sabato 29 maggio 2010

la settimana messaggistica

Ecco, allora ecco ciò che succede.
Lunedì Ragazzo si fa sentire sul tardi, ma si fa sentire. Martedì 38 mail scambiate. TRENTOTTO. Mail inutili, stupidere, ma pur sempre trentotto. Con anche richiesta di Ragazzo di foto di Tizia, ché non gli bastano quelle su Facebook.
Poi Tizia deve andare via un po' e concede a Ragazzo di smssarla poiché, si sa, l'idiosincrasia verso le telefonate è sempre più potente.
Cosa che Ragazzo fa, insomma i contatti continuano costanti.

[Tizia fa una puntata in ufficio - dopo essere tornata - alle sei di sera, per sua sfiga trova capa, segretaria e colleghe e un collega. A parte il collega, si eleva un coro femminile che inizia a sbraitare: "Ti tacchini Ragazzo, ah ah!!! Ti abbiamo sgamato, ti tacchini Ragazzo!!!". Cazzo. Tizia passa in rassegna, con il suo incarnato, tutti i colori dell'arcobaleno, e sa che è inutile negare. Si augura solo di essere impegnata in altro, se Ragazzo, in qualità di fornitore, si dovesse ripresentare. Non è un ufficio, è una macelleria]

Contatti continui con Ragazzo fino a ieri sera alle venti e trenta. E poi, cazzo, scende la cortina del weekend. Stop alle mail, stop agli sms. Rieccoci.
Però questa settimana Tizia resisterà, non manderà mail, non messaggerà, tacerà!!!

Ora si pone un altro piccolissimo problema.
Tra un paio di settimane ci sarà un evento di beneficenza, una specie di cena all'aperto, di cui siamo organizzatori. Ragazzo lo sa, perché ha visto la locandina attraverso il prodotto che ci ha fornito. Ragazzo chiede a Tizia se è invitato, Tizia gli dice che è ovvio. Questo però prima che le galline l'accusassero di essersi tramutata da gallina in tacchino. Quindi Tizia, successivamente e saggiamente, dice che non sa se sarà presente.

Tizia sarà sicuramente presente, anche il suo ex-moroso - ma non è lui il problema -, e presenti saranno anche altre persone, tra cui almeno una ventina saranno ragazzi e ragazze che Tizia vede due volte l'anno, ma li vede davvero volentieri, ed è l'occasione per aggiornarsi sulle proprie vite, spettegolare e fumare.

Opzioni possibili:

Opzione 1
Tizia dice che non ci sarà, e spera che neppure Ragazzo verrà.
Tizia invece ci sarà, di nascosto, potrà fare le pubbliche relazioni che vuole, quando vuole, come vuole. Non è escluso una chiusura di ex-moroso in qualche locale per un po' di sesso pret-a-porter.

Opzione 2
Tizia conferma presenza e Ragazzo nega la propria. Tizia prova sollievo ma la sua autostima si rifugia sotto la suola delle sue scarpe.

Opzione 3
Tizia conferma presenza e Ragazzo la propria. Tizia sta un po' con lui e un po' va in giro a fare pubbliche relazioni. Ragazzo si scazza e se ne va.

Opzione 4
Tizia conferma presenza e Ragazzo la propria. Tizia si sente costretta a passare il tempo con lui. Ma si fa violenza. E soprattutto subisce tutto il tempo le risatine e gli sguardi furbetti da parte dell'ufficio-pollaio. Sempre che il pollaio non faccia uscire in bacheca un manifesto con la faccia di Tizia e, a lettere cubitali, il suo attuale ruolo di tacchinatrice. In questo caso risatine e sguardi furbetti si elevino alla terza potenza.

Non è una decisione banale.
Aaaaaaaagghhhhhhhhhhh!!!

Update: sarà un caso, ma stasera mi è stata recapitata lei, fa anche "coccodè" se la scuoti.

domenica 23 maggio 2010

rimbecillimento amoroso o rimbecillimento e basta?

Dunque accade questo.
  1. una tizia, chiamiamola Tizia, ha qualche contatto di lavoro con un ragazzo, chiamiamolo Ragazzo, che si occupa di un prodotto che lei è costretta ad usare per lavoro:
  2. un giorno i contatti sono molteplici e il Ragazzo trova sfiancante tutte le mail e spera in un caffè vis-a-vis;
  3. passa altro tempo e per un'altra occasione del tutto fortuita, Tizia sente la collega al telefono con Ragazzo, riprendono i contatti;
  4. i contatti si fanno più intimi, ma giusto via mail;
  5. si decide di organizzare una riunione un tal giorno, così da prendere 'sto benedetto caffè;
  6. Tizia si distrae (stranissimo) e torna in ufficio con un quarto d'ora di ritardo sull'orario - anticipato - da Ragazzo: dovevano vedersi alle 16 e la riunione era stabilita un quarto d'ora dopo, invece Ragazzo le scrive che arriverà per le 15.30, per un caffè più lungo;
  7. Tizia prende il caffè con Ragazzo, fumano una sigaretta insieme, chiacchierano sereni;
  8. durante la riunione Tizia non è il massimo della professionalità, ma neppure Ragazzo, quando gli altri si distraggono;
  9. battute, scemenze varie, Tizia scorge nella posta elettronica di lui una cartella con il proprio nome, e un po' si gasa;
  10. Ragazzo, dopo mezz'ora, le dice: "Guarda: ti ho fatto anche una cartella apposita" [ragazzo mio, sono femmina, sveglia e vigile, come puoi solo pensare che non l'abbia già notato?!] e le fa notare come nella posta elettronica di lei non vi sia una cartella con il suo nome, e la pretende;
  11. finisce riunione, altra sigaretta, molta semplicità nel rapportarsi, anormale, del tutto anormale: Tizia non è che di solito ne lascia passare mezza, eppure non trova niente da criticare;
  12. saluti finali, e Tizia lo vorrebbe salutare come un amico, ma non può perché è sul luogo di lavoro ergo saluti formali;
  13. Tizia rientra in ufficio e viene affrontata da collega suorina che la guarda con malizia e le infila battutine che significano: "Io mi sono accorta che tu oggi sei strana più del solito e che la presenza di Ragazzo ti ha fatto flirtare". 'azz;
  14. Tizia e Ragazzo si scambiano mail continuamente fino al weekend. Poi cala il silenzio, Tizia controlla la posta in ogni luogo e in ogni lago ma niente, poi arriva l'amica Psycho.
Il fatto è che non so se Tizia è in stato d'ansia per reale e veritiero interesse in Ragazzo, oppure per la stramaledetta impellente necessità di essere cercata da una persona che trova interessante, sì da poter credere di essere interessante anche lei.
[lo crede comunque, ma una conferma ogni tanto non guasta]

In questo dilemma, Psycho dispensa perle di saggezza e le continua a dire: "Ma stai tranquilla!", ma Psycho, tranquilla un cazzo! Se ti dico che sono in ansia, sono in ansia!

Ho saputo che Tizia stasera ha scritto una mail a Ragazzo.
Tizia non cerca mai le persone, ne ha fatto una regola di vita.
Eppure.

Comunque, secondo me, Tizia è rimbecillita e basta.
(sarà la primavera o l'ascolto coordinato e continuativo di Iron)

mercoledì 19 maggio 2010

non me lo so spiegare

Insomma vedo questa persona, un nostro fornitore, con cui mi ero scambiata un po' di mail nei giorni scorsi.
E insomma questa persona è proprio la persona che mi aspettavo, più su sensazioni che su dati oggettivi.
Ed è una novità perché mi aspettavo abbastanza.
E insomma forse é una persona che mi interessa, e non in modo frivolo.
Non ricordo più quanto tempo é passato.
(non mi cagherà di pezza)

sabato 15 maggio 2010

morigerato (così, mi è venuta in mente questa parola, sarà perché ho mangiato solo un cioccolatino di quelli belgi a forma di frutti di mare)

  1. Mi sa che stavolta il titolo è più lungo del post;
  2. un conoscente ha scritto che mi deve comunicare una cosa, però solo a voce. Secondo me vuole dirmi che è omosessuale, la mia amica rossa dice che lo penso perché in verità me lo voglio fare;
  3. quando vedo il mio ex-amante e non ho nessuna barriera da valicare o nessuna confidenza da conquistare, malgrado non ci vedessimo da dieci mesi, va a finire che mi viene la nostalgia e mi manca un sacco, 'fanculo;
  4. ho preso mezzo giorno di ferie per andare ad una Ikea nuova di zecca, con l'amica psycho, ed eravamo così emozionate che sembravamo (ho scritto sem-bra-va-mo) due imbecilli. Riuscendo pure a sbagliare strada un paio di volte;
  5. e non ho comprato niente, questo si che è triste;
  6. osservando la popolazione presente, ho capito che ci sono un sacco di maschi che non hanno veramente un cazzo da fare;
  7. mi dicono che il mio ultimo taglio di capelli fa cagare, e mi vogliono rispedire dal parrucchiere: col freddo che fa non ci penso neanche, datemi 25 gradi celsius e poi se ne riparla;
  8. lavoro tanto tanto e sarà così fino alla fine del mese, la mia collega Cavallo mi manda una quindicina di mail al giorno e sono stremata, dalle sue mail più che dal lavoro;
  9. abbiamo fatto la pizzata della scherma, di solito siamo una decina, ma il giorno che porto i pasticcini per il mio già passato in prescrizione compleanno era ovvio fossimo venti;
  10. dieci come i dieci comandamenti, e sarà un po' blasfemo, ma mi sembra un buon numero per chiudere.

domenica 9 maggio 2010

toh, e io che credevo di essere un'originalona

  • Ho scoperto che esiste un monologo di Benni che si chiama Dottor Divago, e l'ho scoperto per mezzo di una persona con cui collaboro, mai vista se non sul solito FB, che quando mi ha chiesto se avessi mai letto tale monologo, ho creduto avesse commesso un errore di digitazione. La mia originalità si è molto risentita. Così mi imparo a depennare Benni dalla mia "to read list";
  • oggi ho sentito le partite alla radio, è stato bellissimo. Non perché sia tifosa, ma mi piace il calcio. Non solo quello per le ossa, anche l'altro. [mi viene sempre in mente la gaffes della Clerici] E sentirle per radio è stato emozionantissimo. E mi ha riportato a quelle domeniche quando io ero scricciolino, quando le mamme obbligavano i padri ad uscire nei pomeriggi tutti insieme, e i padri avevano tutti la radiolina incollata all'orecchio. Io la ricordo quella di mio babbo, era protetta da una custodia di pelle nera, bucherellata all'altezza dell'altoparlante;
  • venerdì alle 4 del pomeriggio mi è stato dato un lavoro da fare, naturalmente l'ho fatto nelle ultime quattro ore, però sono contenta. Ho imparato cose. Si, sono contenta;
  • se sono contenta di aver lavorato, forse dovrei farmi vedere;
  • che bella la nuova canzone di Max Gazzé;
  • ho comprato il decoder a mia madre, che sa come accendere il decoder, ma in compenso, sa il cazzo perché, ha scordato come accendere la tv...;
  • ho fatto tutte le attività sociali possibili, spettacolo a destra, a sinistra, cene, visite ad amici, mini-shopping. La novità è che non sono collassata;
  • De Gregori è sempre De Gregori, poi ascoltarlo con la persona che più hai amato, non ha prezzo;
  • progettualità: zero. L'ho appena sentito da un radioascoltatore, e mi ha fatto ridere.
Perché ho usato i punti e non i numeri?
Invecchio?!
(never)
(or never say never)

martedì 4 maggio 2010

scene di vita familiare: anche no, grazie

In occasione del compleanno della mia vetusta mamma, mia sorella ha pensato bene di dare il meglio di sé, facendo incazzare mia madre che si è repressa per via degli ospiti, e mettendo in imbarazzo questi ultimi.

Mi sarei voluta sotterrare, anzi, avrei voluto sotterrare mia sorella.
Ma alle volte le manca una corretta percezione della realtà, in luogo di una visione totalmente distorta (Steff: lei te la manderei. Vorrei vedere cosa potresti fare).

Quindi, insomma, ho l'amaro ancora in bocca, perché poi alla fine vedere due persone che ami sofferenti/insofferenti non è bello. Cerco di stare in mezzo, ma non è facile. Io e mia sorella siamo due pianeti diversi, non capisco come una persona adulta e perfettamente integrata nella società non riesca a non farsi sopraffare dai suoi attacchi di nervi.
Io somiglio a mia madre in molte cose, è ovvio che, un po' perché è vecchiarella, un po' perché ha ragione, tenda (o caravan o una più semplice roulotte) a stare dalla sua parte.

