domenica 12 agosto 2007
lunedì 6 agosto 2007
pappina, porca eva
Cosa dovevo avere nei gangli che costituiscono la mia esuberante materia grigia per scegliere un nome come quello che ho scelto?!?
No, perché a parte le prime settimane dove sei tutta presa da questa nuova e mirabolante avventura, poi inizi a fermarti sui dettagli.
Passi il titolo. Ci sta. Non sarà brillante perché io il brillantante non l'ho mai acquistato perché credo sia un troiaio (toscanismo: "cosa che non funziona", se no poi vengo messa alla gogna per neologismi volgari. Non è un neologismo, non è volgare, solo un po' colloquiale, magari, ecco).
Ma il nome. Sant'iddio il nome.
È vero che ex-fidanza mi chiamava così (e, sotterrandomi dalla vergogna e raggiungendo il centro della terra, ammetto anche che io lo chiamavo "Pappino"... la gioventù, la gioventù, che vogliamo farci!) (chiudendo poi un occhio, anzi entrambi, sul fatto che ad anni di distanza ex-moroso mi chiamava - e mi chiama - con nomignolo, ed io con uguale nomignolo però con la "o" in fondo anziché la "a"... la gioventù, la gioventù! Lui è un giovincello, vogliamo forse negargli di ricordare a vita con vergogna il nomignolo affibbiatogli dalla scrivente per pura ritorsione?).
E perché non lasciare "Pappina" nel cassetto delle cose "vorrei ma non posso: dimenticare"?
Invece no.
Un ricordo vago è che mi ero fissata su un nome che non potevo usare. Avevo fretta di mettere in piedi il blog. Avevo bisogno di una boccata d'aria. E sa Saturno e i suoi anelli perché, è venuto fuori 'sto Pappina qua. Che io, onestamente, ogni volta che lo vedo in fondo a un post o nei commenti, mi vergogno profondamente. Ho cercato una volta di modificare il nome ma senza successo. Blogger disse che dovevo tenermelo. Adesso devo trovare un modo. Io invidio Sociopatica, ha un nome figo! O Standby. Ecco, Pulsatilla meno. Ma gli altri sono bei nomi, rappresentativi.
Ma io, dovessi rappresentarmi da fuori, mi immaginerei una sdentata che mangia tutto frullato. Pappine, appunto. Oppure una madre monotematica e sull'orlo della nevrosi, vicina al mettere il proprio pargolo sul gas, il quale sputacchia pappine in ogni dove, assumendone gr.2 su un totale di gr.200.
Ho letto un post che diceva che chi non parlava di sesso, non era mai considerato dai lettori di blog o dagli scopritori di bei blog. Allora mi è venuto in mente PappinaPorca, ma poi minchia. Non je la faccio. Mi viene il vomito, come dice Vasco in una canzone stupenda... non ci posso credere!!! Che mica era "Stupendo"? Giuro che non ho googolato. Sono troppo una mente! (o più semplicemente: gran botta di culo)
Mi mancavano le mie diramazioni stradali. Dicevo? Scrivevo? Ah, sì. PappinaPorca bocciato, mi sa di pedofilo o di gerontofilo, e perfavoreperfa, qui 'ste cose mai. (tengo, Signor Giudice, a sottolineare che la sottoscritta, checché abbia una passione per i maschietti più giovani, si attiene alle regole del pubblico senso del pudore, e da quando ha compiuto 21 anni non si è mai più permessa di circuire un minore - che a sua volta in quella occasione l'aveva circuita facendole credere di avere quasi 18 anni, e la suddetta, da qui anche chiamata Tonno Palmera - sempre per restare in ambito nomi che iniziano con "Pa", ci aveva serenamente creduto)
Ok. Non arrivo a nessuna conclusione. Ma è tardi e ho sonnissimo.
E se una delle bestie stanotte caga ancora nel lavello di cucina, domani li metto nel forno. Spento, però. Così hanno un buon motivo per cagarsi sotto.
domenica 5 agosto 2007
rido come una scema (post mammone)
Sì. Sarò così. Ormai è troppo tardi per cambiare.Peggiorerò come tutti i vecchi nei difetti, ma qualche qualità (forse...?) resterà inalterata.
Sarò sempre più intransigente. E precisina. Soprattutto con l'altrui lavoro, meno col mio.
Sarò polemica. E se non avrò l'ultima parola, prenderò a sassate il vecchio con il quale avrò aperto un'inutile discussione sul colore della parete del centro anziani.
Sarò disordinata. Ma a quell'età non troverò più nulla. [ho già cominciato, il telecomando del condizionatore non è ancora saltato fuori]
Sarò golosa in maniera patologica e avrò il diabete alle stelle.
Voterò quasi sempre, ma con riserva sulla scelta fatta.
Criticherò i giovinastri. [e stiamo zitti che almeno il gruppo di truzzi che aveva preso a riunirsi sotto casa mia lo scorso anno, quest'anno deve aver trovato un'altra location. Deo gratia]
Sarò maniacale nel trovare il prodotto che voglio al minor prezzo possibile.
Sarò testarda. Ma i vecchi son tutti testardi. Ma io avrò accumulato molta più esperienza in testardaggine, quindi sarò la più testarda di tutti. E la vorrò aver vinta.
Sarò sempre gelosa di tutti i miei ex-fidanzati, ma forse con l'età qualcuno me lo sarò dimenticato. E soffrirò un po' meno.
