giovedì 5 giugno 2008

primavera piovosa e infausta, per molti ma non per tutti

  1. Ho visto OA. E' più magro, più sbattuto, e poi ha preso un cane. Deduzione. Secondo me la fidanzata lo ha mollato. Magari sbaglio. Però ha lo sguardo azzurro azzurro senza splendore, un po' spento. Uh, qualcosa c'è. Quello che mi chiedo è: proprio ora doveva accadere? O anche: proprio stavolta dovevo saltare la trasferta di scherma? Sfiga.

  2. Ho incontrato la mia insegnante di scherma, in pesante scazzo col fidanzato. E "pesante" è un'eufemismo riduttivo. Non voleva parlarne, poi invece si è aperta e mi ha raccontato, e sono un po' cose dell'altro mondo, ma poi capisco che bisognerebbe sempre sentire l'altra campana. Però mi dispiace.

  3. A scherma c'era un osservatore, con la timidezza che talvolta mi contraddistingue gli ho chiesto chi (cazzo) fosse. Me lo ha detto, sorridendo. Se avessi visto prima quel sorriso col cazzo che avrei avuto il coraggio di rivolgergli la parola. Ha un sorriso bellissimo. Speriamo ci sia pure all'ultima lezione. Comunque oramai avevo rotto il ghiaccio, indi per cui quando mi ha detto che lui e il suo cane si baciano sulla bocca, gli ho risposto: "Sai che il tuo cane è coprofago?". Quando mi ha confermato di essere amico di due miei conoscenti (n.d.b. assolutamente etero, uno ci prova proprio con tutte), gli ho risposto che di sicuro anche lui tende all'omosessualità. Lui rideva, rideva, e io ero una povera cretina in brodo di giuggiole.

Che bella sensazione ritrovata.

mercoledì 4 giugno 2008

incroci pericolosi, seguendo la legge di murphy

Come è nell'ordine naturale delle (mie) cose
[da non intendersi come ciclo mestruale]
ho tre appuntamenti in fila a cui non dovrei mancare.

La prima è la cena di fine anno del gruppo scherma, con OA, il mio gemello più vecchio, la mia amicuzza che suda sempre anche con meno 56 gradi celsius, il mio amichetto con cui ho imparato [...'nzomma], la mia istruttrice che ultimamente è un po' stronza, e tutti gli altri. Un bel gruppo davvero. Mi spiace non esserci al raduno di domenica, oh cazzo, mi spiace davvero. Ma domenica è proprio l'unico giorno del sonno. Io non je la faccio più senza sonno.
[il mio medico sostiene che oltre alle puttanate che mi dà, che mi fanno un baffo
{il che significa risparmiare il 50% sulla tariffa "ceretta sovra-labiale"}
non è il caso che mi dia nulla di più forte, ché arriverei alla soglia degli psicofarmaci. Embé? Un po' psicotica lo sono, ordunque non colgo il problema]
Posso forse rinunciarci?
Nein.

La seconda è una tradizionale grigliata estiva, dove ci sono sempre tanti amici e tanti conoscenti e tanti sconosciuti. Finisce di solito che si beve come otri, si mangia poco perché si fanno sempre male i conti e poi, quatti quatti in una dozzina, tipo gatti selvatici, pancia a terra, si va sul solito terrazzo a fumare. Il che è divertente, perché sembriamo dei goffi 007.
Posso forse mancare?
Nein.

Il terzo è un matrimonio tardo-pomeridiano.
C'è la combriccola degli amici-amici, poi altra gente che un po' mi è simpatica, un po' mi è indifferente e un po' mi sta sui coglioni.
L'Arguto e la sua fidanzata
[che le maligne - e per una volta non sono del gruppo - dicono parli sempre del suo ex]
si sposano.
Si può ipotizzare che tra viaggio (ché mica si sposano qui), cerimonia (mi viene già l'itterizia) e cena (dove le cose per me commestibili saranno due: i grissini e il pane), sarà una botta da otto ore, se va bene. Ma proprio bene bene.
Posso forse dire di no?
Oh yes.
[s'intuiva che non era proprio la mia prima scelta?]

Tanto più che un'amica che non potrà essere presente causa concomitanza di matrimoni, vuole organizzare la sera prima del mio primo impegno, una pizzata collettiva.
Mazzata.
Ma mi toccherà, almeno questa.
Insomma la scelta è obbligata. Il che significa pure un risparmio di centinaia di fantastiliardi di euri tra vestito, parrucco, scarpe e minchiate varie, ma soprattutto un risparmio ben più incalcolabile di stress per la ricerca del vestito, delle scarpe, di un taglio che non mi avvicini allo scopettone del cesso e delle minchiate varie, che saranno sì minchiate ma stressano uguale.

Ora che, grazie agli spunti di riflessione che io stessa mi sono data grazie alla stesura di questo post, ho preso la saggia decisione, sarà opportuno mentire accuratamente alla coppia sugli accadimenti precedenti al loro, ché secondo me si offendono.
[permalosi!]

lunedì 2 giugno 2008

sempre più intollerante ma c'ho ragione io

Insomma ero a cena da certi amici, che adoro.
C'erano anche due futuri sposi, il cui lui non brilla certo per arguzia, ma vabbé.
Essendo una banda di logorroici, si fa un po' a gara per parlare. Però si ascolta pure.
Sicché inizio a raccontare un episodio che riguardava un'amica dai seni stupendi, che aveva restituito con le sue boccione il sorriso persino a un conoscente che se la passava male, e che era sempre incazzato. Questo solo vedendola.

Sono lì che la racconto, e l'Arguto si volta verso il padrone di casa e dice: "Ma veramente ha le tette tanto grandi?", "Ed è vero che la bretella del reggipetto non tocca neppure mezzo millimetro di pelle, dalla spalla in giù?", "Ma sembrano sode?", ma io continuo a raccontare agli altri, con un lievissimo fastidio.

L'Arguto non viene più cagato, quindi mi inizia a interrompere: "Ma di dove è, esattamente?", "Che mestiere fa?", "Ma oltre alle tette, è una bella ragazza o no?"...

Nuvolette di fumo mi escono dalle orecchie. La ruga in mezzo agli occhi prende corpo, gli occhi s'arrossano, le sopracciglia cambiano forma.
"PORCAPUTTANA ARGUTO!!! Se mi interrompi ancora una volta ti rovescio l'intera bottiglia di Cocacola in testa!!!"
Silenzio di 3 secondi, l'Arguto fa la faccia tapina.
Seguono scroscianti risate dalla folla, in primis dalla sua futura (ragazza, che coraggio). La quale, per dieci minuti buoni, mi spiega che nel cervello dell'Arguto si ferma un'immagine e lui deve definire i contorni [o i primi, o i secondi], e a quel punto non ti ascolta più. Anche lei interrompe dunque la ripresa del racconto.

Prossima volta taccio tutto il tempo.
I padroni di casa, nel salutarmi, mi hanno detto che li ho fatti molto ridere, e che l'Arguto un po' male c'è rimasto, ma che tutti vedevano che stavo arrivando al punto di ebollizione. Tutti tranne l'Arguto, s'intende.

(e cazzo, che buoni i panzerotti della padrona di casa, buoni buoni buoni buoni)

dispnea

Ho un peso sul cuore, anzi, più che sul cuore, sul diaframma.
A me succede quando perdo, o penso di aver perduto, una persona che amo.
Però forse sovrastimo i miei sentimenti e forse succede solo quando soffro per incontenibile gelosia, perché io so di non essere innamorata di lui.

Ne sono certa al mille per mille.
Eppure soffro.

Vado a fumarmi una sigaretta, così passo direttamente a uno stato di dispnea giustificato e chissà, il peso sul diaframma si alleggerirà.

(un po' di giorni fa, per fortuna)

domenica 1 giugno 2008

non ti illudere

"Perché le hai detto che mi avevi raccontato tutto?
"Boh, mi è uscito così, per tranquillizzarla"
"Ma non ha paura che la potrei sputtanare?"
"No. Io ti conosco. So che non lo faresti mai".

Non mi conosci abbastanza.
Lo farei eccome.
Ma ora che lei sa che io so, non posso farlo, perché sarebbe chiaro che a sputtanare sarei io.
Sono in un vicolo cieco. Forse è meglio così.

venerdì 30 maggio 2008

sono contentina

Premessa

Il collier di cui al 19 maggio (ho lavorato troppo con adobe flash e sono totalmente rintronata, anche fare un link mi è impossibile) mi è stato creato, pietre (swarovski suona meglio, mi sa) a forma di cuore di Richard a parte, da un ragazzo più giovane di me di qualche anno.

Molto appassionato del suo lavoro, straordinariamente sottopagato, egli mi venne descritto dalla mia vicina, che me lo presentò perché conosce sua madre, come un ragazzo di poche parole. La mia vicina, donna di mezz'età e oltre, non lo vedeva da che era bambino.

Mah.
La prima volta ci incontrammo per definire il disegno, la maglia, la grandezza, eccetera. Poi rimanemmo a parlare un'altra mezz'ora.
La seconda volta invece mi consegnò la collana, mi fece una modifica sulla lunghezza, poi stette a parlare con me e la vicina per un paio d'ore almeno.

Mi colpì, raro trovare qualcuno che ti ascolta. Che ti ascolta per davvero.
Certo, mi fece tutta una dissertazione sullo shiatsu e il watsu (io che non sopporto neppure 15" di massaggio e che in piscina o nuoto o mi viene freddo) che avrei francamente evitato, però lo trovai, nell'insieme, una persona gradevole.
Forse questo sembrerà riduttivo, ma a me sembra tutto il contrario. Dopo solo due incontri affibbio il termine "gradevole" a una persona. Caso più unico che raro.

Ordunque passo dalla mia vicina che, causa avanzamento età (secondo me), volteggia sopra l'aria depressiva. Ci prendiamo il solito caffè, io fumo la mia solita sigaretta di rito e durante tutto ciò mi dice: "Sai, mi ha chiamato Shiatsu. Mi ha chiesto se il collier ti piaceva davvero, gli ho detto che l'hai portato tre giorni di fila".
[vero, mi dimenticavo sempre di toglierlo. Però è bello davvero]
Poi aggiunge che gli aveva detto che sapeva che quella sera ero fuori
[che bisogno c'era di dirglielo?]
e poi ancora:
"Sai, ho avuto l'impressione che mi volesse chiedere il tuo cellulare, ma non sapevo se tu saresti stata d'accordo e ho evitato. Se mai, dovesse chiamarmi una prossima volta, glielo posso dare?".
"Sì, basta che tu lo avverta che io rispondo solo a sms e non alle telefonate".

(il mio però ha tre cuori, due più scuri e uno brillantante come questo, le pietre sono montate e non bucate, e la maglia è d'argento, insomma è tutt'altra cosa)

Ipotesi (cupidesca) n.1

Le cose si sono svolte esattamente così. La mia vicina, che di solito è molto riservata, quella sera si sentiva sola e pur di chiacchierare ha raccontato i cazzi miei.
L'impressione da lei comunicatami non risponde affatto a realtà, bensì ad un suo sogno romantico affinché lei diventi Cupido e io e Shiatsu le sue vittime.

Ipotesi (semi-romantica) n.2

Shiatsu l'ha chiamata, ha indagato su di me, le ha effettivamente chiesto il mio numero di cellulare dicendole: "Però non glielo dire che te l'ho chiesto". Shiatsu ha colto qualcosa in me che davvero non saprei, essendomi presentata la prima volta come se fossi passata in una centrifuga, e la seconda ancora mezza rincoglionita di sonno, e vuole capire. Cioé vuole conoscermi. Così fosse, mi inviterà di sicuro ad un aperitivo, ma io odio gli aperitivi, perché o li fai tra amici oppure rappresentano la via di fuga: incontri una persona, non ti piace, dopo mezz'ora le dici che hai un impegno per cena e non ti fai mai più vedere.

A me non piacciono le persone che non sanno rischiare.
Però magari dimenticherà di chiedere il mio numero di cellulare, e tutto, splat, finirà come una bolla di sapone.
Però magari otterrà il numero, e mi chiederà di andare nella gelateria più buona del creato.

Ipotesi (ultra-romantica) n.3

Mi sono chiesta: perché mai un ragazzo deve chiamare l'amica della madre, con cui non ha poi tutta questa confidenza?
Secondo me (ché si sa, sono troppo ottimista) non ha affatto chiamato, ma si è presentato dalla vicina direttamente.Perché di solito i maschi preferiscono l'incontro piuttosto della telefonata, che li mette in imbarazzo.
[ok, ok. Ci sono arrivata anche io. Sono un po' maschio]

Poi ha falso-distrattamente chiesto se il collier mi era piaciuto, ed ecco, la vicina le ha detto: "Sì, certo, bla bla bla, peccato ora non ci sia altrimenti l'avrei fatta salire per un caffè". E forse lei gli ha detto che poteva dargli il mio numero di cellulare, o forse lui le ha chiesto il mio numero di cellulare, e insomma, o per una remora o per un'altra, 'sto numero non è saltato fuori.

