sabato 9 agosto 2008
agosto, tranquillità non ti conosco - parte seconda
Ma io sono una stanatrice e allora, dopo essere andate a salutare di corsa una persona in partenza, ci premiamo con un gelato.
Nella mia piccola città c'è una delle gelaterie più buone dell'intero universo.
Quindi mi prendo il mio cono medio stracciatella e bacio (guardo sempre tutti i gusti, poi scelgo invariabilmente sempre i soliti due) e mi metto con l'amica a chiacchierare. Il cono ha un peso grottesco. Basta un attimo di distrazione. Plop.
Cono spiaccicato a terra.
Mentre guardo in preda alla tristezza e sulla soglia delle lacrime ciò che resta del mio gelato, l'amica corre a prendermene un altro uguale uguale.
Torna il sorriso sul mio faccione e aspiro il gelato tipo idrovora.
Poi mi tranquillizzo, mi rimetto a chiacchierare e... plop. Again.
Veramente una deficiente.
Però stavolta col cazzo che l'ho lasciato alla colonia di formiche iper-glicemiche che avevano già colonizzato il primo, in mezzo allo stupore degli altri avventori il cono è stato recuperato e un po' di stracciatella me la sono mangiata.
Forse era un segno del destino per dirmi che se continuo così col cazzo che rimango XX chili.
Forse era per sottolineare il ragioniere Fantocci Ugo che regna in ognuno di noi.
Area Sbiutiful
Brooke manda a Ridge immagini sue, magari un po' provocanti. Sembra che Taylor, moglie di Ridge, non sia tanto per la quale sul tema "sesso", indi per cui mi sa che Ridge si ammazza di seghe. Speriamo che al suo ritorno ci veda ancora bene.
venerdì 8 agosto 2008
agosto, tranquillità non ti conosco - parte prima [treno in anticipo?]
E i saluti pre-vacanze.
E i saluti post-vacanze.
E i reduci rimasti.
E quelli che si sposano a settembre e vogliono venirti a trovare.
[by the way: mi stai abbastanza sul cazzo, la tua ragazza mi sta oltremodo sul cazzo, adesso non penserai mica che voglia davvero venire al tuo matrimonio? Eviterei anche di farti il regalo, ché francamente di te e della tua vita non mi interessa, se abbiamo amici in comune - che disgrazia - non è colpa di nessuno, ma perchéporcaputtana hai deciso di invitare me e mia sorella?]
Sono andata a trovare l'amica-amica nella città grande, e sono andata con l'altra amica-amica e il suo fidanzato divorziato che non si vuole impegnare, o meglio, dopo tre anni di relazione, ancora melina.
Avevano scazzato di brutto, me ne sono accorta con grande acume quando lui nei venti minuti necessari a percorrere il tragitto non ha detto mezza sillaba e dallo sguardo spiritato della mia amica. Ecco, non è bello. Poi, a causa della mia cazzutissima empatia, ho allungato la mano dietro, verso di lui, senza girarmi, e lui me l'ha accarezzata, e quella carezza era un modo per mandar giù il nervoso e riprendere un contatto con uno dei due esseri umani che gli stavano vicino.
A casa dell'amica tutto bene, a parte che l'amica sperava nel regalo costosissimo che però non era arrivato. Io e l'altra avevamo avuto l'ideone di farle avere un biglietto d'auguri con sopra la foto del regalo, così io l'ho fatto, gliel'ho spedito e lei doveva stamparlo.
Prima cosa che mi dice quando scendo da casa è: "Perché hai poi deciso di non fare il biglietto?"... Ma come? Mi ci è voluta anche un'ora! E' bellizzimo!
Peccato che l'adsl di casa, nel momento dell'invio dell'allegato, fosse fuori uso e io non me ne fossi accorta. Porca troia. Quindi ci siamo trovate, salutandoci, l'amica-amica-ospite sul pianerottolo che contava sull'effetto "sorpresa dell'ultimo minuto", ma mano mano che aprivamo le porte dell'ascensore (quegli ascensori old style, con 56 porte e il predellino per sedersi) mi è sembrato di vederle il labbro inferiore cascante di delusione. Ho sussurrato all'amica-amica con cui me ne stavo andando: "Dai, diciamoglielo, ci sta rimanendo malissimo", ma lei è stata tipo Crudelia DeMon e ha sibilato: "No! Se no che sorpresa è?". Come non detto.
Al ritorno anche il fidanzato ha partecipato al chiacchiericcio, anche se poi, scesa io, si è ammutolito di nuovo.
Io arrivo, fumo l'ultima sigaretta in cortile, salgo in casa, accendo il pc, vedo che la mail ancora ha da partì e allora mi metto a fare un pps e lo mando a entrambe le amiche, ché mi spiaceva che quella che abita nella città grande ci fosse rimasta tanto male. L'ha letto la sera del giorno dopo, e il suo commento mi ha ripagato dello sbattimento, un po' meno della spesa (un salasso).
Tutto ciò io volevo esprimerlo in un paragrafino [opposto al paragrarozzo] da 10 righe.
E poi volevo raccontare un'altra roba, ma sono così stanca che non mi ricordo.
Ah sì, la fantozziata. Ah, e gli aggiornamenti di biutiful.
Domani.
[rooooooooooooooooooooooooooooooonf]
martedì 5 agosto 2008
sbiutiful
La qual cosa non mi (ci) turba, poiché è un codardo, ed è stato avvistato aggirarsi sui colli con la coda tra le gambe.
Comunque il serial più seguito dell'estate continua, evviva!
Altre inezie:
- stavo per far precipitare una bottiglia sul ciotolone di abbeveraggio delle belve [qui devo proprio dirlo, perché orgogliona: non è una banale ciotolona, bensì ha attaccato un boccione d'acqua, come quello che trovi negli uffici e che ti dà acqua fresca. Beh, le mie belve si acontentano di acqua a temperatura ambiente, però il cio0tolone è bellizzimo e io ne sono orgogliosizzima. Ex-fidanza, che lavora nella ditta dei boccioni, me lo donò], il che poteva portare a far di me la massaia imperfetta che raccoglie un litro d'acqua e uno d'aranciata in ogni dove. Ah, l'aranciata era per me. Non per le belve. Con una mossa da acrobata, sono riuscita a riprendere possesso dell'aranciata prima che si schiantasse a terra, e ditemi se questo non è un risultato.
- il regalo per una mia amica in partenza, regalo costosissimo per di più, arriverà probabilmente fuori tempo massimo, e porca eva, è la prima volta che ordinando online da un negozio "consegna per tutto agosto!" mi capita, ma che sfiga.
- giovedì mi parte ex-fidanza e io sono un po' triste
- stasera sarei dovuta essere all'ultimissima (ovvero: la terza "ultima") pizzata della stagione. Ma sono scazzata e ho zompato.
- vorrei fare come mia sorella, che in pausa pranzo si passa quell'oretta in piscina diventando sempre più simile a Carl Lewis come carnagione, mentre io sembro Biancaneve (oppure una giapponese, ché le giapponesi son tutte bianche da paura).
- cercando di moderare gli accessi inutili al blog oggi mi sono ritrovata con dei numeri paurosi, il che significa che davvero non ne azzecco mai una.
- visto il numero e visto che sono in chiusura, devo assolutamente rivedere "Seven", che a parte quel figo dell'accidente di Brad Pitt, mi era piaciuto tantissimissimo.
lunedì 4 agosto 2008
sarò anche facilmente irritabile, ma chissenefrega
Visti i valori gonfiati di accessi alla mia baracca di blog, ho deciso di sgonfiarli, con la mossa suddetta. Ché poi a me tutti 'sti accessi mi mettono solo ansia e per un nanosecondo mi illudo siano veri, invece è fuffa, ma io sono vera e per proprietà transitiva anche il blog lo è, allora spazzo via la fuffa. E vaffanculo.
Visti i valori delle attuali temperature e percentuali di umidità, non escludo che la mia irritabilità possa esserne una conseguenza. Il condizionatore è... ops. Mi devo essere scordata di abbassarne la temperatura, porcaputtana! Vivo con 30°, che non saranno molti, ma per me sono troppi, e 'sta cosa, che di sicuro non si è mica capita, mi fa sclerare.
Visti i buchi precedenti, aggiornamento su Beautiful.
Brooke ha omesso di dirmi, fino a oggi, che qualche giorno fa inviò messaggio a Ridge esprimendo il suo desiderio di rivederlo al lavoro l'indomani stesso, perché le manca l'amicizia e la complicità.
Ridge non ha più replicato.
Ipotesi 1
Ridge ha creduto fosse una dichiarazione d'amore, probabilmente perché non ne ha mai ricevuta una, e si è volutamente staccato.
Ipotesi 2
La moglie, la suocera o il suocero con cui Ridge attualmente convive, hanno cominciato a nutrire sospetti, e si è necessariamente staccato.
Ipotesi 3
Ridge ha letto bene il messaggio e con grande acume ha visto che, neppure tra le righe, Brooke esprimeva passione, sentimento, ammore per la sua persona, e si è incazzosamente staccato.
Per me la terza, ché io sono una romanticona.
domenica 3 agosto 2008
vacanze
Io sono una persona semplice e un'italiana media, e se mi dai una spiaggia, un telo, il mare bello e possibilmente una maschera con boccaglio o tuttalpiù un paio di occhialini tipo piscina, io sono felice. Ah, beh, se ci fossero creme protezione 7 e 4 poi rasenterei la perfezione.
Non mi viene mai sete, se ho caldo mi slancio in acqua e se ho freddo mi slancio sulla sabbia, mi piace guardarmi attorno e osservare i tipi da spiaggia (non dimenticherò mai un pirla milanese a Formentera che, appoggiato al recinto della spiaggia, parlava al telefonino col pisello al vento, chissà se quello o quella a cui telefonava ne era a conoscenza).
Oggi si parlava di procrastinare.
Io procrastino tutto il procrastinabile.
Tipo.
Ero a pranzo con una mia collega che poi sarebbe andata in ferie. Mi dice che passerà la sera a fare il modello Unico per il suo compagno. Io le dico che è inutile affannarsi, lo faccia quando torna. Mi risponde categorica:
"Guarda che il termine ultimo è il 31 luglio".
La mia faccia si è trasformata in una maschera di orrore. Era il 30. Luglio, naturalmente.
Sicché appena tornate in ufficio lei mi ha mostrato le istruzioni, dove effettivamente c'è ciò che lei afferma. Ho googolato un po' e poi è venuta fuori la notizia della proroga.
Beh, io ricordavo 31 ottobre, in effetti è il 30 settembre, ma questi son dettagli.
Quindi sarò irreperibile tra il 25 e il 30 settembre, ma solo fino alle ore 23.50, che è normalmente il mio orario medio di invio di 'sta cazzo di dichiarazione dei redditi.
Sento già l'ansia che mi cresce dentro.
And this is not a joke.
P.S. Da Brooke nessuna notizia, merda.
venerdì 1 agosto 2008
sms inutili e i quattro colpetti
"[non c'è scritto un cazzo]"
E cominciamo bene. Poi ci riprova:
"Tutto ok?"
"Sì, e voi?"
"Anche noi, siamo qui fino al 14".
Ecco. Questi sono sms evitabili, inutili, direi persino irritanti.
Io, che tutta tutta normale non sono, sono scocciata: scrivimi, che ne so, potremmo andare a mangiare una pizza, potremmo prenderci un aperitivo, vieni a trovarci, vogliamo passare a trovarti, ma che minchia me ne frega del giorno della tua partenza!
Va bene. Sono un tipo facilmente irritabile.
Esco con ex-moroso.
Segretamente ringrazio il cielo quando mi dice che voleva portarmi il pc per farmi vedere i suoi scatti (adesso è preso dal fuoco sacro della fotografia, del tipo che ha fatto 4000 scatti da gennaio, non so se mi spiego la tortura cinese alla quale sarei stata sottoposta) ma che per qualche ragione non l'ha fatto, gli propongo di uscire un po', lui cerca di dissuadermi facendo finta che fuori, alle 9 e mezza di sera, ci siano 67° con il 600% di umidità, ma io non demordo, ché fare certi discorsi tra il lusco e il brusco viene meglio che sotto una lampada a risparmio energetico.