Non butterò mai via oggetti che mi ricordano un momento speciale. Però osserverò l'oggetto e penserò una settimana a quale cazzo di momento speciale si abbini. Poi me ne dimenticherò e smetterò di scervellarmi. E avrò la casa piena di cianfrusaglie, compreso un'orrendo soprammobile fatto interamente di conchiglie con quattro omini che giocano a carte attorno a un tavolo. [non riesco a buttarlo. Me lo ha regalato un'amica romena che ha un gusto un po' particolare]
Sarò pigrissima.
Penserò sempre di essere estremamente intelligente, e non vorrò sentir parlare di arteriosclerosi.
Però.
Prenderò la vita come viene. Senza stare a spaccarmi la testa sul perché e il percome. Anche nelle situazioni estreme.
Saprò ridere di me e degli altri.
L'euro risparmiato nella spesa si annullerà nei cento con cui offrirò una cena ad un amico o ad un'amica.
Correrò (col bastone, il trespolo, la carrozzina, ma correrò) in soccorso di una persona che cerca il mio aiuto.
Continuerò a credere che l'amicizia è un gran dono.
Con un'amica, dopo aver fumato. Molto ilari.
Ci raccontavamo delle nostre madri che hanno caratteri distintivi così simili da risultare quanto meno inquietanti. E abbiamo parlato delle cose assurde che fanno e che dicono, e abbiamo cominciato a ridere, e a ridere, e a ridere. Ho riso come una scema. E c'ho poco da ridere, perché io sarò mia madre, non c'è dubbio.
Anzi.
C'è sì da ridere. Perché io sarò come mia madre.
Che pur non sapendo né l'inglese né lo spagnolo, mi saluta urlandomi: "Adios muchacha!" o "Bye bye blondie!".
Che ogni tanto si dimentica l'apparecchio per i denti e mi sorride con i buchi del groviera e mi fa prendere un colpo (poi corre a metterselo, si rimaterializza davanti e ti sorride fiera e ridanciana).
Che con l'ex-fidanza, quello vero, si profonde in complimenti assolutamente irragionevoli, del tipo che lui è pasciuto come una scamorza e lei ha il coraggio di dirgli: "Ma tu loro [io e sua moglie] non starle ad ascoltare, ché sono invidiose: sei in splendda forma!". [rotonda, n.d.r.]
venerdì 3 agosto 2007
non sono deceduta e mi sembra una buona cosa
No, stasera niente rotture di coglioni con commenti sugli n blog letti, bensì riassunti.
- mi è stato offerto un lavoro che potrebbe piacermi, il tutto è vago come il fumo della sigaretta che mi sono fumata poco fa, però sempre meglio di un calcio nei denti
- ex-moroso ieri, sulla porta. Io: "Questa non vale come uscita". Lui: "Perché?". Io: "Perché non abbiamo messo il naso fuori casa mia!". Lui: "Ah. Eh, ma settimana prossima sarà un casino vedersi, vanno via i miei". Io: "E quindi? Per innaffiare le piante non bastano gli irrigatori automatici?". Lui: "Ma no, è che ho organizzato un po' di cose...". Io (muso depresso da cane bastonato e poi abbandonato sul raccordo anulare): "Grazie per la considerazione...". Lui: "Dai [nomignolo], non fare quella faccia, tanto stanno via quasi un mese!". Sì, mi rattrista non essere nelle sue priorità. Sì, mi dà soddisfazione farlo sentire in colpa (peccato il suo senso di colpa sia già svanito mentre accende la sua orrenda macchina per tornare a casa). Eporcaputtanatroiaeva
- ho chiacchierato con un ragazzo triste che cerca di non darlo troppo a vedere. Mi fa molta tenerezza. Ma non sesso (ergo, rimarrà triste)
- il palazzo si è disabitato, se arriva un temporale di quelli forti sono nella merda fino al collo perché suoneranno circa 9-10 allarmi (e cosa si fa in cotali situazioni?)
- ho sgallineggiato con occhi blu, ma era uno sgallineggiamento fine a sé stesso. Devo trovare qualcuno da farmi piacere sul serio (anche perché occhi blu ha una ex-fidanzata che ha aderito al mio partito "SCiPCIMETiF" (se ci provi con il mio ex-fidanza ti fulmino)
- esistono troppe persone noiose. Io, modesta sì, noiosa mai (come si evince, mi sembra non faccia una piega, ed è un peccato, con quel che costano le pieghe oggigiorno)
- sono molto fiera e un po' benignamente invidiosa di una mia amica
- "My name is Earl" non mi fa tanto ridere, ieri notte davano "Filomena Marturano" con Loren e Mastroianni e non sono riuscita a staccarmi
- ieri il mio blog noioso ha superato per accessi il mio blog simpatico (...questo...?!?), sono assai disorientata
Giunta (da intendersi non come sostantivo bensì come participio passato) alla conclusione che il termometro è da cambiare perché mi sento la febbre ma il termometro nega, mi tracino mesta sul sito di youtube, dove rivedrò per la 54ma volta i bloopers di Friends. Ho bisogno di allegria. E probabilmente anche di due litri di sangria.
urgh
Ieri sera, con ex-moroso, ci siamo messi a fare i quiz della patente (online sul sito di Altroconsumo, basta registrarsi gratuitamente), ed è stato molto bello constatare che l'ho battuto 6 a 9! Ovvero, 6 errori io e 9 lui, su 30 domande. Sì, va beh, che si passi l'esame di teoria con al massimo 4 errori è un particolare insignificante. La cosa significativa è:
- ex-moroso è ben più giovane di me, quindi ha dato l'esame non tanto tempo fa, quando il codice della strada era simile a quello attuale (io ancora studiavo come un calesse potesse superare in tutta sicurezza una mucca in transito sulla provinciale)
- ex-moroso mi ha sonoramente preso per il culo quando gli ho detto che probabilmente non riuscirei a passare la teoria se non dopo studio maniacale del codice d.s.