Ipotesi (agghiacciante) n.4

Non si sa se per telefono o di persona, lui ha effettivamente chiesto il mio numero di cellulare. Affinché lo diffondessi tra amiche bisognose di un montatore
[............................................]
di collier, collane, bracciali, anelli, orecchini e quant'altro, e possa finalmente fare soldi.

Ipotesi (deprimente) n.5

Tutto quello di cui sopra non è mai accaduto.
La mia vicina ha smesso di volteggiare e sta planando nel fondo del baratro della depressione.
E inventa storie.
Che se l'aiutano a tirarsi sù, ben vengano, perché io le voglio bene.
[anche se ci rimarrei un po' male, ma pasiensa]

ci sono rimasta male

  1. Torna a casa un'amica che sperava di rimanere fuori dall'Italia ancora per un po'. Io felicissima di rivederla, ma mi spiace per il suo sogno infranto;

  2. la mia insegnante di scherma non mi ha fatto tirare neppure 5' perché avevo già deciso di non partecipare a un torneo fuori città, che mi costringerebbe ad alzata alle 5 del mattino di una domenica. Non gliela faccio, sono stanca. E non è perché perdo sempre, ai tornei: a me piace stare coi miei compagni;

  3. ho sbagliato a impostare il dvd e invece di registrare X-Factor, ho registrato un altro cazzo di canale (sbagliando poi anche il tempo di registrazione, quindi doppio errore, ecco, questa è la prova che sono veramente stanca): molti improperi;

  4. dovevo ricevere una risposta su una cosa importante, ma la persona che me la doveva dare se n'è sbattuta;

  5. mi ha scritto un mio ex-amico, che mi ha fatto molto soffrire per il suo egoismo. Fa di tutto per rivedermi, ma io sono stufa marcia, sono almeno tre lustri che lo perdono, e mi sono proprio scassata il cazzo, e anche questo suo insistere lo vedo come una forma di egoismo, ché vuole solo la propria coscienza in pace;

  6. ho visto il mio ex-futuro-ex-moroso, OA, e gli ho detto che gli mancherò quando dovrà andare da solo in macchina al torneo. Lui ha sorriso, ha distolto lo sguardo da me guardando dritto dinanzi a lui, ma soprattutto ha taciuto. Il che significa che è ancora un mio grande fan e che ho perso un'altra occasione buona stasera.

Insomma, una splendida giornata.

mercoledì 28 maggio 2008

italiano vs inglese

Leggere in inglese delle missive importanti con un avvocato per di più belloccio
[quella zoccola della madre del mio Primo Ammmore mi definì "belloccia", che in realtà non significa un cazzo, sembra piuttosto un bello ma in chiave dispregiativa. E' passato circa un secolo e mi ricordo ancora, mi deve aver preso proprio male.
Curiosità. Definizione Garzanti: "si dice di persona la cui bellezza non è raffinata, ma fresca e piacevole": facevo bene a incazzarmi! Io, secondo il tuo misero parere, non avrò una bellezza raffinata, ma tu cara hai un pluriennale mega cornone in testa da marito reo-confesso che io, francamente, fossi in te, farei a cambio. Tié]
anzi, direi bellino, che se la tira come tutti gli avvocati e che ti intorta di parole come tutti gli avvocati, e chiedergli pareri in italiano, è complicatissimo.

Conosco bene l'inglese, ma non sono bilingue.
Inglese e italiano albergano in due comparti stagni del mio cervello.

Adesso, a mente fredda, ritengo imbarazzante (persino per un avvocato) vedere una che, alla decima volta che è lì lì per usare la parola inglese al posto dell'italiano, si impunta, inizia a scuotere la testa, a guardare il tavolo concentratissima, a dire al bellino: "Stavolta mi verrà in mente, aspetta solo un attimo", poi battere un pugno sul tavolo
[sarà rimasto colpito dalla mia femminilità? La prossima volta gli faccio vedere le tette]
e usare un'altra parola simile, dicendogli pure: "Non è quella giusta, ma tanto per capirci".
[quando poi se avessi usato la parola della terra d'Albione, ci saremmo senz'altro capiti meglio]

Certo, se avessi avuto la medesima intuizione anche a mente calda, avrei risparmiato una figurina (perché piccina) di merda e forse iniziato a costruire sull'avvocato fantasie sessuali,
che sono pur sempre in cerca di un futuro ex-moroso. E invece no.

(sono stanca come una galera, e non so se le galere siano stanche, ma o è un modo di dire che però non mi sembra d'avere mai sentito, oppure per associazione corro con la mente alle galere romane dei fumetti di Asterix e Obelix, dove gli schiavi remavano moltissimo ed erano tanto, ma tanto stanchi)

P.S. Ho scoperto con raccapriccio che non archivio i documenti della banca, e quindi anche tutti gli altri, dall'agosto 2006. Minchia.

lunedì 26 maggio 2008

oculista

Con la mia cartellina di esami sotto braccio entro nello studio dell'oculista.
In anticipo. Vorrei già gridare al miracolo. L'appuntamento mi era stato fissato per le 15.26.
[sì, lo so, non ci credevo neppure io quando mi hanno consegnato il foglio di prenotazione]
Ma io alle 15.11 ero già lì.
E' la seconda volta che vado da lui, perché mi è logisticamente comodo.

Entro e mi chiede: "Allora, ha fatto l'esame del campo ottico?"
Io: "Sì dottore, e mi sono pure presa un cazziatone perché la dottoressa che mi ha fatto l'esame dice che ho l'occhiale troppo stretto e così guardo sempre fuori lente, in alto o in basso"
[alza gli occhi dalle carte e me li punta addosso]
Lui: "..."
[merda! Ha occhiali più stretti dei miei! Inizio a scavare la buca per seppellirmici]
Io: "D'altronde, se ce li ha anche lei, che è un oculista, non sarà così grave..."
[secco]
Lui: "Beh, sa, PER LEI è grave, perché essendo astigmatica le procura maggiore affaticamento"
[ok, si è sfogato, amici come prima?!]
Io: "Ha ragione dottore. Zi buana. Mi siedo, che dice?"
[sorriso idiota, l'infermiera mi guarda con estrema compassione]

P.S. chiunque dica che l'occhiale fa figo, ha i vermi nel cervello. Per me fa sfigato di brutto. Le lenti a contatto mensili per astigmatici mi hanno rivoluzionato la vita. E chi si mette gli occhiali "per bellezza" o ha uno sguardo da pesce bollito, o è da ricovero urgente in psichiatria. Con tutto l'amore per i cilorbi come me.

domenica 25 maggio 2008

una foto così, perché mi piace un sacco

(e una delle tre ombre sono io, mi sembra una foto piuttosto rivelatrice)
(ciao compagni di innumerevoli viaggi)
(vorrei sottolineare che la pericità dei fisici è data SOLO dall'inquadratura)

sabato 24 maggio 2008

il frigorifero spento, ricordi d'infanzia

Qualche sera fa ero in cucina a fumare l'U.S. di Zeno Cosini (U.S. della giornata), e il frigorifero aveva una voce strana. E mi è tornato alla mente una notte in cui rientrai a casa con ex-fidanza, che ai tempi era fidanza, sentimmo una gran puzza di bruciato, il frigorifero se ne era andato.
[rima]
Ex-fidanza fu caricato come un mulo affinché portasse i surgelati a casa dei suoi e sua, a me restò l'ingrato compito di informare la mattina dopo mia madre del decesso. Ma mia madre, volpona, aveva conservato un altro frigo che aveva tipo 30 anni, eredità della precedente casa, che
[ci sarebbe stato da urlare al miracolo]
portato dalla cantina a casa, attaccato alla corrente, funzionò.
[e da lì partì naturalmente il solito pistolotto sulla solidità e serietà degli elettrodomestici costruiti nell'età della pietra]

Ed ecco, incatenato a questo, un altro ricordo.
Quando io ero bambina e si partiva per le vacanze, il frigo veniva completamente svuotato, staccato dalla corrente, aperto e gli veniva appoggiato uno straccio alla porta affinché non si chiudesse accidentalmente.
Poi si partiva per le vacanze, e la prima meta era sempre il paesello del babbo, ma nella traversata ci si fermava sempre sugli appennini, più o meno a metà strada, e si colonizzava uno dei baracchini da pic-nic, quelli di legno con il tetto, il tavolo e le panche di legno, e si mangiava il pollo arrosto freddo che mia mamma aveva preparato la sera prima.
[questo quando il babbo, che essendo mio padre era insonne, e di notte sveglissimo, non decideva di partire tipo alle 11 di sera, che per noi bambine era notte fonda, e quindi ci facevamo la traversata dormendo come ghiri]

Non so se mangiare il Rustichella all'Autogrill abbia così migliorato la mia qualità della vita. Era più buono il pollo freddo.
E' che ogni tanto ripesco questi ricordi nel calderone che ho al posto della testa, nel comparto "ricordi scollegati ma nitidi", e siccome la mia memoria
[che a chiamarla "memoria" ci vuole proprio un bel coraggio]
è stata con gli anni molto selettiva, e ha decentemente conservato quasi solo ricordi belli, mi viene quell'abbozzato senso di malinconia. C'era un babbo forte che da terra ti faceva fare la capriola e come per magia ti trovavi sulle sue spalle, una mamma altrettanto forte le cui sculacciate facevano rimanere i segni delle cinque dita, una sorella che seguivo tipo cagnolino anche quando andava in bagno. C'era nella mia infanzia un senso di sicurezza incredibile

Quella sicurezza che i miei genitori mi hanno trasmesso, me la ritrovo attaccata alla pelle ancora adesso.
Con sicurezza faccio un cazziatone a mia madre quando non mette gli apparecchi acustici.
Con sicurezza rispondo secca a mia sorella quando si prende un impegno, poi ritratta, poi mi viene incontro saltellante, perché lei non arriva a capire che talvolta le nostre scelte si ripercuotono sulle vite altrui. Negativamente.
Con (discreta) sicurezza ho fatto una scelta di studio che stava tipo al polo nord e una scelta di lavoro che stava tipo al polo sud.
[perché i pinguini mi piacciono tanto tanto tanto]
Con sicurezza ho deciso che se non era proprio amore, preferivo stare per i fatti miei, senza nessuna concessione al desiderio di maternità, a possedere indirettamente una pancia morbida dove appoggiare la testa mentre guardi la tv, all'avere sempre qualcuno con cui andare in vacanza.

Talvolta mi viene il dubbio che ho sbagliato tutto. Talvolta no. Oggi no.

P.S. solito post del cazzo sconclusionato. E poi non conteneva, finora, neppure una parolaccia. Eppure giuro sulle teste delle belve, l'ho scritto io.

giovedì 22 maggio 2008

in un angolo e con le orecchie da somaro

Oggi ho fatto una cosa brutta.
Oggi ho fatto una cosa brutta.
Oggi ho fatto una cosa brutta.
Oggi ho fatto una cosa brutta.
Oggi ho fatto una cosa brutta.
Oggi ho fatto una cosa brutta.
Oggi ho fatto una cosa brutta.
Oggi ho fatto una cosa brutta.
Oggi ho fatto una cosa brutta.
Oggi ho fatto una cosa brutta.

Talmente brutta che non la racconterò neppure qui.
Perché mi vergogno di me stessa.
E mentre stavo per farla, pensavo che o sarei stata da cani, o mi sarei scaricata da un peso.
La prima.

Forse la racconterò, perché sia chiaro, non ho ucciso né ferito né offeso nessuno, però è una cosa tremendamente brutta, e dunque, prima di raccontarla, dovrò mettere un po' a tacere la vergogna che stasera (e chissà per quanto tempo ancora) urla in me.

Maledetta sindrome pre-mestruale, è tutta colpa sua.
Forse?!

mercoledì 21 maggio 2008

buongiorno un cazzo (cit.)

Insonnia e trapano di quei cazzo di muratori del secondo piano mi hanno fatto cominciare con un sorriso dettato da paralisi facciale la mattinata.

Se il buongiorno si vede dal mattino, direi che sono fritta.
Se oggi doveva cominciare la ricerca di un nuovo futuro ex-moroso sono nella merda per davvero.
Persone di sesso maschile con cui ho avuto a che fare oggi per più di minuti cinque:

  1. un commercialista che bazzica al lavoro e che, non si sa com'è, si prende sempre troppe confidenze. E oggi mentre mi stavo facendo i cazzi miei davanti al computer, mi è passato due volte alle spalle (questo lo può fare) e mi ha fatto per due volte una carezza (e questo non lo può fare)
  2. un collega che è tanto bravo, nel senso che è buono, ma attacca dei bottoni (dei pipponi, rende più l'idea) allucinanti, e ha questo tono di voce monocorde che ti fa quasi socchiudere gli occhi
  3. il mio collega omosessuale, al quale ho concesso metà della mia focaccina alla bologna, avrò la sua gratitudine e devozione in eterno [potrei chiedergli di passarmi i suoi scarti etero. Più ci penso più mi sembra un'ottima idea]
  4. il mio amico Casanova, che però è troppo vecchio, però almeno lui mi fa ridere, soprattutto quando aprendo la portiera della sua macchina con un po' troppa energia, non gli ho dato un colpo ad uno dei testicoli: mi ha riaccompagnato a casa facendo la voce in falsetto tutto il tempo, minuti 45. Ovvero: non c'è limite d'età alla stupidera, e ciò mi ha risollevato l'umore [Io: "Ma sì, ho capito, ci parlo io con X e le spiego perché stasera non sarai all'altezza", C: "Fosse solo lei...", io: "Non puoi avere alla tua età più di un rapporto sessuale a notte!", C, dandomi di gomito: "Ehhhh, signorina, lasciati servire, và..."]
  5. ex-moroso, che essendo già tale non può essere incoronato un'altra volta

Ma come diceva ROH, domani è un altro giorno. Speriamo mejo.

martedì 20 maggio 2008

fastidio

E va bene, so anche io che ogni femmina deve beccarsi la propria percentuale di spasimanti fastidiosi.
Ma io credo che la mia sia molto più alta della media perché o attiro gente fastidiosa o [notare la mia autocritica che è un momento più unico che raro, dettato dal fatto che giust'appunto in questo periodo mi auto-annoio] la mia tolleranza al fastidio è sensibilmente ridotta rispetto a quella di una femmina normale.
Probabilmente entrambe.
Sicuramente entrambe.

