martedì 9 marzo 2010

mimose sfiorite

Beh, ecco, è che ieri sera ho passato la serata rivedendo una vecchia amica.
Saranno stati anni che non la vedevo. Però poi le ho chiesto un'informazione su un nostro ex-collega di cui non ricordavo il cognome, e una cosa tira l'altra, ed eccomi lì, a leggere che si è separata da tre mesi e non capisce più nulla.
Urca.

Allora ci mettiamo d'accordo per vederci giusto lunedì, ma nessuna delle due aveva pensato alla FDD, a nessuna delle due importa una beata sega.
Quattro ore a mangiare, fumare e raccontarsi (beh, io ho divagato quel centinaio di volte, a un certo punto mi sono pure incazzata, con me stessa, e non è bello tirarsi addosso parolacce, per lo meno lasci con un grosso punto interrogativo dipinto in fronte la tua ospite, che secondo me ha anche pensato di farmi ingoiare una bottiglietta di benzodiazepine).

E ieri notte, mentre come al solito non prendevo sonno, pensavo che sarà pure un caso la coincidenza con la FDD, tuttavia significativa.
Le donne mie coetanee, spesso, sono un po' rotte, non funzionano più bene come un tempo. Gli uomini anche, ma in modo diverso. Poi ora si parla di donne, maschi: fuori dai coglioni (come topic del post, che poi mi si offendono).
Lavoro. Famiglia. Casa. Amici. E anche l'inevitabile esigenza di ritagliarsi spazi propri.
Sarà che ci sposiamo tardi, se ci sposiamo, io no, eh, garantito, però si desiderano più cose, ma i mesi sono rimasti incredibilmente dodici, le settimane incredibilmente cinquantadue, i giorni incredibilmente trecentosessantacinque, le ore incredibilmente ottomilasettecentosessanta (calcolo su base annua, fonte: calcolatrice).

Prima sono buchini da cui saltano dentro goccioline d'acqua, e uno pensa ad arrivare a riva, mica a quei buchini, solo che poi i buchini si allargano, una fa finta di non vederli, solo che poi si aprono delle falle vere e proprie, e a riva sana e salva non ci arrivi più, vieni inghiottita dal mare. Che se è calmo ti permette, seppure stremata, di arrivare a riva, se è in burrasca sei fottuta, nel significato peggiore della parola (altrimenti: calici pronti per il brindisi cantando in coro "Sciampagnnn...la la la la la la laaaaaaaaaaaaa).

Chiacchieravo con quest'amica e prendevo storie simili ad esempio, e, sempre mentre ero a letto insonne, ho fatto un po' il conto. E di storie di impegni traditi, impegni intesi come fidanzamenti, convivenze, matrimoni, è piena la mia testa. Embé?
L'ho sempre scritto che sono empatica, e probabilmente anche una buona ascoltatrice.
Tante persone con me si raccontano.
Forse perché sanno che sono dai modi spicci.
Mi raccontano di queste vite così difficili, complicate, e soprattutto quando ci sono bambini coinvolti io un po' soffro. E un po' sono contenta di aiutare. Bilancio, insomma (Tremonti, non è il caso di impicciarsi stavolta, torni a offrire la spalla al suo capo che frigna).

Anche se alle volte è un po' faticoso.

P.S. alla quarta volta che la mia amica mi diceva "fare l'amore", mi è scattato il cazziatone, e le ho detto di usare una parola a sua scelta tra trombare e scopare. Ne ho scoperta un'altra che, con la scusa dell'amore, non ascoltava più i bassi istinti primordiali, e allora si può scopare solo se tutto è da famiglia mulino bianco. Eh no, cazzo! Non dico di scoparti tuo marito mentre lo vorresti vedere stritolato (anche perché, con la scusa del fetish, sai quanti, sai quante), però scopare o fare sesso è un modo di aprirsi (non facciamo battute, ho-det-to) con l'altro, un modo per accorciare le distanze, un modo per buttare giù qualche sovrastruttura un po' troppo ingombrante. Oltre ad essere un gradevole modo per godere.

giovedì 25 febbraio 2010

casanova, mon amour

Oggi ho visto, dopo tempo, il mio vecchio babbione di Casanova. Rivisto dopo tempo a causa di un suo piccolo intervento.

Per non perdere le sue buone abitudini, si tromba la sua fisioterapista.
E' il mio mito.

(è solo un reminder, perché è tardi e sono tantissimo stanchissima)

lunedì 22 febbraio 2010

domandone epico

  1. E' quasi ufficiale, ho un nuovo spasimante. Uno che ti scrive un sms a mezzanotte e mezza di sabato con una scusa che aiutami a dir banale, non riesco a catalogarlo in altro modo. Ovviamente brutto, ma chissenefrega. Soprattutto una di quelle persone che parlano, parlano, e ti parlano sopra. Il mio ideale di maschio, insomma, da usare come bersaglio a freccette;
  2. mi sono andati in tilt i due pc che uso giornalmente, uno per uno stracazzo di virus che il mio stracazzo di antivirus non ha rilevato, l'altro per un disco C:/ che dopo solo due anni di utilizzo forsennato (però una volta ho fatto deframmentazione, ci ha messo poco, otto ore) è quasi esploso;
  3. e ora la versione 2010 del mio stracazzo di antivirus mi genera file di log da 40 Gb in 5 giorni, e ok che il supporto mi ha supportato, ma io ho l'ansia;
  4. un'amica, al telefono, oggi mi ha detto: "Per favore, mi psicanalizzi? Non ci capisco più un cazzo di me", e mi sa che ho sbagliato mestiere. Poi però mi sono chiesta che mestiere faccio e non mi sono data una risposta, e menomale che non ero da Marzullo;
  5. menomale anche che non ho mai fatto il cambio di stagione, ho visto che per metà settimana si arriverà a ben 13°, evviva evviva. Ho risparmiato energie utili ad essere impiegate, ad esempio, a mangiare;
  6. [il fatto che io abbia messo per tutta la stagione invernale i soliti 5 o 6 maglioni non deve trarre in inganno, non è colpa del non-cambio di stagione, ma del fatto che non ho mai avuto voglia di mettere a lavare gli altri che avevo storato (neologismo del giorno), che comunque nel frattempo sono diventati maggiorenni e guidano la macchina, vista la velocità con cui rinnovo il mio guardaroba]
  7. in ogni luogo in ogni lago, la cosa terribile è che è orecchiabile;
  8. ho perso un sacco di feed nel rifacimento del pc, e ho i coglioni un po' girati;
  9. un blog senza commenti è come una torta senza pasta frolla, insulsa, che noia;
  10. ex-fidanza, bontà sua, mi ha portato una fetta di crostata al cioccolato che, non scherzo, mangiata mezza fetta alle ore 11 di domenica mi ha fatto resistere senza mangiare quasi fino a cena: credo che l'apporto calorico fosse di 89076 kcal ogni 1 grammo;
  11. dopo periodo di scazzo, ho ripreso a lavorare;
  12. seriamente. Circa;
  13. tredici è un buon numero per chiudere, perché mi ricorda la schedina, che mi chiedo se esista ancora o se deve essere relegata nei "ricordi d'infanzia".

venerdì 19 febbraio 2010

nina zilli (solo per sanremisti)

Fuori concorso, nel senso che non dovrebbe neppure esserci bisogno di votarla.
E' talmente più brava e originale degli altri, che sta 78 spanne sopra.
Poi Noemi o Malika. Se vince Marco Mengoni sono felice lo stesso, anche se la canzone non mi ha fatto impazzire. Quella di Noemi invece è bella e orecchiabile di brutto (quei bastardi dei miei compagni di scherma ne sanno qualcosa), quella di Malika meno orecchiabile ma, più la sento, più mi piace.
(domani è tutto finito, sic sic)
(sento in sottofondo dei "menomale")

giovedì 18 febbraio 2010

paused (Sanremo's watcher)

Nel noioso intermezzo di opera cocciantiana, vorrei solo comunicare in generale che oggi le ho prese da tre stronzi. Cioé, intendo dire che tre miei compagni di scherma mi hanno infilzato con la spada (5-2, 5-3, QUINDICI-UNO). Che va beh che non mi alleno tanto quanto loro, ma quell'ultimo risultato mi ha molto infastidito.
Un tempo, stesso avversario, arrivavamo sempre al quattordici pari. Merda.

Vorrei anche dire che i miei compagni sono tutti maschi e mi prendono in giro tutto il tempo, perché in fondo mi amano. Uno di loro in privato mi ha scritto che bla bla che bella persona che sono e come è felice di avermi conosciuto. La mia ovvia reazione è stata quella più matura, oggi non gli ho quasi parlato. Che stronza. Ma se poi si fa idee? Le donne tanto passano per stronze in ogni caso, se parlano perché illudono, se non parlano perché se la tirano.
Difficilissimo il nostro mestiere.

Beh, ora che il pericolo è passato, ho rischiato un'amputazione.
'Sta minchia.
Va beh, va beh, passato, passato (e l'indomani schiattò).

martedì 16 febbraio 2010

strangers in the night

Mi chiedevo come fosse possibile spiegare Sanremo a uno straniero.
Mi chiedevo come spiegare il fatto che io guardo Sanremo (Bonolis-edition a parte, perché l'uomo mi irrita) a chi non mi conosce bene.

domenica 14 febbraio 2010

roserosseperteeeeeeeeeeeeeeeeeee...

Casa mia è stata invasa da più di due dozzine di rose.
Rose ovunque.
Uno entra in casa mia e subito pensa:

opzione 1
"Questa qui c'ha un fidanzato idiota che bacia il suolo sul quale ella cammina"

opzione 2
"Questa qui c'ha uno spasimante che se la vuole fare disperatamente: mah, de gustibus"

opzione 3
"Questa qui le rose se le è auto-comprate per fare la figa"

opzione 4
"Questa qui le rose le ha rubate al cimitero per fare la figa"

opzione 5
"Questa qui ha comprato rose rosse di plastica per fare la figa"

No.
Tutto errato.
Le rose sono vere, verissime, bellissime.
Peccato non siano mie.
Ma non le ho rubate: mi sono state consegnate spontaneamente. Un po' come Tanzi che porta i quadri. Gesto spontaneo? Mmmm, bisognerebbe discorrere assai sul significato di spontaneo, ma di analisi semantica ora non ne ho voglia, quindi.

Il fatto.
Un paio di giorni fa c'era un'amica a casa, e suona il citofono.
C'è un tizio dall'altra parte che chiede se l'amica può scendere. E l'amica scende.
Torna sù poco dopo, stremata, con questo mazzo allucinante di rose che sarà pesato tipo dieci chili: gulp. Lei in estasi, io invidiosa. Lei sì che ha un innamorato che bacia la terra che calpesta.
Ma un innamorato così deve avere un baco, se no possiamo anche ripensare al fatto che Babbo Natale esista.

Il baco è la sua condizione non proprio da single, direi anzi da sposato, direi anzi da sposato con due figli piccoli. E l'amica, che non è fidanzata ma che non ha voglia di dare spiegazioni a chi abita con lei, mi dice:
"Le potresti tenere tu?"
E a me sono venute in mente due cose.

Mille anni fa, non so se per San Valentino o l'anniversario, ex-fidanza mi viene a prendere e usciamo a mangiare fuori, che a quei tempi era un bell'avvenimento, perché eravamo studenti e i nostri genitori ci foraggiavano poco, anche in virtù dei risultati.
Mi riaccompagna a casa e, mentre sto per varcare il portone, mi dice:
"Aspetta! Quasi dimenticavo!" e apre il baule dell'auto dei suoi e tira fuori un mazzo di rose (secondo me erano 5 -numero per noi simbolico - o al massimo 6), tutte belle confezionate, ed io mi avvicino in brodo di giuggiole perché fiori, rose addirittura, da ex-fidanza, avevano la stessa probabilità di essermi regalate quanto la possibilità che io mi svegliassi prima delle 11 di buonumore.
Le prendo tra le braccia e vedo, con orrore: le rose, dopo ore e ore in macchina, erano semi-appassite.
Cazziatone a seguire.