- ex-moroso ha sbruffoneggiato dicendo che LUI l'avrebbe sicuramente passato, ha scommesso 10€ ma poi, ricordando che con me una scommessa deve ancora vincerla, ha codardamente ritirato la posta.
È divertente. Però quelli che compilano i quiz secondo me vengono assunti direttamente all'uscita del manicomio criminale. Se poi sei straniero, sei fottuto. Non capiresti le sfumature bastarde insite nelle domande. Come diceva quello che vendeva mobili, "Provare per credere".
[avrò 42 di febbre, se il blog non verrà da ora in poi aggiornato sarà perché lassù non c'è connessione]
mercoledì 1 agosto 2007
accetto il fatto di essere una persona ridicola
Ergo: sono ridicola.
E domani, ché le disgrazie non vengono mai sole e cielo a pecorelle acqua a catinelle, devo essere ad un orario allucinante in un ospedale, che per arrivarci ci vuole un'ora, per una visita a cui non posso mancare. [Sì, accendo, sì, confermo: ci sono medici che il 2 di agosto lavorano. Persino in una struttura pubblica]
Quindi si preannuncia una sveglia ad orario immondo, per poi constatare, sull'uscio di casa, che se vedo Maradona uscire dalla porta del mio dirimpettaio, sì, ho le visioni ed è meglio che torni a letto a lamentarmi. [Il mio vicino è alto, brizzolato, atletico, insomma con DAM non c'entra proprio nulla]
Nella mia tipica "modalità capitana coraggiosa" non metto il termometro sotto l'ascella dalle ore 15. Quando il 37.1 apparso sul display mi ha quasi ridotto sul punto di piangere. [Tanto lo so che per tutti è una non-febbre, ma visto che ho una temperatura normale di 35.5 e che mi sento andare a fuoco, sono febbricitante, davvero, davvero, davvero]
L'unica cosa buona è stata che, in virtù del fatto che con la febbre non si possono fare sforzi, ho innumerevoli documenti e cartellette ancora sparpagliati in questa stanza, principalmente qui intorno al portatile, così, a parte le tre ore in cui mi sono letteralmente accasciata sul pc (con un cuscino, perché ancora i coperchi dei portatili non li fanno imbottiti: dovrei fare un brevetto, diventerei milionaria) pensando: "Metto giù la testona per 5 minuti", ho letto un po' di blog. Quindi ecco l'usuale commento da cui non posso astenermi ogni volta che leggo un tot di blog nuovi. [Abbbastaaaaaa!!!]
Umanità varia. In tanti cercano lo stile, immagino che fatichino, cancellino e riscrivano, però viene a perdersi il contenuto, che non è più immediato. Ne esce un blog fatto di post visibilmente ricercati nella forma ma finti. Ecco. Per me l'eccessiva ricercatezza formale è un difetto. Io sono agli opposti, e probabilmente è un difetto anche questo, ma penso alla prima frase e basta. Ciò che esce non è mediato, nè strutturato, nè raffinato, e credo si noti in maniera piuttosto eclatante, batto sulla tastiera senza neppure pensare.
Questo blog è per me.
Se piace ad altri son felice, altrimenti pazienza.
Ma è il mio diario. Il mio sfogo. Il mio cassetto.
Il mio essere sincera.
[iperboli a parte]
P.S. Citazione che mi è piaciuta un sacco e ho sentito stamane:
"Tra il forte e il debole, tra il ricco ed il povero, tra il padrone ed il servo, c'è la libertà che opprime e la legge che libera". Henri Lacordaire, 1848
martedì 31 luglio 2007
trovare "Francesco Facchinetti" appena prima di "Francesco Guccini" mi ha annientato
Basta sostituire "musica" con "ddr" e rispondere alla suddetta domanda "Un anno, se non anticipano anche l'anno prossimo", e si capisce che sono in uno stato di giubilo totale.
Basta. Non ne parlo più.
Un mio amico s'è incazzato perché voleva venirmi a trovare ma io gli ho detto che non poteva perché stavo facendo quella cosa di cui non parlo più. Così ha detto che se riesce passa domani e porta una vaschettona del gelato più buono del creato, me la mette davanti al naso, lui ne mangia un po' e non me la fa neppure sfiorare, e aspetterà che tutto il gelato si sciolga e poi lo butterà. Che scemo, come se io avessi delle remore a estrarlo dalla pattumiera e berlo.
Un'amica mi ha scritto mentre stava per imbarcarsi su un aereo di ritorno da un viaggio di lavoro, e mi ha chiesto come stessi e cosa facessi. Le ho risposto che stavo bene e che facevo una cosa che non le avrei detto, se no mi avrebbe rotto i coglioni. Mi ha promesso che non l'avrebbe fatto, le ho detto che facevo la cosa di cui non parlo più, e mi ha risposto: "Devi sempre aspettare l'ultimo giorno?! Non avessi tempo di farla con calma! Sei incorreggibile!". Coerentissima.