Prima si parla del più e del meno, poi viene il mio affondo.
Non è stato un affondo delicato, sono stata oltremodo dura, ma è già la terza volta che parliamo delle medesime cose, e se non sono incisiva so che i miei consigli (...consigli... inzomma) gli entrano da un orecchio e gli escono dall'altro. Probabilmente anche così, ma almeno posso dire di averci provato.
Certo, tenere a bada la sua attenzione non è semplice.
Siamo in un parchetto, tanti padroni portano i cani a pascolare, ma soprattutto tante padrone con amiche, che escono di casa così come sono: pantaloncini, canotte, ovvero culi ben visibili e tette catalizzatrici.
Ex-moroso è un disinibito, sicché per ogni culo c'è la frase di rito su come potrebbe utilizzarlo, sulle tette la frase di rito su come sarebbe bello farlo alla spagnola. Poi si distrae, deo gratia, perché un cane, tipo Lassie ma bastardotto, sfugge al padrone che comincia a urlare: "Vieni quiiiii!", mentre il cane pascola felice a due passi da noi. Il padrone si fa una bella vasca e poi, irritato, lo sentiamo dire: "Matteo, vieni subito qui, cazzo".
Matteo.
Ora, a me diverte un cane con il nome di un cristiano, ma ecco, magari un nome meno comune sarebbe andato lo stesso bene. Se questo va in un parco grande con il suo cane e urla "Matteo, vieni subito qui!" rischia di trovarsi circondato da 45 bambini tra i 2 e i 12 anni. Col cane che se ne fotte.
Ad ogni modo, ripassa l'ennesima ragazza normale e sento ex-moroso dire: "Che figa! Come me la scoperei". Intervengo: "Non è figa per niente, ha gambe come tronchi d'albero e una faccia insulsa...", mi risponde: "[nomignolo], quattro colpetti non si negano a nessuna".
"[nomignolo], non è che quattro colpetti li daresti anche a me?"
Mi guarda. Ribadisco: "Sei stato tu a dire che quattro colpetti non si negano a nessuna, eh".
Mi guarda. Mi dice: "Siamo in un posto non congeniale, però sull'altalena...", peccato però che nel frattempo un gruppo di giovani truzzi si sia insediato tra noi e l'altalena. Peccato anche che il parchetto sia proprio sotto le finestre del palazzo che fa parte del mio condominio, dove vive all'ultimo piano un signore che è lievemente fuori di testa, e ama riprendere le attività serali del parchetto (ragion per cui lo scorso anno si prese una sassata in testa da un giovane truzzo, ma d'altronde questo è un po' cercarselo).
In attesa di quattro colpetti, dunque.
(mi sembrano una chimera)
Tutto sommato la mia ramanzina non mi sembra gli abbia creato alcun istinto omicida nei miei confronti. Speriamo in altro tipo di istinti.
mercoledì 30 luglio 2008
brain-watching
Perché ho cominciato a scrivere di costoro?
Semplice.
Per mera osservazione dell'etica e della morale dell'essere umano.
Teoricamente residenti nel cervello (praticamente talvolta residenti in altra parte anatomica che fa rima con cervello, ma oggi mi conterrò).
Io vorrei poterli descrivere meglio, avere la capacità di farlo, sono un ragazzo e una ragazza (mi viene in mente mia zia che quando i suoi fratelli, già sepolti da qualche anno, avevano una settantina d'anni, li chiamava "i ragazzi") (no, questi due non hanno settant'anni, ma neppure diciassette) che mai e poi mai avrebbero potuto far pensare a una reciproca attrazione sessuale.
Specialmente lui, che alla fine è stato un po' il regista.
Da qui ritengo doveroso far partire un monito:
Donne! Non è che quando nasce un figlio la famiglia si fonda sul figlio. La famiglia si fonda sulla coppia, persino la vituperata C.C. lo dice, quindi il figlio vi strema? Cazzi vostri! Avete voluto la bicicletta e ordunque pedalate. Ma dopo un ragionevole periodo di assestamento
[minchia! un tuono mi ha fatto sobbalzare, se salta la corrente e l'aria condizionata sono fottuta]
dategliela, sì, lo sapete bene cosa, non fate le tonte. Ché se no poi il maschio vede due tette e non capisce più un cazzo, scambia spesso attrazione per amore, e nel frattempo, essendo un po' meno spesso incapace di tenere per sé i propri marasmi sentimental-sessuali, manda a puttane una famiglia o quanto meno la fiducia della propria compagna.
[nel frattempo estasi nei confronti di un tumultuoso temporale grandineggiante, che 1.ha fatto saltare 17 allarmi 2.ha reso vana la fatica recentissima della pulizia dei vetri, come legge di Murphy insegna. Però ne è valsa la pena, io vado pazza per i temporali estivi]
E così la mia perla di saggezza quotidiana l'ho espulsa.
Altro da espellere:
- mi fa oltremodo piacere aver saputo oggi stesso che l'associazione per cui tiro l'aratro come il pio bove chiudeva oggi stesso, la considerazione è tutto
- se fossi brava farei un lavoro lungo come la fame per l'associazione stessa, ma io mica son tanto brava. Cioè brava son brava, è che sono pigra, ma pigra, ma aiutami a dir pigra
- ho incontrato un tizio che è venuto a sciare con me in un paio di occasioni, e siccome sono un po' stronza non l'ho salutato come si aspettava. Fa troppo il figo e mi infastidisce assai
- stamani mi sono svegliata a un'ora impossibile e ciò ha influito sul mio persistente pessimo modo di relazionarmi socialmente, ovvero sono stata quasi muta (i colleghi li ho visti attaccare a una parete ex-voto, ma forse mi sono sbagliata)
- siccome quando lavoro devo portare gli occhiali e siccome mi sono alzata troppo presto per ricordarmeli, ho finito per indossare un fantastico paio di occhialetti John Lennon style con lenti marroncine per tutto il dì (e a chi mi diceva: "Come stai bene" rispondevo: "Non pigliarmi per il culo", uscendo momentaneamente dal mio mutismo da sindrome "il mattino ha poco in bocca, la sera ha molto di più")
- beautiful oggi mi ha deluso perché non ha portato aggiornamenti degni di nota, ho cazziato Brooke spronandola ad appassionare i telespettatori, ché così è inguardabile, du' palle
- tra questo e quello sono arrivata alle 00.33, sono stravolta, quindi mando baci in aria come il poetico... ehm... Efridio? Emidio? Egidio? EPIFANIO! [ok, ok, ok. Grazie wikipedia... che umiliazione ogni volta]
- update: causa mancanza adsl sono arrivata alle 00.49, la cosa buffa è che sento andare gli spruzzini del prato, il quale sembra una piscinetta
- domani sicuro che non mi sveglio
lunedì 28 luglio 2008
so resistere a tutto tranne che alle tentazioni
Mi ricordo di accendere il cellulare a mattina inoltrata. Non je la fo. Devo scrivere a ex-moroso che si sta comportando da imbecille. Sono lì che armeggio con i caratteri, ancora indecisa se poi invierò o meno, e ringggg, arriva un messaggio. Salvo il mio in bozze, e leggo. Cazzo, è lui. Segno evidente del destino che mi autorizza ad andarci giù pesante, tipo "non ti riconosco più". Il poverino mi risponde che mi aveva solo chiesto come andava e che mi ringraziava dei consigli e che avrebbe voglia di vedermi in settimana.
No, [soprannome], i miei non sono consigli, i miei sono ordini. Accettali da chi è più grande e ha più esperienza di te. Fidati. Lo sai che ti sei sempre potuto fidare, fallo anche stavolta affinché io non diventi un'arpia e faccia qualcosa di brutto che potrebbe metterti davvero nei guai. [no, non è diventato un pusher, ne fa nulla di rilevante dal pdv penale. E' solo questione di comportarsi in maniera decente, nulla più]
Comunque.
- arrivo ex-collega noiosa ore 15.30, arrivo amica dall'affido congiunto della console nds ore 17.30, mi sento anche un po' in colpa
- arrivo dei miei amici con il mio pupattolo preferito, mesi 18, ore 18.10
- contemplazione del pupattolo durata minuti 50, dispensava baci, di più a chi aveva le tette più grosse (un caso? non credo)
- primo danno del pupattolo ore 18.30, secondo danno del pupattolo ore 18.50, in questo caso il danno se lo è fatto lui sul suo capoccino di riccioli d'oro
- inizio sfida coi genitori, entrambi ingegneri, a braintraining ore 19.00
- inizio lamento pupattolo perché affamato ore 19.o5
- fine lamento ore 19.10, ché un biscotto al giorno leva il pupattolo di torno, e fa giocare mammina col braintraining
- alzata tende combriccola ore 19.30, a parte mamma co-affidataria con la quale abbiamo spaccato il capello in 4 su un paio di faccende, e l'ho pure aggiornata su beautiful
- cena, lavaggio muso, pettinata vaga, cambio maglietta [sì, il cambio di stagione mi è proprio necessario] e poi fuori con altra coppia di amici e amica-mamma-co-affidataria
- rientro ore 12.10
- considerazione finale: non ho più il fisico per queste giornate sì intense
- stasera avevo cena con Brooke e Y, colei a cui Brooke mandò per sbaglio un sms per me, che ho deciso prima chiameremo Stephanie per il suo desiderio di controllo moralistico dell'ambiente circostante: la cena saltò, io rimasi a bocca asciutta e non ho aggiornamenti, se non che Ridge ieri ha smssato Brooke, ma Brooke non gli ha risposto, quindi domani attendiamo ansiose telefonata di Ridge. Da persona coerente qual è.
sabato 26 luglio 2008
tentazioni
Troppo volevo mandare un messaggio a ex-moroso scrivendogli che non è stupido e dunque che non si comporti come tale. Ma un po' che sono stata distratta da un lavoro che sembra la fabbrica del duomo, un po' che ci metto una settimana a decidermi, un po' che sono stata distratta da altre cose, così non l'ho fatto. Però ci penso. Io non voglio che ex-moroso faccia stupidaggini, eticamente orrende. E per dirlo io, è grave.
Qualche news:
- domani devo, porcaputtanaporca, riconsegnare la console alla mamma affidataria congiunta, la quale cosa però mi salva
- domani viene a trovarmi una mia ex-collega a cui voglio bene, però, per dire, è una papa-girl, vive con i suoi pur avendo una casa già a disposizione, si lamenta della scarsa considerazione che ha in ufficio (e ciò, ammetto, è ingiusto: alla persona bietolona-capace viene preferita la persona fighetta-meno-capace) ma non accetta un lavoro diverso dalla sua specializzazione (una roba di finanza, c'è dentro la parola "risk", questo ciò che ricordo)
- la suddetta collega dopo un po' mi fa calare la palpebra, ma si fa 50 km con treno e mezzi, che posso fare? Cacciarla? In fondo mi fa piacere che mi sia rimasta affezionata ed è proprio una brava persona, priva di iniziativa, ma una brava persona
- la mamma congiunta affidataria della console si presenterà "casualmente" alle ore 18, nella speranza che due ore e trenta minuti bastino alla collega per sfogarsi
- mi sento una stronza, e forse forse lo sono
- anche perché oggi ho avuto un'età cerebrale di anni 23, mentre la mamma c.a. ne ha il doppio (hi hi hi!!!)
- altra puntata della saga tra Ridge e Brooke. Ridge prima messaggia e scrive basta sentirci, Brooke scrive ok, Ridge telefona e le dice: "Ma allora non te ne frega un cazzo!", che mi sembra una tipica incongruenza di genere femminile (con buona pace del Misogino)
- seguono altri 30' di telefonata dove Ridge si contraddice 200 volte tra ciò che dovrebbe fare e cio che farà
- Brooke è confusa e chiama la sua consulente futuri-amanti di fiducia, cioè me
- Brooke non vede più futuro con il fidanzato e non sa se parlargli o chiudere
- la consulente ex-fidanzati (sempre la sottoscritta) consiglia di parlare, ché lei, quando mollò ex-fidanza per la stessa ragione, scoprì che lui si era già fatto tutto un film su matrimonio e figli (e dirmelo prima no, anziché farmi vivere alla giornata? Scemo!)