Mille anni fa meno due o tre, mi arriva a casa uno spasimante. Con un mazzo di fiori.
Con questo spasimante all'inizio, ero stata un po' confusa, lo ammetto, gli avevo dato corda perché nel frattempo ex-fidanza era appunto diventato ex e si era pure ri-fidanzato (dopo avermi giurato che dopo me non si sarebbe mai più innamorato!!! Insomma, eccheccazzo, un po' di coerenza), ed io ero dimagritissimissima e infelice. Però dopo poco ho capito che con lo spasimante cercavo solo un diversivo, quindi ce l'ho messa proprio tutta a dirgli che no, non ero innamorata, non era il momento giusto, non volevo stare con lui, etc. etc.
A mia difesa vorrei precisare che la cosa più intima fatta con lui è stata darsi la mano durante una cena. Ché insomma, non sto sempre-sempre dalla parte del torto.
(sono già nettamente sulla difensiva)

Ma lo spasimante delle mie parole se ne fotteva abbastanza, per non dire completamente. Era convinto che io fossi segretamente innamorata di lui e anche evidentemente masochista. Ed era diventato insistente, troppo insistente per i miei (intolleranti) gusti.
Però il giorno che arrivò col mazzo di fiori, ci fu un'inaspettata e provvidenziale svolta: ne scorse un altro, un mazzo di rose bianche e gialle. Neppure avesse visto una foto di me e di un altro in cui trombavo selvaggiamente, con la copia del quotidiano del giorno prima a testimoniare la data dell'accaduto.

Tutto tapino mi disse: "Vedo che qualcuno è arrivato prima di me".
Io, con fare grave, annuii.
Lasciò i suoi fiori su una sedia e se ne andò.
Chiusi la porta con un lievissimo senso di colpa.
Le rose bianche e gialle erano -loro si - finte.

domenica 7 febbraio 2010

cos'era l'oppio dei popoli? ah, tutto torna

Se la religione è l'oppio dei popoli, adesso si spiega perché abbiamo un ingombrante Vaticano al centro dell'Italia, e quasi niente oppio per il popolo bue.

Premettendo che, mio malgrado, ho vissuto dentro ospedali di altri paesi occidentali, c'è una profonda diversità tra come vengono trattate sostanze, quali oppiacei o derivati dalla cannabis, nella cura del paziente qui e l'altrove di cui sopra.

Non so quanti abbiano visto soffrire persone a loro care, senza che questa sofferenza venisse loro attenuata.
Non so quanti si siano sentiti dire che "la sofferenza avvicina a Dio".
Non so quanti avrebbero voluto spaccare la testa a chi era responsabile di ciò che ho appena descritto.
Di certo io sono stata una di queste persone.

Ho preso spunto da un commento del post precedente, e non posso fare finta di niente.
L'ipocrisia governa sovrana in questo paese. Un cantante ammette di fare uso di oppiacei e via, tutti contro - o quasi - perché ha fatto apologia della droga.
Non ha fatto apologia, ha detto (ritrattato, riammesso, etc. etc.) di farne uso farmacologico contro la depressione, visto che le cure farmacologiche prescritte dagli psichiatri erano più velenose.

Non ho idea di cosa faccia la cocaina su un essere umano mediamente depresso (neanche su un essere umano non depresso, io mai l'ho provata), ma ho idea di cosa facciano gli psicofarmaci su un essere umano mediamente depresso. L'ho visto, non mi è piaciuto per niente. Non so se la cocaina possa davvero portare benefici, ma sono rimasta infastidita dal dito puntato contro una persona per aver cercato un'alternativa. Ricordo il test antidroga a sorpresa delle Iene sui parlamentari, ricordo l'auto-accusa di un senatore ultra-ottantenne. E il Parlamento è ben diverso da uno show. Dovrebbe, almeno.

E' una novità per qualcuno che moltissimi artisti fanno uso di sostanze stupefacenti? No.
Perché non fare il test antidroga e l'etilometro a tutti coloro che salgono sul palco del Festival?
Semplice. Perché forse non salirebbero neppure in tre. E allora dove sta lo scandalo? Secondo me, appunto, nell'ipocrisia generale, che additano a untore uno che si è comportato da fesso, raccontando a un giornalista ciò che in questo paese ipocrita non si può dire. E l'ipocrisia ha portato conseguenze ancora più ipocrite, facendolo scendere da un palco dove si sono presentati personaggi strafatti.

Ma questa è cronaca vecchia, e io volevo fermarmi al principio di "non tutte le droghe vengono per nuocere". La morfina è una mano santa (a ridajjje) per chi soffre. La cannabis aiuta in varie patologie, dall'anoressia a sindromi neurologiche gravi. Ma in Italia no, niente cannabis.
Della cannabis so un po' di più, la fumo, mi rilassa, non mi piacciono gli effetti di alterazione della realtà, non sopporto ad esempio la dilatazione del tempo, sto attenta alle dosi e la fumo. Se non ce l'ho, pazienza. Non ne sono dipendente, non mi è facile averla.

Lasciamo pure crepare le quattordicenni, lasciamo nella miseria della sofferenza gente che non la merita, tanto chissenefrega. In un paese di vecchi è facile prendere voti per posizioni antidroga nette, tanto poi, io che faccio politica, qualche scagnozzo che mi procura ciò che voglio lo trovo.
Verrà osservato: il ragazzino non si trattiene. Poi arriva diretto all'eroina. Beh, notizione. Il ragazzino non si trattiene neppure adesso. Le superiori hanno un giro di canne maggiore di quello dei libri usati, e se non si fa informazione ma si demonizzano le droghe a prescindere, allora il ragazzino sarà ancora più invogliato.

Sull'alcool e tabacco, droghe legalizzate e che provocano un numero di morti esponenzialmente superiore, meglio tacere, se no vado avanti altre trecento righe e questo post, già un po' palloso, lo diventa ancor di più.

mercoledì 3 febbraio 2010

sono una precisina

A distanza di anni dall'inizio della nostra relazione (non quella cantata dal sig. Rossi Vasco), il mio ex-amante (che in verità sarebbe meglio descritto come ex-fidanzato-sposato, essendo che io non avevo - ehm, quasi - altre relazioni contemporanee) è depresso.
Ed è depresso perché sta facendo terapia di coppia, per problemi irrisolti da anni, che non gli sembra dare risultati.

Sono dispiaciuta.
E un po' mi girano le balle, per ovvie ragioni.
Poi mi scrive che ascolta "Sempre e per sempre" e istintivamente pensa a me.
E come fanno a girarmi ancora le balle?

Comunque volevo rassicurare sul fatto che, dopo leccate di culo incredibili perché servo, la capa non mi ha licenziata. Questo non toglie che io la consideri una gran puttana. Lei e quella zoccola del Cavallo, che sono sicura: ha fatto la spia su quella scemenza che ha scatenato l'ira della gran puttana. Tanto per essere precise.

lunedì 1 febbraio 2010

cose che capitano (tutte insieme, a me)

  1. Ho appena finito di litigare con la mia capa che ha tirato sù un polverone per una scemenza. Le ho scritto: "quando scrivi con questi toni, dispotici e perentori mi fai incazzare". Probabilmente mercoledì sono già a casa, licenziata per giusta causa.
  2. Negli ultimi dieci giorni credo di aver passato l'80% del mio tempo libero a scrivere mail, non di piacere, e a lavorare su una cosa fatta da altri di cui non sapevo una sega (è stato un successo, strano).
  3. L'altro 20% a mangiare e vedere vecchie puntate di Heroes (vecchie per gli altri, per me nuovissime).
  4. Una mia conoscente che intratteneva un rapporto outdoor, è stata beccata dal suo uomo. Siccome ne avevo scritto qui secoli fa, sono stata in paranoia mezza giornata.
  5. E' nata la bimba del mio amico, così sono ufficialmente e nuovamente pseudo-zia. Per la prima volta di una bimba, chissà come sarà...
  6. Sono sopraffatta, su questa scrivania, da CUD, impegnative del medico e ricevute del veterinario (no, no, sono vecchie), oltre che dal software-cd-contenitore aperto come una cozza perché il mio pc di scorta è deceduto.
  7. Ho voglia che qualcuno grande e grosso prenda a calci nel culo quella balenottera azzurra della mia capa.
  8. Il mio ex-fidanza mi mandò un sms tapino perché aveva l'influenza. Non arrivava a 38°, quel bamboccione.
  9. Vorrei mangiare un etto di cioccolata, ma non darò questa soddisfazione al balenottero, cazzo!
  10. Vorrei vedermi qualche puntata di Heroes (anche se la quarta serie è cominciata noiosa), ma sono nella spirale di Farmville, e devo andare a mietere.
  11. Mai un attimo di tranquillità.
  12. Ah, stavo entrando in chiesa. No, non per pregare, solo perché in macchina mi è scivolato il piede dal freno appena prima di affrontare una curva. Ci stavo entrando dalle mura esterne.
  13. Va da sé che mi devo rimettere in pari con quei venti blog a cui sono feedata.
  14. Non so se oggi sia proprio stata la giornata migliore per riprendere a tediare i radioascoltatori.
P.s. Grazie a coloro che si sono interessati della mia pervicace esistenza in vita.

mercoledì 20 gennaio 2010

diavoli di bambini (angeli mi sembra un po' forte)

Questi qui, questi sette che mi sono capitati sotto le mani in sole 48 ore, non sono umani.
Se non sono umani, o sono angeli o sono diavoli.

Gli ultimi.
Entra in casa mia un nano di 20 mesi, come ci fosse cresciuto in casa mia. Beh, a parte i TOC che ogni tanto si sentono da ogni angolo della casa, che segnano una lieve incapacità della proiezione nello spazio del nano stesso, non che un bernoccolo sulla sua capoccia, non che un ritorno alla stazione base (il divano) con una mano piccina in testa e un grugnito d'incazzatura. Ma mica piange.
Poi riparte e via.

Nel frattempo mi spupazzo il mio figlioccio. Ma suo fratello è geloso. Il terzo continua a girare per i cazzi suoi. Quindi mi spupazzo figlioccio e fratello, ma non ho fatto i conti col nano. Il nano, in uno dei suoi ritorni alla stazione base, con il grugnito d'accompagnamento, ci vede. Come un bulldozer si precipita tra le mie ginocchia, vuole essere spupazzato anche lui.

Minchia!
Ne ho tre che mi tirano a destra e a manca, mi parlano tutti insieme (no, il nano in realtà tenta di scalarmi), vogliono far questo e quest'altro, finché non arriva l'ora della merenda. Cialde con crema di cioccolato. Si sporcano meno loro di me. Loro madre mi guarda compassionevole.
Poi è l'ora della partenza da casa mia, e il mio figlioccio, che ha già la maggiore età (quasi otto anni otto), non fa tante storie. Ma il fratello di mezzo. Apriti cielo. Mi si piazza in braccio e non ne vuole sapere.

"Senti, ma se io ora ti faccio un sacco di coccole, poi tu dai retta a mamma e papà?"
"Tiii".
Si sdraia tra le mie braccia, e io lo sbaciucchio tutto, gli faccio naso-naso, gli dò i morsetti sul mento, e lui ride. Mi riempie di una dolcezza inaspettata e smisurata. Sono in brodo di giuggiole, e quasi non mi capacito. Perché è un bimbo di cinque anni, tutti i bambini di due o tre anni mi fanno quell'effetto, uno così grande mai.

Saluto il mio figlioccio, e siccome è mio figlioccio e dunque asincrono come me, ci stampiamo un bacio in bocca, e allora gli dico che siccome mi ha baciata ora sono la sua fidanzata. Lui ride tutto rosso, poi sentiamo il padre dire: "Se non c'ha messo una punta di lingua, non vale". Uff.

La sera i bimbi grandi li ritrovo a cena, siamo in un locale a mangiare una pizza per salutarli, ché tornano a vivere a casa di dio. Siamo un sacco, più di venti adulti e un po' di bimbi. Inizio la serata rivedendo una mia compagna delle elementari che mi attacca una pippa sull'inefficienza dei servizi pubblici. Ma che cazzo me ne frega, ora! Fammi ordinare, maremma maiala, ho una fame che non ci vedo.

A fine serata vado da bimbo coccolo e gli dico che io nel pomeriggio gli ho fatto un sacco di coccole, e vorrei me ne facesse lui.
Qui sotto il risultato. Io mi sono squagliata malgrado la temperatura polare.

(io sarei quella senza ricci)
(e senza più cinque anni)
(mi devo dar da fare per una mega trombata, così riportiamo questo blog ai livelli triviali a cui è abituato, se no poi mi si spaesa tutto)
(se i genitori sanno che ho pubblicato 'sta foto mi mettono sulla griglia)
(eventuali riconoscitori: io puzzo molto, quando griglio, quindi non glielo dite, grazie)
(possiamo sempre accordarci)
(così poi suoniamo molto meglio)
(sto forse abusando delle parentesi?)

mercoledì 13 gennaio 2010

legge della compensazione?

No, ecco, io queste domande me le faccio.
Perché, d'accordo, ho fatto sesso in amicizia con ex-moroso, gli ho anche chiesto se improvvisamente gli è sorto il problema di eiaculatio precox, scatenandogli uno sguardo assassino, ma i numeri sono numeri, e 5 minuti 5 sono 5 minuti 5, però.