Drammaticamente non ho più un cazzo da raccontare.
Ah sì! Le mie due bestie, femmina giovane e maschio anzianotto. A metà pasto, essendo che l'erba del vicino è sempre più verde, uno va nella ciotola dell'altro e viceversa. Anche ieri sera la stessa storia. Io fumavo e li guardavo. Poi il maschio ha finito la sua pappa, si è avvicinato alla ciotola dove l'altra mangiava con tutto il capoccione dentro, ha riflettuto un paio di secondi e poi ha allungato una zampa, ha trovato un varco tra la capocciona e l'interno ciotola, e si è avvicinato la ciotola. La capocciona è rimasta turbata. Lui ha cominciato a strafogarsi. La capocciona, dopo qualche inutile tentativo, si è limitata ad abbeverarsi, e poi mesta mi ha guardato ["Brutta stronza! Potevi anche difendermi da quella bestiaccia che mi porta via il pan di bocca"] e ha alzato i tacchi. Io sono molto fiera del mio anzianotto.
P.s. Sul titolo: controllavo le parole della canzone di FG su uno di quei siti che hanno tutti i testi. L'ordine non dovrebbe sempre essere alfabetico.
lunedì 30 luglio 2007
dichiarazione dei redditi parte 4
Mi serve sapere se ha dichiarato il 100% di un immobile o solo il 50%, nel caso l'altro 50% lo dovrei dichiarare io. Risposta via sms: "Non so, credo il 100%"..........
Devo forse aggiungere altro?
Dopo che mi sono smazzata cartelle traboccanti di documenti mai archiviati ma da cui sono riuscita ad estrapolare ciò che mi serviva?
Mentre il mio vicino mi faceva una pseudo-lezione sui benefici dello spostamento di un condizionatore su una presa a 25 ampere? (ed io giacevo sommersa tra 39 mucchietti di documenti diversi, occupando un intero tavolo tondo da 140 cm di diametro)
Non voglio spostare niente!
Voglio solo farla finita!
[da intendersi non come desiderio di suicidio ma auspicato invio telematico della ddr]
Va bene. Mi sono sfogata. Ora affronto l'ultimo scoglio: gli scontrini. Agh.
domenica 29 luglio 2007
non-urgente eccezione alla ddr
Tutto il giorno in casa e non ho neppure fatto spazio sulla scrivania per i documenti necessari. Né fatto fotocopie di ricevute e materiale vario. Né rintracciato il CUD. Però ho fatto la cernita dei farmaci, buttandone via i 2/3 scaduti. E ordinato maniacalmente il carrello del bagno. E cercato di capire se esiste un software simile a Wireless Zero Configuration per Win2k (ma sembra di no).
Una psicologa imbecille, che aveva proprio sbagliato mestiere, mi disse che avevo un senso del dovere esageratamente elevato. Questo perché le dissi che continuavo a leggere "Il Codice da Vinci" malgrado mi facesse cagare. Continuavo a leggerlo per poterlo denigrare a ragion veduta. Dovetti illustrarle tutta la mia arrancante carriera scolastico-universitaria per farle capire che il senso del dovere mi si palesò improvvisamente in un'unica occasione, quando, dopo schiaffi, minacce e insulti, mia madre, ormai esasperata, mi disse: "Se vieni promossa al biennio (che già ero stata bocciata, asina!) senza esami a settembre, ti compro lo stereo". Che ai tempi non erano i 200€ di adesso, costava una fortuna. Quasi due stipendi normali. Anche senza "quasi". Ce l'ho ancora, in un angolone (viste le dimensioni grottesche), non credo funzioni più, ma c'è. Amore della mamma.
Ho una confessione da fare.
Ho deciso di farmi lo schemino degli accenti. Non me li ricordo mai. O meglio. Me li ricordo quasi sempre ma poi mi viene il dubbio e devo andare a controllare dove minchia vanno messi.
Ho un'altra confessione da fare.
Oggi mi sta sul cazzo il mondo intero. Già da quando mi ero svegliata. Però la cosa è peggiorata nel corso della giornata. Non vedo l'ora che sia domattina quando, alle 9.10 in punto, mi piglierò il primo cazziatone della giornata. Ché se pigli un cazziatone almeno un buon motivo per avercela col mondo ce l'hai. Ah, sì, ecco. PMS. 'Sta maledetta. E poi gli studiosi (maschi) dicono che malumore, lunaticheria (e io che pensavo che "lunaticità" suonasse meglio...) e dolori de panza del periodo (pre)mestruale non sono fisiologicamente giustificabili. Ma andate a cagare!!! (ho una buona parola per tutti, stasera)
Ho un'ultima confessione da fare. Ho scoperto che il filtro del condizionatore a parete andrebbe pulito ogni 2 settimane. Il mio, in tre anni, non ha mai visto la luce.
venerdì 27 luglio 2007
urgente eccezione alla d.d.r.
Io ne ho un po'. Iniziano a pesarmi.