Comunque bando alle ciance, che qui si comincia con la settimana della cultura, uno spettacolo dietro l'altro, tant'è che sono già stanca prima di cominciare.
Naturalmente si affollano tutti in dieci giorni, naturalmente sarà una mazzata, naturalmente me ne pentirò.
Avessi più memoria per le date...
Beh, avessi più memoria in generale (o tenente o semplice caporale) sarei multimiliardaria.
(non so, è una frase senza senso, ma mi piace)

martedì 27 aprile 2010

forse c'è da preoccuparsi, ma c'è anche da ridere: scene di vita familiare

Qualche giorno fa mettevo le gambe sotto il tavolo per cenare con mia madre, la quale, dopo aver saputo il giorno prima che forse avevo un po' di gastrite, saggiamente mi propone il cibo ideale: salsiccia toscana alla griglia con patatine fritte. (qui non c'è da ridere, però ho scoperto che non era gastrite visto che non sono collassata)

Alle 20 spaccate, mentre mi apprestavo a infilzare il primo boccone, suona il citofono. Mia sorella. Toh. La quale mi viene a chiedere due cosette e fa quattro chiacchiere anche con sua madre. (mia madre è un conto, sua madre un altro, è solo un caso che entrambe le madri siano rinchiuse in un'unica persona. Comunque anche qui niente da ridere)

Alle 20.20 (con mia madre si mangia alla svelta e mai molto, a meno che ci sia l'altra figlia, per la quale viene preparato antipastoprimosecondofruttadolcecaffé) mia sorella, quatta quatta, mi si avvicina e mi dice: "Ma lo sai che la mamma si è scordata che mi aveva invitata a cena? Quando ho visto solo i vostri piatti mi è preso un colpo, adesso devo procurarmi una scatola di tonno" (mia sorella: grande chef). E allora ci siamo messe a valutare: o non ha sentito, o ha vuoti di memoria. (e anche qui poco da ridere)

Il giorno dopo mia sorella, sfidando la possibilità di risposte che ci avrebbero messo l'angoscia, le chiede come mai il giorno prima si fosse dimenticata di averla invitata a cena.
Segue dialogo:

M: ma tu non mi hai detto che ti fermavi a cena.
S: ma come no, ti ho detto "Ci vediamo stasera alle otto"!
M: si, ma che c'entra, non mi hai detto "Mi fermo a cena" e quando ti ho chiesto nella telefonata precedente se volevi fermarti a mangiare sei stata vaga, hai risposto: "Beh, vediamo, te lo dico dopo", e mica me lo hai detto!
S: ma se arrivo a casa tua alle otto spaccate è ovvio!
M: ovvio un cavolo! Io ho bisogno di organizzarmi (i.e. aggiungere altre 8 portate) e poi se me lo avessi detto subito, ci avrei messo un attimo a darti da mangiare, eh. Avevo fatto lo spezzatino e ce n'era ancora, umpf.
(qui si può ridere)

E' bellissimo vedere la figlia preferita messa a tacere, dal punto di vista della figlia spreferita.

domenica 25 aprile 2010

scolapasta di forza di volontà

La premessa è che, approfittando del fatto che i vicini di sopra sono al mare, ho la musica a palla e quindi scriverò confusamente.
Beh, non credo si noterà granché. Però.

Ho deciso che ho bisogno di un will-trainer, un insegnante che mi insegni, appunto, a usare la forza di volontà, che si applica nel mio caso alle minchiate più insignificanti, ma non ai dettagli importanti.

Tipo:
[una è troppo poco, due sono tante...]
  • se faccio avvizzire un raccolto in Farmville mi sento in colpa verso l'intero eco-sistema, come quando vedo qualcuno buttare i cartoni unti della pizza nella carta da reciclare e non glielo faccio notare;
  • se la mattina non mi pettino, dovessi rimanere chiusa in casa anche sei mesi, mi sento una merda.
Tuttavia:
[con passione e coraggio farò questo viaggio]
  • la capa mi chiede un intervento lavorativo urgente e io, con calma e sangue freddo, mi invento che non ho tempo (beh, dovevo ancora fare il raccolto, eh);
  • mi chiedono scontrini e fatture da venerdì mattina e io non è che non le ho cercate, non ho neppure vagamente scandagliato il marasma sulla mia scrivania per capire almeno se cercare a nord sud ovest est.
In questi 120x80 cm dovrei avere tutto ciò che mi serve, ma qui è tutto un super-multi-strato.
Quindi devo imparare da quelli bravi, quelli che fanno le cose che devono e rimandano le cazzate, cioè praticamente devo invertire di 180° la mia rotta.

Sono passati ex-fidanza e moglie, mi hanno portato il primo gelato della stagione. Così ce lo siamo mangiato, mentre cazziavo ex-fidanza che mi manda sms inutili e non mi manda quelli utili, perché questa sarà pure la città piccina, ma ha tra le sue perle una gelateria che lasciamo stare.

[sono il re di chi si avrà per sempre]

Abbiamo un amico che ha una compagna odiosa, gentile ma odiosa. Che sembra un controsenso ma non lo è. E' odiosa perché è chiusa ma pretende di farti il IV grado, o meglio pretendeva, adesso neppure ci prova più, sorride con le sue labbra sottili e non fa neppure lo sforzo di fare gruppo. Però adesso il nostro amico l'ha inseminata per la seconda volta e lei ha deciso di allungargli (temporaneamente) il guinzaglio, così partecipa a eventi mondani da coppiette che normalmente non solo schifa, ma a cui impedisce la partecipazione anche all'amico nostro. Fosse pure la finale di Champions, per dire [non c'è pericolo, sono tutti juventini quegli sciaborditi].

Poi abbiamo - io, ex-fidanza e l'amico schiavo - una ex-compagna di classe che detesto. Non è che l'abbia detestata da subito, cioè era un po' troia (e figa, a detta altrui) già a 14 anni ma fatti suoi. Poi una fa il liceo e si mette a lavorare, mi sembra una scelta da imbecille, ma sempre fatti suoi. Poi riappare dal niente dopo anni perché mollata dal fidanzato, e la mia amica A. decide di tirarla dentro in compagnia. Questa prima ci prova con ex-fidanza (che era già ex ma da pochissimo, cazzo), poi sparisce nel nulla perché trova un nuovo uccello.

E lì ho cominciato a detestarla fortemente.
L'altro giorno mi vado a vedere il suo profilo su FB sperando che sia infelice e disoccupata (si, dai, in genere sono buona, ma ci sono persone che mi scatenano il detestamento, che vuoi farci).

Scopro che:
  • è probabilmente accompagnata, di certo ha un figlio piccolo;
  • ha avviato un'attività di fitness particolare che sta spopolando tra le migliaia di donne imbecilli per le quali l'essere in forma è più importante di tutto;
  • è sempre figa, questo secondo i canoni maschili (secondo me sono più figa io, e questo forse è un giudizio un po' di parte, di certo più espressiva, intelligente e di compagnia, dal momento che posso portare la conversazione ben al di là della tonicità degli addominali).
Lo so che potrei far pensare a un attacco di gelosia. Oh no.
Posso essere gelosa di tante persone, ma non di quelle ammirate perché fighe e intraprendenti e basta.

Oggi la moglie di ex-fidanza mi ha, tra le righe, detto che invidia il fatto che io abbia molta auto-stima. Molta. Il giusto.

mercoledì 21 aprile 2010

giallo relativo

  1. Non mi è passata la fissa per TF, però che sfiga. Mi viene quando non è in tour;
  2. oggi ho guidato una 500 giallissima. Bella, ma a me sembra una smart con due fantoccini di sedili dietro. La linea tutta tonda è però proprio carina, rispetto ai tagli geometrici che si vedono in giro. La comprerei come giocattolo, scappottabile per andare al mare, gialla così;
  3. ho visto un'amica di Cattolica che è nella città grande per qualche giorno. Ha voluto il riassunto della mia vita, ultimo anno e mezzo, sono riuscita in mezz'ora a raccogliere schegge impazzite da Natale ad adesso. Non le ho chiesto niente, ma domani forse recupero;
  4. la gente mi dice: "Come ti trovo bene!". Si vede che addormentarsi alle 4 circa e senza neppure il riposino pre-cena fa bene alla pelle, mah;
  5. c'è un amico preoccupato un po' per me. Cioè "amico", è ex-fidanza. Non che stia chissà come, ma mi sento un po' alla deriva, quella brutta sensazione per la quale ti pare di aver perso le redini, è il cavallo che decide dove minchia andare, e ciò mi infastidisce molto, perché già di mio sono un po' fatalista, se poi non riesco neppure ad avere il controllo su quell'1% della mia vita, mi rompe un po' il cazzo;
  6. solo che ex-fidanza mi scrive rigorosamente tutte le sere per sapere come va. Iersera gli ho detto di smettere di rompere i coglioni. Così credo di averlo tranquillizzato;
  7. è cominciato il rito delle trecento domande su come festeggerò il mio compleanno che si avvicina. Mando, in genere, tutti a fare in culo, tranne mia mamma che però rischia, essendo arrivata alla dodicesima replica della medesima domanda;
  8. ci deve essere una congiunzione astrale che fa sì che in zona compleanno, io abbia qualche controversia interna, senza possibilità di constatazione amichevole;
  9. direi che nove è comunque un bel numero, in assoluto. Per chiudere, ancora meglio.
P.S. posso suggerire di ascoltare "Alla mia età"? E di prestare attenzione alle parole. Mi rappresenta parecchio. Vietato fare BUUUUUUUU! per pregiudizio, ovvero come io stessa avrei fatto fino a quindici o venti giorni fa. (il primo minuto e trentasei secondi si possono saltare a piè pari senza tema)

domenica 18 aprile 2010

le rotaie come filo conduttore

Questa sera guardavo uno dei tg squallidi (motivo: ricezione dell'antenna che fa cagare) e come prima notizia danno la solita menata della nube generata dal simpatico vulcano islandese.
Che io dico: no, ma tra un gran caos nei trasporti e tre italiani che vanno a fare i volontari e si trovano in mano alla polizia di un paese straniero, dal quale è complicato capire accuse, reati contestati, luogo di fermo, eccetera, cos'è più importante?
Le brandine a Fiumicino, s'intende.

Comunque la notizia principale era la chiusura degli aeroporti e la conseguente transumanza alle stazioni ferroviarie.
E ho avuto un flash, me ne ero scordata, erano tanti anni che non ci pensavo, ed eccola qui, l'immagine. Vividissima.

Sin da piccola ho viaggiato molto in treno, con mia madre e mia sorella, visto che mia madre (fa sempre un po' la figa quando lo dice): "Quando lavoravo prima di sposarmi [assai tardivamente, n.d.b.] io avevo l'autista che mi portava in giro, se avessi preso la patente me lo avrebbero tolto!".

Sicché venuto a mancare mio babbo, tutte in treno per 1.visite al cimitero dei miei nonni materni 2.trasferimento sulla riviera romagnola per le vacanze 3.(raro, perché di solito passava uno dei miei zii a prenderci) trasferimento in toscana per il parentado paterno.

Mi ricordo l'emozione di viaggiare sola con mia sorella per andare dal nostro paesello toscano al paesello toscano del marito di mia zia.
E ancor meglio mi ricordo l'emozionissima di prendere il treno da sola. A tredici o quattordici anni, dalla città grande a Marina di Bibbona, lidi toscani. Io non sono stata un'adolescente sgamata, tra menarca atteso ancora altri due anni e infantilità ancorché presente, a tredici anni ero proprio una bambina.

Eppure insistetti per fare quel viaggio da sola. Controllai ogni fermata o non-fermata del treno, ovvero quando passano veloci dentro stazioni piccole, e tu ti perdi un occhio per cercare di leggere il cartello del posto dove stai passando. Controllavo. Si. Come facevo?

Oramai ho finito la finestra spazio-temporale per potermi concentrare su ciò che doveva essere il tema conduttore del post, ovvero il libro dell'orario dei treni. Giallo. A casa mia non mancava mai. E io leggevo e fantasticavo di andare di qui e di là, con "La Freccia del Sud" e "Lo Stop delle Marche" (si, vabbè, insomma, accontentiamoci un po' sulle battute, altrimenti leggiamo nanopillole, link a fianco, se proprio vogliamo fare gli esigenti).

Ed ero diventata così brava a leggere gli orari - che erano complicatissimi, ma proprio tanto - che mi capitò una volta di contestare l'affermazione di un'impiegata di un'agenzia viaggi (cioè, arriva 'sta ragazzina cicciottella a fare i biglietti del treno e questa si impunta con testardaggine a volere posti su un treno che, secondo l'impiegata, non era disponibile per una qualche ragione).
Alla fine le altre due impiegate hanno mollato i rispettivi clienti, pur di cacciarmi via. Ma avevo ragione io, e l'impiegata alla quale mi ero rivolta in prima istanza i biglietti me li avrebbe sì dati, ma infilandomeli nel buco del culo, visto la figura di merda che le aveva fatto fare 'sta grassona. Cioè sempre io.