Oggi vado a lavorare, sono risucchiata dentro una riunione via l'altra, scopro che la mia collega Cavallo è incinta [pensieri affollatisi nella mia bionda capoccia: che pancetta tonda, che strano, dopo il parto di 14 mesi fa era tornata in formissima, però le feste, le feste fanno ingrassare, si ma cazzo uno ingrassa mica solo sulla pancia, poi proprio al centro, sembra che abbia ingoiato un uovo di struzzo, no deve essere incinta, eh ma se poi faccio una gaffes?, capirai, una più una meno: "Cavallo ma sei incinta?" - alla fine di una riunione e con una dozzina di persone intorno - e lei che si apre con un sorriso e un'occhiata che non so se fosse felice o fulminante, e risponde: "Ebbene si! Però Grande Capa non ti preoccupare, dovrebbe nascere a Ferragosto, così a fine settembre torno a lavorare..."], la Grande Capa che mi dice per tutto il dì: "Ma che occhio che hai, ma come hai fatto?", certo che se la Grande Capa rimanesse incinta sarebbe più complicato scoprirlo perché in una tonnellata di donna una gravidanza si nasconde bene, e mentre sto per uscire strisciando sui gomiti sento la mitica frase, tormentone della mia vita lavorativa: "Ah, aspetta, c'è una cosa che volevo chiederti..." e le cose da chiedermi si moltiplicano ed io esco direttamente in barella, con la maschera dell'ossigeno.

Forse non devo più fare sesso.
Forse non devo più fare sesso con ex-moroso.
Che è la stessa cosa.

Ah, però.
Sono riuscita a ritagliarmi uno spazio per mangiare, e stavo prendendo il caffè, e c'era il mio consulente preferito.
Io avevo una felpa nuova, un regalo di Natale, acquistata a New York da uno dei miei migliori amici nel reparto maschile del negozio, questo per sottolineare quanto i miei amici-fratelli maschi vogliano esaltare la mia femminilità, solo che da una cucitura pendeva un filo.
Un filo che mi dava i nervi, ma che non potevo strappare perché col culo che ho mi si sarebbe disfatta la felpa, ma non avevo avuto il tempo per cercare una forbice.
Il mio consulente preferito tira fuori una forbicina e mi chiede: "Posso?".
Certo che si, caro.

Avrebbe potuto sfregiarmi, per quanto ne so, invece mi ha solo tagliato il filo pendente.
Gli ho chiesto se aveva anche un cavatappi, si è messo a ridere.
Accidenti, ha dei denti proprio bruttini.
Ma mi ama. Mi sembra chiaro.

lunedì 11 gennaio 2010

andiam, andiam, andiam a lavorar

[scioperanti mediaset esclusi, poco fa ho sentito una meravigliosa battuta da DJ chiama Italia: "Non è che ci sia stato veramente lo sciopero dei truccatori, è che siccome faceva ritorno alla vita pubblica il premier, ne aveva bisogno lui"]

Occchei occchei, ho fatto quelle quattromilaventisette cose che la Grande Capa mi ha chiesto, e ci ho messo pure un tempo ragionevole. Tutte tranne una.
Ovvio. Domani mi chiederà esattamente quella.

Bene, dovrei anche vedere ex-moroso, che in realtà sperava - secondo me - di passare da me stasera, ma io ero stanca e dunque gli ho raccontato mezza palla, cioè una mezza verità, a ben vedere, ché poi passo per quella che racconta sempre palle. No, quella è mia madre.
(cazzo, ho divagato)
Ah, si. E insomma verso il tardo pomeriggio ero alle prese con una crisi ormonale causante arrapamento disfunzionale, sicché gliel'ho scritto, ché con lui un risultato lo porto a casa quasi sempre, e lui mi ha risposto una cosa tipo: "Prima il dovere, poi il piacere"...
Mio nonno, buonanima, mi avrebbe risposto così!

Potevo forse starmene zitta? Sto scrivendo di ex-moroso, il maschio con più testosterone che io abbia conosciuto biblicamente!
Alla fine ello ha concluso con un: "Vuoi che ti dica che domani te lo caccio fino alle tonsille e [omissis]?!", e allora un po' mi sono tranquillizzata, ma non tanto, perché io non sarò un fiore in questo periodo, ma lui potrebbe avventarsi anche sulla mia libreria, se vedesse che ha un buco che sembra fatto apposta, quindi il problema non sono - o non credo - o spero proprio di no - io, quanto: 1.effettivo invecchiamento di ex-m con abbassamento livello testosterone 2.innamoramento per una nuova squinzia 3.(ciò mi fa tremare le dita che digitano) desiderio di fedeltà alla Grande Zoccola, la manipolatrice, l'unica così merda da far sì che amante e marito diventassero amici, per vedere di più l'amante.

Groink.
Ansia.

giovedì 7 gennaio 2010

seven, ora che mi è venuto in mente, è un film da rivedere

Darò i numeri:
  1. ho mentito pur di non andare a una cosa pseudo-lavorativa: ma che cazzo, ho detto che sono in vacanza (e ho mentito dicendo che avevo la febbre);
  2. viene a trovarmi una mia ex-collega, si fa uno sbattimento, prende il treno, i mezzi, passeggia nel gelo per 15' e io sono un'irriconoscente di merda perché non c'ho voglia;
  3. oggi dovevo finire una roba e non l'ho fatto, ma la sera è ancora giovane;
  4. ex-moroso, costretto a dormire nello stesso letto con La Scaricata (rif. post 19 febbraio '09, il link no, troppo tempo), le dava le spalle - oltre che tre gomitate durante il sonno. Oooooh, se ho goduto sentendo che lui temeva suoi attacchi sessuali e lei c'è rimasta un po' male. Però ho le mie ragioni, eh, non è pura cattiveria. E' vendetta casuale (rif. post 15 giugno '09. Link come sopra). E comunque godrei ancor di più se ex-moroso non stesse ancora tra le grinfie della GZ;
  5. al mio risveglio dal sonnellino pomeridiano, ho visto due chiamate che non mi andava di ricevere. Così, furbissima, ho messo il blocco chiamate entranti. Così, ora che mi è sovvenuto di toglierlo, ho sentito che il gestore telefonico (coglione!) diceva: "Messaggio gratuito: bla bla... non può rispondere... bla bla... inserito blocco chiamate entranti". Ma cazzo! Peggio del grande fratello;
  6. la mia maestra di scherma mi ha scritto "non fare la petulante" quando, al 99° messaggino figofonino-centrico, le ho scritto di non rompere più le balle. Ah, ecco;
  7. sette perché come ho già scritto un po' sotto.
Mi sembra di aver scritto in ottimo italiano, specie nell'ultimo numero.
Beh, che bisogno c'è che rilegga.

lunedì 4 gennaio 2010

inizio di un decennio

Scritto così, come titolo, fa obiettivamente un po' paura.
Chiudiamo gli occhi e non guardiamo.
Ho cominciato bene. Si, bene.
Innanzitutto in vacanza, e poi immersa di nuovo nella socializzazione, che mi mancava molto.
Tra ore passate al telefono e amici e amiche viste o con cui ho messaggiato, mi sono trovata di nuovo io.
Mi mancavo un po'.

P.S. chi non ha visto "I Love Radio Rock" lo faccia, tra le decine di cagate che mi sono capitate a tiro negli ultimi tempi, questo mi ha veramente emozionato. Anche se "emozionato" non è il participio passato giusto, ma ho fretta e non riesco a pensare.

giovedì 31 dicembre 2009

fine di un decennio

Io me lo ricordo quando cominciò.
Ero qui, con lo pseudo-moroso. E i suoi amici, che poi sono diventati più miei che suoi.


Prima di mezzanotte uscimmo dalla casa dove avevamo cenato, in un miscuglio regionale tra campania, lazio, romagna, lombardia e chissà chi scordo.
Partirono i fuochi d'artificio dal mare, fu uno spettacolo pazzesco, e mi dissi: "Quest'immagine non la scorderò mai". Oh, beh, è facile parlare quando si è più giovani e si hanno più neuroni in funzione. Ora l'immagine è già sbiadita, alla fine del prossimo decennio forse sarà scomparsa, chissà.

Rimane però la foto stampata nella mente del posto dove pranzammo, il mio audace vestito senza maniche (freddo della madonna, fortuna che portai un golfino per emergenze), le persone, l'atmosfera familiare, le risate, Marco che alzava la voce quando raccontava aneddoti, la risata di Riccardo, le minchiate di Luigi, la faccia perplessa del fidanzato di Patrizia.
Un capodanno lontano dai veri amici, un capodanno diverso.
E un numero di scopate imbarazzante.

Poi il decennio ha cominciato a srotolarsi, l'inganno di pseudo-moroso, la mia ricascata completa tra le braccia dell'amante (e la sua dolcezza), nuovi amori, nuovi e vecchi pregiudizi, il collega che mi bacia all'improvviso, sesso con il figlio dell'arbitro in riva al fiume con un miliardo di zanzare, la serenità portata da ex-moroso, a cui devo veramente molto, e alcuni altri.

Un lavoro cominciato per caso e in netta opposizione con gli studi umanistici fatti, un lavoro che mi piacque e che straordinariamente, nelle quattordicimilatrecentoottantadue sue sfaccettature, mi piace ancora, i miei colleghi, tutti speciali, anche quelli un po' stronzi, la carezza che diedi ad un mio collega stra-fidanzato, prima di partire per un lungo viaggio, quando mi disse: "Mi mancherai molto, ma non puoi immaginare quanto", il mio capo stronzo, il mio capo figo e bravo, il nuovo AD della società che tutti detestavano, il trasloco.

Sei mesi senza parlare a mia sorella, la malattia di mia madre, la vicinanza di persone insospettabili, la morte di mio zio, quella di mia zia. Quest'anno sarà il primo anno che non mi dirà per telefono: "Tante belle cose", e sarà il primo anno che non mi arriverà il pacco viveri coi dolci tipici, i suoi ciambellini, il salame, le salsicce e i cioccolatini di Caffarel.

La morte repentina di uno dei miei migliori amici.
Le nascite dei miei nipoti acquisiti, in primis quella del mio figlioccio, a seguire parecchie altre. E una la aspettiamo per fine gennaio. "Una" perché la mamma non ha ancora scelto il nome. Amici che diventano famiglie, io che divento parte delle loro famiglie, cene e pranzi e merende insieme, la transumanza, a metà del decennio, dai locali della città grande alle case degli amici.

L'ultima, pazzesca ciucca. Con ex-fidanza che mi sorreggeva e assisteva impassibile ed ubriachissimo al mio rimettere l'anima.

Un decennio pieno.
Più cose belle che brutte, anche se il periodo attuale non è dei migliori.
Un unico auspicio: che le persone che amo siano in salute e non capiti loro niente di irrimediabilmente brutto.
Buon anno a chi legge, per abitudine, per piacere o per casualità.

mercoledì 30 dicembre 2009

gli sms ti regalano gioie

Mi scrive un'amica dalla montagna che comincia il messaggio con un sacco di improperi. E si è appena comprata il figofonino, che desiderava da mesi e mesi e mesi.
Allora le rispondo che dall'incipit credevo le fosse caduto il figofonino.
Mi risponde a sua volta:
"No, se mi cade l'ifòn partono 3 sms uniti di parolacce e una mia foto in lacrime".
Ho troppo delle amiche sceme, per questo sono tendenzialmente allegra.
Seguiti pettegolezzi su conoscenti per un'ora circa.

Tra questi ne spicca uno che riguarda un tipo, né bello, né affascinante, ma marpione e sufficientemente intelligente, sebbene con quel modo di fare un po' viscido, che si sta facendo una ragazza di circa 18 anni più giovane. Diciotto. Diciotto sono tanti. Per carità, lei è maggiorenne, da pochissimo, ma trovatene uno meglio, nel fior della tua giovinezza, cretinetti!

Oh santissimo Cupido, perché sbagli mira?
(no, non è amore, lui è troppo egocentrico per innamorarsi e non ha neppure l'istinto riproduttivo attivato)

lunedì 28 dicembre 2009

chiedevomi...

...se è molto grave innamorarsi di questo ragazzo qui:


Va beh.
Che poi lui abbia qualche anno in meno, sia un attore, sia altre trecentomila cose, tra cui l'uomo con cui spero di far sesso stanotte nell'ultima fase del sonno, in modo che me lo ricordi poi tutto il giorno e io sia felice, ma anche lui, e viva nelle Americhe, mi sembrano tutti dettagli irrilevanti.

se telefonando sotto la doccia

Per me, giovane disturbata di mente, telefonare è come doversi fare la doccia quando hai freddo e il calorifero del bagno non funziona: non hai voglia di spogliarti ignuda e sei dunque estremamente refrattaria, ma poi (se proprio obbligata da contingenze) ti trovi sotto l'acqua calda e pensi: "Che figata".