Ho un'amica che sparisce ogni volta che trova un fidanzato. Io capisco all'inizio. Una magari è presa, vuole conoscere vita-morte-miracoli dell'altro, e non realizza che, chi ha gli occhi con gli sbarluccichii dell'innamorata, non conoscerà nulla. Costruirà un'immagine vagamente somigliante all'amato, per poi aggiungere tasselli di realtà ogni qual volta uno sbarluccichio si spegnerà. La mia amica però è capa tosta. Dei suoi 897.657.439 sbarluccichii ne ha spenti, si e no, un centinaio.
Solo che, cavoli.
(e se scrivo "cavoli" anziché " 'sti cazzi" è grave)
Io sono qui. Lo sai che ci sono. Lo sai che vorrei passare le domeniche all'Ikea come facevamo un tempo, comprando le peggiori cazzate.
Perché stai lì in attesa di un segnale dal nipote di Stakhanov in persona? Perché non vuoi prendere un po' in mano la tua vita? Perché non mandi al diavolo la sua melanconia ogni volta che ti vede piangere (e sei tu, tu amica, a doverlo rassicurare)? Perché non capisci che gli anni ci stanno sfuggendo tra le dita alla velocità che deteneva la zanzara che l'altra sera mi infastidiva, e che se è LUI non puoi far passare altri anni?
Io un po' lo amo. Cioè, quest'uomo è una brava persona, simpatico, estremamente sensibile. Per me è adorabile. Ma per lei è immobile.
E allora ne parliamo, e allora le dico di pressarlo un po', alle volte invece arriviamo al paradosso, ed io le dico che è meglio stia calma, mentre magari lei è furibonda, e piange, ed è delusa.
Adesso è un periodo che per entrambi il lavoro è pesante, e se si vedono un paio di volte alla settimana è tanto, e credo che lei soffra molto per questo, perché questo stallo rappresenta il "grande stallo", ed è da troppo tempo che manca un passo in avanti nella loro vita a due, ed io mi chiedo: sai che io sono la cazzeggiatrice laureata, quelle sere vuote passa da me. Doniamo mezzo litro di sangue, anziché all'Avis, alle zanzare che girano intorno al quartiere, ci spalmiamo d'Autan troppo tardi, però facciamo due chiacchiere. E cazzo, ci conosciamo da così tanti anni, se non ne vuoi parlare sai benissimo che io ne parlerò comunque, tu t'incazzerai, poi verserai qualche lacrimone, ed io ti consolerò.
Ma non perderti.
Non perdermi.
Non voglio perderti.
[minchia. Che post peso. Mi sa che non lo rileggerò più. Mi mette tristessa, ecco]
mercoledì 25 luglio 2007
dichiarazione dei redditi parte 3
CUD e carte varie stanno ancora nelle loro abitazioni originali.
martedì 24 luglio 2007
dichiarazione sui piselli parte 1
No!
Non mi ci sono avventata sopra.
Lunedì l'avrei senz'altro fatto, malgrado la bottiglia di vino in due di gradi 13.
Ho promesso a me stessa che non faccio il giro dei blog prima di raggiungere l'obiettivo n.2 nel travagliato percorso del contribuente tipo. Però forse ho molto sonno, e vado a letto prima. In realtà non dovevo scrivere neppure mezza sillaba quassù, ma poi ho deciso che il proprio blog non vale.
Ho l'orchite immaginaria al sol pensiero. O al mi-re-do pensiero. E insomma, coglionazza, schiaccia 'sto "pubblica post" e finiscila.
["Ok, ma non alzare la voce con me, HAI CAPITO?!"]
dichiarazione dei redditi parte 2
dichiarazione dei redditi parte 1, ovvero come già dal titolo rendere un post interessante
Perché la dichiarazione dei redditi non è difficile da compilare, se sai leggere e se hai voglia di leggerti le istruzioni. La cosa difficile è raccogliere CUD, assicurazioni, scontrini, ricette mediche, tasse pagate per gli studi, etc. etc.
Io ho un metodo.
Ridurmi all'ultimo momento possibile.
2005: dichiarazione telematica inoltrata alle 23.34 del 31 ottobre.
2006: dichiarazione telematica inoltrata alle 19.48 del 31 ottobre.
Ma lì perché dovevo andare a cena da ex-fidanza che mi aveva invitato tot giorni prima, se non l'avessi finita prima delle 20 avrebbe preso un machete e affettato le mie estremità.
Poi l'amico commercialista mi dice a inizio anno che stavolta il termine ultimo per la dichiarazione telematica sarà il 31 luglio. Io rido. Lui dice che non sta scherzando. Io rido. Lui dice che non sta scherzando. Io rido. Lui dice che non sta scherzando. E così via.
Insisteva proprio.
Poi sento parlare di proroghe e con il cuor contento mi dirigo sul sito dell'Agenzia delle Entrate. No proroga per me. No 31 ottobre. Sì 31 luglio.'
Finora ho installato il software. Ieri.
Oggi l'obiettivo è ripescare il file dell'anno scorso, così cambi solo qualche numero.
Devo dire che ancora mi viene da vomitare se penso a quella dell'anno scorso.
Perché non hanno fatto lo scalino? E hanno adottato lo scalone di tre mesi tre?
domenica 22 luglio 2007
schegge
Non sono una persona ordinata. Non metto le cose a posto subito. Attendo l'inagibilità dello spazio in questione per farlo. Una scatola di cartone con dentro 5 o 6 scatole di slip, ancora attende la rimozione forzata. Ieri le hanno messo le ganasce, e questo rende tutto più complicato.