Un'altra volta una roba ancor più paradossale.
Ero già maggiorenne e da lì, profonda Calabria, dovevo andare sul Gargano da amici, comodamente passando da Napoli.
Il tizio della biglietteria della stazione - cioè, un FS man - non aveva la più pallida idea di come farmi arrivare a destinazione via treno. Mi disse: "Ma prenda il pullman domani, 24 comode ore di viaggio e arriva", ma anche no, grazie, vomito l'anima a fare quella strada. Così gli ho dettato (dettato - ribadisco) il biglietto.
"Treno 9376, fino a Napoli Centrale, poi...", sempre col mio manualetto giallo sott'occhio.
Mi manca l'orario dei treni, in genere mi manca il treno di una volta.
Quello un po' lento.

Uno si potrebbe chiedere che senso ha questo post.
Me lo sono chiesta anch'io. Or ora.
"Ricordi da fermare" [cit.].

martedì 13 aprile 2010

auguri di buon compleanno, mia memoria storica

Se non sbaglio oggi è il compleanno del mio bimbo.
Come cresce.
Certo che, finché era piccolo, era più giocherellone.
Ma si sa, quando crescono.
Chissà che inferno l'adolescenza.
Beh, ne manca ancora però.

Auguri mi faccio un regalo e, per cortesia, non dire a nessuno che il post sotto doveva avere lo scopo di farti gli auguri quando poi, pur essendo leggermente lungo, mi è sfuggito lo scopo e si è aperto il flusso dei pensieri. Rimanga tra noi, my friend.

sono una persona fastidiosa

  1. Oggi, senza un vero motivo, ho risposto in maniera un po' scortese (un po', giuro, non tanto) a una persona a cui voglio bene, che ha sorvolato. Ma che stronza. Alle volte sono proprio stronza. E sia chiaro: non ho il ciclo e non devo scopare per essere tranquilla. E' proprio che alle volte sono stronza, e me ne rendo conto un secondo dopo;
  2. quando ciò capita, vorrei strisciare fino alla persona che ho (forse, lievemente) ferito. Poi non lo faccio. O chiedo scusa un po' dopo, oppure faccio il voto della gentilezza verso il mondo intero;
  3. non dura molto;
  4. ex-moroso ha comprato casa;
  5. ex-moroso non si fida delle mie doti da interior designer, mi ha detto: "Beh, magari invece di farlo solo tu, l'arrediamo insieme!!!" [non me lo ha detto, me lo ha scritto per sms, e lui usa sempre una cifra di punti esclamativi, che sono piuttosto fastidiosi. Sarà che è giovane], pfui. Comunque quando mi ha detto "Ho una notiziona!!!" [come sopra], ho tremato al pensiero che la manipolatrice fosse rimasta incinta;
  6. ex-moroso cambia datore di lavoro e va in un posto dove un paio di volte a settimana devo andare anche io, e mi chiedo come sarà la convivenza, se ci prenderemo a schiaffi, se DAVVERO rifiuterà il nostro ordinario saluto, ovvero bacetto sulla bocca (dice che sul posto di lavoro non è il caso, come se la nostra prima limonata non fosse stata lì). Può darsi che si, visto che in questo posto lavora anche una che si è ripassato mentre era ubriaco, fortunatamente part-time;
  7. e questa è un po' matta;
  8. sto diventando una fan di Tiziano Ferro, ma non me lo so spiegare. Mi vergogno anche a diventare fan su FB. Avevo quest'ultimo album da immemore tempo, e un giorno l'ho scorso e l'ho messo in playlist. Non ascolto altro da una settimana e spero che, per i poteri soprannaturali che ho, lui sappia già che quest'anno vorrei festeggiare l'evento (il drammatico compleanno) e lui arriverà con parrucca e barba finta e chitarra e mi suonerà "Il regalo mio più grande" (non perché la preferisca, ma è un compleanno, eh, se no preferirei "Alla mia età", che tutto sommato ad un compleanno non ci sta male);
  9. nel caso tra i generosi lettori vi sia un certo Ferro Tiziano, di mestiere musicista, di Latina ma con residenza a Londra, potrebbe scrivermi che gli do le coordinate spazio-temporali per raggiungermi?
  10. la cosa un po' pietosa è che la prima canzone che scaricai fu su indicazione di ex-amante che scaricò un suo cd per il figlio pre-adolescente;
  11. umpf. Nessuno ha ancora deciso a che età finisca la post-adolescenza;
  12. lo so che è un ritornello, però le cose su questa scrivania mi stanno ingurgitando, mi sembra;
  13. ieri mi scrive una mia collega per la revisione di un file *.ppt fatto dalla nostra capa, dico solo che il colore di fondo era marrone-cacca-sciolta e, essendo una presentazione che deve fare a studenti universitari, io già immagino questi che vomitano, poveretti. Allora lo metto un po' a posto e la collega mi dice: "Lo proponiamo alla capa insieme...", e io la correggo: "Lo imponiamo alla capa, cara. Era talmente una merda ciò che aveva fatto [errori grammaticali, sintattici, formattazione agghiacciante, etc.] che cara grazia che glielo abbiamo corretto", poi mi sono ricordata che lei, piccolina, è quella che se legge "merda" recita per lo meno un rosario;
  14. oltre ad essere stronza sono pure un po' superficiale, e ciò mi irrita;
  15. ora meglio che canti e basta, se no poi scrivo stronzate (mai limite al peggio) e tutto sommato quindici è un numero inutile, quindi sarà felice di servire a qualcosa. Qui. Oggi.
P.s. ho il solito ritardo di un mese e mezzo nella lettura dei blog. Ma cazzo che nervi, ho perso i feed. Che fastidio. Comunque recupererò. A breve. Ed è una minaccia.

P.p.s. però che figata avere alla propria festa di compleanno un cantante che in quel momento ascolti ossessivamente. Se gli scrivessi una letterina?

venerdì 9 aprile 2010

masticare a bocca chiusa, amaro

Non sapevo neppure se scrivere o no, poi ho pensato che avrei potuto farlo per 15' da ora, quindi via.

Non voglio stare troppo su questo post perché mi fa la bocca ancor più amara, e se anche avessi pensato che condividendo la storia si condivide pure l'amarezza, ho pensato una gran cagata.

Personaggi: una migliore amica, suo figlio odiosetto, suo figlio piccino, marito, io.

Trama: la famigliola va in vacanza per le vacanze, l'amica la smssa spesso. Tra i messaggi vi è un "Riuscite a gestire i piccoli senza l'aiuto dei nonni?", "Come vanno le cose tra tu e [nome marito]?", "Ma perché diavolo mi hai fatto solo due squilli che ora che trovo il telefono siamo già al dodicesimo?". Insomma, cazzate.

Cazzate per me, lei invece rimugina rimugina finché ieri non mi porta a urlare al telefono come l'"Urlo" di Munch, solo più aggressiva. Ho sopportato un po' i suoi piagnistei, per l'ennesimo pacco che le tiro perché la sera arrivo a casa stravolta e una cena con bimbi e un padre ossessivo (uomo meraviglioso, ironico, sarcastico, intelligente ma padre ossessivo: mi scruta e mi segue se gioco con uno dei bimbi, mi scruta davvero, lo giuro. Mi adora, ma è più forte di lui: vede pericoli ovunque, o forse vede me come un pericolo. Ma cristo! Non sono idiota, non sono incosciente in generale, figuriamoci con dei bambini) non la reggo. Quando ho più energie si, ora no.

Dal piagnisteo passa in rassegna tutte le uscite che ho fatto negli ultimi quattro mesi, perché lì ci vai e da noi non vieni, una ricorrente scena di gelosia perché sono andata a mangiare la pizza da ex-fidanza, un appunto perché sono andata a una serata di beneficenza, e poi da lì è partita per la tangente esagerando sempre di più. Secondo lei i miei messaggi erano un mettere in dubbio la sua capacità di madre, di moglie, erano mettere in dubbio lei e la sua famiglia, fino all'assolo finale:
"Sarò sbagliata io, saranno sbagliati i miei bambini".

Non c'ho visto più. Io, che poco mi controllo, stavo tenendo le briglie strette al mio flusso di coscienza direttamente legato alla parte del cervello che lo trasforma in parole, ma in quel momento ho perso le briglie. E ho fatto bene.

Macheccazzo, io non posso sentire due cose così.
Si, hai ragione, tuo figlio non è tra i miei preferiti e te ne sarai resa conto, ma non c'è nulla di sbagliato in lui. Se si beccasse un ceffone quando mi butta giù il telefono, secondo me non gli farebbe altro che bene. Ma tu e tuo marito avete deciso per una scelta diversa, il piccolo avrà il suo carattere e io il bambino riesco a farlo interagire con me solo ricattandolo. Sono la prima ad esserne ferita ma cosa posso farci? Non è questione di essere sbagliati, è questione di non trovarsi.

Cosa significa poi essere una persona sbagliata, bimbo o adulto, a meno che tu non sia una persona orribile? Non andare bene per l'altro?
Ma amica, santo cielo, ci conosciamo dalla prima media, abbiamo condiviso tutto, perché adesso non siamo più "giuste" insieme?
Viviamo situazioni molto diverse, tu con la tua organizzazione familiare, io con la mia disorganizzazione lavorativa. Per entrambe sono due punti irrinunciabili e, oggettivamente, mal si conciliano.

Finale: ho vissuto con un'amarezza mostruosa questa telefonata.
Un po' perché frutto di fraintendimenti che, da una persona che conosci da così tanto, non ti aspetti proprio.
Un po' perché mi sono chiesta se devo mentire o quanto meno tacere quando vedo altri bimbi con cui io, grande (non)grossa e ciula, mi diverto più di loro - ma questo significherebbe un po' mentire.
Un po' perché ci sono già delle verità nascoste, con cui devo convivere, come quella del marito che è un padre ossessivo, e mi chiedo se sia giusto che rimangano nascoste. No, non è giusto.
Ma devo farmi violenza e tacere, perché so che metterebbe paletti tra noi due, paletti mica di legno. Di cemento.

Ho drammaticamente superato i 15' [di circa altri 30'], non rileggo e posto, ché solo a rileggere mi torna ancor più forte un sapore amaro.
Umpf. Il diario alleggeriva l'anima molto di più, quando ero ragazzina.

domenica 4 aprile 2010

un quattro d'aprile fracico

Io, come credo il 99,9 periodico % degli abitanti di queste zone dimenticate dal sole, mi sono un po' rotta i coglioni della pioggia e del cielo tetro. Poi, ultima novità, è snervante che un giorno ci sia un sole accecante (ho già parlato del raggio malefico che filtra tra le assi della tapparella andando a colpire - la mattina alle otto - esattamente l'iride del mio occhio destro?) e il giorno dopo torniamo nella terra dei morti viventi.

Ho visto - ieri, con questi occhi di cui uno semi-accecato per le ragioni di cui sopra - che anche la mia amica che si cura tanto, sotto due dita di fondotinta, ha un colorito grigio-topo. Però, malgrado il colorito, mi ha portato dei cioccolatini discreti, fatti da lei. Con tutte le forme diverse. No, non è una che non c'ha un cazzo da fare, ma preferisce queste sì appaganti attività a fare due chiacchiere con la sottoscritta e chiunque altro eccetto genitori e fidanzato.

Sai, la gente è strana.

So che non è una grossa novità, ma ho lavorato moltissimo. Tuttavia c'è una novità, che è questa.
Facebook ti può anche dare discrete inculate.
Andrò a spiegare.

Ho fatto un lavoro per mezzo di un sistema di gestione dati che finora è sempre stato impeccabile. Cioè finché non ci ho dovuto lavorare io. E finché non si è trattato di mettere il sistema alla prova, il che è occorso mercoledì sera alle 00.34 e giovedì sera alle 00.43. Il sistema non caricava immagini, e per il lavoro che stavo facendo era indispensabile.

La prima sera [che poi era giovedì mattina, ma a me piace pensare che le giornate comincino quando io mi sveglio e finiscano quando io mi addormento] sono andata un po' in panico, la mattina successiva, al lavoro, trenta persone mi hanno chiesto:
"Allora? Tutto a posto quel lavoro? E' finito? No!?! Come no?!? Come sta andando?"
[mettendomi insomma a mio agio]
E io, con tangibile sconforto: "Un disastro..." e allora sentivo pat pat. Empatia.

Quindi mi sono messa a controllare passo passo tutto quanto e poi, depressa, ho alzato la cornetta e ho chiamato il ragazzo - che con somma fantasia chiamerò Gestore - che ci gestisce questo sistema. Gli spiego tutto e mi dice: "Abbiamo avuto problemi col server centrale, ti chiamo tra poco". Ma vaffanculo! Mai successo, succede esattamente con me.
La sera noto lo stesso problema ma, forte del mio nuovo know-how, scrivo a Gestore chiedendogli di ripristinare tutto, così lui fa e la mattina successiva trovo che tutto funzia.