Così è per il telefono, quando proprio mi tocca, faccio il numero, prego gli dei pagani che nessuno mi risponda, ma quando sento la voce di una persona a cui voglio bene, sto bene e chiedo, racconto, rido o piango.

Non appena avrò un cellulare impermeabile, unirò le due cose per dimezzare il disagio.

[quando ero persino più giovane, ho lavorato in una società che faceva anche cellulari. Dovevano a breve uscire dei modelli nuovi, e uno era impermeabile e resistente agli urti. Un giorno il responsabile di questo reparto, un abbastanza giovane ingegnere dal nome Ugo, venne da me a chiedermi una cosa, e io gli chiesi del telefonino ultra-resistente, lui mi disse che l'aveva testato la sera prima, quando un amico glielo aveva buttato nel bicchiere di vino. Gli chiesi: "E per gli urti?". Lui, serissimo, si alzò dalla sedia e gettò il telefonino in alto, facendolo spetasciare al suolo. Andò in mille pezzi, mentre io pensavo ad un regime di trattamento psichiatrico per il dott. Ugo. Lui li raccolse, lo riassemblò, si risiedette e lo accese. Funzionava. Chiosò con: "Mi sembra proprio che resista", mi salutò e se ne andò]


venerdì 25 dicembre 2009

this christmas

Giorno di Natale.
A parte il fatto che appena mr B dice che ora c'è più amore, mr R, dal bianco vestito, viene atterrato.
Sarà un caso. Per me porta jazza.
Comunque.
  1. Mia madre si è fregata un mio regalo che a me non stava, le Crocs col pelo. E' una madre molto trendy, quando le ho detto il prezzo delle "ciabattone" mi ha risposto: "Ma non dire cretinate!", ora il problema è spiegare alle amiche che il regalo (ok, lo ammetto, non mi piace, ma non mi interessa l'oggetto, mi interessa molto più il gesto) è stato fagocitato;
  2. ho reciclato tre regali, escluso quello di cui sopra, ma l'ho detto prima. A mia sorella non sembra essere importato. E' contenta, tanto più che sa che tra qualche mese, dopo il trasloco, le ho promesso la tv nuova;
  3. gli altri due li devo consegnare domani, un po' mi cago sotto, ma al limite li ri-riciclano anche loro. Sono per la formula: "L'energia non si distrugge, si trasforma", se poi uno sostituisce "energia" con "regalo inadatto" (che non necessariamente coincide con "regalo che non piace"), è fatta;
  4. è passata a trovarci un'amica di mia sorella, che è un po' instabile. Così con una scusa l'ho contattata e l'ho invitata. Minchia, se era incazzata con mia sorella, ma hanno risolto. Passava dall'euforia a un comportamento tutto composto. Cioè era un po' bipolare. Ma peggio di mia sorella. Ecco, mi sono un po' spaventata, perché so che nella sua famiglia ci sono episodi di problemi psichici, ed è una ragazza buona, di suo, e cazzo, che brutto;
  5. ok, Natale è passato, poi domani è più tranquillo, poi rimane solo Capodanno ed è andata;
  6. credo di essere l'unica in Italia ad aspettare ansiosamente la fine di feste, ferie e quant'altro, ma è un caso, voglio solo che passino una decina di giorni di merda. In queste occasioni mi spiace non avere bimbi piccoli nella mia famiglia (la più piccola ha 14 anni, e dopo anni da brava bambina sta diventando una ribelle, e i suoi genitori - miei cugini - sono attoniti, ché loro si sono scordati che ognuno, per quanto bravo sia, deve passare sotto la mannaia dell'adolescenza). Ho divagato. Dicevo, i bimbi ti stravolgono, ti fanno impazzire, ti fanno urlare, ma riescono sempre a trasmetterti quell'entusiasmo per il Natale. Gli adulti, quelli come me, lo hanno perso da tempo, e lo vivono con noia, oppure addirittura con fastidio o persino con sofferenza. Ci vorrebbe un bimbo, devo trovarne uno in prestito;
  7. sette è un numero. Normale. Chiudo con sette, vorrei essere in uno stato d'animo normale.
Uh. Che bello sarebbe. Più della neve o dello scirocco. Più di mia madre con le Crocs.

domenica 20 dicembre 2009

tears for tears, giusto per divertirsi un po'

Insomma, ero ad una di queste benedette feste di natale per "facciamoci gli auguri ché siamo così felici".
Ecco, io avrei fatto volentieri a meno di andarci, ma poi:
  1. era a casa di un'amica-amica;
  2. se non ci fossi andata mi avrebbero rotto tutti i coglioni;
  3. alle volte sono un po' cretina e non capisco che devo mettermi dei paletti, ché è meglio per tutti.
Premetto che, come forse si sarà vagamente compreso, sto affrontando questioni più grandi di me, ed io mi sento inadeguata e corro e corro e il traguardo sembra allontanarsi.
Quindi sono fragilina, malgrado queste spalle pressoché perfette da nuotatrice di lungo corso, più o meno come una foglia gialla d'autunno, essiccata dal sole, finita sulla carreggiata del passante di Mestre.

Così mi trovo a parlare col marito della mia migliore amica, che fa un lavoro infame, cioé il ricercatore, e ha vinto anche un sacco di premi, ma ha passato la scorsa settimana a lavorare al freddo perché l'ente pubblico per cui lavora non ha i soldi per pagare il riscaldamento.
Ah beh, chissà com'è che c'è la fuga dei cervelli.

Poi si avvicina la mia amica, che dovrebbe essere ancora la migliore, e dice una frase fuori posto, nulla di grave, ma una cosa che in quel momento lì, in questi giorni qui, non andava detta, e così ho cominciato a piangere, coprendomi gli occhi per:
  1. evitare allarmismo generale;
  2. evitare che il Tatino vedesse piangere la zia Pappina acquisita, e prendesse conseguentemente a morsi l'amica e chiedesse a me "Perché piangi?", ché è proprio nell'età dei mille perché.
La mia amica mi chiede scusa, mi dice che non voleva in alcun modo ferirmi, mi dice che se le escono delle cose è perché mi vuole bene e poi: "Però senti, smettila di piangere ché mio marito mi ha già tirato un'occhiataccia di quelle per le quali mi farà un cazziatone che durerà due giorni minimo", e a me 'sta cosa internamente mi ha fatto ridere, esteriormente mi ha fatto asciugare quei tre cazzo di lacrimoni.

Comunque la gente, in generale, non sta bene.
Ex-fidanza, tornando a casa alle 2 di notte, trovando due lucine accese, ha svegliato la moglie, ancora sotto l'influsso del fuso orario dopo un viaggio a NYC, le ha fatto un cazziatone e poi si è messo a dormire pacifico. Lui.
Lei occhi pallati fino alle 4. Poveraccia.

[che le due lucine fossero quelle di soggiorno-cucina-bagno e pc-monitor-stampante-modem con adsl a consumo, credo sia omissibile]

martedì 15 dicembre 2009

sopra(v)viviamo

  1. Bel concerto, ma minchia, che cazzo di freddo;
  2. spero che mia sorella sia la sola persona al mondo che non sa neppure la via dove andare a prendere la sua amica (perso un quarto d'ora che poteva essere impiegato nella degustazione di croccanti patatine fritte);
  3. sabato, dopo cinque ore scarse di sonno, mi sono presentata all'appuntamento con sguardo da pesce deceduto nella boccia a pancia in sù;
  4. faceva un freddo pazzesco;
  5. festa di natale in ufficio imminente, non ho comprato uno spillo per nessuno;
  6. l'altro giorno mi sono svegliata con uno che diceva che forse nevicava, quel bastardo mi ha solo usata ed illusa (trattavasi di speaker radiofonico, non ci si faccia belle idee);
  7. ho quasi appena pianto per l'ultima puntata di Californication;
  8. è solo che è stata una settimana impegnativa, psicologicamente;
  9. puttana eva! non ho più chiamato l'amica che vive in un'altra città (mi è sovvenuto or ora, quando pensavo che il mio equilibrio ogni tanto traballa in maniera esagerata, perché di norma è più fermo rispetto a quello altrui);
  10. vorrei passassero non 15 giorni, non 30, non 90, non 365, vorrei passassero due anni. Nel caso di mio stato in vita, ne sarei felice. Altrimenti, forse, un po' meno.
P.S. no, non sono depressa, sono demotivata, è diverso. Il gene della depressione non c'è quasi in famiglia, a parte un caso dove però mi sembra più facile pensare ci sia stato scambio di culle.

P.P.S. maremmamaiala (ma com'è musicale l'italiano?), quanto è tardi.

P.P.P.S. se penso che sia tardi alle 23.50 c'è qualcosa che non va anche nel mio eco-sistema. Hopenaghen però mi è piaciuta assai, come licenza poetico-ecologista.

P.P.P.P.S. un'amica ha scoperto qualche giorno fa (no comment. Ho detto! No comment!) che hanno dato il nobel per la pace a Obama. Mi ha chiesto perché. Le ho risposto: "Boh. Sulle intenzioni".

Post non riletto, dubito che si noterà la differenza.

giovedì 10 dicembre 2009

buoni motivi per amare il natale

Punti salienti:
  1. domani sera devo andare a un concerto, arriverò congelata ed appassita;
  2. sabato devo svegliarmi presto, appassirò ancor di più;
  3. mega festa di natale in ufficio settimana prossima, ho come la vaga sensazione che dovrò portare qualche regalino, ergo si prospetta anche una domenica appassente;
  4. sabato prossimo festone con gli amici;
  5. iniziano già le telefonate del: "quando ci facciamo gli auguri?", ma anche mai;
  6. mia mamma ha l'ansia perché non ha ancora fatto l'albero di natale né, soprattutto, il presepe;
  7. io ho l'ansia che lo possa chiedere a me, anche se di solito se ne occupa mia sorella (finisce in rissa, io le separo);
  8. mi era venuta una splendida idea per un regalo a delle colleghe di un altro ufficio (bollitore per thè e tisane) ma minchia 45 euri;
  9. credo che farò una tabella excel per i regali, d'altronde mia sorella la fa da quando è nata (la tabella, non lei, essendo che proviene dall'età mesozoica;
  10. questi sono nove motivi per provare astio verso il natale.
Cerco rassicurazioni.

martedì 8 dicembre 2009

flash backward

Voglio tornare bambina.
Voglio storpiare il nome del cane Popov (come il nuotatore, non come la canzone dello zecchino d'oro) come pare a me. E tutti gli adulti mi cagano il cazzo, ma io sono una bimba e me ne sbatto.
Voglio trovare sotto l'albero lo zainetto per andare all'asilo, ché tra un mese esatto comincio, e vedere che è colorato e simpatico e ha una grande bocca.
Voglio fare la sfacciata o la timida, a seconda, senza che mi sia richiesto di essere coerente.
Voglio poter fare qualche capriccio senza essere insultata, se mai coccolata, perché di fondo io i capricci non li faccio mai.
Voglio vedere con i miei occhi celesti che la zia acquisita ha conservato tutte le mie foto, dalla nascita alla scorsa estate.
Voglio dire tutte le cose che mi passano per la testa.
Voglio non fare ciò che mi viene detto di fare ("Bacia lei, bacia lui, con l'abbraccio!"), per poi farlo quando tutti sono distratti e lasciare sulla guancia della zia acquisita un po' di bava.
Voglio essere libera di essere, perché tra poco entro nel tritatutto del sistema pre-scolastico, poi entrerò in quello scolastico, poi in quello sociale, e saranno tanti e pesanti i condizionamenti che dovrò subire, che solo verso i vent'anni capirò un po' chi cazzo sono.
Ora che bisogno ne ho?

[riflessioni di una zia acquisita che ha visto il suo Tatino, e lo ha visto cresciuto tantissimo, e che ha sentito in quei pochi centimetri di altezza un amore incondizionato e ingiustificato, e che si è sentita abbracciare con convinzione, e che ha capito che ora con lui mica si scherza, devi proprio rispondere ai 598 "perché" che ti pone, e che per l'ennesima volta ha visto il Tatino come la quintessenza dell'infanzia. E in altri bambini, seppure della stessa età, non la vede altrettanto]

Nota a margine: ieri mi sono buttata con amica psycho nella bolgia infernale dei regalatori di Natale. Abbiamo portato a casa un risultato simile. Il mio personale: due mini acquisti per me e un regalo di Natale vero. Indovina indovinello per chi era. E non sapevo che oggi avrei visto il nanerottolo. Ho fisicamente minacciato i genitori: se si fanno sfuggire mezza parola sul fatto che il regalo è da parte mia, per loro è finita. I regali li porta Babbo Natale. Senza intermediari.