Però.
Io ho un discreto ordine mentale.
Ragion per cui oggi mi sono ricordata con eccelsa precisione dove si trovava la spazzola per i piatti (quella che in teoria dovresti usare per togliere le mega-macro-particelle di sporco dai piatti prima di infilarli in lavastoviglie), usata forse tre volte e oggi essenziale per pulire i filtri della lavastoviglie.
Mi ricordo con precisione quando, con l'avvento dello scorso settembre, decisi di riporre il telecomando del condizionatore per evitare di scagliarlo a terra ogni volta che mi avvicinavo alla mensola. Mi ricordo anche dove lo misi. In fondo a un ripiano della libreria, dove c'è un cestino che accoglie Bear, il mio orso bianco di gomma di quando ero piccola, dei magnifici paraorecchi, che dopo 5 minuti 5 ti frollano la cartilagine del padiglione auricolare, tre portaocchiali con occhiali da sole che vanno da stile John Lennon a stile Audrey Hepburn, varie ed eventuali (molte, molte, molte).
Non c'è. Cazzo!
Non c'è. Il caso vuole che i condizionatori in casa siano due, uguali, ed io possa accendere comunque l'aggeggio. Però mi gira il cazzo enormemente. Quindi, un giorno sì ed uno sì, mi metto a cercare l'oggetto del desiderio (altro che vibratore). Oggi ho trovato la collezione dei miei portafogli. Ognuno con dentro le cose dell'epoca che hanno vissuto. Si parte da quello anziano, che è stato poi promosso ad internazionale, che conserva biglietti di ogni specie fatti a New York e a Ponza, card di locali un po' da fighetti dove io e la mia banda andavamo con un certo disagio (ma essendo una banda a forte maggioranza maschile, si andava lì a veder le fighe. Serate allucinanti, dove 'sti poveri diavoli dei miei amici si guardavano intorno con cupidigia e il pene barzotto. E noi femmine rimorchiavamo ma ce la tiravamo un po': giusto per evitare di trovarsi chiusa in bagno col fighetto tipo decerebrato), i biglietti dei primi concerti, il cent spiaccicato con l'effige dell'Empire State Building, 250.000 lire turche, 1 dollaro, 20 sterline, 5 dollari australiani.
Butto via poco.
Conservo molto.
Sulla mia famiglia gravano forti ricordi dei tempi della guerra, le sirene, i rifugi, la campagna di Russia con perdita di qualche dito del piede, la carne come bene alimentare supremo.
Io sono tutta la mia famiglia.
Mia madre, nel suo casino all'ennesima potenza dove però lei non trova mai una sega, ha ancora, tra le tante cose, la mia maglietta preferita di quando ero piccina, sui tre anni. Ha una puzzola come stemma. Al posto del coccodrillo, una puzzola. Questo già la dice lunga su come sarei cresciuta.
Perchè io stanotte, giurin giuretta, ho sognato uno dei miei cicciobelli. Non so se fosse Luca o Lorenzo. Non ho visto se aveva un occhio solo o tutti e due. Se in solaio non ci fosse una temperatura da fusione di tungsteno, forse sarei andata a trovarli.
Cerco uno stracazzo di telecomando bianco e vengo bersagliata da schegge di ricordi.
Però ho trovato uno straccetto. Tipo foulard ma quasi impalpabile. Mi ricordo che lo portavo al braccio o sul cappello di paglia. Doveva essere l'anno di Lampedusa. E l'ho conservato perchè mi ricordava un momento importante. Ora, insieme al telecomando, cerco anche il momento importante. Provo molto fastidio.
venerdì 20 luglio 2007
ex-fidanza e consorte che mi parlano del finto orgasmo femminile
Finché ex-fidanza mi racconta di come un amico comune non potesse credere che le donne fingano orgasmo e/o piacere. Non sempre. Ma più spesso di quanto l'uomo creda. E non ho amiche frigide (10' per farmi venire in mente quest'ultima parola, alla fine ho google-ato. Off-topic: in inglese esiste il neologismo "to google", ma in Italia?), sono un vasto campionario, con caratteristiche più o meno normali.
Insomma.
Mentre lui parla, a me viene in mente una scena di molti anni fa, poco dopo che io ed ex-fidanza c'eravamo messi insieme. Lui era tutto ormoni. Un giorno viene a pranzo a casa mia, faceva un caldo porco, per puro senso di stupidità uno dei due si sdraia sul marmo del corridoio e l'altro lo trascina in giro prendendolo per i piedi. (ho scritto che ho amiche normali, non mi sono allargata al mio caso specifico)
E a lui viene voglia.
Tutti e due a terra, io sotto, una scopata veloce.
Ecco.
In quell'occasione imparai che scopare dopo pranzo non mi fa bene. Mi viene seriamente da vomitare. E in quell'occasione, pur di farla finita in fretta, simulai un piacere irrefrenabile. Tutte balle. L'obiettivo era togliersi di dosso ex-fidanza (ché non è un fuscellino), alzarsi (ché il marmo è proprio duro e inospitale), fare un minimo di attività fisica (mettere i piatti in lavastoviglie) e stravaccarsi sul divano in attesa della compiuta digestione.
Squallido? Forse.
Necessario? Assolutamente sì.