Quel giorno, da casa perché non c'era più il tempo neppure di arrivare in ufficio, completo il mio lavoro e faccio tutti felici, e con Gestore ci mandiamo tipo 20 mail.
Essendo io femmina, ovvio che appena ho a che fare con una voce che non è una faccia, lo cerco subito su FB, e dalla foto non sembrava male.
[notare l'imperfetto, grazie]

Gestore ad un certo punto mi scrive: "Questo rapporto epistolare mi sta uccidendo" e io gli propongo di venirci a trovare, visto che comunque già lo doveva fare. Il tempo per un caffè si trova. Poi mi scrive che ha curiosato e mi ha trovato su FB [toh! ci sei arrivato anche tu?] e ovviamente mi chiede l'amicizia. "Ovviamente" perché nel profilo c'è una foto dove sono abbronzatissima e coi capelli legati, senza la scodella attuale, insomma, e il colorito grigio-fumo-di-londra.

Concessa l'amicizia, vado subito a curiosare tra le sue foto. Eh, cazzo. Prometteva meglio.
Per carità, anche io, eh! Però almeno io l'ho messo in guardia, lui no. Maschi vanesi. Poi dicono delle femmine, guarda.
Insomma credo che tra poco io e Gestore convoleremo a nozze. Perché il sorriso mi sembra a posto.

Altro capitolo.
Mentre attendevo l'ok definitivo sull'invio del lavoro a cani e porci, mi chiama un mio amico carissimo, che poveretto mi chiama sempre quando dormo. Non alle due del mattino, ma prima di cena, quando ho l'abbiocco facile. Mi chiede se può passare a farmi gli auguri e io, testuali parole: "Ma certo, però giusto una mezz'oretta, poi ti caccio fuori, è da una settimana che lavoro tantissimo e ora devo farmi un pisolo di tre ore". Ma ceeeeeerto, figurati!

Due ore e quarantacinque minuti. Si è trattenuto per 2h e 45'. Non che mi sia pesato, per carità, lo adoro, mi è simpatico, adoro la sua famiglia di cui però non fa argomento unico, è come un fratello, però.
Quando l'ho salutato sulla porta barcollavo.

Avrei ancora un po' da scrivere, tipo che una notte di queste mi sono svegliata con l'ipod in mano con cui stavo giocando sei ore e mezza prima, la cuffie con DJ tv che sparava musica unz unz in testa e, va da sé, tv, recorder e luce tutti accesi. Stendiamo un velo. Da sposa, visto ciò che sopra scrissi.

P.s. Gli alberi delle prugne fanno i frutti un anno si e uno no. Anche gli alberi delle uova di Pasqua. L'anno scorso zero. Quest'anno mi sono auto-tassata e comprato i gold bunnies per me, sorella e un paio di amiche. Bene. Sono arrivate quattro uova, variabili dal mezzo chilo ai cento grammi, un coniglietto, i cioccolatini fatti a mano e questo (è geniale):


martedì 30 marzo 2010

scodelliamo un gran bel post

Se qualcuno avesse avvistato una semi-specie di uragano tropicale abbattersi su un paesotto che fa un po' il figo e si fregia del titolo di città, non se ne curi troppo: è relazionato al fatto che ha voluto festeggiare la mia uscita dal parrucchiere.

(sono uscita con il cappellino da pescatore)
(mi ha dato un'ulteriore, interessantissima forma al capello)
(adesso sono ufficialmente una scodella)
(essere femmina è un mestiere duro)
(e mi astengo dal fare battute su "duro", che con la testa a scodella ho ben altro a cui pensare)

domenica 28 marzo 2010

fiducia, ma facciamo come in glee e cantiamo tutti appassionatamente

  1. Mi sto guardando Glee, una serie tv tra commedia, musical e teenager show. Sono in lutto ché tra due puntate finisce (sono teenager dentro);
  2. stamani, domenica, unico giorno in cui la sveglia è un optional, mi è toccato sentirla suonare alle 9.40 - ora solare. Dovevo prendere due fottutissimi biglietti per un fottutissimo concerto. Mettere i biglietti in vendita di domenica mattina è di una crudeltà disumana, specie se di mezzo c'è anche il cambio dell'ora;
  3. ho mentito al mio forse spasimante che mi ha chiesto in quale data sarei andata a un altro concerto. Ci vado con ex-amante depresso, dunque non ritenevo opportuna la sua presenza nei dintorni. Che serpe che sono, qualche rarissimissima volta;
  4. oggi c'era il sole. Oggi sono andata a votare. Oggi sono andata a vedere casa sorella. Oggi mi sono fermata in cortile con la mia amica psycho e un'amica di mia sorella. E ho visto il prato pieno di margherite;
  5. si, ho anche qualcosa di poetico, in fondo;
  6. ho messo a posto quasi tutti i fottutissimi orologi, che alla fine sono 3. Mi manca quello del lettore DVD che però non ho ancora acceso, tuttavia non mi sembra sia un lettore intelligente, che si mette a posto da solo. Ma che assurdità;
  7. una sera dico a mia sorella: dovresti mettere il parquet anche nell'anticamera dei bagni, ove vi sono orrende piastrelle nere con resto del bagno in verde. Mi risponde: costa. Le controbatto: a dire tanto, ma tanto tanto, saranno 2mq in più. Mi zittisce: no, se no mi stresso ogni volta che faccio la doccia. Io penso che esistono e sono oltremodo utili i tappetini per il bagno, ma taccio. Sabato prendo il caffè dalla mia vicina, che sembra una casalinga ma che dentro è in realtà un'arredatrice ed esperta fashion. Dopo aver sentito la mia idea mi dice: un'idea grandiosa! Ma come ho fatto a non pensarci io?! Sto invecchiando. Le chiedo: può suggerirlo a mia sorella? Mi smssa nel pomeriggio: missione compiuta;
  8. vedo mia sorella sabato sera e mi chiede: dimmi la verità, è stata un'idea della vicina che tu hai rivenduto come tua, vero, vero?
  9. credo che nove sia un numero opportuno per chiudere, al fine di non lasciarmi andare a considerazioni sulla fiducia che mia sorella ha sul mio QI che mi amareggierebbero terribilmente.

mercoledì 24 marzo 2010

un post inutile da una persona un po' inutile

Mi sono svegliata poco fa. E non è che abbia grandi cose da dire.
Se non che devo andare in ufficio, e in questo esatto momento preferirei essere appesa al lampadario per i piedi. Ecco.
Ci provi qualcuno ad augurarmi "Buona giornata", vedi dove lo faccio volare.

[si, mi sono risvegliata particolarmente riposata e serena]

domenica 21 marzo 2010

l'araba fenice si scrolla di dosso le ceneri

  1. Domani mi tocca andare a teatro. Si, mi tocca. L'associazione per cui mi metto spesso a 90° organizza un evento di beneficienza/sensibilizzazione e io sono costretta ad andare. Per fortuna ci sono gli amici. Peccato che io sarò lontana, grazie al ruolo che mi ha portato ieri a fare badge in acrobat per ore;
  2. ho, come al solito, fatto un po' di casino con le date, e in dieci giorni - a maggio - ho tre avvenimenti mondani, due concerti e uno spettacolo. Prevedo l'11° giorno di essere su una barella con una flebo di nutella;
  3. ho sulla scrivania 4 lettere (beh, ora tre, la meno polverosa l'ho aperta, colta da sensi di colpa: anche i post servono) di enti istituzionali, che io presumo cosa contengano, ma la presunzione è una brutta bestia. Ah, beh. Inutile stare a specificare che saranno lì da un mese;
  4. oggi ho invitato un'amica a uno degli eventi di cui sopra, e mi sono ricordata quando andammo a vedere quell'artista tipo sei o sette anni fa, e lei mi disse: "La mia collega mi ha dato due biglietti", e io intesi fossero gratis et amor dei. Invece in macchina mi disse che solo uno dei due le era stato regalato, ed era il suo. Cioè, non è che dividemmo la spesa, mi fece pagare quaranta euro di biglietto (sesta fila, a 'sti cazzi), e solo perché cinque me li scontò. Ci rimasi di merda, ma così di merda che fui imbronciata tutta la sera, e quando uscimmo col cazzo che prendemmo il taxi, le feci prendere i mezzi pubblici all'una di notte. E penso che ora, succedesse la stessa cosa, non ci rimarrei così male e le darei della taccagna, perché prima era quasi una sorella, ora una lontana cugina, che vive a un km da me ma che ha deciso di passare ogni secondo con il fidanzato, e non ha tempo per le amiche, e questo mi fa entrare nel boschetto dell'infelicità;
  5. non capisco se un tizio ha perso la testa per me, oppure no. D'altronde come dargli torto. No, intendo nel caso l'avesse persa, non l'"oppure no". Credevo di si, ma poi mi ha scritto una mail riguardo una tizia, misteriosissima, anche se abbiamo una sola conoscenza femminile in comune che è stra-fidanzata e ha già anche un amante, quindi insomma è a posto, e non mi sembra proprio il suo tipo, a cui anela. Poi mi manda fiori e tramonti su FB, mi scrive mail per ogni minchiata e io sono confusa (strano);
  6. mi mancano molto i miei bambocci. Vorrei averli qui e sbaciucchiarmeli tutti, e ho cellulare e pc tutti desktoppati di loro foto: sto diventando umana;
  7. mia sorella è quasi in onda col trasloco. Considerando il numero di puttanate che ha accumulato durante i tre lustri nell'altra casa, prevedo cieli colmi di fulmini e tempeste per un mesetto;
  8. nel frattempo è spesso qui, ma io mi comporto quasi sempre da sorella buona, perché la vedo stressata. Oggi le ho detto di non pensare all'immediato, ma di proiettarsi tra un paio di mesi, quando potrà andare al lavoro in bicicletta e avere una casa molto più bella. Ridotta in cenere. Me stessa, non la casa. Ma, come l'araba fenice, sono risorta;
  9. nove è sempre un buon numero per chiudere.

giovedì 18 marzo 2010

tempesta ormonale: la nave ha rotto gli ormeggi

E lavoro, e lavoro, e lavoro, e ancora lavoro.
Poi la sera o lavori ancora, o mieti il tuo orticello di farmville, che mi rendo conto sia avvilente, ma non impegna un solo cluster del cervello.

Solo che un corpo umano è un corpo umano, non un fantoccio da lavoro.
E quindi ecco.
Oggi mi è arrivato a stretto giro posta (circa 30 amici lo ricevettero) un filmettino.
Quelli di Rocco, e delle sue esagerazioni nella sfera lavorativa.
[no, non Rocco e i Suoi Fratelli, l'altro]
E, mentre lo guardavo, ho sentito un piccolo "cling"...

Gli ormoni avevano rotto gli ormeggi della nave dove li avevo inconsapevolmente rinchiusi, ed erano defluiti in tutto il sistema circolatorio.
Avevo ormoni anche nella punta del mignolo del piede.

Siccome ero in una stanza da sola e senza videocamere di sorveglianza, nel giro di mezzo minuto: maglietta attorcigliata al collo, reggiseno abbassato, felpa aperta il giusto per far comparire le due bocce che mi sono state date in dotazione che, per altro, avevano già due chiodi alle quali appendere eventuali quadri.

L'immagine di tutto ciò l'ho poi captata riflessa sullo schermo del pc e, come se già non fossi abbastanza sovraeccitata, questa è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Avere un orgasmo pastrugnandosi le proprie tette, non è da tutte, lo so.
Fossi un maschio direi che oggi ho sofferto di eiaculazione precoce.
Ma siccome sono una femmina, non ho sofferto affatto.

Uh, mi ero quasi scordata di come fosse simpatico avere un orgasmo.
La cosa un po' difficile da comprendere è capire se dopo questo attacco di follia masturbatoria, stasera sarò in grado di stendere ex-moroso che non vedo da cent'anni.
Ma forse anche si.

[lo so, lo so. Qualcuno penserà che parlo di sesso fai-da-te per gli ascolti, ma in verità non è così. E' che mi sembra in questo periodo di non avere niente da raccontare, e anche di non avere voglia di raccontare il niente. Invece questa cosa qui mi ha talmente sconcertato che, ecco, proprio non potevo non scriverne]

martedì 9 marzo 2010

mimose sfiorite

Beh, ecco, è che ieri sera ho passato la serata rivedendo una vecchia amica.
Saranno stati anni che non la vedevo. Però poi le ho chiesto un'informazione su un nostro ex-collega di cui non ricordavo il cognome, e una cosa tira l'altra, ed eccomi lì, a leggere che si è separata da tre mesi e non capisce più nulla.
Urca.

Allora ci mettiamo d'accordo per vederci giusto lunedì, ma nessuna delle due aveva pensato alla FDD, a nessuna delle due importa una beata sega.
Quattro ore a mangiare, fumare e raccontarsi (beh, io ho divagato quel centinaio di volte, a un certo punto mi sono pure incazzata, con me stessa, e non è bello tirarsi addosso parolacce, per lo meno lasci con un grosso punto interrogativo dipinto in fronte la tua ospite, che secondo me ha anche pensato di farmi ingoiare una bottiglietta di benzodiazepine).