- dodici è sempre un ottimo numero per chiudere.
giovedì 24 luglio 2008
ex-amanti che parlano di futuri amanti
Cercando un po' di calma con quattro tiri di zigaretta con la zeta, e non con la esse, esco. Seppur a quel punto sia già fuori di mio.
Ex-amante ha uno sguardo rassicurante, è piccolino di statura, è alto come me. Però mi infonde tranquillità et serenità, anche se io ho sempre pensato che per sentirsi tranquille ci vuole un fisicone d'uomo, come ex-fidanza, che col suo metro e 82 o 83 e il suo fisicone tendente un po' all'ingrasso, mi ha insegnato bene la parola "contenimento", che ora non sto a spiegare, ché tanto c'è wikipedia per chi non ha mai letto un libro di psico-pedagogia. Però quest'uomo piccolino ha confutato le mie certezze. Contiene anche lui, e lo fa bene.
Andiamo a mangiare nella mia solita baracca (dove ormai ci lasci cambiali ma vabbé, ha pagato lui) e io avevo bisogno di dirgli una cosuccia che mi era rimasta un po' indietro, ovvero l'ultima relazione, quella con ex-moroso. Per altro anche lui, qualche anno fa, mi aveva detto della nascita di un suo bimbo con un po' di ritardo, in una lettera in cui mi lasciava (tanto per cambiare). Solo che poi, entrambi dotati di risolutezza estrema, avevamo deciso di rivederci per l'estremo saluto, che non fu poi così estremo, fu un arrivederci durato pure poco.
"Ah. E quanti mesi ha il piccolo?"
"Beh. Ecco, ehm. Due anni e mezzo."
Paralisi facciale della sottoscritta.
Quindi non è che mi sentissi in colpa a raccontargli cose con qualche anno di ritardo, però mi rompeva le palle da morire dover raccontare della testa di cazzo. Ma avevo deciso così, e via.
Racconto. Prima ride un sacco, quando viene a sapere dell'età di ex-moroso, mi dà pure della nave-scuola (come se avessi 78 anni). Poi cambia registro, non fa domande (ma io sono certa avrebbe voluto farmene mille), non fa commenti, cambia argomento. E' passato tempo da che abbiamo fatto calare il sipario, ma se io sono gelosa degli ex, anche lui sta dalla mia parte. Sento che è geloso di me, e gongolo.
Poi parliamo di due cose che mi hanno colpito.
Gli chiedo come finirà la storia tra Ridge e Brooke, mi risponde perentorio: "Diventeranno amanti". Gli chiedo se le settimane che Ridge trascorrerà in famiglia non lo riporteranno sulla retta via, mi dice di no. Anzi, mi dice, vivrà la famiglia come una gabbia che era lì lì per lasciare, e questo non farà che fargli idealizzare quei pochi momenti di intimità vissuti con Brooke.
'Sti cazzi. Penso io. Però lui le dinamiche familiari le conosce meglio di me di sicuro.
Collegandosi a questo, mi dice che dopo circa un anno che ci frequentavamo, aveva pensato di lasciare sua moglie. Non sono così un super-ego che credo possa essere stata io la causa di quel pensiero, io sono stata semplicemente un evidente sintomo di un disagio che si era creato, che forse ancora c'è. E non ho dubbio alcuno che ciò che io ho vissuto con lui si possa bollare come "amore", sono certa che lo fosse, ma altresì non ho dubbio alcuno che quell'amore lì è arrivato in un momento per lui sentimentalmente brullo (per me desertico: due anni senza veder pisello, dico, due anni).
Poi i figli, il senso di responsabilità, il senso di giustizia. Tutto rientrò.
Mentre parla però gli vedo un'espressione disillusa, uno sguardo rattristato. Quasi come sia pentito di quella scelta drastica che non fece. Quasi come l'idea di passare altri anni con la donna alla quale è legato, gli provochi sconforto.
Vorrei abbracciarlo forte, davanti al gruppo aziendale di 30 persone davanti al quale ci troviamo, ma non lo faccio. Non voglio si senta vulnerabile ora, in questo momento. Vorrei dirgli: "Io ti amerò sempre un po'", ma taccio. Osservo e basta e cerco di interpretare ogni parola, sguardo o gesto.
Io non gli chiesi mai di lasciare lei per me.
Avrei voluto lo facesse, ma l'avesse fatto l'avrei stimato forse di meno.
Riuscivo a mantenere un seppur minimo senso di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Però ogni tanto partivo per aria e lo vedevo affacciarsi sulla porta di casa nostra, a fare l'amore in ogni dove, a parlare e parlare e cantare e cantare, e mi sentivo felice.
P.S. non è un post finito, ma non c'è proprio modo di finirlo in maniera soddisfacente. Rimarrà così, un po' appeso.
precisazione
Io per ora no ferie.
mercoledì 23 luglio 2008
per chiunque cerchi il cartello "chiuso per ferie"
martedì 22 luglio 2008
poche righe sconclusionate (cioè, sconclusionate peggio del solito)
- ho le orecchie sturate (che ai più sembrerà una stronzata, ma a me mi ha donato il non-rigetto sociale, perché tutti quelli che mi stanno intorno era da mo' che si erano rotti i cosiddetti a furia di urlare)
- sono stata scordata in sala d'attesa, ovvero l'infermiera aveva messo il mio foglietto così bene in vista che non l'ha cagato se non dopo un'ora e mezza di mia attesa
- coloro che sostavano davanti alla porta dello studio dell'otorina (sembra un animale dei boschi) mi hanno stramaledetto quando mi hanno dato precedenza assoluta, non sapevano della mia attesa
- non avevo portato la console per giocare e me ne sono pentita 180 volte (due al minuto)
- ho comprato due aggeggi per il giochino, uno per me e uno per un amico ricco; però sono riuscita di prima battuta a rompere una micro SD (una roba minuscola, che a me basta guardare per romperla) e ho deciso io, all'unanimità, di dire all'amico che la schedina non era compresa nell'aggeggio (novella Robin Hood, rubo ai ricchi per dare ai poveri)
- Brooke è in fissa per Ridge lontano
- Ridge le manda mms che lo ritraggono
- Ridge deve andare via un paio di giorni da dove si trova la sua ex-famiglia-mulino-bianco (è ancora la sua famiglia, ma il mulino è stato inghiottito da una frana e la cenere del Vesuvio ha sporcato tutto), e con somma tristezza devo qui riportare che lo accompagna il suocero. Tristerrimo
- domani rivedo il mio ex-amante, ma cazzo ogni volta che lo incontro ho l'ormone sotto il tacco, e non per colpa sua, ma per il mio ineccepibile funzionamento, quindi andrò in bianco sicuro
- sono due lustri che ci conosciamo e frequentiamo, è venuta una sincope a entrambi quando abbiamo realizzato
- ho sentito la mia vecchissimissima zia, e le voglio proprio di molto bene (è una cosa importante, anche se non interessa molto a chiunque non sia me, perché poi metto giù e penso: "Dovesse essere stata l'ultima volta che l'ho sentita?", mica per altro, ha seppellito quasi tutti i componenti della mia famiglia, non vedo perché non dovrebbe seppellire anche me)
- dodici è un buon numero per chiudere.
domenica 20 luglio 2008
bada bene che ti fai sgamare
Lei: "Ciao, sono io, ho fatto una grossa cazzata"
Io: "Quale?"
Lei: "Ti stavo scrivendo che Ridge fa male a parlare di me a Y. anche se è sua amica, fosse anche solo nominarmi. Che poi Y. si mette in mezzo come difensore del sacro vincolo del matrimonio e fa casini con la moglie di lui, visto che hanno legato molto, ma questo l'ho solo pensato. Solo che avevo in mente Y. e invece di mandare il messaggio a te, l'ho mandato a Y., cazzo..."
Io: "Sei nella merda, ora scopre che tu e Ridge vi sentite"
Lei: "E poi farà passare me come sfasciafamiglie, che lui, sant'uomo, non ha colpe, ha solo erezioni"
Io: "Dille che era per una tua amica"
Lei: "Le dico che era per te"
Io: "Ma noooo, se no sono io a beccarmi della stronza!!! Se Y. sa che io so della tresca, è la volta buona che mi strangola"
Lei: "Aspetta... mi è arrivato un messaggio di Y., ohhhmmadonna, te lo leggo in diretta".
E avanti così, per 30 minuti, a soppesare ogni sillaba e tutto per far credere a Y. che non ci sono tresche di sorta, che in realtà è Brooke a farsi menate inesistenti temendo di deteriorare il rapporto tra Ridge e Taylor, etc. etc.
Siamo femmine, stavolta TRE femmine, e gabbarsi non è tanto semplice. Ma forse stavolta io e Brooke l'abbiamo scampata.
A me è successo due volte di mandare l'sms giusto alla persona sbagliata.
Una volta scrivevo al mio amante: "Devo incontrare una persona, ma verso le 11 di sera credo d'essere a casa", e menomale che non scrissi: "Devo incontrare una persona noiosissima, verso le 11 di sera corro via a gambe levate". Era un ragazzo proprio carino, faceva l'ingegnere. Ma era giusto un po' pesantuccio, e poi aveva studiato in collegio e dunque, con una bifolca come me, non c'era futuro.
Lo intortai dicendo che dovevo portare sa il cielo cosa a un'amica prima del giorno innanzi, lui ci credette, e bòn.
L'altro sms invece era mandato all'amica A. per sottolineare quanto il fidanzato dell'amica B. fosse un tontolone. E lo mandai all'amica B., ovviamente.
Ero in ufficio con la mia ex-collega cilorba dalla faccia di gomma, e lei che è machiavellica come poche, riuscì a tirarmi fuori dalla melma.
Divertente però quando non sei tu protagonista.
P.S. finalmente è tornato a casa sua il nintendo ds, e io ho 7 anni in meno rispetto alla mia età anagrafica, e cazzo se ne sono orgogliona.
P.P.S. so che questo post è un là [nota musicale] donato a chi so io per i suoi attacchi misogini, ma le donne sono belle non perché son varie, ma perché hanno un'intelligenza vivacissima che le porta a complicare tutto il complicabile. Poi alcune, tipo me, sono belle a prescindere.
venerdì 18 luglio 2008
storia di non-sono-ancora-amanti (sottotitolo: chissà-se-lo-saranno-mai)
Lui è un ragazzo serio, fin troppo. All'inizio. Poi, man mano che prende confidenza con il lavoro che deve condurre, la sua compagna di lavoro e le persone coinvolte, si lascia andare. E' uno di quei ragazzi a cui dici:
"Non noti niente?"
"Ah, ti sei tagliata i capelli, stai bene!"
"Risposta errata: "ti sei tagliata i capelli, che gran pezzo di gnocca" era quella giusta"
"Ma ti ho detto che stai bene..."
"Non è la stessa cosa"
"...ti sei tagliata i capelli, che gran pezzo di gnocca!"
e poi lo vedi diventare rossissimo, soprattutto sulle orecchie.
Lui ha famiglia. E ti ispira che la sua sia la famiglia del mulino bianco.
[Dr. Divago: chissà chi è stato il primo a dire o a scrivere "famiglia del mulino bianco". Io che sono una credulona le merendine a colazione - rigorosamente alternate a pane e nutella - le mangio ancora]
Lei ha un fidanzato e pochissime amicizie. Ha avuto una gioventù diversa, ma bella. Però non ha potuto coltivare un gruppo di amici, e te ne accorgi perché ha, quando ti conosce, questo comportamento da randagio, che si avvicina per poi allontanarsi subito dopo, perché non sa se fidarsi o no. E' scostante, e può accadere che ti si appiccichi per un po' per poi staccarsi perché si è appiccicata a un'altra persona, per poi riattaccarsi all'improvviso.
I due iniziano a lavorare insieme, si trovano simpatici, e questo contribuisce alla qualità del lavoro: trovano sempre un compromesso, lavorano e, nei limiti del possibile quando si tratta di lavorare insieme, si divertono.
Dopo un po', un bel po', c'è una crepa che si allarga evidentemente nel rapporto amoroso di uno dei due. E dall'altra parte c'è già una voragine invisibile. Così capita loro di andare a una cena di lavoro e di trovarsi, alla fine della cena quando rimangono soli, in imbarazzo.