Nota a margine due: oggi, per riprendermi, credo di aver dormito a intervalli una dozzina di ore.

Nota a margine tre: qualcuno si fotte la mia adsl. Altra password da cambiare per avere un po' di quiete. Basta che non si fottano anche i soldi dal conto, ecco.

venerdì 4 dicembre 2009

di una delle rare telefonate, parte due

Telefonata con collega-amica, ovviamente sempre lei a chiamare, si conclude così:

Io: Ah, poi ti volevo dire che sono andata a dire a G che ancora non ho avuto quei dati che mi servivano da A (ex-fidanzato di G, n.d.b.), l'avessi mai fatto, e lei mi ha risposto un po' irritata che la colpa era tua per questa e quest'altra ragione. Mi è sembrato d'aver pestato la coda a una vipera.

Lei: Ma cazzo, no! Era A che doveva fare questo e quest'altro e poi chiamarmi per concludere il lavoro!

Io: Eh, ho immaginato, conoscendo A, che avesse fatto lo scaricabarile, ma, minchia, quella donna lì non sta mica bene. Una vi-pe-ra.

Lei: E' acida, cazzo se è acida! Sarà perché... oh, mi stava scappando una roba troppo maschilista.

Io: ...sarà perché non scopa?

Lei: Esatto! (ridacchiando, n.d.b.) Ma è un'idiozia. Un luogo comune del cazzo.

Io: L'ultima frase non potrebbe essere più corretta. Senti bimba, lo sai che anche io è un po' che non scopo, vorrai mica offendermi?!

Lei: (ridendo, n.d.b.) Eh, infatti ho pensato proprio a te, mentre elaboravo!

Io: Grazie della fiducia comunque, potrei avere storie torbide di cui non sai, cialtrona. Ma sono acida?!

Lei: Solo quando hai mal di schiena, davvero.

Io: Sicura-sicura?

Lei: Sicura-sicura.

Io: Dovessi diventarlo in altre occasioni, mi avverti? Vedo di ripassarmi qualcuno.

Lei: Promesso. Basta che non ti ripassi il mio moroso.

Io: Tranquilla, non è proprio il mio tipo.

Lei: Stronza!

Meglio comunque stronze che acide, poi stronza, stronza cosa, ho detto la sacrosanta verità! Mah, la gente è strana [prima si odia e poi si ama].

lunedì 30 novembre 2009

[commento ai commenti agli ultimi due post]

[Banda di sciamannati, rimanga tra me e voi, ma è stato bello passare quasi un'ora a rispondervi. Sarà che siete sciamannati intelligenti. Sarà. Dubitativo.]

domenica 29 novembre 2009

giusto uno zompettino per prendere un insulto

  1. Mia sorella oggi doveva essere stata morsa da una tarantola, simpatica come una pigna al rovescio inserita nell'ultimo tratto dell'intestino attraverso apposito foro elastico (beh, "elastico"... chi più, chi meno);
  2. mi piacciono quando i radioascoltatori si fanno domande e ricevone risposte, vedi commenti post sotto (non posso fare commento ai commenti perché ho finito ora di lavorare. Non sono esttamente una martire, è che ho cazzeggiato. Vi è forse bisogno di ribadire che sono una procrastinatrice compulsiva? No. Anche secondo me);
  3. ecco, stasera ho ascoltato, a parte qualche brano di XF, il nuovissimo album dei Negramaro "Mentre tutto scorre", devo dire che, se le due trentine che abitano a Trento non mi sganciano una bomba H sulla casa, mi piacciono assai. Credo l'avessi lì da tre anni e mai mi era capitata l'occasione di. [no! oh! ho detto: "niente bombe!", che poi lo spostamento d'aria vi scompiglia il capello e rovina il bayalage]
'Notte.

giovedì 26 novembre 2009

di una delle rare telefonate

Amica mora (Am) ha una tresca con un uomo. Ma che dico uomo, con un super-uomo, che è ben altra cosa rispetto a un semplice uomo.

Am: ...e così ho passato ben quattro ore a casa sua! Che bello...
Io: si, va bene, ma l'hai reso felice?
Am: cazzo, altroché, ben tre volte!
Io: ...
Am: .....
Io: e questo è quanto?! Fammi volare con la fantasia! Numero di scopate e di pompini?
Am: due e uno. Beh, cioé, diciamo che una scopata è stata un po' sui generis, nel backstage...
Io: santo cielo quanti giri di parole, hai finalmente perso la verginità anale?
Am: siiiiiiiii!

(segue mezz'ora di discussione sul perché l'uomo, in genere, va in estasi con il rapporto anale. Sono ferratissima, ex-moroso me lo ha spiegato 739 volte circa)

Am: sai, sei l'unica con cui riesco a parlare di queste cose. Non so perché. Neppure con le mie amiche più care tocco l'argomento, se non superficialmente.
Io: sarà perché io le tresche le ho vissute?
Am: si, ma non solo.
Io: sarà perché non ti giudico negativamente?
Am: si, certo anche questo è importante, un'amica mi ha chiaramente detto che non approvava e così non gliene parlo più. Ma non solo, c'è qualcos'altro, non so spiegare cosa.
Io: sarà perché mi esprimo in maniera vivace, senza peli sulla lingua [io, lei magari qualcuno si], e così riusciamo a sviscerare l'accaduto senza imbarazzo perché sono sostanzialmente un po' grezza?
Am: bravissima, si! Si. E' esattamente questo. Mi incalzi e mi fai tirare fuori la mia parte animalesca, che ho sempre represso per gli uomini che mi sono trovata a fianco.

Ah, ecco.
Sono grezza.
Però come la seta.
(dentro però mica ci sarà il baco?)

martedì 24 novembre 2009

situazione imbarazzante

Situazione così descrivibile.
La sottoscritta ha preso sonno alle 4.30 del mattino, e oggi è lievemente rincoglionita.
Il lavoro però non lo è altrettanto e bussa alla mia porta.
Ci impiego 45' ad aprirgli.
Insomma, adesso mi trovo in una fase REM ad occhi aperti e non è bello.
E devo fingere di stare lavorando, tanto poi so che lavorerò a casa dopo le dieci della sera.
'iuto.

domenica 22 novembre 2009

ho degli spunti ma non annoto

Avvenimenti di breve corso:
  1. avrei anche degli spunti per scrivere post se non intelligenti, quanto meno divertenti, ma me li scordo e siccome sono nata testarda (la mì nonna, non a caso, mi chiamava "testona" [e non perché avessi la testa grossa], quando non aveva motivi di chiamarmi "birba", che funzionava da riflesso condizionato in mia madre, che mi sculacciava: poteva anche riferirsi al cane che non aveva, mia madre mi sculacciava lo stesso), non mi appunto mai niente e ciao ciao bambinaaaaaa, un bacio ancoooor;
  2. con ex-moroso a vedere un concerto interminabile. Sul palco anche l'insegnante di pianoforte di ex-moroso, che lui è andato a salutare a fine concerto. Lui. Però, ah, tiè!, poi è subito tornato indietro dicendomi: "Ti vuole conoscere" (aria un po' rassegnata), così all'insegnante le ho raccontato come mi suonò il piano la prima volta che andai a casa sua, roba che non si ricordava neanche un accordo. E parliamo di Ligabue, mica di Rachmaninov. Lui ha detto che sono una stronza, ridendo, lei mi ha, anzi, ci ha invitato a cena, devo esserle sembrata troppo simpatica;
  3. [vorrei far notare la mia modestia con l'utilizzo del verbo "sembrare, questa parentesi sembra un ossimoro ma è solo un'impressione];
  4. ex-moroso è spento, ma dei suoi affari amorosi neppure mezza parola, levandomi così altri spunti per i miei post;
  5. il bimbo di una mia amica ha avuto un'emorragia cerebrale alla nascita, riscontrata un mese dopo, e a gennaio il pargolo deve fare una tac alla testa e insomma speriamo bene;
  6. ieri ho visto un ragazzino, tipo 15 anni, disabile intellettivo, non so dire cosa avesse, so che si agitava, urlava e camminava e si sedeva tutto storto e so anche che sua madre lo cercava di gestire con tutte le sue forze, e la cosa mi ha fatto capire, ce ne fosse stato bisogno, che le madri sono pazzesche, se riescono a gestire un ragazzino palesemente più forte di loro e totalmente incontrollabile. Volevo abbracciarla, quella mamma lì, ma poi vieni accusata di pietismo e stronzate del genere, e siccome non ero sola ho evitato, però mamma due applausi te li faccio lo stesso, e a tutte le mamme come te;
  7. il punto 5 e 6 sono razionalmente sviluppati indipendentemente, ma visto i temi qualche associazione il mio cervello deve averla fatta;
  8. mia sorella oggi ha parlato venti minuti con un'amica che era venuta a trovarmi, poi ha il coraggio di chiedere perché la caccio di casa quando ho amici in visita;
  9. mia sorella mi ha portato da qualche aeroporto arabo due stecche di sigarette a 30$, invece degli 88€ che io avrei pagato, però io le ho regalato due spazzolini da denti nuovi: un equo baratto, mi sembra;
  10. dieci è un numero troppo impegnativo per chiudere perché mi ricorda i 10 comandamenti;
  11. ho una macchia di umidità sopra il gabinetto, così la mia vicina del piano di sopra sarà costretta a spaccare il pavimento del bagno appena rifatto, e credo che d'ora in poi non mi offrirà più caffè;
  12. dodici è un buon numero per chiudere. [un po' dozzinale, ma pazienza]

giovedì 19 novembre 2009

che ragazza intelligente

Grazie ai captcha niente più commenti anonimi, evviva evviva!!!
Posso forse evitare di pubblicare la cosa più bella che ho visto quest'anno a XF?
Certo che no. E poi è una canzone bellissima di cui sono orgogliona di possedere il 45 giri originale.
E lui è pure un figo pazzesco, ha dei denti, ma dei denti...
Così so che faccio contento almeno il mio amico basso.

[e poi non avevo ancora sprecato (quasi) mezza parola]
[come sono buona]
[e brava]
[e soprattutto intelligente]


martedì 17 novembre 2009

che ragazzo intelligente

Oggi sono riuscita a parlare al telefono con un amico, anzi conoscente/amico perché siamo a metà strada.
Un ragazzo intelligente, e siccome abbiamo condiviso una situazione burocraticamente complessa, lo volevo informare di una cosa. Ma lui, essendo probabilmente più intelligente di me, sapeva già tutto.

E abbiamo parlato un po', di molte cose, delle sue gemelline di pochi mesi, degli aiuti necessari quando ti ritrovi da due a quattro in famiglia, di station wagon e robe così.
Poi, non so perché, gli ho detto che io sembro estroversa ma dentro, nel profondo, sono un solitario orso bruno. Lui mi dice:
"Quello che ho notato di te, più che la ricerca di momenti di solitudine anziché l'estroversione, è che sei estremamente selettiva nei confronti delle persone che ti circondano".

Questo ragazzo lungo lungo e magro magro, che incontro non così spesso, è il primo a dirmi una cosa del genere. Io so che è così, sono selettiva in maniera esagerata, ma nessuno lo aveva notato.
Mi ha lasciato di sasso.

P.s. Sono stata obbligata a mettere il captcha ai commenti ("verifica parola", credo si chiami), ma i commenti spammosi stavano diventando veramente troppi e così spero di farla finita (no, non voglio suicidarmi, voglio solo eliminare gli spam). Chiedo venia.

domenica 15 novembre 2009

leggerità

Grazie a quegli stronzissimi commenti anonimi e pure al fatto che i dipendenti gugòl suggeriscano, a me come ad altri che stanno sperimentando la rottura di palle quotidiana, come soluzione la moderazione dei commenti (ma vah, mica ci avevo pensato, è un'ideoooona), ho riletto un vecchio post mio che mi ha fatto ridere un sacco.
Chi si loda s'imbroda, etc. etc., ma era oggettivamente qualcosa di divertente.

Quindi se fino a poco fa avrei voluto dare delle troie a un paio di persone, ora no, no e no.

Perché le persone stronze non ti possono far diventare altro da ciò che sei, io non voglio diventare una perenne incazzata col mondo perché sulla strada metto il piede su degli stronzi. No, cazzo.
Tanto di stronzi è costellata la galassia.