E ieri notte, mentre come al solito non prendevo sonno, pensavo che sarà pure un caso la coincidenza con la FDD, tuttavia significativa.
Le donne mie coetanee, spesso, sono un po' rotte, non funzionano più bene come un tempo. Gli uomini anche, ma in modo diverso. Poi ora si parla di donne, maschi: fuori dai coglioni (come topic del post, che poi mi si offendono).
Lavoro. Famiglia. Casa. Amici. E anche l'inevitabile esigenza di ritagliarsi spazi propri.
Sarà che ci sposiamo tardi, se ci sposiamo, io no, eh, garantito, però si desiderano più cose, ma i mesi sono rimasti incredibilmente dodici, le settimane incredibilmente cinquantadue, i giorni incredibilmente trecentosessantacinque, le ore incredibilmente ottomilasettecentosessanta (calcolo su base annua, fonte: calcolatrice).

Prima sono buchini da cui saltano dentro goccioline d'acqua, e uno pensa ad arrivare a riva, mica a quei buchini, solo che poi i buchini si allargano, una fa finta di non vederli, solo che poi si aprono delle falle vere e proprie, e a riva sana e salva non ci arrivi più, vieni inghiottita dal mare. Che se è calmo ti permette, seppure stremata, di arrivare a riva, se è in burrasca sei fottuta, nel significato peggiore della parola (altrimenti: calici pronti per il brindisi cantando in coro "Sciampagnnn...la la la la la la laaaaaaaaaaaaa).

Chiacchieravo con quest'amica e prendevo storie simili ad esempio, e, sempre mentre ero a letto insonne, ho fatto un po' il conto. E di storie di impegni traditi, impegni intesi come fidanzamenti, convivenze, matrimoni, è piena la mia testa. Embé?
L'ho sempre scritto che sono empatica, e probabilmente anche una buona ascoltatrice.
Tante persone con me si raccontano.
Forse perché sanno che sono dai modi spicci.
Mi raccontano di queste vite così difficili, complicate, e soprattutto quando ci sono bambini coinvolti io un po' soffro. E un po' sono contenta di aiutare. Bilancio, insomma (Tremonti, non è il caso di impicciarsi stavolta, torni a offrire la spalla al suo capo che frigna).

Anche se alle volte è un po' faticoso.

P.S. alla quarta volta che la mia amica mi diceva "fare l'amore", mi è scattato il cazziatone, e le ho detto di usare una parola a sua scelta tra trombare e scopare. Ne ho scoperta un'altra che, con la scusa dell'amore, non ascoltava più i bassi istinti primordiali, e allora si può scopare solo se tutto è da famiglia mulino bianco. Eh no, cazzo! Non dico di scoparti tuo marito mentre lo vorresti vedere stritolato (anche perché, con la scusa del fetish, sai quanti, sai quante), però scopare o fare sesso è un modo di aprirsi (non facciamo battute, ho-det-to) con l'altro, un modo per accorciare le distanze, un modo per buttare giù qualche sovrastruttura un po' troppo ingombrante. Oltre ad essere un gradevole modo per godere.

giovedì 25 febbraio 2010

casanova, mon amour

Oggi ho visto, dopo tempo, il mio vecchio babbione di Casanova. Rivisto dopo tempo a causa di un suo piccolo intervento.

Per non perdere le sue buone abitudini, si tromba la sua fisioterapista.
E' il mio mito.

(è solo un reminder, perché è tardi e sono tantissimo stanchissima)

lunedì 22 febbraio 2010

domandone epico

  1. E' quasi ufficiale, ho un nuovo spasimante. Uno che ti scrive un sms a mezzanotte e mezza di sabato con una scusa che aiutami a dir banale, non riesco a catalogarlo in altro modo. Ovviamente brutto, ma chissenefrega. Soprattutto una di quelle persone che parlano, parlano, e ti parlano sopra. Il mio ideale di maschio, insomma, da usare come bersaglio a freccette;
  2. mi sono andati in tilt i due pc che uso giornalmente, uno per uno stracazzo di virus che il mio stracazzo di antivirus non ha rilevato, l'altro per un disco C:/ che dopo solo due anni di utilizzo forsennato (però una volta ho fatto deframmentazione, ci ha messo poco, otto ore) è quasi esploso;
  3. e ora la versione 2010 del mio stracazzo di antivirus mi genera file di log da 40 Gb in 5 giorni, e ok che il supporto mi ha supportato, ma io ho l'ansia;
  4. un'amica, al telefono, oggi mi ha detto: "Per favore, mi psicanalizzi? Non ci capisco più un cazzo di me", e mi sa che ho sbagliato mestiere. Poi però mi sono chiesta che mestiere faccio e non mi sono data una risposta, e menomale che non ero da Marzullo;
  5. menomale anche che non ho mai fatto il cambio di stagione, ho visto che per metà settimana si arriverà a ben 13°, evviva evviva. Ho risparmiato energie utili ad essere impiegate, ad esempio, a mangiare;
  6. [il fatto che io abbia messo per tutta la stagione invernale i soliti 5 o 6 maglioni non deve trarre in inganno, non è colpa del non-cambio di stagione, ma del fatto che non ho mai avuto voglia di mettere a lavare gli altri che avevo storato (neologismo del giorno), che comunque nel frattempo sono diventati maggiorenni e guidano la macchina, vista la velocità con cui rinnovo il mio guardaroba]
  7. in ogni luogo in ogni lago, la cosa terribile è che è orecchiabile;
  8. ho perso un sacco di feed nel rifacimento del pc, e ho i coglioni un po' girati;
  9. un blog senza commenti è come una torta senza pasta frolla, insulsa, che noia;
  10. ex-fidanza, bontà sua, mi ha portato una fetta di crostata al cioccolato che, non scherzo, mangiata mezza fetta alle ore 11 di domenica mi ha fatto resistere senza mangiare quasi fino a cena: credo che l'apporto calorico fosse di 89076 kcal ogni 1 grammo;
  11. dopo periodo di scazzo, ho ripreso a lavorare;
  12. seriamente. Circa;
  13. tredici è un buon numero per chiudere, perché mi ricorda la schedina, che mi chiedo se esista ancora o se deve essere relegata nei "ricordi d'infanzia".

venerdì 19 febbraio 2010

nina zilli (solo per sanremisti)

Fuori concorso, nel senso che non dovrebbe neppure esserci bisogno di votarla.
E' talmente più brava e originale degli altri, che sta 78 spanne sopra.
Poi Noemi o Malika. Se vince Marco Mengoni sono felice lo stesso, anche se la canzone non mi ha fatto impazzire. Quella di Noemi invece è bella e orecchiabile di brutto (quei bastardi dei miei compagni di scherma ne sanno qualcosa), quella di Malika meno orecchiabile ma, più la sento, più mi piace.
(domani è tutto finito, sic sic)
(sento in sottofondo dei "menomale")

giovedì 18 febbraio 2010

paused (Sanremo's watcher)

Nel noioso intermezzo di opera cocciantiana, vorrei solo comunicare in generale che oggi le ho prese da tre stronzi. Cioé, intendo dire che tre miei compagni di scherma mi hanno infilzato con la spada (5-2, 5-3, QUINDICI-UNO). Che va beh che non mi alleno tanto quanto loro, ma quell'ultimo risultato mi ha molto infastidito.
Un tempo, stesso avversario, arrivavamo sempre al quattordici pari. Merda.

Vorrei anche dire che i miei compagni sono tutti maschi e mi prendono in giro tutto il tempo, perché in fondo mi amano. Uno di loro in privato mi ha scritto che bla bla che bella persona che sono e come è felice di avermi conosciuto. La mia ovvia reazione è stata quella più matura, oggi non gli ho quasi parlato. Che stronza. Ma se poi si fa idee? Le donne tanto passano per stronze in ogni caso, se parlano perché illudono, se non parlano perché se la tirano.
Difficilissimo il nostro mestiere.

Beh, ora che il pericolo è passato, ho rischiato un'amputazione.
'Sta minchia.
Va beh, va beh, passato, passato (e l'indomani schiattò).

martedì 16 febbraio 2010

strangers in the night

Mi chiedevo come fosse possibile spiegare Sanremo a uno straniero.
Mi chiedevo come spiegare il fatto che io guardo Sanremo (Bonolis-edition a parte, perché l'uomo mi irrita) a chi non mi conosce bene.

domenica 14 febbraio 2010

roserosseperteeeeeeeeeeeeeeeeeee...

Casa mia è stata invasa da più di due dozzine di rose.
Rose ovunque.
Uno entra in casa mia e subito pensa:

opzione 1
"Questa qui c'ha un fidanzato idiota che bacia il suolo sul quale ella cammina"

opzione 2
"Questa qui c'ha uno spasimante che se la vuole fare disperatamente: mah, de gustibus"

opzione 3
"Questa qui le rose se le è auto-comprate per fare la figa"

opzione 4
"Questa qui le rose le ha rubate al cimitero per fare la figa"

opzione 5
"Questa qui ha comprato rose rosse di plastica per fare la figa"

No.
Tutto errato.
Le rose sono vere, verissime, bellissime.
Peccato non siano mie.
Ma non le ho rubate: mi sono state consegnate spontaneamente. Un po' come Tanzi che porta i quadri. Gesto spontaneo? Mmmm, bisognerebbe discorrere assai sul significato di spontaneo, ma di analisi semantica ora non ne ho voglia, quindi.

Il fatto.
Un paio di giorni fa c'era un'amica a casa, e suona il citofono.
C'è un tizio dall'altra parte che chiede se l'amica può scendere. E l'amica scende.
Torna sù poco dopo, stremata, con questo mazzo allucinante di rose che sarà pesato tipo dieci chili: gulp. Lei in estasi, io invidiosa. Lei sì che ha un innamorato che bacia la terra che calpesta.
Ma un innamorato così deve avere un baco, se no possiamo anche ripensare al fatto che Babbo Natale esista.

Il baco è la sua condizione non proprio da single, direi anzi da sposato, direi anzi da sposato con due figli piccoli. E l'amica, che non è fidanzata ma che non ha voglia di dare spiegazioni a chi abita con lei, mi dice:
"Le potresti tenere tu?"
E a me sono venute in mente due cose.

Mille anni fa, non so se per San Valentino o l'anniversario, ex-fidanza mi viene a prendere e usciamo a mangiare fuori, che a quei tempi era un bell'avvenimento, perché eravamo studenti e i nostri genitori ci foraggiavano poco, anche in virtù dei risultati.
Mi riaccompagna a casa e, mentre sto per varcare il portone, mi dice:
"Aspetta! Quasi dimenticavo!" e apre il baule dell'auto dei suoi e tira fuori un mazzo di rose (secondo me erano 5 -numero per noi simbolico - o al massimo 6), tutte belle confezionate, ed io mi avvicino in brodo di giuggiole perché fiori, rose addirittura, da ex-fidanza, avevano la stessa probabilità di essermi regalate quanto la possibilità che io mi svegliassi prima delle 11 di buonumore.
Le prendo tra le braccia e vedo, con orrore: le rose, dopo ore e ore in macchina, erano semi-appassite.
Cazziatone a seguire.

Mille anni fa meno due o tre, mi arriva a casa uno spasimante. Con un mazzo di fiori.
Con questo spasimante all'inizio, ero stata un po' confusa, lo ammetto, gli avevo dato corda perché nel frattempo ex-fidanza era appunto diventato ex e si era pure ri-fidanzato (dopo avermi giurato che dopo me non si sarebbe mai più innamorato!!! Insomma, eccheccazzo, un po' di coerenza), ed io ero dimagritissimissima e infelice. Però dopo poco ho capito che con lo spasimante cercavo solo un diversivo, quindi ce l'ho messa proprio tutta a dirgli che no, non ero innamorata, non era il momento giusto, non volevo stare con lui, etc. etc.
A mia difesa vorrei precisare che la cosa più intima fatta con lui è stata darsi la mano durante una cena. Ché insomma, non sto sempre-sempre dalla parte del torto.
(sono già nettamente sulla difensiva)

Ma lo spasimante delle mie parole se ne fotteva abbastanza, per non dire completamente. Era convinto che io fossi segretamente innamorata di lui e anche evidentemente masochista. Ed era diventato insistente, troppo insistente per i miei (intolleranti) gusti.
Però il giorno che arrivò col mazzo di fiori, ci fu un'inaspettata e provvidenziale svolta: ne scorse un altro, un mazzo di rose bianche e gialle. Neppure avesse visto una foto di me e di un altro in cui trombavo selvaggiamente, con la copia del quotidiano del giorno prima a testimoniare la data dell'accaduto.

Tutto tapino mi disse: "Vedo che qualcuno è arrivato prima di me".
Io, con fare grave, annuii.
Lasciò i suoi fiori su una sedia e se ne andò.
Chiusi la porta con un lievissimo senso di colpa.
Le rose bianche e gialle erano -loro si - finte.

domenica 7 febbraio 2010

cos'era l'oppio dei popoli? ah, tutto torna

Se la religione è l'oppio dei popoli, adesso si spiega perché abbiamo un ingombrante Vaticano al centro dell'Italia, e quasi niente oppio per il popolo bue.