Imbarazzo dettato da una tensione del momento magico visto con un paio d'occhi (insieme per la prima volta di sera, in una sera costellata di stelle, in una sera in cui le battutine infingarde dei colleghi si sono sprecate), imbarazzo dettato da una tensione sessuale crescente, visto con l'altro paio d'occhi.
Rimane la tensione, perché rimane la distanza fisica.
Si salutano con la sensazione dell'inconcluso, ognuno a casa propria, a chiedersi il perché e il percome si sia arrivati alla rottura dell'equilibrio. Ma l'equilibrio è irrimediabilmente rotto.
Le femmine hanno più parlantina, si mettono più in gioco, allora lei decide di rompere il quasi silenzio di lui e gli chiede: "Devi dirmi qualcosa?" e lui tace. Lui non capisce, di fondo, perché questa bomba gli stia scoppiando tra le mani. Se gli è caduta dal cielo o se l'aveva da parecchio tempo: solo che ora è innestata. Scoppia.
Comincia uno scambio frenetico di messaggi, chi la vive tutto sommato con divertimento, chi la vive in modo maledettamente drammatico.
[Dr. Divago: che poi io tutto questo melodramma nel tradire una persona che pensi di amare, non ce lo vedo, però inutile tentare un trattato, verrei presa a bastonate]
E i messaggi si fanno pesanti, vanno molto sulla sfera sessuale, ma questo di sera, perché di giorno si fa finta che è tutto normale come sempre. Solo gli sguardi non sono più gli stessi.
In un batter d'occhio si arriva all'ultimo giorno di convivenza lavorativa, si ritroveranno a distanza di mesi. Si salutano, si abbracciano. Si abbracciano sempre più stretti. Spunta un'erezione che lui, dentro di sé, stramaledice. Lei che lo abbraccia lo sente e scoppia a piangere, poi smette di piangere, e ancora sono stretti l'uno nell'abbraccio dell'altra. Lei lo bacia sul collo, lui va in stato di bandiera rossa, vietato tuffarsi in mare. La allontana.
Lui è in fondo quello che più rischia.
Lui vuole essere un uomo retto, ma non si rende conto che già non lo è più: il fatto di averla desiderata così intensamente lo ha reso un uomo come tanti, fragile, fallibile, infedele.
Lei rimane inappagata, ma lo sa.
Che i suoi, di lui, proclami, sono stronzate.
"Basta. Ora parto. Vado per un po' dalla mia famiglia. Basta telefonate, basta messaggi".
"Io scommetto che quando sei in viaggio mi chiami".
Lui non è ancora arrivato alla barriera autostradale, che è già al telefono con lei.
Continuano circospette telefonate e circospetti messaggi.
Io, che purtroppo sono solo spettatrice di questa soap opera, mi chiedo come Ridge e Brooke potranno lavorare fianco a fianco visto ciò che è già successo, se Ridge, pur sposato con Taylor, bacerà Brooke, se poi andranno a letto, se poi la cosa continuerà e per quanto, se sarà lui a darci un taglio o lei, chi soffrirà di più nel caso, se invece durerà anni e sarà per entrambi il grande amore.
No. Non sono Ridge e Brooke e quindi non credo siano il grande amore l'uno dell'altro. Ma credo anche che nessuno dei rispettivi fidanzato/moglie lo sia.
E' che troppo spesso ci si lascia trascinare dalle cose, e troppo spesso ci troviamo ingabbiati in legami sentimentali che non hanno più parvenza d'amore.
"We think cag'd birds sing, when indeed they cry"
John Webster
[Dr. Divago: ché una botta di cultura così, sicuro, non la sfoggerò mai più]
mercoledì 16 luglio 2008
forse è solo un arrivederci
Era un uomo coi denti storti e sorrideva (quasi) sempre.
Era un uomo innamorato del suo lavoro, ne sapeva sempre una più di tutti.
Era un uomo che ogni santissima volta che mi vedeva poggiava la sua guancia alla mia, aspettando un mio bacio.
Era un uomo innamorato di sua moglie, ma non tanto da acconsentire ai cessi rettangolari ("Le ho detto: ho una certezza nella vita, che il cesso dove cago deve essere ovale!").
Era un uomo che per dirmi "bye bye" mi scompigliava i capelli, e io alle volte gli davo dello stronzo.
Era un uomo che faceva battute cazzute, e ne rideva come un matto.
Era un uomo che diceva sempre, a ogni femmina di discreto aspetto: "Facciamo all'amore?", e le femmine ridevano e lui coi suoi denti storti anche.
Era un uomo che col suo abbraccio ti faceva sentire un pulcino sotto l'ala della chioccia.
Era, e non è.
E' andato via, lontano non so quanto.
Di sicuro con la sua moto, il suo giubbotto da motociclista cattivo, il suo sorriso.
Oggi ho pianto per te forse cento lacrime, ma avrei voluto piangerne un milione.
Da ovunque tu sia, ogni tanto scompigliami i capelli.
lunedì 14 luglio 2008
il dr. Nashimoto
Essendo una società a compartecipazione 50-50%, ho dovuto mollare la console alla socia.
Mi dà molta soddisfazione ischerzarla. Non tanto quanto giocare, però.
Ho lavorato finora. Anche perché non avevo fatto una sega per tutto il pomeriggio.
Quindi, tutto sommato, è accettabile. Meno accettabile è che stasera trasmettessero "Ti presento i miei", dove lo Sfigatto è una delle cose che mi fanno più ridere, ma essendo io acuta e non convessa, non ho pensato: lo metto a registrare.
No. Tabula rasa.
Dipenderà dal fatto che oggi è capitato sottomano un catalogo di un tour operator caro ammazzato, e la voglia di lettino-gatoradeall'aranciarossa-tuffo-asciugatura-controllosmsdistratto-tuffo-bagnodidueore-polpastrelliraggrinziti-sole-abbronzatura mi ha un po' distratto e dunque rincoglionito. Infatti ho cercato la ricetta dell'otorino per 2 ore, e poi era in un posto abbastanza ovvio, allo stesso tempo forse ho mancato di scrivere che ho ritrovato il libretto della macchina. In macchina. Per forza, qualcuno gli aveva cambiato custodia!
[no! io stavolta non c'entro! sarà stato il revisore della macchina a cui ha fatto pena il libretto acciaccato come la mia prima patente, ché io mi vanto di aver avuto tre patenti: nella prima avevo una faccia che la luna piena mi faceva un baffo, ma almeno ero abbronzata (rubata col portafogli ma poi ritrovata senza portafogli); nella seconda non ricordo perché è durata troppo poco (persa a un concerto di Ligabue allo stadio, insieme alle chiavi della macchina. Io non so quale parente deceduto abbia interceduto per me, fatto sta che mentre perlustravamo il prato, a fine concerto, in mezzo a milioni e milioni di rifiuti di ogni genere, un poliziotto si avvicinò a ex-fidanza e gli disse: "Fuori, il concerto è finito da un pezzo!" e io e la banda ci siamo girati con timore. Ex-fidanza replicò: "E' che la nostra amica là ha perso il portafoglio e le chiavi della macchina", "Di che marca?", "Crucca", "Aspettate". E chiamò un collega (tra i 300 che c'erano) che mi chiese: "Che portachiavi hanno queste chiavi?" e io: "Nessuno, solo un anello di metallo" e ecco le chiavi sul palmo della mano. Pazzesco); nella terza - scaduta - ho una faccina lunga e bianca e una sciarpa grigia e blu intorno al collo. sembro Morticia. bionda. e falsa magra]
Mi sembra di avere scritto un numero di stupidaggini sufficienti per poter andare a letto serena.
A finestre spalancate (ma con giù le tapparelle che se no ciao ciao, mi rubano) e senza condizionatore (ma dove minchia è il telecomando superstite?).
sabato 12 luglio 2008
stramaledetta assicurazione dell'auto
Fottutissima assicurazione, cerchi di farmi venire un'ulcera?
- patente scaduta da un mese
- libretto auto introvabile
- rinnovo patente va bene, ma bollino di rinnovo non arriverà prima di n tendente all'infinito settimane
- nel frattempo mi scade la vecchia assicurazione
- nel frattempo ho già pagato quella nuova
- libretto auto che non è dove per anni anni e anni è stato
- mia sorella, logisticamente più vicina, l'anno scorso mi ha fatto la revisione, quindi aveva il libretto
- mia sorella sa il cazzo dove ha messo quel cazzo di libretto.
- lo ha messo in macchina da tutt'altra parte
- lo ha messo in casa mia ma dove chi può dirlo
- lo ha portato (e sento brividi corrermi lungo la schiena) a mia madre, che lo ha messo in un sottovaso d'argento, ove le cose utili spariscono ma quelle inutili si moltiplicano, tipo i telecomandi dell'antifurto che non usa mai. Lì dentro di telecomandi dell'antifurto ce ne saranno 40.
E soprattutto non me ne frega davvero un cazzo a far vedere che sono disordinata, e poi il mio disordine si limita a queste 4 mura di questa mia tana. E se gli amici al mio "Accomodatevi" mi chiedono "Dove?" o spostano loro in completa autonomia le cose da sedia o poltrona, oppure si stravaccano sul letto. Di solito quest'ultima. E' l'opzione più rapida. Il letto è (quasi) sempre sgombro, ché le cose sopra mi danno assai fastidio.
Non so se si è capito, ma sono in un evidente stato di prostrazione e di auto-commiserazione.
Me tapina.
[ora vado a vedere cosa fare in caso di smarrimento di libretto d'immatricolazione dell'auto contestuale a quello del cervello di una sorella]
venerdì 11 luglio 2008
un non-post assolutamente perdibile
Dalle 22.30 in poi avrò avuto sì e no 98 idee diverse per un post. Cioè, originariamente erano tre, ma poi si sono moltiplicate come i topi, e siccome si moltiplicavano così velocemente ho capito che il mal di schiena si era attutito ma io ero fuori come un balcone.
E allora ho deciso che se non scrivevo nulla era meglio.
Solo che il mal di schiena sta tornando e tra poco anche la piena lucidità, e quindi ho creduto che era il caso che mettessi giù questo non-post, in modo da vedere se domani mi ricordo ancora che l'ho scritto.
Secondo me mi sa di no.
mercoledì 9 luglio 2008
A volte ritornano? (post della stupidera)
Io: "Sono a piedi, non so come tornare, abitate tutti lontanissimo da me."
Ids: "OA mi ha detto che ti dà volentieri un passaggio per tornare."
Io: "..........."
Ids: "Sì, me l'ha detto ieri sera davanti al parcheggio. Gli ho detto che probabilmente non saresti venuta perché non sapevi come tornare a casa."
Io: "...........l'hai costretto?"
Ids: "Ma ti dico di no!"
Io: "Ah. Ora ci penso."
[e dentro saltavo, saltavo, saltavo come Heidi e le sue cazzo di caprette]
martedì 8 luglio 2008
un po' un uomo, con grandi tette
[questa è la norma, non intesa come marilyn]
Poi dopo un po' di ore o qualche giorno passa, e riprendo con la mia solita routine, la mia mente si spoglia della forma di grosso uccello
[perché io ho una mente molto, ma molto grossa],
riacquista la propria e ricomincia la solita trafila di sempre, cioè:
- che carino quello lì. Non mi caga di pezza.
- che fastidio quello lì. Mi sta addosso come una cozza allo scoglio.
Questa post-ovulazione è stata piuttosto sofferta, già parlai del Circolo dell'Ormone Impazzito che Non Trova Via d'Uscita, tuttavia mi sono fatta un gran regalo.
Scavando per ore nella mia quasi vuota e rimbombante memoria, mi è sovvenuto che dovevo pagare una cena a ex-moroso. Ecco. Qui devo spiegare una cosa.
Ex-moroso è un bel figliolo, ma al di là di questo a me fa un sesso tremendo. Niente di sentimentale, molto affetto, molto ridanciani. Basta però che uno dei due dia il "là", per trovarci a far subito simpatiche porcate. Adesso, dal momento che ex-moroso di morosa ne ha un'altra, non è del tutto inusuale che il "là" parta da me. Tanto più che ultimamente mi ha così rotto il cazzo con le incomprensioni tra loro due
[incomprensioni che, guarda caso, si manifestano quando lui annuncia di uscire con me]
che avevo diritto a una forma di risarcimento.