E allora per stasera scriverò solo che:
  1. ho rivisto in un pranzo di giusto due ore il mio ex-collega Ciccio, che ai tempi trattavo come un bimbo, e poi ho realizzato che ha 5 anni in più di ex-moroso, e la cosa mi ha fatto un po' impressione;
  2. Ciccio mi ha fatto tornare anni addietro, quando il gruppo di lavoro era spettacolare e io sbavicchiavo per il grande capo, e mi ha fatto ridere un sacco;
  3. mia madre difende i suoi diritti di anziana che non vuol passare troppo tempo in piedi anche con mia sorella che, in un eccesso di bontà, l'aveva portata al suo paese per rimettere i fiori finti sulle tombe; sono poi passate a fare la spesa in un iper e mia madre ha tirato dritto davanti al reparto abbigliamento che sorella guardava adorante;
  4. mia sorella non è una dalle grandi (medie, piccole) marche, mio armadio 30 cose, comprate rigorosamente in saldo, di marche che fanno roba carina e casual VS mia sorella's armadio 30.000 cose, dai maglioni che mia madre le fece negli anni '80 alle ultime chincaglierie cinesi;
  5. le uniche robe di marca che mia ha sorella ha, sono mie: saccheggiava i miei sacchi di roba usata da portare alla Caritas, "Te lo porto io, ci devo passare", e questa non è una barzelletta;
  6. sei è un buon numero per chiudere questa settimana.
P.s. Naturalmente devo ancora fare il cambio di stagione, e mi vesto come una profuga.

martedì 10 novembre 2009

pensiero stupendo

E se domani fosse un buon giorno per licenziarmi?! Cioè, io soggetto me complemento oggetto.

Mi sono improvvisamente accorta, quando sono andata sull'orlo delle lacrime per una stronzata
qualsiasi
(tipo: belva femmina che s'è incazzata con belva maschio, o tipo che è finito il nesquik, o tipo che la batteria del telefono si è ricaricata in solo un'ora e mezza e non in quattro come la prima volta, o tipo che rischio di pagare 1500 euri di mora - beh, no, ok, basta, questa è roba seria su cui andare in lacrime)
che devo questo mio stato di disgrazia sostanzialmente a un cazzo di progetto.
Un progetto del cazzo, per altro, che non servirà quasi a nessuno.

E io, da idiota, faccio l'impossibile, studio robe di cui non ho mai saputo un'acca, mi accanisco, ci penso quando dormo (cioè mai), sputo (un po' di) sangue, e per cosa?
Per una donna isterica sull'orlo della menopausa.

Ok. Domani progetto a qualcun altro.
Ne va della mia psiche.
E non ho neppure fatto a tempo a lavarmi i capelli, che sono lerci, così è una certezza che incontrerò il mio consulente preferito.
Ma vaffanculo.

(basta negatività! cazzo!!!)

lunedì 9 novembre 2009

vorrei vorrei vorrei

Innanzitutto non essere qui a scrivere, perché se scrivo a quest'ora significa che sono a casa.
No, niente licenziamento, per ora, ma la mia capa mi sta veramente sfrantumando gli zebedei per chiudere un progetto entro... una settimana fa.

Porco diavolo, io l'avevo detto che non sarebbe stata una passeggiata, ma lei niente. Da ignorante (in senso letterale) crede che tutto sia una cazzata, cielo che nervi. Quindi oggi ho lavorato da casa, ho fatto i compiti e poi ho chiesto all'assistenza tecnica un aiuto. Ovviamente non mi hanno (ancora) risposto, e sono passate cinque ore, quindi ero qui a fare sterili tentativi quando un commento di un radioascoltatore mi ha distratto. Così ho risposto ai commenti arretrati, così ho pensato che già che c'ero potevo descrivere questi sì mirabili giorni:
  1. mercoledì mi è arrivato il telefono norvegese fighissimo, che secondo me è più figo del figofonino, e vorrei solo dire che, nel sistemare le connessioni, mi deve essere sfuggito qualcosa, e ne ho attivata una che poi è rimasta aperta più di due ore, per la modica cifra di euri dodici (imbecille);
  2. le giacche da inverno da donna le fanno ormai solo per le scimmie. Sono arrivata a questa conclusione quando ne ho trovata una bella ad un prezzo eccezionale, che mi sta a pelo, sulla quale però devo fare due risvoltini sulle maniche. Io odio i risvoltini;
  3. lavorato anche sabato e domenica, con solo un paio d'ore dedicata a "I fatti della settimana" con la mia amica psy(chotic);
  4. quattro, come i Fab Four, è un gran numero per chiudere (ho una vita piatta? no, il culo piatto sì, ma la vita come può essere piatta? o è larga o è stretta).

p.s. mentre ero in revisione mail della capa: "A che punto siamo?", che spaccamaroni! Mi ci vuole un sonnellino.

sabato 7 novembre 2009

domandina

Ma se mi trovo commenti anonimi inutili, in italiano arrangiato e off topic, qualche pia anima mi può spiegare cos'è questo fenomeno? Un virus? Un batterio?
Fastidissimo.

mercoledì 4 novembre 2009

cinquantamilaesettanta grazie

[c'è ancora x factor e non posso dilungarmi, però grazie, eh, soprattutto a certi, soprattutto piccoli]

martedì 3 novembre 2009

#§%?&!ç@!!! (giusto perché titolare con un'imprecazione potrebbe essere di cattivo gusto)

Porca puttana di quella troia di un'eva.
E' sempre la solita storia.

Dovrei attivare un servizio per la gestione di robe strane entro metà mese, per attivarlo devo necessariamente fare affidamento su un gestore esterno che, tuttavia, deve "legarsi" alla nostra attività attraverso alcune procedure.
A fine settembre sceglievo il gestore e il 2 ottobre lo proponevo a quel sacco di lardo e nient'altro della mia capa

[non ho niente contro i sacchi di lardo e altro, perché tra l'altro avevo la tessera del partito "sacchi di lardo ma molto di più]

che, non paga, si faceva imbambolare come un'imbecille patentata da un secondo gestore, che ha finito di inviare la documentazione IERI.

Oggi la mia capa mi scrive una mail

[giuro che se l'avessi avuta innanzi me la sarei mangiata, per poi morire tristemente dissanguata, essendo che il lardo ingordo ingerito se lo sarebbe bevuto tutto]

che mi mette sotto pressione, bene, brava, bis.
Propone infine un consulente esterno con cui collaborare, cioé io, che mi faccio in 64, dovrei pure collaborare con un esterno

[il consulente, visto il lavoro, sarebbe stato un cesso assicurato]

e io per un'oretta ho recitato il rosario per fare training autogeno, poi ho sclerato in una mail, ma molto più pacatamente di quanto avrei voluto fare.

Domani siamo entrambe in ufficio e io sono già un toro imbufalito.
Anche perché - psicologa di 'sto cazzo - dal momento che metti sotto pressione a 20 bar una povera disgraziata che si sta leggendo i manuali di implementazione del nuovo gestore, consistenti di un centinaio di pagine, è ovvio che le tre o quattro cose memorizzate fino ad allora andranno perdute, porca di quella zoccola!
E per zoccola intendo la mia capa, che non scoperà nessuno, però e zoccola dentro, maledizione!

[questa ripresta post-estate lavorativa non mi sembra un granché promettente]
[ho questa vaga impressione]
[chissa perché]

lunedì 2 novembre 2009

una poetessa

Il poeta è sempre in vacanza. Ed è contro le vacanze. Per questo, anche d' estate rimane in città. Alle ferie d' agosto preferisce le passeggiate languide lungo i canali. Piuttosto che in un confortevole albergo ama riposarsi nel disordine di casa sua. Le vacanze le trascorro da sempre nella mia casa sui Navigli, rimpiangendo Patty Pravo e ascoltando «Mille lire al mese». In quale posto potrei stare meglio che qui? Tra queste mura sono nati i miei figli e le mie poesie.

Sono un' eremita nata, la casa è il mio rifugio. Ho sempre sognato di vedere un giorno, attaccata fuori dalla porta, una targhetta con su scritto: «Qui è nata e vissuta Alda Merini». Sarei stata più felice solo se a questa casa avessero lasciato la vecchia muffa, le pareti scrostate, il suo passato. Invece anche qui hanno passato la vernice nuova e i vicini di un tempo non ci sono più. Ora ho una casa tutta «leccata», senza raucedini. Intorno a me neanche un colpo di tosse catarrosa, solo giovani belli e intelligenti. Neanche un cretino. D' estate, poi, tutti via. A farmi compagnia rimangono i preti giovani e bellissimi che passano tutti i giorni a trovarmi. Mi regalano felicità e impulsi creativi, con il caldo l' ispirazione si affievolisce. Esco di rado, per andare al Duomo o davanti al Castello Sforzesco. Rimango lì per ore e ore.

Mi immedesimo in Pia De' Tolomei, la suggestione è grandissima. Le trattorie mi annoiano oramai, si mangia pesante. Le ho girate tutte. Ho cenato con piatti di gnocchi, di risotti, di ossibuchi con polenta. Ora non ne ho più fame. Sono un cuor contento, mi basta stare qui con dieci ventilatori a guardare i miei Navigli. Il mare lo vedo in televisione e mi piace molto. Non so nuotare, mi sarebbe piaciuto imparare. Alle spiagge assolate ho sempre preferito la montagna. Ho fatto qualche scarpinata in Val d' Aosta, sono una provetta scalatrice. Ma ogni volta che sono partita ho sognato la mia città. E' bellissimo tornare a Milano, di notte. Si potrebbe lasciarla per sempre solo per andare in Paradiso. Ma forse desidererei, anche da lì, la mia casa.

Alda Merini
(tratto da Il "Corriere della Sera")

domenica 1 novembre 2009

facciamo finta

Facciamo finta che abbiamo un uomo e una donna sposati, infelici.
Facciamo finta che i due abbiano vicendevolmente tradito.
Facciamo finta che abbiano perso il significato di "amore" per la strada, e l'abbiano rimpiazzato con altri epiteti, meno belli.

Però facciamo anche finta che uno dei due, all'improvviso, trovi un altro amore.
Facciamo finta che vivano una storia passionale e totale, dove si parla, si scherza, si gioca, si regalano e si ricevono gesti d'affetto, si trovi l'interlocutore ideale l'uno nell'altra e viceversa.
Facciamo finta che il terzo incomodo faccia una prova del nove e scopra.

Che per qualcuno è meglio vivere tra le sbarre piuttosto che affrontare il giudizio altrui.
Che per qualcuno, con una dose consistente di ipocrisia, questo atteggiamento sia "responsabile".
Che per qualcuno sia possibile non far prevalere la parte emotiva su quella razionale e viceversa.
Che quel qualcuno, lasciato dopo la prova del nove, mandi fievoli e meno fievoli segnali affinché la persona amata si avvicini, ma senza avvicinarsi in prima persona.
Che per qualcuno l'amore riscoperto non sia abbastanza per affrontare le complicazioni (milioni di) di una separazione.

Qualcuno, senti un po' me.
Se sei molto religioso e rispetti a modo un po' tuo la sacralità del matrimonio, allora taccio. Ma non credo sia il tuo caso.
Vedi Qualcuno, c'è da una parte il mio spirito emotivo (che prende il sopravvento sulla razionalità in un picosecondo) che mi dice che sbagli. Da una parte invece c'è l'esperienza, che mi dice che un rapporto "rotto" non si incolla più. E, per finire, c'è anche la consapevolezza che non è che si duri su questa terra per sempre, quindi vivere una vita infelice, per propria scelta, non solo mi sembra un insulto a tutti coloro che una vita infelice la vivono perché costretti, ma anche una cazzata, perché potresti morire domani.
E moriresti infelice.

[no, adesso ok, sono stressatella, nervosetta, eccetera, però non sono io a vivere una vita infelice né nessuno dei miei cari (che bel termine ottocentesco, lo usava sempre la mia zietta, infatti), ho periodi di merda ma sono sempre intervallati da piccole gioie, oppure ho periodi gioiosi che sono sempre intervallati da piccoli momenti di merda, però ecco, tenevo a puntualizzare, la mia vita non solo non è infelice ma io, come gli americani, metterei sulla Costituzione "la ricerca della felicità" come un diritto umano inallienabile, ché ogni tanto qualcosa di giusto lo scrivono, poi metterlo in pratica è tutta un'altra faccenda]

[oggi ho dovuto rimbalzare per la 67° volta il mio tatino-pseudo-nipotino-triennale perché devo fare l'anti-influenzale e mi hanno proibito di frequentare marmocchi, ma pensa te]

[non riuscirò mai a bere un cappuccino decente di domenica, e questo è un fatto]

venerdì 30 ottobre 2009

nota a margine

(pranzavo con le colleghe, tutte con panini o focacce o cereali portati da casa, eravamo in una stanza appositamente adibita, piuttosto grande, parlavamo di episodi spettacolari che avevano in comune il tampax, avevo appena finito di raccontare di quando una mia amica aveva lasciato in loco l'applicatore - cazzo, quante risate quel pomeriggio con le altre amiche - e camminava a gambe larghe, una collega mi dice che pochi mesi prima era successo anche a lei, io stupita che avesse provato il primo tampax a quasi 30 anni, io le dico che invece ho cominciato a 15/16 anni ad usare i tamponi, e ad alta voce dico)

"Praticamente ho donato la mia verginità ad un tampax".

