa invitando genitori autoctoni del compagno e genitori pugliesi dell'organizzatrice fatti salire appositamente?!)
  22. numero cartoline ricevute: uno (l'anno prossima me ne mando da sola, in ricordo dei vecchi tempi);
  23. ventitre è un buon numero per chiudere, anzi, il migliore.
P.S.: ricordarsi di scrivere di ex-fidanza e Santorini. [almeno un appunto mentale me lo sono ricordata]

giovedì 10 settembre 2009

back, con cartella, quaderno e matite (e astuccio nuovo)

Ma stasera c'è X Factor, quindi voglio solo scrivere una cosa: come al solito mi sono scordata tutte le cose di cui volevo scrivere, che mentalmente mi ero appuntata. Ché ancora mica ho capito che sono rincoglionita.