Alternative? Sì, ma non attuabili senza ex-fidanza's crisi da prestazione.
Mi avrebbe messo a dieta sessuale per almeno giorni 21.
"Senti, a me viene da vomitare": pianto di ex-fidanza.
"Senti, a me ora non va": ex-fidanza pensa che già comincio con l'emicrania.
"Senti, lo facciamo dopo?": ex-fidanza pensa che una cosa non escluda l'altra, ergo non voglio far l'amore con lui due volte perché non lo amo abbastanza, ergo mi cade in depressione.
Questo ricordo si fa così vivo, che cerco di non guardarlo negli occhi, perché ho paura che mi legga attraverso. Mi concentro su sua moglie. Tuttavia, mentre lei ancora parla della simulazione, mi chiedo quante volte (in percentuale, se no diventa un calcolo complesso) lei abbia finto. E siamo da capo.
Io sarò pur stata squallida però l'ho fatto quasi sempre per amore.
E lo squallore, così, ha tutto un altro sapore.
[ho imparato ad auto-giustificarmi dalla terza media, quando cominciai a imitare la firma di mia madre sul libretto delle assenze: ora posso dire che è stata un'esperienza altamente formativa]
mercoledì 18 luglio 2007
il caldo mi fa invocare uno scatafascio di pioggia
Illustro.
Opscion namber uan.
Tra me ed un collega si era creata una certa simpatia, da indagare. Finalmente un giorno mi invita a pranzo e usciamo insieme dall'ufficio in centro-centro-centro città. Sfiga vuole che piove. Poco, ma piove. Mano destra detiene sigarette, accendino e portafogli (ché da Roma in sù col cazzo che i colleghi ti offrono il pranzo), mano sinistra detiene ombrello. Faccio per aprire l'ombrello, cosa non facile con tutto quello che avevo nelle mani e per l'emozione (sì. Mi emoziono con poco, è risaputo) dell'aver obbligato costui a pranzare con me. Quindi cammino e tento di aprire l'ombrello, ai piedi delle Camper quasi nuove, che per chi non le abbia mai avute, hanno una suola fatta da piccole semisfere. Scivolosissime. Le associo al rumore dello spot del Last al Limone. Appena uscita dal cortile del palazzo che ci ospitava, tombino. Bagnato. Scivoloso. Cosa fanno due corpi scivolosi a contatto? Aderenza? Nein.
Il collega (ringrazio ancora il cielo) era un passo avanti a me, ed io mi produco in una sforbiciata in aria che neppure Nadia Comaneci. Con l'unica differenza che lei sarebbe riatterrata sulle sue gambe, io sono atterrata sulle gambe della passante che mi tallonava (la distanza di sicurezza vale anche per i pedoni, cazzo!) con la mia schiena. Non essendo uno scricciolino da 40 kg per 1,50 d'altezza, forse le avrò fatto anche un po' male. Ma era proprio necessario urlare come le oche del Campidoglio al passaggio di Veltroni?!
Il mio collega si volta e vede il tartarugone sulla schiena (io, sic), ombrello, portafogli, sigarette, accendino a raggiera, la pedona che mi guarda con ferocia (che mo' il mio passatempo è quello di investire le persone previa esercitazione di ginnastica artistica), altri passanti che mi offriono una mano per rialzarmi. Ah, neanche a dirlo che tutt'intorno era costellato di pozzanghere, quindi alzarsi significava affondare una manica della giacca in 3 cm d'acqua.
Il collega ride.
Io vorrei aprire il tombino, buttarmici dentro per non ricomparire mai più, che magari trovo i famosi alligatori albini che leggenda metropolitana vuole essere copiosamente presenti nei sotterranei di NYC.
Quando raggiungiamo il self-service e scopro con ribrezzo che si trova al piano interrato, ed è necessario scendere 23 rampe di scale, il collega dice: "Mi raccomando, attaccati bene al mancorrente, vado avanti io, così, nel caso, non arrivi fino al tavolo degli antipasti". Punto. Fine di una storia che poteva essere d'amore.
Opscion namber tù.
Ho un amico figo. A me non piace, ma a tutte le altre sì. Alto, snello, fronte alta, intelligente, laureatosi in orario e cominciato immediatamente una buona (? Buona secondo i suoi canoni, io mi sarei suicidata al terzo giorno di lavoro) carriera in una di quelle società di consulenza americane dove, se inizi a lavorare alle 9.30 ed esci dall'ufficio del cliente prima delle 20, devi segnare sulla nota spese di aver fatto mezza giornata. In ufficio deve essere odioso e spaccamaroni, ma come amico è egocentrico, ipocondriaco, spocchioso, ma vero. E mi diverte molto.
Sicché anche per lui piove a dirotto, così a dirotto che invece di aspettare il taxi prende la metropolitana. È a 10 gradini dalla banchina quando sente l'allarme delle porte del treno che indica chiusura a breve. Fa i gradini 5 a 5, ombrello in una mano, borsa col portatile nell'altra, si infila tra le porte che stanno per chiudersi e, quasi già tronfio e fiero, realizza che suola in cuoio e pavimento bagnato del metrò non si amano.