Sento una risata maschile alle mie spalle, poi la risata si estende a tutto il gruppo, in modo isterico.
Era appena entrato, senza far rumore, il mio consulente preferito. Io ero di spalle.

Ogni altro commento è superfluo.
(però con le FDM dovrei essere a posto fino al 31 del mese)


martedì 27 ottobre 2009

orchestra ed elii ed arcimboldi

Non posso non tacere su ieri sera.
Regalo di compleanno a ex-moroso, che mi viene a prendere con 30 minuti di anticipo, cosa che ovviamente mi getta nel panico, non avendo neppure cominciato a lavarmi i denti.
Ma è ex-moroso, intanto che mi preparo mi segue, mi parla, mi racconta, mi sceglie il maglione e così via. Non sa dove lo porto. Via dell'Innovazione nella città grande non gli dice niente.
Fiuuuuu, non c'è mai stato.

Però al 97° cartello con le maschere e sopra iscritto Teatro degli Arcimboldi, gli viene il sospetto. A domanda, nego. Ma una volta che lo faccio parcheggiare innanzi a quella roba bruttissima fuori ma bellissima dentro, smetto di negare. Ora il suo problema è sapere cosa andiamo a vedere.
Fuori non ci sono cartelloni, il ragazzo è spiazzato. Vorrebbe tirare giù il finestrino e chiedere agli spettatori che intanto si avvicinano che minchia vanno a vedere. Tuttavia farebbe un po' la figura del cretino. Questo lo trattiene e continua a mangiarsi il pic-nic (si, avevo previsto tutto, anche il pic-nic in macchina, perché ex-moroso arriva o mezz'ora prima o un'ora dopo, già mi vedevo affondare i denti nella focaccia a 123 km/h).

Andiamo a ritirare i biglietti e dopo aver citato Zarrillo (faccia disgustatissima), Ligabue (faccia annoiata) e Baglioni (faccia schifata) mi si illumina d'immenso: "Sono gli Elii???", ma si stella mia, sono gli Elii, di cui sai metà repertorio almeno a memoria. Fila 10, il sangue scorre copioso dalle mie vene, ma chissenefrega. Contiamo anche i tre mesi di ritardo sul regalo. Gli Elii fanno ridere già da prima che cominci lo spettacolo, con la voce fuori campo che invita per tre volte il pubblico a sedersi.

Concerto commemorativo per celebrare i vent'anni dal primo album, e subito Elio ci fa notare che sono invecchiati loro, ma anche noi. Beh, ok, ma noi siamo più giovani, eh.
Concerto con orchestra, una cantante bravissima ad accompagnarli, e loro.
Puoi conoscerli o no, ma sono fantastici. Al di là che, per chi abita nei pressi della città grande, è difficile non conoscerli. Fanno un po' di spettacolo, ma soprattutto sono le loro canzoni che fanno ridere e sono geniali. Anche il fatto che siano dei gran musicisti aiuta un bel po'.
Bello, bello, bello.

Dopo aver tediato con questa blogghecronaca, non c'è molto da aggiungere, non ho combinato nulla con egli, molto per mancanza di tempo, un po' perché mi ha detto "Mi sa che sono innamorato". Ma non di quella fidanzatina brava in cui avevo riposto le mie speranze, ma del solito baldraccone manipolatore viscido schifoso (insomma, una persona che stimo). Ma cazzo.
Dopo tutte le mie vittorie, dopo che mi aveva illuso dicendo "avevi ragione tu", ci è ricascato.
Vacca boia.

Altro elemento a suo sfavore il fatto che abbia l'iPhone, mentre il mio pur valente Nokia, sa iddio come cazzo ha fatto, è riuscito a sfregiarsi di brutto sullo schermo. Uno sfregio a raggiera, come se gli avessero sparato. Diavolo, dieci anni di voli di telefonini norvegesi e trac, per la prima volta mi si crepa. [no no, crepare nel senso di crepa, non di morte, per fortuna non è ancora crepato]
E allora uno ci pensa. Ma poi dice: ma minchia, 500 euri e ho pure l'iPod touch, non si buttano via i soldi. Anche perché sul conto ne ho 146. E allora, ecco, io un po' ex-moroso lo odio.
Mi ha oltraggiato così, esibendo orgoglione il mio oggetto del desiderio.
[neanche parlassi di un rivoluzionario vibratore]

domenica 25 ottobre 2009

una tranquilla domenica da paura

ACHTUNG ACHTUNG
Post non riletto, piovaschi di orrori ortografici und sintattici estremamente probabili.

Mi sveglio e già non faccio a tempo a collegare il cervello che sono già incazzata, ho fatto una stronzata che mi porterà via un'ora (la stronzata non merita descrizione), nel frattempo ho già fatto colazione ma metto a cuocere il pranzo. Solo che tra la colazione e il pranzo, mentre rimedio alla stronzata, l'odore dell'arrosto mi penetra dalle narici, fa a pugni con il kinder pan e ciok e il latte col nesquik, ché io faccio la colazione dei campioni, e alle 12.45 sono sull'orlo di vomitare.
Mi riprendo e mi faccio du' spaghi.

Ho la radiosveglia ancorata alla vecchia ora, chiama la best friend per passare con l'unno (suo figlio, quasi mio nipote, insomma) e in onestà le dico che, da lì a mezz'ora, aspetto una persona per sistemare una faccenda burocratica. Peccato ci fosse un'ora e mezzo di tempo.

Non lavoro, non lavoro, non lavoro. Va beh, un'occhiata al manualetto però...
Cretina.

Arriva la persona che aspettavo, altro che una firma e via, lei ripone in me Great Expectations, come ci narrava il Dickens, ed io non so deluderla. Quindi mi impegno per rotture di coglioni spaventose.
Cretina cretina.
(finalmente se ne va, credevo di dover usare bombe carta ad un certo punto)

Navigo un po', leggo il giornale, leggo del povero Piero che mi fa compassione, ma il mio cervello bacato è sintonizzato sul manualetto. Che serve a fare il progetto che mi hanno affibbiato con un altro programma, più complesso ma più efficiente. Che faccio? Provo a vedere se anche col mio solito programma riesco ad ottenere le stesse funzioni. Ergo. Lavoro. Sono una schifezza.
Cretina cretina cretina.

Ex-fidanza e moglie fanno irruzione, è un bene. Finisco di lavorare e mangio un sacco di cioccolata (mia), ma ex-fidanza di più. Mi prendo della rompicoglioni innumerevoli volte. Non controbatto, so che sono pesante come marmo di questi tempi, ma non riesco a gestire il tempo e 'sta cosa mi rende nervosetta. Sono sempre in ritardo su tutto. Cazzo.

Ceno con l'arrosto di cui sopra.
Poi, per mettermi serena, guardo un paio di puntate di Dexter.
Vedere la belva piccola - una belva paciosa e bietolona come poche - che mi si avventa addosso coi denti digrignati, non mi stupirebbe più di tanto.

Per concludere credo che dormire otto ore faccia molto male.
Sono meno agitata quando ne dormo tre.
O forse è colpa del mancato riposino pre-serale.
O forse no.

mercoledì 21 ottobre 2009

senza titolo

  1. oggi la mia collega tossiva e si soffiava il naso di continuo. L'ho chiamata "Batterio" tutto il dì, e le ho pure chiesto di spostarsi un po'. Non so, ma forse sono stata un po' indelicata;
  2. ho due telefonate che DEVO fare che mi generano pressione, dunque passano i giorni e col cazzo che mi faccio sentire;
  3. uno (per me) sconosciuto ha mostrato una cosa che ho realizzato al proprio ufficio marketing. Voleva dirmi ciò che gli avevano detto per migliorare il prodotto di tanta fatica. Ma sei cretino? Chi ti ha chiesto niente? E poi la cosa che ho realizzato non serve a vendere. L'ho gelato neanche fossi stata l'iceberg che ha affondato il Titanic, senza guardarlo in faccia. Siccome di cretino appunto si tratta, ha riprovato a rompermi i coglioni. Ho levato le mani dalla tastiera del pc, mi sono girata, l'ho guardato in faccia e, con calma glaciale, gli ho ripetuto esattamente le stesse cose. Credo che il mio sguardo sia terribile, talvolta. Mi sono sentita molto Glenn Close. Lo odio, comunque;
  4. domani serata mondana, lunedì ancora, vorrei suicidarmi al sol pensiero;
  5. quando ho sentito dire da Bonaiuti che la sinistra, in sede europea, ha fatto fare l'ennesima figuraccia all'Italia, ho capito che non è tanto avvezzo a Youtube e non può vedere tutte le figure di merda che abbiamo accumulato grazie al nostro premier (quella di "Kapò" sopra tutte, con Fini che vorrebbe sotterrarsi);
  6. sei è un numero un po' inutile per chiudere, ma tra dieci minuti vado in onda.

lunedì 19 ottobre 2009

se ti accorgi che la minestra può avere altri sapori (no, non scrivo di sesso orale, solo di sesso)

Tra le mie amiche con cui parlo di sesso (tutte o quasi), ce n'è una che mi fa preoccupare.
La chiamerò Ricciola.
Un matrimonio in giovanissima età, due bimbi, separazione dopo un po' di anni, qualche flirt, un fidanzato che diventa a breve convivente, una famiglia ricostruita e poi, dopo un paio d'anni, arriva lui.

Più grande di Ricciola di una decina d'anni, un matrimonio malamente fallito alle spalle con un figlio - ora adolescente - a farne le spese, la totale mancanza di comunicazione con l'ex, la frustrazione di non riuscire a capire e ad aiutare il figlio, e comunque una gran voglia di vivere.
Lo chiamerò Converse.

Converse e Ricciolo si incontrano per caso a causa del lavoro di uno dei due. Converse fa una gaffes pazzesca con Ricciola e, offrendole un modo innocente per scusarsi, le lascia il numero di cellulare. Così si vedono un po' di volte, la prima con i bambini e il compagno di Ricciola, altre volte da soli per un caffè.

Il compagno di Ricciola è bravo e buono ma, a mio parere, manca di acume e non è propositivo. Per dirla tutta, lei è più intelligente di lui, lui è meno vitale di lei, ma lui è paziente, razionale, bravissimo con i bambini e riesce a frenare (fin troppo) l'irruenza della compagna.

Ricciola comincia finalmente a farsi cadere le fette di prosciutto sugli occhi, e nota che Converse la guarda con interesse. Si lascia contagiare dalla sua vitalità. E un giorno accetta un invito a pranzo, innocente. Peccato che, causa chiusura locali in zona, lei vada a casa di Converse, non mangi niente ma scopra che lui la desidera con passione.

Io sono il punto di riferimento di tutte le amiche che hanno o stanno per cominciare una storia clandestina. Davvero, eh, proprio tutte. Neanche ne avessi avute duecento. Ne è bastata una a fare di me l'Enciclopedia della Donna Amante, vol. 1 e 2.

E così Ricciola mi parla della passionalità di Converse e della sua attenzione verso i più piccoli particolari quando sono in intimità. Scopro invece che il compagno, benché passionale, no preliminari, subito al sodo, unica sessione (non sei mica Paganini, cazzo!). Eh, ma non si fa così.
Sembra che tu voglia solo svuotare la sacca scrotale!
Scandaglio. E scopro che il compagno è pieno di tabù, e i tabù nel sesso sono dannosissimi. Infatti, non appena Ricciola scopre un altro modo di vivere il sesso, ne è radicalmente rapita.

Ricciola è un ottima persona, mai aveva tradito, mai aveva ceduto alle lusinghe di cento uomini. E' decisamente una bella ragazza. E' forte, è caparbia, è buona, è simpatica. E' una bella persona, benché molti possano reputare che una bella persona non tradisce. Non è vero, può succedere quasi a tutti.