Premettendo che, mio malgrado, ho vissuto dentro ospedali di altri paesi occidentali, c'è una profonda diversità tra come vengono trattate sostanze, quali oppiacei o derivati dalla cannabis, nella cura del paziente qui e l'altrove di cui sopra.

Non so quanti abbiano visto soffrire persone a loro care, senza che questa sofferenza venisse loro attenuata.
Non so quanti si siano sentiti dire che "la sofferenza avvicina a Dio".
Non so quanti avrebbero voluto spaccare la testa a chi era responsabile di ciò che ho appena descritto.
Di certo io sono stata una di queste persone.

Ho preso spunto da un commento del post precedente, e non posso fare finta di niente.
L'ipocrisia governa sovrana in questo paese. Un cantante ammette di fare uso di oppiacei e via, tutti contro - o quasi - perché ha fatto apologia della droga.
Non ha fatto apologia, ha detto (ritrattato, riammesso, etc. etc.) di farne uso farmacologico contro la depressione, visto che le cure farmacologiche prescritte dagli psichiatri erano più velenose.

Non ho idea di cosa faccia la cocaina su un essere umano mediamente depresso (neanche su un essere umano non depresso, io mai l'ho provata), ma ho idea di cosa facciano gli psicofarmaci su un essere umano mediamente depresso. L'ho visto, non mi è piaciuto per niente. Non so se la cocaina possa davvero portare benefici, ma sono rimasta infastidita dal dito puntato contro una persona per aver cercato un'alternativa. Ricordo il test antidroga a sorpresa delle Iene sui parlamentari, ricordo l'auto-accusa di un senatore ultra-ottantenne. E il Parlamento è ben diverso da uno show. Dovrebbe, almeno.

E' una novità per qualcuno che moltissimi artisti fanno uso di sostanze stupefacenti? No.
Perché non fare il test antidroga e l'etilometro a tutti coloro che salgono sul palco del Festival?
Semplice. Perché forse non salirebbero neppure in tre. E allora dove sta lo scandalo? Secondo me, appunto, nell'ipocrisia generale, che additano a untore uno che si è comportato da fesso, raccontando a un giornalista ciò che in questo paese ipocrita non si può dire. E l'ipocrisia ha portato conseguenze ancora più ipocrite, facendolo scendere da un palco dove si sono presentati personaggi strafatti.

Ma questa è cronaca vecchia, e io volevo fermarmi al principio di "non tutte le droghe vengono per nuocere". La morfina è una mano santa (a ridajjje) per chi soffre. La cannabis aiuta in varie patologie, dall'anoressia a sindromi neurologiche gravi. Ma in Italia no, niente cannabis.
Della cannabis so un po' di più, la fumo, mi rilassa, non mi piacciono gli effetti di alterazione della realtà, non sopporto ad esempio la dilatazione del tempo, sto attenta alle dosi e la fumo. Se non ce l'ho, pazienza. Non ne sono dipendente, non mi è facile averla.

Lasciamo pure crepare le quattordicenni, lasciamo nella miseria della sofferenza gente che non la merita, tanto chissenefrega. In un paese di vecchi è facile prendere voti per posizioni antidroga nette, tanto poi, io che faccio politica, qualche scagnozzo che mi procura ciò che voglio lo trovo.
Verrà osservato: il ragazzino non si trattiene. Poi arriva diretto all'eroina. Beh, notizione. Il ragazzino non si trattiene neppure adesso. Le superiori hanno un giro di canne maggiore di quello dei libri usati, e se non si fa informazione ma si demonizzano le droghe a prescindere, allora il ragazzino sarà ancora più invogliato.

Sull'alcool e tabacco, droghe legalizzate e che provocano un numero di morti esponenzialmente superiore, meglio tacere, se no vado avanti altre trecento righe e questo post, già un po' palloso, lo diventa ancor di più.

mercoledì 3 febbraio 2010

sono una precisina

A distanza di anni dall'inizio della nostra relazione (non quella cantata dal sig. Rossi Vasco), il mio ex-amante (che in verità sarebbe meglio descritto come ex-fidanzato-sposato, essendo che io non avevo - ehm, quasi - altre relazioni contemporanee) è depresso.
Ed è depresso perché sta facendo terapia di coppia, per problemi irrisolti da anni, che non gli sembra dare risultati.

Sono dispiaciuta.
E un po' mi girano le balle, per ovvie ragioni.
Poi mi scrive che ascolta "Sempre e per sempre" e istintivamente pensa a me.
E come fanno a girarmi ancora le balle?

Comunque volevo rassicurare sul fatto che, dopo leccate di culo incredibili perché servo, la capa non mi ha licenziata. Questo non toglie che io la consideri una gran puttana. Lei e quella zoccola del Cavallo, che sono sicura: ha fatto la spia su quella scemenza che ha scatenato l'ira della gran puttana. Tanto per essere precise.

lunedì 1 febbraio 2010

cose che capitano (tutte insieme, a me)

  1. Ho appena finito di litigare con la mia capa che ha tirato sù un polverone per una scemenza. Le ho scritto: "quando scrivi con questi toni, dispotici e perentori mi fai incazzare". Probabilmente mercoledì sono già a casa, licenziata per giusta causa.
  2. Negli ultimi dieci giorni credo di aver passato l'80% del mio tempo libero a scrivere mail, non di piacere, e a lavorare su una cosa fatta da altri di cui non sapevo una sega (è stato un successo, strano).
  3. L'altro 20% a mangiare e vedere vecchie puntate di Heroes (vecchie per gli altri, per me nuovissime).
  4. Una mia conoscente che intratteneva un rapporto outdoor, è stata beccata dal suo uomo. Siccome ne avevo scritto qui secoli fa, sono stata in paranoia mezza giornata.
  5. E' nata la bimba del mio amico, così sono ufficialmente e nuovamente pseudo-zia. Per la prima volta di una bimba, chissà come sarà...
  6. Sono sopraffatta, su questa scrivania, da CUD, impegnative del medico e ricevute del veterinario (no, no, sono vecchie), oltre che dal software-cd-contenitore aperto come una cozza perché il mio pc di scorta è deceduto.
  7. Ho voglia che qualcuno grande e grosso prenda a calci nel culo quella balenottera azzurra della mia capa.
  8. Il mio ex-fidanza mi mandò un sms tapino perché aveva l'influenza. Non arrivava a 38°, quel bamboccione.
  9. Vorrei mangiare un etto di cioccolata, ma non darò questa soddisfazione al balenottero, cazzo!
  10. Vorrei vedermi qualche puntata di Heroes (anche se la quarta serie è cominciata noiosa), ma sono nella spirale di Farmville, e devo andare a mietere.
  11. Mai un attimo di tranquillità.
  12. Ah, stavo entrando in chiesa. No, non per pregare, solo perché in macchina mi è scivolato il piede dal freno appena prima di affrontare una curva. Ci stavo entrando dalle mura esterne.
  13. Va da sé che mi devo rimettere in pari con quei venti blog a cui sono feedata.
  14. Non so se oggi sia proprio stata la giornata migliore per riprendere a tediare i radioascoltatori.
P.s. Grazie a coloro che si sono interessati della mia pervicace esistenza in vita.

mercoledì 20 gennaio 2010

diavoli di bambini (angeli mi sembra un po' forte)

Questi qui, questi sette che mi sono capitati sotto le mani in sole 48 ore, non sono umani.
Se non sono umani, o sono angeli o sono diavoli.

Gli ultimi.
Entra in casa mia un nano di 20 mesi, come ci fosse cresciuto in casa mia. Beh, a parte i TOC che ogni tanto si sentono da ogni angolo della casa, che segnano una lieve incapacità della proiezione nello spazio del nano stesso, non che un bernoccolo sulla sua capoccia, non che un ritorno alla stazione base (il divano) con una mano piccina in testa e un grugnito d'incazzatura. Ma mica piange.
Poi riparte e via.

Nel frattempo mi spupazzo il mio figlioccio. Ma suo fratello è geloso. Il terzo continua a girare per i cazzi suoi. Quindi mi spupazzo figlioccio e fratello, ma non ho fatto i conti col nano. Il nano, in uno dei suoi ritorni alla stazione base, con il grugnito d'accompagnamento, ci vede. Come un bulldozer si precipita tra le mie ginocchia, vuole essere spupazzato anche lui.

Minchia!
Ne ho tre che mi tirano a destra e a manca, mi parlano tutti insieme (no, il nano in realtà tenta di scalarmi), vogliono far questo e quest'altro, finché non arriva l'ora della merenda. Cialde con crema di cioccolato. Si sporcano meno loro di me. Loro madre mi guarda compassionevole.
Poi è l'ora della partenza da casa mia, e il mio figlioccio, che ha già la maggiore età (quasi otto anni otto), non fa tante storie. Ma il fratello di mezzo. Apriti cielo. Mi si piazza in braccio e non ne vuole sapere.

"Senti, ma se io ora ti faccio un sacco di coccole, poi tu dai retta a mamma e papà?"
"Tiii".
Si sdraia tra le mie braccia, e io lo sbaciucchio tutto, gli faccio naso-naso, gli dò i morsetti sul mento, e lui ride. Mi riempie di una dolcezza inaspettata e smisurata. Sono in brodo di giuggiole, e quasi non mi capacito. Perché è un bimbo di cinque anni, tutti i bambini di due o tre anni mi fanno quell'effetto, uno così grande mai.

Saluto il mio figlioccio, e siccome è mio figlioccio e dunque asincrono come me, ci stampiamo un bacio in bocca, e allora gli dico che siccome mi ha baciata ora sono la sua fidanzata. Lui ride tutto rosso, poi sentiamo il padre dire: "Se non c'ha messo una punta di lingua, non vale". Uff.

La sera i bimbi grandi li ritrovo a cena, siamo in un locale a mangiare una pizza per salutarli, ché tornano a vivere a casa di dio. Siamo un sacco, più di venti adulti e un po' di bimbi. Inizio la serata rivedendo una mia compagna delle elementari che mi attacca una pippa sull'inefficienza dei servizi pubblici. Ma che cazzo me ne frega, ora! Fammi ordinare, maremma maiala, ho una fame che non ci vedo.

A fine serata vado da bimbo coccolo e gli dico che io nel pomeriggio gli ho fatto un sacco di coccole, e vorrei me ne facesse lui.
Qui sotto il risultato. Io mi sono squagliata malgrado la temperatura polare.

(io sarei quella senza ricci)
(e senza più cinque anni)
(mi devo dar da fare per una mega trombata, così riportiamo questo blog ai livelli triviali a cui è abituato, se no poi mi si spaesa tutto)
(se i genitori sanno che ho pubblicato 'sta foto mi mettono sulla griglia)
(eventuali riconoscitori: io puzzo molto, quando griglio, quindi non glielo dite, grazie)
(possiamo sempre accordarci)
(così poi suoniamo molto meglio)
(sto forse abusando delle parentesi?)

mercoledì 13 gennaio 2010

legge della compensazione?

No, ecco, io queste domande me le faccio.
Perché, d'accordo, ho fatto sesso in amicizia con ex-moroso, gli ho anche chiesto se improvvisamente gli è sorto il problema di eiaculatio precox, scatenandogli uno sguardo assassino, ma i numeri sono numeri, e 5 minuti 5 sono 5 minuti 5, però.

Oggi vado a lavorare, sono risucchiata dentro una riunione via l'altra, scopro che la mia collega Cavallo è incinta [pensieri affollatisi nella mia bionda capoccia: che pancetta tonda, che strano, dopo il parto di 14 mesi fa era tornata in formissima, però le feste, le feste fanno ingrassare, si ma cazzo uno ingrassa mica solo sulla pancia, poi proprio al centro, sembra che abbia ingoiato un uovo di struzzo, no deve essere incinta, eh ma se poi faccio una gaffes?, capirai, una più una meno: "Cavallo ma sei incinta?" - alla fine di una riunione e con una dozzina di persone intorno - e lei che si apre con un sorriso e un'occhiata che non so se fosse felice o fulminante, e risponde: "Ebbene si! Però Grande Capa non ti preoccupare, dovrebbe nascere a Ferragosto, così a fine settembre torno a lavorare..."], la Grande Capa che mi dice per tutto il dì: "Ma che occhio che hai, ma come hai fatto?", certo che se la Grande Capa rimanesse incinta sarebbe più complicato scoprirlo perché in una tonnellata di donna una gravidanza si nasconde bene, e mentre sto per uscire strisciando sui gomiti sento la mitica frase, tormentone della mia vita lavorativa: "Ah, aspetta, c'è una cosa che volevo chiederti..." e le cose da chiedermi si moltiplicano ed io esco direttamente in barella, con la maschera dell'ossigeno.

Forse non devo più fare sesso.
Forse non devo più fare sesso con ex-moroso.
Che è la stessa cosa.