["cercavo in teeeee-eee-eee-eee la tenerezza che non hooooo...": sì, ok, ci siamo capiti, è martedì sera da X Factor, ma 'sta Giusy è fantastica]

Insomma oggi stavo quasi per incazzarmi. Con un povero cristiano che proprio non se lo merita.
Minchia, che brutto carattere che tengo.
Ma come fanno a sbandarsi per me?!
[espressione di incredulità]

Ho deciso: domani riprendo la ricerca per un futuro ex-moroso, ché quello attuale mi fa pure girare il cazzo. Mi sta rimbalzando per la gita fuori porta, e me la può vendere come vuole, ma io lo so che il pirlotto si sta facendo condizionare dalla femmina di turno. Che nervi.
[Minchia, che brutto etc.etc.]

lunedì 19 maggio 2008

il bambino bastiancontrario

C'è questo bambino, figlio di una cara amica, che sono tre anni che mi caga zero. Cioè da quando è nato.
Allora succede che una sera con altri amici, a cui avevo decantato gli odiosi comportamenti del pargolo, siamo invitati a cena dalla famigliola. Il piccolo bastiancontrario ha fatto tutto l'affettuoso (beh, cielo, nei suoi limiti), tutto il carino, mi ha persino portato due dixie mentre all'altra "zia" ne ha mollato solo uno. Ho avuto la tentazione di prenderlo in braccio e di provare a lanciarlo nel suo mini-canestro ma poi mi ha fatto tenerezza. Attendo per maggio 2011 altra manifestazione d'affetto. Gli altri amici mi hanno dato della psicopatica.

Altro.

Domenica ho ritirato un collier bellissimo: ho pagato la montatura, ma le pietre me le aveva inviate Richard come regalo di Natale. Richard dall'altra parte del mondo. Quanto vorrei fosse qui, certi giorni. E non per altro, ma per la sua ironia e auto-ironia. Mi sembrano tutti così seri e noiosi in questo periodo. Me compresa. Sono noiosa. Mi auto-annoio.
Comunque il collier lo terrò addosso finché non diventerà nero e a quel punto verrà riposto nella scatola delle Nike dove, come si può capire, con estremissima cura, ripongo i miei gioielli. Però almeno le scarpe le tolgo. I calzini no.

Con la coda dell'occhio sto vedendo "Prime", the movie. E mi ricorda me ed ex-moroso, e penso che il piccolo bastardo non mi ha ancora dato una risposta per la nostra gita fuori porta. Domani lo tartasso. Però io e lui eravamo e siamo più svagati di quella coppia lì del film. Noiosa sì, seria mai. E poi mia madre non fa la psicoterapeuta, altrimenti mia sorella sarebbe in analisi senza soluzione di continuità dall'età di tre mesi.

Oggi è stato pubblicato nel mondo web il mio terzo lavoro, e sono orgogliona, ché stavolta è venuto proprio bene, sia come grafica sia come contenuti. E ogni volta che lavoro con agonia crescente a questo lavoro, penso a tutte le minchiate che vediamo o riceviamo via www, e non ci rendiamo conto che dietro c'è un lavoro mostruoso. Soprattutto per chi, come me, queste cose non le sapeva fare e sta imparando, da solita autodidatta, cammin facendo.

Vorrei mangiare una fetta da 400gr di mousse al cioccolato di Bindi, perché ogni volta che la mangio mi sembra la roba più buona e più calorica del mondo. (sulla bontà se la batte con la Nutella. Anzi no. La Nutella è sempre la Nutella)

Oggi mi ha scritto una ragazza che abita nel paesino dove nacque mio babbo, e nel risponderle volevo scriverle: "Saluta i tuoi genitori e tua nonna", e poi mi è venuto un dubbio atroce, perché non so mica se la nonna è ancora viva o no... E mi sono sentita una merdaccia. E ho capito che da quando non torno ogni anno per qualche giorno al paesino del babbo, mi perdo le vicende per strada: nascite morti separazioni corna abbandoni dei tetti coniugali e tutte quelle cosucce che contraddistinguono la placida vita di un paesino arroccato sugli Appennini. [voci di corridoio dicono che sua mamma potrebbe essere nata da relazione clandestina che mio zio scapolo ebbe in gioventù]

P.S. il bambino bastiancontrario mi ricorda quando mia madre mi dava della bastiancontraria (dalla solita età di mesi tre, ché a quell'età nella mia famiglia si percepiscono parecchie cose), ma io lo facevo non inconsapevolmente ma con chiaro intento polemico, per fare incazzare mia madre (che me le suonava) e far sorridere mio babbo (che anche se s'incazzava, non me le suonava mai, al limite mi minacciava dicendomi: "Guarda che se non la smetti lo dico a tua madre!"). Altra classe. [II B]

venerdì 16 maggio 2008

una risposta che diventava troppo lunga, ergo un post

Io tutto sommato sono un'innocente. Una femmina innocente. Le femmine possono essere bastardissime, rompicoglionissime, fissatissime. Quindi colpevoli.

Io sono ruspante [ma avrà la stessa radice di ruspa?], mi vesto come mi sento senza grossi problemi di "ma sarà un abbigliamento opportuno?", mangio (male) come cazzo voglio io, e poi se tramo confesso quasi sempre le mie trame, soprattutto se porto a casa il risultato.

Io non sono cattiva, se è successo qualche volta è stato perché venivo presa per il culo, il che significa sottostimare la mia intelligenza, che proprio è una roba che mi fa andare il sangue alla testa. Cioè io sono certa di essere piuttosto intelligente e quel "piuttosto" è francamente un'avverbio usato con falsa modestia.

Io sono pochissimo rompicoglioni, proprio il minimo sindacale (e questo SONO CERTA sia uno dei motivi per cui la mia coppia scoppia sempre; oltre al tragico fatto che mi annoio facilmente, che ho bisogno di stimoli ed emozioni sempre freschi, come uova di gallina da fare alla coque [ma quanto tempo sarà che non mangio un uovo alla coque?]; comunque da uno studio condotto presso amiche e conoscenti femmine, coloro che hanno più il maschio ai loro piedi sono le più scassacazzo, e chi prova a contraddirmi o è un ladro o è una spia e non è figlio di Maria).
Non me lo dico da sola, interrogo gli ex. Senza minacciarli.

Io sono testarda, ma preferisco dire caparbia, non mollo le mie idee, non mollo il mio modo d'agire, però lo faccio dopo aver analizzato punto per punto la controtesi di chi mi si oppone. Solo che ho quasi sempre ragione io, quindi, per dire, in due anni e mezzo di relazione con ex-moroso, che s'incazzava e dunque proponeva le scommesse, credo di avergli spillato 50 euri e di avergliene dati 5. Questo succedeva in realtà nei primi mesi. Poi è passato alle scommesse virtuali, ché se no diventava un poveraccio.

Io sono autodidatta in tutto ciò che mi piace veramente. Non reggo l'insegnamento. Ho imparato a nuotare (bene bene) da sola. A sciare (un po' meno bene perché la mancanza di stile si nota) da sola. A fare il mio lavoro da sola, e sono una prescelta, perché il lavoro che faccio lo amo davvero, anche se sono una femmina contraria alla fatica, e dunque anche a lavorare troppo. Anche per gli sport: ho scelto quelli in cui non avverto fatica, io aborro la fatica. Probabilmente sono quindi anche un po' sfaticata.

Io porto tacchi rarissimamente, però ho scoperto che le ballerine da schiava, se hai delle gambe un po' slanciate, fanno lo stesso un gran sesso. Ho qualche vestito caruccio che non metto più, ho ancora tante minigonne che non metto più, ho magliette che mi fanno delle gran tette ma che sono troppo accollate.
Superata una certa soglia anagrafica ho cominciato a pensare che se uscivo con una persona che mi piaceva, non avevo bisogno di fronzoli. Anche le kickers potevano andare bene. Non mi interessa tanto sedurre un uomo (nuovo, eh, sia ben chiaro: con gli ex-morosi è un'altra storia), mi interessa interessargli.

Io vivo nel casino ma sono di un ordine maniacale su un paio di cose. Nel mio casino trovo tutto. Anche nell'ordine maniacale (però un po' meno). Nell'ordine ordinario non trovo un beneamato cazzo di niente.
Non sono neppure una maniaca della pulizia, d'inverno faccio la doccia solo se mi devo lavare i capelli, però bidet-ascelle-faccia ogni santa mattina, d'estate per frescura. Lavarmi i capelli mi pesa un sacco, però mi fanno senso quelle donne che hanno il capello unto, quindi, schiacciata tra due forze contrarie e opposte, di solito li lavo con puntualità. Ma rimando sempre all'ultimo secondo.
L'aspirapolvere credo sia corretto passarlo al massimo ogni tre settimane, non prima ché si rovina. Però esigo pulizia nell'abbigliamento e mi fa schifo chi non si cambia abbastanza e puzza. Ed esigo le lenzuola stirate, anche se prima dell'avvento dell'aria condizionata in casa mia, stirare le lenzuola d'estate poteva essere barattato col fare harakiri.

Ecco, ora mi fermo, perché il concetto di fondo è: io non so se rappresento l'universo femminile.

P.S. Farsi zompare addosso da un uomo è un giochetto proprio da V elementare. Diventa lievemente più complesso se lui è fidanzato. Diventa ancor più complesso e talvolta di una complessità tale che ti arrendi per stanchezza, se lui è sposato.
Però no. Non è bello svelare i propri trucchi (a parte il fatto che credo di aver già parlato troppo nel passato).

martedì 13 maggio 2008

sarebbe opportuno tacessi e/o non scrivessi fino alle ore 11

Quindi stamattina mi sveglio e io quando mi sveglio che ho dormito bene sono rincoglionita, positiva e incosciente, mancando proprio della più abbozzata forma di coscienza, e così ho chiesto a ex-moroso se mi accompagna in un'altra città a vedere una fiera che mi interessa. E dove già siamo andati.
Dopo l'invio già mi aspetto la legnata sui denti e mi ripeto che, cazzo, la mattina non devo accendere il cellulare prima delle 11, quando comincio vagamente a ragionare.

Il piccino mi scrive con terrore che però non dormiamo fuori, vero?, e io, giocosamente, gli scrivo che, anche se dormiamo fuori, per questa e quest'altra ragione mica gli zompo addosso (certo che no, mi faccio zompare addosso, che è differente).
[l'amica gufa dice che essendo giovane e maschio non ha capito la giocosità e teme per la verginità delle sue mutande]
Poi sento un nostro comune amico che ora abita lontano ma a cui siamo molto affezionati, e mi dice che lui va alla fiera in giornata. Merda! Comunico ciò al piccino, che si convince un po' di più e forse che forse andiamo.
[la Diabolik che è in me pensa che sarebbe opportuno tirarla per le lunghe fino a cena e poi farlo ubriacare e poi abbatterlo a terra su un prato un po' rugiadoso, e solo guardare le stelle, perché sì, io drammaticamente sono romantica]

Cielo che fatica essere femmina e così machiavellica.

Stasera ho lavorato tanto (ma anche ieri) e in sottofondo c'era X-Factor e ad un certo punto hanno cantato a cappella questa canzone, e me la sono goduta. Sono andata a vedermi il testo e cazzo! Sono tre righe in croce. E con tre righe in croce si può comporre una canzone stramaledettamente bella, che a distanza di decine d'anni mi emoziona ancora tantissimo.
E non posso fare a meno di propinarla.
[sia chiaro: non è dedicata a ex-moroso, sono due storie diverse, parallele e non convergenti]

Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare
il giorno volevo qualcuno da incontrare
la notte volevo qualcosa da sognare
Mi sono innamorato di te perché non potevo più stare solo
il giorno volevo parlare dei miei sogni
la notte parlare d'amore
Ed ora che avrei mille cose da fare
io sento i miei sogni svanire
ma non so più pensare
a nient'altro che a te
Mi sono innamorato di te
e adesso non so neppure io cosa fare
il giorno mi pento d'averti incontrata
la notte ti vengo a cercare.

sabato 10 maggio 2008

l'aria che respiro

Sento, udito permettendo, o percepisco l'insoddisfazione di molti. Direi di troppi.
E mi sembra che troppe persone abbiano dimenticato il libero arbitrio.