E volevo anche, peccato non lo saprà mai, vendicare tutte le donne molto poco rompicoglioni (alla cui categoria io indubbiamente appartengo) punendo quelle molto rompicoglioni.
E questa era solo la premessa.
Va beh, messaggini un po' ambigui, a cena beviamo come due otri, lui fa porno-commenti sulla cameriera bionda brasiliana, io lo istigo mentre osservo radiosa qualche bel culo maschile, felici andiamo in macchina, e mi porta sotto casa mia.
Ex: "Stiamo qui?"
Io: "Dipende da ciò che vuoi fare"
Ex: "..........."
Io: "..........." (e sorrido, con uno sguardo da zoccola che normalmente non mi appartiene, altrimenti ci sarebbe un via-vai di morosi che lèvati)
Ex: "E' che mi hai un po' stuzzicato e mi hai fatto venire vogl..."
Io: "SE PROPRIO! Gira la macchina, prima a sinistra, poi a destra, infine giri a sx dove c'è l'asl ché lì stiamo tranquilli!"
Lui ride, io fremo.
Ci parcheggiamo e ci zompiamo addosso neppure fossimo due diciottenni, e ce lo diciamo, e ridiamo, e sorridiamo che è un piacere e ci diciamo le cose un po' turpi di due amanti disinibiti.
Un po' di sesso senza aspettative, senza amore, senza timori.
Un po' di sesso con affetto, con risate, con disinibizione.
Non dico vada sempre bene, ma più divento grande e più mi aggrada.
Ecco, è per questo che mi sono sentita un po' uomo, ché so che gli uomini la pensano così prima di venir folgorati sulla via di Damasco dall'abbaglio dell'amore di tutta una vita.
Allora, per risentirmi donna, benché avessimo deciso che dalla separazione in poi sarebbero stati banditi, gli ho detto:
"Non è che mi dai un bacio romantico, uno con la lingua?"
Mi ha guardato stranito, ha appoggiato le labbra alle mie e rideva con le labbra appoggiate, e ridevo anche io, perché era tutto un po' assurdo. E finivo di ridere io, e ricominciava lui, e dopo 5 minuti buoni, mi ha baciata: e davanti alla dolcezza di quel bacio mi sono sciolta come un cremino in questa stagione, ma non era neppure più lui a baciarmi, erano tutti gli uomini (troppo, troppo, troppo pochi) che in questi anni mi hanno donato emozioni.
domenica 6 luglio 2008
quale delle due
E intanto uno mi rompe il cazzo in maniera inverosimile malgrado sia più acida della prugna mangiata a pranzo. Il dramma vero è che non mi attrae neanche un po'.
[se no una bottarellina]
"Non mi scrivere" e mi scrive.
"Non mi chiamare" e mi chiama.
"Non venirmi a citofonare" e viene.
[a citofonarmi, n.d.b., perché se no potrebbe essere frainteso]
Sant'iddio, prendi a prestito 5 o 6 neuroni da qualcuno!
Questi sono problemi. E non scherzo mica: mi inducono un fattore stress esponenziale (altro che le cagate che faccio al lavoro), perché mi sembra che qualcuno voglia chiudermi in gabbia, perché di fatto limita la mia libertà.
[ho ovviamente cercato di bandire ogni possibile luogo ove ci si possa incontrare, ovvero il 70% dei luoghi da me usualmente frequentati. Tra un po' andrò a dormire dentro al Lidl, che lì di sicuro non mi scoverà mai]
sabato 5 luglio 2008
un concerto (tra tanti)
- ho portato al concerto la mia maestra di scherma, che ha 28 anni. "Per me è la prima volta...", "...che vedi un concerto a San Siro?", "No, in assoluto: che vedo un concerto". Il suo primo concerto. Ho barcollato un 15 o 16 minuti, poi mi sono ripresa. Non credo di essere un'eccezione, ma io il primo l'ho avuto circa (mi vergogno) 7 anni prima del primo rapporto sessuale (ecco, magari già qui sono più un'eccezione), a 12 o 13 anni. (Renatone nostro, con la mia amichetta del cuore e accompagnate dal suo papà)
- la scenografia era probabilmente molto ecologica e questa è una bella cosa, ma faceva veramente cagare. I megaschermi erano troppo bassi e chi era basso non vedeva una sega. C'erano dei tralicci ai due angoli davanti del palco che chissà come saranno stati contenti quelli in linea con i tralicci.
- concerto molto rock, molto Vasco-oriented, io mi chiedo sempre come possa essere messa in scaletta una canzone come Happy Hour e non una come Sogni di Rock'n'Roll. Porca troia. Anche stavolta non l'ha fatta, nemmeno in un medley.
- mi fa un sesso della madonna, quando si è palesato a torso nudo abbiamo avuto momenti multi-orgasmici (la carne è debole e l'ormone impazza).
- il mio compagno di scherma si è palesato alle 20.45, facendomi venire 3000 paranoie su: arriva? perché non arriva? avrò capito male? era qui l'appuntamento? avrà trovato i biglietti al botteghino? etc. etc.
- non ha piovuto. Molto strano. Molto.
- il concerto per la musica mi è piaciuto. Bella l'idea degli articoli della Costituzione su Non è Tempo per Noi (ultimo: "Il rock dovrebbe essere suonato al volume che serve", che 'sti cazzo di comitati di quartiere tacciono sulle domeniche del calcio, dove ogni tanto qualcuno crepa, ma su 7 concerti minchia, quanto rompono il cazzo: cambiate quartiere, imparate che musica è cultura, mettetevi i tappi nelle orecchie e soprattutto, porcaputtana, chiudere un concerto a mezzanotte non è come chiuderlo alle 4 del mattino, branco di idioti. E c'è pure la lotta sui decibel. So io dove infilerei loro il contatore di decibel).
- ma lui? E' ancora lui o un suo clone? Ha baciato una telecamera. Ha fatto discorsi retorici, tipo "Io so che voi vi meritate tutto", ma che ne sai? Tra 65.000 persone c'è forse quella che ha investito qualcuno e poi è scappato, quella infida, quella perennemente piagnona, quella che non porta rispetto per nessuno. Che senso ha una frase così? Nessuno. Cantante, canta e taci. O se proprio devi parlare, non dire sciocchezze. Non so, è rimasta la musica, è (i.e. credo sia) rimasto l'uomo, ma si è come distaccato dal personaggio. Mi piacerebbe coincidessero ancora.
- malgrado tutte le critiche, ché si sa che sono criticona, a me la sua musica dal vivo, club, palazzetto, arena o stadio che sia, piace sempre assai.
Anche nel mio salotto di casa non mi dispiacerebbe. Tutto sommato.
giovedì 3 luglio 2008
tutto sempre insieme (tranne me con un bel giovane ragazzo figo assai)
Partiamo col dire che sabato le due sciocchine, io ma soprattutto la mia amica a cui ho fatto provare il gioco per pc tipo brain training ma molto più squallido, hanno deciso di figliare.
Nintendo ds (e che nessuno venga a dire "ma la wii è più bella" perché io della wii non me ne sarei fatta niente)
[il naso ha rotto lo schermo del portatile]
(o magari sarebbe meglio dire che mi avrebbe stufato prima)
[il naso si ritrae e torna abbastanza in sede]
e il mitttico brain trainer del Dr. Kurosawa (o una roba così).
Lunedì rifletto se è il caso o no di figliare, ché poi l'affido congiunto è sempre un casino, pensa che ti ripensa, lunedì sera ordino la console. Poi provo a ordinare il gioco. Sembra facile, ma no. Vado in 30 negozi online, alla fine ordino. E resto appesa. E il giorno dopo scopro che l'ordine è stato annullato perché sa il cielo non mi ha preso la carta di credito.
[chiamatemi pure Dr. Divago: mamma: "Ti spiacerebbe farmi un ordine all'esselunga di internet?", figlia babbiona: "Ma no Mami, dimmi", mamma: "Però paga subito che qui il trabiccolo per pagare col bancomat non prende", figlia cogliona: "No problem". Risultato. CENTOCINQUANTASETTE E ROTTI EURI DI SPESA!]
Ci riprovo martedì sera in un altro sito, oggi ho tutto.
Una droga.
Certo, la mia età cerebrale di 57 anni non mi fa un grande onore, ma che divertente. C'è anche il sudoku. Mi indispettisco se non mi riconosce la scrittura (sì, perché si scrive sul touch screen), però sono felicissima.
Il che ha fatto passare in 2° piano il fatto che mercoledì in ufficio sono stata dotata di portatile (non ripeterò più che bastavano 5 mesi di anticipo per farmi risparmiare fior di quattrini, se no divento noiosa) e di una gratifica di ben euri duecento (con cui ho pagato lo shopping della genitrice), una tantum. Adesso ho il sesto pc. Anche a me sembra di esagere, in effetti. Sopravvoliamo.
Ho giocato anche con il giocattolino pc, tanto caruccio benché antiquato
[ché nel mio ufficio portatile sì, ma praticamente uno di quelli fuori produzione. Che uno pensa: almeno avrà XP. Eh no, qui sta l'inculata. Antiquato sì, ma con Vista]
e menomale che è sottile perché in teoria è un portatile da ufficio: pesa come una delle mie belve.
Ecco, quasi mezzanotte e io, come la Cenerentola ma non quella della stupenda barzelletta della scarpetta, mi ritiro.
[come i maglioni di lana che presto laverò: voci di corridoio dicono che forse che forse sabato faccio il cambio stagione]
[cazzo! lo so anch'io che è un po' tardi, ma stavolta almeno sono giustificata dal brutto tempo che ha impersato sulla penisola]
[il Dr. Divago vuole commentare: ma fare il metereologo non è un lavoro usurante? A me mi usurerebbe sentirmi gli insulti quando non c'azzecchi - spesso]
P.S. astinenza da blog. Sofferta, ma non ho tempo. Se non per giocare col Dr. Nakamura.
P.P.S. non so perché, ma oggi ho ripreso un po' a sentirci dall'orecchio sordo totale. Applausi a scena aperta dalla colleganza oramai sull'orlo di una crisi di nervi.
martedì 1 luglio 2008
trottolino amoroso
E fai questo, e fai l'altro, e oggi big day: otorino.
Allordunque, baldanzosa, entro nel poliambulatorio, ci sono 567 persone sedute su altrettante sedie, ma vedo uno sportello vuoto e mi dirigo lì. Una giovane donna bruttarella (e cambia almeno montatura degli occhiali, che quella che indossi neppure mia nonna) e cicciona (non sempre le ciccione le associo a qualcosa di negativo, ma santocielo, questa è cicciona sgraziata, quindi pollice verso), mi tende la mano dal buco dello sportello e io le dò la mia impegnativa e la mia tessera sanitaria.
Siccome legge "ipoacusia" ha la brillante idea di sussurrarmi:
"...eso...ro?"
"Eh?! Scusi può ripetere che non ci sento?"
"HA PRESO IL NUMERO???"
Tutte le 567 persone hanno creduto parlasse con loro, e si sono voltate incredule.
"Ah, no, veramente no, non lo sapevo, devo prenderlo?"
E la cicciona sgraziata e seccata:
"Ormai."
[ma se ti fa cagare fare il lavoro allo sportello, perché non fai altro? Ah, su questo, io che spesso ho a che fare con miliardi di utenti impazziti, sono inflessibile, ché io ho trattato male solo uno che voleva una roba che non poteva avere e me l'ha chiesta 345 volte! Ciao Lorenzone, mi manchi un pochino, tu e le tue ossessioni, mi mancate tutti di quel posto di lavoro là, accidenti, peccato sia finita la consulenza]
Entro poi nel girone dantesco degli acciaccati, un corridoio stretto, su cui si affacciano gli ambulatori, e pieno di gente, dove devo consegnare un foglio all'infermiera.