Nella mia saggezza spicciola, maturata da esperienze con maschi che non si lasciavano andare, con maschi che si lasciavano andare ma dovevano in qualche modo giustificarsi, con maschi che si lasciano andare senza alcun bisogno di giustificarsi, le faccio un po' il lavaggio del cervello.
Le dico che, se davvero crede che il compagno sia l'uomo della sua vita, deve prendere il toro per le corna, fargli conoscere i suoi desideri, cercare di abbattere i tabù che fanno muro.
Parlare e parlare, poi agire. Parlare di sesso con un compagno o una compagna risulta difficile a molti, e più il rapporto è duraturo, più è difficile.
Lo so bene, oh, se lo so bene.

Spiegarsi, capire, farsi capire, trovare una via da percorrere insieme. Questo deve essere.
Se no Ricciola sarà sempre alla ricerca della parte mancante di un rapporto importante.
Voglio bene a Ricciola, assai, non voglio che salti di palo in [palo] frasca, perché così rischia sia di mandare a monte un rapporto consolidato, sia di mandare a monte sé stessa, con sensi di colpa e il terrore di venire scoperta. Non c'è, poi, solo la sua tranquillità in gioco, ma anche quella dei suoi figli. Nel frattempo Converse imperversa. Ma solo per il momento.
Minchia. Che caos.

domenica 18 ottobre 2009

madri

Non è da tutti avere una madre che, incontrando il mio ex-fidanzato, gli dica:
"Ah, guarda, avessi avuto xy anni in meno, ti avrei fatto la corte!".
Ex-fidanza è diventato blu come un puffo.

Adesso temo per un eventuale incontro con ex-moroso, mi vedo la scena:
"Ah, guarda, avessi avuto xyz anni in meno, una sveltina con te me la sarei fatta!".
Ex-moroso non farebbe una piega.
[è stato realizzato con un materiale rivoluzionario, in ogni senso]

venerdì 16 ottobre 2009

coldplaying

Il freddo arrivato come una mannaia, mi devasta.
Ieri in ufficio ho battuto incessantemente i denti, la gente mi pigliava per il culo, banda di stronzi! Non è che, perché una ha l'aspetto da nordica vera, non possa soffrire il freddo come una figliola di Agrigento.
Io non lo so.

Da rilevare:
  1. il mio consulente preferito non mi ha potuto dare dell'acidina perché non si è visto, segno del destino (bastardo);
  2. ad un mio giovane compagno di scherma, classe '82, è morto il secondo genitore nel giro di cinque mesi;
  3. insonnia peggiorata dal freddo, perché il freddo mi fa svegliare presto;
  4. possibile che a metà ottobre io debba mettere il piumino sul letto?
  5. oltre alla lettura dei blog, sto rimandando 67 telefonate.
P.s. post scritto in data 15 ottobre, pubblicato dopo per adsl che schiacciava un pisolino. Beh, io non posso che difenderla, io, la Regina dei Pisolini.

martedì 13 ottobre 2009

un orticello da coltivare?

Con il mio consulente preferito siamo diventati amici su FB.
Con il mio consulente preferito ci siamo scambiati, per lavoro, un po' di FB mail.
Il mio consulente preferito mi ha chiamato "stellina", in una di questa mail.
Se non fossi già innamorata di Samuele Bersani, in questo periodo, potrebbe quasi spingermi all'infatuazione fortissima.
"Stellina".

(sapesse come sono acida in questi giorni, ritratterebbe)
(domani mi sa che lo scopre)
(mi chiamerà "acidina")
(che triste)

P.s. non riesco a leggere i blog preferiti (quella trentina di) la sera perché tra insonnia, febbriciattola e un lavoro che non mi passa più, mi si chiudono gli occhi alla terza parola. Ecco perché. Ieri ci ho provato ed è stato il tracollo. Forse dovrei farlo in orario di lavoro, come tutti.
[mi sembra di essere il ragno dell'omonima canzone del succitato]

lunedì 12 ottobre 2009

coperchio in testa, sdeng (ma non fa male)

Ah, la punizione.
Febbre is back.
Ma vaffanculo.
E ho pure fatto promesse da marinaia sulla scadenza dei lavori che devo presentare.
Imbecille!
(mi capita sempre più spesso di auto-insultarmi, sa mai perché)

Comunque l'aneddoto della giornata è questo.
Volevo essere certa di aver fatto una roba burocratica pallosissima bene. Pio bove.
Chiamo il Centro per l'Impiego.
"No, guardi, faccia tutto di nuovo sul sito dell'Inps".
Bene. Peccato non ci sia modo.
Chiamo la Provincia.
"No. Tutto tramite Inps online".
"Ma guardi che non c'è modo, inoltre il vostro portale ha accettato il modello che dovevo presentare".
Silenzio.
"Chiami l'Inps, saranno in ritardo [voi no, eh?!], la circolare è nuova [n.d.b. 8 mesi]: lei comunque non è a posto, dal punto di vista legale. Le do il numero diretto". Ottimo. Sul fatto che io sia fuorilegge.
Terza chiamata. Staccano il telefono.
Quarta chiamata al call center per poveri mortali, che in anni che lo chiamo mi abbiano mai dato una notizia corretta. Per due minuti sono fuori tempo massimo.
Ma vaffanculo, va, va.

domenica 11 ottobre 2009

il diavolo fa le pentole e non i coperchi, probabilmente (e poi non ti regala nessun accessorio inutile)

Confidenza: io sono un orso.
Io sono un orso che lavora come un mulo e che per farlo indossa la pelle del camaleonte. Tutta una roba alla Konrad Lorenz, tranne la presenza della papera Martina, che peccato.

Quindi oggi ho un po' lavorato e un po' pensato alle mie attanaglianti faccende burocratiche, per cui ho sudato [sette uova in] sette camicie.
Ma un amico mi chiama per venirmi a trovare, probabilmente con suo figlio che adoro, ma la mia socievolezza oggi rasenta quella di un eremita dell'appennino tosco-emiliano, pure incline al bestemmione. Quindi gli scrivo che no, guarda, ho di nuovo la febbre, lassamo perde.

Passano le ore e scrivo alle mie due amiche e, dal momento che una mi aveva fatto mille paranoie quando ero febbricitante e io avevo pure pensato che, cazzo, sono mica dell'età dei tuoi marmocchi, saprò bene cosa fare della mia vita, e se non lo so tanto bene, chi d'altronde ha mai le idee tanto chiare, affermo che yes la febbre è andata via.

Poi faccio qualche cosa per cui mi sarei dovuta distrarre molto e invece manco per idea, e penzo.
Trac. Una spada di Damocle vedo materializzarsi sopra la mia testa, poiché siccome ho amici molto interconnessi io SO che domani qualcuno scoprirà la mia bugia.

E' da un'ora che sto pensando alla bugia riparatrice, ne ho già confezionate una dozzina, domani mattina vado presto dal panettiere e faccio un exit-poll per scoprire quale è la migliore.
Ma che testa di cazzo sono, lo vogliamo scrivere?

P.s. la febbre non l'ho provata perché sono codarda.

lunedì 5 ottobre 2009

tre e un quarto (di vino, sarebbe stato meglio)

Occhi pallati fino alla suddetta ora. E dire che avevo fatto la brava, non mi ero portata nulla in dvd da guardare mentre ero a letto ad aspettare Morfeo. Che, per essere precisa, assomiglia in tutto e per tutto a George Clooney. Solo che appena mi abbraccia io m'addormo, che sfiga.

Adesso non è come prima, che spegnevo la luce, chiudevo gli occhi, contavo pecore, soldi, more da pagare, contavo poco insomma. Adesso attendo il sonno. Guardando la tv o giocando con l'ipod o facendo i sudoku. L'esito, tanto, è il medesimo. Anzi. Evito di fumare istericamente alle due di notte.
Il rovescio della medaglia è che alle volte mi addormento con centotrentotto cose accese, inutile spreco, abbattuta da un colpo di sonno improvviso.

Per sommi capi:
  1. ho ricominciato a leggere i blog arretrati, avrò circa 200 post da leggere. Verso dicembre conto di finire;
  2. ho un vicino di casa che è già santo, mi va a fare commissioni offrendosi di sua sponte. Ed è pure un pensionato impegnato, mica in cerca di cose che lo tengano impegnato;
  3. mi piace tantissimo una canzone degli Otto Ohm, che non so manco chi cacchio siano o come siano fatti, ma la canticchio sempre (già stata minacciata, grazie);
  4. ho cominciato la mattina urlando incazzata ad un paio di persone che non avevano rispettato delle regole condivise, ho trascorso il resto della giornata con i sensi di colpa per essere stata aggressiva ed avere alzato a voce;
  5. mi ha contattato su FB una figliola fiorentina conosciuta al mare. Io avevo 16 anni, lei 13 e sua cugina era un cesso pazzesco, la cosa mi ha un po' commosso;
  6. perchè quando cerco io qualcuno su FB non lo trovo mai?
  7. sette è un buon numero per chiudere, come le ore che mi aspetto di dormire stanotte.

domenica 4 ottobre 2009

un mercoledì da (cog)leona (ultima parola non tra parentesi da pronunciarsi all'inglese, grazie)

Mercoledì.
30 settembre 2009.
Ultimo giorno per l'invio della celeberrima Dichiarazione Dei Redditi.
Quest'anno non ho fatto training autogeno un mese prima, non ho rotto zebedei a destra e a manca, ma c'era una ragione. Anzi tante, ma ne basterà una.
Credevo di aver tutto sotto controllo. Così sotto controllo che, per scrupolo, essendomi ovviamente ridotta all'ultimo giorno utile, ho preso un giorno libero dal lavoro (anche se un paio d'ore, da casa, ho lavorato - ma di mattina, quando il mio cervello non carbura: sarà più importante il lavoro o la DDR?).

Bene. Dopo aver lavorato, pranzo. Dopo aver pranzato, mi rilasso per digerire in tranquillità. Dopo aver digerito in tranquillità, mi metto al pc.
Non è che posso subito cominciare a fare somme e percentuali e chiedersi che minchia significhi il campo RP9345. Beh, una partitina ad un gioco stupido e poi si parte.

Squilla il telefono, all'altro capo un'amica che chiameremo Anna-dcr che, come me, ha pensato bene di sfruttare il suo giorno libero per preparare materiale di lavoro che le servirà a breve. Mi chiede:
"Come va la DDR?"
"Beh, ti posso dire che sto facendo il record personale al giochino stupido".
Lei ride.
"E tu?", le chiedo.
"Sono alla 47° partita di spider".
Le amicizie si scelgono per precise affinità, eh.

Verso le ore diciotto mi applico seriamente, e... porca troia! Sono cambiate alcune cose nel modello e alcune cose nella mia vita, cazzo! Giusto l'anagrafica è rimasta uguale!
Mi applico a più non posso, mi applico, mi applico, sommo, compilo, leggo le istruzioni, cancello, rileggo, ricompilo, controllo, fallisco, ricomincio... ma il ticchettio dell'orologio non ha pietà e X Factor sta per cominciare.

Sono così in palla che mentre faccio gli ultimi (disperati) controlli, prendo il telecomando del dvd recorder e invece di schiacciare REC schiaccio per errore PLAY, sicché, un po' distratta, mi convinco che il programma stavolta cominci con un po' di scene da daytime. No, è che stavo playando il daytime. Precedentemente registrato.
[me ne vergogno, ma ho anche pensato: che culo che ho proprio oggi! si, appunto]
Quando esso finisce, sento una cesura netta: non capisco. Facchinetti ad un tratto è tutto elegantone e sotto c'è scritto che stanno già commentando la 2° cantante. Ma vaffanculo!

Nel frattempo ho spedito la cazzo di DDR, ma riaprendola ho trovato un errore grossolano, secondo me attribuibile ad una volontà maligna dei fans di Amici: non posso aver compilato il campo "eventi eccezionali=4", vero che sono andata a vedere cosa significasse, ma sono CERTA di non averlo compilato! Maremma maiala!!! E ora?
C'è un "annullo invio", salva! Mi si chiede il numero di protocollo.
"In che zenzo?"
E vai a rintracciare il ndp, e vai ad annullare l'invio, e ricontrolla la DDR, e accetta il fatto che quest'anno hai riempito caselle a casaccio (ma potrebbero essere corrette, chi può dirlo), e rifai il file da inviare, e invia. E tipo alle dieci e rotte ho cominciato a guardare la tv. Che pessima prestazione.

Per rifarmi di questo parziale fallimento, del fatto che XF quest'anno mi fa un po' cagare, del fatto che sono la solita procastinatrice idiota, mi sono scaricata XF inglese, giusto per capire.
Neanche a dirlo, mi sto appassionando di brutto, benché manchino giudizi un po' complessi e sia più un reality con tutte le storie dei wannabe-talents.
D'altronde non ne dubitavo.
E Simon Cowell non è così cattivo come lo dipingono i disegnatori di Jessica di "C.h.i. Roger Rabbit".