Hai un lavoro che ti fa cagare? Tientelo, ché è cosa preziosa, ma intanto sbattiti per cercarne un altro. Bradipo che non sei altro.

Hai un lavoro che ti piace ma ti remunera poco? Tientelo stretto stretto, ché mi sembra che l'80% della gente faccia lavori che gli fanno cagare. Se riesci integra con altre attività, se no ricorda che il lavoro rappresenta un quarto della vita adulta, spesso ha (sic!) più spazio del dormire. E non fare le vacanze non significa non riposarsi (anzi, spesso il contrario).

Ti annoi? Cercati qualche attività. Io suggerisco i puzzle da 3000 (per questioni di spazio) pezzi della Ravensburger, a me non annoiano mai. Però mi hanno detto che i puzzle alle pareti fanno tanto pizzeria, e siccome non riesco a non appenderli, ho pure smesso di farli. Per il momento. Fin quando non avrò una casa enoooorme con una stanza 4x4mq dedicata solo ai puzzle.

Hai un compagno o una compagna che ti provocano l'urto di nervi ogni volta che ci hai a che fare? Mollalo o mollala, ma se stare in coppia deve essere sofferenza e nervoso, non è meglio stare da soli? Che dici? Vuoi bambini e lo fai per questo? Urca, che culo avranno 'sti bambini a vivere in una famiglia tenuta sù con l'attak. E dai, puoi sempre trovare un riproduttore o una riproduttrice consenziente.

Io mi ero accordata con un caro amico che superata l'età X lui avrebbe dovuto inseminarmi. Lui aveva risposto: "Sai che per una scopata sono sempre disponibile", ma ai tempi eravamo piccolini e ora siamo quasi grandi e lui sta per trasferirsi da un posto lontano a un altro posto ancora più lontano, e lui una famiglia ora l'ha creata e non so, ammettendo che fosse vicino, se riuscirei a spremergli qualche girino.
[secondo me sì, ma magari è davvero cambiato]

Perché poi forse sarebbe meglio fare i figli con un amico anziché con un fidanzato o un marito. Perché poi se ti separi sono spesso i bambini ad andarci di mezzo, per il rancore di uno o di entrambi, invece con un amico ci litighi, ma poi ci fai pace, e di solito non c'è tutto quel rancore, ma soltanto un grado più o meno lieve di incazzatura, e quello non lo fai pesare sulle creature.

Io, se volessi figli, ne farei tre.
Uno lo farei con ex-fidanza, perché sarebbe il bambino più simpatico del mondo. E pure intelligente. Anche se stonatissimo.
Uno lo farei con la persona di cui sono stata amante, perché sarebbe intelligente, vivacissimo di testa e intonato da paura. Anche se molto sensibile.
L'ultimo lo farei con il mio amico Pietro, perché sarebbe bel-lis-si-mo, simpaticissimo, persino intelligente e soprattutto sfacciato.
[peccato solo abbia perso le tracce dell'amico, ma forse se annuso bene lo rintraccio]

P.S. è un post sconclusionato. Ma io stessa sono un po' sconclusionata. Due ultime cose. Il mio amico del mare è diventato papà e io sono felice per tutti e tre. Oggi sul blog di Grazia ho letto di mamme coi figli blogger. Mia madre non sa che ho un blog. Mia madre non sa cosa sia un blog. Mia madre rimane ancora ammirata quando le dico che con internet si può acquistare un volo. Mia madre crede piuttosto fermamente che pagare le tasse via internet sia una truffa, è per questo che per le sue si rivolge al caf. Mia madre, d'altronde, ha usato il videoregistratore tre volte in vita sua, e solo perché si era persa Beautiful.

giovedì 8 maggio 2008

comunicato ufficiale

Non sono più persa per OcchiAzzurri (OA), e questo pone il problema di trovarsi un altro obiettivo papabile.

[e non è perché, non baciandomi entro il 30 aprile, il cretino mi ha fatto perdere una scommessa da ben 5 euri]

mercoledì 7 maggio 2008

oggi riposerò

Ho solo una cosa da dire.
Oggi al lavoro dovevo fare ben 5 dvd di backup di una roba importante.
Allora prima c'era il lavoro di selezione e rimaneggiamento e criptazione dei files, poi la masterizzazione. Alla seconda masterizzazione mi ero già rotta i coglioni perché non potevo proprio fare nulla, neppure navigare. Per dire. Per più di dieci minuti.

Allora penso: che bel sole, finisce questa sessione e poi quando comincia la terza esco a fumare una sigaretta. Allora faccio: inizia la terza sessione, prendo sigarette e accendino e mentre guardo fuori dalla vetrata mi ammoscio, d'improvviso tutto nuvolo. Finisce la sessione, e mentre ho cominciato la selezione dei files ecco che 'sto stronzone tondo e giallo fa bella mostra di sé. Santocielo, faccio in fretta. Ecco, finito, "Esco cinque min.......", a ridajje, di nuovo nuvolo.

Alla quinta sessione sono uscita lo stesso. Quella gialla palla gonfiata ha avuto pietà di me, ed è uscito, dopo poco, allo scoperto. Questo mi ha fatto sentire un po' meno Fantocci Ugo, ragioniere.

martedì 6 maggio 2008

le 12 fatiche di pappercole per un pisello, inutili

Preparazione

Lavaggio reggiseno che mi fa due gran belle tette, depilazione ascella, scaricamento di film porno che so che apprezzerà, scelta accurata di indumento. Non possedendo nessun indumento che possa neppur lontanamente definirsi sexy, scelgo camiciola di jeans con bottoni automatici, di facile "strappo tutto", però senza che salti neppure un bottone, il tutto con studio approfondito del numero di bottoni da tenere slacciati (ché mica gli devo far credere che ho voglia di far sesso, eh, troppo facile se no)


Stato Psicologico

Il solito mio, quindi disturbato, tipo "Il Sabato del Villaggio". In ansia e fermento fin verso due ore prima dell'incontro, poi tutto a scemare fino a pensare "ma chi cazzo me lo fa fare, non c'ho voglia" e ci è mancato poco che cancellassi i porno e mi infilassi un golf coi pallini e mi mettessi un toupé sotto le ascelle. Poi vabbé, mi sembrava uno spreco delle energie precedentemente spese. Ma ormone che sembrava la particella dell'acqua lete


Svolgimento

Arriva. Mi sorbisco le foto di una mini-vacanza. Sono ancora un palo della luce.
Poi, pochissimo dopo, mi chiede: "Hai scaricato qualche porno nuovo?". Che faccio? Non ho voglia ma ho voglia di vedere se mi trova eccitante (col dubbio che magari trovi eccitante l'attrice porno e io sia solo un mero orifizio). Vabbé, tanto per chi li ho scaricati? Quindi vai di porno.

E ho capito.

Potevo non lavare il reggiseno.
Potevo non depilarmi.
Potevo non slacciare 4 bottoni della camicia di jeans.
Potevo persino non scaricare porno.

Il ragazzo era arrapato di brutto e quando ha slacciato tre bottoni dei suoi pantaloni, volevo esclamare "SuperGulp!" (cit.).

Insomma, tutto ok. L'ormone, davanti alla gestualità di uno che è arrapato ma non sa se ci starai (ma che dubbi sono?!) e alla vista di quela grazia del cielo di pisello, è andato in travaglio [non Marco] con parto quadrigemino, e i quattro ormoncini hanno fatto uguale e così via, finché manca poco gli ormoni uscivano dalle orecchie e persino dalle narici.

Sì, bella serata. Sì sì.

lunedì 5 maggio 2008

equilibrio

Ci sono giorni in cui mi sento una persona fortemente equilibrata.
La maggior parte dei giorni.
Mediamente serena, obiettiva persino con me stessa, buone relazioni interpersonali, un lavoro che (mi fa tirar madonne ma) mi piace assai e soprattutto mi sono scelta, le mie bestie, i miei ex tanto importanti, i miei amici, la mia famiglia, la curiosità (che è il mio motore principale), l'empatia, facile preda di emozioni che mi arricchiscono, autocritica, incline alla scoperta di punti di vista "altri" e così via.

Ci sono giorni in cui provo a registrarmi su un portale istituzionale, sul quale devo fare una pratica burocratica, e mi chiede "ragione sociale dell'azienda" (porcatroia, non sono un'azienda, sono una femmina umana) e non c'è verso a fare 'sta minchia di registrazione; in cui, per un'altra pratica non informatizzata, mi si chiede un documento che non è e non può essere in mio possesso; in cui ho pure la riprova che il masterizzatore "principe" è andato dopo solo un annetto di servizio. In questi giorni vorrei prendere un martello e sfasciare un po' di roba e di teste (di cazzo).

Ecco.
Stasera non è serata da equilibrio, per intenderci.

[se si potesse avere l'impressione che nelle mie straordinarie qualità non rientri la modestia, beh, sì, ok. Però i miei limiti (che un po' amo, sì, anche loro) li conosco tutti, basta dare una scorsa ai 987 post sulla possessività. Certo che ci sono altri che mi attribuiscono difetti nei quali io non mi riconosco, tipo: la testardaggine. E' caparbietà, non testardaggine, che diamine]

domenica 4 maggio 2008

weekend resume

Qualche significativissimo avvenimento:

  1. ancora alle prese da una lievissima insonnia, ho visto 4 episodi vecchi di ER e uno di House
  2. avevo anche Grey's Anatomy da guardare, ma a quel punto mi sono chiesta che minchia di predilezione ho per i telefilm di medici e compagnia, e mi sono preoccupata, e ho spento la tivvù
  3. spenta luce all'alba, sveglia ore 11.30, condizione da alce imbalsamato (senza corna, ché senza fidanzato è impottibile, come disse Titti, ma Titti era maschio o femmina?) appeso al muro, sopra il caminetto
  4. ieri sera con sostanza di provenienza indiana ma proprio portata dall'India, ho provato una dilatazione del tempo che non avevo mai provato, tipo che nei 5 minuti in cui ho fumato una sigaretta ho pensato a 59 cose diverse, avendo anche il tempo di pensare: "ma a quante cose ho già pensato?" e facendo un riassunto mentale degli argomenti toccati dai miei neuroni impazziti, e quando ho spento la cicca di sigaretta ho avuto la sensazione che fosse durata 45 minuti
  5. una chiacchierata tra amiche è distensiva come (e più) della dormita che mi sarei potuta fare in quelle due ore
  6. alla soglia dei tre anni il bimbo della mia amica del cuore (ché noi dentro siamo ancora in tarda adolescenza) mi caga pochissimo. Secondo me è troppo egocentrico, ecco
  7. un bimbo è egocentrico per la stessa natura sua di bimbiezza
  8. ma questo bimbo oltrepassa ogni limite
  9. ho perso un paio di amici che sarebbero dovuti passare a trovarmi, e mi viene sempre in mente, quando succedono episodi così, che magari abbiano scazzato di brutto
  10. ho scaricato le dichiarazioni dei redditi, ma non sono andata a vedere quelle dei vicini: in rete non c'erano
  11. credo di avere finalmente digerito l'aglio di tre giorni fa
  12. mia sorella ha un tono normale di voce più simile al comune urlo, e io sono mezza sorda, e secondo me tra le due cose c'è relazione
  13. la mia bestia anziana è molto più puntuale di me: chiede il suo cibo a orari sì precisi che sono sicura porti un rolex al polso (ma è nero, quindi lo nasconde bene). Ora capisco perché ho sempre l'impressione che mi spariscano soldi
  14. alle volte leggi blog che ti fanno un po' cagare e chiedi al blogger come fa a essere così seguito e ti risponde qualcuno dei suoi lettori in maniera intelligente, e nel blog del lettore trovi ciò che cerchi
  15. stasera devo per forza andare a letto presto. Infatti ogni occasione è buona per perdere tempo
  16. si stanno accumulando orrendi avvertimenti di ogni genere che ti ricordano che, per un anno almeno, potresti presentare la dichiarazione dei redditi con almeno una settimana d'anticipo
  17. al diciassette può darsi porti sfiga chiudere il post
  18. chiudo, ma non ho sonno. Per fortuna ho ancora GA con cui rincoglionirmi.

venerdì 2 maggio 2008

i due perché

Io proprio non capisco due cose.

Perché ci sono persone come il a fianco citato PNV che sa rendere bello e divertente e geniale persino un cazzutissimo meme?

Perché un giorno, fuori dall'ufficio, non può venirmi a prendere costui, anziché (raramente) amici di dubbia fattura?

(così, voglio sognare un po', e poi lo voglio proprio così, con il pigiamino da chirurgo sotto e la testa lievemente inclinata da un lato)

(se non altro non posso essere tacciata di guardare sempre i tacchini più giovani)

(se non altro ci posso seppur remotamente sperare, ci sta o no tutti quei cazzo di mesi in Italia?)