Sforbiciata in aria, rovinosa caduta sulla schiena, ma che gli fosse venuto in mente di mollare portatile e/o ombrello per mettere giù le mani! Quindi pure una capocciata. Anni di sport vari l'hanno reso più atletico della sottoscritta, quindi con la sola potenza degli addominali scolpiti, eccolo in piedi nel suo cappottino Ermenegildo Zegna, che finge completo disinteresse vergognandosi invece come un cane rognoso (...e perché i cani rognosi dovrebbero poi vergognarsi? Quisquilie). Estrae il quotidiano dalla borsa e si mette a leggere, ma avverte prima una risatina sommessa a destra, poi una a sinistra, infine per un attimo alza lo sguardo e capisce di aver dato luce alla giornata grigia e buia di innumerevoli pendolari.
A me la sua fa più ridere, perché la mia probabilmente brucia ancora.
Ah. Stasera avevo deciso che non scrivevo niente.
Anfatti.
citazione meravigliosa
[no, oggi non ho molto da fare]
martedì 17 luglio 2007
girando qua e là
Ho scritto il mio primo diario (serio, quotidiano, con tanto di annotazioni delle interrogazioni e miliardi di bilioni di trilioni di punti esclamativi) a 15 anni. Sono andata avanti parecchio. E quando la mancanza di tempo e stimoli mi hanno indotto a lasciare Smemorande praticamente intonse, ci ho messo ancora qualche tempo ad evitare di buttare soldi ogni fine anno in un’agenda su cui non scrivevo una singola sillaba (ma dove almeno leggevo gli articoli). Del tipo che se Smemoranda ancora sopravvive, lo deve in gran parte grazie ai miei finanziamenti. Così come l’università, ma qui stendo un velo pietoso. Quindi stasera riflettevo sul fatto che un blog sarebbe dovuto essere il mio approdo naturale. Invece manco per idea. Ho letto il mio primo post per sbaglio, dopo aver googlato “Macallan”, giusto per scoprire quanti cazzo di euro dovevo versare alla causa “una bottiglia per Casanova”.
Considerazioni scaturite dall’incredibile opportunità di poter navigare un po’ (quando puoi ti limiti, quando non puoi ti slimiti, e Paolo Limiti qui non entra, sia chiaro). Letti molti blog memorizzati nei favorites ma mai guardati, o meglio, mai guardati con attenzione, sono arrivata alle seguenti (parziali) conclusioni.
- alcuni blog sono deprimenti di brutto che se già sei in una bad-blue-mood zone rischi di tagliarti le vene senza riuscirci, sporcare il pavimento indelebilmente, farti interdire dai tuoi familiari che successivamente avranno la premura di internarti in una struttura psichiatrica
- alcuni blog sono impersonali come il gelato al puffo (il re dell’inutilità tra i gelati)
- alcuni blog sono geniali, frutto di menti geniali e dunque diaboliche, a cui va tanto di cappello (no battuta, sei femmina, no battuta, sei femmina)
- alcuni blog sono così intimi che sembra di entrare nel cuore delle autrici, attraverso un’operazione a cuore aperto stile Dr. Ciccio nelle prime serie di ER. Ma questo vale solo per i blog femmina, i blog maschio se sono intimisti (raramente), fanno pietà, sono scritti col culo. D’altronde essere dotata di ciclo mestruale servirà pure a qualcosa
- alcuni blog sono scritti male e io, che non sono un cane ma neppure un’eccelsa, li schivo come le merde dei piccioni. Mi danno fastidio. Lo so che io per prima non ricordo mai quale accento va messo, se quello di qua o quello di là, a mia difesa c’è che gestisco gli accenti con una cazzo di tastiera americana, a mia indifesa c’è che due anni di studio di lingua spagnola (dove gli accenti sono più importanti delle parole) qualcosa dovrebbero avermelo insegnato. Ma se asina ero, asina rimango. Però un italiano corretto lo pretendo, porca zoccola! Ché uno non può farsi prendere per il culo in modo così gratuito (e va bene, lo ammetto: io ogni tanto costoro li correggo, con un tono di scherno e sotto falso nome per paura di catastrofiche conseguenze, con un messaggio trasversale che recita: “Se non sai scrivere, evita di farlo, almeno pubblicamente”. Che comunque non viene mai colto, quindi danno non fa. Sono una razzista, lo so. Non mi vergogno a dire che faccio la prima scrematura dei rari pretendenti attraverso l’analisi grammaticale di e-mail e sms. Ok. Ora che l’ho scritto nero su bianco – si, minchia, di nuovo word – un po’ mi vergogno)
- tanti ma tanti blogger buttano energie a vedere le varie classifiche, a capire l’algoritmo alla base per guadagnare posizioni, a litigare sui vari “classificatori” (per essere coerente, riguardo al fatto che pretendo un italiano corretto, ma come cazzo si chiamano???) dove un blog può stare nei primi dieci o in posizione 456 a seconda dell’algoritmo usato dal classificatore. Anche qui coerenza, santa pace! Com’è ovvio, a me pure il giochino delle classifiche mi ha preso la mano (poi la seconda mano, poi il piede destro, poi quello sinistro, infine la coda), finché, rassegnata al fatto che giacevo sempre sul fondo di ogni possibile classifica qualsiasi cosa facessi, non le ho più tanto cagate. Una liberazione. Adesso faccio un controllino-ino-ino una volta o due al mese, la mia vita è più serena, vado regolarmente di corpo, mangio il giusto, mi drogo (quasi solo) di Nutella.
E non ho più la parola di controllo, yuppi!