Davanti a me un vecchissimo con le grucce che cammina a 2cm all'ora. Nessuna possibilità di sorpassarlo. Davanti a lui uno sgabello, di cui non sembra essersi reso conto. La mia mente vola, lo vedo già stecchito in terra con frattura del femore scomposta [sì, la notte, invece di dormire, mi rivedo ancora ER: tra l'altro non ricordavo che Carter avesse avuto una storia con Abby], invece sbaglio: il vecchio poggia il suo nobile culone sullo sgabello. Impedendo l'accesso per tre quarti del corridoio.
L'infermiera mi dice (lei, più intelligente, urlando): "Venga, venga, stanza n.3, è la prossima!", e mi fa strada in mezzo ai derelitti. Le dico:
"Vada piano, che se no travolgo qualcuno..."
"Pazienza! Tanto sono già qui bell'e pronti per essere curati!"
Cinica, ma che donna simpatica!
[leggesse mia madre, mi accoltellerebbe]
Ed ecco l'otorino. Anzi, l'otorina.
Mi fa un paio di pere di acqua tiepida nell'orecchio. Scuote la testa. "Ah, siamo messi male", perfetto.
Mi fa un paio di pere nel secondo orecchio, quello che io pensavo sano, ed esce qualche frammento cristallizzato. Mi dice: "Anche qui ha un tappo di cerume bello grosso, menomale che ci sente ancora da questa parte", una consolazione.
Poi mi infila dei piccoli coni da una parte e dall'altra, e ri-scuote la testa.
"Lei usa i cotton fioc?"
"Sì, ma solo all'esterno"
"Non bisogna usarli, perché spingono la cera all'interno"
"Ma...", vabbé, lasciamo stare, tanto è convinta che me li infili fino alla materia grigia.
"Impossibile togliere i suoi tappi, sono troppo duri"
"...e quindi? Cosa posso fare?"
Risultato finale:
- sono ancora sorda come una campana
- ho scoperto che a breve potrei esserlo anche di più, si chiudesse anche l'altro condotto uditivo
- ho i condotti uditivi formato mignon (id est: io le orecchie me le lavo, accidenti!) e quindi ho una notevole predisposizione a questo problema
- problema che pensavo affliggesse un orecchio solo, invece entrambi, ma che bello
- altro giro, altro regalo: nuova impegnativa, nuova prenotazione, instillazione nei 6 gg precedenti la visita di una roba oleosa, nuova ricerca di un parcheggio in zona, macchina nuovamente arroventata sotto il sole, nuovo ritorno a casa sudata come un operaio edile che lavora per 8 ore in una conca siciliana al centro dell'isola, abbiocco istantaneo al fresco dell'aria condizionata, con rischio di polmonite.
Nella speranza che la prossima sia la volta buona e riesca a sentire il resto del mondo.
domenica 29 giugno 2008
faccia di gomma
Non so perché ma tutti chiedono a me: "Dove si va?", anche se siamo un gruppo di 87 persone è uguale, "Dove si va?", che neanche fossi l'oracolo di Delfi, e io, che conosco 4 posti in croce, scelgo sempre i soliti 4 posti in croce.
Quindi andiamo nella pizzeria più chiassosa dell'intera città grande, e col fatto che son sorda da un orecchio, tutto mi rimbomba. Sento ciò che dice ex-fidanza ma un cazzo di ciò che dice la moglie, costretta più volte a espellere le proprie tonsille pur di farsi sentire, per poi rimettersele ordinatamente in gola. Per altro, io accusata da sempre di essere un'urlatrice ["Tu non hai bisogno del telefono, ti si sente in un raggio di 100 km"], adesso sono accusata di essere una bisbigliatrice. Da sorda abbasso la voce, che roba strana.
Mentre mi gingillo con qualche pezzo di bufala campana che ancora giace sulla pizza avanzata [non perché io mangi poco, bensì perché ex-fidanza è un falso magro e mangia come un lupo e aveva ordinato tre tipi di antipasti diversi coi quali io e moglie già ci eravamo saziate], ex-fidanza dice:
"Ma quella non è una tua ex-collega?", e io, con il grande udito che mi aiuta, sento come se queste parole fossero indirizzate alla moglie, alla sue destra.
Alzo lo sguardo e malgrado lo scarso senso da fisionomista, riconosco una mia ex-collega.
"Ma no, ex-fidanza, è una MIA ex-collega!"
"Rimbambita! Dicevo a te!"
Ah.
Quindi con lentezza, causa quantità di cibo ingerito, mi trascino in perfetto stile bradipo al tavolo della ex-collega, che è proprio tra quelle persone a cui comunque hai voluto e vuoi molto bene. Lei è capotavola, io mi accuccio tra lei e una sconosciuta. La sconosciuta mi vede, e mi dice: "Salve...", con una certa aria interrogativa. [chissà com'è]
L'ex-collega non mi vede neppure. Beh, è un po' cecata, un po' tanto, ma per allergie varie non può indossare le lenti a contatto; occhiali neanche a parlarne, ha gli occhi grandi e verdi, le lenti glieli rimpicciolirebbero. Sicché dopo averla guardata un po' [e dopo che per 10 secondi tutti gli sguardi si erano catalizzati sulla mia persona mezza lillà, ché tutti si chiedevano "Ma questa chi cazzo sarà?"], le dico:
"Scusa, ma tu non mi saluti?" e lì si compie la deformazione facciale.
Con faccia imperturbabile e sorridente, si volta e con aria di circostanza mi dice: "Ciaaaao!", poi però, siccome sono a 20cm e può riconoscermi, la sua faccia diventa di gomma, si allunga, si allarga, gli occhi sbattono le palpebre 30 volte e strabuzzano, la bocca assume varie forme e dimensioni, e poi scoppia il saluto vero, quello fatto di abbracci e baci e "cazzo, quant'è che non ci vediamo", e robe così. Dieci minuti di cinguettio.
L'ultima volta che l'avevo vista era stato tipo due o tre anni fa, a una mia festa di compleanno, è stata una gioia rivederla. Le invidio troppo la faccia da saluto di circostanza, ché io, quando qualcuno mi saluta e non ho la più pallida idea di chi ella/egli sia, faccio la faccia da ebete, rimango muta, finchè ella/egli mi dice:
"Non mi riconosci?"
"No."
E vedo negli occhi altrui la voglia di alzare i tacchi e andarsene dalla parte opposta.
P.S. Ho la vaga impressione che offrire un biglietto gratis per un concerto che dovrebbe essere proprio bello, faccia scappare la gente.
Due dalla mamma al mare.
Una che vuole partorire proprio quel giorno lì.
Uno che è soggiogato da quell'asfissio di morosa che si ritrova.
Uno che proprio il giorno dopo deve portare la famiglia al mare.
Mi rimangono due chances.
Speriamo.
Però ammazza che sfiga.
giovedì 26 giugno 2008
il dopo-copiona
- il tizio che avevo previsto si sarebbe presentato col mazzo di rose rosse alla mia porta, ovvero colui che mi fece la collana swaroskiana cor cazzo che si è più fatto sentire o vedere, ne concludo che la mia vicina è pazza come l'acqua
- il tizio che una volta è venuto a vedere gli allenamenti di scherma in palestra e che mi aveva emozionato non solo non si è fatto più vedere, ma perdippiù ho scoperto che si è fatto una tizia che è abbastanza un cesso ma se la tira da figa (e pensare che io son figa e me la tiro da cesso, cretina!), che è un reduce da matrimonio fallito molto accusato dal soggetto, che probabilmente piace anche a una conoscente/amica che sarebbe in grado di sgozzarmi se solo mi vedesse ocheggiare con lui (e io la capisco, è come se avesse la prelazione - 90 secondi per farmi venire in mente 'sta cazzo di parola - essendo che è il miglior amico del suo ex-fidanzato che lei ancora ama -sì lo so, è complicatissimo - e quindi se riuscisse a portare a casa il risultato sarebbe pure un bello smacco all'ex-fidanzato, il quale probabilmente se ne fotterebbe, ma l'autostima di lei raggiungerebbe picchi altissimi - sì lo so, noi donne siamo un po' contorte e inoltre questa parentesi è lunghissima)
- oggi in ufficio arrivato un consulente nuovo: vecchio e brutto (sarà dunque scaricato)
- ho messo sul desktop una foto bellissima di Patrick Dempsey, che ogni volta che qualcuna entra in ufficio (io dò le spalle, sicché dalla porta si vede il mio monitor, nell'attuale rivoluzione architettonica della segretaria, che non vi dico che mal di collo) inizia a ragliare tutta emozionata
- avrò 200€ in tasca a breve, per i risultati raggiunti. 'Sti cazzi.
Fffffatto! (oh, come mi manca Art Attack)
martedì 24 giugno 2008
il parrucchino, uno specializzando e dracula
Pensando a ogni possibile strada alternativa [chimasi "analisi differenziale"] per arrivare dall'altra parte della città grande, con mio sommo stupore la imbrocco, e arrivo addirittura con fin troppo anticipo. Che per una digiuna che vede la scritta "bar" ogni mezzo metro e infine (il destino) persino il camioncino delle Tre Marie con la foto di un croissant enorme, non è piacevole.
Attendo meno del previsto. Prima esame del sangue.
Infermiera molto gentile, le spiego che ho le vene bastarde che giocano a nascondino. Fa tutte le sue prove (senza ago, se no avrei urlato come un capretto mezzo sgozzato, perché io sì che non sono per niente agofobica), poi l'azzecca subito. Riempie le sue 6 o 7 provette, la sua collega mi dona una caramella zuccherosa alla banana, ringrazio e saluto.
Poi, dopo colazion e sigaretta, visita dallo specialista di turno.
Vedo passare un paio di suoi colleghi.
Un altro astante, un signore dagli occhi azzurri come il cielo, mi dice: "Ma secondo lei il dottore che è appena passato ha il parrucchino?", così in sala d'attesa comincia un vivace dibattito se parrucchino sì o parrucchino no, se capelli tagliati con una scodella in testa, ed altre amenità del genere. Tutte vertenti sulla capigliatura del poveraccio.
Ecco che arriva il mio turno.
Il mio dottore specializzando è un bell'uomo, ed è un uomo attento, chiede, risponde alle mie ineluttabili 23 domande, controlla tutta la mia documentazione clinica, e via così. Mi fa un'anamnesi che neppure il mio medico di famiglia, per altro notissimo coglione ("E perché non cambi medico?": che domanda. Per pigrizia, ovvio).
Quindici chili in meno a questo dottorino e sarebbe un figo spaziale. Ma anche così una bottarella... va beh, cerco di non dare corda alle mie produzioni ormonali (magari lo sogno nudo - sospiro - magari lo sogno nudo e con un uccello piccolissimo - rientrata subito nei ranghi).
Mentre attendo che finisca di ricopiare i dati, mi sfugge.
"Dottore, scusi. Ma tutti in sala d'attesa ci siamo chiesti se il suo collega ha il parrucchino o i capelli tagliati con la scodella", pentendomi un secondo dopo.
Mi guarda stranito, scoppia a ridere (ha pure dei bei denti!!! maremma maiala), mi dice: "E' uno dei grandi interrogativi del reparto, ma nessuno è riuscito a capire e nessuno ha il coraggio di chiedere".
"Senta dottore, se potessi fermarmi giusto mezz'ora ad osservarlo glielo saprei dire io con assoluta certezza, all'intero reparto. Sa che noi donne abbiamo un certo occhio..."
Mi riguarda, sorride:
"Lei mi fa un po' paura, lo sa?" (E FAI BENE! SO IO QUELLO CHE TI FAREI! Aridajje, ci sono ricascata)
Sto in silenzio dieci secondi mentre lui riprende a immettere dati nel pc.
"Non tema dottore. Si vede lontano un miglio che i suoi, di capelli, sono tutti veri".
Mi ri-sorride. Mi sdilinquisco.
P.S. Il fatto che sia entrata in ospedale alle 8.30 e ne sia uscita quasi all'una con un caldo che avrebbe ammazzato chiunque, ma in particolar modo un genio a caso che si è vestito di blu scuro e che ha trovato la macchina al sole e che insiste nel conservare una delle dieci macchine in circolazione in tutta Italia senza aria condizionata, sono tutti particolari praticamente irrilevanti. Sui quali avrei scritto un post, non fosse stato per merito dell'uomo con o senza parrucchino.
lunedì 23 giugno 2008
non c'è niente da ridere
Lo so. C'è gente che per andare a lavorare si alza anche prima. E hanno tutti la mia compassione.