(sì, sono una all'antica, che scrive Italia con la "I" maiuscola, perché un po' ho girato e mi sono piaciuti tanti posti, ma non farei a cambio con nessuno)

("ABBATTETELA, CAZZO!!!", ehhhh, vabbé, senza urlare... la pianto qui, va bene, va bene)

(SuperSlurp, come il programma per bambini degeneri o semplicemente golosi in onda sul secondo, un qualche anno fa)

mercoledì 30 aprile 2008

cuor di leone ha risolto la questione

Mattina

Buuuuuuuuzzzzzzzzzzzzzzzzz.
(sveglia per bovini addormentati, specie alla quale io appartengo la mattina fino al 30° minuto - minuto del cappuccino)
Spanf. Sdeng. Clic.
(mi rigiro nel letto, batto il gomito sa iddio dove, accendo la luce)
Trallalalaaalaaaaaaaaa.
(accensione telefonino)
Riiing, riiing, riiing.
(Occhei. Uno dei tre sms è dello stronzetto)
Zgnzgnzgn.
(i miei denti producono suoni inverosimili, mentre vedo che lo stronzetto non ha smssato)
Gasp!
(un'amica mi scrive che era dal '47 che non le capitava di scopare tre volte a fila. E io mi sento sempre più imbecille, sempre di più, sempre di più, chi offre di più?)
Tic, tic, tic, etc.
(scrivo sms)
Riiing.
(lo stronzetto si scusa, ma si era dimenticato di rispondere. Io in questi momenti lo amo, perché è un puro. Sa che potrebbe subire una sclerata amplificata dall'ora indecente, ma lui è puro e dice la seppur dolorosa verità. Si era dimenticato)
Sic.
(mio singhiozzo)
"Speriamo bene".
(mia prima rauca frase della mattina, mentre leggo che magari ci vediamo nel weekend, ci riaggiorniamo sabato)

Pomeriggio tardo tardo

Viene a trovarmi ex-fidanza che mi porta i regalini: i gadgets dell'azienda per cui lavora e il mio regalo di compleanno. Quest'ultimo consta in due magliette. In una c'è sù Snoopy che rincorre qualcosa, nell'altra ci sono sù delle righe piccine orizzontali rosse su sfondo bianco e uno stemmino. Quella di Snoopy è verde ed è una t-shirt, ed ex-fidanza specifica che è stata comprata all'oviesse, come a giustificarsi. "Sai, [moglie] ci teneva molto a comprartela, fa molto anni '80". Quell'altra è una polo di tommihilfingher. Però la prima la vedi che ride, l'altra ha il sorriso delle 60enni che si sono fatte il botulino in faccia.

Sera

Mater mi propina un innocuo hamburger con tanto di patatine fritte. Innocuo un par di coglioni. Credo sia dalle 20.15 che continuo a fare rutti all'aglio (sono passate quattro ore, n.d.b.).
Ma metti che avessi avuto qualche appuntamento? I casi sarebbero stati due:
1.non mi piace, mi tengo a distanza, mangio 5 ciuingam deigam alla fragola e bòn
2.mi piace e pur di farglielo capire esercito le mie facoltà orali sul suo batacchio (almeno mi porto avanti coi compiti), scappando istantaneamente dopo con un rapido e inodore/insapore sfiorarsi di labbra, adducendo la scusa che devo lavorare.

["Ma non scappare, torna quuui! Ma poi che cazzo di lavoro faaaaaaaiiiiiiiiiiii?" (sono già lontana)
"Laaaa siiiindaaaaaacaaaaaaliiiiiiiistaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!"]

Tarda sera

Ricevo mail ed sms da un'amico. Troppi. Troppo intimi, per la tipologia della nostra amicizia. Mi sale l'ansia. Non gli rispondo se non dopo tempo. Ma non demorde. E la cosa mi fa paura, non perché sia lui a farmi paura, ma perché siamo amici e va bene così

[e sia! Che cazzo di coscienza puntigliosa che ho! Va bene così perché non mi fa voglia baciarlo né fare alcun genere di sesso con lui. Ooooooh]

e non voglio dargli spazi per potersi eventualmente esprimere in toni più espliciti.
Ma allo stesso tempo sto snaturando la nostra amicizia. Mi secca molto.
Ché alla fine certe amicizie perdono la loro naturale essenza e a me spiace assai.

Sono quelle situazioni di merda in cui mi sono già trovata diverse volte.
Una volta un'amico con cui ero stata al cinema (un santo, ero pesante come il marmo di Carrara in quel periodo, e lui e pochi altri si ficcarono qualche chiodo nei polsi e mi stettero vicino) provò a baciarmi. Gli risi in faccia. Ma non per il fatto di essere nervosa o imbarazzata. Proprio perché mi faceva ridere, io ero la sua antitesi di accezione di donna, e mi veniva a baciare! Lui rimase un po' così, non era un tipo strafigo, però ci sapeva fare di brutto. Non era abituato a ragazze che rifiutavano un suo bacio, per di più ridendo.

E così gli spiegai che ritenevo la cosa una stronzata, amici come prima e tutto tornò a posto.
Mentre salivo le scale di casa mi ricordai però delle descrizioni degli elementi degli spogliatoi maschili fatte dai miei amici-amici maschi: tutti giudicavano il pisello del suddetto "esagerato", con un malcelato tono misto tra l'ammirazione e l'invidia.
Uno dei pochi rimpianti che ho.

martedì 29 aprile 2008

ri-back on possessività (e chiunque affermi che scrivo sempre delle stesse cose gli rispondo: hai perfettamente ragione)

È una regola vecchia come il cucco. Uno non ti caga e tu sbavi dalla voglia di vederlo.
Oggetto: ex-moroso.
Eventi: confermata presenza di altra donna di cui dice di non credere di essere innamorato.
Risultanza: fremo per rivederlo e mettergli le mani addosso. In senso buono.

"Zoccola!", "irrispettosa!", "senza dignità!".
No, possessiva verso gli ex e basta. È un mio baco, e non sono ancora riuscita a trovare una hotfix che lo corregga, ché sia ben chiaro, la cosa mi crea diversi (ovvero due, dizigoti) problemi quali: ansia da sms o telefonata.
A ME. Che proprio di queste cose ne sento giusto parlare al telegiornale regionale.

Insomma avendo ormai virato intorno alla boa dei 10 giorni senza comunicazioni (va beh, sms da compleanno a parte, ma quelli 1.mi sono venuti in mente or ora 2.non contano), oggi con insospettabile coraggio prendo in mano il cellulare e gli ricordo una roba a cui dobbiamo andare a fine maggio. Un sms piccino, spiritosello, dettato dalla circostanza che lo scorso anno, fossi riuscita a prendere i biglietti per Vasco, lui mi avrebbe paccato perché essendosene scordato aveva prenotato un aereo per Londra (cazzo).

Sono qui, da idiota, ad attendere risposta. Dal primo pomeriggio. E ogni volta che il cellulare gorgoglia che è arrivato un sms, prima esclamo: "Quello stronzo si è degnato?!", poi mi scende la bocca all'ingiù perché non è mai lui.
[bensì inconsapevoli disgraziati a cui non rispondo per motivata ripicca: mi hanno illuso]
E con tutte le volte che i suoi messaggini del cazzo hanno rotto i coglioni a me, poi, durante le nostre serate da ex!

Imbecille, imbecille, imbecille!!!
Sei un'emerita imbecille!
Ma non ci son cazzi, è tutto il giorno che mi riempio di insulti e continuo a fremere.
E ho i nervi. Ed è pure venuta mia sorella a trovarmi, come se tutto ciò non fosse bastato.


Ma non c'è un tipo di propoli particolare che anziché far passare il mal di gola, fa passare questi attacchi di possessività?
Nel caso:
- Un litro, grazie.
- Sì, signor farmacista, lo so che la vendete in boccette da 20ml.
- Si, mi ha già detto che costa 55 euri a boccetta.
- INSOMMA, ME NE DIA 50 CONFEZIONI E LA SMETTA PER CORTESIA DI DISCUTERE! Scusi sa, ma non era il cliente ad avere sempre ragione?!
- ...
- .....
- ........
- ...........ha detto 2750 euri? Ma ha proprio contato bene? No, sì, certo, ha ragione, i tempi del pallottoliere sono passati da un po'... Però è proprio sicuro che la mega cassa elettronica funzioni bene?
- Sì, ecco, ho seguito il suo consiglio. Effettivamente anche il mio cellulare dice la stessa cifra, ma sa sono svedesi, saranno assemblati!
- Sì, guardi, ha ragione un'altra volta, questi apparecchi non sono svedesi ma norvegesi, ma è che sa, io tutti quei paesi lassù me li confondo, che ancora non so dove ci sta l'euro e dove no...
- No, ma vede, è che stamani ho pagato 440 euri di condominio e allora sono un po' a corto...
- No, ma vede, devo proprio ingurgitare un litro tutto d'un fiato, se no mica mi passa, sono un caso clinico già oggetto di studi sulle anomalie comportamentali compulsivo-ossessive...
- Certo, possiamo fare così! Mi sembra un'ottima idea! Dunque 300 euri per 12 mesi! Lei è gen-ti-lis-si-mo! ...TAN e TAEG, gentilmente?

lunedì 28 aprile 2008

mi sbattono fuori

Ho scoperto, tra la posta che non sto cagando da un mese, un bollettino di spese condominiali da 440€, da pagarsi entro il 31 marzo.
Il sito della banca non ne vuol sapere di questo MAV da pagare.
E vicino casa mia non c'è neppure un ponte, sfiga delle sfighe!
'iuto.

sabato 26 aprile 2008

gommolo

Un giorno succede che un amico mi si lamenta.
E' un amico tranquillo, simpatico, sereno, direi persino bietolone. Del tipo che se te lo dovessi immaginare sessualmente, faresti un po' fatica, e al limite solo nella posizione del missionario.

[hi hi! mi ricordo ancora di quella mia istruttrice di sport vari che non sapeva cosa fosse la p.d.m., hi hi!, a un passo dal matrimonio, hi hi!]

Ma proprio, proprio al limite. Anche per sentito dire da donne che qualcosa ci avevano avuto a che fare.

Mi dice che cambia telefono e che non sa come fare a trasferire la rubrica, i messaggi e i compleanni, ed io, oplà! Gli presento la rivoluzione delle porte a raggi infrarossi, e un programmino per backuppare i dati e poi trasferirli sul nuovo telefono. Lui, tutto felice, un giorno mi porta il telefono vecchio.
Mentre il programma backuppa e io e lui chiacchieriamo, lo vedo sbiancare e prendere di scatto il telefono: "Ma che cazzo fai, adesso bisogna ricominciare da capo!!!", e lui: "No, sì, scusa scusa, è che avevo sù delle robe di lavoro inutili, un sacco di sms, che altrimenti ci avremmo messo sei ore!".

Il tonno, cioè io, ci crede.
Finisce l'operazione e lui si allontana. E io mi chiedo com'è che è sbiancato.
"Fai finta di niente e non oltrepassare i limiti della privacy altrui", questo ciò che mi ripeto come una cantilena, mentre spasmodicamente vado a frugare tra i file backuppati, sicura però che il programma non abbia fatto a tempo a copiare gli sms dal telefono al pc.
E invece...

Leggo.
Gli sms non ci sono tutti. C'è un simbolo che dice che il parco sms risulta incompleto. Inizio a leggere la parola "gommolo" e mi sovviene Pisolo, Gongolo, e gli altri cinque. Faccio fatica ad attribuirgli un significato. "Non vedo l'ora di appoggiare il gommolo su di te", sms ricevuto da numero anonimo. Il mento? Una tetta finta? (NO! messggio troppo esplicito per uno come lui) La fronte? Il cane? Il gatto? Un armadillo? Un bebé segreto?

Leggo, leggo e leggo.
E non c'è verso, sono messaggi di una ragazza. E son messaggi sempre più pesanti. Finché l'illuminazione.
"Appena ti vedo ti metto il gommolo fra le palle...! E poi tra le chiappe, te lo strofino avanti e indietro, vedrai come ti piacerà...".
Oh, minchia. E quale espressione fu mai più azzeccata per un fallo di gomma stile film porno, di quelli che le signorine si attaccano in vita?
[sì, sarò antiquata, ma più di wurstel e cetrioli e oggetti di facile reperibilità, io 'ste robe niente proprio]
E che, orrore!!!, poggiava in ogni zona erogena del bietolone suddetto?!
L'amico mio bietolone, cazzo!

Morale

Non mettere la mano sul fuoco su nessuno.
Can che morde non abbaia.
Sono curiosissima. Ma faccio finta di no.

[E se gli sms mancanti l'avessero visto penetrato? AAAAAAAAGH!!!]

venerdì 25 aprile 2008

terzo compleanno

Anche per quest'anno è andata e il mio cazzo di compleanno è passato.
E' il terzo anno di fila che (non) festeggio in un giorno... mmmm... periodo veramente di merda, per una ragione o per un'altra. Però quest'anno è l'anno del Toro, quindi, ho pensato più di un mese fa, quest'anno sì che si festeggia! Avevo già deciso la data della festa, da chi farmi dare una mano, chi invitare.
Poi, bum. Niente da fare.