Ah, però.
Sono riuscita a ritagliarmi uno spazio per mangiare, e stavo prendendo il caffè, e c'era il mio consulente preferito.
Io avevo una felpa nuova, un regalo di Natale, acquistata a New York da uno dei miei migliori amici nel reparto maschile del negozio, questo per sottolineare quanto i miei amici-fratelli maschi vogliano esaltare la mia femminilità, solo che da una cucitura pendeva un filo.
Un filo che mi dava i nervi, ma che non potevo strappare perché col culo che ho mi si sarebbe disfatta la felpa, ma non avevo avuto il tempo per cercare una forbice.
Il mio consulente preferito tira fuori una forbicina e mi chiede: "Posso?".
Certo che si, caro.

Avrebbe potuto sfregiarmi, per quanto ne so, invece mi ha solo tagliato il filo pendente.
Gli ho chiesto se aveva anche un cavatappi, si è messo a ridere.
Accidenti, ha dei denti proprio bruttini.
Ma mi ama. Mi sembra chiaro.

lunedì 11 gennaio 2010

andiam, andiam, andiam a lavorar

[scioperanti mediaset esclusi, poco fa ho sentito una meravigliosa battuta da DJ chiama Italia: "Non è che ci sia stato veramente lo sciopero dei truccatori, è che siccome faceva ritorno alla vita pubblica il premier, ne aveva bisogno lui"]

Occchei occchei, ho fatto quelle quattromilaventisette cose che la Grande Capa mi ha chiesto, e ci ho messo pure un tempo ragionevole. Tutte tranne una.
Ovvio. Domani mi chiederà esattamente quella.

Bene, dovrei anche vedere ex-moroso, che in realtà sperava - secondo me - di passare da me stasera, ma io ero stanca e dunque gli ho raccontato mezza palla, cioè una mezza verità, a ben vedere, ché poi passo per quella che racconta sempre palle. No, quella è mia madre.
(cazzo, ho divagato)
Ah, si. E insomma verso il tardo pomeriggio ero alle prese con una crisi ormonale causante arrapamento disfunzionale, sicché gliel'ho scritto, ché con lui un risultato lo porto a casa quasi sempre, e lui mi ha risposto una cosa tipo: "Prima il dovere, poi il piacere"...
Mio nonno, buonanima, mi avrebbe risposto così!

Potevo forse starmene zitta? Sto scrivendo di ex-moroso, il maschio con più testosterone che io abbia conosciuto biblicamente!
Alla fine ello ha concluso con un: "Vuoi che ti dica che domani te lo caccio fino alle tonsille e [omissis]?!", e allora un po' mi sono tranquillizzata, ma non tanto, perché io non sarò un fiore in questo periodo, ma lui potrebbe avventarsi anche sulla mia libreria, se vedesse che ha un buco che sembra fatto apposta, quindi il problema non sono - o non credo - o spero proprio di no - io, quanto: 1.effettivo invecchiamento di ex-m con abbassamento livello testosterone 2.innamoramento per una nuova squinzia 3.(ciò mi fa tremare le dita che digitano) desiderio di fedeltà alla Grande Zoccola, la manipolatrice, l'unica così merda da far sì che amante e marito diventassero amici, per vedere di più l'amante.

Groink.
Ansia.

giovedì 7 gennaio 2010

seven, ora che mi è venuto in mente, è un film da rivedere

Darò i numeri:
  1. ho mentito pur di non andare a una cosa pseudo-lavorativa: ma che cazzo, ho detto che sono in vacanza (e ho mentito dicendo che avevo la febbre);
  2. viene a trovarmi una mia ex-collega, si fa uno sbattimento, prende il treno, i mezzi, passeggia nel gelo per 15' e io sono un'irriconoscente di merda perché non c'ho voglia;
  3. oggi dovevo finire una roba e non l'ho fatto, ma la sera è ancora giovane;
  4. ex-moroso, costretto a dormire nello stesso letto con La Scaricata (rif. post 19 febbraio '09, il link no, troppo tempo), le dava le spalle - oltre che tre gomitate durante il sonno. Oooooh, se ho goduto sentendo che lui temeva suoi attacchi sessuali e lei c'è rimasta un po' male. Però ho le mie ragioni, eh, non è pura cattiveria. E' vendetta casuale (rif. post 15 giugno '09. Link come sopra). E comunque godrei ancor di più se ex-moroso non stesse ancora tra le grinfie della GZ;
  5. al mio risveglio dal sonnellino pomeridiano, ho visto due chiamate che non mi andava di ricevere. Così, furbissima, ho messo il blocco chiamate entranti. Così, ora che mi è sovvenuto di toglierlo, ho sentito che il gestore telefonico (coglione!) diceva: "Messaggio gratuito: bla bla... non può rispondere... bla bla... inserito blocco chiamate entranti". Ma cazzo! Peggio del grande fratello;
  6. la mia maestra di scherma mi ha scritto "non fare la petulante" quando, al 99° messaggino figofonino-centrico, le ho scritto di non rompere più le balle. Ah, ecco;
  7. sette perché come ho già scritto un po' sotto.
Mi sembra di aver scritto in ottimo italiano, specie nell'ultimo numero.
Beh, che bisogno c'è che rilegga.

lunedì 4 gennaio 2010

inizio di un decennio

Scritto così, come titolo, fa obiettivamente un po' paura.
Chiudiamo gli occhi e non guardiamo.
Ho cominciato bene. Si, bene.
Innanzitutto in vacanza, e poi immersa di nuovo nella socializzazione, che mi mancava molto.
Tra ore passate al telefono e amici e amiche viste o con cui ho messaggiato, mi sono trovata di nuovo io.
Mi mancavo un po'.

P.S. chi non ha visto "I Love Radio Rock" lo faccia, tra le decine di cagate che mi sono capitate a tiro negli ultimi tempi, questo mi ha veramente emozionato. Anche se "emozionato" non è il participio passato giusto, ma ho fretta e non riesco a pensare.

giovedì 31 dicembre 2009

fine di un decennio

Io me lo ricordo quando cominciò.
Ero qui, con lo pseudo-moroso. E i suoi amici, che poi sono diventati più miei che suoi.


Prima di mezzanotte uscimmo dalla casa dove avevamo cenato, in un miscuglio regionale tra campania, lazio, romagna, lombardia e chissà chi scordo.
Partirono i fuochi d'artificio dal mare, fu uno spettacolo pazzesco, e mi dissi: "Quest'immagine non la scorderò mai". Oh, beh, è facile parlare quando si è più giovani e si hanno più neuroni in funzione. Ora l'immagine è già sbiadita, alla fine del prossimo decennio forse sarà scomparsa, chissà.

Rimane però la foto stampata nella mente del posto dove pranzammo, il mio audace vestito senza maniche (freddo della madonna, fortuna che portai un golfino per emergenze), le persone, l'atmosfera familiare, le risate, Marco che alzava la voce quando raccontava aneddoti, la risata di Riccardo, le minchiate di Luigi, la faccia perplessa del fidanzato di Patrizia.
Un capodanno lontano dai veri amici, un capodanno diverso.
E un numero di scopate imbarazzante.

Poi il decennio ha cominciato a srotolarsi, l'inganno di pseudo-moroso, la mia ricascata completa tra le braccia dell'amante (e la sua dolcezza), nuovi amori, nuovi e vecchi pregiudizi, il collega che mi bacia all'improvviso, sesso con il figlio dell'arbitro in riva al fiume con un miliardo di zanzare, la serenità portata da ex-moroso, a cui devo veramente molto, e alcuni altri.

Un lavoro cominciato per caso e in netta opposizione con gli studi umanistici fatti, un lavoro che mi piacque e che straordinariamente, nelle quattordicimilatrecentoottantadue sue sfaccettature, mi piace ancora, i miei colleghi, tutti speciali, anche quelli un po' stronzi, la carezza che diedi ad un mio collega stra-fidanzato, prima di partire per un lungo viaggio, quando mi disse: "Mi mancherai molto, ma non puoi immaginare quanto", il mio capo stronzo, il mio capo figo e bravo, il nuovo AD della società che tutti detestavano, il trasloco.

Sei mesi senza parlare a mia sorella, la malattia di mia madre, la vicinanza di persone insospettabili, la morte di mio zio, quella di mia zia. Quest'anno sarà il primo anno che non mi dirà per telefono: "Tante belle cose", e sarà il primo anno che non mi arriverà il pacco viveri coi dolci tipici, i suoi ciambellini, il salame, le salsicce e i cioccolatini di Caffarel.

La morte repentina di uno dei miei migliori amici.
Le nascite dei miei nipoti acquisiti, in primis quella del mio figlioccio, a seguire parecchie altre. E una la aspettiamo per fine gennaio. "Una" perché la mamma non ha ancora scelto il nome. Amici che diventano famiglie, io che divento parte delle loro famiglie, cene e pranzi e merende insieme, la transumanza, a metà del decennio, dai locali della città grande alle case degli amici.

L'ultima, pazzesca ciucca. Con ex-fidanza che mi sorreggeva e assisteva impassibile ed ubriachissimo al mio rimettere l'anima.

Un decennio pieno.
Più cose belle che brutte, anche se il periodo attuale non è dei migliori.
Un unico auspicio: che le persone che amo siano in salute e non capiti loro niente di irrimediabilmente brutto.
Buon anno a chi legge, per abitudine, per piacere o per casualità.

mercoledì 30 dicembre 2009

gli sms ti regalano gioie

Mi scrive un'amica dalla montagna che comincia il messaggio con un sacco di improperi. E si è appena comprata il figofonino, che desiderava da mesi e mesi e mesi.
Allora le rispondo che dall'incipit credevo le fosse caduto il figofonino.
Mi risponde a sua volta:
"No, se mi cade l'ifòn partono 3 sms uniti di parolacce e una mia foto in lacrime".
Ho troppo delle amiche sceme, per questo sono tendenzialmente allegra.
Seguiti pettegolezzi su conoscenti per un'ora circa.

Tra questi ne spicca uno che riguarda un tipo, né bello, né affascinante, ma marpione e sufficientemente intelligente, sebbene con quel modo di fare un po' viscido, che si sta facendo una ragazza di circa 18 anni più giovane. Diciotto. Diciotto sono tanti. Per carità, lei è maggiorenne, da pochissimo, ma trovatene uno meglio, nel fior della tua giovinezza, cretinetti!

Oh santissimo Cupido, perché sbagli mira?
(no, non è amore, lui è troppo egocentrico per innamorarsi e non ha neppure l'istinto riproduttivo attivato)

lunedì 28 dicembre 2009

chiedevomi...

...se è molto grave innamorarsi di questo ragazzo qui:


Va beh.
Che poi lui abbia qualche anno in meno, sia un attore, sia altre trecentomila cose, tra cui l'uomo con cui spero di far sesso stanotte nell'ultima fase del sonno, in modo che me lo ricordi poi tutto il giorno e io sia felice, ma anche lui, e viva nelle Americhe, mi sembrano tutti dettagli irrilevanti.

se telefonando sotto la doccia

Per me, giovane disturbata di mente, telefonare è come doversi fare la doccia quando hai freddo e il calorifero del bagno non funziona: non hai voglia di spogliarti ignuda e sei dunque estremamente refrattaria, ma poi (se proprio obbligata da contingenze) ti trovi sotto l'acqua calda e pensi: "Che figata".

Così è per il telefono, quando proprio mi tocca, faccio il numero, prego gli dei pagani che nessuno mi risponda, ma quando sento la voce di una persona a cui voglio bene, sto bene e chiedo, racconto, rido o piango.

Non appena avrò un cellulare impermeabile, unirò le due cose per dimezzare il disagio.