Io non credo avrei potuto mai farlo. Piuttosto avrei rinunciato al lavoro che amo (che oggi amo un po' meno, perché quella stronza della comunicazione mi ha dato una pigna di roba da fare che finirò nel 2013, ad andar bene), ma no, non ce l'avrei fatta.
E' proprio una questione metabolica.
Il mio cervello di notte carbura di brutto. Anche se ai più può non sembrare così. Perché sono brava io a tenere nascoste le mie indubbie qualità cerebrali, eh.
A proposito.
Invidiando alla mia amica il gioco della Nicole Kidman, quello per tenere allenata la mente, ma non sembrandomi opportuno spendere decine e decine e decine di euro per la console e il gioco (speravo in un regalo, ma niente! 'sti taccagni!), ho scoperto che avevo un bonus da 11$ (cioè, mi era stato addebitato sulla carta 11$ di gioco perché sono un po' scema - di mattina - e mi faccio fregare, indi per cui avevo un bonus per comprare un gioco), e ho comprato uno di quelli lì tipo Nicole Kidman, però da giocarci al pc.
Riesco da dio a ricordarmi i numeri, non ricordo facce e nomi, sulle parole così così.
Sarà perché il gioco è in inglese e non è un cazzo facile giocare tipo a Scarabeo in inglese.
Va beh. Devo andare a letto. Non dormirò fino alle 4, ma io la buona volontà stavolta ce la metto.
[comunque se qualcuno si fosse stufato del gioco della Nicole Kidman glielo compro io! 20€, non un centesimo di più]
sabato 21 giugno 2008
che bello gioire dei ritorni altrui
E odiavo il fatto che i bauscia di Milano si fossero trasferiti lì in massa, e facessero esattamente la stessa vita della città.
Mi ubriacavo per dimenticare quella merda di trasformazione, mi sembra ovvio.
Comunque, siccome si sa che dalla mia testa escono ricordi come conigli dal cappello di un mago bravo, la prima volta che vidi Formentera fu proprio con ex-fidanza, direi una decina d'anni fa. Siccome eravamo entrambi sovrappeso
[no, adesso, sarà normale che sua moglie, da quando lo conosce, è ingrassata tipo 15 chili? Vero che prima sembrava un ossario molto lungo. Vero che essendo lunga, ora è normale. E quel bastardo è sempre più un falso magro]
no motorino, sì bicicletta! Facciamo gli sportivi, noi!
E siccome eravamo molto giulivi [o giuquercie o giubetulle o giuoleandri], sulla strada dritta come un fuso che attraversa l'isola, facevamo le gare, e ci superavamo facendoci gestacci e insultandoci reciprocamente, ma tutto in clima giulivo [...Paganini non ripete: stavolta, ma solo stavolta, neanche io].
Finché mentre mi stava sorpassando senza che io me ne stessi accorgendo, mi volto per vedere dov'è.
Oh-oh, per farlo lascio con una mano il manico della bici che si incurva leggermente.
Oh-oh, sbando quei 20 cm d'importanza fondamentale.
Oh-oh: col manico della bici mi incastro nel suo. Inteso non come manico-pene ma come manico-bici.
Oh-oh: lui svirgola, io svirgolo, finché ci disincastriamo e cominciamo a sbandare paurosamente.
Oh-oh: io mantengo l'equilibrio, e-fidanza meno e si spetascia a terra sull'asfalto a discreta velocità.
Fiu: non passa nessuna macchina che lo spetascia definitivamente.
Era appena passata la settimana di astinenza sessuale causa ustioni di vario grado, ed ecco che per il brutto carattere di ex-fidanza, che si è trovato con abrasioni diffuse su un certo numero di parti del corpo (ma il pisello no! Era sano!), che mi ha incolpato del suo scarso senso dell'equilibrio, si è passati all'astinenza da muso lungo (in primis) e da ferite. Di cui, come fosse colpa mia se l'acqua del mare è salata, si lamentava insultandomi ogni volta che faceva il bagno in mare. Che assurdità.
Due giovani virgulti vanno in ferie finalmente insieme e finalmente soli, e secondo me più di 5 o 6 volte in VENTI giorni non c'avranno dato.
E' da quei tempi che capii che le vacanze di coppia mi portano una iazza pazzesca.
Pure con ex-moroso, ora che ci penso!
Comunque sono felice che il buzzurro torni, e spero che sua moglie abbia avuto maggior fortune sessuali di me.
Ah. Ora ho i capelli puliti. Sono proprio bellina. Peccato non mi veda mai nessuno.
(alla fine cederò e mi metterò anonimamente in skype o messenger o robe così affinché almeno un cane mi veda prima che il taglio perda forma, momento topico da collocare temporalmente tra circa giorni tre)
gira la palla, gira la palla

Tu ci andavi pazzo e lo imitavi sempre e ci facevi uscire tutti scemi, perché cazzo se eri insistente.
Mi ricordo che da qualche parte ti comprai la cartolina di questo personaggio scemo, mi ricordo che rimase anni tra le cartacce sulla mia scrivania.
Chissà se ho fatto in tempo a dartela.
Però mi sembra di sì.
Buonanotte, capoccione.
Caccamo, ecco come cazzo si chiama!
giovedì 19 giugno 2008
menomale che sono in malattia
- sono stata lo stesso in ufficio perché senza che io finissi un lavoro sembrava che il mondo potesse smettere di girare
- avevo un cappellino alla pescatora per coprire l'unto del capello. Alla prima risata e al seguente: "Lasciali scoperti, sembra abbiano la cera" mi sono subito arresa. D'altronde anche io mi sentivo lievemente idiota
- in ufficio il megaserver era fuori uso, l'unica fessa che poteva lavorare seriamente, ero io
- verso fine pomeriggio si è scoperto che dal megaserver si era sganciato il cavo di alimentazione. Cioè, secondo me qualcuno aveva sabotato
- una mia collega mi ha narrato per filo e per segno il recupero del gatto scappato nei giardini condominiali: siccome me lo narrava dinanzi a un decaffeinato, mi stavo addormentando
- mia sorella, venuta a prendermi (si sa mai che mi venisse un colpo a 6 giorni dalla botta in testa), mi ha comprato lungo la strada i coni di cera, confezione famiglia. Me ne ha fatti tre, dopo tentativo con instillazione di gocce Cerumex (complimenti al marketing per la fantasia), ci sento uguale-uguale a prima. In compenso l'orecchia destra è in ebollizione
- mia madre nasconde le sue magagne a mia sorella, ché anche lei ha capito il trucco per non farla isterizzare: tacere
- ho fatto due parole (che in realtà sono diventate un quattromila, ad occhio) con un ragazzo grassottello. Adesso io non so se è perché ci sento poco o perché è stato lui che non ha capito un cazzo, fatto sta che alle mie domande ha risposto in maniera notevolmente contraddittoria. (propendo che sia stato lui a non capire un cazzo, annebbiato e/o schifato dall'unto del mio capello biondo corto)
- novità: l'ufficio mi dota di un portatile. E porcaputtana, bastavano 5 mesi di anticipo e avrei avuto un mille e (tanto) rotti euri in tasca
- ho appena segato l'unica amica che legge questo blog via sms e so che sarà felice quando leggerà della mia dolcezza senza fine
Insomma, oggi non è successo nulla de ché.
Però insisto. Microfiche (leggasi microfisc) si scrive senza "s" finale ed è sostantivo invariabile!
P.S. ho visto un pezzo del film falso, quello che doveva essere una cosa romantica, mentre poi, dato senza controllarlo ad amica, si scoprì essere un pornazzo. Il mio fisico ha reagito malissimo. Mi sono arrapata di brutto. Quindi berrò solo thé verde (che per me addormenta i sensi, c'ho questa idea qui) e mi asterrò da qualsiasi tentazione, ché potrei fare grandissime cazzate.
mercoledì 18 giugno 2008
microfiche di esperienze
Niente di trascendentale, solo situazioni amorose/sentimentali difficili.
Loro si confidano con questa cialtrona che scrive, che quanto più non sa ben gestire la propria vita, tanto più riesce a vedere con chiarezza le situazioni altrui, e a produrre consigli e commenti che sfiorano la saggezza assoluta. Io non parlo a vanvera, con gli amici a cui voglio bene, io parlo se mi viene chiesto un commento, un consiglio. E cerco sempre di evitare giudizi, e questa è forse la parte più difficile. Perché se hai una coscienza, se hai dei (discutibili) valori etici a cui ti attieni, è naturale formulare dei giudizi.
Poi però penso sempre che si tratta di situazioni che vengono vissute da due esseri umani diversi, e penso anche che bisognerebbe sempre sentire l'altra campana, e quindi, benché nella mia testa vengano prodotti giudizi alla velocità della luce, mi dò bastonate alla Tafazzi e li tengo per me.
Solo che tu commenti e consigli, ma a distanza di giorni scopri che i tuoi commenti e consigli sono stati ignorati. Tu sai, perché è successo cento volte anche a te, che infilare la testa sotto la sabbia non è la soluzione ottimale per risolvere situazioni sospese, tuttavia vedere questo atteggiamento nei tuoi amici ti provoca un dolore quasi fisico, non che un certo grado di irritazione.
Vorrei che le mie esperienze potessero essere raccolte in tante microfiche, vorrei che quando un amico mi si palesa davanti in un momento di difficoltà, io potessi infilargli la microfiche attraverso l'ombelico, vorrei infine potergli dire: "Questa è la mia esperienza, guardala e riguardala. Potevo soffrire molto meno se avessi fatto così e colà".
E' solo un bel sogno.
Io adoro sognare.
lunedì 16 giugno 2008
certo che di certo c'è solo la pioggia
Finalmente stamane qualcosa mi ha penetrato, il tampone del pap-test, che non sarà elegante da scrivere ma è vero e io sono vera e racconto solo la verità.
[quindi le bambole gonfiabili possono raccontare il falso sui loro blog, o non sanno scrivere tanto bene perché le dita gonfiabili non riescono a battere bene sulla tastiera?]
[non c'entra un cazzo ma al matrimonio che sabato ho zompato con maestria e da cui tutti sono tornati tipo pesce surgelato perché non solo faceva freschino, ma oltretutto la cena si è tenuta nelle cantine di una villa (è un bene che non sia andata, ché altrimenti avrei acceso il falò col velo della sposa - o anche tutto il vestito - per poi buttarci dentro i menù, il vino, qualche invitato, insomma qualsiasi cosa mi avesse potuto scaldare), c'erano i confetti più buoni del mondo. Che devono venire dalla famiglia Confetto di Sulmona, perché proprio sono eccezionali: grassi, molti di solo cioccolato in vari gusti, altri con la mandorla e avvolti però da uno strato di sa il cielo cosa, tipo crema del Kinder Bueno, vabbé ok. Smetto. Amici mi hanno portato una super-mega bomboniera, c'è dentro persino un libro. Ho mangiato tipo 20 o forse 30 confettoni, e mi sento a forma di confetto. Per il largo]
Poi la giornata è trascorsa placidamente tra beautiful, il pranzo, il vicino che - porcaputtana - stamane ha comprato un telefonino che fa le foto. E fin qui niente di male. Il mio vicino ha più di 70 anni. E qui si vacilla. Il mio vicino è l'uomo più buono del mondo. E qui si barcolla. Il telefonino del mio vicino fa le foto e ha il bluetooth, e qui ci si schianta a terra.
"Come faccio a trasferire le foto dal cellulare al pc?"
"Si compri un aggeggio bluetooth con ingresso usb per il pc"
"Grazie cara!"
Ma non avrei immaginato che meno di 6 ore dopo sarebbe venuto tronfio e fiero a mostrarmi l'acquisto.
"Domattina vengo a prendere il caffé da sua moglie e le faccio vedere come funziona", ma sarà una bella risposta per una che non ha davvero una minchia da fare e che è stata salvata in vari modi e in vari tempi dal vicino?
E no, non si fa.