Il giorno prima sento per telefono una specie di collega (s.p.c.) e le racconto di quanto mi faccia incazzare che i giorni peggiori (o almeno si spera siano i peggiori, dovessero essercene di più peggiori mi sparo) dell'anno coincidano sempre col mio comple. Sicché lei, che mi assomiglia molto in tante cose, mi dice che mi capisce, che capisce la mia voglia di mandare a quel paese amiche e amici che pensano che se festeggiassi dimenticherei le brutture del periodo e insistono come martelli pneumatici nel voler organizzare qualcosa, e ciò mi consola.

Il giorno dopo vedo s.p.c. e pranziamo insieme. Mi ha portato la focaccia fatta a mano, poi mi dice che, ops!, si è scordata il regalo. Ma cosa vuoi che me ne freghi!
Poi compare una mia ex-capa, che si ferma per due chiacchiere. E io le racconto (a domanda si risponde) il mio periodo un po' sciagurato.
Poi.

Oplà...
Si materializzano altre persone, una ha in mano una pianta, una un sacchettone, un'altra (un maschietto per cui sbavo e che la mia s.d.c. è riuscita a concupire, beata!) con un sorriso che mi fa far pace con il mondo...
Insomma, salta fuori che la specie di collega, mentre il giorno prima mi diceva: "...come ti capisco..." al telefono, nel frattempo faceva l'impasto per la torta, pensando che i casi erano due:
  1. le avrei scaraventato la torta in faccia
  2. sarei stata un po' contenta.
Sono stata molto più che un po' contenta, che lei, tra due bimbi, un compagno, e tutte le menate di una vita ben più adulta della mia (benché lei sia più giovane di qualche anno, poi!) abbia trovato il tempo per torta-spumante-piatti-bicchieri-tovaglioli-regalo-tovaglia-convocazioni e, pure, la focaccia, mi ha un po' commosso. E poi ha chiamato le persone giuste del nostro gruppo, tutte persone a cui io tengo.

Quel giorno lì ho ricevuto 32 sms.
Un po' di e-mail.
E qualche telefonata (ma ho risposto solo alla zia 93enne e al mio compagno di scherma che quel giorno lì compiva gli anni anche lui), ché quasi tutti lo sanno che il cellulare mi scazza.

Ho pensato che non è male che 32 persone, che saranno state anche 40 e passa con mail e chiamate, si ricordino del tuo compleanno. Perché è vero che c'è l'allarme che trilla e che ti avverte ("oggi la coglionazza compie gli anni!"), ma poi tu devi avere anche voglia di scrivere un sms di auguri.
[lo ammetto, alla 10° risposta stavo per mandarli affanculo con sms corale, ma poi ho fatto la formichina che lavora e ho risposto proprio a tutti].
Ho pensato che ancora c'è molta gente che mi vuole bene, e così, questa riflessione ha reso la giornata meno schifosa.

[digressione: perché poi io sono convinta che uno il bene altrui se lo conquisti. E io un po' - non tutto - credo di essermelo conquistato. Una persona veramente modesta, direi]

P.S. di questa festa a sorpresa non ho potuto parlare con le amiche strette strette, che se no mi si sarebbero incazzate come belve. "LEI sì e NOI, checiconosciamodallaprimamedia, no???", no, no, ho fatto bene a non rischiare.

P.P.S. ieri mi veniva "Portorotondo" come luogo d'ubicazione del santuario di P.P., poi l'iluminazione: MONTEROTONDO!!! Quando stamane ho letto il giornale e ho intravisto "S.Giovanni Rotondo" ho pensato di correggere il post, ma poi mi sembrava illecito. Quindi ammetto d'essere più bestia delle mie tre bestie. Assommate.

giovedì 24 aprile 2008

messenger e varie

Io non sono fatta per messenger. Cioè, non sono più fatta per messenger.
Nell'anno della scoperta della ruota c'era un programma che si chiamava PowWow. Non so se sia stato il primo, certo è stato il mio primo programma per chattare. E chattavo con la persona che amavo (e che, niente da stupirsi, amo un po' ancora adesso), ore e ore, da mezzanotte in poi.
[è vero, a parte studiare - il minimo - non avevo proprio un cazzo da fare]

Stasera mi è capitato ex-moroso in chat, in verità era per lui che avevo scaricato il programma, dovevo rifilargli una canzone che una sera mi fece recuperare. 77 tentativi (sembra che le due versioni non si vogliano tanto bene), per poi scoprire che quella cazzo di canzone gliela potevo inviare per posta [evidentemente mi sono rimasti in testa i limiti del mio internettiano battesimo: "il messaggio non deve superare i 2,5 Mb di dimensione", sono un po' gnucca per l'aggiornamento personale]

E abbiamo fatto gli stupidotti con una serie di promettenti allusioni sessuali, però dopo un po' non ne potevo più e quindi con grazia [o con elisa o con martina o con alberica] gli ho scritto: "[nomignolo] mi sono rotta i coglioni e c'ho da fare, tanti bacini con la lingua"] e ho chiuso lì. E ho finito un lavoro per l'associazione schiavista.
Poi, non so perché.

Sarà stato il fatto di trovarmi per più di 30' a chattare.
Sarà stato che mentre chattavo lui ha fatto capolino e poi è scomparso, previo saluto, per tornare a casa dal lavoro.
Sarà perché ho ripensato a quelle sere.

Ho voluto rileggermi le lettere (non erano mail, non sempre. Spesso mail con attaccati file di word) che io e la persona di cui all'inizio del post, ci siamo scritti.
Io non sono particolarmente romantica, ma mi hanno spezzato il respiro. Tanto le sue quanto, modestia a parte, le mie. Lettere così belle, potenti, emozionanti.
Ne pubblicherei una a sera, ma lui ciascherebbe subito il mio blog. Oltre al fatto che probabilmente la loro bellezza è più soggettiva che oggettiva, ché mi rimandano a momenti di vita intensa, dove ho (ri?)scoperto cosa significhi amare.

So di certo una cosa, chi dice che l'amore è lo stesso a 15, 20, 25, 30, etc anni dice delle gran minchiate, ché mica è vero. A seconda del percorso di vita, a seconda della disillusione che inevitabilmente ti coglie, cambia. Non saprei se in meglio o in peggio, o meglio, lo so per me [ma non per tutti le forti emozioni sono il leit-motiv, c'è chi preferisce la serenità costante alla discontinuità dell'emozione forte], ma non sono il nano, quindi evito di dare un valore universale alle mie cazzutissime e personalissime idee. Anche se la tentazione è forte.

P.S. io credo che la riesumazione del povero frate, che a me fa davvero un po' pena, sia una mera operazione di marketing per rilanciare Monterotondo's prayer resort. E ho anche un po' pena di coloro che oggi sono andati, ammassati come buoi, ad osservare una maschera di lattice (cazzo però, come sono stati bravi quelli di Madame Tussaud!). In tanti dicevano: "Chi non ha fede non può capire ciò che si prova", ma diamine! Il lattice è lattice! E non è mica lo stesso materiale con cui si fanno i preservativi? Il che mi sembra irriverente. Scusali frate, perché non sanno quello che fanno.

martedì 22 aprile 2008

le tre, in media

E ora che ho finito di vedere "In Treatment" come farò a gestire l'insonnia fino alle tre, tre e mezza, giù di lì?
Rischio di annoiarmi.
(come se già...)

Ho impiegato tipo due ore a rifare una compilation musicale, promessa per domani, che già mi aveva fatto dannare nei giorni scorsi. Poi il disco è stato masterizzato e io, con la fregola che mi frega di tanto in tanto, non ho visto, se non dopo cliccata, un "Disc error", e così ho cancellato 'sta cazzo di compilation. Ché io, siccome ho cambiato pc da solo un mese e rotti, ho musica sparsa in chiavetta, 2 hd esterni e pc.
In pratica sono colta ancora adesso da sgomento. Per essere stata sì cretina.
Ma vabbé.
Intanto mi ascolto Morandi Gianni, per accertarmi che finalmente 'sto cazzo di disco sia venuto. Ogni commento sull'autore o sulla compilation sono assai sgraditi. Grazie.

Quando ho qualcosa che non va, sono odiosa.
Solo che me ne rendo conto, e frigno. E non ho ancora capito se frigno per il qualcosa che non va o perché mi fa soffrire vedere trattare male da me stessa medesima le persone a cui voglio bene. Naturalmente frigno sempre di nascosto, che a me le femmine frignone fanno venire i nervi. Solo che se lo fai di nascosto è come non farlo. Quindi io non mi faccio venire i nervi.

Una sera ero uscita con il solito ex-fidanza, ed eravamo in un locale tutto romantico coi tavolini a specchio. Non mi ricordo perché, posso immaginare che mi sentissi trascurata (mio eterno problema, perché lascio un sacco di libertà fin quando 'sti pirloni non esagerano e allora m'incazzo. O, appunto, frigno), e mi è calata una tristezza furibonda, e benché cercassi di trattenermi sono scoppiata in un sommesso piagnisteo. Quello scemo di ex-fidanza, anziché preoccuparsi di essere convincente nel rassicurarmi, si preoccupò di non fare figure di merda nel locale, e si vedeva lontano un miglio, perché si guardava tutt'intorno con aria da colpevole. E io quindi continuavo nel piagnisteo e vedevo, nel tavolino a specchio il mio faccione deformato dal pianto e i lacrimoni che cadevano.

Non c'è scenata che tenga.
Piangere sommessamente per una buona quantità di minuti in un locale pubblico non troppo rumoroso, è una punizione tra le peggiori per un fidanzato. Perché piano piano gli avventori se ne accorgono e iniziano a guardare in cagnesco il poveraccio che hai davanti. E lui si vergogna come un ladro. E in retrospettiva è tutto molto divertente, ma quella serata là no, non lo fu affatto.

Dicono che piangere sia liberatorio.
Io oggi avrei solo voluto essere in carcere. Ma, yuppi, la giornata è quasi finita e, yuppi, quella di domani sarà senz'altro peggio! (anti-gufata da manuale)

lunedì 21 aprile 2008

da copione

Questa settimana che ho più tempo non scrive (=posta) quasi nessuno, ma è normale.

Ciò che non è normale è il mio nervo ottico che è... è... introverso? Cioè parla poco? E non racconta un cazzo di sè come ex-fidanza? No. Un attimo, googulo e poi scrivo.
Trovato nulla.
Forse era introflesso? Beh, comunque devo fare l'esame del campo visivo. Che è un esame con dei puntini luminosi e tu devi schiacciare un pulsante quando ne vedi uno. Mi sembrerà di essere in un quiz televisivo, salvo poi cagarmi sotto per l'esito. Che ai miei occhi io ci tengo. Che in famiglia abbiamo poco simpatiche patologie dell'occhio. Aaaaahhhh! Mi sto agitando, cambiamo topic.

Ho visto ex-moroso e io continuo a divertirmi un sacco con lui, e lui con me.
Siccome ero sotto forte impulso ormonale, ci è scappato poco. Giusto perché avevamo un appuntamento al quale non potevamo arrivare in ritardo. Poi però mentre chiacchieravamo e scherzavamo e ridevamo come due inguaribili citrulli, previa avvertenza, gli ho infilato la lingua in bocca. [sì, la poesia per me è tutto]
Lui prima c'è stato, poi ha digrignato i denti, poi gli ho fatto una leggerissima pressione sulla mascella, e per forza si è beccato la seconda slinguazzata. E' orribile? Ma va! E' divertente! E' solo prendersi un po' per il culo, anche da soli, cioè non prendersi troppo sul serio. Io conosco lui bene, lui conosce me bene, e ci prendiamo in giro anche così.
E' bello stare con lui.
Prossima uscita prevista: a fine maggio, per un concerto. Visto che l'ho visto [chi l'ha visto?] ben 2 volte nell'arco di dieci giorni. Leggermente scostante il nostro rapporto. Però rimane straordinariamente vivo. E io sono felice.

L'avvicinarsi del mio compleanno porta a ipotesi di festeggiamenti ["ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi" mi sembra una canzone da cattivo presagio per il mio esame. Renato, "silenzi", appunto, grazie] tra le più variegate. Questo perché ho detto che non volevo festeggiamenti. Solo regali. Quindi: niente regali ma festeggiamenti a iosa.
E no!
Mi rifiuto!
Voglio marcire sotto le mie coperte, quella sera lì!
[sì sì, è la serata della poesia proprio]
Bastava proponessi 123 ipotesi mie per festeggiarmi e tutti avrebbero avuto qualcosa da fare e la cosa sarebbe morta lì. Ma io devo ancora imparare molto. E soprattutto farmi furba.