[quando ero persino più giovane, ho lavorato in una società che faceva anche cellulari. Dovevano a breve uscire dei modelli nuovi, e uno era impermeabile e resistente agli urti. Un giorno il responsabile di questo reparto, un abbastanza giovane ingegnere dal nome Ugo, venne da me a chiedermi una cosa, e io gli chiesi del telefonino ultra-resistente, lui mi disse che l'aveva testato la sera prima, quando un amico glielo aveva buttato nel bicchiere di vino. Gli chiesi: "E per gli urti?". Lui, serissimo, si alzò dalla sedia e gettò il telefonino in alto, facendolo spetasciare al suolo. Andò in mille pezzi, mentre io pensavo ad un regime di trattamento psichiatrico per il dott. Ugo. Lui li raccolse, lo riassemblò, si risiedette e lo accese. Funzionava. Chiosò con: "Mi sembra proprio che resista", mi salutò e se ne andò]


venerdì 25 dicembre 2009

this christmas

Giorno di Natale.
A parte il fatto che appena mr B dice che ora c'è più amore, mr R, dal bianco vestito, viene atterrato.
Sarà un caso. Per me porta jazza.
Comunque.
  1. Mia madre si è fregata un mio regalo che a me non stava, le Crocs col pelo. E' una madre molto trendy, quando le ho detto il prezzo delle "ciabattone" mi ha risposto: "Ma non dire cretinate!", ora il problema è spiegare alle amiche che il regalo (ok, lo ammetto, non mi piace, ma non mi interessa l'oggetto, mi interessa molto più il gesto) è stato fagocitato;
  2. ho reciclato tre regali, escluso quello di cui sopra, ma l'ho detto prima. A mia sorella non sembra essere importato. E' contenta, tanto più che sa che tra qualche mese, dopo il trasloco, le ho promesso la tv nuova;
  3. gli altri due li devo consegnare domani, un po' mi cago sotto, ma al limite li ri-riciclano anche loro. Sono per la formula: "L'energia non si distrugge, si trasforma", se poi uno sostituisce "energia" con "regalo inadatto" (che non necessariamente coincide con "regalo che non piace"), è fatta;
  4. è passata a trovarci un'amica di mia sorella, che è un po' instabile. Così con una scusa l'ho contattata e l'ho invitata. Minchia, se era incazzata con mia sorella, ma hanno risolto. Passava dall'euforia a un comportamento tutto composto. Cioè era un po' bipolare. Ma peggio di mia sorella. Ecco, mi sono un po' spaventata, perché so che nella sua famiglia ci sono episodi di problemi psichici, ed è una ragazza buona, di suo, e cazzo, che brutto;
  5. ok, Natale è passato, poi domani è più tranquillo, poi rimane solo Capodanno ed è andata;
  6. credo di essere l'unica in Italia ad aspettare ansiosamente la fine di feste, ferie e quant'altro, ma è un caso, voglio solo che passino una decina di giorni di merda. In queste occasioni mi spiace non avere bimbi piccoli nella mia famiglia (la più piccola ha 14 anni, e dopo anni da brava bambina sta diventando una ribelle, e i suoi genitori - miei cugini - sono attoniti, ché loro si sono scordati che ognuno, per quanto bravo sia, deve passare sotto la mannaia dell'adolescenza). Ho divagato. Dicevo, i bimbi ti stravolgono, ti fanno impazzire, ti fanno urlare, ma riescono sempre a trasmetterti quell'entusiasmo per il Natale. Gli adulti, quelli come me, lo hanno perso da tempo, e lo vivono con noia, oppure addirittura con fastidio o persino con sofferenza. Ci vorrebbe un bimbo, devo trovarne uno in prestito;
  7. sette è un numero. Normale. Chiudo con sette, vorrei essere in uno stato d'animo normale.
Uh. Che bello sarebbe. Più della neve o dello scirocco. Più di mia madre con le Crocs.

domenica 20 dicembre 2009

tears for tears, giusto per divertirsi un po'

Insomma, ero ad una di queste benedette feste di natale per "facciamoci gli auguri ché siamo così felici".
Ecco, io avrei fatto volentieri a meno di andarci, ma poi:
  1. era a casa di un'amica-amica;
  2. se non ci fossi andata mi avrebbero rotto tutti i coglioni;
  3. alle volte sono un po' cretina e non capisco che devo mettermi dei paletti, ché è meglio per tutti.
Premetto che, come forse si sarà vagamente compreso, sto affrontando questioni più grandi di me, ed io mi sento inadeguata e corro e corro e il traguardo sembra allontanarsi.
Quindi sono fragilina, malgrado queste spalle pressoché perfette da nuotatrice di lungo corso, più o meno come una foglia gialla d'autunno, essiccata dal sole, finita sulla carreggiata del passante di Mestre.

Così mi trovo a parlare col marito della mia migliore amica, che fa un lavoro infame, cioé il ricercatore, e ha vinto anche un sacco di premi, ma ha passato la scorsa settimana a lavorare al freddo perché l'ente pubblico per cui lavora non ha i soldi per pagare il riscaldamento.
Ah beh, chissà com'è che c'è la fuga dei cervelli.

Poi si avvicina la mia amica, che dovrebbe essere ancora la migliore, e dice una frase fuori posto, nulla di grave, ma una cosa che in quel momento lì, in questi giorni qui, non andava detta, e così ho cominciato a piangere, coprendomi gli occhi per:
  1. evitare allarmismo generale;
  2. evitare che il Tatino vedesse piangere la zia Pappina acquisita, e prendesse conseguentemente a morsi l'amica e chiedesse a me "Perché piangi?", ché è proprio nell'età dei mille perché.
La mia amica mi chiede scusa, mi dice che non voleva in alcun modo ferirmi, mi dice che se le escono delle cose è perché mi vuole bene e poi: "Però senti, smettila di piangere ché mio marito mi ha già tirato un'occhiataccia di quelle per le quali mi farà un cazziatone che durerà due giorni minimo", e a me 'sta cosa internamente mi ha fatto ridere, esteriormente mi ha fatto asciugare quei tre cazzo di lacrimoni.

Comunque la gente, in generale, non sta bene.
Ex-fidanza, tornando a casa alle 2 di notte, trovando due lucine accese, ha svegliato la moglie, ancora sotto l'influsso del fuso orario dopo un viaggio a NYC, le ha fatto un cazziatone e poi si è messo a dormire pacifico. Lui.
Lei occhi pallati fino alle 4. Poveraccia.

[che le due lucine fossero quelle di soggiorno-cucina-bagno e pc-monitor-stampante-modem con adsl a consumo, credo sia omissibile]

martedì 15 dicembre 2009

sopra(v)viviamo

  1. Bel concerto, ma minchia, che cazzo di freddo;
  2. spero che mia sorella sia la sola persona al mondo che non sa neppure la via dove andare a prendere la sua amica (perso un quarto d'ora che poteva essere impiegato nella degustazione di croccanti patatine fritte);
  3. sabato, dopo cinque ore scarse di sonno, mi sono presentata all'appuntamento con sguardo da pesce deceduto nella boccia a pancia in sù;
  4. faceva un freddo pazzesco;
  5. festa di natale in ufficio imminente, non ho comprato uno spillo per nessuno;
  6. l'altro giorno mi sono svegliata con uno che diceva che forse nevicava, quel bastardo mi ha solo usata ed illusa (trattavasi di speaker radiofonico, non ci si faccia belle idee);
  7. ho quasi appena pianto per l'ultima puntata di Californication;
  8. è solo che è stata una settimana impegnativa, psicologicamente;
  9. puttana eva! non ho più chiamato l'amica che vive in un'altra città (mi è sovvenuto or ora, quando pensavo che il mio equilibrio ogni tanto traballa in maniera esagerata, perché di norma è più fermo rispetto a quello altrui);
  10. vorrei passassero non 15 giorni, non 30, non 90, non 365, vorrei passassero due anni. Nel caso di mio stato in vita, ne sarei felice. Altrimenti, forse, un po' meno.
P.S. no, non sono depressa, sono demotivata, è diverso. Il gene della depressione non c'è quasi in famiglia, a parte un caso dove però mi sembra più facile pensare ci sia stato scambio di culle.

P.P.S. maremmamaiala (ma com'è musicale l'italiano?), quanto è tardi.

P.P.P.S. se penso che sia tardi alle 23.50 c'è qualcosa che non va anche nel mio eco-sistema. Hopenaghen però mi è piaciuta assai, come licenza poetico-ecologista.

P.P.P.P.S. un'amica ha scoperto qualche giorno fa (no comment. Ho detto! No comment!) che hanno dato il nobel per la pace a Obama. Mi ha chiesto perché. Le ho risposto: "Boh. Sulle intenzioni".

Post non riletto, dubito che si noterà la differenza.

giovedì 10 dicembre 2009

buoni motivi per amare il natale

Punti salienti:
  1. domani sera devo andare a un concerto, arriverò congelata ed appassita;
  2. sabato devo svegliarmi presto, appassirò ancor di più;
  3. mega festa di natale in ufficio settimana prossima, ho come la vaga sensazione che dovrò portare qualche regalino, ergo si prospetta anche una domenica appassente;
  4. sabato prossimo festone con gli amici;
  5. iniziano già le telefonate del: "quando ci facciamo gli auguri?", ma anche mai;
  6. mia mamma ha l'ansia perché non ha ancora fatto l'albero di natale né, soprattutto, il presepe;
  7. io ho l'ansia che lo possa chiedere a me, anche se di solito se ne occupa mia sorella (finisce in rissa, io le separo);
  8. mi era venuta una splendida idea per un regalo a delle colleghe di un altro ufficio (bollitore per thè e tisane) ma minchia 45 euri;
  9. credo che farò una tabella excel per i regali, d'altronde mia sorella la fa da quando è nata (la tabella, non lei, essendo che proviene dall'età mesozoica;
  10. questi sono nove motivi per provare astio verso il natale.
Cerco rassicurazioni.

martedì 8 dicembre 2009

flash backward

Voglio tornare bambina.
Voglio storpiare il nome del cane Popov (come il nuotatore, non come la canzone dello zecchino d'oro) come pare a me. E tutti gli adulti mi cagano il cazzo, ma io sono una bimba e me ne sbatto.
Voglio trovare sotto l'albero lo zainetto per andare all'asilo, ché tra un mese esatto comincio, e vedere che è colorato e simpatico e ha una grande bocca.
Voglio fare la sfacciata o la timida, a seconda, senza che mi sia richiesto di essere coerente.
Voglio poter fare qualche capriccio senza essere insultata, se mai coccolata, perché di fondo io i capricci non li faccio mai.
Voglio vedere con i miei occhi celesti che la zia acquisita ha conservato tutte le mie foto, dalla nascita alla scorsa estate.
Voglio dire tutte le cose che mi passano per la testa.
Voglio non fare ciò che mi viene detto di fare ("Bacia lei, bacia lui, con l'abbraccio!"), per poi farlo quando tutti sono distratti e lasciare sulla guancia della zia acquisita un po' di bava.
Voglio essere libera di essere, perché tra poco entro nel tritatutto del sistema pre-scolastico, poi entrerò in quello scolastico, poi in quello sociale, e saranno tanti e pesanti i condizionamenti che dovrò subire, che solo verso i vent'anni capirò un po' chi cazzo sono.
Ora che bisogno ne ho?

[riflessioni di una zia acquisita che ha visto il suo Tatino, e lo ha visto cresciuto tantissimo, e che ha sentito in quei pochi centimetri di altezza un amore incondizionato e ingiustificato, e che si è sentita abbracciare con convinzione, e che ha capito che ora con lui mica si scherza, devi proprio rispondere ai 598 "perché" che ti pone, e che per l'ennesima volta ha visto il Tatino come la quintessenza dell'infanzia. E in altri bambini, seppure della stessa età, non la vede altrettanto]

Nota a margine: ieri mi sono buttata con amica psycho nella bolgia infernale dei regalatori di Natale. Abbiamo portato a casa un risultato simile. Il mio personale: due mini acquisti per me e un regalo di Natale vero. Indovina indovinello per chi era. E non sapevo che oggi avrei visto il nanerottolo. Ho fisicamente minacciato i genitori: se si fanno sfuggire mezza parola sul fatto che il regalo è da parte mia, per loro è finita. I regali li porta Babbo Natale. Senza intermediari.

Nota a margine due: oggi, per riprendermi, credo di aver dormito a intervalli una dozzina di ore.

Nota a margine tre: qualcuno si fotte la mia adsl. Altra password da cambiare per avere un po' di quiete. Basta che non si fottano anche i soldi dal conto, ecco.

venerdì 4 dicembre 2009

di una delle rare telefonate, parte due

Telefonata con collega-amica, ovviamente sempre lei a chiamare, si conclude così:

Io: Ah, poi ti volevo dire che sono andata a dire a G che ancora non ho avuto quei dati che mi servivano da A (ex-fidanzato di G, n.d.b.), l'avessi mai fatto, e lei mi ha risposto un po' irritata che la colpa era tua per questa e quest'altra ragione. Mi è sembrato d'aver pestato la coda a una vipera.

Lei: Ma cazzo, no! Era A che doveva fare questo e quest'altro e poi chiamarmi per concludere il lavoro!

Io: Eh, ho immaginato, conoscendo A, che avesse fatto lo scaricabarile, ma, minchia, quella donna lì non sta mica bene. Una vi-pe-ra.

Lei: E' acida, cazzo se è acida! Sarà perché... oh, mi stava scappando una roba troppo maschilista.

Io: ...sarà perché non scopa?

Lei: Esatto! (ridacchiando, n.d.b.) Ma è un'idiozia. Un luogo comune del cazzo.

Io: L'ultima frase non potrebbe essere più corretta. Senti bimba, lo sai che anche io è un po' che non scopo, vorrai mica offendermi?!

Lei: (ridendo, n.d.b.) Eh, infatti ho pensato proprio a te, mentre elaboravo!

Io: Grazie della fiducia comunque, potrei avere storie torbide di cui non sai, cialtrona. Ma sono acida?!

Lei: Solo quando hai mal di schiena, davvero.

Io: Sicura-sicura?

Lei: Sicura-sicura.

Io: Dovessi diventarlo in altre occasioni, mi avverti? Vedo di ripassarmi qualcuno.

Lei: Promesso. Basta che non ti ripassi il mio moroso.

Io: Tranquilla, non è proprio il mio tipo.

Lei: Stronza!

Meglio comunque stronze che acide, poi stronza, stronza cosa, ho detto la sacrosanta verità! Mah, la gente è strana [prima si odia e poi si ama].