Lo saluto, chiudo la porta, torno al pc, mi auto-insulto dandomi della stronza, mi alzo, esco dalla porta e vado dal vicino. Solo che sua moglie, con fare losco, mi intercetta e mi dice: "Lo vuoi un cafferino?", e distrugge con poche semplici parole i miei buoni propositi. Sono sì andata nello studio a installargli l'aggeggio, a fargli vedere come funziona, ma senza le due ore a lui necessarie per memorizzare. L'aroma del caffè dalla cucina arrivava troppo forte.
Sicché domani mi ritocca.
Se mi sveglio a tempo, perché devo fare un'ecografia a digiuno all'ora di pranzo, quindi più tardi mi sveglio, meno soffro la fame.
[zio bonino! non posso prendere neppure il caffè dalla vicina!]
[è scritto sui muri che mi sveglierò alle 5]
[adesso mi spiego perché continuo a sgranocchiare confetti, è per puro spirito di conservazione]
domenica 15 giugno 2008
saturday night's squaraus
Ipotesi:
- sei uno/una che ha un attacco di squaraus mentre torna a casa e proprio non ce la fa a tenersela? Sei bislacco, ma potresti pulire dopo aver usato l'ascensore come wc;
- sei uno/una andato a cena da ospiti del palazzo che ti hanno avvelenato? Falla sulle scale, dopo il 3° piano corri un rischio minimo;
- sei uno/una che lo hai fatto per spregio verso noi condomini del mio palazzo? (guerriglia tra i due palazzi del condominio, e di là ci sono tre pronti-pronti da manicomio, non ci fosse stata la legge Basaglia)
E PERCHE' ALLORA COPRIRE LE FECI CON UN FAZZOLETTINO?
In ogni caso la corsa più lunga dell'ascensore durerà due minuti a essere abbondante. Dall'ascensore al cortile, dove hai la libertà di cagare indisturbato ovunque tu ne abbia desiderio, ci sono circa 10 metri.
Bah.
P.S. Il fatto è avvenuto tra l'una e rotta, ora mio rientro, e le sei del mattino. Perché mi sembra di giocare a "Indovina Chi" e ogni dettaglio può essere importante.
venerdì 13 giugno 2008
post interessantissimo riguardo una leggera modifica al mio nuovo taglio di capelli
Ore 11.45, la sottoscritta prende un ascensore dopo una pausa caffè.
La sottoscritta esce dall'ascensore in retromarcia, ma l'ascensore ha fatto il gradino, e lei non lo vede, e ci inciampa.
La sottoscritta, neppure avesse fatto un salto in alto alla Fosbury, riesce a cadere di cranio, e si ritrova stesa in terra con un male alla testa della madonna.
La sottoscritta ha il culo di trovarsi con una delle donne più ansiose dell'emisfero nord, la quale va subito nel panico.
La sottoscritta la rassicura, mettendosi le mani sotto la nuca, ché il marmo è veramente duro, ma veramente.
La sottoscritta leva le mani da sotto la testa per aiutarsi a tirarsi sù, le mani, ohibò, sono insanguinate fino al polso. Colano sangue. Fanno un po' impressione anche alla sottoscritta, figuriamoci alla sua compagna d'ascensore che manca poco sviene, addosso alla sottoscritta, s'intende.
La sottoscritta invia l'altra a chiamare qualcuno che la possa aiutare, arriva una ragazza che l'aiuta a rialzarsi.
La sottoscritta e le altre due vedono sul marmo una chiazza di sangue di circa 20 cm di diametro (e questa no, non è un'iperbole).
La sottoscritta rimane un po' impressionata e le si abbassa pure la pressione con calo d'udito e macchie nere davanti agli occhi; nel frattempo schegge impazzite intorno a lei si armano di garze, asciugamani bagnati, disinfettanti, facendo sentire la sottoscritta lievemente sfigata.
La sottoscritta viene portata in pronto soccorso, ove, vista la quantità di sangue presente in testa e sui vestiti, viene targata con un codice giallo e fatta passare senza attesa in stanzetta da pronto soccorso.
La sottoscritta viene interrogata sulla modalità di rottura della cute del cranio e quando dice che è tutta colpa del gradino dell'ascensore, viene guardata con sbalordimento; la sottoscritta teme un ricovero in regime da t.s.o. psichiatrico.
La sottoscritta sente un'infermiera dire: "Le spiace se le taglio un po' i capelli, per vedere com'è la ferita e quanto è estesa?".
La sottoscritta ripensa che sono trascorse meno di 72 ore dal suo taglio di capelli, che li aveva lavati e acconciati la mattina stessa, che ha speso decine e decine di euri, ma tant'è. Con voce grave risponde: "No di certo, s'immagini".
La sottoscritta vede mezzo camice e i piedi del chirurgo, avendo la testa appoggiata su un lettino per la pulizia della ferita, che con tono gioviale le dice: "Ma no, è superficiale, basta un po' di colla, non le metto neppure un punto! Però faccia l'antitetanica se non l'ha fatta negli ultimi anni".
La sottoscritta vorrebbe smorzare il tono gioviale del chirurgo narrandogli che ha appena tagliato e colorato i capelli e speso una cifra, ma è maschio, cosa vuoi che ne capisca. Quindi quando il chirurgo se ne va, si sfoga con l'infermiera, ma senza grandi soddisfazioni. L'infermiera le infligge l'antitetanica.
La sottoscritta viene medicata e acconciata con ghiaccio sul capoccione e accompagnata a casa, ed ora ecco qui il mio nuovo taglio di capelli.
Dalla cima escono tre graziosi ciuffetti biondi.Le orecchie si scusano, ma causa leggera bendatura sono venute un po' male.Stasera grigliata? Mi sa di sì, già vedo lo scherno sulle facce di cazzo degli pseudo amici.
P.S. Non posso lavarmi la testa, intrisa di sangue, fino a venerdì prossimo. Sono entusiasta davvero.
mercoledì 11 giugno 2008
mosquitos vi odio
- essere svegliata da un morso di zanzara spaventoso e da un caldo insopportabile dopo tre ore e mezza di sonno, non è un bel risveglio
- dover mostrare il tuo nuovo, cortissimo, fighissimo taglio di capelli al mondo intero con due occhiaie che mal s'intonano col biondo brillante che hai in testa, non è un bel vedere
- "ah. hai tagliato i capelli.", non è un bell'ascoltare
- ricordare via sms a ex-moroso che avete un impegno e vedersi rispondere che non si ricordava per niente, non è un bel leggere
- crollare stesa sul pc appena rientrata e svegliarsi con il collo anchilosato, non è un bel sentire.
Conclusione.
Nottata da insonne di merda con zanzara del cazzo e caldo infernale, ma solo dalle 6 in poi, vaffanculo. (forse ho usato un po' troppo poche parolacce)
Giornata insulsa senza aver combinato un granché, a parte il grande apprezzamento per un lavoro fatto tipo a Natale, debitamente segnalato ed evidentemente mai cagato. Tu e tu, andate affanculo.
Sentire una canzone che ti piace mentre sei nervosa come una scimmia e qualcuna che te la ricanta a bassa voce in sottofondo, non mi fa venire voglia di cantare, bensì di prendere a craniate chi, in quell'esatto momento, ti sta rovinando la canzone.
[che solo io posso rovinare, ma che dico, abbellire una canzone cantandoci sopra]
Forse sembrerò un po' sclerata, ma il passaggio tra 20 e 28 gradi, le poche ore di sonno e il ritorno delle stramaledette zanzare hanno fatto di me la caricatura di ciò che sono, ovvero donna angelicata, calma, riflessiva, empatica e per di più discreta gnocca.
[ho come l'impressione che il mio sguardo torvo und accigliato abbia spaventato molti, che non hanno così avuto modo di soffermarsi sulla mia intrinseca ed estrinseca bellezza]
lunedì 9 giugno 2008
question
I commentatori di calcio della rai portano una jella formidabile, e non aggiungo altro. Se non che mentre scrivevo, con evidente difficoltà di concentrazione, un commento a un amico, l'Italia è stata mazzulata con due gol. Non dirò chi è l'amico, se no si mette in testa che 1.lui porta sfiga 2.io porto sfiga. Silenzio, allordunque.
E comunque trovo sempre abbastanza inutile analizzare per ore la validità del 1° gol quando poi ne abbiamo beccati altri due. Secondo me i commentatori lo fanno perché si sentono dei gufi e hanno paura di essere giudicati dei gufi e mischiano le acque, ma tanto figlioli sappiatelo, siete dei gufi. Tutt'Italia la pensa così. Tutti i maschi d'Italia si sono toccati i coglioni ogni qual volta voi gufavate.
E Buffon è un grande.
Domani forse ci rapiamo.
Che ai più potrà sembrare una minchiata, ma ogni femmina in età fertile l'appuntamento dal parrucchiere lo avverte come un avvenimento di un certo spessore. Ché si sa, le femmine col capello sono fissate. E anche i maschi. Ma non lo sanno, perché non colgono un colpo di sole fatto bene o fatto male, un taglio che ti dona o meno, riassumono tutto con:
"Ehi, ma come sei gnocca! Hai fatto qualcosa?" (grazie per la fiducia, sgrunt! Però c'azzecca)
oppure
"Ma cos'è che dovrei notare? Ah, hai il reggiseno imbottito! Posso sentire?" (ogni scusa è buona)
Va beh. Speriamo di non rivedermi come lo scopettino del cesso come l'ultima volta.
Ho scoperto che ho un appuntamento da uno specialista che lavora nell'ambulatorio di un ospedale collocato esattamente dalla parte opposta della grande città, alle ore nove. Della mattina. Sono entrata istantaneamente in paranoia. Io credevo di avercelo alle quattro, l'appuntamento. Questo vuol dire svegliarmi più o meno quando entro nella fase REM. Una cosa molto, molto brutta.
No, non è un'otorino, ed è un peccato, perché sono davvero sorda come una campana. Domani provo con lo spray (lo so già, una decina di euri gettati nel cesso).
Volevo scrivere due righine due.
E soprattutto non parlare di calcio.
Ma la coerenza per me è tutto.
domenica 8 giugno 2008
strano
Menomale, così non mi prende neppure l'idea di prenderlo in considerazione, che già mi affliggeva. E comunque andremo a fare la pizza di fine corso, e cercherò quanto meno di ubriacarmi così non si sa mai che riesca a cavare un ragno dal buco.
'Sta cazzo di pioggia mi ha rovinato (un pochino) il concerto di Vasco, che resta un grande, soprattutto per il suo saper tenere così bene il palco con la sua indescrivibile goffaggine e i suoi anni. Figo. Un concerto proprio figo. E San Siro, ecco, San Siro stipato è San Siro e non c'è altro posto, tra quelli che ho visto in giro per il Bel Paese, che regala emozione sì grande.
Torniamo dal concerto, siamo in coda. Un ragazzino (carino) si avvicina alla macchina e ci chiede:
"Siete pratiche della zona?" (...'nzomma, mi perdo quasi sempre) "Perché noi abbiamo lasciato la macchina vicino a un distributore della Shell e non lo troviamo più...".
A me viene vagamente in mente un tal distributore visto almeno 5 o 6 anni fa, quando andai a San Siro per un'altra occasione
[...buona stasera, è andata a casa con il negro, la troia - intermezzo musicale]
e allora gli dico che stanno camminando nella direzione opposta, e devono rifarsi tutta la strada fino allo stadio e poi ancora avanti, avanti, avanti.
Faccia triste del ragazzino.
Facce incazzate delle due rompicoglioni con lui presenti.
"Te l'avevo detto!".
Ma le rompicoglioni l'hanno sempre vinta.
Praticamente non sento più un cazzo dall'orecchio sinistro.
Oggi mia sorella si è avventurata coi coni di cera dentro l'orecchia mia. Dai fuoco al cono, poi lo infili e per non so quale legge fisica, il cono dovrebbe risucchiare il tappo di cerume. Due coni usati. Ci sento come prima. Fortunatamente non c'è stato bisogno dell'estintore come io temevo, essendo mia sorella molto dotata di spirito pratico. Nullo, intendo.
In questa giornata sì stimolante ho scaricato la demo di un gioco e credo che lo acquisterò, ché sono rimasta appesa.
No, non è che non c'avrei da fare, è che non ho voglia di fare ciò che devo.
E alla voglia non si comanda.