Mi sono chiesta se 5 ore e 30' di chiacchiere praticamente ininterrotte con la mia amica rossa rasentino il limite della patologia. Perché la cosa grave è che alla fine ci chiedevamo se avessimo veramente esaurito (i.e. spaccato il capello in 4 su) tutti gli argomenti.
Mmmm, secondo me no.
No, non li abbiamo trattati tutti. Manca qualcosa, accidenti.

sabato 19 aprile 2008

seria dissertazione su storie di amanti

Caso n.1

Lei è corteggiata da un collega. Lui è sposato ma in quell'occasione di tre giorni trascorsi nello stesso albergo, la moglie è lontana. Forte attrazione sessuale, ma lei non se la sente, non vorrebbe, chiama un'amica che ha avuto un'esperienza simile. L'amica, anche ricordando quando la protagonista di questa storia la giudicò senza appello e disse solennemente: "A me non capiterà mai!", le dice di buttarsi. E lei si butta.
Nasce una storia tormentata e sofferente, più per lei che per lui. Lei mostra all'amica interpellata una foto di lui, e l'amica, qualche settimana dopo, lo intravede in un grande magazzino con la famiglia. L'amica non sa se farlo o no, ma alla fine glielo dice. Lei si trattiene a stento, poi esplode in un miliardo e mezzo di domande. "Ma la moglie com'è? Com'era vestita? Si sono scambiati gesti d'affetto?" etc. etc., e l'amica con la pazienza di Giobbe risponde. Lui, dopo alcuni mesi, viene trasferito. La storia finisce. Lei soffre, ma si salva da un vicolo cieco.

Caso .2

Lui è attratto da una collega, sposata. Ma ha una ragazza, e alla ragazza glielo dice che se la farebbe volentieri questa collega. Ma tutto rimane su un tono scherzoso, giocoso. Ogni tanto la ragazza ha qualche sclero, ma lui riesce a sdrammatizzare e lei viene rassicurata. Anche perchè pensa che la collega del suo ragazzo è molto più grande di lui. E quindi che il loro rapporto è al sicuro. Ma un rapporto non è mai al sicuro, e lui la lascia dopo un po' di mesi, perché forse nessuno dei due è più innamorato, nessuno dei due è più trasportato, e forse anche perché l'interesse di lui verso la collega cresce.
Cresce tanto che poco dopo si trovano ad essere amanti. Ma la situazione è complessa, perché nei mesi addietro ci sono state occasioni in cui lui ha conosciuto il marito di lei, che trova pure molto simpatico, e si ripetono le occasioni in cui si vedono insieme, loro tre. O persino loro due, il marito e l'amante. Il marito ignora, e anche se loro si trattengono il più possibile, qualcosa non può non sfuggire. Uno sguardo, un gesto. Ma il marito continua a ignorare. Chissà se ignora veramente ed è chiaramente un tonto totale, se ha qualche sospetto, se ha più di un sospetto ma pensa che sia meglio che le cose facciano il loro corso e amen, sicuro che la moglie resterà con lui.

Caso n.3

Una ragazza si reca per una settimana come consulente in una ditta. Al terzo giorno però scocca una scintilla. La ragazza è così felice, i colleghi intorno a lei dicono che l'attrazione è certo reciproca. Però la ragazza scopre che l'uomo è sposato. Vuole e non vuole. Non ce la fa, però lui con una scusa le lascia l'indirizzo di e-mail. La ragazza crede che in fondo non c'è nulla di male a scambiarsi qualche mail e che poi, così velocemente come la scintilla arrivando ha alimentato un piccolo fuoco, altrettanto velocemente il fuoco si spegnerà. Ma sbaglia tutto.
In qualche mese si passa dall'e-mail, al chattare, al trovarsi e lasciarsi biglietti sui cruscotti delle macchine, al vedersi, al baciarsi, a fare l'amore. E lui mette subito in chiaro una cosa. Questa storia può solo finire, deve finire. Ci provano, più lui che lei. Ma lui resiste poco, e poi la cerca. Lei resiste di più, ma quando lui la cerca, alla fine si fa trovare. Passano così gli anni. Lei in tutto questo tempo non ha mai voluto sapere nulla della moglie, neppure vederla in fotografia. Un evento traumatico sconvolge la vita di uno dei due. La storia finisce. I due si frequentano ancora adesso, ma riescono a tenere il rapporto nei binari dell'affettuosa amicizia. Un po' a fatica, per la verità. E con qualche perdita di equilibrio. Ma si sa, la corda è proprio sottile.

Caso n.4

Una ragazza nota, come altre mille colleghe, quanto è affascinante un uomo che lavora lì da loro. Lei è fresca, appena arrivata, le dicono che lui è sposato ma non certo rinomato per essere fedele. Lei è una gran bella ragazza, con un viso che sembra venire da un altro tempo, tanto è particolare e delicato nei tratti. Lui la nota. Si comincia con il caffè preso insieme alla macchinetta, si continua con intimità crescente, si buttano lì proposte indecenti, fin quando una mattina festiva l'affascinante uomo bussa alla sua porta.
Per un certo periodo di tempo la frequentazione è costante, e lei è sessualmente appagata, anzi, lo è estremamente, perché lui è bravissimo, ma inizia a roderla il dubbio che lei si stia innamorando. Lui se lo chiede meno, ha il suo punto fermo nella famiglia, e quello è un punto dal quale non stacca mai gli occhi. Allora lei gliene parla, e lui le concede la tregua. Lei però si mangia le mani di lì a poco. E appena fa un passettino avanti, lui risponde, ma si fa un po' desiderare. Gli incontri si diradano ma di certo non perdono in intensità. Lei si chiede se è amore. Se è solo desiderio. Cos'è che lo rende irresistibile. Non importa, prende la decisione di non rinunciarvi. Sarebbe come rifiutare quelle rare occasioni che la vita ci dà per avere incontri intensi.

Conclusioni

So di essere molto impopolare, ma io credo fermamente nel tradimento. A chi mi chiede: "Ma tu come ti sentiresti ad essere tradita?", rivolgo uno sguardo di incredulità. Ovvio che soffrirei come un cane. Se c'è una cosa che, da un certo punto in poi della mia vita, ho imparato a dire agli uomini che mi sono a fianco è: "Tradiscimi anche, se non ne puoi fare a meno, basta che sei abbastanza furbo da non farmelo sapere. E neppure sospettare".
Non so come sia andata finora, se ho palchi di corna tanti quanto quelli della Scala, oppure se ho avuto una congiunzione astrale fortunata e uomini fedeli.

Di certo posso dire, senza orgoglio e senza rimorso, che io ho tradito. E tradendo ho avuto in regalo piccoli attimi di felicità assoluta che conservo come gemme preziose nella mia memoria [e nei miei 234 diari, ché ho paura che prima o poi la memoria farà cilecca su tutti i fronti]. Talvolta sono stati questi incontri, spesso, anzi, quasi sempre all'acqua di rose, a darmi la forza e l'energia e la volontà affinché prendessi per i capelli storie che stavano avvizzendo. Una volta un tradimento di cuore, ma senza neppure un bacio, quindi neppure un tradimento a dirla tutta, ha invece portato al crollo.

P.S. Non è vero. Una volta il rimorso mi ha corroso. E' stato quando ho tradito l'uomo di cui ero amante. E questo non è uno scherzone, davvero.

giovedì 17 aprile 2008

questo amore è una camera a gas

Stasera, mentre finalmente mi leggevo gli arretrati dei blog, è arrivato un sms di ex-fidanza che mi chiedeva se fossi sveglia. Io in verità mi volevo dedicare alla lettura, quindi gli ho detto che sì ma che stavo lavorando, e dopo 5 secondi compare il suo faccione sul cellulare e mi dico: "Sì, rispondo ma tra 5 minuti lo casso". Solo che ex-fidanza guidava e mi piaceva l'idea di tenergli compagnia e di tenerlo sveglio, e poi lui è troppo simpatico.

Se non che avevo appena finito di ascoltare una radio dove era intervenuto il presidente dell'associazione per cui lavoro aggratis (sì, è un secondo lavoro, è una santa verità), e pensavo l'avesse sentita anche lui e volesse commentare.
Invece mi ha detto che stava ascoltando... e bum, ha cominciato a cantare la Nannini Gianna. Ed ex-fidanza non si distingue per l'intonazione della voce. E mi ha così rimbecillito che ho ancora la canzone che mi gira in testa. E allora mi è venuta in mente una cosa.

Un giorno di n anni fa io ero a casa da sola e lui venne a dormire da me. Stavamo per andare a letto quando mi chiede, con la faccia da marameo:
ex: "Posso fare una scoreggina?"
io: "NO, NON TI CI PROVARE!!!"
lui: "Ma mi scappa..."
io: "Falla almeno fuori da questa camera, cazzo!!!".

Allora si è messo sulla soglia della porta, si è un po' piegato sulle ginocchia, ci ha appoggiato le mani, e aveva il 95% del corpo in camera e il 5% (una fettina di culo) al di fuori. E ha mollato un peto mostruoso, tipo tuono, e lunghissimo. E benché la regola voglia che se fanno rumore, non fanno odore, quel peto lì è stato uno tra i più pestilenziali.
Io: "Avevo detto fuori, intendevo tutto fuori!!!" e lui ha cominciato a ridere come uno scemo e io dietro e intanto respiravamo l'afflato intestinale che non è una roba romanticissima, e quella camera è diventata una camera a gas. Però non ce la facevo a stare seria, perché poi lui quando ride ti contagia, e non puoi fare proprio a meno di ridere anche tu.

Io gli voglio proprio, proprio bene, ecco.
E non posso proprio fare a meno di lui, ecco.

non c'è da illudersi tanto

Il fatto di non leggere gli altrui (anche se, mi sono ridotta malissimissimo, ogni tanto leggo qualcosa dal cellulare mentre sono in giro) e soprattutto di non scrivere sul mio blog, mi frustra.
D'altronde c'è chi mi frusta volentieri se non porto il lavoro a termine.

Recupererò, ah, se recupererò!

[stanotte ho dormito 5 ore, poi tutti a dirmi: "Uh, che brutta cera". E' che mi mancava lo stoppino, se no con la candela davo fuoco a tutti. Ah. Se c'è una morte che non voglio fare è quella nel fuoco. Anche se sembra che l'annegamento, come morte a breve termine, sia la peggiore. Sono tutta un proliferare di pensieri positivi, meglio chiuda 'sta cazzo di parentesi e vada a letto. Certo che 'sto post è insignificante. Ma essendo che oltre al pessimismo sono affetta ultimamente anche da masochismo, pubblico per potermi dare della rimbecillita nei giorni, mesi, anni a venire]

martedì 15 aprile 2008

droga post-elettorale

E ci risiamo.
Ci sarebbe da sperare che il governo della lega tenga, così non mi rincoglionisco troppo spesso.
...
.....
.......
Oh, no. Scherzavo, eh.
Con tutto il rispetto, che va anche a quella signora ultra-sessantenne bionda-quasi-ossigenata e truccata di rossetto rosso, ma rosso rosso, la giacca blu come il capo, che ho trovato ai seggi con la spilla del PdL. Aveva dei capelli sì gonfi che volevo chiederle il trucco, che a me si spiaccicano sempre.

domenica 13 aprile 2008

esausta

Se sono in queste condizioni stasera, figuriamoci a fine settimana prosima.

Comunque.
Elenco accadimenti ultimi giorni:
  1. recepito sfogo di un uomo innamorato e ora depresso perché mollato con ragioni che dalla parte femminile risultano corrette, mentre da quella maschile risultano incomprensibili. E quando sei tirata in mezzo non è facile. Se non dando della squilibrata alla parte femminile. [che poi forse forse.......]
  2. recepiti inutili insegnamenti di un maestro di spada che mentre mi parlava io, quasi di nascosto, scorrevo i titoli di un giornale. [sì, lo so, è grave: ma gli insegnamenti non mi sono mai garbati]
  3. estromessa dagli incontri di scherma, ma non dal maestro suddetto, con mio grande rincrescimento. Purtroppo non posso eccepire sulle motivazioni. Merda! Allontanato per mia indisponenza giustificatissima persino OA.
  4. accumulato un numero di lettere non ancora aperte impressionante.
  5. concluso un gioco la cui fine è un'autentica stronzata, e l'ho pure pagato 11$. [avevo bisogno di qualche momento di pausa rilassante, però non mi ha per un cazzo rilassata, però mi ha fatto perdere un fracasso di tempo]
  6. cancellati i messaggi da un vecchio cellulare, e alcuni di loro mi hanno rimandato anni addietro. E questo perché alla sorella, fingendo un quasi incidente in un parcheggio sotterraneo, hanno ciulato la borsa con dentro il mondo. [a parte la Fidaty Card, che insomma, è un bel vantaggio]
  7. ascoltato, qualche minuto fa, James Taylor che suonava "You've got a friend", che mi ha rimandato all'amore più grande della mia schizofrenica vita sentimentale e all'incontro (l'unico nella mia vita) con un ragazzo conosciuto su internet. ["Troviamoci a metà strada", ovvero 45 km per me, 130 km per lui]
  8. visto "In treatment" che è davvero bello [grazie Ste]
  9. nessuna delle cose succitate mi hanno dato il colpo di grazia, ma una serie di eventi collaterali che non posso neppure scrivere, se no mi vien la nausea e addio digestione delle pappardelle al sugo di noci. [che levati, tanto son buone]

Mi pare che oggi questo blog compia un anno. Tra poco anche io, non un anno, ma qualcheduno in più. A me gira già il cazzo adesso, e secondo me anche il blog oggi mica ha fatto la festa. Gliela faccio io?

giovedì 10 aprile 2008

che giornata di merda!!!

Ma sarò superiore, e non ne parlerò, ché parlarne significherebbe arrendersi alle mega sfighe.
Solo due cose. Sono rientrata a casa quasi alle 9 di sera, che per me non sta né in cielo né in terra, stanotte ho dormito 5 ore spezzettate da intervalli, pioveva che proprio sembrava febbraio. A parte le margherite.

Dopo scazzo con ex-moroso [mi viene una battuta che sarebbe "è venuto il cazzo di ex-moroso", ma siccome è un po' volgare e io sono personcina fine, la taccio. Che poi proprio solo una battuta. Ed è proprio solo una battuta perché io me ne sono stata tranquilla mentre mi palpava una tetta da un quarto d'ora e poi mi chiedeva: "Posso toccarti una tetta?", e questo, lo specifico, dopo un quarto d'ora, ma ier sera l'ormone stava zitto-zitto] egli mi si è palesato a casa, e siamo rimasti quasi due ore a chiacchierare. Alla sua eventuale donna potrà pure dire che venire da me è un'agonia che tuttavia mi ha promesso di accettare, ma la verità è che lui viene qui scazzato, e poi si diverte come uno scemo, e io pure, però come una scema.

Settimana prossima dovremmo andare in un posto insieme, ma se forse beh vediamo, finché ogni tre per due va a sciare è affidabile come il due di picche. Forse un po' meno.
Però mi vuole bene, mi ha detto "solo poco perché ogni tanto sei scassacazzo", l'importante è che me ne voglia. Ecco. Questo per dire che il post sulle amicizie e la pigrizia è, almeno per me, molto veritiero. Solo che ho imparato a non arrendermi e dunque a Botta Due gli ho scritto come la tipica femmina scassacazzo, a Botta Uno [che, essendo femmina, sarebbe stata più scassacazzo di me] come una persona mesta, e le ho fatto sapere che mi aveva amareggiato.

Si è un po' scusata. Si è lamentata che la ignoro. E boh, forse questa è la sua reale percezione, ho pensato, mentre la mia è opposta. Forse arriveremo a chiarirci, e mi verrebbe voglia di darle un ultimatum, ma non si fa. Solo coi fidanzati mosci si fa così.

martedì 8 aprile 2008

pigrizia e amicizie

A parte non riuscire a fare niente se non lavorare e scrivere, che due coglioni, all'avvocato, devo registrare due botte di delusione totale che mi sono piovute oggi.

Botta Uno

Scrivo giorni fa un sms a un'amica che non risponde. Oggi le riscrivo. Mi smssa che non mi ha risposto perché [l'asilo Mariuccia ci fa una pippa] io non le rispondo mai al telefono. Quando dormo. Cioé quella una o due volte a settimana che mi chiama, lo fa quando il mio capoccione si è già schiantato sul pc. Gliel'ho già detto 20 volte, ma è come parlare col muro.
In compenso per due persone che vivono a 1 km di distanza, per me è più normale vedersi. Invece no. Ha sempre da fare altro. E quando non ha niente da fare è stanca o per un motivo o per un altro. Credo che a lei non gliene freghi più molto di frequentarmi, e andrebbe persino bene così, ma dare la colpa a me mi ha reso triste come un muflone. Chissà se i mufloni sono davvero tristi.

Botta Due

Dovevo uscire con ex-moroso questa settimana, indago per il giorno e mi scrive che ci vediamo quella successiva. Ci rimango di merda. E gli dico che lo ringrazio per la considerazione. Da tappabuchi. Mi scrive che no, non ci siamo capiti, che lui aveva capito che io fossi impegnata tutta questa settimana, e varie minchiate. Minchiate perché bastava un: "Avevo capito male, ci vediamo domani?", e quindi minchiate.

Morale

Io sono molto pigra, anche nel coltivare amicizie. Però su una dozzina non transigo. E non me ne frega un cazzo di parlarci al telefono, io le persone voglio VEDERLE, INCONTRARLE, PARLARCI GUARDANDOLE NEGLI OCCHI. Le telefonate sono un loop da cui non si esce, se si abita relativamente vicini. Si diraderanno, diventeranno gli auguri di pasqua e natale, scompariranno. Scomparirà un'amicizia. Non voglio che ciò accada. Con nessuno della sporca dozzina.
Per questo cerco di organizzare cose, di andare ai concerti, di passare anche solo un'ora a fumare 5 sigarette nel giardino davanti casa con amici o amiche. Questa è la lezione che ho imparato, per non perdere persone a cui tengo. E anche se sono pigra e mi costa fatica, lo faccio.

Poi trovi davanti a te dei muri di gomma, neppure che sanno di Big Babol così un po' l'apprezzi, no, dei muri di gomma neri e duri che ti rimbalzano facendoti male. E allora io, carica del mio milione di difetti, spacco il capello in quattro, ma alla fine dico, e con ragionevole certezza: "No, io nei suoi panni non mi sarei comportata così".

Mi assolvo, ma l'assoluzione non cura la ferita.

dovrebbe essere vietato

Giuro che ero convinta che fosse domenica sera, sarà mica perchè ho lavorato indeFESSAmente per tre giorni? Po' esse.
Che magari domani guardo persino i blog.
O magari anche no. Cazzo! La mia menata [leggasi lavoro] ora deve essere messa su cartaceo! Ma nooooo.
Con le lacrime agli occhi, non per pianto, neppure per commozione, bensì per banale stanchezza, vado mesta a letto, a stare come al solito un po' sveglia fin verso le tre.

Ma giammai potrei farlo se non aggiungendo una cosa.
"Tu sai ascoltare le persone", è uno dei complimenti più belli ricevuti da me medesima, che ora ho una ruota che mica quella del pavone, peggio, tipo quella di un tir da 1.000.000 di tonnellate.
Sfortunatamente ciò implica anche ascoltare un numero di puttanate colossali.
Che peccato.

domenica 6 aprile 2008

insonnia, mondanità e lavoro

Se i tre elementi non sono tra loro strettamente collegati, il destino della sottoscritta non è mica tanto contento. Infatti sono, come una perfetta idiota, a dimenarmi tra i due portatili, in uno scrivo e sull'altro smadonno. A dire proprio il vero, smadonno anche su questo. Non sto a dilungarmi sul perché e il percalle, ché sono cose di cui a nessuno gliene frega niente. Tanto meno a me. Intendo: scriverle.

Andrò invece sulle cose interessanti per punti.
  1. la mia inutile love story con OA ha seguito una battuta di arresto. Per un tragico destino, era presente alla pizzata anche il mio amico biondo, che passava a salutare un altro nostro amico appena tornato da un lungo viaggio. E che era passato a salutarmi. E quella cogliona della mia insegnante di scherma lo ha invitato a rimanere, e insomma l'amico biondo mi ha impedito di fare quel tanto di oca con OA che sarebbe bastato a ficcargli la lingua in bocca. D'altronde ero in soggezione. Che sfiga.
  2. L'amico biondo l'ho visto un po' di sere fa a cena, quindi, ecco, potevo farne a meno. Non lo dico con cattiveria, ma solo guardando l'orologio. Il tempo stringe.
  3. Cena supergallinesca con amica mora-mora e le nostre istruttrici dello sport, la vecchia e la nuova (che poi siano più giovani di noi è solo un particolare). Che tanto di cappello, perchè far fare sport a noi due è impresa titanica, a cui mi assoggetto con infinita tristezza, scherma a parte perché per me, fanciullina, è ancora un gioco [e fu così che fu infilzata da una spada vera dall'allenatore Claudio], e mi sacrifico solo per ragioni del fisico stare bene. Le quattro piccine hanno mangiato come la mia ultima belva, che finito il cibo passa mezz'ora a pulire e leccare in ogni angolino le ciotole dei suoi fratelli. Che prima o poi uno ci lascia il femore, scivolando su quelle cazzo di ciotole disseminate per la cucina.
  4. Non dormo bene. Poi mi abbiocco prima di cenare, poi mi risveglio rincoglionita, poi potrei stare alzata fino alle 8 del mattino.
  5. Non cago, oltretutto. Tra un po' scoppio, e già mi vedo i visi ricoperti di sostanza organica marrone intorno a me. [è l'insonnia che mi fa diventare shitty-pulp]
  6. Ho un lavoraccio da fare che se non avessi avuto vita mondana, se non avessi avuto abbiocchi in orari topici, ma soprattutto se non avessi scoperto i giochi Mistery Case preinstallati sul pc, forse avrei già finito. Ieri ho fatto una sessione di gioco da 7 ore e 25', e un po' mi vergono, un po' no, perché mi fa sentire tanto gggiovane.

Ora vado a letto a stare un po' sveglia.

venerdì 4 aprile 2008

è troppo presto

Non interessa a nessuno, lo so. Ma io in qualche modo devo dimostrare
tutto il mio disappunto per l'ora infame [seieventiporcaputtana] in
cui mi sono svegliata. Ho dormito quattro ore! Ed è stato un risveglio
spontaneo! A parte questo, ieri si è aggiunto un ostacolo al mio
imboscamento con OA, ma che sfiga. Ora però provo a ridormire. Ogni
minuto di sonno è prezioso.

mercoledì 2 aprile 2008

mi sa proprio che mi ama, e io avrò mica smesso?

Oggi io e un'amica mora, ma mora, ma mora, e carina, che ha il mio stesso identicissimo nome, abbiamo passato qualche ora insieme in un posto dove tutti quelli che ci lavorano ci conoscono bene assai.

"Toh, le due xyze! Come state, ragazze?" (che già il "ragazze" ci rende gioiose, che c'è qualche imbecille che ci chiama "signore") [e normalmente gli imbecilli hanno un'età che farebbe all'uopo per il mio morosetto ideale, comunque lasciamo stare]
"Ehi, le due xyze! Siete raddoppiate per costituire una doppia minaccia?"
"Ma guarda chi c'è, le due xyze! In due fate paura!"
"Oh, le xyze, i miei amori, voglio un bacio da ognuna, in contemporanea, guancia dx e sx"
"Ma dai, le xyze! La velina bionda e la velina mora!" [sì, lui esagera un secondo, ma un secondo proprio]

E noi sgallineggiamo felici, perché in due ci viene bene. Cioé alla xyza viene bene anche da sola, e dovrei imparare tanto, ma tanto, poi ha la faccia come il culo, non si vergogna a chiedere niente, e io la invidio. Ah, no, si vergogna(va) di chiedere al fidanza perché, da quando convivono, gli è passata la voglia di scopare. Devo chiedere gli sviluppi, se ce ne sono stati. Ma pensa te.
Però sgallineggiare in coppia è divertentissimo, e io mi sono divertita una cifra, anche perché ognuna aveva degli obiettivi che, col supporto dell'altra, abbiamo raggiunto.

E' un po' come per i maschi di 20 anni, quando fanno coppia e si spalleggiano nel cucco delle ragazze, solo che per noi femmine lo sgallineggiamento si protrae fino a età indefinita, del tipo che la mia ex-futura-suocera sgallineggia ancora adesso, e non fa pena, giuro. Le viene troppo bene.

Anyway, volevo parlare del quasi-amore OA.
Oggi è venuto a cercarmi, mi ha chiesto se domani mangio la pizza con il gruppo scherma [certo, se no non sgallineggio più, se non con te], si è fermato un po' a chiacchierare e poi è scomparso con un mio collega. Che in teoria era la ragione per cui era lì. In pratica però è venuto prima a cercare ME, e io mi sento una cogliona di 13 anni quando penso queste cose, ma almeno se lo fossi davvero [13enne, non cogliona, precisiamo, che qui non si sa mai] sarei giustificata nel rincorrere la fascia "elettori per la camera -> elettori per il senato".

Infatti Occhi Azzurri è fuori target perché va oltre i 25, ma uno sforzo lo posso pur fare.
Adesso è tutto abbronzato, che dove pigli 'sto sole lo sa solo lui (no, no, non è lampada), e i suoi fanaloni risaltano. Però non mi viene da avventarmi sulle sue labbra, e siccome c'è una scommessa in ballo di notevole valore, una fetta di pizza al trancio quanto costerà? Tipo 5 euri? Non sottostimiamo il valore del denaro, dell'euro in particolare, che sono comunque 10.000 lire... ...con le quali a breve non ti comprerai neppure più un pacchetto di sigarette, merda! Ho deviato troppo, torno a OA.

Scrivevo. C'è una scommessa in ballo e io sono povera e devo vincerla, e ho tempo fino al 30 aprile per sbaciucchiarmi OA. Che poi l'ultima volta andò bene, perché mi tocco sbaciucchiare ex-moroso, e vinsi la scommessa, e alla fine un due anni e mezzo di relazione li abbiamo fatti uscire, non si sa come, dal cilindro. Urca. Ex-moroso! Mi ha scritto un messaggino tutto carino, e io, che devo pure chiedergli di farmi da cavaliere in due distinte occasioni, mi sono scordata di rispondergli. Che idiota. Povera stellina, si becca i miei "Ci stiamo perdendo" e poi mi perdo io nelle cose mie e dimentico lui. Va beh, ok, messaggino. Ora. Subito.

P.S. Stasera ho finito di lavorare da casa tardissimo e oltre al fatto di aver combinato dei gran casini, non ho avuto tempo di leggere i blog, che in 2 o 3 giorni solo in quattro si sono astenuti dal postare, come sempre. Quando si dice il culo.